{"id":26857,"date":"2012-06-09T04:24:00","date_gmt":"2012-06-09T04:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/06\/09\/il-delirio-delle-liberta-per-luigi-iannone-porta-verso-un-nuovo-totalitarismo\/"},"modified":"2012-06-09T04:24:00","modified_gmt":"2012-06-09T04:24:00","slug":"il-delirio-delle-liberta-per-luigi-iannone-porta-verso-un-nuovo-totalitarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/06\/09\/il-delirio-delle-liberta-per-luigi-iannone-porta-verso-un-nuovo-totalitarismo\/","title":{"rendered":"Il delirio delle libert\u00e0, per Luigi Iannone, porta verso un nuovo totalitarismo"},"content":{"rendered":"<p>Da quando l&#8217;Illuminismo ha incominciato a predicare la continua perfettibilit\u00e0 dell&#8217;uomo, giungendo al suo corollario inevitabile, che il progresso \u00e8 il motore della storia e che esso \u00e8 per sua natura illimitato, l&#8217;Occidente &#8211; e, al suo rimorchio, un po&#8217; alla volta, il mondo intero &#8211; si \u00e8 avviato per una strada che non pu\u00f2 non condurre all&#8217;implosione.<\/p>\n<p>Un progresso illimitato \u00e8 una contraddizione in termini, sia sul piano materiale, sia sul piano spirituale. Sul piano materiale, perch\u00e9 un pianeta dalle risorse limitate non pu\u00f2 offrire materia ad esso sufficiente (e una eventuale colonizzazione di altri corpi celesti non farebbe che spostare temporaneamente il problema); sul piano spirituale, perch\u00e9 pretende di spostare sul piano del quantitativo ci\u00f2 che, per sua natura, non pu\u00f2 che essere esclusivamente qualitativo: prima cosa fra tutte, appunto, la qualit\u00e0 della nostra vita, che non si misura in base al P.I.L. o ad altri indicatori economici, anzi non si pu\u00f2 misurare affatto.<\/p>\n<p>La libert\u00e0, il grande feticcio dei tempi moderni, dopo aver prodotto innumerevoli ecatombi e crudelt\u00e0, si \u00e8 rivelata infine per quel che era: un vuoto simulacro, una parola d&#8217;ordine dietro la quale fa capolino la schizofrenia di una ideologia che, per garantire la massima fruizione di essa al maggior numero di persone, giunge al tragico paradosso di toglierne quote sempre pi\u00f9 rilevanti ai cittadini, proprio in nome della difesa dell&#8217;ordine senza il quale la libert\u00e0 stessa non pu\u00f2 concretamente esistere.<\/p>\n<p>Prima, dunque, si \u00e8 predicato che la societ\u00e0 ad altro non serve che ad assicurare la libert\u00e0 a tutti, intesa come godimento del maggior numero possibile di diritti; poi, per poter mantenere la promessa, si \u00e8 introdotta una legislazione sempre pi\u00f9 restrittiva della libert\u00e0 medesima, al fine di tutelarne il godimento, si dice, da parte dei cittadini virtuosi che la rispettano, e contro i cattivi cittadini che ne abusano. Fatto sta che l&#8217;erosione della libert\u00e0 colpisce tutti indiscriminatamente e che le istituzioni coercitive (giudici, tribunali, forze dell&#8217;ordine) stanno invadendo, su mandato dei parlamenti democraticamente eletti, spazi sempre pi\u00f9 ampi della vita privata dei cittadini, guardati ormai tutti con sospetto dalle autorit\u00e0, quali possibili sovvertitori dell&#8217;ordine costituito.<\/p>\n<p>Il serpente si morde la coda. Si voleva sempre pi\u00f9 libert\u00e0 per godere di sempre maggiori diritti; ma, nello stesso tempo, si pretende sempre pi\u00f9 ordine pubblico, perch\u00e9 l&#8217;esercizio della libert\u00e0 sia possibile: il risultato \u00e8 la tendenza verso una societ\u00e0 poliziesca, sul modello del Grande Fratello orwelliano, dove le cose proibite, non solo in ambito pubblico, ma perfino in quello privato o semi-privato (di fatto, in molti casi la distinzione netta \u00e9 impossibile) diventano talmente numerose, che al comune cittadino diviene praticamente impossibile conoscerne e rispettarne l&#8217;elenco completo, trovandosi cos\u00ec perennemente esposto ai rigori della legge.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle aporie della moderna societ\u00e0 &quot;democratica&quot;, esemplarmente messe a nudo nel nuovo libro di Luigi Iannone, \u00abIl profumo del nichilismo. Viaggio non moralista nello stile del nostro tempo\u00bb (Chieti, Solfanelli, 2021), preceduto da una ricca presentazione di Alain de Benoist e scandito in quattro agili ma incisivi capitoli che passano in rassegna, con un taglio sociologico che ricorda un po&#8217; gli \u00abScritti corsari\u00bb di Pier Paolo Pasolini, gli aspetto pi\u00f9 invasivi e allarmanti di questa tarda modernit\u00e0: \u00abIl paese dei balocchi\u00bb, \u00abCivili e democratici\u00bb, \u00abL&#8217;insostenibile leggerezza delle idee\u00bb, \u00abLa comunicazione globale\u00bb.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 una vera miniera di spunti di riflessione: argomentato con logica stringente, ma anche con ironia e un certo qual humour che ricorda un po&#8217; Cioran, un po&#8217; il Leopardi delle \u00abOperette morali\u00bb, persegue una tesi che non perde mai di vista, pur nella discussione degli aspetti particolari, e che si pu\u00f2 riassumere in questa formula: in nome di una tecnologia disumana che avrebbe dovuto portarci il Paradiso in terra, stiamo costruendo volonterosamente, pezzo per pezzo, giorno per giorno, qualche cosa che finir\u00e0 per somigliare molto, ma molto, all&#8217;Inferno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Iannone in un passo particolarmente efficace (pp. 80-82; ma avremmo potuto sceglierne parecchi altri):<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; in una societ\u00e0 che si vorrebbe senza rischi e in cui il primato ella ragione dovrebbe sovrastare ogni cosa, la libert\u00e0 personale \u00e8 sempre minata da divieti moralizzatori che tentano di influenzare nel profondo il modo di agire e di pensare, palesando una impercettibile ma incombente tendenza totalitaria. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel 2009, &quot;The Independent&quot; aveva avvertito i turisti inglesi con una frase perentoria: &quot;Se una cosa \u00e8 divertente, l&#8217;Italia ha una legge che lo vieta&quot;. Eppure, proprio perch\u00e9 ideologico, \u00e8 un declivio di portata mondiale. Quasi tutte le citt\u00e0 occidentali vanno infatti dietro un modello leggibile e lo perseguono con tenacia, perennemente insoddisfatte del livello di ordine sociale raggiunto, e quindi facilitano obblighi e divieti.<\/p>\n<p>Quando anche New York, che ancor oggi nell&#8217;immaginario collettivo funge da terra promessa delle libert\u00e0, diventa &#8211; come ci ricorda Marcello Fa &#8211; il ricettacolo di tutti i divieto possibili, allora si palesa cin tutta la sua forza lo snodo cruciale delle tesi che ho fin qui sostenuto: proprio in questa citt\u00e0 si passati dalla TOLLERANZA ZERO, che aveva delle sue precipue motivazioni di ordine pubblico e di decoro urbano, alla continua erosione di quote di libert\u00e0 in cambio di sicurezza.<\/p>\n<p>Proposte in apparenza strambe e in molti casi inapplicabili (il divieto di fumo nei parchi ma esteso alle spiagge; l&#8217;idea, davvero peregrina, di vietare il sale nelle pietanze dei ristoranti; di ascoltare gli iPod durante la maratona, ma un senatore aveva chiesto di estendere il divieto ai pedoni newyorchesi per tutto l&#8217;anno; di bere bibite troppo gasate; di baciare la ragazza in strada, di sbattere la scopa anche su un cortile interno ad un palazzo, e cos\u00ec via) possono farci gettare uno sguardo lungimirante sulle regole del gioco, su quelle che si stanno preparando per il futuro e sule finalit\u00e0 che alimentano percorsi solo apparentemente privi di logica.<\/p>\n<p>Ora,. Al di l\u00e0 dell&#8217;ironia che per fortuna ancora marca il confine fra lecito e surreale e fa apparire tutto ci\u00f2 meno invadente di quanto in effetti sia, sembra chiaro che le sanzioni possono rappresentare un deterrente efficace per regolare i confini del vivere civile e la loro legittimit\u00e0 un cardine della convivenza da cui non possiamo prescindere. Ci\u00f2 che per\u00f2 preoccupa non \u00e8 la ricerca disperata dell&#8217;ordine ma l&#8217;intento censore, soprattutto quando ostentato come valore dominante e al\u00f2l&#8217;interno del quale i divieti sono solo la precondizione, la parte pi\u00f9 superficiale di una battaglia della restrizione delle libert\u00e0 individuali che si gioca su pi\u00f9 campi.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 deve farsi largo la convinzione che il pi\u00f9 orribile dei fantasmi potrebbe impadronirsi del nostro tempo. E cio\u00e8, una generalizzata tendenza alla perfezione che si caratterizza per le grandi opportunit\u00e0 economiche e sociali offerte dalla competizione globale e, contemporaneamente, una non percezione del moltiplicarsi delle limitazioni e dei divieti. Insomma, il delirio delle libert\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Ed era inevitabile che cos\u00ec avvenisse, viste le premesse.<\/p>\n<p>L&#8217;ideologia del progresso illimitato porta al conformismo di massa e, a sua volta, il conformismo di massa porta all&#8217;individualismo di massa; per reagire ai cui effetti distruttivi non resta che innalzare un idolo all&#8217;Ordine pubblico, delegandolo a fare da super-guardiano dei cittadini, nei quali non si \u00e8 voluto, saputo o potuto gettare nemmeno un seme di spirito critico individuale, unica radice del senso di responsabilit\u00e0 che rappresenta la vera garanzia del vivere civile.<\/p>\n<p>Abbiamo eliminato i doveri dal nostro codice etico; anzi, abbiamo gettato via l&#8217;etica, considerata, al pari della metafisica, una anticaglia del passato; abbiamo creduto che, per garantire i diritti di tutti, fosse sufficiente stabilire una societ\u00e0 perfettamente ordinata. Ora ci stiamo accorgendo che l&#8217;ordine presuppone il senso del dovere e non solo la coscienza dei propri diritti; ma, invece di comprendere l&#8217;errore commesso e tornare a parlare dei doveri, consumisti fino all&#8217;ultimo, stiamo preferendo affidarci al &quot;deus ex machina&quot; della legge, che ci salver\u00e0 dall&#8217;anarchia e far\u00e0 rigare dritto anche i soggetti meno propensi al bene comune.<\/p>\n<p>Insomma: se gli uomini non vogliono diventare perfetti con le buone, allora bisogner\u00e0 renderli tali con le cattive, magari costringendoli sul letto di Procuste; perch\u00e9 \u00e8 certo che non ci si pu\u00f2 accontentare di niente di meno della perfezione. Infatti, una volta tolta di mezzo la scomoda, ingombrante figura di un Dio che tiene l&#8217;uomo in un perpetuo stato di minorit\u00e0 e che gli proibisce di mangiare i frutti dell&#8217;albero della conoscenza del Bene e del Male, a chi dare la colpa del fatto che il Paradiso in terra non sia stato ancora realizzato seguendo i dettami della Ragione?<\/p>\n<p>Rimane, in mezzo ai fumi dell&#8217;individualismo di massa, con tutti i suoi miti e i suoi discutibili riti, una diffusa carenza di senso del bene comune: questo \u00e8 il problema pi\u00f9 urgente che la nostra societ\u00e0 dovrebbe affrontare, prima ancora della crisi economica che ci attanaglia: perch\u00e9 questa nasce da quello, e non viceversa.<\/p>\n<p>E tuttavia, da dove potrebbe mai scaturire il senso del bene comune, se l&#8217;ideologia dominante non ha fatto altro che battere e ribattere sul tasto dei diritti privati, della libert\u00e0 privata, dell&#8217;edonismo individuale? Se non ha fatto altro che insegnare che la societ\u00e0 esiste per garantire al singolo individuo il massimo della libert\u00e0 possibile, del profitto possibile, della felicit\u00e0 possibile?<\/p>\n<p>Si raccoglie quel che si semina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando l&#8217;Illuminismo ha incominciato a predicare la continua perfettibilit\u00e0 dell&#8217;uomo, giungendo al suo corollario inevitabile, che il progresso \u00e8 il motore della storia e che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178],"class_list":["post-26857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}