{"id":26869,"date":"2021-05-19T09:46:00","date_gmt":"2021-05-19T09:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/19\/lutero-infine-ha-vinto-grazie-a-wojtyla-e-ratzinger\/"},"modified":"2021-05-19T09:46:00","modified_gmt":"2021-05-19T09:46:00","slug":"lutero-infine-ha-vinto-grazie-a-wojtyla-e-ratzinger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/19\/lutero-infine-ha-vinto-grazie-a-wojtyla-e-ratzinger\/","title":{"rendered":"Lutero infine ha vinto, grazie a Wojtyla e Ratzinger"},"content":{"rendered":"<p>Quando le Poste Vaticane, nel 2017, decisero di celebrare la ricorrenza dei cinquecento anni dalla pubblicazione delle 95 Tesi di Lutero a Wittenberg, emettendo un francobollo che raffigurava Ges\u00f9 Crocifisso, con lo stesso Lutero e il suo seguace Melantone ai piedi della croce, ma senza Maria Santissima, n\u00e9 san Giovanni evangelista, qualche anima bella avr\u00e0 pensato che era un&#8217;iniziativa di pessimo gusto, certo, ma che in fin dei conti non coinvolgeva direttamente la gerarchia cattolica e, in ogni caso, non costituiva un atto di magistero, almeno fino a che qualcuno non sapr\u00e0 dimostrare che le Poste Vaticane sono una fonte legittima del magistero. E quando Bergoglio, sempre in quella occasione, decise di recarsi in Svezia per assistere a una messa, cio\u00e8, volevamo dire, a una &quot;cena&quot; luterana, e si lasci\u00f2 sfuggire, con la sua abituale disinvoltura (chiamiamola cos\u00ec, anche se non sarebbe la parola giusta), che dopotutto, sulla questione della giustificazione, <em>Lutero aveva ragione<\/em>, molte anime belle si consolarono, pur restando ferite nel profondo, al pensiero che costui, in fin dei conti, non aveva espresso una verit\u00e0 ufficiale della Chiesa, n\u00e9 aveva impegnato l&#8217;infallibilit\u00e0 papale, dal momento che non aveva parlato <em>ex cathedra<\/em> su una questione di fede, ma aveva semplicemente espresso un&#8217;opinione personale, oltretutto nel corso di una chiacchierata coi giornalisti, che a stento si poteva definire intervista, sebbene la stampa di tutto il mondo si fosse affrettata, come \u00e8 logico, a diffondere quel giudizio privato in tutto l&#8217;orbe terracqueo. Potremmo citare molti altri esempi di questo genere, i quali ci porterebbero tutti alla medesima conclusione: quando la realt\u00e0 \u00e8 troppo sgradevole per essere accettata, molte persone preferiscono cercare di non vederla e si arrampicano sugli specchi pur di trovare qualche spiegazione alternativa a quella pi\u00f9 ovvia, che risparmi loro la dura verit\u00e0 dei fatti. Ebbene, quelle anime belle avevano torto: perch\u00e9 non da Bergoglio, ma da Giovanni Paolo II, e col pieno sostegno dell&#8217;allora cardinale Ratzinger, la Chiesa cattolica si era impegnata in una <em>Dichiarazione congiunta<\/em> con la Federazione Luterana Mondiale sulla questione centrale che segna il discrimine fra cattolicesimo e protestantesimo: la dottrina della giustificazione. Voi che state leggendo, probabilmente sarete rimasti a quanto il magistero ha sempre insegnato su questo punto fondamentale, e il Concilio di Trento ha solennemente ribadito: vale a dire che la giustificazione, ossia la &quot;giustizia&quot; e perci\u00f2 la salvezza davanti a Dio, si ottiene per mezzo della <em>fede e delle opere<\/em>. Ma c&#8217;\u00e8 una cosa che non sapevate, e cio\u00e8 che dal 1999 questo non \u00e8 pi\u00f9 vero, perch\u00e9 la Chiesa cattolica, con 500 anni di ritardo, ha dato pienamente ragione a Lutero, firmando un documento nel quale afferma che l&#8217;uomo viene giustificato per mezzo della sola fede, indipendentemente dalle opere buone, e perci\u00f2 indipendentemente dalla vita che ha vissuto, buona o cattiva, per quanto se ne pu\u00f2 vedere.<\/p>\n<p>Ci sono voluti 500 anni, ma infine Lutero ha riportato piena vittoria, con la sua dottrina sulla giustificazione per mezzo della sola fede (<em>sola fide<\/em>) sulla dottrina cattolica della giustificazione con la fede e le opere. Non si pu\u00f2 dubitare di questo, dopo aver preso contezza del documento intitolato <em>Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione<\/em>, datato 31 ottobre 1999 e sottoscritto dalla Federazione Luterana Mondiale e dalla Chiesa cattolica romana. Allora il pontefice era Giovanni Paolo II, che tante anime belle ricordano come il campione dell&#8217;ortodossia, sorvolando su inezie come gli incontri di preghiera interreligiosi di Assisi, da lui inaugurati nel 1986, antecedenti diretti del prossimo sabba infernale di Astana; e prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede era il cardinale Joseph Ratzinger, che di l\u00ec a cinque anni sarebbe stato a sua volta eletto pontefice col nome di Benedetto XVI e che tante altre anime belle tuttora rimpiangono rispetto a Bergoglio, vedendo in lui l&#8217;ultimo papa cattolico prima del diluvio modernista, eretico e apostatico dei nostri giorni.<\/p>\n<p>Leggiamo infatti, nella parte iniziale di questo documento, del quale non molto si \u00e8 parlato all&#8217;epoca, e che tutt&#8217;oggi molti cattolici ignorano:<\/p>\n<p><em>1. La dottrina della giustificazione ha avuto un&#8217;importanza fondamentale per la Riforma luterana del XVI secolo. Essa l&#8217;ha considerata l&#8217;\u00abarticolo primo e fondamentale\u00bb e, al tempo stesso, la dottrina che \u00abgoverna e giudica tutti gli altri aspetti della dottrina cristiana\u00bb. Essa \u00e8 stata particolarmente sostenuta e difesa, nella sua accezione riformata e nel suo valore particolare a fronte della teologia e della Chiesa cattolica romana del tempo, le quali sostenevano e difendevano da parte loro una giustificazione dagli accenti diversi. Dal punto di vista riformato, la giustificazione era il fulcro attorno al quale si cristallizzavano tutte le polemiche. Gli scritti confessionali luterani e il Concilio di Trento della Chiesa cattolica emisero condanne dottrinali che sono valide ancora oggi e che hanno un effetto di separazione tra le Chiese.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Per la tradizione luterana, la giustificazione ha conservato tale particolare valore. Per questo motivo essa ha assunto fin dall&#8217;inizio un posto importante anche nel dialogo ufficiale luterano-cattolico.<\/em><\/p>\n<p><em>3. Si rimanda, in primo luogo, ai rapporti Il Vangelo e la Chiesa (1972) e Chiesa e giustificazione (1994) della Commissione mista internazionale cattolica-luterana, al rapporto Giustificazione per fede (1983) della Commissione cattolica-luterana negli Stati Uniti e allo studio Lehrverurteilungen &#8211; kirchentrennend? (Le condanne dottrinali dividono ancora le Chiese ?) (1986) del Gruppo di Lavoro ecumenico composto da teologi protestanti e cattolici in Germania. Alcuni di questi documenti di dialogo sono stati oggetto di una ricezione ufficiale. Esempio importante, a questo riguardo, \u00e8 la ricezione delle conclusioni dello studio sulle condanne dottrinali del XVI secolo. La Chiesa evangelica luterana unita della Germania, assieme ad altre Chiese protestanti tedesche, ha redatto una presa di posizione su tale documento alla quale \u00e8 stato conferito il massimo riconoscimento ecclesiale (1994).<\/em><\/p>\n<p><em>4. Nella discussione sulla giustificazione tutti i documenti di dialogo citati e le prese di posizione ad essi relative mostrano in alto grado un orientamento comune e un giudizio 7 comune. \u00c8 giunto quindi il momento di tracciare un bilancio e di riassumere i risultati dei dialoghi sulla giustificazione per informare con la necessaria precisione e concisione le nostre Chiese e permettere loro di esprimersi in modo vincolante sull&#8217;argomento.<\/em><\/p>\n<p><em>5. La presente Dichiarazione congiunta ha precisamente tale scopo. Essa vuole mostrare che, sulla base di questo dialogo, le Chiese luterane e la Chiesa cattolica[9] che lo sottoscrivono sono ormai in grado di enunciare una comprensione comune della nostra giustificazione operata dalla grazia di Dio per mezzo della fede in Cristo. Questa Dichiarazione non contiene tutto ci\u00f2 che si insegna in ciascuna Chiesa sulla giustificazione; tuttavia essa esprime un consenso su verit\u00e0 fondamentali della dottrina della giustificazione, mostrando come elaborazioni che permangono diverse non sono pi\u00f9 suscettibili di provocare condanne dottrinali.<\/em><\/p>\n<p>Ed ecco le osservazioni sulla <em>Dichiarazione<\/em> fatte da Ratzinger a caldo, quindi non ancora eletto successore di Wojtyla, nel libro-intervista scritto col giornalista Peter Seewald, <em>Dio e il mondo<\/em> (titolo originale: <em>Gott und die Welt. Glauben und Leben in unserer Zeit<\/em>, Stuttgart-M\u00fcnchen, 2000; traduzione dal tedesco di Olivia Pastorelli, Edizioni San Paolo, 2001, pp.412-413):<\/p>\n<p><em>D. Alla fine del secolo appena trascorso teologi protestanti e cattolici hanno formato la cosiddetta &quot;Dichiarazione comune sulla dottrina della giustificazione&quot;, secondo la quale non contano tanto le azioni umane, le &quot;opere&quot;, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 giustificato solo dalla grazia di Dio, indipendentemente dal modo in cui ha vissuto. \u00c8 davvero un passo significativo in direzione dell&#8217;ecumenismo? Non si deve, pur con tutti i punti di convergenza, preservare con la massima precisione anche la specificit\u00e0 della fede perch\u00e9 non corra il rischio di smarrire la propria identit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>R. Non ci \u00e8 purtroppo riuscito di comunicare fino in fondo il contenuto di questa Dichiarazione di consenso perch\u00e9 nessuno sa pi\u00f9 oggi cosa si intenda per &quot;dottrina della giustificazione&quot;. All&#8217;epoca di Lutero \u00e8 stata un tema molto dibattuto, che ha scosso e diviso gli animi, anche se l&#8217;avanzata del protestantesimo non era dovuta solo ad essa, ma anche ad esempio, agli interessi dei principi, che si ripromettevano dei vantaggi da una rapida diffusione della Riforma. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 un tema che sollevi un grosso interesse, nemmeno nella cristianit\u00e0 protestante. Cos\u00ec l&#8217;opinione pubblica ha colto soltanto che ora le opere non contano pi\u00f9 davanti a Dio ma solo la fede. Cos\u00ec non \u00e8 stato solo il pensiero di Lutero a essere grossolanamente semplificato. Si disconoscono soprattutto le questioni che l&#8217;uomo moderno pone al cristianesimo. Alla fine, nei cinquecento anni trascorsi dalla Riforma, tutta la cristianit\u00e0 ha fatto nuove esperienze e ha subito un mutamento epocale. Non posso ora entrare nei dettagli. Basti dire che nella &quot;Dichiarazione comune&quot; si \u00e8 iniziato col confermare che l&#8217;inizio di una vita con Dio proviene da Dio stesso. Noi non siamo in grado di innalzarci a lui, lui solo pu\u00f2 trarci a s\u00e9. Quell&#8217;inizio, che porta l&#8217;uomo sulla via giusta, \u00e8 la fede. E la fede \u00e8, a sua volta, espressione dell&#8217;iniziativa di Dio, che noi non siamo in grado di determinare o di meritare.<\/em><\/p>\n<p><em>La Chiesa cattolica, in sede di elaborazione di questo &quot;Consenso&quot;, ha posto l&#8217;accento da un lato sul pieno riconoscimento dell&#8217;iniziale intervento di Dio, dall&#8217;altro sulla presa d&#8217;atto di ci\u00f2 che l&#8217;iniziativa autonoma di Dio opera nel credente. Ha sottolineato il coinvolgimento umano voluto da Dio, che affida all&#8217;uomo la responsabilit\u00e0 e lo sollecita a collaborare fecondamente con lui, e ha messo in evidenza il giudizio cui sar\u00e0 sottoposta la corresponsabilit\u00e0 del credente. Questo \u00e8 il secondo pilastro di quella dichiarazione, che per\u00f2 \u00e8 stato recepito scarsamente dalla pubblica opinione.<\/em><\/p>\n<p><em>Per dirla in altri termini. Dio non vuole degli schiavi che lui rende semplicemente retto e che lui stesso non prende sul serio. Vuol avere negli uomini partner effettivi, soggetti reali, messi in grado di collaborare con lui dal domo dell&#8217;iniziativa divina e di assumersi la responsabilit\u00e0 di questa collaborazione. Direi che entrambi questi pilastri sorreggono l&#8217;impianto della&quot;dottrina della giustificazione&quot;. In loro \u00e8 stato accolto ci\u00f2 che dell&#8217;esperienza di Lutero corrispondeva davvero alle Scritture. Ma insieme vi \u00e8 stato immesso ci\u00f2 che la Chiesa cattolica non ha mai smesso di dire e che \u00e8 per lei irrinunciabile e si \u00e8 stabilito un equilibrio tra questi due elementi, tra queste due tradizioni.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una cosa triste e penosa vedere come Ratzinger si serva della propria raffinata intelligenza per cercar di confondere le idee al lettore, come don Abbondio tent\u00f2 di fare con Renzo sfruttando la propria conoscenza del latino, lingua che quest&#8217;ultimo ignorava. Non potendo negare l&#8217;evidenza, e cio\u00e8 che con la <em>Dichiarazione<\/em> la Chiesa cattolica si \u00e8 rimangiata la dottrina professata da sempre della salvezza mediante la fede e le opere, per abbracciare incondizionatamente la falsa dottrina luterana della salvezza mediante la sola fede, fa un complicato giro di parole che si pu\u00f2 cos\u00ec sintetizzare: \u00e8 vero, abbiamo dato ragione a Lutero, ma allo stesso tempo abbiamo ribadito la dottrina cattolica del libero arbitrio, perch\u00e9 Dio non vuole dei servi, ma dei collaboratori volontari. Per\u00f2 l&#8217;iniziativa della salvezza parte da Dio, perch\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 in grado d&#8217;innalzarsi fino a Lui: il che equivale a dire che le opere non contano pi\u00f9 nulla, ma conta solo la fede. Ratzinger cerca di confondere le acque sostenendo che la posizione di Lutero \u00e8 stata indegnamente &quot;semplificata&quot; nella percezione comune di quel documento, e ancor pi\u00f9 \u00e8 stata fraintesa la posizione cattolica; in altre parole, getta sul pubblico la responsabilit\u00e0 di non aver capito quel bellissimo documento e di aver fatto confusione. Peggio ancora: afferma che oggi nessuno capisce pi\u00f9 cosa s&#8217;intenda con l&#8217;espressione &quot;dottrina della giustificazione&quot;, il che evidentemente renderebbe la cosa meno importante. E infatti non si perita di affermare che oggi, dopo cinquecento anni, l&#8217;uomo moderno ha fatto nuove esperienza e quindi pone al cristianesimo nuove domande. S\u00ec, il succo del discorso \u00e8 questo, tristemente storicista e perci\u00f2 modernista: non \u00e8 il cristianesimo ad interrogare l&#8217;uomo, l&#8217;uomo di ieri, di oggi e di domani, ma \u00e8 l&#8217;uomo, anzi l&#8217;uomo moderno, a interrogare il cristianesimo. Come dire che l&#8217;uomo moderno sa pi\u00f9 cose e quindi \u00e8 pi\u00f9 maturo del credente di un tempo, e che, da credente &quot;adulto&quot;, non pu\u00f2 accontentarsi delle risposte che soddisfacevamo i suoi antenati. Qui c&#8217;\u00e8 puzza di Rahner, c&#8217;\u00e8 puzza di Teilhard, c&#8217;\u00e8 puzza di <em>Nouvelle Th\u00e9ologie<\/em>. La fede \u00e8 un prodotto storico, che si determina storicamente nel corso del tempo: la coscienza dell&#8217;uomo rivolge a Dio le sue domande e ancora la coscienza formula le risposte. A meno d&#8217;immaginare che Dio si adegui all&#8217;uomo di oggi e riformuli il Vangelo secondo le necessit\u00e0 del mondo moderno, rendendosi conto che il Vangelo di Ges\u00f9, come la Chiesa l&#8217;ha insegnato per duemila anni, ora non \u00e8 pi\u00f9 abbastanza convincente. Che tristezza; e quanta ipocrisia nel far ricadere sul comune fedele la responsabilit\u00e0 di non aver compreso la meravigliosa sottigliezza dei teologi. Questo \u00e8 un mettere la propria intelligenza al servizio di una causa intellettualmente disonesta: ingannare i fedeli e condurli, senza che se ne avvedano, e casomai quasi per colpa loro, sul terreno di una dottrina nuova e diversa, quindi dell&#8217;eresia e dell&#8217;apostasia. E infatti Benedetto XVI, con Giovanni Paolo II, \u00e8 stato il principale sostenitore dell&#8217;ermeneutica della continuit\u00e0 del Concilio Vaticano II. Ma come si pu\u00f2 parlare di continuit\u00e0, se dichiara che la fede \u00e8 un dono di Dio al quale l&#8217;uomo non collabora che in un secondo tempo, poich\u00e9 non \u00e8 capace d&#8217;innalzarsi da solo fino a Lui? Questo \u00e8 un giocare con le parole. Certo che l&#8217;uomo non pu\u00f2 innalzarsi fino a Dio e quindi ha bisogno della grazia, senza la quale non potrebbe che fermarsi al livello della ragione naturale, ammettendo e riconoscendo il Dio creatore, ma senza poter dire nulla del Dio rivelato. Qui per\u00f2 si vede fino a che punto Ratzinger \u00e8 imbevuto dall&#8217;idea protestante della fede, che \u00e8 un&#8217;idea essenzialmente luterana. Lutero era un sentimentale (e un collerico), come lo Renan, Loisy, Tyrrell, Buonaiuti e tutti i modernisti; e come lo \u00e8 anche Teilhard de Chardin, nonostante il suo esteriore scientismo. \u00c8 sentimentale identificare la fede con un sentimento che viene da Dio e illumina l&#8217;uomo. Per la dottrina cattolica di sempre, ad esempio per san Tommaso d&#8217;Aquino, la fede non \u00e8 un sentimento, ma un atto della volont\u00e0, mediante il quale l&#8217;uomo aderisce alle verit\u00e0 rivelate. In questo senso, che \u00e8 il senso del magistero perenne, l&#8217;uomo concorre alla propria salvezza non solo in un secondo tempo, ma fin dal principio: perch\u00e9 \u00e8 la sua volont\u00e0 a dire s\u00ec a Dio; se cos\u00ec non fosse, se egli dicesse di s\u00ec solo dopo che Dio gli ha fatto il domo della grazia, evidentemente l&#8217;uomo non sarebbe libero, e tutta la dottrina del libero arbitrio non sarebbe che una presa in giro. Come pu\u00f2 essere libera la volont\u00e0 umana, se la fede non \u00e8 un atto della volont\u00e0, ma un sentimento che viene ispirato dall&#8217;alto? Perci\u00f2 dire, come fa Ratzinger, che <em>la fede \u00e8 espressione dell&#8217;iniziativa di Dio, che noi non siamo in grado di determinare o di meritare<\/em>, equivale a dar ragione a Lutero, senza &quot;se&quot; e senza &quot;ma&quot;, e dunque a negare il libero arbitrio. Di nuovo, con Lutero e contro Erasmo da Rotterdam; ricordate? In poche parole: i cattolici potevano risparmiarsi mezzo millennio di errori e meglio avrebbero fatto a riconoscere fin da subito che Lutero aveva ragione, che la Chiesa avrebbe dovuto abbracciare le sue idee e quindi fare quel che sta facendo, cos\u00ec in ritardo e cos\u00ec male, ai nostri giorni: auto-dissolversi. Allora avrebbe potuto essere una auto-demolizione controllata, eseguibile cin un ceto ordine; oggi \u00e8 solamente caotica, e nessuno ci sta facendo una bella figura. N\u00e9 Bergoglio, il quale dichiara che Dio non \u00e8 cattolico; n\u00e9 il clero tedesco, ben deciso a benedire sull&#8217;altare le unioni omosessuali; n\u00e9 i professori di teologia come don Ivo Seghedoni a Modena, i quali tranquillamente insegnano che non \u00e8 poi cos\u00ec importante andare alla santa Messa, o comunicarsi nel Sacrificio Eucaristico, anzi sono quasi pi\u00f9 apprezzabili i cattolici non praticanti, perch\u00e9 almeno non si danno tante arie per la banale circostanza di andare in chiesa nelle feste comandate. E allora, se non \u00e8 poi cos\u00ec importante andare alla santa Messa, vuol dire che non lo sono nemmeno i Sacramenti, perch\u00e9 in chiesa i cattolici vanno per riceverli (mentre i protestanti ci vanno per ascoltare la &quot;parola&quot;); di conseguenza non \u00e8 importante nemmeno il clero, che a celebrare i Sacramenti \u00e8 destinato. Di nuovo: aveva ragione Lutero. Niente Sacramenti, niente clero; a cosa serve il clero, se non a impinguare le casse del papa? Bastano dei &quot;pastori&quot; per leggere il Vangelo. Che bel risultato: complimenti.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa: il male neomodernista non nasce con Bergoglio, ma col Vaticano II e si aggrava con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, suoi strenui fautori e, da giovani, suoi protagonisti nelle file dell&#8217;episcopato progressista. \u00c8 troppo facile gettare ogni colpa su Bergoglio, e magari guardare a Benedetto come al &quot;vero&quot; papa, al papa che ingiustamente \u00e8 stato messo da parte, che \u00e8 stato costretto a dimettersi, eccetera, eccetera. I cattolici che si aggrappano a questo fuscello di speranza, e pensano di risolvere tutto dicendo &quot;Benedetto&quot; anzich\u00e9 &quot;Francesco&quot; al momento dell&#8217;<em>una cum<\/em>, sono davvero patetici. Non hanno capito nulla, perch\u00e9 non vogliono capire. E magari lodano von Balthasar e De Lubac, credendo con ci\u00f2 di sconfessare Bergoglio e rimettere le cose a posto. Care anime belle ratzingeriane, il male della Chiesa \u00e8 assai pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 antico di quel che credete, e implica un serio esame di coscienza da parte di tutti. Dov&#8217;era ciascuno di noi negli ultimi 50 anni?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando le Poste Vaticane, nel 2017, decisero di celebrare la ricorrenza dei cinquecento anni dalla pubblicazione delle 95 Tesi di Lutero a Wittenberg, emettendo un francobollo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,119,216],"class_list":["post-26869","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-dottrina","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26869","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26869"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26869\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26869"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26869"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26869"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}