{"id":26879,"date":"2018-12-29T11:40:00","date_gmt":"2018-12-29T11:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/29\/la-dove-ce-il-pericolo-la-cresce-cio-che-salva\/"},"modified":"2018-12-29T11:40:00","modified_gmt":"2018-12-29T11:40:00","slug":"la-dove-ce-il-pericolo-la-cresce-cio-che-salva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/29\/la-dove-ce-il-pericolo-la-cresce-cio-che-salva\/","title":{"rendered":"L\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 il pericolo, l\u00e0 cresce ci\u00f2 che salva"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro mondo, il mondo al quale apparteniamo e dal quale siamo stati forgiati, \u00e8 in pericolo; ed \u00e8 in pericolo quella civilt\u00e0 cristiana che ha creato l&#8217;Europa e che ha operato cos\u00ec profondamente anche sul resto dell&#8217;umanit\u00e0, iniziando a farne una sola famiglia. Non \u00e8 un pericolo vago e generico, ma concreto e immediato: un pericolo che ci minaccia talmente da vicino, e con tale forza, da poter predire, numeri alla mano, che, senza una brusca inversione di rotta da parte nostra, entro una o al massimo due generazioni, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;Europa e non ci sar\u00e0 pi\u00f9 il cristianesimo cattolico. Il pericolo non si chiama invasione o sostituzione di popolazione, n\u00e9 asservimento alla tirannide plutocratica della societ\u00e0 civile, e alla tirannide modernista nell&#8217;ambito religioso: queste sono le manifestazioni del vero male, assai pi\u00f9 profondo, che ci sta portando verso l&#8217;annientamento, e che consiste nell&#8217;odio di noi stessi. Noi ci odiamo, in quanto europei e in quanto cristiani, e stiamo mascherando il nostro odio da misericordia: misericordia che rivolgiamo verso tutti gli altri, purch\u00e9 siano, appunto, <em>altri<\/em>. Non abbiano neppure un&#8217;ombra di misericordia verso noi stessi, in compenso ci prodighiamo nell&#8217;essere misericordiosi verso chi \u00e8 diverso da noi, verso chi non vuole accettare i nostri valori, verso chi ci vorrebbe imporre i suoi. La recente sentenza della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, che apre le porte ad una accettazione della <em>sharia<\/em> nell&#8217;Unione, con la motivazione che le tradizioni devono essere comunque rispettate, va nella direzione dell&#8217;auto-disprezzo, del masochismo e del suicidio: \u00e8 come aprire la porta a ci\u00f2 che \u00e8 incompatibile con il nostro modo di pensare, di sentire, di essere, per un malinteso senso di tolleranza (o forse inteso anche troppo bene). Eppure, \u00e8 dell&#8217;altro giorno la notizia di un neonato nigeriano che \u00e8 morto in casa durante una rudimentale intervento per la circoncisione. Quella sentenza shock, che non \u00e8 certo la prima e non sar\u00e0 l&#8217;ultima, prolunga, sviluppa ed estremizza ci\u00f2 che, in piccolo, tanti zelanti e infaticabili misericordiosi, tutti assai bene intenzionati, stanno gi\u00e0 facendo: come quelle maestre che tolgono la parola <em>Ges\u00f9<\/em> dai canti di Natale, e la sostituiscono con laggi\u00f9, oppure li eliminano, e magari li sostituiscono con <em>Bella ciao<\/em>, e ci\u00f2 per non offendere i bambini non cristiani; o come gli aderenti delle associazioni di volontariato che trasformano le chiese e le basiliche in m se e dormitori, perch\u00e9 diventino, da luoghi di preghiera dei cristiani, luoghi per mangiare e per dormire, sempre in nome e con la scusa dei &quot;poveri&quot;; come se Ges\u00f9 non avesse cacciato i profanatori dal tempio proprio per ricordare ai suoi concittadini che il Tempio \u00e8 la casa di Dio e non un mercato, per quanto autorizzato da certi sacerdoti.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, <em>l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 il pericolo, l\u00e0 cresce anche ci\u00f2 che salva<\/em>, o che potrebbe salvare: \u00e8 il pericolo a mettere in moto la reazione difensiva, come gli anticorpi si mettono in azione quando un virus attacca l&#8217;organismo. \u00c8 un pensiero di Heidegger, ed \u00e8 ricavato, a sua volta, da un&#8217;intuizione di H\u00f6lderlin; e vi \u00e8 innegabilmente un fondo di verit\u00e0, che apre il cuore alla speranza anche nei frangenti pi\u00f9 tempestosi, e fa brillare una luce, sia pur tenue, anche nelle tenebre pi\u00f9 fitte. Tuttavia, la salvezza non \u00e8 assicurata, anzi, \u00e8 quanto mai problematica: non basta fare appello a ci\u00f2 che il pericolo ha messo in moto, cio\u00e8 una reazione difensiva; bisogna che ci sia anzitutto una <em>volont\u00e0<\/em> difensiva, cio\u00e8 una volont\u00e0 di battersi, di lottare veramente, e non solo per finta; e inoltre bisogna che questa volont\u00e0 sia sorretta da chiara linea d&#8217;azione e da una piena consapevolezza di quali sono le forze in gioco. Finch\u00e9 non avremo compreso che non \u00e8 la civilt\u00e0 moderna la civilt\u00e0 che dobbiamo difendere, perch\u00e9 non \u00e8 essa la nostra madre, colei che ci ha formati, bens\u00ec la civilt\u00e0 cristiana, che la modernit\u00e0 ha cercato di sovvertire senza aver nulla di meglio da offrire, tranne la licenza del piacere e il proliferare dei diritti a senso unico, nulla cio\u00e8 di costruttivo e di durevole, non ci sar\u00e0 salvezza, n\u00e9 alcuna speranza di salvezza. Dobbiamo capire che il nostro vero nemico \u00e8 la modernit\u00e0; gli altri pericoli sono solo una conseguenza. La modernit\u00e0 ha introdotto, silenziosamente, nascostamente, l&#8217;odio e il disprezzo verso noi stessi: o, se si preferisce, l&#8217;odio e il disprezzo per le nostre radici, il che \u00e8 la stessa cosa. Nessun albero pu\u00f2 vivere in buona salute se odia e disprezza le proprie radici: e questo \u00e8 quel che \u00e8 accaduto alla civilt\u00e0 europea quando ha rifiutato e respinto la visione cristiana per sostituirla con una visione, e con la relativa pratica di vita, radicalmente antropocentrica. La malattia dell&#8217;uomo moderno \u00e8 incominciata nel preciso momento in cui ha proclamato la propria &quot;libert\u00e0&quot;: una libert\u00e0 fondata sul nulla, priva di prospettive, priva di sbocchi, priva di speranza, priva di compassione. Gli orrori della modernit\u00e0, dai genocidi alle guerre mondiali, dalla manipolazione genetica all&#8217;imbarbarimento tecnologico, sono racchiusi in questo peccato d&#8217;origine: nella pretesa dell&#8217;uomo di farsi dio, di innalzarsi al di sopra del proprio statuto ontologico, conquistando una libert\u00e0 priva di senso, che poteva &#8212; e pu\u00f2 &#8212; essere adopera solo in maniera puramente distruttiva.<\/p>\n<p>Tornando al pensiero di Heidegger, citiamo una pagina del saggio di Alfred J\u00e4ger, <em>L&#8217;apparire di Dio nella tarda filosofia di Martin Heidegger<\/em> (nel volume <em>Heidegger e la metafisica<\/em>, a cura di Mario Ruggentini, Genova, Marietti, 1991, pp. 236-238):<\/p>\n<p><em>Il pensiero della svolta nella storia dell&#8217;essere dall&#8217;esplodere della totale sventura alla salveza offre la chiave adatta comprendere la tara opera heideggeriana. La tara filosofia, con la sua acuta critica dell&#8217;epoca, rappresenta il tentativo di una soteriologia filosofica che nel suo andamento linguistico &#8212; in ci\u00f2 nuovamente vicino ai rappresentanti della rivoluzione conservatrice &#8211; si presenta consapevolmente come non cristiana. Per altro verso, per\u00f2, nonostante ogni dissomiglianza, balza agli occhi in questo punto nodale un&#8217;ulteriore, non trascurabile analogia strutturale con l&#8217;idealismo tedesco. Come Schelling vedeva all&#8217;opera Dio e nella storia universale l&#8217;attivit\u00e0 del principio dialettico dell&#8217;&quot;Amore&quot; e dell&#8217;i&quot;Ira&quot;, nella convinzione della definitiva vittoria dell&#8217;Amore sul potere del nulla, cos\u00ec anche in Heidegger il destino dell&#8217;essere \u00e8 rivolto non verso l&#8217;annientamento, ma verso la salvezza. Poco importa che egli non si richiami a Schelling, ma al suo amico di giovent\u00f9 H\u00f6lderlin: &quot;Dove ha luogo il pericolo, l\u00e0 cresce anche ci\u00f2 che salva&quot;. La tendenza di fondo nel destino dell&#8217;essere \u00e8 rivolta alla salvezza escatologica. Il pensiero dell&#8217;&quot;insieme dei Quattro&quot; [cio\u00e8 terra, cielo, mortali, divini, come esemplificato da Heidegger con la celebre metafora della brocca] proietta anticipatoriamente una nuova struttura del mondo della vita. Nel punto di intersezione dell&#8217;&quot;insieme dei Quattro&quot; accade l&#8217;apparire di Dio come meta escatologica del destino dell&#8217;essere, che in esso luminosamente si compie. Nell&#8217;intersezione assiale &quot;cielo e terra&quot;, &quot;mortali&quot; e &quot;divini&quot; si fa evento, come Dio salvifico, la schiarita (Lichtung) dell&#8217;intima essenza dell&#8217;essere, nella cui incomparabile luce comincia un nuovo gioco del mondo, un gioco che salva.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni escatologia va compresa a partire dal suo \u03c4\u03ad\u03bb\u03bf\u03c2. Lo stesso vale per l&#8217;idea heideggeriana dell&#8217;apparire di Dio. Un&#8217;interpretazione della sua tarda filosofia che non vi si orienti in modo fondamentale non coglier\u00e0 l&#8217;aspetto decisivo<\/em>.<\/p>\n<p>Non vogliamo qui aprire una discussione sul valore soteriologico della tarda filosofia di Heidegger e nel suo farsi teologia, n\u00e9 ritornare sul suo troppe volte citato <em>ormai solo un Dio ci pu\u00f2 salvare<\/em>. Se ci mettessimo per questa via, dovremmo constatare che quella filosofia ha fatto assai pi\u00f9 male che bene, per esempio vedendo come un suo discepolo, di nome Karl Rahner, ha introdotto un modo di pensare non cristiano nel cattolicesimo, e ha spacciato per il &quot;vero&quot; Vangelo un tale modo non cristiano, ma gnostico e velatamente panteista. Vogliamo invece soffermarci sul concetto della salvezza che viene dal pericolo, da lui espresso in <em>Die Technik und die Kehre<\/em>, del 1962; integrandolo, ovviamente, con un altro pensiero &quot;abissale&quot;, di Nietzsche questa volta: <em>non puoi guardare a lungo nell&#8217;abisso senza che l&#8217;abisso guardi entro di te<\/em>. Perci\u00f2, se \u00e8 vero quel che dice Heidegger, che <em>l&#8217;essenza pi\u00f9 profonda della tecnica non \u00e8 nulla di tecnico<\/em>, \u00e8 altrettanto vero che l&#8217;essenza pi\u00f9 profonda della nostra crisi non ha a che fare con la tecnica, n\u00e9 si pu\u00f2 risolvere con strumenti tecnici, perch\u00e9 <em>l&#8217;uomo ha bisogno di ben alto che delle macchine&#8230; ha bisogno di raccogliersi&#8230; di una discesa nel profondo<\/em>, come notava Drieu La Rochelle. La nostra crisi ha bisogno di una risposta che viene dalla riscoperta delle nostre radici, dalla rivisitazione e dalla riappropriazione della nostra vera identit\u00e0, che \u00e8 stata forgiata dalla civilt\u00e0 cristiana, la quale, a sua volta, aveva inglobato in s\u00e9 quanto c&#8217;era di vivo e valido nella civilt\u00e0 greca. Solo la civilt\u00e0 moderna, unica fra tutte, ha preteso di costruire se stessa rifiutando le proprie radici e disprezzando l&#8217;esperienza di mille anni di storia, nei quali la civilt\u00e0 cristiana era fiorita: in pratica, ha preteso di costruirsi sul nulla, perch\u00e9 anche il richiamo umanistico e rinascimentale al mondo classico era puramente strumentale, dato che del mondo classico ha voluto celare o minimizzare la sostanza intimamente religiosa.<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo europeo, oggi, \u00e8 quello che \u00e8, se ha una certa idea di se stesso, \u00e8 perch\u00e9 glielo ha insegnato il cristianesimo, che a sua volta si \u00e8 nutrito di filosofia greca. Lo storico Filippo Mois\u00e8 (1803-1856) fa questa acuta osservazione nella sua monumentale <em>Storia dei dominii stranieri in Italia<\/em> (Firenze, 1839, vol. 1, p. 142):<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo [nello Stato romano] ci si \u00e8 mostrato sempre assorto nel cittadino, il cittadino nella repubblica; la dignit\u00e0 dell&#8217;individuo non s&#8217;\u00e8 appalesata sennonch\u00e8 dopo il promulgamento delle dottrine cristiane, poich\u00e9 solo quelle ci hanno fatto apprezzare tutto il valore dell&#8217;anima.<\/em><\/p>\n<p>Che cosa vi \u00e8 di sostanziale, nella civilt\u00e0 cristiana cui la modernit\u00e0 ha volto le spalle con disdegno? Guarda caso, proprio la cosa che, a parole, sta al centro della civilt\u00e0 moderna, e ricorre, sempre pi\u00f9 ossessivamente sbandierata, in tutti i discorsi degli intellettuali, dei politici e dei magistrati progressisti: la persona, la sua dignit\u00e0, il suo diritto a realizzarsi. Benissimo: \u00e8 un&#8217;idea cristiana; prima, non esisteva: non in questi termini. Solo che nella visione cristiana la persona ha una dignit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 una creatura di Dio, fatta a immagine e somiglianza di Lui; di un Dio che l&#8217;ha talmente nobilitata, da farsi uomo e da nascere dal ventre di una donna, per amore degli uomini. Ma nella visione moderna, da dove viene la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo? Non da Dio, questo \u00e8 certo; dalla natura, tanto meno: da dove, allora? Evidentemente, da se stesso: lui se la d\u00e0; lui se la toglie. Quando decide che la vita gli spetta per diritto, anche se rifiuta l&#8217;unione della donna e dell&#8217;uomo da cui essa si genera, ma pretende di farla nascere per vie traverse, artificiali, perfino manipolando il DNA; o quando decide che la vita non merita di venire al mondo, o non merita di proseguire, e ricorre all&#8217;aborto e all&#8217;eutanasia, egli si fa il dio di se stesso, se la d\u00e0 e se la toglie. La toglie anche a quelli che ritiene indegni di esistere, la d\u00e0 anche a quelli che sono sterili, perch\u00e9 rifiutano l&#8217;amore dell&#8217;uomo e della donna. Oppure pretende di suscitarla nelle donne di sessant&#8217;anni, che prima si sono costruite la carriera, poi non vogliono invecchiare senza aver provato le gioie della maternit\u00e0, e invece di far le nonne vogliono essere mamme. La tecnica, appunto: \u00e8 la tecnica che rende possibile tutto ci\u00f2. Ma la questione della vita non \u00e8 una questione tecnica; nessuna questione <em>essenziale<\/em> lo \u00e8. Le questioni essenziali sono <em>sempre<\/em> di natura spirituale: e anche decidere chi vogliamo essere e per cosa vogliamo continuare a esistere. Le questioni essenziali riguardano le scelte, sono delle decisioni da prendere: e decidere vuol dire mettere in gioco la volont\u00e0, non escogitare strumenti, perch\u00e9 gli strumenti sono solo mezzi per fare qualcosa, ma quel che va fatto non ce lo dicono essi, dobbiamo deciderlo noi. Ora riprendiamo la nostra domanda, e chiediamoci: che cosa ci pu\u00f2 salvare? Da dove ci pu\u00f2 venire la salvezza? Rispondiamo: dal capire in cosa \u00e8 consistito il nostro errore; e dalla ferma volont\u00e0 di porvi rimedio. Il nostro errore \u00e8 stato quello di voler creare una civilt\u00e0 senz&#8217;anima, delle cattedrali senza Dio: nulla di nuovo, in effetti; \u00e8 l&#8217;antichissimo progetto della Torre di Babele. Ma la Torre di Babele rimase incompiuta, muta testimonianza della stoltezza degli uomini, i quali, a un certo punto, non s&#8217;intesero pi\u00f9 e finirono per disperdersi, lasciando interrotta la loro opera gigantesca e follemente ambiziosa. Cos\u00ec siamo noi; ma in noi moderni non c&#8217;\u00e8 neppure quella smisurata, titanica volont\u00e0 di affermazione. Al suo posto \u00e8 subentrato il tedio (Leopardi, Schopenhauer); al tedio, la nausea (vedi Sartre: un altro discepolo di Heidegger; ma quanti cattivi discepoli, il maestro!); alla nausea, l&#8217;auto-disprezzo e l&#8217;auto-denigrazione. Ecco perch\u00e9 non ci vogliamo pi\u00f9 bene: abbiamo puntato troppo in alto, e male, cio\u00e8 senza umilt\u00e0 e timor di Dio; e per questo stiamo facendo tutto il possibile per essere sopraffatti e scomparire: stiamo perfino avvelenando i pozzi dietro a noi. \u00c8 vero: ormai solo Dio ci pu\u00f2 salvare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro mondo, il mondo al quale apparteniamo e dal quale siamo stati forgiati, \u00e8 in pericolo; ed \u00e8 in pericolo quella civilt\u00e0 cristiana che ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,110,202],"class_list":["post-26879","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26879","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26879"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26879\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}