{"id":26884,"date":"2015-11-15T08:46:00","date_gmt":"2015-11-15T08:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/15\/la-mentalita-primitiva-e-davvero-indifferente-alle-cause-seconde-come-pensava-levy-bruhl\/"},"modified":"2015-11-15T08:46:00","modified_gmt":"2015-11-15T08:46:00","slug":"la-mentalita-primitiva-e-davvero-indifferente-alle-cause-seconde-come-pensava-levy-bruhl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/15\/la-mentalita-primitiva-e-davvero-indifferente-alle-cause-seconde-come-pensava-levy-bruhl\/","title":{"rendered":"La mentalit\u00e0 primitiva \u00e8 davvero \u00abindifferente alle cause seconde\u00bb, come pensava L\u00e9vy-Bruhl?"},"content":{"rendered":"<p>Secondo la mentalit\u00e0 positivista della cultura occidentale moderna, i membri delle societ\u00e0 &quot;primitive&quot; sono privi della logica necessaria a collegare i fenomeni con le loro cause seconde, attraverso una catena di ragionamenti che ne spieghino il verificarsi, senza saltare direttamente alla causa prima (le divinit\u00e0, gli spiriti, il destino). Per essere pi\u00f9 precisi, secondo Lucien L\u00e9vy-Bruhl (1857-1939) &#8212; uno dei massimi esponenti d&#8217;un tale punto di vista &#8211;, la mentalit\u00e0 dei primitivi \u00e8 &quot;indifferente&quot; alle cause seconde: &quot;indifferenza&quot; che sembrerebbe evidenziare una voluta trascuratezza di esse, quasi una sorta di pigrizia intellettuale, per cui sarebbe cosa pi\u00f9 facile tirare sempre in ballo le cause prime, ogni qual volta ci si trova di fronte a un evento insolito o, comunque, inspiegabile nei termini dell&#8217;esperienza ordinaria.<\/p>\n<p>Del resto, non fanno cos\u00ec anche i bambini? E i popoli primitivi, non sono forse un po&#8217; bambini anch&#8217;essi? Ora, non \u00e8 forse vero che il mondo dei bambini \u00e8 popolato di spiriti, fate, folletti, i quali agiscono direttamente sulle cose, sulle situazioni e sulle persone, senza bisogno della mediazione di alti fenomeni, di altre situazioni, di altre persone? Lo fanno, suggerisce il pensiero razionalista e positivista, imbevuto di scientismo e di materialismo, perch\u00e9 \u00e8 molto pi\u00f9 semplice; mentre invece \u00e8 proprio dell&#8217;uomo adulto, e delle societ\u00e0 pi\u00f9 &quot;evolute&quot;, porsi il problema delle cause seconde, cosa che implica un maggiore sforzo ed impegno intellettuale.<\/p>\n<p>Un esempio di tale ingenuo &quot;primitivismo&quot; (scelto da noi, non da L\u00e9vy-Bruhl): il culto del &quot;cargo&quot;. Gli indigeni della Nuova Guinea e delle isole melanesiane, vedendo passare gli aeri statunitensi durante la Seconda guerra mondiale, e vedendoli, poi, atterrare negli aeroporti costruiti ai margini della foresta, e uscire da essi, come per prodigio, ogni ben di Dio, pronto per essere distribuito, costruivano sul terreno dei grandi disegni riproducenti la forma dell&#8217;aereo, indi praticavano delle cerimonie magiche per far atterrare altri aerei, le cui ricchezze sarebbero state a loro completa disposizione.<\/p>\n<p>Si trattava di un cerimoniale che trae origine e spiegazione dal medesimo principio della magia &quot;simpatica&quot;: il simile chiama il simile; come quello applicato nelle cerimonie dei Pellerossa in cui si mimava la caccia al bisonte, per poi propiziare una battuta di caccia favorevole, nelle vaste distese delle praterie nordamericane. Cos\u00ec, a quei Papua e a quei Melanesiani non veniva affatto in mente che gli aerei che volavano in cielo, carichi di ogni ricchezza, appartenessero agli uomini bianchi, che li avessero costruiti loro e che li utilizzassero per i loro bisogni; pensavano, invece, che quegli arerei erano opera degli spiriti, e che essi erano a disposizione di chi possiede la magia pi\u00f9 forte per impadronirsene. Finora la magia dei bianchi era stata pi\u00f9 forte, e cos\u00ec essi avevano &quot;rubato&quot; gli aerei con tutto il loro prezioso carico; ma gli aerei erano destinati a loro, agli indigeni, tanto \u00e8 vero che volavano sulle loro terre, sulle loro isole, sui loro villaggi. Si trattava, pertanto, di realizzare una magia pi\u00f9 efficace di quella dei bianchi, onde &quot;riprendersi&quot; ci\u00f2 che spettava loro, ci\u00f2 che gli spiriti degli antenati inviavano loro dal regno lontano in cui dimoravano.<\/p>\n<p>L&#8217;atteggiamento ordinario dell&#8217;uomo occidentale di fronte a un simile universo mentale \u00e8, naturalmente, di sufficienza e di lieve compatimento, magari con una punta di compassione, come potrebbe esserlo quello dell&#8217;adulto di fronte a una bambina, la quale, indossando con perfetta compunzione un vestito da fata e muovendo la sua bacchetta magica di plastica, ordini allo spirito della caverna di portarle immediatamente collane, gioielli e braccialetti d&#8217;oro, restando in fiduciosa attesa che il prodigio cos\u00ec predisposto si compia davvero.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, sia l&#8217;universo mentale del &quot;primitivo&quot;, sia quello del bambino sono, essenzialmente, degli universi &quot;magici&quot;: ossia degli universi nei quali \u00e8 possibile realizzare molti desideri (forse non tutti), a patto di sapersi impadronire delle tecniche a ci\u00f2 necessarie, esercitando un potere segreto, e riservato a pochi, sul mondo della natura. Ma \u00e8 proprio vero che un universo magico \u00e8 intrinsecamente meno logico, meno coerente, meno suscettibile di spiegare il reale, di quanto lo sia l&#8217;atteggiamento scientista e razionalista dell&#8217;uomo occidentale moderno (moderno, si badi; non dell&#8217;uomo greco, n\u00e9 del romano, n\u00e9 dell&#8217;uomo medievale; e, per certi aspetti, neppure del contadino europeo del XVII, XVIII, XIX e perfino del XX secolo)? Siamo proprio sicuri, nello stesso tempo, che il nostro pensiero, razionalista e scientista, non sia anch&#8217;esso, a suo modo, un pensiero &quot;magico&quot;, che sostituisce il dogma delle cause seconde a quello delle cause prime, ma che, in ultima analisi, non differisce sostanzialmente, n\u00e9 a livello concettuale, n\u00e9 a livello psicologico, da quello propriamente magico?<\/p>\n<p>Ora prendiamo un esempio tratto dal &quot;nostro&quot; universo mentale, ossia di noi moderni, debitamente adoratori della scienza meccanicista e materialista: il sogno. Per noi, specialmente a partire da Freud, il sogno \u00e8 la proiezione camuffata dei nostri impulsi allo stato di veglia, impulsi segreti, sovente riprovevoli e inammissibili, che non osiamo, per lo pi\u00f9, guardare in faccia. Per i &quot;primitivi&quot;, il sogno \u00e8 il ponte che gli d\u00e8i gettano verso di noi, per parlarci, per ammonirci, per guidarci, per svelarci il futuro. Ebbene: che cosa, se non una <em>credenza<\/em> aprioristica e semplicistica &#8211; dunque, a suo modo, &quot;magica&quot; &#8211; ci autorizza a pensare che la nostra interpretazione sia pi\u00f9 vicina al vero di quella dei &quot;primitivi&quot; &#8211; e, naturalmente, dei bambini, i quali, come \u00e8 noto, stentano a fare una chiara distinzione fra la realt\u00e0 della veglia e della del sogno?<\/p>\n<p>Ma vediamo un po&#8217; pi\u00f9 da vicino i termini della questione. Nella sua opera su \u00abLa mentalit\u00e0 primitiva\u00bb, Lucien L\u00e9vy-Bruhl, da molti considerato come uno dei pi\u00f9 grandi antropologi e, addirittura, come uno dei maggiori filosofi del Novecento, apparsa a Parigi nel 1922, cos\u00ec si esprime &#8211; ed \u00e8 gi\u00e0 significativo che, fin dal titolo, egli parli di &quot;mentalit\u00e0 primitiva&quot; e non di &quot;visione del mondo&quot; primitiva, o di &quot;pensiero primitivo&quot; (traduzione dal francese di Carlo Cignetti, Torino, Einaudi, 1971, p. 20-21):<\/p>\n<p><em>\u00abIn presenza di qualcosa che l&#8217;interessa, che l&#8217;inquieta o che la spaventa, la mente del primitivo non segue la stessa via della nostra. Imbocca subito una strada diversa.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi abbiamo un senso continuo di sicurezza intellettuale cos\u00ec saldo che non vediamo come potrebbe essere scosso; poich\u00e9, anche supponendo un&#8217;apparizione improvvisa di un fenomeno del tutto misterioso e le cui cause ci sfuggissero interamente agli inizi, non saremmo per questo meno persuasi che la nostra ignoranza \u00e8 soltanto provvisoria, che queste cause esistono e che presto o tardi potranno essere determinate. Cos\u00ec, la natura in seno alla quale viviamo \u00e8, per cos\u00ec dire, intellettualizzata in anticipo. Essa \u00e8 ordine e ragione, come la mente che la pensa e che vi si muove. La nostra attivit\u00e0 quotidiana, fin nei suoi pi\u00f9 umili particolari, implica una tranquilla e perfetta fiducia nell&#8217;invariabilit\u00e0 delle leggi naturali.<\/em><\/p>\n<p><em>Ben diverso \u00e8 l&#8217;atteggiamento mentale del primitivo. La natura in seno alla quale egli vive gli si presenta in tutt&#8217;altro aspetto. Tutti gli oggetti e tutti gli esseri sono implicati in una rete di partecipazioni e di esclusioni mistiche: esse anzi ne costituiscono il contesto e l&#8217;ordine. Son dunque esse che si imporranno prima di tutto alla sua attenzione, e esse sole la tratterranno. Se \u00e8 interessato da un fenomeno, se non si limita a percepirlo, per cos\u00ec dire passivamente e senza reagire, egli penser\u00e0 subito, come per una specie di riflesso mentale, a una potenza occulta e invisibile di cui questo fenomeno \u00e8 la manifestazione. &quot;Il punto di vista della mente dell&#8217;africano &#8212; dice Nassau &#8211; ogni volta che si presenta qualcosa d&#8217;insolito, \u00e8 quello della stregoneria. Senza cercare una spiegazione in ci\u00f2 che i popoli civili chiamerebbero le cause naturali, il so pensiero si volge immediatamente verso il soprannaturale. Di fatto, questo soprannaturale \u00e8 un fattore cos\u00ec costante nella sua vita, da fornirgli di ogni avvenimento una spiegazione rapida e ragionevole quanto i nostri riferimenti alle forze riconosciute della natura&quot; (Nassau, &quot;Fetichism in West Africa&quot;). Cos\u00ec pure il reverendo John Philip nota a proposito delle &quot;superstizioni dei Bechuana&quot;: &quot;Nello stato d&#8217;ignoranza&quot; (vale a dire prima d&#8217;essere stati istruiti dai missionari) ogni cosa che non sia conosciuta e che sia avvolta di mistero (ossia ogni cosa di cui la semplice percezione non arriva a rendere conto) \u00e8 oggetto d&#8217;una venerazione superstiziosa; le cause seconde sono ignorate, e un&#8217;influenza invisibile tiene il loro posto&quot; (Philip, &quot;Researches in South Africa&quot;).<\/em><\/p>\n<p><em>La stessa osservazione \u00e8 suggerita a Thurnwald dalla mentalit\u00e0 degli indigeni delle isole Salomone: &quot;Mai essi oltrepassano, a voler essere ottimisti, la semplice registrazione dei fatti. Ci\u00f2 che manca completamente, in linea di principio, \u00e8 la connessione causale profonda. Non capire la connessione dei fenomeni: questa \u00e8 la fonte delle loro paure e delle loro superstizioni&quot; (Thurnwald, &quot;Im Bismarck archipel und auf den Salomon Inseln&quot;, in &quot;Zeitschrift f\u00fcr Ethnologie&quot;, XLII).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Secondo L\u00e9vy-Bruhl, dunque, il primitivo \u00e8 \u00abimpermeabile all&#8217;esperienza\u00bb perch\u00e9 la sua mente \u00e8 dominata dalla \u00abcategoria del soprannaturale\u00bb: nella sua concezione positivista, non gli passa neanche per la mente che tale categoria sia tipica, non gi\u00e0 e non solo del &quot;primitivo&quot;, dell&#8217;uomo delle epoche pre-moderne in quanto tale; vale a dire, non lo sfiora neppure il dubbio che l&#8217;uomo moderno, il quale ha bandito dalla propria mente la categoria del soprannaturale, sia non gi\u00e0 il coronamento dell&#8217;evoluzione umana, ma un tipo anomalo e aberrante rispetto a tutto quanto la storia universale ha sinora prodotto, ivi compresa la storia del pensiero: da Socrate a Platone, da Agostino a Tommaso, da Cusano a Ficino. Egli \u00e8 talmente imbevuto di pregiudizi scientisti e materialisti che d\u00e0 assolutamente per scontata la giustezza, ossia la validit\u00e0 oggettiva, della &quot;forma mentis&quot; moderna, o meglio, di quella particolare &quot;forma mentis&quot; moderna che coincide, in sostanza, con il Positivismo.<\/p>\n<p>Pensare il soprannaturale, pensare il soprannaturale come la causa prima dei fenomeni, sarebbe, pertanto, il segno inequivocabile di una &quot;mentalit\u00e0 primitiva&quot;, nonch\u00e9 di una &quot;mentalit\u00e0 infantile&quot;, come quella dei bambini? Visto l&#8217;approccio metodologico di antropologi come L\u00e9vy-Bruhl, pare di s\u00ec. Non stupisce, pertanto, che quei signori non abbiano mai trovato il tempo e la voglia di studiare seriamente fenomeni come le apparizioni di La Salette, le guarigioni miracolose di Lourdes o il &quot;miracolo del Sole&quot; di Fatima: non sorprende, perch\u00e9, per essi, si tratta di cose senza importanza, frutto di una mentalit\u00e0 sia &quot;primitiva&quot; che &quot;infantile&quot;. Non parliamo della presenza del Diavolo nella vita del Curato d&#8217;Ars, o delle profezie della veggente Santa Caterina Labour\u00e9, cui era apparsa la Madonna nel convento delle Figlie della Carit\u00e0 di San Vincenzo de&#8217; Paoli, in Rue du Bac, a Parigi. Prendersi la briga di studiare questi fenomeni, o anche solo ammetterne la possibilit\u00e0, non rientrava nella &quot;mentalit\u00e0&quot; degli scienziati positivisti: al massimo, alcuni di essi sarebbero stati disposti, forse, a studiare la psiche delle persone in questione, considerandola, ovviamente, sotto la prospettiva della disfunzione mentale o della allucinazione.<\/p>\n<p>Si faccia attenzione: non stiamo dicendo che i primitivi (o i bambini) possiedono un modo di ragionare perfettamente equivalente a quello dell&#8217;adulto occidentale moderno, e che l&#8217;unica differenza sostanziale consiste nel modo di interpretare i fatti. \u00c8 evidente che sia i primitivi, sia i bambini, pensano il reale in modo semplificato, e tendono a &quot;saltare&quot; direttamene dai fenomeni alle cause prime, perch\u00e9 non sanno prendere in esame la catena di quelle seconde. Nondimeno, pensiamo che non si tratti soltanto di questo; che vi sia una verit\u00e0 pi\u00f9 profonda, nascosta dietro le apparenze; e che i positivisti si fermino appunto alle apparenze, semplicemente perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 &quot;facile&quot;: e che, dunque, essi peccano d&#8217;una forma di pigrizia intellettuale del tutto paragonabile a quella che rimproverano, tacitamente o esplicitamente, ai primitivi (e talvolta ai bambini).<\/p>\n<p>E la realt\u00e0 profonda, secondo noi, \u00e8 questa. Il primitivo &quot;sente&quot; (un po&#8217; come il bambino), in maniera istintiva, ma non per questo gratuita, che tutti i fenomeni, in realt\u00e0, discendono da un Atto primo, senza il quale nulla esisterebbe; egli &quot;sente&quot;, cio\u00e8, quella verit\u00e0 essenziale, che il pensiero tradizionale, premoderno, metafisico, teologico, ha sempre perseguito, ma che la cosiddetta filosofia moderna si \u00e8 gettata dietro le spalle, come inutile zavorra appartenente al passato. Il pensiero moderno si occupa <em>solo<\/em> delle cause seconde, e ignora o disprezza la ricerca delle cause prime, perch\u00e9 non riesce pi\u00f9 a pensare l&#8217;Essere. Ed \u00e8 per questo che ha una cos\u00ec grande paura della morte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la mentalit\u00e0 positivista della cultura occidentale moderna, i membri delle societ\u00e0 &quot;primitive&quot; sono privi della logica necessaria a collegare i fenomeni con le loro cause<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30137,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[92],"class_list":["post-26884","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antropologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-antropologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26884\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30137"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}