{"id":26843,"date":"2021-01-17T07:39:00","date_gmt":"2021-01-17T07:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/17\/lottare-strenuamente-a-difesa-della-propria-umanita\/"},"modified":"2021-01-17T07:39:00","modified_gmt":"2021-01-17T07:39:00","slug":"lottare-strenuamente-a-difesa-della-propria-umanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/01\/17\/lottare-strenuamente-a-difesa-della-propria-umanita\/","title":{"rendered":"Lottare strenuamente a difesa della propria umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 una coincidenza, ma i tempi sono pi\u00f9 che sospetti. Nello scorso agosto 2020, mentre il mondo era bloccato dalla cosiddetta emergenza sanitaria per la cosiddetta pandemia da Coronavirus, il solito ultramiliardario &quot;filantropo&quot; (che bellezza: tutti grandi filantropi, questi ultramiliardari!) col vizietto di voler rifare la natura, Elon Musk, proprietario e\/o presidente di Neuralink, Solar City, Tesla e varie altre aziende tanto colossali quanto avveniristiche, ha fatto impiantare con successo, davanti a un pubblico ammirato, un <em>microchip<\/em> nel cervello della graziosa maialina Gertrude, che ha consentito di farla camminare senza che ne se ne rendesse conto, nonch\u00e9 di farle vedere e udire cose che non esistono. Il tutto colto direttamente dalle sue circonvoluzioni cerebrali osservabili sul <em>display<\/em> di un computer, per la gioia di coloro che amano il controllo mentale a distanza. E non basta: l&#8217;oligarca trionfante ha anche annunciato che quanto prima l&#8217;esperimento verr\u00e0 replicato su delle cavie umane; oh, ma sia ben chiaro, a fin di bene, cio\u00e8 per curare svariati disturbi della psiche, come il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson e le conseguenze delle lesioni al midollo spinale, non certo per manipolare l&#8217;uomo (ma che andate mai a pensare, voi complottisti!) e ridurlo ad un burattino telecomandato, tale da far impallidire i <em>cyborg<\/em> del cinema di fantascienza e le pecore elettriche immaginate dalla pur sbrigliata fantasia di Philip A. Dick. Del resto, non sono i volontari che mancano; e se mancassero, si pu\u00f2 sempre attingere a due categorie che non possono dire di no: i detenuti delle prigioni e i militari in servizio attivo. Questo significa che stiamo andando a grandi passi verso il post-umanesimo, o transumanesimo, o come lo si vuol chiamare; e che non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile segnare un confine preciso fra l&#8217;uomo e la macchina, fra lo spirito e la tecnologia: l&#8217;intelligenza artificiale inglober\u00e0 quella umana e nascer\u00e0 qualcosa di nuovo e orripilante, qualcosa di molto simile al soggetto de <em>L&#8217;isola del dottor Moreau<\/em> di H. G. Wells (scritto nel 1896 e pubblicato l&#8217;anno dopo: pi\u00f9 di centoventi anni fa!). E se questo futuro per caso non ci piace, allora non abbiamo pi\u00f9 un giorno, un minuto da perdere: dobbiamo reagire adesso, subito; ne va della conservazione del nostro statuto ontologico di esseri umani.<\/p>\n<p>E tuttavia, chiederanno in molti, una volta che siamo arrivati a questo punto, che fare? Da dove incominciare? Su che cosa far leva per rompere l&#8217;incantesimo maligno e uscire dallo stato d&#8217;ipnosi in cui la sbandierata pandemia ci ha fatti piombare, imprigionandoci in una rete angosciosa di terrore e togliendoci quel poco di lucidit\u00e0 e coscienza critica che erano sopravvissuti a pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni di sistematico lavaggio del cervello ad opera dei mass-media finanziati e indirizzati dal potere globalista? La risposta a questi interrogativi si articola in un duplice ordine di azioni: una <em>pars destruens<\/em> e una <em>pars construens<\/em>. In primo luogo, si tratta di applicare la regola aurea di qualunque arte medica: evitare qualsiasi cosa, qualsiasi comportamento, o abitudine, o stile di vita, che conduca verosimilmente alla malattia, perch\u00e9 prevenire \u00e8 meglio che curare. Ora, l&#8217;uomo dei nostri giorni, terrorizzato dalle notizie sulla pandemia che a tutte le ore gli vengono somministrate da agenzie e poteri tutti al soldo della grande finanza, interessata a che egli resti imprigionato nella sua bolla di terrore, \u00e8 anzitutto schiavo delle proprie cattive abitudini, a cominciare da quella di guardare la televisione e magari di tenere acceso l&#8217;apparecchio tutto il giorno. Se poi si informa, o crede d&#8217;infornarsi, acquistando e leggendo anche un giornale quotidiano, di quelli che hanno le maggiori tirature e che raccontano le menzogne pi\u00f9 spudorate, la frittata \u00e8 fatta. Si tratta dunque di capire che per non ammalarsi di angoscia, depressione e terrore, \u00e8 necessario spegnere il pulsante del televisore, o meglio ancora, non guardare affatto la televisione: fare come se non ci fosse, a parte forse qualche documentario naturalistico e qualche vecchio film. Ma i telegiornali non bisogna guardarli, assolutamente: sono gli strumenti privilegiati coi quali i poteri forti ci tengono perennemente spaventati e sottomessi. E lo stesso vale per i giornali: semplicemente non bisogna leggerli; non bisogna pi\u00f9 compararli, perch\u00e9 leggere i giornali della cosiddetta grande stampa equivale ad inquinare irreparabilmente la propria mente e a introiettare una quantit\u00e0 di pensieri falsi, tutti altamente negativi, che ci intossicano e creano una nube di vibrazioni negative a bassa frequenza, attorno a noi. Vibrazioni energetiche create dalla nostra confusione, dal nostro spavento e dalla nostra depressione.<\/p>\n<p>Poi ci sono i <em>social<\/em>. Ciascuno di essi \u00e8 un anello della catena che tiene schiavi coloro che se ne servono, o meglio che credono di servirsene, per il proprio piacere o la propria comodit\u00e0. I pi\u00f9 rozzi e &quot;popolari&quot;, come <em>Facebook<\/em> e <em>Instagram<\/em>, servono solo a far circolare pettegolezzi e quindi ad alimentare sospetti, invidie e maldicenze. Quelli pi\u00f9 &quot;seri&quot;, come <em>WhatsApp<\/em>, vengono usati spesso anche per ragioni professionali, ma a ben guardare, recano pi\u00f9 inconvenienti che vantaggi: ad esempio, rendono impossibile una chiara separazione fra tempo di lavoro e tempo privato, col risultato che una persona viene bombardata di messaggi lavorativi a ogni ora del giorno e della notte, sabati e domeniche compresi. A parte questo, c&#8217;\u00e8 un altro inconveniente, assai pi\u00f9 insidioso anche se non immediatamente evidente. Il solo fatto di servirsi dei <em>social<\/em> implica una sorta di &quot;schedatura&quot; dell&#8217;utente, tanto per cominciare a scopi pubblicitari: i messaggi composti e le pagine internet vistate forniscono indicazioni sui suoi interessi e i suoi gusti, e una quantit\u00e0 di messaggi promozionali comincia ad arrivare, non richiesta, segno che nulla \u00e8 sfuggito all&#8217;algoritmo e che quindi, da qualche parte, esiste, sia pure allo stato potenziale, un <em>dossier<\/em> su ciascun iscritto ai <em>social network,<\/em> e sia pure compilato non da una qualche persona fisica, ma da un sistema informatico che \u00e8 stato programmato per operare spontaneamente. Nulla vieta, tuttavia, che un domani, se dovessero presentarsi determinate condizioni generali, ad esempio se dovesse venire instaurato un regime totalitario (questo per caso vi dice qualcosa?; noi abbiamo la sensazione che ci\u00f2 sia <em>gi\u00e0<\/em> avvenuto, solo che non ce ne siano accorti), quei <em>dossier<\/em> da potenziali potrebbero diventare concreti e venire utilizzati contro le persone in questione, non solo violando la loro <em>privacy<\/em>, ma facendole arrestare o mettendole in stato di grave pericolo. E non basta. Se voi parlate al telefono con un amico, ed esprimete un certo giudizio o una certa opinione su una data cosa, ad esempio se esprimete l&#8217;intenzione di acquistare una bicicletta da corsa, ecco che &quot;stranamente&quot; vi compariranno sullo schermo numerose offerte di biciclette in vendita tramite Amazon, mentre state lavorando al computer e pensavate a tutt&#8217;altra cosa che la bicicletta. Ci\u00f2 indica che il contenuto delle vostre telefonate viene &quot;ascoltato&quot; e poi utilizzato per venire incontro a una richiesta che voi, in effetti, non avevate neppure espresso, tranne che chiacchierando al telefono con quell&#8217;amico, conversazione della quale vi eravate perfino scordati. Ma non se n&#8217;\u00e8 dimenticato <em>lui<\/em>, l&#8217;orecchio che tutto ode, e che non butta mai via niente, tesaurizza e immagazzina nel suo ventre capace ogni singola parola e ogni sia pur minima informazione, perch\u00e9 tutto gli serve per mettere insieme i frammenti e ricostruire il quadro d&#8217;insieme, con una velocit\u00e0 e una precisione che solo una macchina estremamente sofisticata pu\u00f2 ormai raggiungere. Ad ogni modo, una cosa \u00e8 sicura: pi\u00f9 adoperate i <em>social<\/em> e pi\u00f9 siete &quot;tracciati&quot; e, naturalmente, tracciabili. Certo, potete anche dire che la cosa non vi turba affatto, che non vi preoccupa minimamente; siete liberi di pensare che non ha alcuna importanza se qualcuno, da qualche parte, volendo, solo con un semplicissimo <em>click<\/em>, pu\u00f2 ottenere cos\u00ec tante notizie su di voi, sul vostro profilo, sulle vostre abitudini, sulla vostra vita privata, sulle malattie che avete avuto, sulle eventuali debolezze che avete manifestato. Siete padroni di credere che tutto ci\u00f2 in fin dei conti non significa nulla, e che bisogna essere paranoici per pensare che in un ipotetico futuro qualcuno potrebbe davvero prendersi il disturbo di andare a vedere tutte quelle cose che vi riguardano cos\u00ec da vicino. In tal caso, buona fortuna: si vede che siete persone piene di fiducia verso la bont\u00e0 del mondo, e che per voi \u00e8 impossibile concepire che se qualcuno possiede un potere cos\u00ec grande da poter &quot;schedare&quot; tutti quelli che, ad esempio, utilizzano <em>Youtube<\/em>, un domani potrebbe non essere tentato di servirsi di quelle informazioni, qualora gli tornasse utile e voi poteste, chi sa come, rappresentare un fastidio o un ostacolo per i suoi piani. Sta di fatto che abbiamo visto cosa pu\u00f2 fare Mark Zuckerberg, forte dei suoi soldi e del suo potere: pu\u00f2 oscurare tutti i messaggi del presidente degli Stati Uniti, per la ragione che lui solo, a proprio insindacabile giudizio, ha deciso che costui non \u00e8 degno di rivolgersi ai suoi concittadini. E se ha potuto oscurare il presidente americano, cosa non potrebbe fare, volendo, nei vostri confronti?<\/p>\n<p>Ebbene, siamo certi che dopo un periodo di tempo trascorso senza guardare la televisione, senza leggere i giornali, senza servirsi dei <em>social<\/em>, la maggior parte delle persone comincerebbero a star meglio, in tutti i sensi, e a disintossicarsi dagli influssi negativi che tali mezzi operano sulla loro mente, senza che i diretti interessati se ne accorgano neppure. Se a ci\u00f2 si aggiunge un uso del telefonino cellulare limitato allo stretto indispensabile e un utilizzo altrettanto parco dell&#8217;automobile e, di contro, una consolidata abitudine a camminare ogni giorno, ad abituarsi ad ascoltare pi\u00f9 che a parlare, a osservare le cose con attenzione e con stupore, pi\u00f9 che a commentare qualsiasi inezia, a proposito e a sproposito; in breve: se ci si abitua a condurre una vita pi\u00f9 sana, pi\u00f9 normale, a mangiare secondo una dieta regolata, possibilmente non assumendo i cibi schifosi prodotti dalle multinazionali, a non fumare, a non assumere sostanze eccitanti di qualsiasi tipo, allora ci sono buone speranze di tornare ad acquistare la propria libert\u00e0 di pensiero e di azione, a vedere le cose sotto una luce diversa e pi\u00f9 veritiera, e ad essere pi\u00f9 in sintonia con la realt\u00e0 del mondo esterno, e un po&#8217; meno prigionieri di un mondo virtuale, fatto di cose illusorie e abitudini innaturali, che purtroppo sono divenute parte della nostra vita e che si frappongono fra noi e la realt\u00e0 come un fitta nebbia, proiettandoci in una dimensione irreale, come se il legame vitale fra noi e il mondo si fosse interrotto. \u00c8 per questo, senza dubbio, che ci siamo abituati ad accettare tutta una serie di cose assurde, sbagliate, brutte, come se fossero normali, perch\u00e9 in noi si \u00e8 spento quel senso istintivo della vita, di ci\u00f2 che \u00e8 naturale e di ci\u00f2 che \u00e8 giusto, il quale appartiene a ogni essere umano, ma che deve essere coltivato affinch\u00e9 rimanga desto e cosciente. Ci\u00f2 vale sia nel campo del pensiero, dove ormai ci siamo abituati a convivere con l&#8217;idea di un pensiero debole, il che \u00e8 un&#8217;assurdit\u00e0 in termini logici; in quello della morale, dove accettiamo l&#8217;aborto volontario come una cosa che, essendo legalmente lecita, deve essere per forza anche buona; in quello sociale, dove parliamo, ad esempio, di <em>famiglie omogenitoriali<\/em> con molta disinvoltura, quando si tratta, anche in questo caso, di un concetto in se stesso contraddittorio; e cos\u00ec via. A forza di prendere per buone cose sbagliate e illogiche, di considerare normali cose che fanno a pugni col principio di realt\u00e0, siamo divenuti degli esseri schizofrenici, dissociati, che non si accorgono di vivere nel vuoto e di parlare del nulla, credendo per\u00f2 di essere quanto mai concreti e realisti.<\/p>\n<p>Riassumendo. Se vogliamo disintossicarci e quindi riacquistare abbastanza lucidit\u00e0 per rompere l&#8217;ipnosi in cui ci troviamo, dobbiamo compiere non un singolo atto della volont\u00e0, cosa per cui ci mancherebbero le risorse e i punti d&#8217;appoggio, ma intraprendere un lungo e paziente cammino di conversione della nostra vita, abbandonando le cose inautentiche, inutili, dannose e riscoprendo la profondit\u00e0, il silenzio, la verit\u00e0 e la bellezza. Prima ci dobbiamo liberare dalle cattive abitudini e dai falsi pensieri; poi potremo iniziare a sviluppar nuovamente la nostra parte creativa, vitale, intelligente. Non si impara ad apprezzare Bach in un giorno solo, se per anni si \u00e8 ascoltata solo musica <em>heavy metal<\/em>; n\u00e9 s&#8217;impara a godere di Giotto, o dello stile gotico, se si conosce solo Andy Warhol e l&#8217;architettura delle attuali <em>archistar<\/em>. E la stessa cosa vale nel campo dei sentimenti personali: se ci si \u00e8 assuefatti all&#8217;utilitarismo, alla superficialit\u00e0, a servire dome schiavi il proprio piacere, non si potranno riscoprire i tesori nascosti della vera amicizia e del vero amore; si passer\u00e0 da un corpo all&#8217;altro, da un letto all&#8217;altro, sempre pi\u00f9 ignoranti e dimentichi di ci\u00f2 che rende davvero il cuore contento: la dolcezza, la tenerezza, la lealt\u00e0, la compassione. Anche l&#8217;egoismo e il pansessualismo esasperato, pi\u00f9 o meno freudianamente giustificato, vengono utilizzati dai Padroni Universali per degradarci al livello di bestie perennemente in calore, incapaci di veri e profondi rapporti umani e sempre pi\u00f9 rinchiusi nel nostro ipertrofico io. Perci\u00f2 l&#8217;isolamento, fisico oltre che mentale, nel quale ora ci troviamo confinati dalle assurde disposizioni governative sul <em>lockdown<\/em>, \u00e8 in realt\u00e0 il punto d&#8217;arrivo di un percorso di vita intrinsecamente sbagliato e distruttivo, sul quale ci eravamo incamminati da molto tempo, anni e anni prima che costoro pensassero a utilizzare lo strumento del terrore sanitario per confinarci in casa come dei poveri esseri smarriti e tremebondi, in spasmodica e religiosa attesa del salvifico vaccino, versione aggiornata e corretta in chiave postmoderna del Messia salvatore e redentore dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>In piedi, dunque. Dobbiamo riconquistare la nostra condizione umana prima che sia troppo tardi. Prima che ci siamo talmente disumanizzati da non renderci neppure conto della nostra metamorfosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 una coincidenza, ma i tempi sono pi\u00f9 che sospetti. 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