{"id":26863,"date":"2010-10-30T07:44:00","date_gmt":"2010-10-30T07:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/30\/lungo-il-fiume-e-sullacqua\/"},"modified":"2010-10-30T07:44:00","modified_gmt":"2010-10-30T07:44:00","slug":"lungo-il-fiume-e-sullacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/30\/lungo-il-fiume-e-sullacqua\/","title":{"rendered":"Lungo il fiume e sull&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"<p>Una luce radente, incredibile, dolcissima pervade il pomeriggio di fine ottobre, simile nel fulgore alle ormai lontane giornate d&#8217;estate, ma arricchita dalla pensosa soavit\u00e0 dei timbri autunnali, come una bella donna resa matura dall&#8217;esperienza di vita.<\/p>\n<p>Ovunque lo sguardo si volga, il sole rallegra il paesaggio e fa ridere i prati, i boschi, le montagne vicine che stendono la loro chiostra da un&#8217;estremit\u00e0 all&#8217;altra dell&#8217;orizzonte, come per abbracciare la Terra in un amplesso gioioso.<\/p>\n<p>Il grande fiume scorre ai miei piedi, cantando e spumeggiando, costretto ad infilarsi nel passaggio relativamente angusto tra la riva e una lunga isola boscosa che la fronteggia e che nasconde il resto dell&#8217;alveo, insieme a molte altre sue sorelle.<\/p>\n<p>Scendo fino quasi al greto e rimango a contemplare e assaporare lo spettacolo meraviglioso di quella luce, di quei colori, di quei suoni e di quei profumi.<\/p>\n<p>L&#8217;acqua, di fronte all&#8217;isola, \u00e8 di un verde chiaro brillante, come quella della sponda opposta: ricorda quella di un laghetto popolato di ninfee; appena qualche decina di metri pi\u00f9 a monte, invece, le rocce sparse formano una serie di mulinelli orlati di bianca spuma, che continuamente si rinnova e danza in equilibrio su quelle lisce superfici, intonando una canzone severa, solenne.<\/p>\n<p>Cos\u00ec doveva apparire ai soldati in quel drammatico ottobre di novantadue anni fa, mentre si apprestavano ad attraversarlo per dare all&#8217;avversario la spallata finale: queste acque sono sacre alla Patria e sono sacre alla memoria. Hanno visto tragedie ed eroismi, si sono arrossate del sangue di una dozzina di popoli, qui convenuti per darsi assurdamente battaglia e per contribuire a seppellire la civilt\u00e0 europea sotto un cumulo di rovine.<\/p>\n<p>Ora scorrono calme e tranquille e solo qualche vecchio cannone, posto sulle sponde in omaggio alla memoria, ricorda quei giorni lontani, che sembrano ancor pi\u00f9 remoti osservando la paziente attesa dei pescatori e la spensierata giovinezza di quanti, l&#8217;estate, vengono su queste rive verdeggianti per abbronzarsi al sole, come fossero al mare.<\/p>\n<p>L&#8217;isola di fronte a me \u00e8 interamente ammantata di pioppi, ritti e sottili come assorte sentinelle, leggermene inclinati su un lato. Quelli pi\u00f9 vicini alla riva hanno gi\u00e0 cominciato a perdere le foglie, ma solo verso il basso, conservando intatta la chioma verso la sommit\u00e0; quelli pi\u00f9 arretrati e al riparo dal vento, invece, sfoggiano ancora tutto il loro sontuoso mantello autunnale, che trascolora dal verde al giallo, all&#8217;arancio, al bruno.<\/p>\n<p>Lo spettacolo delle cime dei pioppi che si stagliano contro il limpido azzurro del cielo \u00e8 di una bellezza da togliere il respiro.<\/p>\n<p>Ma il colpo d&#8217;occhio pi\u00f9 stupefacente \u00e8 quello che si offre verso valle.<\/p>\n<p>Le acque del fiume, infatti, in quella direzione assumono una colorazione inusuale, d&#8217;un celeste madreperlaceo, quale non avevo mai visto in tutta la mia vita: pi\u00f9 intenso vicino alle rive, pi\u00f9 chiaro verso il centro; un celeste che sembra uscito dal pennello di un Paolo Veronese o di un Nicholas Poussin, quando dipingono i loro incredibili cieli color cobalto.<\/p>\n<p>Se mi volgo a sinistra, l&#8217;acqua ruggisce sulle rocce nella schiuma bianca, con la cerchia dei monti che le fa da sfondo; se mi volgo a destra, la superficie si distende in una pace infinita, tinta di celeste, in direzione del mare. Al centro, all&#8217;altezza dell&#8217;isola folta di pioppi, le onde assumono quel verde brillante quasi smeraldino, che par riflettersi dalla riva opposta.<\/p>\n<p>Sembra che il mondo intero, con la sua immensa variet\u00e0 di forme, di tinte e di paesaggi, si riassuma in queste poche centinaia di metri; sembra che la vita umana, dalla giovinezza scalpitante alla pensosa maturit\u00e0, si rispecchi nel corso del fiume che si snoda all&#8217;ombra dei salici e dei pioppi, con tutta la pungente fragranza del suo ineffabile mistero.<\/p>\n<p>Il grande mistero che aleggia sulle cose&#8230;<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 giovani ci s&#8217;infiamma di entusiasmo e si scalpita per l&#8217;inconsapevolezza: si crede a tante cose; a tutte.<\/p>\n<p>E forse non \u00e8 male.<\/p>\n<p>Si crede che il domani sar\u00e0 migliore dell&#8217;oggi; non ci si ripiega troppo sull&#8217;ieri, a leccarsi le ferite. Si crede e si riparte, con forze rinnovate.<\/p>\n<p>Si \u00e8 convinti che ci sia tempo per sperimentare ogni cosa, per rimediare a ogni errore, per rifarsi di ogni sconfitta.<\/p>\n<p>Si \u00e8 pi\u00f9 immersi nella vita, ma senza saperlo, anzi &#8211; sovente &#8211; credendosene separati.<\/p>\n<p>Come le acque del fiume che rumoreggiano sulle pietre e poi si stendono placate nell&#8217;azzurro smagliante, l\u00e0 verso il mare; cos\u00ec la giovinezza irrequieta cede il passo all&#8217;et\u00e0 matura, quando gli entusiasmi si smorzano, ma emerge una volont\u00e0 pi\u00f9 sicura e consapevole.<\/p>\n<p>In questa fase accade che volti, situazioni, frammenti di ricordo visitino talora la mente, portando con s\u00e9 l&#8217;aroma aspro di ci\u00f2 che \u00e8 stato, di ci\u00f2 che si \u00e8 stati, per divenire infine quello che la vita ha fatto di noi.<\/p>\n<p>Qualche volta si vorrebbe poter tornare indietro, si vorrebbe poter riscrivere alcune pagine di quella storia: perch\u00e9 la saggezza ci ha svelato alcune cose che, sul momento, apparivano incomprensibili e perch\u00e9 l&#8217;esperienza ci ha insegnato ad essere pi\u00f9 umili e pazienti.<\/p>\n<p>Ma, ovviamente, non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Come l&#8217;acqua del fiume non pu\u00f2 tornare indietro, rifluendo dalla foce verso la sorgente, cos\u00ec noi non possiamo ritornare indietro e riscrivere il nostro passato.<\/p>\n<p>Oppure lo possiamo?<\/p>\n<p>In un certo senso, niente \u00e8 per sempre e tutto si pu\u00f2 ricominciare, ogni filo si pu\u00f2 sciogliere e tessere di nuovo, secondo una trama nuova e diversa: ma si tratta di un&#8217;operazione estremamente ardua e delicata, che solo a pochissimi \u00e8 concessa, in virt\u00f9 della loro totale ed incondizionata fedelt\u00e0 all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Ma per la grande maggioranza di noi, il passato \u00e8 passato e non pu\u00f2 ritornare: questa \u00e8 la legge universale, pur se conosce qualche rarissima eccezione.<\/p>\n<p>Pure, che nostalgia al pensiero di quei volti che pi\u00f9 non ci sorrideranno, di quei luoghi che pi\u00f9 non vedremo, di quei momenti che non torneranno&#8230;<\/p>\n<p>Ogni nuovo giorno, \u00e8 vero, dovrebbe essere accolto con la gioia di un nuovo inizio; ma intanto, il peso delle cose che abbiamo dovuto lasciare lungo la strada si accresce di volta in volta, e rende pi\u00f9 lento il nostro passo, pi\u00f9 curvo il nostro avanzare&#8230;<\/p>\n<p>Chi dimentica in fretta non conosce questa nostalgia, non sa nulla di questa sottile malinconia; ma chi dimentica in fretta, probabilmente non ha mai veramente amato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 amare le cose, le persone, amare la vita, vuol dire stringere un legame che \u00e8 indissolubile, che ci accompagner\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>Le cose che abbiamo amato entrano a far parte di noi, diventano parte della nostra sostanza; e quando se ne vanno, se ne va con loro anche una parte di noi stessi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che si continua a vivere, ma intimamente lacerati: e l&#8217;arte di vivere con vera consapevolezza consiste proprio nel ricucire quegli strappi, nel ritessere sapientemente quella trama.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, senza di ci\u00f2, noi non saremmo pi\u00f9 noi: saremmo solamente degli involucri vuoti, dei manichini senz&#8217;anima, svuotati della pi\u00f9 intima essenza.<\/p>\n<p>Come dice Kierkegaard, noi dobbiamo procedere sulle strade della vita, dobbiamo guardare avanti: ma dobbiamo procedere ricordando, portando con noi tutto il bagaglio di ci\u00f2 che \u00e8 stato e che ha fatto di noi quel che siamo al presente.<\/p>\n<p>Un bagaglio, aggiungiamo noi, rasserenato e pacificato; non un peso morto di sterili ricordi.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>La luce radente di fine ottobre, dopo un ultimo guizzo luminoso, comincia a spegnersi rapidamente, mentre l&#8217;ombra si allunga sul mondo.<\/p>\n<p>Mi volgo a occidente e vedo il disco del sole, nel suo splendore corrusco, brillare proprio al di sopra delle cime degli alberi, l\u00e0 dove essi formano una lunga linea nera, non cos\u00ec fitta da impedire alla luce del tramonto di penetrarvi in mezzo.<\/p>\n<p>Un poco pi\u00f9 in alto, un immenso festone di nuvole di un pallido color crema forma come un&#8217;onda ricurva nel cielo, simile a un bastione lunato che rifulge in un vivo contrasto con la tinta verde-azzurra dell&#8217;aria; ed il giallo e l&#8217;arancio sottostanti si spandono come ad abbracciare le sagome scure degli alberi all&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>Lontano, lontano, la sagoma di un campanile gotico si slancia verso l&#8217;alto, contro lo sfondo del cielo d&#8217;un vivido arancione.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario profondamente malinconico, e tuttavia pervaso da una solennit\u00e0 e da una austerit\u00e0 religiose, come certi tramonti di Caspar David Friedrich, con le guglie di una chiesa di montagna che si confondono con i picchi rocciosi e con le cime degli abeti, per cui si stenta a distinguere l&#8217;opera della mano umana da quella della natura.<\/p>\n<p>E sorgono spontanei alla mente, in quest&#8217;ora cos\u00ec struggente del giorno, i versi immortali del divino Poeta (\u00abInferno\u00bb, II, 1-3):<\/p>\n<p>\u00abLo giorno se n&#8217;andava, e l&#8217;aere bruno<\/p>\n<p>toglieva li animai che sono in terra<\/p>\n<p>dalle fatiche loro&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Il giorno se ne sta andando: quanta pensosa dolcezza, quale silenzioso raccoglimento si concentrano in questa espressione, apparentemente cos\u00ec semplice e naturale. \u00c8 difficile riuscire a dire pi\u00f9 cose con meno parole; solo Dante poteva farlo.<\/p>\n<p>E quando torno a guardare verso il sole, ecco che il grande disco si \u00e8 fatto arancione e gi\u00e0 sfiora le cime degli alberi; poi, rapidamente, scivola dietro di esse, splende ormai presso il margine dell&#8217;orizzonte, rigato dalle linee sottili dei tronchi e dei rami spogli; infine, con un ultimo tuffo, scompare del tutto, immergendosi nella Terra, simile a una goccia di sangue.<\/p>\n<p>La sua eclisse \u00e8 stata talmente rapida, talmente inafferrabile, che a mala pena ho potuto distinguerne la diverse fasi; e gi\u00e0 il cielo \u00e8 rimasto vuoto della sua presenza, bench\u00e9 un ultimo riverbero rossastro splenda ancora l\u00e0 dove \u00e8 scomparso.<\/p>\n<p>Una immensa malinconia, una immensa solitudine scendono velocemente sulla Terra, diffondendosi nell&#8217;aria umida della sera.<\/p>\n<p>In un certo senso, assistere a un tramonto nel limpido cielo autunnale \u00e8 come assistere a una parabola sulla fine inevitabile di tutte le cose.<\/p>\n<p>\u00c8 una esperienza intensa, solitaria e commovente.<\/p>\n<p>Ci si sente smarriti, quasi che un oscuro senso di vuoto si fosse insinuato nell&#8217;anima, lasciandola incerta e sbigottita.<\/p>\n<p>Un peso inesplicabile scende su di noi e i pensieri si fanno pi\u00f9 mesti e raccolti; \u00e8 l&#8217;ora, dice il Pascoli, in cui si pensa ai propri cari che ci hanno preceduti al di l\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>Pare che l&#8217;oscurit\u00e0 incombente debba ingoiare ogni cosa, ogni speranza, ogni gioia.<\/p>\n<p>L&#8217;anima si rannicchia, si rattrappisce in se stessa, con un fremito di sgomento. Si accinge, trepidante, alla lunga veglia notturna&#8230;<\/p>\n<p>In tempi pi\u00f9 religiosi, cio\u00e8 pi\u00f9 consapevoli di questi, la giornata si chiudeva con una preghiera, sull&#8217;imbrunire; e ricominciava, prima dell&#8217;alba, con un&#8217;altra preghiera.<\/p>\n<p>Una preghiera di aiuto alla sera, e una di lode e di ringraziamento nel primo mattino. Era un modo per ricordarsi che siamo solo uomini, cio\u00e8 fragili e bisognosi.<\/p>\n<p>La notte era lunga: non era il momento del divertimento smodato, come oggi; ma della riflessione e, per taluni, della veglia.<\/p>\n<p>In attesa della nuova luce che, domani, riaccender\u00e0 il cuore di speranza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una luce radente, incredibile, dolcissima pervade il pomeriggio di fine ottobre, simile nel fulgore alle ormai lontane giornate d&#8217;estate, ma arricchita dalla pensosa soavit\u00e0 dei timbri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[92],"class_list":["post-26863","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-geografia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-geografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26863","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26863"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26863\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30160"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}