{"id":26889,"date":"2006-03-14T10:14:00","date_gmt":"2006-03-14T10:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/03\/14\/ma-che-centrano-gli-dei\/"},"modified":"2006-03-14T10:14:00","modified_gmt":"2006-03-14T10:14:00","slug":"ma-che-centrano-gli-dei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/03\/14\/ma-che-centrano-gli-dei\/","title":{"rendered":"Ma che c&#8217;entrano gli d\u00e8i"},"content":{"rendered":"<p><em>(Articolo pubblicato sul n. 5 del 2005, Anno XVI, dei &quot;Quaderni&quot; dell&#8217;Associazione Eco-Filosofica, gi\u00e0 Associazione Filosofica Trevigiana, pagg. 33-37, e corredato da una pagina illustrata che qui non viene riprodotta.)<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un episodio del famoso eroe dei fumetti, Tex Willer (volume intitolato <em>&quot;La Bufera&quot;<\/em>), parzialmente riprodotto nel citato &quot;Quaderno&quot; dell&#8217;Associazione Eco-Filosofica, ambientato nelle nevose foreste del Canada, in cui Tex, Kit Carson e il loro amico Gros-Jean hanno modo di soccorrere un Indiano che veniva inseguito da un gruppo di pellirosse d&#8217;una trib\u00f9 ostile, decisi ad ucciderlo perch\u00e9 in possesso di informazioni compromettenti. Ma, nel corso di una violenta bufera, un enorme branco di lupi affamati si \u00e8 posto sulle tracce dell&#8217;inseguito e dei suoi inseguitori; e, mentre il primo fa in tempo a rifugiarsi nella baracca di un fortino abbandonato, sotto la protezione dei tre uomini bianchi, i secondi, che si erano asserragliati entro la precaria difesa di un recinto semidiroccato, non riescono a far fronte all&#8217;assalto delle bestie fameliche e finiscono, uno dopo l&#8217;altro, miseramente sbarnati sotto i loro artigli. Al che Tehyuk, l&#8217;Indiano scampato miracolosamente a una morte quasi certa (anche il suo fucile era rimasto senza munizioni, proprio al culmine dell&#8217;inseguimento), levando le braccia in alto, in una sorta di ringraziamento alle potenze celesti, esulta con queste parole: &quot;Ugh! Gli d\u00e8i hanno punito i nemici di Tehyuk!&quot;, niente affatto impressionato dal crudele spettacolo di quanto sta avvenendo a pochi metri di distanza. Ma Tex, che lo ha udito, si sente in dovere di apostrofarlo piuttosto rudemente, zittendolo in questi termini: &quot;Non dire scempiaggini, amigo! Quei lupi erano gi\u00e0 sulle nostre tracce, e gli d\u00e8i non c&#8217;entrano per niente!&quot;. Non sappiamo quale sia stato il corso dei pensieri di Tehyuk a tale uscita dell&#8217;implacabile <em>ranger<\/em>, anche se un&#8217;espressione di stupore gli compare sul volto nell&#8217;udire tali irriverenti parole.<\/p>\n<p>Da qui desideriamo partire per svolgere qualche semplice riflessione sul tema del caso e della necessit\u00e0, che \u00e8 gi\u00e0 stato da noi considerato nel corso delle <em>Conversazioni filosofiche<\/em> precedentemente pubblicate sui &quot;Quaderni&quot; dell&#8217;Associazione.<\/p>\n<p>Sono stati gli d\u00e8i a lanciare un grosso branco di lupi famelici contro gli Indiani &quot;cattivi&quot;, o \u00e8 stata l&#8217;opera del caso? La mentalit\u00e0 spiritualista (delle societ\u00e0 tradizionali, compresa quella contadina, ma anche delle evolute culture dell&#8217;Asia Orientale) non dubita che nulla avviene &quot;a caso&quot;, che ogni evento umano o naturale fa parte di una trama, di un disegno, che trascende le singole volont\u00e0 o i semplici meccanismi fisici. Resta poi da vedere se l&#8217;origine degli eventi va ricercata in un orizzonte olistico , in una catena di azioni-reazioni (legge del karma) per cui &quot;non puoi cogliere un fiore senza che vi sia una riprecussione fin sulla stella pi\u00f9 lontana; oppure se detta origine, almeno nei casi pi\u00f9 importanti (o sollecitati da umane preghiere e umane maledizioni) non solo sia senz&#8217;altro di natura extranaturale, trascendente (e anche in questo caso si pu\u00f2 optare per uno o pi\u00f9 esseri divini o per un insieme di forze cosmiche trascendenti e non personali). La prima spiegazione \u00e8 di ordine spirituale, ma immanente; la seconda (nelle due varianti personale e impersonale) \u00e8 di ordine spirituale e trascendente. \u00c8 a quest&#8217;ultima che spetta, pi\u00f9 propriamente, l&#8217;attributo di &quot;religiosa&quot;, almeno nell&#8217;ambito specifico qui considerato; vogliam dire che la legge del karma, ad esempio, non esclude affatto un piano divino e tuttavia non lo chiama in causa quale origine dei singoli aspetti del divenire.<\/p>\n<p>Completamente diversa \u00e8 la prospettiva razionalista e materialista (stavamo per dire: occidentale; ma giustamente \u00e8 stato osservato che esistono pi\u00f9 Occidenti e pi\u00f9 Orienti, e non si deve schematizzare arbitrariamente). Per essa, gli eventi della sfera contingente (che \u00e8 poi l&#8217;unica sfera ammessa) hanno sempre e solo una spiegazione naturale e non coinvolgono l&#8217;intero piano della realt\u00e0, ma solo i fattori pi\u00f9 vicini (riduzionismo contro olismo). Inoltre, le forze naturali (compreso il cervello umano) sono solo di natura materiale (o, tutt&#8217;al pi\u00f9, elettrica) e quindi, posto che si potesse disporre di un computer infinitamente sofisticato, sarebbero infallibilmente riconducibili a leggi fisiche calcolabili, misurabili e, al limite, predicibili. Un singolo evento, perci\u00f2, potrebbe essere predetto in qualsiasi momento, a condizione di conoscere tutto lo spazio-tempo e le forze in esso operanti..<\/p>\n<p>Comunemente si crede che questa sia la posizione &quot;ufficiale&quot; della scienza, invece lo \u00e8 solo di un rozzo e attardato scientismo, poich\u00e9 la fisica delle particelle sub-atomiche ha rinunciato, e da molto tempo, a una tale presunzione predittiva e a un quadro del reale cos\u00ec esaustivamente razionalizzabile.<\/p>\n<p>Un altro luogo comune \u00e8 che risalga alla Rivoluzione scientifica del XVII secolo il sopravvento della visione materialistica e meccanicistica su quella spiritualistica (con Cartesio, Galilei, Francesco Bacone e, un po&#8217; dopo, Newton, contro la filosofia precedente e il suo epigono Leibnitz, che ancora nel 1600 sosteneva, dopo lo spazio, il tempo e la causalit\u00e0, una quarta categoria fondamentale del reale: la corrispondenza, o &quot;armonia prestabilita&quot;). Invece \u00e8 molto probabile che la frattura irreparabile fra le due visioni della realt\u00e0 si sia prodotta, in Europa, molto prima; il Medioevo, per esempio, ha visto il trionfo di una concezione del mondo estremamente razionalistica e immanentistica (anche se ci son voluti alcuni secoli perch\u00e9 i filosofi ne traessero le logiche conseguenze).<\/p>\n<p>Secondo noi, tale frattura risale alle filosofie presocratiche e, in particolare, alla scuola di Mileto. Montaigne ricorda che Teodoro l&#8217;Ateo, invitato a riflettere sugli ex-voto dei marinai greci che ringraziavano gli d\u00e8i per essere scampati a innumerevoli naufragi, rispose: &quot;Peccato che non possiamo, per\u00f2, sapere pi\u00f9 nulla di tutti quei marinai &#8211; certo assai pi\u00f9 numerosi &#8211; che non lasciarono alcun ex-voto, per il semplice fatto che perirono tra i flutti.&quot; Gli d\u00e8i, a suo parere, non avevano ascoltato le preghiere di quegli infelici, per il semplice fatto che non esistono.<\/p>\n<p>L&#8217;argomento ha una certa apparenza di plausibilit\u00e0, ma a ben guardarlo, \u00e8 terribilmente fragile: \u00e8 fin troppo facile ribattere (come fanno le religioni superiori) che l&#8217;azione divina si esplica secondo modalit\u00e0 a noi incomprensibili, perch\u00e9 &quot;le vie del Signore non sono le vie degli uomini&quot;. In altre parole, il fatto che qualcuno anneghi nel mare in tempesta, o che le sue preghiere rimagano (apparentemente) inesaudite, non significa che gli d\u00e8i (per usare il linguaggio di Teodoro) non esistano, o siano distratti, o impotenti, o addirittura malvagi. Forse quel qualcuno \u00e8 stato &quot;salvato dal male a venire&quot; (per dirla col Lee Masters dell&#8217;<em>Antologia di Spoon River<\/em>); forse quello \u00e8 stato, per lui, il vero bene, che solo da una prospettiva superiore all&#8217;umana pu\u00f2 essere riconosciuto tale.<\/p>\n<p>E allora? Non c&#8217;\u00e8 una conclusione, ovviamente. Una concezione del mondo (checch\u00e9 ne dicano i &quot;filosofi di professione&quot;) non \u00e8 il risultato di una determinata filosofia; ne \u00e8 all&#8217;origine. La concezione olistica e spiritualistica, cos\u00ec come quella meccanicistica e riduzionista, hanno elaborato ciascuna quelle filosofie che permettono di razionalizzare, a posteriori, la propria intuizione fondamentale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, tornando a dove eravamo partiti, Tehyuk \u00e8 libero di credere che gli d\u00e8i sono intervenuti, castigando duramente i suoi persecutori, servendosi di un branco di lupi affamati; e Tex Willero, gonfio di &quot;buon senso&quot; a un tanto il chilo, lo \u00e8 di sentenziare senza appello che &quot;gli d\u00e8i non c&#8217;entrano per niente&quot;, e che pensarla diversamente vuol dire abbandonarsi alle &quot;stupidaggini&quot; (l&#8217;oppio dei popoli di marxiana memoria?). A ciascuno la sua verit\u00e0. Che rimanda, poi, a quell&#8217;altra (e, per noi, suprema domanda, che risuona per tutto il <em>De Rerum Natura<\/em> di Lucrezio: la vita dell&#8217;uomo, la vita di ogni essere, l&#8217;esistenza di ciascuna cosa, non sono altro che il frutto del caso? Siamo tutti &quot;gettati nel mondo&quot;, siamo tutti &quot;esseri-per-la-morte&quot;, siamo tutti assurdi personaggi di un&#8217;assurda commedia che chiamiamo vita, in un assurdo teatro che chiamiamo mondo?<\/p>\n<p>Forse s\u00ec e forse no. Ma una cosa, crediamo, \u00e8 certa: che tentare di rispondere a un tale interrogativo senza voler uscire, anche solo per ipotesi di lavoro, dall&#8217;orizzonte razionalistico, scientista e materialista significa precludersi a priori la possibilit\u00e0 di pervenire a una conclusione. Perch\u00e9 la conclusione, in quel caso, \u00e8 gi\u00e0 contenuta nelle premesse: la ragione (umana) non d\u00e0 altro che ragione (umana), <em>tertium non datur<\/em>. Viceversa, ammettere (anche solo in via ipotetica) che vi siano piani di realt\u00e0 superiori all&#8217;umano e superiori alla natura intesa come meccanismo, lascia impregiudicato il valore della ragione (nell&#8217;ambito che le \u00e8 proprio), pur socchiudendo la porta di un cosmo vivo, animato, ove tutto \u00e8 cos\u00ec come dev&#8217;essere, compresa la nostra (eventuale) presunzione di poter tutto comprendere e tutto spiegare secondo il nostro metro.<\/p>\n<p><em>(Ci sia consentito segnalare al lettore, desideroso di approfondire le tematiche qui trattate, un interessante articolo apparso qualche mese dopo<\/em><\/p>\n<p><em>quello da noi proposto:<\/em> <em>&quot;Perch\u00e9 il cervello non pu\u00f2 essere l&#8217;organo della nostra conoscenza del mondo&quot;, di Erminio Rizzi, su &quot;Filosofia oggi&quot;, nr. II-III di aprile-settembre 2005, pagg. 181-194).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Articolo pubblicato sul n. 5 del 2005, Anno XVI, dei &quot;Quaderni&quot; dell&#8217;Associazione Eco-Filosofica, gi\u00e0 Associazione Filosofica Trevigiana, pagg. 33-37, e corredato da una pagina illustrata che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-26889","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26889"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26889\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}