{"id":26852,"date":"2017-04-03T01:17:00","date_gmt":"2017-04-03T01:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/03\/lui-lei-e-il-cane\/"},"modified":"2017-04-03T01:17:00","modified_gmt":"2017-04-03T01:17:00","slug":"lui-lei-e-il-cane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/03\/lui-lei-e-il-cane\/","title":{"rendered":"Lui, lei e il cane"},"content":{"rendered":"<p>Entrano nel bar due donne, la pi\u00f9 giovane tiene al guinzaglio due cani di razza minuscola; siedono al tavolo e subito cominciano a parlare dei cani; la padroncina li alza con le braccia e se li mangia con gli occhi, proclamando a voce alta: <em>Tu sei il mio amore, tu sei la mia vita!<\/em>; la cameriera, giovane anche lei, si avvicina e fa loro un mucchio di feste. L&#8217;atmosfera \u00e8 totalmente concentrata sui due cagnetti, i complimenti, i sorrisi e le moine si sprecano addirittura. Uno dei due discoli, anzi, delle due discole &#8212; perch\u00e9, dai discorsi, si capisce che sono entrambe femmine &#8211; si sottrae al guinzaglio e ce la troviamo letteralmente fra i piedi; la padrona la guarda compiaciuta, indi la richiama, dicendo alla sua amica: <em>Ecco, lei corre sempre dagli uomini; appena vede un uomo impazzisce, per lei esistono solo loro<\/em>. Chi sa perch\u00e9, sar\u00e0 forse per il nostro cuore di pietra, non ci sentiamo particolarmente lusingati, e neppure commossi.<\/p>\n<p>Ad un tratto, un pensiero ci attraversa la mente, fulmineo come un lampo e molesto come un improvviso mal di denti: <em>tutte queste feste, tutte queste cerimonie, fino a qualche tempo si facevano per i bambini, non per i cani!<\/em> Precisiamo, prima di andare avanti in queste cronache di ordinaria follia, che noi amiamo gli animali, e particolarmente i cani; che ne abbiamo avuti diversi; che abbiamo sempre molto apprezzato la fedelt\u00e0, la dolcezza, la profonda &quot;umanit\u00e0&quot; di certi cani, specialmente di certi bastardini intelligenti e sensibili, ai quali sembra proprio che manchi solo la parola per reggere il confronto con molti esseri bipedi &#8212; per reggerlo, e anche per superarlo, Dio ci perdoni la bestemmia. Fino a qualche tempo fa, la mamma avrebbe detto al suo piccolino: <em>Tu sei tutta la mia vita<\/em>, mangiandoselo con gli occhi, e non al cane; e la cameriera si sarebbe avvicinata per fare un carezza al pargolo, per informarsi di quanti mesi o quanti anni abbia, per dire alla sua mamma quanto \u00e8 bello, quanto \u00e8 adorabile, quanto lei deve esserne felice. E l&#8217;amica meno giove avrebbe dato i consigli di una madre ormai esperta di pannolini, di pappine, di asilo nido e di tutto il resto, invece d&#8217;informarsi, con la massima partecipazione, a proposito delle abitudini e delle qualit\u00e0 del piccolo amico a quattro zampe.<\/p>\n<p>Chi sa perch\u00e9, questo pensiero ci provoca un certo disagio, come se vedessimo il mondo per la prima volta, e ci accorgessimo che \u00e8 colorato in maniera del tutto sbagliata. C&#8217;\u00e8 qualcosa che non quadra; si vorrebbe dire all&#8217;autore del disegno: <em>Ehi, amico, guarda che i colori non sono quelli giusti! E anche la prospettiva, non \u00e8 come dovrebbe essere: non \u00e8 possibile che si veda quel lato della parete, perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, vorrebbe dire che la parete, e la casa con essa, \u00e8 tutta storta. Ma non pu\u00f2 essere! Pertanto, devi aver sbagliato qualcosa nel fissare il punto di fuga: le linee di fuga non sono giuste!<\/em> Solo che qui non stiamo parlando di un disegno, ma della realt\u00e0. La realt\u00e0 non \u00e8 quella che dovrebbe essere: non ci riconosciamo pi\u00f9 in essa; ci\u00f2 vuol dire che o lei o noi siamo fuori posto, non siamo come dovremmo essere. \u00c8 una sensazione curiosa, che d\u00e0 quasi le vertigini, e assai poco gradevole: per certi versi, somiglia quella che si deve provare se si entra in un luogo privato e si scopre, involontariamente, quel che fanno le persone, quando pensano di non essere viste da nessuno.<\/p>\n<p>Non ci sembra che i sociologi e gli psicologi abbiano richiamato l&#8217;attenzione su un fenomeno sempre pi\u00f9 frequente, e percepibile, per cos\u00ec dire, ad occhio nudo: le strade, e ovviamente le case, delle nostre citt\u00e0, si sono riempite, nello spazio degli ultimi dieci o quindici anni, di un numero insolito di cani da compagnia.<\/p>\n<p>Li si vede girare al guinzaglio con i loro padroni, cani di tutte le razze e di tutte le taglie, pi\u00f9 o meno educati (o, per meglio dire, pi\u00f9 o meno educati i loro padroni), pi\u00f9 o meno simpatici, ma comunque cani in quantit\u00e0: quanti non se n&#8217;erano mai visti prima. Fino a non moltissimo tempo fa, erano frequenti i cani randagi, tanto che quasi tutti i comuni di una certa consistenza avevamo il loro bravo accalappiacani, che dava loro la caccia e li portava nel canile municipale, dove restavano per un certo tempo, e poi, se nessuno si presentava a reclamarli, venivano soppressi; mentre erano relativamente rari i cani domestici. Ora la proporzione si \u00e8 capovolta: sono sempre pi\u00f9 rari i can randagi, almeno nelle aree urbane e sempre pi\u00f9 numerosi quelli domestici, con la loro brava targhetta, puliti, profumati, ben nutriti, e muniti di tutti i certificati veterinari richiesti dalle norme di legge e dai regolamenti comunali.<\/p>\n<p>E non ci sembra che i sociologi e gli psicologi abbiano segnalato la concomitanza tra questo fenomeno, che possiamo ascrivere a un cambiamento nei modi di sentire e di pensare, e quindi nei costumi delle famiglie, e un altro fenomeno, ad esso perfettamente speculare: la rarefazione della presenza dei bambini nelle strade, nelle piazze, nei giardini, nei cortili, e quindi nelle case, degli italiani; tanto pi\u00f9 vistosa, e sia pure &quot;a rovescio&quot;, se paragonata con la frequenza con cui era possibile vederli sino a un paio di generazioni fa, da soli o in gruppo, per mano ai loro genitori, oppure da soli, se pi\u00f9 grandicelli; a piedi, in bicicletta, in monopattino, in corsa dietro a un pallone, oppure seduti sui gradini, o in movimento, ridenti e scherzanti, e solo raramente rimproverati dagli adulti per il chiasso che facevano, dato che quel chiasso faceva parte del normale vissuto quotidiano e risultava semmai pi\u00f9 gradito di quello dei martelli pneumatici o del traffico stradale. Due fenomeni concomitanti e simmetrici, dunque: pi\u00f9 cani e meno bambini; pi\u00f9 coppie a spasso con il cane e meno coppie con il bambino, o i bambini; pi\u00f9 persone singole, uomini e donne giovani e vecchi, in compagnia dei cani, e pi\u00f9 persone che camminano e vivono sole, senza nessuno, senza figli, senza nipoti, al punto che, quando muoiono certi vecchi, nessuno se ne accorge, e passano settimane o mesi prima che qualcuno vada a verificare che fine abbiano fatto. Non occorre essere dei geni per vedere e capire che l&#8217;uno \u00e8 il riflesso dell&#8217;altro; che l&#8217;uno \u00e8 il prodotto, per cos\u00ec dire, e la conseguenza dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Sarebbe cosa troppo facile dilungarsi in considerazioni relative alla maggior facilit\u00e0 di allevare un cane, rispetto a un figlio: il cane \u00e8 sotto il controllo e la volont\u00e0 del suo padrone, gli dona affetto e non chiede altro che il cibo e la passeggiata quotidiana, offrendo, in cambio, una devozione illimitata e indefettibile; il cane non diventa grande, non se ne va di casa, non d\u00e0 dispiaceri, non si mette su cattive strade, non domanda soldi, non frequenta cattive compagnie, non resta in stato interessante (a meno che il padrone lo voglia; ma, di solito, questi ha provveduto a eliminare il problema per via chirurgica). Un figlio, invece, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, rischia di dare pi\u00f9 problemi, di richiedere pi\u00f9 sacrifici, e di riservare pi\u00f9 delusioni, amarezze e dispiaceri, di quante gioie e soddisfazioni possa mai dare. E poi il cane \u00e8 poco ingombrante, non impedisce di andare la sera in discoteca, non richiede le levatacce per cambiargli i pannolini, si accontenta del minimo sindacale: un bagnetto settimanale, una visita dal veterinario <em>una tantum<\/em>, e via; se si va in vacanza, ci sono le pensioni per cani, o, per i padroni meno scrupolosi, l&#8217;autostrada. Tuttavia, lasciamo perdere queste facili considerazioni e domandiamoci, invece, dove ci condurr\u00e0, a livello complessivo, questa nuova tendenza, diciamo cos\u00ec, sempre pi\u00f9 cinofila e sempre meno amante dei bambini.<\/p>\n<p>Siamo una societ\u00e0 a crescita zero; una societ\u00e0 che non fa pi\u00f9 figli, e in cui le nascite non arrivano a bilanciare le morti. Una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 vecchia, con una quota impressionante di popolazione in et\u00e0 pensionabile: con code chilometriche per accedere alle case di riposo, con migliaia di badanti che arrivano dall&#8217;estero per accudire un esercito di vecchi non pi\u00f9 autosufficienti, ma, non di rado, troppo orgogliosi e troppo abituati a star da soli per accettare l&#8217;idea di convivere con un fratello o una sorella, per non parlare di un genero di una nuora, per\u00f2 disposti a farsi accudire da un&#8217;estranea. Siamo anche una societ\u00e0 che sponsorizza l&#8217;aborto e che corteggia l&#8217;eutanasia; che propugna la fecondazione eterologa e l&#8217;utero in affitto; che rivendica, e ottiene, l&#8217;equiparazione delle unioni di fatto, anche omosessuali, al matrimonio; e in cui vi sono perfino dei preti, come don Fabrizio Fiorentino (quello dell&#8217;<em>aperimessa<\/em> palermitana, con la benedizione del suo vescovo, Corrado Lorefice, lo s che caccia dalla sua parrocchia don Minutella perch\u00e9 troppo cattolico), i quali invocano la benedizione ecclesiastica su codesti &quot;matrimoni&quot; fra due uomini o fra due donne, ovviamente con relative adozioni di bambini, altrimenti che matrimoni sarebbero? E siamo anche una societ\u00e0 che ha deciso di auto-invadersi e un popolo che ha deciso di auto-sostituirsi, importando, e andando a prenderli fin sulle coste del&#8217;Africa, centinaia di migliaia, e alla fine milioni, d&#8217;immigrati africani e musulmani, il cui tasso di natalit\u00e0 \u00e8 quattro o cinque volte superiore al nostro.<\/p>\n<p>Il dilagare di una incontenibile cinofilia si inscrive in questo quadro. Non \u00e8 una manifestazione di amore per gli animali che nasca da una sovrabbondanza di amore in generale; \u00e8 il palliativo, il ripiego cui ricorrono milioni di persone che non vogliono avere dei figli. E poi, di questi tempi, fare un figlio&#8230; via, ci vuole una bella dose d&#8217;incoscienza, e anche di crudelt\u00e0. Sissignori: di crudelt\u00e0. Come si pu\u00f2 avere il coraggio di mettere al mondo un bambino, ben sapendo che sar\u00e0 costretto a vivere in una bolgia infernale come questa? Fra inquinamento planetario, minaccia d&#8217;un guerra atomica, crisi economiche, terrorismo, delinquenza e disoccupazione, come si fa ad essere cos\u00ec incoscienti, cos\u00ec cinici, cos\u00ec spietati, da scaraventare una povera creatura in questo mondo di pazzi? E poi, chi ha i soldi per farlo, quando non si ha neppure la certezza di un lavoro fisso, di un introito sicuro, di una casa di propriet\u00e0?<\/p>\n<p>Eppure, e lo sappiamo benissimo, il vero problema \u00e8 un altro. Non \u00e8 che, fra le macerie del 1945, gli italiani avessero molte pi\u00f9 ragioni di noi per crede ancora nel matrimonio (fra uomo e donna, se Dio vuole) e nella procreazione. Scommettevano sul futuro, perch\u00e9 credevamo nella vita, nonostante tutto, e nonostante l&#8217;immane catastrofe dalla quale uscivano, come del resto gli altri popoli europei, alcuni &#8212; come il russo e il tedesco &#8212; ancora pi\u00f9 provati e pi\u00f9 decimati. Noi non crediamo pi\u00f9 nella vita, per il semplice fatto che non crediamo pi\u00f9 in noi stessi: questo \u00e8 il fattore principale che ha svuotato le culle italiane. Non \u00e8 un problema solo nostro; \u00e8 un problema europeo, anzi, occidentale. Nel resto del mondo, figli se ne fanno, eccome: specialmente nei Paesi pi\u00f9 poveri. E dal corto circuito fra un Occidente relativamente ricco, ma invecchiati e timoroso, e un Terzo Mondo poverissimo, ma sempre pi\u00f9 giovane e baldanzoso, scaturisce la situazione attuale. Nella quale i canni stanno godendo del loro momento d&#8217;oro. Non sono mai stati cos\u00ec ricercati, cos\u00ec richiesti; non sono mai stato cos\u00ec vezzeggiati, cos\u00ec idolatrati. Alla televisione si vede la pubblicit\u00e0 del cibo per cani (e per gatti) e vien quasi voglia di leccarsi i baffi, cio\u00e8, volevano dire, vien quasi voglia di avere quattro zampe e di dover solo fare la&quot;fatica&quot; di aspettare che qualcuno ci metta il cibo nel piatto.<\/p>\n<p>Il crollo della natalit\u00e0 \u00e8 anche una questione di psicologia femminile. La donna moderna, educata nel clima dell&#8217;ideologia femminista, diffida della maternit\u00e0, vista come la tagliola che il maschio subdolo le tende per catturarla e imprigionarla; il che vuol dire che diffida di se stessa. \u00c8 scontenta, inquieta; sente che qualcosa le manca, ma non sa bene cosa. Ha molte ambizioni e molte frustrazioni. Vorrebbe un figlio, ma non necessariamente un marito, che \u00e8 assai pi\u00f9 ingombrante e pieno di pretese; e intanto, per prendersi un po&#8217; di tempo e riflettere con calma, acquista un cane. Per il figlio, non c&#8217;\u00e8 fretta: lo pu\u00f2 fare anche a quarant&#8217;anni e oltre. Oggi \u00e8 possibile; ed \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente. All&#8217;ideologia femminista si somma l&#8217;ideologia animalista: evviva gli animali, abbasso gli umani; gli animali sono belli, liberi, ammirevoli; gli esseri umani sono brutti, cattivi, sporcano e inquinano, non meritano altro che disprezzo. \u00c8 l&#8217;ultima versione del mito russoviano del buon selvaggio: infatti, ci sono quelli che si prendono in casa un serpente, una scimmia, una volpe, un leone, una pantera. L&#8217;animale \u00e8 nobile, l&#8217;uomo \u00e8 ignobile; l&#8217;animale vive in armonia con la natura, l&#8217;uomo sa solo fare la guerra contro di essa. Del resto, a dirla tutta, bisogna un po&#8217; capire la riluttanza delle donne a fare un figlio con un uomo (un po&#8217; meno la loro smania di averlo in altro modo, con pratiche del tutto artificiali): l&#8217;uomo, oggi, intendiamo dire il maschio, non \u00e8 un gran che. Forse non ha mai toccato, mediamente parlando, un livello cos\u00ec basso, quanto a coraggio, forza di volont\u00e0, disponibilit\u00e0 al sacrificio, generosit\u00e0, lealt\u00e0, affidabilit\u00e0. Si preoccupa di avere i calzini in tinta con i pantaloni e i capelli ben fissati con il <em>gel<\/em>, ma \u00e8 incapace di assumersi le sue responsabilit\u00e0. \u00c8 diventato un bambolotto viziato e narcisista, debole e nevrotico, fanfarone e complessato: rovinato dalle mamme. Di un uomo cos\u00ec, la donna non sa che farsene: uomini veri, in giro, ce n&#8217;\u00e8 pochi. Probabilmente, il bandolo della matassa \u00e8 proprio qui. Se una donna sana incontra un uomo che la faccia innamorare, il desiderio di avere dei figli sorge in lei naturale. Ma esiste un tale uomo, oggi? E, se s\u00ec, esiste una donna sana e vitale, che sappia vederlo e riconoscerlo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entrano nel bar due donne, la pi\u00f9 giovane tiene al guinzaglio due cani di razza minuscola; siedono al tavolo e subito cominciano a parlare dei cani;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-26852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26852\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}