{"id":26870,"date":"2021-07-18T09:18:00","date_gmt":"2021-07-18T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/18\/lutero-nega-il-libero-arbitrio-per-sfuggire-alla-nevrosi\/"},"modified":"2021-07-18T09:18:00","modified_gmt":"2021-07-18T09:18:00","slug":"lutero-nega-il-libero-arbitrio-per-sfuggire-alla-nevrosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/18\/lutero-nega-il-libero-arbitrio-per-sfuggire-alla-nevrosi\/","title":{"rendered":"Lutero nega il libero arbitrio per sfuggire alla nevrosi"},"content":{"rendered":"<p>Lutero si pu\u00f2 considerare, per molti aspetti, il primo dei moderni: perch\u00e9 moderna \u00e8 la sua rivolta contro l&#8217;autorit\u00e0; moderna \u00e8 la sua rivendicazione del libero esame delle Scritture; e moderna \u00e8 l&#8217;idea che l&#8217;uomo pu\u00f2 e deve rivolgersi direttamente a Dio, senza mediazioni di sorta e quindi senza riconoscere una gerarchia ecclesiastica che si distingua dal corpo dei fedeli, in nome di una libert\u00e0 che non sopporta costrizioni o limitazioni esterne.<\/p>\n<p>Tuttavia, se questa \u00e8 l&#8217;apparenza del significato storico della sua figura e della sua azione, le motivazioni profonde di Lutero e l&#8217;insieme della sua prospettiva religiosa dicono ben altro: e cio\u00e8 che egli \u00e8 un uomo che guarda all&#8217;indietro e non in avanti; che ha nostalgia del Dio dell&#8217;Antico Testamento, onnipossente e spesso incomprensibile, pi\u00f9 che di quello del Nuovo, che si china amorevolmente sull&#8217;umanit\u00e0 indebolita dal peccato; che rivendica la libert\u00e0 del credente non perch\u00e9 abbia fiducia nell&#8217;uomo e nella sua capacit\u00e0 di scegliere fra il male e il bene, ma tutto al contrario, perch\u00e9 non ne ha assolutamente alcuna, e quindi la libert\u00e0 che lui rivendica \u00e8 quella nei confronti del papa ma non nei confronti di se stesso, che giudica anzi del tutto sprovvisto di libero arbitrio e perci\u00f2 destinato miseramente alla dannazione eterna, se Dio non gli offrisse la possibilit\u00e0 di salvarsi concedendogli la grazia della fede.<\/p>\n<p>In un certo senso, \u00e8 come se l&#8217;Incarnazione e la Redenzione operata da Cristo non contassero gran che: se la salvezza avviene per la sola fede, la fede potrebbe anche essere quella nel Dio dell&#8217;Antico Testamento. Ci\u00f2 che rende infinitamente prezioso il Sacrificio di Cristo \u00e8 il suo carattere di sublime amicizia nei confronti dell&#8217;uomo: <em>Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici<\/em> (<em>Gv<\/em> 15,13). Ma nel rapporto del fedele con Cristo, cos\u00ec come lo concepisce Lutero, non c&#8217;\u00e8 amicizia e tanto meno amore: c&#8217;\u00e8 il giudice che giudica e il peccatore che si salva mediante la sola fede (forse) o che si danna per la mancanza di fede, a dispetto delle sue buone opere, le quali non contano nulla, perch\u00e9 non attestano, di per s\u00e9, l&#8217;anima pura e pertanto non la giustificano dinanzi a Dio. L&#8217;uomo, dunque, resta prigioniero di un dubbio tremendo circa il proprio destino eterno: forse si salver\u00e0, forse si danner\u00e0, nessuno lo pu\u00f2 sapere e neppure la propria coscienza glielo rivela. Deve solo aver fede e sperare.<\/p>\n<p>Ma allora perch\u00e9 Cristo si \u00e8 immolato sulla croce? Il Suo sacrificio, in effetti, \u00e8 stato un&#8217;opera: non \u00e8 stato solo un pensiero, un&#8217;intenzione, una disposizione interiore, ma si \u00e8 tradotto in azione. E poich\u00e9 Egli era <em>anche<\/em> vero uomo, \u00e8 stata anche un&#8217;opera umana. Dunque, poich\u00e9 Cristo \u00e8 il perfetto modello di vita per il cristiano, non risulta vero che la sola cosa che conta \u00e8 la fede, senza le opere: le opere contano, invece; anzi, sono essenziali. Certo, esse non giustificano e quindi non salvano da sole, automaticamente, perch\u00e9, come dice giustamente san Paolo, ci\u00f2 riporterebbe gli uomini sotto il dominio della Legge: e secondo la Legge nessuno \u00e8 giustificato, perch\u00e9 nessuno sfugge al peccato. Ma da qui a negare ogni valore alle opere buone, ce ne corre: Lutero, nella sua teutonica rigidit\u00e0, nella sua rocciosa insensibilit\u00e0 alle sfumature, semplifica oltremodo i termini della questione, sino a stravolgere il significato della Redenzione. Il ponte che Cristo, con il Suo sacrificio, ha gettato verso l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice, ne risulta, se non proprio abolito, fortemente ridimensionato. La salvezza \u00e8 solo ed esclusivamente una questione di fede, esattamente come lo era prima che il Verbo s&#8217;incarnasse e Cristo offrisse Se stesso sulla croce.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un passo della <em>Lettera di Giacomo<\/em> che pone meravigliosamente a fuoco, con plastica evidenza, la contraddizione di chi sostiene la teoria che la fede pu\u00f2 sussistere ed essere piena e perfetta anche senza le opere (2,14-26):<\/p>\n<p><em>14\u00a0Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede pu\u00f2 salvarlo?\u00a0<strong>15<\/strong>\u00a0Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano\u00a016\u00a0e uno di voi dice loro: \u00abAndatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi\u00bb, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova?\u00a017\u00a0Cos\u00ec anche la fede: se non ha le opere, \u00e8 morta in se stessa.\u00a018\u00a0Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrer\u00f2 la mia fede.\u00a019\u00a0Tu credi che c&#8217;\u00e8 un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano!\u00a0<strong>20<\/strong>\u00a0Ma vuoi sapere, o insensato, come la fede senza le opere \u00e8 senza valore?\u00a021\u00a0Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere, quando offr\u00ec Isacco, suo figlio, sull&#8217;altare?\u00a022\u00a0Vedi che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le opere quella fede divenne perfetta\u00a023<strong>\u00a0<\/strong>e si comp\u00ec la Scrittura che dice:\u00a0E Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di Dio.\u00a024\u00a0Vedete che l&#8217;uomo viene giustificato in base alle opere e non soltanto in base alla fede.\u00a025\u00a0Cos\u00ec anche Raab, la meretrice, non venne forse giustificata in base alle opere per aver dato ospitalit\u00e0 agli esploratori e averli rimandati per altra via?\u00a026<strong>\u00a0<\/strong>Infatti come il corpo senza lo spirito \u00e8 morto, cos\u00ec anche la fede senza le opere \u00e8 morta.<\/em><\/p>\n<p>Nella sua colossale ottusit\u00e0 germanica, dalla negazione del valore delle opere, Lutero giunse alla negazione del libero arbitrio. \u00c8 un passo devastante, ma, per lui, perfettamente logico e naturale: se le opere non contano nulla, ci\u00f2 significa che l&#8217;uomo non ha bisogno di distinguere fra il bene e il male, tanto non saprebbe fare il bene. Sarebbe come se possedesse un senso che non gli serve a nulla: una cosa inutile. Le opere non servono alla giustificazione? Allora via anche il loro necessario presupposto, il libero arbitrio. Via, nel cestino della carta straccia: a che serve il libero arbitrio, se non a far insuperbire l&#8217;uomo? Mentre l&#8217;uomo, per salvarsi, ha bisogno di umilt\u00e0, e l&#8217;umilt\u00e0 viene solo dalla fede, non dalle opere, che lo fanno inorgoglire. In linea di principio, il ragionamento sarebbe giusto: giusto nello stesso senso in cui \u00e8 giusta l&#8217;idea che, tagliando le teste, si risolve il problema dell&#8217;emicrania. Lutero fa teologia con l&#8217;accetta del macellaio: non conosce il chiaroscuro; per lui ci sono solo il bianco e il nero. \u00c8 strano che lo si consideri il primo dei moderni, senza tener conto che la sua modernit\u00e0 \u00e8 solo negativa: esalta la libert\u00e0 dell&#8217;uomo nel leggere la <em>Bibbia<\/em>, perch\u00e9 odia il papa e tutti i preti; ma disprezza le opere dell&#8217;uomo, la ragione naturale e la sua stessa volont\u00e0, perch\u00e9, dice, non servono a nulla, anzi sono diabolici strumenti di tentazione. La sua \u00e8 la mente pi\u00f9 antifilosofica che si possa immaginare: vero precursore di Kant, che si sbarazza senza traccia di rincrescimento di millenni di metafisica, \u00e8 il classico tipo d&#8217;uomo che getta via il neonato insieme all&#8217;acqua sporca.<\/p>\n<p>Uno storico famoso, Lucien Febvre (1878-1956), fondatore delle <em>Annales<\/em> insieme a Marc Bloch, nella sua biografia <em>Martin Lutero<\/em>, sostanzialmente favorevole al riformatore tedesco, delinea in questo modo la questione del servo arbitrio (titolo originale. <em>Un destin: Martin Luther<\/em>, 1928, poi Presses Universitaires de France, 1968; traduzione dal francese di Giorgio Zampa, Bari, Laterza, 1969, 1990, pp. 234-235):<\/p>\n<p><em>\u00c8 stato detto bene che, invece di intitolare i due scritti &quot;Del Libero Arbitrio&quot; e &quot;Del Servo Arbitrio&quot;, i due antagonisti avrebbero potuto chiamarli &quot;Della &quot;Della Religione Naturale&quot; e &quot;Della Religione Soprannaturale&quot;. Tra l&#8217;onnipotenza di Dio e l&#8217;iniziativa dell&#8217;uomo, ben poteva un semi-razionalista come Erasmo negoziare un compromesso e accettare senza troppa emozione la sconfitta di quel veemente sentimento della stragrande potenza di Dio che Lutero invece vedeva come l&#8217;unica e indispensabile garanzia della sua propria certezza di salvazione. L&#8217;autore del &quot;Servo Arbitrio&quot; non poteva attardarsi a simili bisogne. Non vedendo il modo di conciliare con l&#8217;affermazione del libero arbitrio la sua fede nella onnipotenza assoluta di Dio, ribellandosi all&#8217;idea che la volont\u00e0 umana potesse limitare minimamente la volont\u00e0 divina e sostituirla, con un procedimento a lui congeniale tocc\u00f2 subito gli estremi: neg\u00f2, puramente e semplicemente, il libero arbitrio. Proclam\u00f2 ancora una volta che tutto quanto accadeva all&#8217;uomo, compresa la sua salvezza, era unicamente un effetto di quella causa assoluta e sovrana, dall&#8217;azione irresistibile e continua: Dio, il &quot;Dio che opera tutto in tutti&quot;. E non era questa, per Lutero, una tesi filosofica, ma sorretta da argomenti razionali, ma il grido spontaneo di un credente che confessava la propria fede \u00aba piena voce, senza nessuno schermo\u00bb; era l&#8217;appassionata protesta di un cristiano \u00abche non voleva vendere il suo caro e piccolo Ges\u00f9\u00bb e che, sempre prigioniero delle proprie esperienze, con lo spirito sempre agitato da \u00abquelle angosce e quelle nascite divine, quelle morti e quegli inferni\u00bb attraverso i quali egli aveva cercato e trovato il suo Dio, non trovava la pace liberatrice che nell&#8217;abbandono completo nell&#8217;abdicazione senza riserve della sua volont\u00e0 tra le mani della guida sovrana.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma i contemporanei non avevano modo di interessarsi, da spettatori curiosi, a quella psicologia religiosa, per ricca che fosse. Nell&#8217;urto brutale dei due &quot;arbitr\u00ee&quot;, il libero e il servo, del pensiero umano e del sentimento cristiano come Lutero lo interpretava. Gli uni applaudirono, gli altri deplorarono. Ma dopo codesta clamorosa controversia, si dovette scegliere: fu impossibile, a meno di tradire l&#8217;uno o l&#8217;altro dei due nemici, conciliare la fedelt\u00e0 a Lutero e ai suoi insegnamenti con l&#8217;ammirazione per Erasmo e la sua opera, critica e positiva nello stesso tempo. Di questo Lutero non si era preoccupato: una volta di pi\u00f9 egli aveva obbedito alla cieca spinta del suo genio. Il fatto rimaneva, tuttavia: scavata dalle sue mani, una nuova fossa si apriva ormai tra il sapiente gruppo degli erasmiani e quei pochi luterani ortodossi che il capo, in quel momento, sembrava si impegnasse a diminuire pi\u00f9 che ad aumentare.<\/em><\/p>\n<p>Anche se siamo contrari a ridurre la storia a psicologia, come quelli che pretendono di spiegare il fenomeno Leopardi con il suo radicale pessimismo, non possiamo tuttavia non notare quanto abbia pesato, nell&#8217;elaborazione del pensiero di Lutero, la sua nevrosi da salvezza, che lo ha letteralmente ossessionato per tutta la vita. Nella sua nevrosi Lutero \u00e8, s\u00ec, tipicamente moderno: non quanto al contenuto, ma quanto alla perdita di equilibrio psicologico. Lutero, fin da ragazzo, \u00e8 sempre stato terrorizzato dal pensiero della dannazione eterna e dal dubbio lacerante sulla propria salvezza. Pu\u00f2 sembrare riduttivo, ma \u00e8 sostanzialmente esatto affermare che Lutero ha elaborato la propria concezione teologica, e messo a ferro e fuoco tutta l&#8217;Europa &#8211; e non alludiamo solo alle lotte sanguinose fra protestanti e cattolici, ma anche alla guerra dei contadini, che difficilmente ci sarebbe stata senza di lui &#8212; perch\u00e9 era attanagliato dal terrore di andare all&#8217;inferno. Per liberarsi da questo terrore, ha elaborato una stranissima teoria, secondo la quale, se il diavolo ti tenta, tu gli devi ridere in faccia e fare quel che lui ti suggerisce, anzi devi fare anche di pi\u00f9. In questo modo ci si pu\u00f2 fare beffe della propria paura di finire all&#8217;inferno, perch\u00e9 la salvezza non ha niente a che fare con le opere, buone o cattive, ma solo con la fede.<\/p>\n<p>Credete che stiamo esagerando, che stiamo deformando il suo pensiero per ragioni polemiche? Leggete allora la lettera scritta da Lutero a Gerolamo Weller nel 1530, dunque nel pieno della sua maturit\u00e0 teologica, se cos\u00ec la possiamo chiamare (riportata in L. Febvre, cit. pp. 238-239):<\/p>\n<p><em>Accade a volte di dover bere un bicchiere in pi\u00f9 e di sollazzarsi e di divertirsi, insomma di commettere qualche peccato, in odio e a dispetto del diavolo, per non dargli modo di creare un caso di coscienza a base di sciocchezze&#8230; Se il diavolo ti viene a dire: &quot;Non bere!&quot; rispondigli subito: &quot;Invece berr\u00f2, e ne berr\u00f2 uno ben colmo. Bisogna sempre fare il contrario di quello che proibisce Satana. (&#8230;) Quale altro motivo tu credi che io abbia per bere sempre di pi\u00f9 del mio buon vino, fare discorsi sempre meno purgati, dilettarmi sempre pi\u00f9 spesso di lauti pranzi? \u00c8 per farmi beffe del diavolo e molestarlo, lui che una volta mi beffava e molestava! (&#8230;) Oh, se potessi immaginare qualche enorme peccato per farla al diavolo, perch\u00e9 capisca che io non riconosco alcun peccato, che la mia coscienza non me ne rimprovera nessuno!<\/em><\/p>\n<p>Che dire di questa prosa sconcertante, per non dire disarmante? Lutero \u00e8 sempre stato attratto dal peccato, ma ne temeva le conseguenze: la dannazione dell&#8217;anima. Perci\u00f2 si \u00e8 persuaso che non Dio, ma il diavolo ci proibisce di peccare; e che peccare \u00e8 un bel modo di farsi beffe di lui. Cos\u00ec Lutero pu\u00f2 finalmente abbandonarsi al peccato, dopo anni di penose angosce esistenziali, senza temerne le conseguenze: tanto, mediante la fede potr\u00e0 salvarsi lo stesso, anzi perfino meglio che se non avesse ceduto alle tentazioni. \u00c8 il pensiero aberrante di uno squilibrato. Lutero \u00e8 un anormale che, come pi\u00f9 tardi Freud, vuol fare dell&#8217;anormalit\u00e0 la regola. In questo s\u00ec che \u00e8 moderno: il primo dei moderni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lutero si pu\u00f2 considerare, per molti aspetti, il primo dei moderni: perch\u00e9 moderna \u00e8 la sua rivolta contro l&#8217;autorit\u00e0; moderna \u00e8 la sua rivendicazione del libero<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157,195,267],"class_list":["post-26870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-martin-lutero","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}