{"id":26841,"date":"2015-12-05T04:32:00","date_gmt":"2015-12-05T04:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/05\/siamo-disposti-a-lottare-per-difendere-cio-che-siamo\/"},"modified":"2015-12-05T04:32:00","modified_gmt":"2015-12-05T04:32:00","slug":"siamo-disposti-a-lottare-per-difendere-cio-che-siamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/05\/siamo-disposti-a-lottare-per-difendere-cio-che-siamo\/","title":{"rendered":"Siamo disposti a lottare per difendere ci\u00f2 che siamo?"},"content":{"rendered":"<p>Gli increduli devono essere costretti a credere? E il credente pu\u00f2 uccidere per la sua fede, quando essa si trova in gravissimo pericolo? Avete capito bene: non per difendere la sua vita, ma proprio per difendere la sua fede? Sembravano questioni antiche, datate, superate; ci si cullava nell&#8217;ebbrezza dell&#8217;ecumenismo, nell&#8217;ottimismo del dialogo interreligioso, nel buonismo post-conciliare. Pareva che fossero anticaglie, roba che era d&#8217;attualit\u00e0 ai tempi di Sant&#8217;Agostino o, tutt&#8217;al pi\u00f9, di San Tommaso d&#8217;Aquino; non certo ai nostri giorni. Pareva che ormai non vi fosse nemmeno la remota possibilit\u00e0 di dover fare i conti con una realt\u00e0 diversa: con una realt\u00e0 dura, spietata, nella quale essere cristiani implica il rischio d&#8217;essere discriminati, costretti a fuggire, massacrati. Credevamo d&#8217;aver lasciato queste cose fra le pagine di libri impolverati, che non legge pi\u00f9 nessuno, dove si parla del martirio come di una realt\u00e0 che il cristiano deve essere sempre pronto ad affrontare. Cose di tempi remoti: i cristiani nell&#8217;arena dell&#8217;antica Roma, dati in pasto alle belve; i missionari gesuiti torturati e uccisi dai feroci Irochesi, nelle foreste del Canada, oppure crocifissi in Giappone, d&#8217;ordine dell&#8217;imperatore. Ormai i cristiani, particolarmente i cattolici (gli ortodossi hanno sempre dimostrato maggiore buon senso; e i protestanti, specialmente oggi, sono ancora cristiani?), hanno venduto la pelle dell&#8217;orso prima d&#8217;averlo ucciso: convinti che il &quot;dialogo&quot; sia tutto, e, insieme al dialogo, &quot;l&#8217;apertura&quot;, &quot;l&#8217;inclusione&quot;, la &quot;tolleranza&quot; e Dio sa cos&#8217;altro, hanno dato per scontato che, nelle altre religioni, e particolarmente nell&#8217;islamismo, fossero in atto gli stessi processi e le stesse dinamiche che hanno portato loro fino alle soglie &#8212; e, sovente, oltre le soglie &#8212; della laicizzazione, della secolarizzazione, del relativismo etico e dell&#8217;indifferentismo religioso, il tutto mascherato da religiosit\u00e0 &quot;matura&quot;, da &quot;cristianesimo adulto&quot;, da &quot;svolta antropologica&quot; e da &quot;riscoperta del vero senso del Vangelo&quot;, quasi che i nostri predecessori, compresi fior di teologi , di santi, di mistici, di vescovi e di papi, avessero vagolato a tentoni nel buio, o almeno della penombra, fino a quando \u00e8 venuta ad illuminare la strada, e a rivelare il vero senso delle Scritture, la luce sfolgorante del Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>E adesso un po&#8217; tutti noi, credenti e non credenti, ma figli, comunque, della civilt\u00e0 cristiana, ci ritroviamo a fare i conti con queste &quot;antiche&quot; e &quot;superate&quot; questioni: adesso che la persecuzione anticristiana si \u00e8 fatta evidente, fuori dell&#8217;Europa (con tanto di cristiani decapitati sulla riva del mare, in stile cinematografico hollywoodiano, per esempio), e che, nel medesimo tempo, si sta facendo evidente l&#8217;insofferenza, per non dire, l&#8217;intolleranza religiosa a casa nostra. Oh, non verso la religione degli altri: questo mai. La religione degli immigrati va rispettata, sempre, essa \u00e8 un valore sacro, imprescindibile, assoluto: ne va della nostra civilt\u00e0. Ma la <em>nostra<\/em> religione? Ed ecco la sorpresa (sorpresa per modo di dire; sorpresa per chi non ha voluto vedere, n\u00e9 sentire, n\u00e9 parlare, per tutti questi anni, come le tre scimmiette): a negare la tolleranza nei confronti della nostra religione &#8212; e, sovente, anche della nostra cultura, delle nostre tradizioni, della nostra identit\u00e0 &#8212; non sono gli ultimi arrivati: sono gli intellettuali di casa nostra, i politici e gli amministratori provenienti dalla pancia profonda della nostra societ\u00e0. Sono loro che non vogliono il Crocifisso nei luoghi pubblici, che non vogliono il presepio nelle scuole elementari, che non vogliono sentir parlare il papa all&#8217;universit\u00e0 di Roma (dove sono invitati a parlare tutti, cani e porci), beninteso se il papa \u00e8 Benedetto XVI; se \u00e8 Francesco, allora sarebbe il benvenuto, salvo forzare e snaturare il senso delle sue parole secondo la versione teologica della Chiesa cattolica recentemente approvata e licenziata da monsignor Eugenio Scalfari.<\/p>\n<p>Pertanto, eccoci di nuovo alle prese con le <em>vecchie<\/em> e <em>superate<\/em> questioni.<\/p>\n<p>Cominciamo dalla prima: gli increduli devono essere costretti a credere? Sentiamo innanzitutto cosa dicono i Padri, la Tradizione, i teologi del passato. Ecco il punto di vista di Tommaso d&#8217;Aquino, nella \u00abSomma teologica\u00bb (Firenze, Salani, 1972, vol. XIV, pp. 226-28):<\/p>\n<p><em>\u00abSembra che gli increduli in nessun modo debbano essere costretti a credere. Infatti:<\/em><\/p>\n<p><em>1. Si legge nel Vangelo, che i servi di quel signore, nel cui campo era stata seminata la zizzania, chiesero a costui: &quot;Vuoi che andiamo a raccoglierla?&quot;; ed egli rispose: &quot;No, perch\u00e9 raccogliendo la zizzania, non strappiate anche il frumento&quot;. E il Crisostomo spiega: &quot;Cos\u00ec disse il Signore volendo proibire di uccidere. Infatti non \u00e8 necessario uccidere gli eretici: poich\u00e9 se uccidete costoro, necessariamente abbatterete con essi molti santi&quot;. Dunque per lo stesso motivo nessun incredulo si deve costringere a credere.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Nel &quot;Decreto&quot; [di Graziano] si legge: &quot;&quot;A proposito degli Ebrei il santo Concilio comanda che nessuno in seguito li forzi a credere&quot;. Quindi per lo stesso motivo non si devono costringere gli altri increduli.<\/em><\/p>\n<p><em>3. Afferma S. Agostino che altre cose l&#8217;uomo pu\u00f2 farle anche non volendo, ma &quot;non pu\u00f2 credere altro che volendo&quot;. Ora, il volere non si pu\u00f2 costringere. Dunque gli increduli non si possono costringere alla fede.<\/em><\/p>\n<p><em>4. Cos\u00ec Dio parla in Ezechiele: &quot;non voglio la morte del peccatore&quot;. Ma noi dobbiamo conformare la nostra volont\u00e0 a quella di Dio, come abbiamo detto in precedenza. Quindi non dobbiamo volere che gli increduli vengano uccisi.<\/em><\/p>\n<p><em>IN CONTRARIO: Nel Vangelo si legge &quot;Va&#8217; per le strade e lungo le siepi e costringi la gente a entrare, affinch\u00e9 la mia casa si riempia&quot;. Ora, gli uomini entrano nella casa di Dio, cio\u00e8 nella Chiesa, mediante la fede. Dunque alcuni devono essere costretti alla fede.<\/em><\/p>\n<p><em>RISPONDO: Ci sono degli increduli, come i Giudei e i pagani, i quali non hanno mai abbracciato la fede. E questi non si devono costringere a credere in nessuna maniera: perch\u00e9 credere \u00e8 un atto volontario. Tuttavia i fedeli hanno il dovere di costringerli, se ne hanno la facolt\u00e0, a non ostacolare la fede con bestemmie, cattivi suggerimenti, oppure con aperte persecuzioni. Ecco perch\u00e9 coloro che credono in Cristo spesso fanno la guerra agli infedeli, non per costringerli a credere (perch\u00e9 quando anche riuscissero a vincerli e a farli prigionieri, li lascerebbero liberi di credere, se vogliono): ma per costringerli a non ostacolare la fede in Cristo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono invece altri increduli, i quali un tempo hanno accettato la fede e l&#8217;hanno professata: e sono gli eretici, e gli apostati di ogni genere. Costoro devono essere costretti anche fisicamente ad adempiere quanto promisero, e a ritenere ci\u00f2 che una volta accettarono.<\/em><\/p>\n<p><em>SOLUZIONE DELLE DIFFICOLT\u00c0: 1. Alcuni intesero quel testo nel senso che \u00e8 proibito, non gi\u00e0 di scomunicare, ma di uccidere gli eretici: e ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dalla citazione del Crisostomo. Anche S. Agostino cos\u00ec narra di se stesso: &quot;Prima io ero dell&#8217;opinione che non si dovesse costringere nessuno all&#8217;unit\u00e0 di Cristo, ma che bisognava trattare a parole, e combattere con le dispute. Per\u00f2 questa mia opinione \u00e8 stata vinta non dalle parole, ma dai fatti. Infatti la paura delle leggi civili ha tanto giovato, che molti sono arrivati a dire: &quot;Sia ringraziato il Signore, che ha spezzato le nostre catene&quot;. Perci\u00f2, il significato di quelle parole del Signore: &quot;Lasciateli crescere insieme, l&#8217;uno e l&#8217;altra, fino alla mietitura&quot;, appare da quelle che seguono: &quot;&#8230; affinch\u00e9 raccogliendo la zizzania, non strappiate anche il frumento&quot;. &quot;Nelle quali egli mostra abbastanza chiaramente&quot;, a detta di S. Agostino, &quot;che quando non c&#8217;\u00e8 questo timore, cio\u00e8 quando il delitto \u00e8 ben noto e a tutti appare esecrabile, cos\u00ec da non avere difensori o da non averne tali da poter determinare uno scisma, la severit\u00e0 della correzione non deve dormire&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>2. Gli Ebrei, se non hanno mai abbracciato la fede, non si devono costringere a credere. Ma se hanno ricevuto la fede, &quot;devono essere costretti per forza a ritenere la fede&quot;, come si dice in quello stesso capitolo.\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>3. Come &quot;fare un voto \u00e8 atto di libera volont\u00e0, mentre adempierlo diviene una necessit\u00e0&quot;, cos\u00ec accettare la fede \u00e8 un atto di libera volont\u00e0, ma ritenere la fede accettata \u00e8 una necessit\u00e0. Ecco perch\u00e9 gli eretici devono essere costretti a mantenere la fede. Scrive infatti S. Agostino: &quot;Dove costoro hanno imparato a protestare: C&#8217;\u00e8 libert\u00e0 di credere e di non credere? A chi mai Cristo ha fatto violenza? Ebbene nel caso di S. Paolo essi possono vedere che Cristo prima lo costringe e poi lo istruisce&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>4. Rispondiamo con S. Agostino che, che &quot;nessuno di noi vuole che un eretico perisca. Ma la casa di David merit\u00f2 di avere pace, solo dopo che il figlio Assalonne fu ucciso nella guerra che questi combatteva contro il padre. Cos\u00ec la Chiesa Cattolica, se mediante la perdita di qualcuno pu\u00f2 raccogliere tutti gli altri, allevia il dolore del suo cuore materno con la liberazione di intere popolazioni&quot;.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Dunque: obbligare i non credenti a credere, no; obbligare gli ex credenti a tornare alla fede, s\u00ec: non perch\u00e9 si possa costringere qualcuno a credere ci\u00f2 in cui non crede, ma perch\u00e9 \u00e8 giusto pretendere da chiunque l&#8217;osservanza della promessa fatta. Il cristiano fa una promessa, e la fa nel momento del Battesimo, poi la rinnova con la Cresima: essere cristiani non \u00e8 un fatto meramente interiore, e, soprattutto, non \u00e8 una adesione <em>sub condicione<\/em>, cio\u00e8 con riserva. \u00c8 l&#8217;impegno di una vita, come il Matrimonio (che \u00e8 un sacramento, per chi non lo sapesse: vale a dire una sacra promessa fatta non solo al proprio coniuge, possibilmente dell&#8217;altro sesso, ma anche a Dio). Certo, questo linguaggio \u00e8 duro per gli uomini d&#8217;oggi; i loro orecchi son diventati troppo delicati per ascoltare questa musica. Non vogliono sentir parlare di promesse, tanto meno &quot;sacre&quot;, vale a dire irrevocabili. Piace molto di pi\u00f9 ascoltare pseudo-teologi, preti e vescovi che predicano l&#8217;indulgenza all&#8217;ingrosso, il relativismo, l&#8217;auto-assoluzione sistematica in base al principio della libert\u00e0 di coscienza.<\/p>\n<p>Certo, nessuno si sogna, oggi, di voler costringere un ex credente a ritornare in senso alla Chiesa, cui ha deciso di voltare le spalle. Per\u00f2, di qui a considerare la cosa come <em>normale<\/em>, ce ne corre. \u00c8 normale, nel senso in cui sono diventate normali un sacco di altre cose, le quali, forse, tanto normali non sono: abbiamo scambiato il concetto di frequenza con quello di normalit\u00e0; ma una cosa non diventa normale perch\u00e9 la praticano in molti, se essa \u00e8 sbagliata in se stessa. Se questo, invece, sta accadendo, \u00e8 appunto perch\u00e9 la nostra cultura ha rifiutato l&#8217;idea che esista la Verit\u00e0, e ha proclamato che esistono solo le piccole verit\u00e0 parziali e soggettive: da ci\u00f2 consegue la liberalizzazione di qualunque ideologia, di qualunque comportamento e di qualsiasi aberrazione. Ma, in tal caso, bisognerebbe essere coerenti sino in fondo: se non esiste la Verit\u00e0, non esiste nemmeno Dio, il Vangelo \u00e8 un&#8217;impostura e la passione di Cristo non ha redento nessuno, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nulla da redimere. Dunque, perch\u00e9 i cristiani modernisti e progressisti continuano a dirsi cristiani? La loro \u00e8 ipocrisia e mancanza di coraggio: abbiano almeno la franchezza di dire che si sono costruiti una religione molto umana, sulla misura di ci\u00f2 che piace al mondo: una falsificazione del cristianesimo.<\/p>\n<p>E veniamo alla seconda domanda: \u00e8 lecito uccidere, per difende la fede? Domanda delicatissima, ne siamo perfettamente consapevoli, con le strade di Parigi ancora sporche di sangue fresco versato da fanatici religiosi. E tuttavia, attenzione: abbiamo detto: per <em>difendere<\/em> la propria religione; non per imporla agli altri. I terroristi assassini non vogliono difende l&#8217;islamismo, vogliono imporlo agli &quot;infedeli&quot;, ai cristiani <em>in primis<\/em>. Per loro, \u00e8 cosa lecita; e per noi, \u00e8 lecito difendere non solo le nostre vite &#8212; questo, crediamo, non lo vorr\u00e0 negare nessuno: nemmeno i sapientoni di sinistra che predicano sempre e solo l&#8217;accoglienza incondizionata e la tolleranza a senso unico &#8212; ma anche i valori in cui crediamo, e dunque, per il credente, la propria fede? C&#8217;\u00e8 poco da fare: la domanda posta da San Tommaso d&#8217;Aquino conserva tutta la sua scottante attualit\u00e0, piaccia o non piaccia.<\/p>\n<p>Sono questioni che dobbiamo chiarire con noi stessi, e dobbiamo farlo in fretta. Ormai non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo: siamo sotto attacco. Non sono minacciate direttamente solo le nostre vite, ma anche la nostra civilt\u00e0. Ci siamo cullati nei sogni voluttuosi del buonismo: e questo perch\u00e9, negando la ferita del Peccato originale, abbiamo creduto che l&#8217;uomo non sia bisognoso di redenzione, che sia buono e perfetto in se stesso, e che la pace universale fosse ormai a portata di mano (grazie all&#8217;Illuminismo, beninteso, e non certo al Vangelo, che pure \u00e8 l&#8217;unica religione a predicare l&#8217;amore <em>universale<\/em>).<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di risvegliarsi dai sogni buonisti e guardare in faccia la realt\u00e0: che \u00e8 dura e non fa sconti a nessuno. La domanda \u00e8 molto semplice: siamo disposti a lottare per difendere ci\u00f2 che siamo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli increduli devono essere costretti a credere? 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