{"id":26842,"date":"2018-04-16T01:37:00","date_gmt":"2018-04-16T01:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/16\/lottare-per-la-verita-ma-cose-la-verita\/"},"modified":"2018-04-16T01:37:00","modified_gmt":"2018-04-16T01:37:00","slug":"lottare-per-la-verita-ma-cose-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/16\/lottare-per-la-verita-ma-cose-la-verita\/","title":{"rendered":"Lottare per la verit\u00e0: ma cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Al precedente articolo: <em>Vale la pena di combattere per la verit\u00e0?<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/04\/2015), un carissimo amico ci ha risposto con una lettera affettuosa e commovente, che ci \u00e8 parsa meritevole di essere riprodotta quasi per intero, tali e tanti sono gli spunti di riflessione a cui si presta, su un tema che sappiamo essere alquanto sentito, nei termini di una attualit\u00e0 che potremmo definire quasi drammatica:<\/p>\n<p><em>Ti capisco, ma penso anche a coloro che, sposata una causa oramai chiaramente persa, sono andati a combattere per &quot; l&#8217; onore d&#8217; Italia &quot; e hanno fatto la fine che hanno fatto e ottenuto la &quot;damnatio memoriae&quot;. Vale pena sfidare il mondo a duello per l&#8217; &quot;onore&quot; di una battona?\u00a0 Le forze in campo oggi sono tali che una\u00a0 tal lotta impari non\u00a0 ha, a mio parere,\u00a0 nessun senso. Non dico di anteporre il proprio &quot;particulare&quot;, ma almeno accontentarsi di non cooperare al male, e mantenere vigile la facolt\u00e0 di leggere la realt\u00e0, di andare al precipizio a cui siamo condotti almeno sapendolo, e non come oche giulive. Scarsa consolazione!\u00a0 Eppure&#8230; &quot;semper sapientis est habitum necessitati parere&quot; &#8211; e anche in passato la &quot;iniquitas temporum&quot; ha consigliato o imposto di non occuparsi della &quot;res publica&quot;. Quanto alla Chiesa, mai come ora mi chiedo cosa in essa\u00a0 ci sia stato\u00a0 di vero e di santo, visto che tutte le mutazioni intervenute negli ultimi tempi depongono per una natura puramente umana di essa. Ho sostenuto la mia lotta personale per la fede, anche tacitando la ragione, quando almeno c&#8217; erano motivi per credere e una fede per cui valeva la pena di lottare.\u00a0 Ma di fronte alle pagliacciate dei tempi ultimi e alla pochezza degli uomini di chiesa, non sento pi\u00f9 alcun desiderio. Il fatto che mi vogliano far vedere la luna nel pozzo mi irrita e lo sento come una offesa alla logica e all&#8217;intelligenza.\u00a0Pago naturalmente con un senso di frustrazione e inutilit\u00e0, con la solitudine e l&#8217; incomprensione &#8211; anche in famiglia. Ma se tanto mi d\u00e0 tanto, che vale nelle fata dar di cozzo?<\/em><\/p>\n<p><em>Mio padre che aveva visto i tempi suoi, il sacrificio generoso della Folgore e dell&#8217; VIII Bersaglieri a El Alamein\u00a0 e poi le giravolte e i voltafaccia e aveva sperimentato di che pasta son fatti per la maggior parte gli uomini, si teneva pure i suoi pensieri per s\u00e9 e a un tale, ricco e possidente, che nel dopoguerra lo esortava ad opporsi al modo in cui andavano le cose, rispose che teneva sempre in casa un mazzo di fiori freschi da offrire al prossimo vincitore, chiunque fosse.<\/em><\/p>\n<p><em>Non certo ti smuover\u00f2 con\u00a0 queste mie diaboliche esortazioni ad una troppo umana\u00a0 prudenza, e forse ragiono da vecchio e\u00a0 da depresso e sconfitto, ma perch\u00e9 sacrificarsi e per chi?\u00a0 Per la verit\u00e0? e &quot;quid est veritas ?&quot;&#8230; &quot;Sella in curuli struma Nonius sedet, per consulatum peierat Vatiniu: Quid est, Catulle, quid moraris emori?&quot;[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ti aggiungo un altra osservazione: Onoro sull&#8217; altare del mio cuore\u00a0 coloro che hanno combattuto fin nelle strade di Berlino.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma mi chiedo: battendoci per l&#8217;&quot;onore&quot; nostro o di Dio (e siamo\u00a0 sicuri della &quot;verit\u00e0&quot;? &#8211; ch\u00e9 neppure Cristo rispose a Pilato),\u00a0 saremmo noi\u00a0 eroici difensori di Termopili o solo patetici don Chisciotte bisognosi di un baccelliere Sansone Carrasco &#8211; cavaliere della Bianca Luna?<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec: qui ci sono veramente tutte le possibili obiezioni a quanto andiamo sostenendo da sempre, ossia che non si pu\u00f2 tacere, mentre la menzogna trionfa, spacciata per verit\u00e0, e il popolo italiano viene doppiamene ingannato e tradito, dalle sue guide politiche e dalle guide spirituali, le une e le altre colpevolmente alleate nel favorire interessi e disegni che non conducono al bene del nostro Paese e della nostra gente, ma, semmai, al bene di qualcun altro, di miliardari come George Soros e altri infami speculatori, impegnati a giocare sulla pelle dei popoli per ammassare ricchezze favolose con le quali imporre un totalitarismo planetario mascherato da filantropismo.<\/p>\n<p>Dunque, visto che sono tante le persone che la pensano come il nostro amico, e visto che, a nostro avviso, \u00e8 proprio in momenti storici come quello che stiamo vivendo, che bisogna evitare di scendere nelle catacombe e affrontare, invece, il nemico a viso aperto, a costo di passare per dei don Chisciotte (paragone comunque non disonorevole), vogliamo considerare con la massima seriet\u00e0 queste affermazioni, discutendole punto per punto.<\/p>\n<p>Primo: <em>Vale pena sfidare il mondo a duello per l&#8217; &quot;onore&quot; di una battona?\u00a0 Le forze in campo oggi sono tali che una\u00a0 tal lotta impari non\u00a0 ha, a mio parere,\u00a0 nessun senso.<\/em> Rispondiamo che s\u00ec, vale sempre la pena di battersi, ma non per l&#8217;onore di una &quot;battona&quot;, bens\u00ec per il nostro: perch\u00e9 non potremmo pi\u00f9 guardarci allo specchio, se ci tirassimo indietro proprio ora che nostra madre (perch\u00e9 quella battona \u00e8 pur sempre nostra madre, anche se caduta molto in basso) si trova nel momento pi\u00f9 triste e umiliante della sua esistenza. Una lotta cos\u00ec impari non ha alcun senso? Ma il senso della lotta non deriva dalle probabilit\u00e0 di successo, specie quando si tratta di una lotta ideale. Ci si batte perch\u00e9 si crede che quella causa meriti di essere difesa e non perch\u00e9 si spera di vincere; n\u00e9 ci si rifiuta di battersi perch\u00e9 si teme di perdere. Altrimenti, portando il ragionamento del nostro amico fino all&#8217;estremo (e sappiamo che tale non \u00e8 il suo caso), le uniche battaglie meritevoli di esser combattute sarebbero quelle in cui esiste una fondata probabilit\u00e0 di vittoria; ma a quel punto ci pare che non sarebbe pi\u00f9 neanche necessario combattere, perch\u00e9 basterebbe aspettare che il frutto maturo della vittoria ci cada in grembo, quando l&#8217;avversario si sar\u00e0 totalmente indebolito. Giungeremmo cos\u00ec alla conclusione, assurda oltre che immorale, che le uniche battaglie meritevoli di essere combattute sarebbero proprio quelle che non ci sarebbe bisogno di combattere, essendo la vittoria solo questione di tempo e di pazienza. Ossia: per un eccesso di prudenza, ci metteremmo in condizione di espropriarci da noi stessi dell&#8217;unica arma davvero vincente che possediamo, e che qualsiasi uomo, volendo, possiede: la volont\u00e0 di battersi. Chi non ha questa volont\u00e0, \u00e8 sconfitto in partenza, anche se, per ipotesi, si trovasse a disporre di una schiacciante superiorit\u00e0 materiale su qualunque avversario. Viceversa, chi crede nella propria causa, nella sua bont\u00e0 e nella sua legittimit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 vittorioso ancor prima di arrivare alla linea del fuoco: perch\u00e9 la vittoria pi\u00f9 importante, quella di ordine morale, gli appartiene di diritto sin dal principio, quando ancora non \u00e8 stato sparato un solo colpo. Lo diciamo senza alterigia e senza compiacimento: la posta in gioco, nelle battaglie di ordine ideale, \u00e8, innanzitutto e soprattutto, quella morale, perch\u00e9 i suoi risultati si prolungano al di l\u00e0 e al di fuori del tempo e dello spazio: appartengono all&#8217;eternit\u00e0 e saranno patrimonio di tutti. Viceversa, le battaglie condotte per ragioni di tipo materiale e concreto, ancorch\u00e9 si tratti di aspirazioni e rivendicazioni assolutamente lecite, non arriveranno mai a tanto: si fermeranno, per forza di cose, e nel pi\u00f9 fortunato dei casi, sulla soglia di casa.<\/p>\n<p>Secondo: <em>anche in passato la &quot;iniquitas temporum&quot; ha consigliato o imposto di non occuparsi della &quot;res publica&#8230;<\/em> A nostro parere, non \u00e8 questione di passato o di presente; non \u00e8 questione di tempi pi\u00f9 o meno nefandi, pi\u00f9 o meno ingrati per gli amanti della <em>res publica<\/em>. Al contrario, lo ripetiamo: quale tempo \u00e8 pi\u00f9 necessario, quale tempo ha maggiormente bisogno di noi, di ciascuno di noi, se non quello in cui i migliori vanno perdendo le speranze, e pare che solo un miracolo ci possa ancora trattenere sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso? \u00c8 proprio in simili frangenti che bisogna mettersi in gioco; per correre in aiuto del probabile vincitore per saltare sul carro di chi ha gi\u00e0 vinto, non c&#8217;\u00e8 bisogno di amletici dilemmi, n\u00e9 di sottili ragionamenti: il mondo \u00e8 pieno di mosche cocchiere e di aiutanti del pi\u00f9 forte; quello di cui si sente il bisogno, \u00e8 che qualcuno corra in aiuto del pi\u00f9 debole, beninteso se costui merita la nostra solidariet\u00e0, la nostra stima e la nostra amicizia. Gli uomini migliori sono sempre stati di questa opinione. Forse che Dante si chiese se gli sarebbe convenuto entrare a far parte del consiglio dei Priori, quando la sua Firenze era dilaniata dai contrasti fra Bianchi e Neri e il suo migliore amico, Guido Cavalcanti, si era reso responsabile di azioni meritevoli dell&#8217;esilio, per la pace e la serenit\u00e0 cittadine? Dante avrebbe avuto cento buone ragioni per tirarsi indietro, per stare a vedere cosa sarebbe accaduto nei prossimi mesi: se lo avesse fatto, non sarebbe stato condannato all&#8217;esilio, n\u00e9 alla confisca dei beni e, infine, alla pena capitale in contumacia. Ma egli non fece tali ragionamenti: non si tir\u00f2 indietro; accett\u00f2 di mettersi in gioco, di affrontare il pericolo supremo per il bene della patria; e vot\u00f2 con gli altri la condanna all&#8217;esilio per i pi\u00f9 violenti delle due fazioni, compreso il suo amico Guido. \u00c8 per questa sua magnanimit\u00e0, oltre che per la sua gloria poetica, che egli vive ancora nel ricordo di tutte le generazioni; scegliendo il massimo rischio e la massima scomodit\u00e0 per se stesso, ha guadagnato l&#8217;immortalit\u00e0. Oppure pensiamo a Severino Boezio: la pi\u00f9 elementare prudenza gli avrebbe suggerito di tacere, di non esporsi allorch\u00e9 il senatore Albino venne accusato di tradimento davanti al re Teodorico: ma egli non ascolt\u00f2 la voce della prudenza, bens\u00ec quella dell&#8217;onore, della virt\u00f9 e dell&#8217;amore per la giustizia. Non ragion\u00f2 da piccolo uomo preoccupato di se stesso, ma da uomo grande, pensoso del bene comune e dei destini dell&#8217;Italia. Se oggi abbiamo due tesori come la <em>Divina Commedia<\/em> e la <em>Consolazione della filosofia<\/em>, \u00e8 perch\u00e9 questi due giganti scelsero la strada pi\u00f9 malagevole, la pi\u00f9 rischiosa, la pi\u00f9 ingrata, ma la sola che venisse indicata loro dal rispetto di se stessi. Dante fu criticato e calunniato dai suoi concittadini, Boezio era stato criticato aspramente e abbandonato dagli altri senatori, laddove entrambi si erano esposti per difendere la causa di tutti. Non importa: la storia ha giudicato quei fiorentini e ha giudicato quei senatori, e poi ha scordato i loro volti; ma i nomi di Dante e di Boezio brilleranno di gloria imperitura.<\/p>\n<p>Terzo: <em>Ho sostenuto la mia lotta personale per la fede, anche tacitando la ragione, quando almeno c&#8217; erano motivi per credere e una fede per cui valeva la pena di lottare. Ma di fronte alle pagliacciate dei tempi ultimi e alla pochezza degli uomini di chiesa, non sento pi\u00f9 alcun desiderio.<\/em> I motivi per credere (o meno) ci sono sempre, e oggi ce ne sono anche pi\u00f9 di un tempo; vale sempre la pena di lottare per la fede. Certo, essere scoraggiati \u00e8 cosa umana: perfino gli Apostoli si scoraggiarono quando Ges\u00f9 venne arrestato, processato e crocifisso; eppure si ripresero quasi subito e poi fecero quel che dovevano: andarono in ogni angolo del mondo a predicare il Vangelo. Le pagliacciate della neochiesa e la pochezza degli uomini ci ricordano che la carne \u00e8 debole e che tutti, noi compresi, senza il sostegno della grazia, non siano che poveri essere di creta. Per\u00f2, con il soffio dello Spirito, possiamo fare grandi cose: non per merito nostro, ma per l&#8217;opera e la gloria di Dio. In ogni caso, la messe \u00e8 molta e gli operai sono pochi, quindi c&#8217;\u00e8 bisogno di tutti.<\/p>\n<p>Quarto: <em>Mio padre (&#8230;) a un tale (&#8230;) lo esortava ad opporsi al modo in cui andavano le cose, rispose che teneva sempre in casa un mazzo di fiori freschi da offrire al prossimo vincitore, chiunque fosse.<\/em> S\u00ec: ma tuo padre si era battuto a El Alamein. Non solo: nel campo di prigionia, negli Stati Uniti, aveva rifiutato di aderire al vergognoso tradimento di Badoglio, insieme a tanti altri, subendo un pi\u00f9 duro trattamento da parte dei vincitori (nonch\u00e9 &quot;liberatori&quot;). Si era dunque battuto due volte, prima con le armi (nettamente impari rispetto a quelle del nemico) e poi con la sola arma che gli fosse rimasta: la fierezza. E con ci\u00f2 si era anche guadagnato il diritto di essere un po&#8217; cinico, negli anni del dopoguerra. Ma noi, che non ci siamo mai battuti sul serio, non abbiamo quel diritto.<\/p>\n<p>Quinto: <em>Perch\u00e9 sacrificarsi e per chi?\u00a0 Per la verit\u00e0? e &quot;quid est veritas ?&quot;(&#8230;) E siamo\u00a0 sicuri della &quot;verit\u00e0&quot;? Neppure Cristo rispose a Pilato.<\/em>S/u00ec, siano sicuri_3A la verit/u00e0 /u00e8 l_25E2_2580_2599essere; quindi, la verit/u00e0 /u00e8 D093D30CD8C>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>. Ges\u00f9 non ha risposto a Pilato non perch\u00e9 non avesse parole da dirgli, ma perch\u00e9 quello non l&#8217;ascoltava pi\u00f9: e Ges\u00f9 parlava solo con chi aveva l&#8217;animo disposto ad ascoltare. Quella di Pilato, <em>cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?<\/em>, non era stata una vera domanda, piuttosto un&#8217;affermazione scettica. Ma Ges\u00f9, per testimoniare la verit\u00e0, che era Lui stesso in quanto fedele esecutore della volont\u00e0 del Padre, seppe andare sino in fondo, senza riguardo per se stesso e neppure per i suoi: si pu\u00f2 immaginare uno strazio pi\u00f9 grande di quello di sua Madre, ai piedi della croce? E Lui glielo avrebbe imposto, se non avesse creduto nella verit\u00e0?<\/p>\n<p><em>Sesto: Battendoci per l&#8217;&quot;onore&quot; nostro o di Dio, saremmo noi\u00a0 eroici difensori di Termopili o solo patetici don Chisciotte bisognosi di un baccelliere Sansone Carrasco?<\/em> Non saremmo n\u00e9 eroici difensori delle Termopili, n\u00e9 patetici don Chisciotte; o forse saremmo un po&#8217; l&#8217;una e un po&#8217; l&#8217;atra cosa. Come le si pu\u00f2 nettamene separare? Non vi \u00e8 qualcosa di eroico in don Chisciotte, e qualcosa di folle nei trecento spartani di Leonida? C&#8217;\u00e8 bisogno di entrambe le cose: eroismo e follia. A meno di voler restare alla finestra mentre gli altri fanno la storia, in attesa di vedere come andr\u00e0 a finire. Il male della storia \u00e8 quando gli uomini si scordano che a farla non sono loro, ma Dio per mezzo di loro; e che Dio sa scrivere dritto anche sulle righe storte. Oggi, le righe della storia sono pi\u00f9 storte che mai; e cos\u00ec quelle della Chiesa. Ma Dio, che pu\u00f2 tutto, non sapr\u00e0 trarre il bene anche dal male?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al precedente articolo: Vale la pena di combattere per la verit\u00e0? (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/04\/2015), un carissimo amico ci ha risposto con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-26842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26842\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}