{"id":26867,"date":"2012-12-10T08:32:00","date_gmt":"2012-12-10T08:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/10\/lutero-segna-lavvento-dellio-demoniaco-chiuso-in-se-stesso-e-ne-prepara-la-dissoluzione\/"},"modified":"2012-12-10T08:32:00","modified_gmt":"2012-12-10T08:32:00","slug":"lutero-segna-lavvento-dellio-demoniaco-chiuso-in-se-stesso-e-ne-prepara-la-dissoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/10\/lutero-segna-lavvento-dellio-demoniaco-chiuso-in-se-stesso-e-ne-prepara-la-dissoluzione\/","title":{"rendered":"Lutero segna l\u2019avvento dell\u2019io \u201cdemoniaco\u201d, chiuso in se stesso, e ne prepara la dissoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Che relazione c&#8217;\u00e8 fra Martin Lutero, l&#8217;autore della Riforma protestante (come i libri di storia si ostinano a chiamarla, invece di &quot;rivoluzione&quot;, come sarebbe pi\u00f9 giusto, perch\u00e9 una riforma \u00e8 una forza che opera dall&#8217;interno e non demolisce, ma, appunto, &quot;riforma&quot; l&#8217;esistente, in questo caso la Chiesa cattolica) e il diabolico dottor Mabuse, l&#8217;inquietante creazione del regista viennese Fritz Lang, oscuro manipolatore di uomini e raffinata mente criminale, che stando nell&#8217;ombra stende ovunque la sua rete tentacolare, protagonista di tre dei suoi film pi\u00f9 significativi, rispettivamente del 1922, del 1933 e del 1960?<\/p>\n<p>Il dottor Mabuse \u00e8 stato &quot;inventato&quot; nel 1921 &#8212; chiss\u00e0 cosa direbbe Pirandello di un simile linguaggio, dato che per lui il personaggio esiste da sempre e l&#8217;autore non se lo inventa affatto, ma lo porta all&#8217;esistenza &#8212; dallo scrittore lussemburghese Norbert Jacques; il quale, a sua volta, si \u00e8 probabilmente ispirato sia al personaggio di Fantomas, ideato dagli scrittori francesi Marcel Allain e Pierre Souvestre, nel 1911, sia a quello del dottor Caligari, protagonista del film di Robert Wiene del 1920. \u00c8 un personaggio dai mille volti, che sa assumere infiniti travestimenti, che \u00e8 capace di ipnotizzare le persone e che non arretra davanti ad alcuna efferatezza, ad alcun delitto: lo anima una immensa brama di potere e di dominio.<\/p>\n<p>Per il regista Fritz Lang, Mabuse \u00e8 una vera e propria incarnazione del Male, del &quot;male&quot; con la lettera maiuscola: ha qualcosa di diabolico, di mefistofelico, di radicalmente e spaventosamente non umano. \u00c8 una deformazione, un pervertimento del superuomo nietzschiano, che considera gli altri esseri umani alla pari di insetti e che non si fa scrupolo di manipolarli, di calpestarli, di strumentalizzarli a suo piacimento, come una sorta di burattinaio infernale, che si compiace della propria malvagit\u00e0 e di tutta la sofferenza che riesce a provocare.<\/p>\n<p>Ma che c&#8217;entra il dottor Mabuse con Martin Lutero?<\/p>\n<p>Anche se l&#8217;accostamento, a prima vista, pu\u00f2 sembrare assolutamente gratuito, a ben guardare una relazione fra i due personaggi esiste; diremmo di pi\u00f9: una parentela spirituale. Non nel senso che Lutero fosse un uomo malvagio e depravato, ma nel senso che tutta la sua pretesa &quot;riforma&quot;, tutta la forza della sua ribellione contro il Papa e contro la Chiesa \u00e8 stata anche, e prima di tutto, una rivolta contro Aristotele e contro San Tommaso: una rivolta contro il pensiero e contro l&#8217;idea che l&#8217;uomo possa e debba collaborare al piano di redenzione divino.<\/p>\n<p>Per Lutero, l&#8217;uomo \u00e8 malvagio in se stesso: a partire dalla caduta di Adamo ed Eva, in lui non vi \u00e8 pi\u00f9 la forza di risollevarsi dal male verso il bene, di collaborare con il Bene. \u00c8 noto che egli ha preso questa idea fondamentale da Sant&#8217;Agostino, il Sant&#8217;Agostino in rovente polemica contro Pelagio e contro la pretesa che l&#8217;uomo sia naturalmente &quot;buono&quot; e capace di salvarsi da se stesso, in quanto non corrotto dal Peccato originale. Ma forse non si \u00e8 insistito abbastanza sul fatto che questa idea non \u00e8 una revisione o un &quot;perfezionamento&quot; dell&#8217;idea cristiana (paolina) della Grazia e dalla sua gratuit\u00e0, bens\u00ec un suo radicale capovolgimento.<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo \u00e8 naturalmente peccatore, non gli resta altro da fare che peccare; peccare e pentirsi; tornare a peccare e tornare a pentirsi; e cos\u00ec via, all&#8217;infinito, tanto la salvezza non dipende da lui, le sue passioni sono indomabili, la sua lussuria \u00e8 invincibile: se si salva, non \u00e8 certo per merito suo. L&#8217;uomo, di per s\u00e9, non pu\u00f2 che avvoltolarsi nel fango: \u00e8 marcio, \u00e8 dannato, \u00e8 pronto per l&#8217;Inferno; non merita nulla, non pu\u00f2 aspirare a nulla. Apparente umilt\u00e0 che cela un diabolico orgoglio: dunque, tanto vale che l&#8217;uomo ceda alle passioni, che si arrenda alla carne. D qui il suo appello contro la verginit\u00e0 degli ecclesiastici, che ha gettato nella confusione migliaia di monaci e monache; e l&#8217;esempio, da lui stesso dato, del rifiuto del celibato, sposando una ex suora. Sano ritorno alla natura, contro l&#8217;assurda pretesa della continenza imposta dalla Chiesa cattolica? Niente affatto: piuttosto la resa alla carne, nella prospettiva di una umanit\u00e0 irrimediabilmente traviata e peccatrice. Dio, poi, penser\u00e0 a salvare quelli che ha deciso di salvare, indipendentemente dai loro meriti: perch\u00e9 meriti, l&#8217;uomo non ne ha, mai: ogni singolo essere umano non \u00e8 che fango, non \u00e8 che impurit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 lecito domandarsi che cosa ci sia ancora di cristiano nel pensiero di Lutero. Rifiuta la ragione e dice che la Scolastica andrebbe strappata via dalle radici, perch\u00e9 con la ragione l&#8217;uomo non pu\u00f2 arrivare a Dio, pu\u00f2 solo perdersi; ma rifiuta anche le opere, perch\u00e9 dice che l&#8217;uomo buono non esiste e che nessuna opera \u00e9 tale da avvicinare di un passo alla salvezza. Pertanto l&#8217;uomo \u00e8 gi\u00e0 perduto: non gli resta che un misticismo fideistico, un &quot;credo&quot; cieco e viscerale, che non nasce dall&#8217;amore per Dio, ma dal terrore dell&#8217;Inferno: tutto il luteranesimo non \u00e8 che una nevrosi da peccato, una nevrosi da terrore dell&#8217;Inferno, delle sue fiamme e dei suoi eterni patimenti.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, si capisce meglio anche la crociata di Lutero contro le indulgenze, da cui ha preso avvio la sua rivolta anticattolica: essa non nasce tanto dal rifiuto dell&#8217;idea che le preghiere e le opere umane possano modificare la giustizia divina, quanto dal rifiuto dell&#8217;idea che l&#8217;uomo possa collaborare alla propria salvezza, alla propria santificazione. L&#8217;uomo \u00e8 nulla, Dio \u00e8 tutto: ma, allora, non si capisce in che cosa l&#8217;uomo sia stato fatto a immagine di Dio; per quale ragione Dio si sia incarnato e sia morto e risorto per gli uomini; in che modo Cristo abbia una parola di redenzione da dire all&#8217;uomo, all&#8217;uomo peccatore che anela a uscire dal peccato. Non si capisce in che cosa consista la Buona Novella del Vangelo.<\/p>\n<p>Il Luteranesimo \u00e8 un ritorno, puro e semplice, al Dio cupo e &quot;giusto&quot; dell&#8217;Antico Testamento, che punisce con rabbia, che fa tremare l&#8217;uomo con la coscienza della sua indegnit\u00e0 davanti a Lui. L&#8217;unica differenza \u00e8 che il Giudaismo cerca la salvezza nella scrupolosa osservanza della Legge, il Luteranesimo nell&#8217;abbandono a Dio: ma un abbandono in cui Dio deve fare tutto e l&#8217;uomo non fa nulla, tranne pentirsi e poi ricominciare a peccare. La frase di Ges\u00f9 alla donna adultera, \u00abnemmeno io ti condanno: va&#8217; e non peccare pi\u00f9\u00bb, esprime un concetto incomprensibile per Lutero. Ma questo, per lui, non \u00e8 un problema: tutto quello che, nel Vangelo, non si accorda con la sua personale visione del cristianesimo, vuol dire che \u00e8 stato aggiunto e manipolato, oppure bisogna che venga interpretato nella maniera &quot;giusta&quot;, cio\u00e8 la sua.<\/p>\n<p>Una delle opere migliori di Jacques Maritain, oggi poco letta e poco ricordata, \u00e8 \u00abTre riformatori: Lutero, Cartesio, Rousseau\u00bb, appartenente alla prima fase della riflessione del filosofo francese, nella quale \u00e8 assai forte l&#8217;entusiasmo della recente conversione e sono ancora lontane certe tendenze teologiche &quot;moderniste&quot; che troveranno espressione all&#8217;epoca del Concilio Vaticano II e durante il pontificato di Paolo VI.<\/p>\n<p>Si tratta di un libro scritto alcuni anni dopo la conclusione della prima guerra mondiale (titolo originale: \u00abTrois R\u00e9formateurs &#8212; Luther &#8211; Descartes &#8211; Rousseau\u00bb, Paris, Librairie Plon, 1925, 1937, rist. 1945; prima traduzione italiana 1928), ripreso e ripubblicato poco prima della seconda, quando anche le simpatie per il movimento di Charles Maurras si erano raffreddate e Maritain aveva accolta e pienamente fatto propria la posizione di condanna del magistero ecclesiastico nei confronti dell&#8217;Action Fran\u00e7aise.<\/p>\n<p>In questa agile, acuta monografia, Maritain individua in Lutero, Cartesio e Rousseau i principali artefici del distacco dell&#8217;uomo moderno da Dio e da se stesso: Lutero, in quanto idolatra del proprio io, in quanto sostenitore di una divisione inconciliabile fra carit\u00e0 e grazia, in quanto sostenitore della invincibile concupiscenza della natura umana; Cartesio, in quanto ha scavato un abisso incolmabile fra sostanza estesa e sostanza pensante, facendo dell&#8217;uomo un angelo senza corpo e della conoscenza una sua proiezione, quasi una sua creazione soggettiva, con ci\u00f2 abolendo la verit\u00e0 oggettiva del reale; Rousseau in quanto, facendosi adoratore di una &quot;natura&quot; malintesa, vista come contrapposta alla societ\u00e0 e nemica di essa, ha isolato l&#8217;uomo dai suoi simili e fatto della solitudine non un mezzo per ritrovare se stesso, ma uno schermo permanente fra la supposta&quot;bont\u00e0&quot; originaria e gli altri. Tutti e tre hanno esaltato l&#8217;io, hanno svalutato il tu, hanno preteso che l&#8217;uomo si facesse arbitro e misura di se stesso: Dio, per Lutero, \u00e8 ridotto a una forza esterna che salva a suo capriccio, senza alcun merito da parte dell&#8217;uomo, senza alcuna collaborazione da parte di quest&#8217;ultimo; il mondo esterno, per Cartesio, \u00e8 ridotto a funzione dell&#8217;io, e pi\u00f9 precisamente del cogito: esiste quel che il cogito pu\u00f2 afferrare, tutto il resto non c&#8217;\u00e8 o non merita alcuna attenzione; infine la societ\u00e0, per Rousseau, non \u00e8 che una minaccia alla libert\u00e0 dell&#8217;io: ogni uomo nasce libero per natura e secondo ragione, dunque, a rigore, non ha bisogno degli altri, li vede come un pericolo o come un peso, salvo stringersi ad essi in un patto sociale che non attenua la sua diffidenza e la sua scontrosit\u00e0.<\/p>\n<p>Riassumendo: Lutero, per Maritain, ha restituito l&#8217;uomo al ruolo di eterno peccatore, schiavo di passioni indomabili, irrimediabilmente destinato all&#8217;Inferno: se si salva, \u00e8 solo per grazia divina; ma una grazia che non ha nulla a che fare con lui, un dono gratuito che egli non ha meritato e che non potrebbe mai meritare. Di per s\u00e9, l&#8217;uomo non merita che disprezzo e dannazione: \u00e8 un grumo di malvagit\u00e0, di peccato, di concupiscenza; per\u00f2, pentendosi e confessando la propria nullit\u00e0, questo aborto umano, questa miserevole creatura pu\u00f2, almeno, riconoscere tutta la propria impotenza, tutta la propria iniquit\u00e0, tutto il proprio desiderio di essere salvato. Ma non \u00e8 degno di collaborare alla propria salvezza, perch\u00e9 non \u00e8 capace di amare: n\u00e9 Dio, n\u00e9 gli altri.<\/p>\n<p>Cartesio, da parte sua, ha instaurato la tirannia della scienza: solo ci\u00f2 che \u00e8 scientificamente deducibile e misurabile ha rilevanza, il resto non conta nulla; e l&#8217;uomo \u00e8 un angelo dominato dalla ragione, che nega valore e dignit\u00e0 a tutte le altre creature. Rousseau, infine, ha instaurato il culto della &quot;natura&quot;: tutto \u00e8 buono quel che \u00e8 secondo natura, l&#8217;unico male \u00e8 il non seguire la natura. Strana innocenza, che non viene dalla scelta consapevole tra bene e male, ma dall&#8217;incapacit\u00e0 di vedere e di fare il male, purch\u00e9 si resti legati alla natura, madre buona infallibile.<\/p>\n<p>Vale la pena di riprendere alcuni concetti svolti da Maritain in questo saggio (edizione italiana a cura di Antonio Pavan, Brescia, Morcelliana, 1974, pp. 53-55):<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che colpisce, innanzi tutto, nella fisionomia di Lutero, \u00e8 l&#8217;egocentrismo: qualche cosa di molto pi\u00f9 sottile, molto pi\u00f9 profondo e molto pi\u00f9 grave dell&#8217;egoismo; un egoismo metafisico. L&#8217;io di Lutero diviene praticamente il centro gravitazionale\u00bbdo ogni cosa, e anzitutto nell&#8217;ordine spirituale. E l&#8217;io di Lutero non risulta soltanto dalle sue brighe e dalle sue passioni effimere, esso ha un valore rappresentativo, \u00e8 l&#8217;io della creatura, il fondo incomunicabile dell&#8217;individuo umano. La Riforma ha sbrigliato l&#8217;io umano nell&#8217;ordine spirituale e religioso, come il Rinascimento [&#8230;] ha sbrigliato l&#8217;io umano nell&#8217;ordine delle attivit\u00e0 naturali e sensibili. [&#8230;]<\/p>\n<p>Dopo che Lutero ha deciso di rifiutare l&#8217;obbedienza al papa e di rompere la comunione con la Chiesa, il suo io, nonostante le angosce interiori che non fecero che aumentare fino alla fine, sar\u00e0 al di sopra di tutto. [&#8230;] &quot;Io non ammetto &#8212; scrive nel giugno del 1522 &#8212; che la mia dottrina possa essere giudicata da alcuno, neanche dagli angeli. Chi non riceve la mia dottrina non pu\u00f2 giungere alla salvezza&quot;. L&#8217;io di Lutero, scriveva il Moheler, era a parer suo il centro attorno al quale doveva gravitare tutta l&#8217;umanit\u00e0; egli si fece l&#8217;uomo universale, in cui tutti dovevano trovare il modello. Diciamolo pure egli si mise al posto di Ges\u00f9 Cristo&quot;. L&#8217;abbiamo gi\u00e0 notato, la dottrina di Lutero non \u00e8 che l&#8217;universalizzazione del suo io, una proiezione del suo io nel mondo delle verit\u00e0 eterne. A questo riguardo, ci\u00f2 che distingue il padre del protestantesimo dagli altri eresiarchi, \u00e8 che questi ultimi partivano innanzi tutto da un errore dogmatico, da una prospettiva dottrinale falsa; qualunque ne sia l&#8217;origine psicologica, causa delle loro eresie \u00e8 una deviazione della loro intelligenza e le loro personali avventure non importano se non nella misura in cui esse hanno condizionato quella deviazione. Con Lutero, \u00e8 tutto diverso. Sono la sua vita, la sua storia che contano. La dottrina viene per soprappi\u00f9. Il Luteranesimo non \u00e8 un sistema elaborato da Lutero; \u00e8 lo straripamento dell&#8217;individualit\u00e0 di Lutero. Cos\u00ec sar\u00e0 con Rousseau: processo essenzialmente romantico. Questo spiega la immensa influenza del &quot;riformatore&quot; sul popolo tedesco.\u00bb<\/p>\n<p>Lutero, dunque, \u00e8 un uomo &quot;demoniaco&quot; &#8212; l&#8217;espressione \u00e8 del luterano Seeberg, il quale le attribuisce, bravo lui, una valenza positiva -, che nessuno deve avere la pretesa di giudicare, perch\u00e9 \u00e8 un superuomo al di sopra del livello dei suoi simili. \u00abIo non ammetto che la mia dottrina possa essere giudicata da alcuno\u00bb, dice Lutero. Ebbene, questa non \u00e8 solo una frase eretica, nel significato tecnico e obiettivo della parola, ma \u00e8 anche una frase demoniaca, ancora nel significato tecnico e obiettivo della parola: perch\u00e9 la parola di Lutero si pone come unica via alla salvezza, cio\u00e8 come alternativa, anche se non osa confessarsi tale, a quella di Cristo. Ora che \u00e8 arrivato Lutero, che bisogno c&#8217;\u00e8 ancora di Cristo? Non basta leggere e mettere in pratica il Vangelo: bisogna farlo nella maniera prescritta da Lutero, nello spirito di Lutero. Che \u00e8 spirito di orgoglio: \u00abNessuno mi pu\u00f2 giudicare, io solo dico la verit\u00e0\u00bb. Questo \u00e8 lo stile del&#8217;Anticristo.<\/p>\n<p>Non solo. Lutero non si limita a rendere superflua l&#8217;incarnazione di Cristo, negando che l&#8217;uomo possa collaborare alla propria salvezza; egli pone le premesse perch\u00e9 anche Dio diventi superfluo. Per adesso, egli ha bisogno di Dio per rassicurare la propria paura dell&#8217;Inferno; ma il Dio di Lutero \u00e8 un Dio che fa tutto, mentre l&#8217;uomo non fa nulla. Allora, a che serve un Dio del genere? A salvare i buoni, no: perch\u00e9 uomini buoni non ce ne sono, sono tutti cattivi. Dunque, a salvare alcuni e a dannare altri, i quali poi sono la stragrande maggioranza (come nell&#8217;antico ebraismo). Ma questo avviene nell&#8217;Aldil\u00e0; nell&#8217;aldiqua, siamo tutti peccatori, tutti immersi nel fango, tutti meritevoli di punizione eterna; nel frattempo, per\u00f2, tanto vale che pecchiamo, visto che il peccato \u00e8 la nostra condizione naturale, \u00e8 invincibile e invitto.<\/p>\n<p>Poniamo che gli uomini, a un certo punto, si guardino intorno e pensino che non c&#8217;\u00e8 alcun Dio, che sono soli, assolutamente soli nell&#8217;universo: ebbene, allora dovranno arrangiarsi a fare da s\u00e9, dovranno organizzare la loro vita basandosi unicamente sulla realt\u00e0 immanente. Si convinceranno che il senso della loro vita \u00e8 tutto in quel che faranno o non faranno nel corso di essa, senza residui, senza aspettative, senza tensione verso una dimensione ulteriore. Tale \u00e8 precisamente la posizione dell&#8217;uomo moderno post-luterano (e post-calvinista): stanco di aspettare un premio che non ha meritato o un castigo che \u00e8 il frutto inevitabile della sua natura, decide di fare a meno di questo Dio incomprensibile che salva chi vuole, indipendentemente dai meriti; di questo Dio che non gli riconosce alcun merito, anche se lui si sforza di realizzare la santit\u00e0; che lo fa sentire un niente, una perfetta nullit\u00e0, e che gli tiene sempre sospesa sul capo la spada di Damocle dell&#8217;eterna dannazione.<\/p>\n<p>Che differenza c&#8217;\u00e8, rispetto all&#8217;uomo luterano che ancora crede in Dio? L&#8217;uomo moderno si \u00e8 emancipato dal terrore, oppure \u00e8 divenuto indifferente a una minaccia e a un castigo troppo a lungo incombenti e contro i quali non resta altro da fare che cospargersi il capo di cenere e attendere il proprio annientamento, sperando di essere tra i pochi fortunati che saranno salvati, pur essendo indegni come tutti gli altri. L&#8217;uomo post-luterano ha deciso di fare come se un tale Dio non esistesse, perch\u00e9 di Lui, a sua volta, non sa che farsene. Si \u00e8 stancato di chiudere gli occhi e attendere di sapere, col cuore che batte all&#8217;impazzata, se verr\u00e0 preso e gettato nel fuoco, oppure no, come i compagni di Ulisse nella grotte del Ciclope attendevano tremanti di vedere quali di loro sarebbero stati afferrati e divorati da Polifemo. E proprio come Ulisse, l&#8217;uomo post-luterano ha deciso di portare la sua rivolta sino in fondo e di scrollarsi di dosso il peso di quel Dio spaventevole.<\/p>\n<p>Ed eccoci al dottor Mabuse. In un mondo senza Dio, senza premi n\u00e9 castighi che non siano nell&#8217;aldiqua, l&#8217;uomo post-luterano e post-calvinista, quel particolare tipo umano che ha forgiato gli ultimi cinque secoli di storia europea e mondiale e che, persa la fede, tranne che a parole, ha conservato per\u00f2 il roccioso fanatismo, l&#8217;assolutizzazione del proprio io soggettivo, il vanto di essere stato &quot;eletto&quot; in mezzo alla marmaglia dei futuri dannati; in una parola: l&#8217;uomo che non ha pi\u00f9 la carit\u00e0, perch\u00e9 non ama nessun altri che se stesso, e vede intorno a s\u00e9 solo strumenti per realizzare le proprie brame, \u00e8 un concentrato di superomismo demonico, come il dottor Mabuse.<\/p>\n<p>Di Mabuse, in particolare, possiede l&#8217;intima connotazione demoniaca: ossia la perdita assoluta, irreparabile, della dimensione della speranza e della carit\u00e0; l&#8217;orgoglio di poter fare da solo, imponendo la propria signoria all&#8217;universo; di non curarsi del male che semina attorno a s\u00e9, arrivando al punto di chiamarlo bene, dopo averlo travestito con parole menzognere, come &quot;progresso&quot;, &quot;libert\u00e0&quot;, &quot;emancipazione&quot;. L&#8217;io ipertrofico di Lutero ha ceduto il passo a un io disgregato, che non crede pi\u00f9 nemmeno a se stesso e che \u00e8 costretto a indossare mille maschere per sembrare ancora qualcuno, per illudersi di essere: povero guscio vuoto, pieno d&#8217;ombra e di vento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che relazione c&#8217;\u00e8 fra Martin Lutero, l&#8217;autore della Riforma protestante (come i libri di storia si ostinano a chiamarla, invece di &quot;rivoluzione&quot;, come sarebbe pi\u00f9 giusto,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[109,117,195,244],"class_list":["post-26867","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-martin-lutero","tag-santagostino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26867"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26867\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}