{"id":26839,"date":"2016-05-29T09:29:00","date_gmt":"2016-05-29T09:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/29\/la-lotta-politica-e-utile-e-necessaria-purche-i-cittadini-non-perdano-il-senso-del-bene-comune\/"},"modified":"2016-05-29T09:29:00","modified_gmt":"2016-05-29T09:29:00","slug":"la-lotta-politica-e-utile-e-necessaria-purche-i-cittadini-non-perdano-il-senso-del-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/29\/la-lotta-politica-e-utile-e-necessaria-purche-i-cittadini-non-perdano-il-senso-del-bene-comune\/","title":{"rendered":"La lotta politica \u00e8 utile e necessaria, purch\u00e9 i cittadini non perdano il senso del bene comune"},"content":{"rendered":"<p>Generalmente siamo tutti dell&#8217;idea che le lotte politiche siano un male per la societ\u00e0; tanto \u00e8 vero che in tutte le utopie politiche, da Platone a Campanella, che hanno delineato il migliore dei mondi possibili, i loro autori si sono sforzati di rimuovere le cause di conflitto e di appianare in partenza, per cos\u00ec dire, ogni possibile contrasto fra le classi e gli individui.<\/p>\n<p>Vale per\u00f2 la pena di farsi una piccola domanda: \u00e8 proprio cos\u00ec? Le lotte politiche sono un male in se stesse? \u00c8 auspicabile, quand&#8217;anche fosse possibile, che, in una determinata societ\u00e0, viga una &quot;pacificazione&quot; equivalente alla radicale soppressione dei conflitti? I conflitti sono un male, sempre e comunque? Come sarebbe una societ\u00e0 nella quale i conflitti sociali venissero sistematicamente intercettati e rimossi fin primi sintomi, ossia prima di potersi effettivamente manifestare?<\/p>\n<p>Bisogna ammetterlo: sarebbe una societ\u00e0 orribile; sarebbe un immenso campo di concentramento, dove la &quot;pace&quot; sociale sarebbe ottenuta al prezzo di sopprimere lo stesso istinto della libert\u00e0: perch\u00e9, l\u00e0 dove esiste la libert\u00e0, si manifesta anche il conflitto. Il conflitto, in quanto tale, non \u00e8 necessariamente un male; lo \u00e8 solo a certe condizioni. Lo \u00e8, quando degenera in una conflittualit\u00e0 malata, permanente, ottusa, che funge da paravento allo scatenarsi delle fazioni, dei loro interessi personali, dei loro appetiti selvaggi, del loro cieco egoismo; non lo \u00e8, dove rappresenta la normale e necessaria valvola di sfogo alla sovrabbondanza di energie vitali in una societ\u00e0 fondamentalmente sana, nella quale i singoli membri, come pure i gruppi e le classi, sanno che esiste un bene che va difeso sempre e comunque, e che precede il bene degli individui e dei gruppi: il bene generale, il bene di tutti, la societ\u00e0 nel suo insieme, lo Stato.<\/p>\n<p>Si prenda l&#8217;esempio di una famiglia qualsiasi. Nelle famiglie, esistono delle dinamiche conflittuali che niente e nessuno potrebbero rimuovere alla radice: quella fra uomo e donna, dunque fra marito e moglie; quella fra genitori e figli, e tra figli e genitori; quella tra fratelli e sorelle; quella generazionale, fra giovani e adulti; quella fra persone responsabili e mature da un lato, e persone irresponsabili e immature dall&#8217;altro. Sbaglierebbe, ad esempio, il genitore che volesse intervenire sempre e comunque, ogni qual volta si manifesta il conflitto tra i figli: finch\u00e9 si tratta di un conflitto &quot;sano&quot;, cio\u00e8 di un conflitto di crescita, legato alle normali dinamiche della dialettica interpersonale, \u00e8 bene che esso si esprima, che venga in superficie, e che conduca ad un chiarimento e a una definizione dei ruoli, delle situazioni, delle responsabilit\u00e0 di ciascuno. Il conflitto aperto, quando \u00e8 di natura benigna, deve sempre essere preferito alla dissimulazione del conflitto medesimo, alla sua soppressione forzata, alla sua normalizzazione artificiale. Perch\u00e9 i conflitti repressi, prima o poi, esplodono; e ci\u00f2 accade con forza tanto pi\u00f9 devastante, quanto pi\u00f9 sono stati trattenuti, o addirittura negati. E ci\u00f2 vale anche per la conflittualit\u00e0 interna a ciascun individuo, vale a dire fra le sue diverse e &#8212; talvolta &#8211; opposte pulsioni, i suoi desideri, i suoi obiettivi; a maggior ragione \u00e8 cosa buona che il conflitto emerga nei rapporti fra i membri di uno stesso gruppo sociale. Finch\u00e9 le ragioni ultime dello stare insieme non vengono messe in discussione, e finch\u00e9 il conflitto non si trasforma in aggressione senza regole contro il modo di essere delle persone, ma in una contestazione di singoli comportamenti e atteggiamenti, esso \u00e8 benefico, e, laddove stenti a manifestarsi, bisogna semmai sospettare che vi sia qualcosa d&#8217;anormale.<\/p>\n<p>Se, invece, ci si torva in presenza di un conflitto di natura maligna, cio\u00e8 non a un conflitto di crescita e di consapevolezza, ma a un conflitto puramente distruttivo, la cui unica sorgente \u00e8 costituita dall&#8217;odio, dal rancore, dall&#8217;invidia e dalla gelosia, allora s\u00ec che bisogna fare la massima attenzione per comprendere le dinamiche delle quali \u00e8 espressione e per fare in modo, per quanto umanamente possibile, d&#8217;incanalarlo e orientarlo in maniera che sfoghi la sua carica distruttiva in forma innocua, su obiettivi neutri, e lasci spazio sufficiente per medicare le ferite dell&#8217;anima che lo hanno originato e che tendono incessantemente ad alimentarlo. Ammesso, ripetiamo, che una simile strategia sia ancora possibile: perch\u00e9, a nostro giudizio, quando si ha a che fare con un conflitto maligno, l\u00e0 si rivela una personalit\u00e0 profondamente malata, demoniaca, la quale vorrebbe trascinare tutti gli altri nel proprio malessere, e, pazza di rabbia impotente, vorrebbe distruggere tutto ci\u00f2 che le sta intorno: per cui \u00e8 impresa difficilissima quella di agire positivamente su una tale anima persa &#8212; quanto meno, \u00e8 difficilissima sul piano puramente umano, poich\u00e9, sul piano della fede religiosa, tutto diventa possibile.<\/p>\n<p>Pertanto, pur disapprovando profondamente la brutalit\u00e0, il cinismo, l&#8217;amoralit\u00e0 di cui \u00e8 impregnata la concezione politica di Niccol\u00f2 Machiavelli, nondimeno su un punto bisogna riconoscere che egli aveva ragione: per valutare i fattori della politica, bisogna partire dalla verit\u00e0 effettuale della cosa; in altre parole, bisogna partire da una valutazione realistica dell&#8217;uomo, che non confonda il piano della realt\u00e0 con quello del desiderio. L&#8217;errore di Machiavelli \u00e8 stato quello &#8212; come accade sovente agli autori di una svolta epocale del pensiero &#8212; di assolutizzare la propria &quot;scoperta&quot;, ossia che la politica va studiata e considerata a partire dalle circostanze concrete e reali, per cadere in una cieca adorazione dell&#8217;esistente: poich\u00e9 le cose evolvono incessantemente, e la verit\u00e0 effettuale di oggi non sar\u00e0 pi\u00f9 tale domani; e l&#8217;uomo, in particolare, evolve sempre, ogni giorno della sua vita, e sarebbe illusorio fissare una volta per sempre i suoi caratteri essenziali, come se dovessero restare perennemente bloccati. In altre parole, Machiavelli ha ignorato lo spirito, perch\u00e9 ha ignorato le dinamiche spirituali e l&#8217;evoluzione spirituale; in compenso, ha avuto ragione nel dire che non si pu\u00f2 parlare della politica se non si \u00e8 capaci di guardare all&#8217;uomo come effettivamente \u00e8, e non solo come si vorrebbe che fosse, o come dovrebbe essere.<\/p>\n<p>Ora, su questo Machiavelli era nel giusto: l&#8217;uomo non \u00e8 una creatura angelica; se lo fosse, non avrebbe smarrito le chiavi dell&#8217;Eden: \u00e8 una creatura decaduta, pi\u00f9 incline al male che al bene. Nel mondo degli angeli non vi \u00e8 conflitto, perch\u00e9 in loro non vi \u00e8 alcuna distanza fra l&#8217;essere e il dover essere, fra il realizzare se stessi e l&#8217;obbedire totalmente alla volont\u00e0 di Dio. Eppure, la Bibbia ci insegna che persino fra di essi c&#8217;\u00e8 stato un conflitto, e un conflitto assai grave, in seguito al quale gli angeli ribelli si sono trasformato in demoni, e sono precipitato all&#8217;Inferno, vale a dire che hanno perso la loro natura luminosa e son divenuti creature delle tenebre. A maggior ragione, sarebbe non solo irrealistico, ma pericolosissimo, immaginare che l&#8217;uomo, tanto meno perfetto degli angeli quanto a intelligenza, volont\u00e0 e amore, possa evitare i conflitti con i propri simili, a cominciare dalle persone pi\u00f9 vicine e pi\u00f9 care, per finire con l&#8217;intera societ\u00e0. Davanti a questa prospettiva, Platone e Campanella hanno fatto ricorso ai metodi totalitari e concentrazionari: hanno preteso d&#8217;imporre la virt\u00f9, come Robespierre e il suo maestro, Rousseau, a colpi di decreti, e, se non basta, a colpi di mannaia. Sia la Repubblica del filosofo greco, sia la Citt\u00e0 del Sole del frate calabrese, hanno qualcosa d&#8217;inquietante, di asfittico: non prevedono il conflitto, anzi, lo demonizzano; pretendono d&#8217;imporre la pace preventiva come valore assoluto e non negoziabile. Crediamo che nessuno di noi si troverebbe bene a vivere in una societ\u00e0 del genere.<\/p>\n<p>Il merito di Machiavelli, in questo caso, \u00e8 stato quello di vedere che, essendo il conflitto inevitabile, quel che importa, dal punto di vista dell&#8217;azione politica, \u00e8 di evitare che esso si trasformi in conflitto maligno, ma che s&#8217;indirizzi, per quanto possibile, in senso costruttivo: che produca delle crisi di crescita e non delle crisi di dissoluzione. Come in una sana squadra sportiva, alla vigilia della gara decisiva, \u00e8 normale che vi sia tensione fra gli atleti: per cui l&#8217;allenatore intelligente non dovr\u00e0 sprecare tempo ed energie nel tentativo di spegnerla o sterilizzarla, ma, semmai, dovr\u00e0 fare di tutto affinch\u00e9 la tensione, e i conflitti che inevitabilmente ne derivano, offrano una utile via di sfogo al sovrappi\u00f9 di energia che la tensione stessa ha fatto accumulare. Insomma, il bravo allenatore non tenta di soffocare i conflitti, ma si sforza di trasformarli in una maggiore competitivit\u00e0 dei membri del gruppo e in un loro pi\u00f9 deciso agonismo, in vista della vittoria.<\/p>\n<p>Scriveva dunque, il Segretario fiorentino in un passo notevole di una delle sue opere considerate &quot;minori&quot;, le <em>Istorie fiorentine<\/em> (VII, 1, pagg. 561-62):<\/p>\n<p><em>&#8230; coloro che sperano che una republica possa essere unita, assai di questa speranza s&#8217;ingannono. Vera cosa \u00e8 che alcune divisioni nuocono alle repubbliche e alcune giovono. Quelle nuocono, che sono dalla s\u00e8tte e da partigiani accompagnate; quelle giovono, che sanza s\u00e8tte e sanza partigiani [uomini faziosi] si mantengono. Non potendo adunque provvedere uno fondatore di una republica, che non sieno inimicizie in quella, ha a provvedere almeno che non vi sieno s\u00e8tte. E per\u00f2 \u00e8 da sapere come in due modi acquistono riputazione i cittadini nelle citt\u00e0: o per vie publiche o per modi privati. Publicamente si acquista, vincendo una giornata, acquistando una terra, facendo una legazione con sollecitudine e con prudenza, consigliando la republica saviamente e felice,ente. Per modi privati si acquista, beneficando questo e quell&#8217;altro cittadino, defendendolo d\u00e0 magistrati, suvvenendolo di denari, tirandolo immeritamente agli onori, e con giuochi e doni publici gratificandosi la plebe [cfr. anche i &quot;Discorsi&quot;, I, 33, pagg. 100-102; I, 52, pagg.122-123]. Da questo modo di procedere nascono le s\u00e8tte e i partigiani; e quanto questa reputazione cos\u00ec guadagnata offende, tanto quella giova, quando ella non \u00e8 con le s\u00e8tte mescolata; perch\u00e9 la \u00e8 fondata sopra un bene comune, non sopra un bene privato. E bench\u00e9 ancora tra i cittadini cos\u00ec fatti non si possa per alcuno modo provvedere che non vi sieno odii grandissimi; nondimeno, non avendo partigiani che per utilit\u00e0 propria gli seguitino, non possono alla republica nuocere; anzi conviene che giovino, perch\u00e9 \u00e8 necessario, per vincere le loro pruove, si voltino alla esaltazione di quella, e particolarmente osservino l&#8217;uno e l&#8217;altro, acci\u00f2 che i termini civili non si trapassino&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Tutte le filosofie buoniste hanno questo in comune: che negano il conflitto, o lo ritengono una inutile zavorra, di cui bisogna trovare il modo di sbarazzarsi; ma il buonismo \u00e8 il contrario della bont\u00e0: \u00e8 la bont\u00e0 senza la giustizia e senza la verit\u00e0; \u00e8 la bont\u00e0 dei deboli, degli ipocriti, dei collaboratori del male, dei pigri e dei vili, che si rifiutano di guardare le cose come stanno, perch\u00e9 preferiscono piagnucolare sulle vittime delle ingiustizie piuttosto che rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per la buona causa, ma senza fare sconti a nessuno e senza accettare la tendenza delle vittime a trasformare il loro stato in una sorta di redditizia professione, basata sul ricatto a tempo indefinito dell&#8217;intera societ\u00e0, per vendicare i torti subiti, reali o immaginari che siano.<\/p>\n<p>Dal punto di vista religioso, il buonismo \u00e8 il pervertimento maligno del cristianesimo, la sua contraffazione diabolica; di fatto, il Diavolo si serve di esso per scusare il male, per incoraggiare scrupoli eccessivi, per fomentare irragionevoli sensi di colpa, per suscitare l&#8217;ipocrisia e la tendenza a dissimulare da parte degli uomini, e specialmente di quelli che vanno in cerca di qualche pretesto per giustificare la loro pochezza o la loro pusillanimit\u00e0. Dove c&#8217;\u00e8 un buonista in azione, il cristianesimo \u00e8 stravolto, negato, capovolto: Ges\u00f9 era un maestro buono, non un buonista; non scusava tutto e tutti: perdonava, s\u00ec, i peccatori, ma, al tempo stesso, raccomandava la conversione e ammoniva circa gli effetti disastrosi dell&#8217;egoismo. <em>Va&#8217; in pace, e non peccare<\/em> <em>pi\u00f9<\/em>, era la sintesi della sua pedagogia; non ignorava affatto il male e il peccato, ne era anzi pienamente consapevole, dato che fin dal&#8217;inizio della sua vita pubblica dovette, per prima cosa, affrontare le tentazioni del Diavolo nel deserto, anticipazione di quelle che lo avrebbero assalito dopo, fino all&#8217;ultimo, fino a quella notte tremenda nell&#8217;Orto degli olivi, e poi anche oltre, fin sulla croce.<\/p>\n<p>Ignorare, sottovalutare o negare l&#8217;esistenza del male non \u00e8 da cristiani, ma da pagani. Per il cristiano, la natura non \u00e8 buona; lo era, prima del peccato: poi, essa \u00e8 irrimediabilmente decaduta, insieme all&#8217;uomo, responsabile della ribellione al volere del Creatore. Il politico, cos\u00ec come chiunque altro, ha a che fare con questa realt\u00e0 decaduta: con questa natura corrotta, con quest&#8217;uomo debole e incline alla malizia pi\u00f9 che alla bont\u00e0. Come evitare, allora, che i conflitti degenerino sistematicamente, che divengano strumento micidiale della lotta per il potere tra le fazioni, del tutto indifferenti al bene comune? Ecco, qui appare tutta l&#8217;insufficienza della filosofia di Machiavelli; qui appare la necessit\u00e0 della conversione. Senza l&#8217;amore e il timor di Dio, l&#8217;uomo \u00e8 perduto; sia come anima, che come cittadino della <em>polis<\/em>. Senza Dio, la <em>poli<\/em>s diventa l&#8217;Inferno: come fu ad Hiroshima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generalmente siamo tutti dell&#8217;idea che le lotte politiche siano un male per la societ\u00e0; tanto \u00e8 vero che in tutte le utopie politiche, da Platone a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-26839","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26839"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26839\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}