{"id":26868,"date":"2015-07-30T11:53:00","date_gmt":"2015-07-30T11:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/30\/lutero-ha-cristianizzato-il-popolo-tedesco-ma-al-prezzo-di-germanizzare-il-cristianesimo\/"},"modified":"2015-07-30T11:53:00","modified_gmt":"2015-07-30T11:53:00","slug":"lutero-ha-cristianizzato-il-popolo-tedesco-ma-al-prezzo-di-germanizzare-il-cristianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/30\/lutero-ha-cristianizzato-il-popolo-tedesco-ma-al-prezzo-di-germanizzare-il-cristianesimo\/","title":{"rendered":"Lutero ha cristianizzato il popolo tedesco, ma al prezzo di germanizzare il cristianesimo"},"content":{"rendered":"<p>Forse la storia della cosiddetta Riforma luterana &#8212; che \u00e8 stata, in realt\u00e0, una rivoluzione: pi\u00f9 precisamente, una rivoluzione conservatrice &#8212; se si smettesse di considerare Lutero come, appunto, essenzialmente un riformatore religioso, e lo si vedesse, una volta per tutte, sotto la dimensione fondamentale del nazionalismo tedesco. Lutero \u00e8 stato colui che ha germanizzato il cristianesimo e che, per poterlo fare, ha contribuito &#8211; forse pi\u00f9 di chiunque altro &#8211; a cristianizzare il popolo tedesco, rompendo per sempre il fondo pre-cristiano, pagano, della sua anima. E questo, sotto la spinta di un bisogno che era pi\u00f9 di natura psicologica, anzi psicopatologica, che religiosa: il senso terrorizzante della solitudine dell&#8217;uomo, della sua impotenza, della sua abiezione radicale e irrimediabile. Per soccorrere un uomo cos\u00ec, totalmente solo e disperato, ci voleva un Dio che fosse costruito in proporzione: duro, incomprensibile, lontanissimo; donde il ritorno all&#8217;Antico Testamento e la rottura deliberata con la cultura umanistico-rinascimentale, pur sempre fiduciosa nella capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di prende in mano il proprio destino: si pensi soltanto alla polemica sul libero arbitrio fra Lutero ed Erasmo da Rotterdam.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, per germanizzare il cristianesimo, ossia per riportarlo alla sua dimensione tedesca, anti-rinascimentale, duramente agostiniana, bisognava recidere i legami con la teologia cattolica delle opere: Dio \u00e8 tutto, l&#8217;uomo \u00e8 niente; non ci si salva che con la fede; ma la fede \u00e8 dono gratuito di Dio, dunque non ci si salva se non \u00e8 Dio a salvare. Ed ecco, inevitabile, il ritorno al fondo pagano dell&#8217;anima tedesca: il destino, qui nella versione della predestinazione divina, riprende il suo posto centrale nell&#8217;antropologia e consegna l&#8217;uomo alla prospettiva di una eterna dannazione o di una eterna salvezza che non dipendono da lui, dunque lo restituisce a quell&#8217;angoscia e a quella disperazione da cui aveva preso le mosse la &quot;riforma&quot; luterana. Corto circuito che mostra come non sia possibile restituire all&#8217;uomo il senso del suo destino, se quel Destino gli \u00e8 sottratto e messo nelle mani di un Dio corrucciato e imprevedibile. Si perde, qui, il senso pi\u00f9 profondo di quella cristologia paolina, cui pure Lutero continuamente si richiama: l&#8217;uomo non \u00e8 pi\u00f9 figlio di Dio, torna ad essere servo e anche meno di un servo, perch\u00e9 a un servo non si spiega quali siano le intenzioni del padrone, ma a un figlio s\u00ec.<\/p>\n<p>Non solo. Con Lutero trionfa, si fa per dire, l&#8217;individualismo moderno, perch\u00e9 l&#8217;uomo di Lutero non \u00e8 solamente un uomo disperato, \u00e8 anche un uomo solo, incapace di relazionarsi armoniosamente e serenamente con i propri simili: \u00e8 chiuso e sepolto nella propria disperazione che lo isola, lo acceca, lo separa dal consorzio umano e lo spinge verso Dio, non gi\u00e0 per incontrarvi il suo prossimo (che di fatto non esiste, perch\u00e9 non lo vede), ma solo e unicamente per cercare e trovare protezione contro l&#8217;urlo della sua sconfinata angoscia e della sua devastante disperazione, che lo spingerebbe al suicidio, se solo non avesse una paura troppo grande di finire tra le fiamme dell&#8217;inferno. Eppure il Dio che lo salva, se pure lo salva, non appare sotto la veste della misericordia, ma, ancora e sempre, sotto le spoglie di un padrone accigliato e terribile, che \u00e8 impossibile soddisfare e rabbonire, per quanto il figlio ce la metta tutta per adeguarsi alla sua volont\u00e0.<\/p>\n<p>Si potrebbe anzi spingere il discorso ancora pi\u00f9 lontano e vedere nella psicanalisi di Freud, questo ebreo tedesco che non crede pi\u00f9 in alcun Dio, n\u00e9 quello dei suoi padri, n\u00e9 quello dei cristiani, ma che si porta dietro un immenso senso di colpa per averlo, nietzschianamente, &quot;ucciso&quot;, una versione aggiornata e corretta del luteranesimo: anche qui un Dio che \u00e8 un padre-padrone, onnipotente e incomprensibile; anche qui un figlio sbigottito e terrorizzato, in preda ad un&#8217;angoscia immedicabile; anche qui un vicolo cieco, un male peggiore di quello da cui si voleva uscire: perch\u00e9 l&#8217;Inconscio \u00e8 un Dio ancora pi\u00f9 tremendo e ancora pi\u00f9 incomprensibile di quello di Lutero, e perch\u00e9 all&#8217;uomo non si offre una vera e propria redenzione, ma solo un surrogato insoddisfacente di essa, vale a dire una &quot;guarigione&quot; che coincide, in ultima analisi, con l&#8217;accettazione della nevrosi cronica, pena l&#8217;orrore di precipitare nell&#8217;Inferno della &quot;barbarie&quot; degli istinti scatenati. E allora non \u00e8 un caso, forse, che il nuovo Verbo freudiano abbia fatto la sua comparsa, ed abbia mietuto i suoi primi, trionfali successi, nel contesto della cultura germanica e non, poniamo, di quella italiana, o francese, o spagnola.<\/p>\n<p>Ci sembrano particolarmente acute le osservazioni svolte dal germanista Alberto Krali, docente di Lingua tedesca presso la Facolt\u00e0 di Scienze politiche dell&#8217;Universit\u00e0 cattolica del Sacro cuore di Milano (A. Krali, \u00abL&#8217;uomo solare e le tenebre del Nord\u00bb, in: \u00abIl nuovo Areopago\u00bb, rivista trimestrale di cultura, Bologna, n. 4 del 1983, pp. 25-7):<\/p>\n<p>\u00abNon gi\u00e0 un Dio a misura d&#8217;uomo, ma un Dio in funzione dell&#8217;uomo sta a segnare in modo incontrovertibile il passaggio, con Eriugena, dal cristianesimo mediterraneo a quello nordico-germanico e questo, per la prima volta, in modo cos\u00ec esplicito. \u00c8 qui da riscontrarsi il principio spirituale dell&#8217;individualismo moderno che avr\u00e0 la sua consacrazione in Lutero.Egli non pu\u00f2 certo considerarsi un &quot;moderno&quot; e tanto meno un riformatore, ch\u00e9 il suo intento era restauratore diciamo conservatore, ma egli si trova a rendere manifesto ci\u00f2 che a partire da Eriugena e fors&#8217;anche prima era il problema principale del cristianesimo nel centro e nord d&#8217;Europa: per l&#8217;appunto la sua identit\u00e0 germanica. Con Lutero ha preso coscienza ed \u00e8 diventato realt\u00e0 non solo religiosa ma politica ci\u00f2 che per mille anni aveva dovuto nascondersi nelle pieghe di un cristianesimo estraneo alla tradizione ed ai costumi germanici. Possiamo dire che egli ha cristianizzato in senso pieno il popolo germanico, riportando l&#8217;unione l\u00e0 dove vi era frattura, conciliando la predicazione del Vecchio e del Nuovo Testamento con la sensibilit\u00e0 di un credente sempre pi\u00f9 cosciente della sua diversit\u00e0 culturale dal modello imposto da Roma.<\/p>\n<p>Ha portato a compimento quel processo di fusione tra religiosit\u00e0 germanica, cultura non scritta e messaggio evangelico che al cattolicesimo romano non era mai riuscito, ma l&#8217;ha fatto ovviamente da tedesco. L&#8217;uomo di Lutero \u00e8 un uomo disperato. Gli fa paura la sua tremenda solitudine. La vita gli appare troppo crudele perch\u00e9 egli possa vedere un Dio consolatore, un Dio soprattutto vicino. Al contrario gli appare onnipotente, incommensurabile, tanto grande da divenire irraggiungibile. Nella lontananza di questo Dio, che non comunica, l&#8217;uomo \u00e8 costretto a porsi al centro del mondo. L&#8217;inintelligibilit\u00e0 del suo creatore lo esenta dal dare significazione alla sua volont\u00e0 suprema e quindi lo esime dall&#8217;avere certezza della propria salvezza. Tutto si consuma nel presente, in un presente tragico, perch\u00e9 demandato alle sole forze umane, dove all&#8217;uomo non resta che il timore servile verso il Padre. Ci\u00f2 che Dio decider\u00e0 dell&#8217;uomo non \u00e8 dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Precetti morali e meditazioni speculative finiscono per essere inutili fardelli ad una vita che si intende solo come espressione di un sincero sentire. In questa dimensione l&#8217;uomo luterano si sente libero di dar corso alle forze vitali che lo pervadono, senza doversi continuamente domandare se vadano represse o mitigate in nome di un ordine morale superiore. L&#8217;unitariet\u00e0 tra sentire ed operare viene cos\u00ec riaffermata e con essa la convinzione che il dato concerto sia unica diretta espressione della totalit\u00e0 della persona umana.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 in grado di stabilire l&#8217;intensit\u00e0 e la sincerit\u00e0 del sentimento altrui, tutto viene demandato alla coscienza individuale e quindi interiorizzato. Solo l&#8217;azione resta l&#8217;unico strumento di valutazione certo, perch\u00e9 verificabile coi sensi, dell&#8217;operato umano. La dignit\u00e0 \u00e8 misurata nell&#8217;azione, perch\u00e9 in essa si racchiude l&#8217;essenza di valori altrimenti non immediatamente riscontrabili. L&#8217;assenza di una misericordia divina che gi\u00e0 su questa terra possa lenire il dolore dell&#8217;uomo fa s\u00ec che tutto trovi realizzazione nella giustizia umana. A queste condizioni la dimensione del giusto non \u00e8 espressione di una intenzionalit\u00e0 e quindi di una valutazione della persona umana in funzione anche trascendente, ma frutto diretto di fatti concreti. Essi e solo essi sono gli strumenti di valutazione di una realt\u00e0 che altrimenti appare sfuggevole e incomprensibile.<\/p>\n<p>\u00c8 indubbiamente merito di Lutero aver dato riscontro palese a questa dimensione della spiritualit\u00e0 tedesca e a questo \u00e8 da attribuirsi la repentina e assolutamente imprevista diffusione del suo pensiero sul suolo germanico sin dagli inizi della sua opera.\u00bb<\/p>\n<p>In questo senso, precisamente, abbiamo iniziato la presente riflessione, sostenendo che la figura e l&#8217;opera di Lutero hanno primariamente a che fare con la dimensione del nazionalismo tedesco, e solo di riflesso con l&#8217;ambito religioso e spirituale; anche se \u00e8 in quell&#8217;ambito che egli ha ottenuto i suoi successi pi\u00f9 spettacolari, grazie ai quali si \u00e8 conquistato un posto ragguardevole nella storia europea.<\/p>\n<p>Tuttavia, a differenza di Alberto Krali, noi pensiamo che la dimensione &quot;politica&quot; della riforma di Lutero non consista semplicemente nell&#8217;aver germanizzato il cristianesimo, ma anche e soprattutto nell&#8217;aver dato, in quest&#8217;ultimo, espressione teologica a un tipico atteggiamento dell&#8217;anima tedesca nei confronti del reale: l&#8217;abitudine all&#8217;autoaffermazione e all&#8217;autosufficienza, che, nella psicologia di milioni d&#8217;individui, coincide, a un dipresso, con il non aspettarsi mai alcun aiuto dall&#8217;altro, per nessun motivo, e nell&#8217;andare incontro al proprio destino, eventualmente anche alla disfatta, in perfetta solitudine, senza attendersi (e, naturalmente, senza concedere) quartiere. Se la vita \u00e8 una lotta, ebbene questa lotta bisogna combatterla da soli, senza sconti.<\/p>\n<p>L&#8217;altra radicata abitudine mentale tedesca, quella di lasciarsi inquadrare e di procedere in gruppo, quasi annullando la propria individualit\u00e0, essendo pi\u00f9 visibile e pi\u00f9 sconcertante per lo spirito non tedesco, \u00e8 quella che ha maggiormente richiamato l&#8217;attenzione su di s\u00e9, anche per le sue implicazioni etiche nel rapporto fra societ\u00e0 e persona, fra legge dello stato e legge della coscienza. Per\u00f2, a ben guardare, essa non \u00e8 che il rovescio della medaglia di quella: il tedesco, quando \u00e8 impegnato nell&#8217;esercizio del proprio dovere, o anche, semplicemente, quando si batte per affermare i suoi obiettivi personali, non pensa, n\u00e9 crede, che la cosa si possa risolvere senza che una delle due parti in conflitto, vale a dire se stesso e il suo antagonista, chiunque egli sia, possa essere stata pienamente debellata, lasciando intero campo libero al vincitore. E tutto questo \u00e8 pagano, ricorda la mitologia germanica e le ferali passioni dei Nibelunghi, la vendetta spietata e lungamente accarezzata di Crimilde; ricorda il Crepuscolo degli d\u00e8i e il &quot;vivere pericolosamente&quot; di Nietzsche. Non \u00e8 cristiano, e tanto meno cattolico.<\/p>\n<p>Il cristiano sa e confida che qualunque cosa accada, e specialmente quando \u00e8 impegnato in una lotta la cui posta \u00e8 la salvezza non solo del corpo, ma dell&#8217;anima, egli non si trover\u00e0 mai del tutto solo e abbandonato a se stesso; sa di poter contare sull&#8217;aiuto di Dio, padre amorevole che viene incontro al figlio smarrito, al peccatore, al disperato. Se Lutero avesse considerato bene tale aspetto dell&#8217;onnipotenza divina, cio\u00e8 la misericordia, sarebbe stato egli stesso pi\u00f9 misericordioso con i suoi antagonisti: volta a volta il papa, il clero, i contadini ribelli, gli ebrei, gli umanisti, i riformatori cattolici: verso i quali, viceversa, non manifesta altro che la pi\u00f9 viva ripugnanza ed il pi\u00f9 acre e sguaiato disprezzo. Lutero non conosce la piet\u00e0, perch\u00e9, da tedesco, non chiede e non si aspetta misericordia: probabilmente fu lui stesso il primo a meravigliarsi di non esser finito sul rogo, quand&#8217;era in potere dell&#8217;imperatore Carlo V; da parte sua, non avrebbe mai commesso un simile &quot;errore&quot; nei confronti dei suoi nemici.<\/p>\n<p>Forse l&#8217;opera di Lutero era inevitabile, o, quanto meno, necessaria, per realizzare pienamente la fusione tra cristianesimo e germanesimo, che, in quasi mille anni, non era stata ancora completata. \u00c8 impossibile immaginare un Lutero italiano, spagnolo, francese (lo stesso Calvino \u00e8 pi\u00f9 fine, pi\u00f9 ponderato, anche se non meno inesorabile davanti ai nemici): la Germania, che si era cristianizzata solo superficialmente, aveva bisogno di un uomo come Lutero, che la cristianizzasse a fondo, e sia pure al prezzo di germanizzare Cristo. Le differenze teologiche fra cattolicesimo e protestantesimo sono la conseguenza delle differenze culturali e spirituali fra mondo latino e mondo tedesco: una rivolta &quot;antropologica&quot; dell&#8217;uomo del Nord contro la civilt\u00e0 del Mediterraneo (che era, in quel momento, la civilt\u00e0 del Rinascimento) si \u00e8 vestita di pretesti religiosi, mediante un frate agostiniano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse la storia della cosiddetta Riforma luterana &#8212; che \u00e8 stata, in realt\u00e0, una rivoluzione: pi\u00f9 precisamente, una rivoluzione conservatrice &#8212; se si smettesse di considerare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[107,117,195],"class_list":["post-26868","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-martin-lutero"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26868\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}