{"id":26875,"date":"2018-04-22T12:26:00","date_gmt":"2018-04-22T12:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/22\/lutero-non-sapeva-quel-che-faceva-nietzsche\/"},"modified":"2018-04-22T12:26:00","modified_gmt":"2018-04-22T12:26:00","slug":"lutero-non-sapeva-quel-che-faceva-nietzsche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/22\/lutero-non-sapeva-quel-che-faceva-nietzsche\/","title":{"rendered":"\u00abLutero? Non sapeva quel che faceva\u00bb (Nietzsche)"},"content":{"rendered":"<p>Una delle parole pi\u00f9 acute e, secondo noi, pi\u00f9 veritiere, sul significato complessivo della cosiddetta riforma protestante, e anche sulla psicologia di Lutero nella genesi di essa, \u00e8 stata pronunciata da un filosofo tutt&#8217;altro che tenero verso il cristianesimo, tedesco come Lutero, e, proprio perch\u00e9 tedesco, straordinariamente acuto nel cogliere la mentalit\u00e0 di quel popolo, del quale vedeva con impietosa chiarezza i limiti di carattere intellettuale: Friedrich Nietzsche. Lasciamo perdere la diagnosi finale e complessiva, secondo cui Lutero sbagli\u00f2 perch\u00e9 non comprese che, per reggersi, una Chiesa, in quanto struttura di potere, aveva e ha bisogno di quella &quot;distanza&quot;, di quell&#8217;aura, di quell&#8217;altezza che la pone al di sopra del normale livello dell&#8217;esistenza, e che, pertanto, distruggendo quella &quot;distanza&quot;, egli distrusse la Chiesa e inferse, al tempo stesso, un colpo decisivo, probabilmente mortale, all&#8217;edificio stesso del cristianesimo. Lasciamola perdere perch\u00e9 Nietzsche, quale erede dell&#8217;illuminismo, non vide n\u00e9 seppe vedere nel cristianesimo altro che una suprema forma di alienazione, e nella Chiesa una struttura di potere creata per stabilire e perpetuare quell&#8217;alienazione: qui la sua vista, tante volte cos\u00ec penetrante, rimase decisamente in superficie e non seppe andare oltre, rimase soffocata dai suoi stessi pregiudizi di matrice razionalista. Soffermiamoci, invece, sull&#8217;analisi del senso complessivo dell&#8217;opera di Lutero: una sedicente riforma che si trasform\u00f2 in una rivoluzione e nel principio di un processo di disgregazione fatale, progressiva, inarrestabile del cristianesimo, in quanto volle togliere, uno ad uno, meticolosamente, con meticolosit\u00e0 tutta tedesca e tutta &quot;contadina&quot;, quei puntelli sui quali la superba costruzione si reggeva da millecinquecento anni: qui l&#8217;analisi di Nietzsche \u00e8 veramente profonda e originale. Pare che egli riduca il tutto a una pretesa di eccesiva chiarezza e semplificazione e, perci\u00f2, d&#8217;incomprensione della complessit\u00e0 e della sottigliezza sulle quali si fonda il cristianesimo; ma non \u00e8 cos\u00ec. Lo sguardo di Nietzsche \u00e8 straordinariamente acuto, come lo \u00e8 quasi sempre: basterebbe una frase come questa: <em>Consegn\u00f2 a tutti le Sacre Scritture &#8211; esse finirono cos\u00ec nelle mani dei filologi, cio\u00e8 dei distruttori di ogni fede che si fondi sui libri<\/em>, per capire come egli abbia afferrato al volo, in un istante, il nocciolo di una questione gi\u00e0 allora dibattuta e rovesciata pi\u00f9 volte come un guanto, senza che se ne fosse venuti a capo, e come abbia preceduto di oltre cent&#8217;anni gli esiti di una discussione che perfino oggi non \u00e8 stata compresa da molti, quando pur tante cose sono state chiarite dall&#8217;evoluzione dei fatti e persino un miope avrebbe dovuto capire quanto esatta fosse la sua intuizione.<\/p>\n<p>Ci sembrano perci\u00f2 pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0 le riflessioni contenute nel quinto libro de <em>La gaia scienza<\/em>, al \u00a7 358, intitolato <em>La rivolta contadina dello spirito<\/em>, opera pubblicata nel 1882 e, perci\u00f2, ormai vecchia di centotrentasei anni e tuttavia, come lo sono i veri classici, sempre eccezionalmente giovane (in: F. Nietzsche, <em>la gaia scienza<\/em>, traduzione dal tedesco di Francesca Ricci, Roma, Newton &amp; Compton, 1996, pp. 213-215):<\/p>\n<p><em>Noi Europei ci troviamo davanti a un immenso mondo di macerie, in cui alcune cose svettano ancora, alcune rimangono in piedi, fatiscenti e inquietanti, ma la maggior parte sono gi\u00e0 a terra, in modo abbastanza pittoresco &#8212; dove si sono mai date rovine pi\u00f9 belle? &#8212; e ricoperte di erbacce grandi e piccine. Questa citt\u00e0 del tramonto \u00e8 la chiesa: vediamo la societ\u00e0 religiosa del cristianesimo scossa fino al punto pi\u00f9 basso delle sue fondamenta; la fede in Dio \u00e8 precipitata, la fede nell&#8217;ideale ascetico-cristiano sta ancora combattendo la sua ultima battaglia. Un&#8217;opera come il cristianesimo, la cui costruzione fu lunga e accurata &#8212; si tratta dell&#8217;ultimo edificio romano! &#8212; non poteva andare distrutta tutta in una volta; doveva essere scossa da terremoti d&#8217;ogni genere; doveva contribuirvi ogni genere di spirito, che trivella, scava, inchioda, inonda. Ma la cosa pi\u00f9 sorprendente \u00e8 questa: i suoi distruttori sono divenuti proprio coloro che si sono impegnati per sorreggere e mantenere il cristianesimo, i Tedeschi. Sembra che i Tedeschi non capiscano l&#8217;essenza di una chiesa. Non sono abbastanza spirituali? La costruzione di una chiesa si basa comunque su una libert\u00e0 e una liberalit\u00e0 di spirito tutte MERDIONALI, e parimenti su una diffidenza meridionale nei confronti degli uomini e un&#8217;esperienza degli uomini completamente diverse da quelle avute al Nord. La Riforma luterana fu, in tutta la sua estensione, l&#8217;indignazione della semplicit\u00e0 contro qualcosa di &quot;molteplice&quot;; per parlare con cautela, fu un&#8217;ingenua, grossolana incomprensione, in gran parte da perdonare: non si comprendeva l&#8217;espressione di una chiesa vittoriosa e si vedeva soltanto corruzione, si fraintendeva la nobile scepsi, quel LUSSO di scepsi e tolleranza che ogni potenza VINCITRICE e sicura di s\u00e9 pu\u00f2 concedersi&#8230; Oggi si ha una visione abbastanza chiara del fatto che Lutero, in tutte le questioni cardinali del potere, ebbe un&#8217;impostazione fatalmente superficiale, concisa, incauta, soprattutto in quanto uomo del popolo al quale mancavano l&#8217;eredit\u00e0 di una casta dominante e ogni istinto di potere: cosicch\u00e9 la sua opera, la sua volont\u00e0 di ripristinare quell&#8217;edificio romano divenne, sena che egli lo volesse o lo sapesse, soltanto l&#8217;inizio di un&#8217;opera di distruzione. Egli disfece e lacer\u00f2, con ira sincera, laddove il vecchio ragno aveva tessuto con la massima cautela e lentezza. Consegn\u00f2 a tutti le Sacre Scritture &#8211; esse finirono cos\u00ec nelle mani dei filologi, cio\u00e8 dei distruttori di ogni fede che si fondi sui libri. Gettando alle ortiche ogni fede nell&#8217;ispirazione dei concili, egli distrusse il concetto di chiesa: questo concetto infatti mantiene la sua forza soltanto partendo dal presupposto che lo spirito ispiratore che l&#8217;ha fondata continui a vivere. Restitu\u00ec al sacerdote il rapporto sessuale con la donna: ma tre quarti del timore reverenziale di cui il popolo e soprattutto la donna del popolo \u00e8 capace si fonda sulla fede che un uomo eccezionale a questo riguardo sar\u00e0 un&#8217;eccezione anche sotto altri punti di vista: \u00e8 questo l&#8217;avvocato pi\u00f9 fine e capzioso della fede popolare per cui nell&#8217;uomo ci sarebbe qualcosa di sovrannaturale, il miracolo del Dio redentore. Lutero dovette togliere al sacerdote, dopo avergli ridato la donna, la confessione auricolare, cosa questa psicologicamente giusta; cos\u00ec facendo smantell\u00f2 per\u00f2 lo stesso sacerdote cristiano, la cui pi\u00f9 profonda utilit\u00e0 risiedeva da sempre nel fatto di essere un orecchio santo, una fontana discreta, una tomba per i segreti.&quot;Ciascuno sia sacerdote di se stesso&quot; &#8211; dietro queste formule e la loro scaltrezza contadina, si nasconde in Lutero l&#8217;odio radicale per l&#8221;uomo superiore&quot; e il predominio dell&#8217;&quot;uomo superiore&quot; come l&#8217;aveva concepito la chiesa: egli distrusse un ideale che non sapeva raggiungere, anche se l&#8217;oggetto della sua lotta e del suo disprezzo sembrava invece la degenerazione di questo ideale. Di fatto questo monaco impossibile allontan\u00f2 da s\u00e9 gli &quot;homines religiosi&quot;, facendo cos\u00ec all&#8217;interno dell&#8217;ordinamento sociale ecclesiastico esattamente quello che combatteva cos\u00ec tenacemente all&#8217;interno dell&#8217;ordinamento civile, &#8211; una &quot;rivolta contadina&quot;. Quanto ai risultati emersi dalla sua riforma, buoni e cattivi, e che oggi possono essere calcolati con una certa approssimazione: chi sarebbe tanto ingenuo da lodare o biasimare Lutero soltanto in virt\u00f9 di questi? Egli \u00e8 innocente di tutto, non sapeva quel che faceva. L&#8217;appiattimento dello spirito europeo, soprattutto al Nord, il suo DIVENIRE MANSUETO, se preferiamo esprimerci in termini morali, ha fatto con la Riforma luterana un considerevole passo in avanti, non c&#8217;\u00e8 dubbio; al contempo da essa sono nati la mobilit\u00e0 e l&#8217;inquietudine dello spirito, la sua sete di indipendenza, la sua fede nel diritto alla libert\u00e0, la sua &quot;naturalezza&quot;. Se vogliamo in ultima analisi attribuire alla Riforma il merito di aver preparato e favorito quanto oggi veneriamo col nome di &quot;scienza moderna&quot; occorre per\u00f2 aggiungere che essa \u00e8 in parte colpevole anche della degenerazione dell&#8217;erudito moderno, della sua mancanza di timore reverenziale, pudore e profondit\u00e0, di tutta l&#8217;ingenua cordialit\u00e0 e semplicit\u00e0 nelle cose della conoscenza, in breve di quel PLEBEISMO DELLO SPIRITO che \u00e8 tipico degli ultimi due secoli e di cui neppure l&#8217;ultimo pessimismo \u00e8 ancora riuscito a liberarci: anche le &quot;idee moderne&quot; fanno parte di questa rivolta contadina del Nord contro lo spirito pi\u00f9 freddo, ambiguo, diffidente del Sud, che nella chiesa cristiana si era costruito il suo maggior monumento. Non dimentichiamo infine che cos&#8217;\u00e8 una Chiesa, soprattutto in contrapposizione a ogni &quot;Stato&quot;: una Chiesa \u00e8 soprattutto una struttura di dominio che assicura ai religiosi il rango supremo e crede tanto al potere della spiritualit\u00e0 da proibirsi ogni strumento di potere pi\u00f9 rozzo: questo basta a fare della Chiesa, comunque sia, un&#8217;istituzione PI\u00d9 NOBILE dello Stato.<\/em><\/p>\n<p>Nietzsche odiava lo spirito plebeo e vedeva nello spirito aristocratico l&#8217;ultima traccia della vera anima europea; per questo, nonostante le suggestioni illuministe, era abbastanza lucido da misurare il disastro operato dalla riforma luterana, che giudicava una rivolta dello spirito plebeo contro ci\u00f2 che \u00e8 nobile e superiore. Anche se il suo punto di vista era quello di un ateo e di un materialista, ci\u00f2 non toglie che avesse colto nel segno ben pi\u00f9 di tanti pensatori &quot;cristiani&quot; e specialmente dei moderni cattolici progressisti, i quali, a questo riguardo, non hanno capito assolutamente nulla. Nietzsche \u00e8 perfettamente nel giusto quando afferma che, togliendo la soprannaturalit\u00e0 della Scrittura e consegnandola nelle mani dei filologi, Lutero ha creato le condizioni perch\u00e9 l&#8217;Europa perdesse la fede, quella stessa fede che il monaco agostiniano, a suo modo, pensava forse di salvare. Ma ci\u00f2 dimostra solo che non aveva capito che cos&#8217;\u00e8 la Chiesa: ed \u00e8 significativo che l&#8217;ateo Nietzsche, nonostante tutto, lo abbia compreso assai meglio di lui. Il filosofo tedesco non crede al soprannaturale, per\u00f2 vedere con chiarezza che la Chiesa non pu\u00f2 assolutamente fare a meno della fede in esso; mentre la tendenza della riforma luterana \u00e8 quella di abbassare il Regno di Dio alla dimensione dell&#8217;umano, del comprensibile, di ci\u00f2 che si pu\u00f2 spiegare razionalmente sino in fondo, senza residui: ma, cos\u00ec facendo, si distrugge l&#8217;invisibile, e quindi la spiritualit\u00e0, che \u00e8 il cuore e la sostanza della fede cristiana.<\/p>\n<p>Con Lutero, per Nietzsche, lo spirito europeo si \u00e8 ulteriormente abbassato e appiattito; pertanto Lutero appartiene di diritto ai padri fondatori della modernit\u00e0, che di quell&#8217;appiattimento \u00e8 la quintessenza. In tal senso, possiamo dire che Kant, Hegel e Marx, tutti e tre tedeschi (anche se l&#8217;ultimo \u00e8 un <em>ebreo<\/em> tedesco) sono impensabili senza Lutero, meglio, sono suoi figli e nipoti legittimi: il primo, abolendo la metafisica e cos\u00ec, in pratica, la soprannaturalit\u00e0 della fede; il secondo, storicizzando ogni cosa, e quindi anche il cristianesimo, e compiendo cos\u00ec il passo decisivo perso la sua &quot;umanizzazione&quot;; il terzo, rovesciando la dialettica e riducendo la religione a sovrastruttura dell&#8217;economia, che \u00e8 il vero fatto storico. Lo stesso Nietzsche, del resto, fa parte &#8212; anche se ci\u00f2 lo avrebbe fatto inorridire &#8211; di questa marcia della modernit\u00e0 e, quindi, di questo progressivo trionfo dello spirito plebeo sullo spirito aristocratico: perch\u00e9 Nietzsche, che pure rispetta la Chiesa &#8211; bellissima e verissima la sua affermazione che essa \u00e8 l&#8217;ultimo edificio costruito dalla romanit\u00e0 &#8212; parte dal presupposto che Dio \u00e8 morto e che la Chiesa, quindi, non ha pi\u00f9 nulla da fare, \u00e8 divenuta simile a un guscio vuoto. Lutero, pieno di spirito plebeo, crede di odiare la degenerazione del cristianesimo, mentre odia la sua parte migliore: l&#8217;aspirazione alla santit\u00e0. La sua abolizione del celibato ecclesiastico, e soprattutto la sua dottrina sul sacerdozio universale dei credenti, colpiscono al cuore la trascendenza, e riducono il cristianesimo a un fatto meramente umano. Ci\u00f2, allora, poteva anche passare quasi inosservato, perch\u00e9 il bersaglio dichiarato erano gli abusi del clero, e specialmente il commercio delle indulgenze; ma, nel tempo, la cosa si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 manifesta. Dalla riforma protestante nasce la teologia liberale, e dalla teologia liberale nasce la teologia negativa, ovvero la teologia del Dio che si nasconde, che vuole che noi facciamo come se lui non ci fosse, <em>etsi Deus non daretur<\/em>. Questo \u00e8 gi\u00e0 ateismo pratico, anche se i teologi protestanti, tutti impegnati a smantellare le sovrastrutture mitologiche delle Scritture &#8211; la Tradizione, l&#8217;avevano gi\u00e0 gettata nel cestino della carta straccia &#8211; non se ne sono neanche accorti: strano, ma vero. Dalla teologia protestante della scuola liberale e dalla teologia negativa, ma soprattutto dall&#8217;erudizione filologica protestante, \u00e8 passato nel cattolicesimo il virus modernista, che, a sua volta, ha condotto, in un secondo tempo &#8212; mezzo secolo dopo la repressione di Pio X &#8212; al riaffiorare delle tendenze panteiste e antropocentriche, prima con Teilhard de Chardin, poi con la malaugurata &quot;svolta antropologica&quot; di Kar Rahner, spacciata come una grandiosa novit\u00e0, mentre \u00e8 il concentrato di tutti i cascami della deriva teologica iniziata con Lutero e culminata con Bultnann, Tillich, Bonhoeffer. Ancora una volta, Nietzsche ha visto giusto, specie per quanto riguarda i tedeschi: ha visto che lo spirito tedesco \u00e8 troppo &quot;contadino&quot;, troppo lineare, troppo razionale, nel senso pi\u00f9 piatto del termine, troppo privo di sfumature e di profondit\u00e0, per afferrare il <em>mistero<\/em> del cristianesimo; nelle mani dei tedeschi, il cristianesimo non poteva che venire abbassato. E cos\u00ec \u00e8 stato. Dal protestantesimo, le tendenze antropocentriche sono passate alla Chiesa cattolica tedesca; e dalla Germania, l&#8217;infezione filologica e antropologica si \u00e8 diffusa in ogni angolo del cattolicesimo. Ha trovato un terreno particolarmente favorevole in America Latina, dove le condizioni sociali erano estreme, simili a quelle che determinarono la guerra contadina tedesca del 1525. Solo che, in quel caso, Lutero ci mise pochissimo a scegliere da che parte stare: e non solo scelse di stare con i principi, ma maledisse i contadini e li consegn\u00f2 alla corda del boia con una veemenza di cui non c&#8217;era alcuna necessit\u00e0 razionale, ma che nasceva dalla sua cattiva coscienza di monaco spretato, gonfio di rancore verso quanti gli ricordavano che, in base ai suoi stessi principi, egli avrebbe dovuto schierarsi con i contadini e non coi principi. I preti cattolici dell&#8217;America Latina hanno visto nella teologia della liberazione un mezzo per non ripetere l&#8217;errore di Lutero, per stare dalla parte dei contadini contro i poteri forti, i proprietari terrieri e i dittatori reazionari: e, cos\u00ec facendo, si sono spinti perfino pi\u00f9 in l\u00e0 del protestantesimo, perch\u00e9 hanno compiuto il passo che Lutero si era rifiutato di compiere. Facendo ci\u00f2, di fatto sono entrati nella &quot;chiesa&quot; marxista e sono divenuti degli apostati dal cattolicesimo, anche se, in genere, non lo sanno, cos\u00ec come Lutero non sapeva realmente quel che stava facendo, perch\u00e9 non comprendeva il significato profondo della sua stessa &quot;riforma&quot;; la sua mente era troppo semplice, troppo tedesca e troppo plebea, per capire quale fosse la vera posta in gioco.<\/p>\n<p>Appare perci\u00f2 in piena evidenza quanto sia politicamente furbesco, ma spiritualmente e intellettualmente inconsistente, il progetto di Bergoglio di rivalutare Lutero e di celebrarlo come un alfiere del rinnovamento cristiano. Lutero, quanto ai contenuti, \u00e8 stato un teologo regressivo, ha voluto riportare il cristianesimo all&#8217;Antico Testamento, allo spirito di Yahv\u00e9 pi\u00f9 che a quello di Ges\u00f9 Cristo, al senso della dannazione universale pi\u00f9 che a quello della redenzione; ma quanto ai modi e alla prospettiva, \u00e8 stato, s\u00ec, un uomo del Rinascimento, e dunque un teologo <em>moderno<\/em>, perch\u00e9 ha dato pieno mandato alla ragione e alla coscienza individuale di leggere la Scrittura e d&#8217;interpretarla a loro talento, cacciando via qualsiasi autorit\u00e0 pretenda di porne una interpretazione universale, e ci\u00f2 per puro odio verso la Chiesa, della cui funzione storica e morale non aveva compreso assolutamente nulla &#8212; altro che riformatore e altro che celebrazione dei cinquecento anni del suo catastrofico scisma! Il signor Bergoglio, che si crede tanto moderno, solo perch\u00e9 le folle lo applaudono &#8212; ma sono folle sempre pi\u00f9 smilze: i teleoperatori non osano riprendere <em>tutta<\/em> la Piazza san Pietro, all&#8217;<em>Angelus<\/em>, per non mostrarne i vuoti sempre pi\u00f9 inquietanti &#8212; a quanto pare non sa, n\u00e9 sospetta, di essere in ritardo di centocinquanta anni; e non sa, n\u00e9 sospetta, che un pensatore ateo e anticristiano come Nietzsche aveva visto meglio di lui quel che Lutero ha fatto e i mali che avrebbe seguitato a provocare nella Chiesa, introducendovi lo spirito moderno, fatto di filologia, erudizione, scienza, insomma di ogni cosa tranne che la fede, e che ha fermentato per alcuni secoli e finalmente si \u00e8 imposto fino ai vertici della gerarchia, stravolgendo la liturgia, la pastorale e, da ultimo, anche la dottrina. Quale impressionante verit\u00e0 nella frase di Nietzsche, riferita a Lutero: <em>egli distrusse un ideale che non sapeva raggiungere (&#8230;); di fatto questo monaco impossibile allontan\u00f2 da s\u00e9 gli &quot;homines religiosi&quot;<\/em>; e non \u00e8 anche una sconcertante anticipazione di quel che sta facendo il signor Bergoglio? Di fatto, questo papa &quot;impossibile&quot; non sta facendo esattamente la stessa cosa che fece Lutero: con la pretesa di voler rinnovare tutto, non sta forse allontanando dalla Chiesa gli spiriti realmente religiosi? Infatti, si \u00e8 circondato di uomini &quot;politici&quot;, machiavellici, calcolatori: Paglia, Galantino, Sosa, Maradiaga, Kasper, Marx, Vigan\u00f2: persone senza un briciolo di spiritualit\u00e0 e, a quel che \u00e8 dato vedere, senza un briciolo di carit\u00e0 e di vera fede.<\/p>\n<p>Oggi stiamo assistendo alla vittoria postuma di Lutero dentro la Chiesa e alla sconfitta definitiva del Concilio di Trento e dello spirito tridentino; nello stesso tempo, stiamo assistendo all&#8217;atto finale del cristianesimo, e della Chiesa cattolica ormai in procinto di auto-liquidarsi e auto-sciogliersi, come fece l&#8217;Unione Sovietica quando il comunismo giunse al capolinea. Umanamente parlando, infatti, il cristianesimo \u00e8 giunto al capolinea: se fosse solo una costruzione umana, sarebbe destinato a non risorgere mai pi\u00f9. Per fortuna, non \u00e8 opera umana, ma divina: e Dio sa bene quello che fa. Non si \u00e8 incarnato per nulla, non \u00e8 venuto sulla terra per consentire poi al diavolo di disfare ogni cosa. L&#8217;ultima parola non sar\u00e0 dell&#8217;anticristo, ma sar\u00e0 quella di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore, Salvatore e Redentore, il Figlio di Dio, il Buon Pastore che non si scorda delle sue pecorelle. 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