{"id":26866,"date":"2010-07-20T01:49:00","date_gmt":"2010-07-20T01:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/20\/come-e-arrivato-il-lupo-delle-falkland-in-quelle-isole-cosi-lontane-dalla-terraferma\/"},"modified":"2010-07-20T01:49:00","modified_gmt":"2010-07-20T01:49:00","slug":"come-e-arrivato-il-lupo-delle-falkland-in-quelle-isole-cosi-lontane-dalla-terraferma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/20\/come-e-arrivato-il-lupo-delle-falkland-in-quelle-isole-cosi-lontane-dalla-terraferma\/","title":{"rendered":"Come \u00e8 arrivato il lupo delle Falkland in quelle isole cos\u00ec lontane dalla terraferma?"},"content":{"rendered":"<p>I biologi evoluzionisti, in genere, non parlano troppo volentieri del lupo delle Falkland, \u00abCanis antarcticus\u00bb, a dispetto del fatto che il primo ad osservarlo con l&#8217;occhio dello scienziato sia stato proprio il loro Nume tutelare, Charles Darwin in persona, nel 1833, durante il famoso viaggio del \u00abBeagle\u00bb (e subito dopo che la Gran Bretagna ebbe occupato proditoriamente le isole per farne una stazione marittima nelle vicinanze dei due passaggi fra l&#8217;Atlantico meridionale e il Pacifico: lo Stretto di Magellano e il Capo Horn), ignorando le proteste della Repubblica argentina, erede legale dei diritti spagnoli), tanto che ebbe modo di osservare le differenze fra il tipo della Falkland Orientale e quello della Falkland Occidentale.<\/p>\n<p>Si vuole che gi\u00e0 tali differenze gli avrebbero suggerito qualche cosa di simile, se non proprio alla teoria dell&#8217;evoluzione, a quella della non fissit\u00e0 delle specie viventi: ma questa \u00e8 pura leggenda creata dai suoi sperticati ammiratori, visto che nemmeno due anni dopo, nel 1835, alle isole Galapagos ove ebbe modo di studiare le diversit\u00e0 tra i famosi fringuelli, egli aveva alcuna idea precisa in merito.<\/p>\n<p>La teoria dell&#8217;evoluzione \u00e8 nata in lui diversi anni dopo, quando, tornato in Inghilterra, si mise a studiare il materiale raccolto durante il viaggio; e &#8211; bench\u00e9 la cosa imbarazzi un poco i suoi sacerdoti e i suoi fedeli &#8211; \u00e8 certo che egli vi stava ancora lavorando DOPO che, nel 1858, il naturalista Alfred Russell Wallace l&#8217;ebbe maturata a sua volta, in modo del tutto indipendente, ed ebbe l&#8217;ingenuit\u00e0 di rivolgersi proprio a lui per averne un parere ed, eventualmente, per curarne la pubblicazione: cosa che Darwin fece, ma CONTEMPORANEAMENTE alla sua comunicazione scientifica sul medesimo argomento.<\/p>\n<p>Alle Isole Falkland, dunque, Darwin seppe dell&#8217;esistenza di un canide simile al lupo e pot\u00e9 osservarlo e studiarlo, nonch\u00e9 dargli il nome scientifico di \u00abCanis antarcticus\u00bb, non mancando di restare perplesso per la sua presenza, unico mammifero terrestre, in un gruppo di isole cos\u00ec lontane dal continente.<\/p>\n<p>Ecco come egli si espresse in proposito nel \u00abViaggio di un naturalista intorno al mondo\u00bb (titolo originale: \u00abA Naturalist&#8217;s Voayage around the World\u00bb, 1839; traduzione italiana di Mario Magistretti, Firenze, Giunti martello, 1982, p. 221):<\/p>\n<p>\u00abIl solo quadrupede indigeno dell&#8217;isola \u00e8 una grande volpe simile a u lupo (&quot;Canis antarcticus&quot;), che comune tanto nelle Falkland orientali che nelle Falkland occidentali. [Ho ragione per\u00f2 di credere che vi sia pure un topo campagnolo. I ratti e i topi comuni europei si sono spinti molto lontano dalle abitazioni dei coloni. Anche il maiale comune si \u00e8 inselvatichito su un&#8217;isoletta; tutti sono neri; i verri sono ferocissimi e hanno grandi zanne. Nota di Darwin.] Non dubito che sia una specie distinta e limitata a questo arcipelago, perch\u00e9 molti viaggiatori, i &quot;gauchos&quot; e gli Indiani che hanno visitato queste isole affermano che nessun animale simile si trova in qualsiasi altra parte dell&#8217;America meridionale. Il Molina, per la sua somiglianza dei costumi, pensava che fosse la stessa cosa del suo culpeu&quot;. [Il &quot;culpeu&quot; \u00e8 il &quot;Canis magellanicus&quot; portato dal capitano King dallo Stretto di Magellano. Esso \u00e8 comune nel Cile. Nota di D.] Questi lupi sono ben noti per la relazione di Byron sulla loro domesticit\u00e0 e curiosit\u00e0, che i marinai, che si precipitavano in acqua per sfuggirli, scambiavano per ferocia. Anche oggi i loro costumi sono gli stessi. Sono stati visti entrare in una tenda e portar via persino un po&#8217; di carne che era sotto la testa di un marinaio che dormiva. Anche i &quot;gauchos&quot; li uccidono spesso la sera, tenendo in una mano un pezzo di carne e nell&#8217;altra un coltello pronto a colpirli.<\/p>\n<p>Per quanto io sappia, non vi sono altri esempi, in nessuna parte del mondo, di una estensione di terra cos\u00ec piccola e cos\u00ec distante da un continente, che possieda un quadrupede indigeno cos\u00ec grande, ad essa particolare. Il loro numero \u00e8 rapidamente diminuito ed essi sono gi\u00e0 banditi da quella met\u00e0 dell&#8217;isola che sta a Est di quella lingua di terra fra la baia di san Salvador ed il golfo di Berkeley. Entro pochi anni, dopo che le isole saranno regolarmente colonizzate, questa volpe sar\u00e0 con tutta probabilit\u00e0 classificata come il &quot;dodo&quot;, come un animale che \u00e8 sparito dalla faccia della terra. [I &quot;dodo&quot; (&quot;Raphus cucullatus&quot;) erano grossi e tozzi uccelli columbiformi, che vivevano esclusivamente nell&#8217;isola Maurizio, dell&#8217;Arcipelago delle Mascarene, nell&#8217;Oceano Indiano. Scoperti dai Portoghesi nel 1507, alla fine del diciassettesimo secolo si estinsero completamente, soprattutto in seguito ala caccia spietata da parte degli uomini. Oggi non se ne conoscono che alcuni avanzi scheletrici conservati in tre musei. Nota di D.]\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, dicevamo che i biologi evoluzionisti, se proprio devono parlare di questo timido animale che penetrava fin dentro le tende dei marinai per rubare un po&#8217; di cibo e che venne condotto all&#8217;estinzione pochi decenni dopo, esattamente come Darwin aveva profetizzato, perch\u00e9 dava fastidio agli allevamenti ovini, lo fanno un po&#8217; a malincuore e a denti stretti<\/p>\n<p>Come mai?<\/p>\n<p>Semplice: il solo fatto della sua esistenza, in quel particolare luogo geografico, costituisce un tremendo imbarazzo per la teoria evoluzionistica.<\/p>\n<p>Le Isole Falkland sorgono a 480 km. dall&#8217;imbocco orientale dello Stretto di Magellano, la pi\u00f9 vicina terraferma continentale; e non sono mai state unite, in passato, al continente del Sud America, neppure nel pieno dell&#8217;era glaciale.<\/p>\n<p>Ed ecco la prima difficolt\u00e0: come ci \u00e8 arrivato, allora, il lupo, cio\u00e8 un animale terrestre di medie dimensioni, visto che nessun altro mammifero \u00e8 stato capace di tanto, neppure la pi\u00f9 piccola specie di topo o di pipistrello?<\/p>\n<p>Ed ecco la seconda difficolt\u00e0: come mai nessuna specie affine al lupo delle Falkland \u00e8 stata rinvenuta, in tempi storici, sulla terraferma sudamericana, e specialmente nelle regioni pi\u00f9 vicine, relativamente parlando, all&#8217;arcipelago australe?<\/p>\n<p>Infatti, il parente vivente pi\u00f9 prossimo del \u00abCanins antarcticus\u00bb o \u00abDusicyon australis\u00bb (chiamato anche, localmente, con il nome di \u00abWarrah\u00bb) \u00e8 il Crisocione o Lupo delle Pampas (\u00abChrysocyon brachyurus\u00bb, dalle zampe lunghissime e quindi abbastanza diverso dal tarchiato lupo delle Falkland); ma i conti non tornano per niente sulla scala temporale. Perch\u00e9 nessuna specie VIVENTE simile ad esso esisteva nel Sud America?<\/p>\n<p>Potrebbe essere giunto sulle isole, il lupo delle Falkland, grazie a degli &quot;icebergs&quot; che lo avrebbero traghettato fin l\u00e0, prima della comparsa dell&#8217;uomo?<\/p>\n<p>Si noti che, peraltro, gli scienziati non hanno per nulla le idee chiare sulla data a cui far risalire la presenza umana sul continente americano: la teoria tradizionale, secondo cui essa risalirebbe a circa 12.000 anni or sono, a partire dalla Siberia e dallo Stretto di Behring, \u00e8 oggi rimessa totalmente in discussione dalla datazione di alcuni siti preistorici, anche sudamericani (che dovrebbero essere, secondo tale teoria, i pi\u00f9 recenti), che con il metodo del radiocarbonio sono risultati antichi di parecchie decine di migliaia di anni. Quello di Monteverde, nel Cile cemtro-meridionale (Puerto Montt), risalirebbe a 30.000 anni fa; quello di Piedra Furada, in Brasile, risalirebbe addirittura a circa 60.000 anni fa.<\/p>\n<p>Allora il lupo delle Falkland sarebbe giunto sull&#8217;arcipelago proprio grazie all&#8217;intervento umano, ad esempio a bordo di canoe degli antichi Patagoni? Ma anche questo \u00e8 molto, molto improbabile: le Falkland non erano state abitate dall&#8217;uomo prima dell&#8217;avvistamento europeo (John Davis, 1692) e un animale come il lupo non si addomestica sino al punto di fargli percorrere una navigazione di almeno 500 km., sui tempestosi mari antartici, a bordo di minuscole imbarcazioni, esposte alle intemperie e ai gelidi venti che soffiano incessanti a quelle latitudini.<\/p>\n<p>Allora, conto ogni evidenza e contro ogni buon senso, si \u00e8 voluti tornare all&#8217;idea che il lupo sia immigrato nelle Falkland prima della comparsa dell&#8217;uomo e indipendentemente da lui, magari, se non per mezzo di qualche compiacente blocco di ghiaccio galleggiante, forse per mezzo di qualche tronco d&#8217;albero alla deriva. Figuriamoci: un lupo che se ne sta arrampicato su un tronco d&#8217;albero per mezzo migliaio di chilometri, sui mari pi\u00f9 tempestosi del mondo, con onde alte fino a 15 metri! Anzi, non un singolo lupo, ma una intera popolazione di lupi, maschi e femmine, capaci, una volta giunti sull&#8217;arcipelago, di riprodursi egregiamente e di sopravvivere indisturbati per migliaia d&#8217;anni, dato che l&#8217;ultimo esemplare venne ucciso nel 1876.<\/p>\n<p>Certo, in teoria tutto \u00e8 possibile; ma esistono degli eventi talmente improbabili, da potersi considerare pressoch\u00e9 irrealizzabili. E poi, perch\u00e9 arrampicarsi sugli specchi per salvaguardare una teoria che fa acqua da tutte le parti, invece di prendere in considerazione, almeno come ipotesi di lavoro, delle teorie nuove e diverse? Questa dovrebbe essere una massima basilare in una retta prospettiva scientifica; che poi deriva dal principio filosofico detto &quot;rasoio di Ockham&quot;: non bisogna moltiplicare inutilmente gli enti (in questo caso: le teorie zoogeografiche), quando ci\u00f2 non sia strettamente necessario.<\/p>\n<p>Infatti, secondo la teoria dell&#8217;evoluzione, bisogna per forza ammettere che sia esistito un antenato comune sia al crisocione, sia al lupo delle Falkland, dal quale le due specie di sarebbero poi diversificate. Ma in tutto il Sud America non si conoscono fossili di canidi anteriormente a 2,5 milioni di anni fa, mentre la divergenza fra le due specie deve essersi verificata circa 6 milioni di anni fa.<\/p>\n<p>Un bel rompicapo.<\/p>\n<p>Per tentare di risolverlo senza mettere in pericolo la Bibbia di Darwin, alcuni ricercatori americani dell&#8217;Universit\u00e0 di Los Angeles e alcuni loro colleghi australiani dell&#8217;Universit\u00e0 di Adelaide hanno estratto e confrontato il DNA di quattro esemplari esistenti, imbalsamati, nel museo di Leiden, con quello di alcune specie di canidi tuttora viventi nell&#8217;America Meridionale e sono giunti alla conclusione che tali esemplari, provenienti da diverse isole dell&#8217;arcipelago, dovevano avere un antenato comune non meno antico di 70.000 anni: un&#8217;epoca in cui la fine dell&#8217;ultima era glaciale era ancora lontana e, quindi, nessun collegamento era possibile con la terraferma, neppure in via d&#8217;ipotesi; un&#8217;epoca, inoltre, anteriore alla comparsa dell&#8217;uomo nel Sud America, stando almeno ai dati attualmente in nostro possesso.<\/p>\n<p>Graham Slater, che ha firmato, insieme ai suoi collaboratori, un articolo sulla rivista \u00abCurrent Biology\u00bb, prende atto che, se la divergenza filogenetica tra il crisocione e il lupo delle Falkland risale a 6 milioni di anni fa, allora vuol dire che l&#8217;antenato comune alle due specie deve essere cercato, per forza di cose, non nel Sud America, ma nel Nord America: bisogna risalire indietro non solo nel tempo, quindi, ma anche nello spazio.<\/p>\n<p>Lo stesso Slater, tuttavia, ha l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di ammettere che non esiste, in tutta l&#8217;America Settentrionale, un solo fossile di canide che possa essere ricondotto alla linea filogenetica cui appartiene il lupo delle Falkland. Scomodo, sempre pi\u00f9 scomodo. Allora, conclude Slater, non resta che ripiegare di nuovo sulla scartata America Meridionale e cercare il parente pi\u00f9 prossimo del lupo delle Falkland in un canide che si estinse fra 8.000 e 6.000 anni fa, il \u00abDusicyon avus\u00bb, del quale sono stati rinvenuti i resti fossili nelle grotte della Patagonia.<\/p>\n<p>Per\u00f2, anche cos\u00ec, resta insoluto il problema dell&#8217;antenato comune.<\/p>\n<p>\u00c8 strano, ma ogni volta che si va alla ricerca dell&#8217;anello mancante fra due specie, gli evoluzionisti se ne vengono fuori a dire, con il massimo candore, che ancora non lo si \u00e8 trovato, ma che, data l&#8217;incontestabilit\u00e0 della loro teoria, dopotutto non \u00e8 cos\u00ec importante trovarlo, in quanto \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente supporlo e dimostrarne la necessit\u00e0, per cos\u00ec dire, logica e filogenetica. Il che \u00e8 come dire che non occorre provare una teoria biologica, ma semplicemente formularla in termini soddisfacenti a livello congetturale.<\/p>\n<p>Un altro tasto dolente, per gli evoluzionisti, \u00e8 rappresentato dall&#8217;esistenza dei cosiddetti fossili viventi: animali che, secondo la loro teoria, dovrebbero essere scomparsi dalla faccia della Terra da milioni di anni, dato che i loro parenti fossili pi\u00f9 vicini hanno fatto appunto tale fine, mentre essi hanno avuto l&#8217;impudenza di continuare a riprodursi tranquillamente, COME SE LE SPECIE VIVENTI FOSSERO PERFETTAMENTE STABILI E FISSE.<\/p>\n<p>In genere, quando si parla di &quot;fossili viventi&quot;, il grosso pubblico pensa subito ad animali alquanto rari e confinati in aree del globo relativamente piccole: ad esempio al Celacanto (&quot;Latimeria Chalumnae), pesce primitivo dotato di pinne ventrali simili a rozzi arti locomotori &#8211; che secondo gli evoluzionisti, sarebbero l&#8217;indizio di un &quot;passaggio&quot; dalla vita acquatica a quella terrestre &#8211; &quot;riscoperto&quot; nel 1938 nelle acque sudafricane e tuttora monitorato e severamente protetto nella zona dell&#8217;Oceano Indiano prospiciente le Isole Comore (cfr. anche il nostro articolo \u00abLa resurrezione del celacanto, fossile vivente dei mari\u00bb, sul sito di Edicolaweb e su quello di Arianna Editrice, quest&#8217;ultimo in data 13\/06\/07).<\/p>\n<p>Invece non \u00e8 cos\u00ec: si tratta, molto pi\u00f9 spesso di quel che non credano i non specialisti, di specie animali assai comuni e che fanno parte del &quot;normale&quot; panorama biologico offerto dalla Terra ai nostri giorni. Per esempio, come ha ricordato Maurizio Blondet nel suo articolo \u00abIl cretinismo scientifico\u00bb, \u00absquali e coccodrilli esistevano prima dei dinosauri e 300 milioni di anni dopo sono ancora fra noi, identici ai loro antenati fossili.\u00bb<\/p>\n<p>Ma ora chiudiamo la parentesi e torniamo al lupo delle Isole Falkland.<\/p>\n<p>Avvistato per la prima volta dal capitano John Strong nel 1692 e poi visto anche dal navigatore francese Louis Antoine de Bougainville, che lo denomin\u00f2 lupo-volpe, era localmente noto come &quot;warrah&quot;, da una corruzione della parola &quot;volpe&quot; nella lingua degli indigeni Guaran\u00ec, stabiliti nella parte centro-meridionale dell&#8217;America del Sud.<\/p>\n<p>Gli antichi abitanti della Patagonia e della Terra del Fuoco, per\u00f2 &#8211; come abbiamo visto &#8211; non si stabilirono mai sulle Isole Falkland: non erano affatto dei navigatori, neppure costiera &#8211; a differenza dei popoli &quot;canoeros&quot; viventi sul versante pacifico del Cono Sud, come Yaghan, Y\u00e0mana e Alakaluf &#8211; e, inoltre, le Falkland non offrivano assolutamente nulla che fosse per loro appetibile, mancandovi, in particolare, il guanaco, dal quale dipendevano in larga misura, un po&#8217; come i Pellirossa del Nord America dipendevano dal bisonte; per non parlare dell&#8217;inclemenza del clima e della mancanza di alberi, il che avrebbe reso problematico sia costruire delle abitazioni, sia ottenere del combustibile per riscaldarle nel gelido inverno australe.<\/p>\n<p>Dunque, dovendosi escludere l&#8217;intervento dell&#8217;uomo per l&#8217;introduzione del lupo delle Falkland in quell&#8217;arcipelago, anche l&#8217;estrema ipotesi avanzata da Slater per mantenersi rispettosamente entro il solco della Vulgata evoluzionista, viene a spuntarsi in modo irrimediabile.<\/p>\n<p>Come avrebbe fatto il \u00abDusicyon avus\u00bb &#8211; ammesso e non concesso che il lupo delle Falkland derivi da esso, e sia pure alla lontana &#8211; a raggiungere le isole Falkland, che nessun ponte continentale collegava alla terraferma e che, anche all&#8217;epoca della massima glaciazione, erano pur sempre isolate in mezzo ai mari tempestosi e vuoti dell&#8217;Atlantico meridionale?<\/p>\n<p>E come avrebbe fatto a diversificarsi, dando origine ad una nuova specie, in tempi cos\u00ec brevi &#8211; parliamo di qualche migliaio di anni appena?<\/p>\n<p>Quanti salti mortali, e solo per l&#8217;ostinazione di voler escludere A PRIORI qualsiasi ipotesi relativa alla spiegazione, in fondo, pi\u00f9 semplice e naturale: che le diverse specie animali (e vegetali), dopotutto, non si trasformino affatto l&#8217;una nell&#8217;altra, secondo la spinta della selezione, ma restino sempre uguali a s\u00e9 stesse, cos\u00ec come noi le conosciamo oggi e cos\u00ec come le conosciamo attraverso i fossili di un lontano passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I biologi evoluzionisti, in genere, non parlano troppo volentieri del lupo delle Falkland, \u00abCanis antarcticus\u00bb, a dispetto del fatto che il primo ad osservarlo con l&#8217;occhio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[134],"class_list":["post-26866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-evoluzionismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}