{"id":26851,"date":"2006-07-11T11:41:00","date_gmt":"2006-07-11T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/07\/11\/luddismo-rivolta-dei-perdenti-o-profezia\/"},"modified":"2006-07-11T11:41:00","modified_gmt":"2006-07-11T11:41:00","slug":"luddismo-rivolta-dei-perdenti-o-profezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2006\/07\/11\/luddismo-rivolta-dei-perdenti-o-profezia\/","title":{"rendered":"Luddismo: rivolta dei perdenti o profezia"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 7 del 1999, anno XX, pp 5-7, dei &quot;Quaderni&quot; dell&#8217;Associazione Filosofica Trevigiana, ora Associazione Eco-Filosofica, ed \u00e8 la recensione all&#8217;edizione italiana del libro di Kirkpatrick Sale &quot;Ribelli al futuro. I luddisti e la loro guerra alla rivoluzione industriale&quot;, Arianna Editrice, Casalecchio (Bologna), 1999. Titolo originale: &quot;Rebels against the future. The luddites and their war on the industrial revolution&quot;, 1996.<\/em><\/p>\n<p><em>Kirkpatrik Sale \u00e8 uno dei pi\u00f9 noti tra i pensatori ecologisti americani. Editorialista di &quot;The Nation&quot;, collabora con il &quot;New York Times&quot;. Tra i suoi libri si ricordano &quot;The Conquest of the Paradise&quot;, &quot;Human Scale&quot; e &quot;Dwellers in the Land&quot;, quest&#8217;ultimo tradotto in italiano in &quot;Le regioni della natura&quot; (ed. El\u00e9uthera). Con &quot;Ribelli al futuro&quot; si liberano finalmente i luddisti dalla vecchia caricatura di ottusi demolitori di macchine e li si ricolloca nella loro legittima prospettiva: profeti di quello che l&#8217;industrialismo avrebbe significato per la maggior parte degli uomini e delle comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Una profezia pi\u00f9 che mai attuale, nell&#8217;era della globalizzazione.<\/em><\/p>\n<p><strong>KIRKPATRICK SALE:<\/strong><\/p>\n<p><strong>RIBELLI AL FUTURO<\/strong><\/p>\n<p>Ma chi erano, dunque, quei famosi, anzi famigerati luddisti, quegli operai inglesi che nel 1811-13 prendevano d&#8217;assalto i telai meccanici per la lavorazione della lana, al tempo della prima grande Rivoluzione industriale?<\/p>\n<p>I libri di storia, e specialmente quelli scolastici, ce li hanno sempre dipinti come degli ottusi nemici del progresso; degli ignoranti retrogradi incapaci di comprendere che l&#8217;economia capitalista, ad ogni rivoluzione delle tecniche produttive, dei trasporti e delle comunicazioni, dopo una inevitabile crisi di assestamento, possiede in s\u00e9 la virt\u00f9 prodigiosa di riassorbire la manodopera in eccesso e di assicurare benessere e prosperit\u00e0 per tutti. Ma essi furono soltanto questo?<\/p>\n<p>In un documentato saggio storico, <em>Ribelli al futuro,<\/em> il noto pensatore ecologista statunitense Kirkpatrick Sale ricostruisce la genesi, lo sviluppo e la fine del movimento luddista nelle cinque contee dell&#8217;Inghilterra centro-settentrionale (Lancashire, Yorkshire, Cheshire, Derbyshire e Nottinghamshire) che gi\u00e0 avevano visto, secoli prima, le leggendarie gesta di Robin Hood, in nome di un ideale di giustizia sociale e di libert\u00e0. L&#8217;edizione italiana di quest&#8217;opera (Arianna Editrice, 1999) \u00e8 arricchita da una prefazione di Giannozzo Pucci che va dritta al nocciolo del problema, evidenziando come &quot;i luddisti combatterono un tipo di macchine che contenevano un modo di produzione ingiusto non solo verso di loro, ma verso tutti gli altri popoli e la natura. In questo senso furono l&#8217;unico movimento popolare che avesse colto il problema morale del processo industriale ai suoi albori&quot;.<\/p>\n<p>Il libro di Kirkpatrik Sale, infatti, come gi\u00e0 il titolo, provocatoriamente, lascia intuire, dimostra con dovizia di documentazione che i luddisti non combatterono il Progresso, ma una certa tecnologia al servizio della logica spietata del massimo profitto con il minimo dei costi di produzione e, quindi, della manodopera. Essi insorsero non solo <em>contro<\/em> i telai meccanici e la logica immorale dell&#8217;egoismo padronale, ma anche <em>a favore<\/em> della restaurazione della civilt\u00e0 artigiana e rurale, basata su un sistema produttivo che inseriva il singolo lavoratore in una rete di solidariet\u00e0 sociali, e che le recinzioni delle terre comunitarie dei villaggi, alla fine del 1700, aveva gi\u00e0 messo drammaticamente in crisi.<\/p>\n<p>Oltre a una ricostruzione rigorosa sul piano storico, <em>Ribelli al futuro<\/em> offre spunti di riflessione pi\u00f9 che mai di attualit\u00e0 al lettore non distratto dalle apparenti diversit\u00e0 fra l&#8217;Inghilterra delle guerre anti-napoleoniche, e il mondo d&#8217;oggi. \u00c8 giusto che la vita umana sia subordinata a fredde leggi economiche? \u00c8 giusto che l&#8217;essere umano sia considerato una semplice appendice del capitale? \u00c8 accettabile una tecnologia che non si cura dei costi umani del cosiddetto progresso, ma solo e unicamente dei profitti di una ristretta classe sociale? Fino a che punto dobbiamo subire il ricatto di un siffatto, malinteso &quot;progresso&quot;?<\/p>\n<p>La vicenda dei luddisti ci ricorda che ogni rivoluzione tecnologica del capitalismo ha prodotto crisi drammatiche di disoccupazione, miseria e sfruttamento. Alla seconda rivoluzione industriale di fine &#8216;800, ad esempio, l&#8217;Europa rispose cacciando sui bastimenti degli emigranti milioni e milioni di lavoratori disoccupati: fu quello il suo modo di disinnescare le tensioni sociali conseguenti alla dilagante caduta della domanda di lavoro.<\/p>\n<p>La rivoluzione produttiva attuale, basata sull&#8217;energia nucleare e sull&#8217;elettronica, sta gi\u00e0 falcidiando milioni di posti di lavoro in Europa e nel mondo. Ma politici, politologi ed economisti, tutti rigorosamente devoti alla causa del liberismo economico (che \u00e8 la dottrina imperante nella fase odierna del capitalismo, caratterizzata da una schiacciante prevalenza del capitale finanziario su quello produttivo) ci promettono che combatteranno una strenua battaglia <em>per sconfiggere la disoccupazione.<\/em> Addirittura! E, in nome del Cielo, come sar\u00e0 mai possibile, se i calcolatori elettronici sostituiranno il lavoro manuale ad un ritmo ben pi\u00f9 inesorabile dei telai meccanici, contro i quali si battevano i luddisti?<\/p>\n<p>Si tratta di ripensare l&#8217;economia; di ripensare la tecnica; di ripensare il progresso; di reimparare, in fondo, a pensare. Che cos&#8217;\u00e8 il progresso? Come lo si pu\u00f2 definire? Si pu\u00f2 definire progredita una societ\u00e0 tutta protesa alla conquista del benessere materiale, oltretutto per una ristretta minoranza d&#8217;individui, e sorda e cieca alle pi\u00f9 autentiche istanze di benessere spirituale, intellettuale, morale?<\/p>\n<p>Il libro di Kirkpatrick Sale chiama ciascuno di noi a risolvere, entro di s\u00e9, questi problemi che &#8211; ci si passi la <em>boutade<\/em> &#8211; sono davvero troppo seri per essere lasciati nelle mani prezzolate di politicanti ed economisti, sempre pronti ad adorare il Vitello d&#8217;Oro dell&#8217;ideologia &quot;vincente&quot; di turno. Per dirla con le parole dell&#8217;Autore, &quot;l&#8217;industrialismo, fondato su macchine finalizzate allo sfruttamento e alla produzione ad esclusivo vantaggio dell&#8217;uomo, \u00e8 in rotta di collisione con la biosfera. Le societ\u00e0 industrializzate, bench\u00e9 in grado di creare l&#8217;abbondanza materiale per pochi e il benessere fisico per tutti, sono, tuttavia, afflitte dalla disuguaglianza, dall&#8217;ingiustizia, dall&#8217;instabilit\u00e0 e dall&#8217;incivilt\u00e0, deficienze che tendono ad aumentare, pi\u00f9 che a ridursi, con il progresso tecnologico&quot; (pag. 250).<\/p>\n<p>E ancora: dopo aver profetizzato il crollo del sistema politico-economico attuale, vuoi per un collasso ecologico, vuoi per l&#8217;esplosione delle sue insanabili contraddizioni interne, Kirkpatrick Sale afferma: &quot;&#8230; sar\u00e0 necessario, per i sopravvissuti, avere una visione del mondo che li ispiri a vivere in armonia con l&#8217;ambiente e a forgiare le tecnologie entro i limiti e gli obblighi imposti dalla natura, cercando non di conquistare, dominare e controllare le specie e i sistemi del mondo naturale &#8211; perch\u00e9 il fallimento dell&#8217;industrialismo avr\u00e0 dimostrato ormai la sua follia-, ma di comprendere, obbediree amare la natura e di incorporarla nel proprio animo e nei propri strumenti. \u00c8 compito dei neo-luddisti, ora forti dell&#8217;esperienza passata, preparare e preservare quel complesso di conoscenze, quella ispirazione, per tutte le generazioni future&quot; (pag. 254).<\/p>\n<p>Progresso sostenibile, societ\u00e0 cooperativistica, neo-umanesimo e sensibilit\u00e0 ecologista dovranno, dunque, essere i punti fermi di tale rinnovata concezione del mondo e dei rapporti fra uomo e uomo, fra uomo e ambiente (anzi fra persona e persona, perch\u00e9 la stessa definizione &quot;uomo&quot; cela un&#8217;insidia antropocratica e anti-femminile).<\/p>\n<p>Dopo aver letto il libro di Kirkpatrick Sale, comunque, una domanda sorge spontanea. Chiss\u00e0 che non sia proprio necessario attendere il collasso del capitale, per rifondare un diverso modello di societ\u00e0 e di cultura; ma che si possa, fin da ora, adoperarsi attivamente ad affrettare la scomparsa di un tipo di economia e di mentalit\u00e0 che non meritano di sopravvivere?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sul numero 7 del 1999, anno XX, pp 5-7, dei &quot;Quaderni&quot; dell&#8217;Associazione Filosofica Trevigiana, ora Associazione Eco-Filosofica, ed \u00e8 la recensione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[92],"class_list":["post-26851","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26851","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26851"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26851\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}