{"id":26847,"date":"2015-07-28T04:25:00","date_gmt":"2015-07-28T04:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-lucia-manzoniana-da-lezione-damore-dando-lezione-di-pudore\/"},"modified":"2015-07-28T04:25:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:25:00","slug":"la-lucia-manzoniana-da-lezione-damore-dando-lezione-di-pudore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-lucia-manzoniana-da-lezione-damore-dando-lezione-di-pudore\/","title":{"rendered":"La Lucia manzoniana d\u00e0 lezione d\u2019amore dando lezione di pudore"},"content":{"rendered":"<p>Non abbiamo alcuna intenzione di risollevare, per l&#8217;ennesima volta, l&#8217;annosa e sterile questione circa l&#8217;effettiva riuscita artistica del personaggio manzoniano di Lucia: la pi\u00f9 perfetta delle sue creature, secondo gli uni, la figura pi\u00f9 sbiadita e insignificante, secondo gli altri. Ci preme soltanto ricordare il punto centrale, dal quale non si pu\u00f2 assolutamente prescindere se si vuole, non diciamo capire, ma almeno porsi nelle condizioni di comprendere, un personaggio come quello di Lucia. Che \u00e8 un personaggio eterno, e dunque non moderno, anzi, diciamola tutta, antimoderno: e chi ne dubita, o storce il naso davanti a una tale definizione, vuol dire che non ha occhi per vedere come vanno le cose oggi, come si pone la maggioranza delle donne davanti al maschio &#8212; ch\u00e9 questo \u00e8 Lucia: il simbolo della vocazione sponsale della donna &#8212; oppure, il che \u00e8 persino peggio, vede, ma non ha il coraggio di tirare le dirette conclusioni. E cio\u00e8, o che il mondo moderno sbaglia radicalmente nel suo modo di intendere l&#8217;amore, particolarmente quello della donna nei confronti dell&#8217;uomo, oppure che a sbagliare radicalmente \u00e8 Manzoni e, dunque, che Lucia \u00e8 un personaggio, a sua volta, irrimediabilmente sbagliato, e nessuna valentia artistica, nessuna finezza psicologica varr\u00e0 mai a riscattarlo dal suo &quot;peccatum originale&quot;.<\/p>\n<p>Ma come pu\u00f2 il lettore dei nostri giorni; come pu\u00f2 &#8212; soprattutto &#8212; la lettrice dei nostri giorni, per i quali l&#8217;amore \u00e8 un atto puramente edonistico e il sesso un diritto all&#8217;orgasmo, stabilito per contratto, avvicinarsi al mondo interiore di Lucia, dell&#8217;innamorata Lucia &#8212; ch\u00e9 Lucia ama il suo Renzo, anche se non ostenta il suo sentire: e la cosa non \u00e8 necessaria ad un grande scrittore, come non lo \u00e8 nell&#8217;amore di Lavinia per Turno ad un poeta della misura di Virgilio -, alla sua delicatezza che non ha nulla di astratto, di artefatto, ma \u00e8 la cristiana e umana delicatezza di una filatrice, di una operaia della Lombardia del XVII secolo, figlia del popolo e, probabilmente, analfabeta, ma non per questo sprovvista, al contrario, di nobilt\u00e0 e finezza d&#8217;animo, e, soprattutto, di una totale dedizione a Dio e di una dolcissima confidenza in Maria Vergine, protettrice di tutti i credenti e in special modo delle anime innocenti e tribolate?<\/p>\n<p>Ci sembra quanto mai opportuno, a questo proposito, riportare una pagina del critico Francesco Mattesini, tratta da un articolo intitolato \u00abLetteratura e religione\u00bb (apparso su \u00abVita e pensiero\u00bb nel 1987 e citato in: A. Manzoni, \u00abI promessi sposi\u00bb, a cura di Gilda Sbrilli, Firenze, Bulgarini Editore, 1996, p. 406):<\/p>\n<p>\u00abLucia \u00e8 la personificazione dell&#8217;amore sponsale. Tra i personaggi \u00e8 quello che Manzoni pi\u00f9 ama proprio perch\u00e9 raffigura e incarna un ideale. Non un ideale letterario, di stampo trovadorico o stilnovista, bens\u00ec un amore reale. Un amore di sposa, ancorch\u00e9 &quot;promessa&quot; sposa, e che rimanga, per la maggior parte della sua vicenda, &quot;promessa&quot; con tutto ci\u00f2 che questo stato comporta di sogni prima e poi di turbamento, di trepidazione, di tremore, di difesa di un sentimento, perch\u00e9 questo non perda la sua innocenza, il suo trasparente candore. &quot;Io voglio essere vostra moglie, e non c&#8217; verso &#8212; si legge nel capitolo sesto &#8212; che potesse proferire quella parola, e spiegar quell&#8217;intenzione, senza fare il viso rosso&quot;. L&#8217;io narrante si riserva di assumere egli stesso il compito, con questa sottile e ammiccante riflessione, di significare le metamorfosi interiori, cui va soggetta Lucia donna amante, e le loro esterne manifestazioni, come questa del &quot;rossore&quot; gi\u00e0 cantata nelle &quot;Pentecoste&quot;, quale dono dello Spirito. Lucia d\u00e0 lezione di amore dando lezione di pudore. Quando infatti al termine della notte degli imbrogli, Manzoni ritrae i due promessi sposi, rimasti promessi, in fuga per la campagna, indugia sul comportamento di Lucia nei confronti di Renzo, e sui suoi molteplici delicatissimi sentimenti di donna innamorata e schiva, non ancora consacrata nel suo amore per il fallimento del matrimonio a sorpresa. &quot;Lucia scansava dolcemente e con destrezza, l&#8217;aiuto che il giovine le offriva ne&#8217; passi malagevoli di quel viaggio fuori di strada; vergognosa in s\u00e9, anche in tale turbamento, d&#8217;esser gi\u00e0 stata tanto sola con lui, e tanto famigliarmente, quando s&#8217;aspettava di divenir sua moglie, tra pochi momenti. Ora, svanito cos\u00ec dolorosamente quel sogno, si pentiva d&#8217;essere andata troppo avanti, e, tra tante cagioni di tremare, tremava anche per quel pudore che non nasce dalla trista scienza del male, per quel pudore che ignora se stesso, somigliante alla paura del fanciullo, che trema nelle tenebre, senza saper di che&quot;. Testo di grande rilevanza etico-psicologica, che, nei suoi felici esiti semantici, ci permette di cogliere e di seguire tra i chiaroscuri di un sentimento amoroso, non ancora segnato dallo Spirito, i timori e i rimorsi inconsapevoli dell&#8217;innocenza, attraverso un sofferto e fittissimo esame di coscienza. Lucia diventa cos\u00ec il simbolo dell&#8217;eros esorcizzato dalla Grazia e, prima della Grazia, dalla pudicizia, l&#8217;una e l&#8217;altra assunte a difesa dell&#8217;agape sponsale contro l&#8217;Eros edonistico. D&#8217;altro canto il celebre Addio espresso nel silenzio \u00e8 esso stesso un finissimo espediente lirico-narrativo con cui Manzoni fa dire a Lucia di che specie era il suo amore e cos\u00ec come lo concepisce specularmente l&#8217;io narrante, affidandolo al soliloquio della sua creatura pi\u00f9 diletta. Il soliloquio di Lucia, a ben guardare, \u00e8 una tacita, ma intensa dichiarazione d&#8217;amore sponsale. Esso si muove tra il &quot;brivido&quot; suscitato dalla vista, in lontananza, del palazzotto di don Rodrigo e la nostalgia della casa natia e quella di Renzo che la doveva accogliere &quot;in un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa&quot;. In questa dichiarazione la realt\u00e0 del sentimento amoroso \u00e8 rappresentata e compresa in una serie sfumata di metafore, che ne tracciano la fisionomia, i sussulti, il cammino affettivo, dal suo trepido nascere al suo pacato compimento davanti all&#8217;altare: &quot;pensiero occulto&quot;; &quot;misterioso timore&quot;; &quot;rossore&quot;; &quot;sospiro segreto del cuore&quot;; &quot;rito&quot;, rito sacro, benedicente e santificante. Lucia, esule, ripercorre con la sua immaginazione, in silenzio, il viaggio indicibile di donna amante e credente, come \u00e8 indicibile il sentimento che lo suscita e lo accompagna&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Penosi, al confronto di questa bella pagina di critica letteraria, i tentativi di certi registi televisivi di &quot;modernizzare&quot; il personaggio di Lucia, di metterlo al passo coi tempi (i nostri!), di dargli una patina di spregiudicatezza e persino d&#8217;audacia, in modo da renderlo pi\u00f9 familiare, pi\u00f9 comprensibile, diciamo pure pi\u00f9 umano e pi\u00f9 simpatico al pubblico d&#8217;oggi, che non vuol sentire di rossori e s&#8217;impazientisce di voti alla Madonna, e che non arriva neppure a immaginare cosa siano l&#8217;amore e il matrimonio per una donna come Lucia: cio\u00e8, cosa siano stati per milioni di donne vissute prima della modernit\u00e0, quando amore e matrimonio non erano una faccenda, prevalentemente, se non unicamente, sessuale, che si svolge unicamente tra due persone, all&#8217;insegna del massimo godimento possibile, ma bens\u00ec un incontro sacro e incoraggiato da Dio stesso, che si pone quale supremo garante della sua giustizia, della sua rettitudine e della sua resistenza a tutte le offese e contro ogni possibile nemico, interno cos\u00ec come esterno.<\/p>\n<p>Lucia, dunque, ama Renzo: questo \u00e8 poco, ma sicuro; solo che non lo ama, n\u00e9 manifesta il suo sentimento, alla maniera d&#8217;una ragazza dei nostri giorni: perch\u00e9 l&#8217;amore per Renzo, in lei, \u00e8 inseparabile dalla vocazione sponsale e dalla vocazione materna, e mai ella guarda al suo Renzo se non con lo sguardo casto e schivo di una futura moglie e di una futura madre; n\u00e9 mai, neppure per un istante, ella separa l&#8217;amore per Renzo dall&#8217;amore per Dio, supremo garante e protettore delle loro nozze, nonch\u00e9 supremo sacerdote. Ecco perch\u00e9 si ribella, almeno inizialmente, all&#8217;idea di contrarre le nozze &quot;a tradimento&quot;, nella famosa notte degli imbrogli: non tanto per un riguardo nei confronti di don Abbondio, percepito, comunque, come un ministro di Dio pavido e inetto, ma pur sempre come un ministro di Dio; ma per una forma di rispetto istintivo di fronte alla sacralit\u00e0 del matrimonio in se stesso, che non pu\u00f2 essere menomata, n\u00e9 condizionata, dal comportamento discutibile, o addirittura indegno, d&#8217;un singolo sacerdote, perch\u00e9 a celebrare le loro nozze, e a benedirle col sacramento perenne del matrimonio, \u00e8, in ultima analisi, Dio stesso.<\/p>\n<p>Questo discorso, ben lo sappiamo, oggi non piace: nell&#8217;epoca del divorzio facile e dell&#8217;aborto garantito per legge, un atteggiamento spirituale come quello di Lucia appare obsoleto, irragionevole, quasi fastidioso; diciamola tutta: d\u00e0 un tantino fastidio, cos\u00ec come danno fastidio tutte le cose che colgono nel segno, perch\u00e9 mettono a nudo i nostri pregiudizi &quot;progressisti&quot;, i nostri accomodamenti morali, la facilit\u00e0 e la disinvoltura con le quali ci alleggeriamo la coscienza ogni qualvolta le circostanze ce ne danno l&#8217;opportunit\u00e0, anche se, in fondo alla coscienza, le voce ormai flebile, ma egualmente inequivocabile, della legge naturale, ci avverte che stiamo sbagliando, che ci stiamo mettendo su di una strada illecita, e che non avremmo il diritto di sovvertire la legge naturale solo perch\u00e9 la cultura dei &quot;diritti&quot;, alla quale apparteniamo, ce ne d\u00e0 la formale autorizzazione. Intuiamo, cio\u00e8, che Lucia non ascolta, n\u00e9 mai ascolterebbe, una voce discorde da quella della sua coscienza; e che la sua coscienza non le permette neppure di guardare al maschio puramente e semplicemente come a colui che \u00e8 chiamato a soddisfare il suo desiderio sessuale, ma come a un futuro compagno di vita, di lavoro e di crescita cristiana, in una famiglia benedetta dal Cielo e allietata dalla nascita di tanti bambini.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8, se vi pare: e se no, lasciate perdere \u00abI promessi sposi\u00bb e anche Manzoni, ch\u00e9 non ne cavereste alcun sugo; cos\u00ec come non potreste trarre alcun vantaggio, intellettuale o spirituale, leggendo la \u00abDivina Commedia\u00bb, se non siete disposti a mettere il mondo moderno, per quanto possibile, fra parentesi, e a sforzarvi di entrare nel mondo di Dante, che \u00e8, poi, quello di Tommaso d&#8217;Aquino, di San Francesco e di Santa Chiara, di Cimabue, di Giotto, di Federico II, dei Templari, delle cattedrali, dei pellegrinaggi, dei grandi peccatori, degli eretici come fra&#8217; Dolcino, dei crociati, dei profeti, degli asceti, dei mistici e delle mistiche, di Gioacchino da Fiore e della bruciante attesa d&#8217;una palingenesi morale e sociale dell&#8217;umanit\u00e0. Per capire lo spirito di un&#8217;opera, bisogna cercare di entrarci: e questo non \u00e8 possibile se i nostri pregiudizi di uomini &quot;moderni&quot;, cio\u00e8 nemici di ci\u00f2 che \u00e8 universale ed eterno, e seguaci del dio Progresso e della Scienza materialista, fanno velo al nostro sguardo, alla nostra mente e al nostro cuore.<\/p>\n<p>Manzoni, come Dante, come Bach, \u00e8 un artista che depone il proprio &quot;io&quot; individuale e si lascia pervadere dallo splendore e dalla verit\u00e0 divine; che non cerca la propria gloria, ma la gloria di Dio; che non ha parole umane, o altre cose umane, da offrire alla nostra ammirazione, ma solo e unicamente la Parola e la Verit\u00e0 divine. E Lucia \u00e8 la sua creatura pi\u00f9 cara, pi\u00f9 riuscita, pi\u00f9 perfetta: chi non lo vede, chi non se ne fa una ragione \u00e8 perch\u00e9 non lo vuole vedere, n\u00e9 lo vuole ammettere: se lo vedesse e lo ammettesse, infatti, gli parrebbe quasi di tradire la propria coscienza di uomo &quot;moderno&quot;, ragionevole, libero, responsabile solo di fronte a se stesso; e dovrebbe deporre il sorrisetto ironico di superiorit\u00e0 che subito gli ispirano, quasi per un riflesso diabolico, i personaggi puri e casti come Lucia.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una sorta di odio inconfessato (e inconfessabile), negli uomini e nelle donne moderni, nei confronti di tutto quello che \u00e8 autenticamente bello, limpido e trasparente; una sorta di possessione demoniaca inconsapevole, ma non perci\u00f2 meno reale, che li spingono a irridere, schernire, disprezzare, le cose nobili e pulite, non insozzate neppure dal pi\u00f9 piccolo schizzo di fango: un riflesso condizionato analogo a quello che, si dice, spinge il Diavolo a urlare di dolore anche al bench\u00e9 minino contatto con l&#8217;acqua benedetta, o al solo udire il nome di Dio e della Sua Madre infinitamente misericordiosa. In questo senso, \u00abI promessi sposi\u00bb \u00e8 un romanzo realmente difficile da leggere e da comprendere: pi\u00f9 difficile che se fosse scritto in una lingua sconosciuta, o se le sue pagine fossero sigillate da una forza ignota ed inspiegabile.<\/p>\n<p>In un certo senso, l&#8217;arte divinamente ispirata rappresenta, per noi, un segno di contraddizione: aiuta a sciogliersi le anime assetate di bene, di verit\u00e0 e di giustizia; e risospinge indietro, nel pantano dei loro pregiudizi scientisti e materialisti, le anime perse, incapaci di innalzarsi al di sopra d&#8217;un orizzonte di senso puramente egoistico, asfittico, chiuso alla trascendenza e compiaciuto della propria finitezza e della propria meschinit\u00e0.<\/p>\n<p>Un segreto per capire l&#8217;animo di Lucia? Lasciar andare il proprio ego, la propria superbia intellettuale, il proprio compiacimento di uomini e donne &quot;moderni&quot;; e farsi piccoli ed umili davanti al mistero dell&#8217;Assoluto, lasciarsi penetrare dalla forza eterna dell&#8217;Amore divino, senza condizioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non abbiamo alcuna intenzione di risollevare, per l&#8217;ennesima volta, l&#8217;annosa e sterile questione circa l&#8217;effettiva riuscita artistica del personaggio manzoniano di Lucia: la pi\u00f9 perfetta delle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[91],"class_list":["post-26847","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-alessandro-manzoni"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26847","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26847"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26847\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26847"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26847"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26847"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}