{"id":26836,"date":"2015-11-08T10:59:00","date_gmt":"2015-11-08T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/08\/lo-straordinario-ecosistema-delle-isole-lord-howe-autentico-santuario-della-natura\/"},"modified":"2015-11-08T10:59:00","modified_gmt":"2015-11-08T10:59:00","slug":"lo-straordinario-ecosistema-delle-isole-lord-howe-autentico-santuario-della-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/08\/lo-straordinario-ecosistema-delle-isole-lord-howe-autentico-santuario-della-natura\/","title":{"rendered":"Lo straordinario ecosistema delle isole Lord Howe, autentico santuario della natura"},"content":{"rendered":"<p>La piccola isola vulcanica di Lord Howe &#8212; probabilmente sconosciuta ai Polinesiani e scoperta nel 1788 dal capitano Henry L. Ball, che la battezz\u00f2 con il nome dell&#8217;ammiraglio britannico Richard Howe &#8211; si trova a circa 600 km. a Est dell&#8217;Australia, nell&#8217;Oceano Pacifico occidentale; misura poco pi\u00f9 di 14 kmq. di superficie e tocca un&#8217;altitudine massima di 875 m. con la vetta del Monte Glover. Dichiarata dall&#8217;U.N.E.S.C.O. patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 per via della sua bellezza e della ricchezza delle forme viventi che ospita, ha una popolazione residente di soli 350 abitanti, ai quali si aggiungono i turisti che vengono da tutto i il mondo per ammirarne le meraviglie naturalistiche: per legge il loro numero non pu\u00f2 mai superare un limite massimo di 400 persone alla volta. Il conto della popolazione complessiva, perci\u00f2, \u00e8 presto fatto: sull&#8217;isola non si trovano mai pi\u00f9 di 750 persone contemporaneamente.<\/p>\n<p>Ad essere pignoli, Lord Howe non \u00e8 un&#8217;isola, ma un arcipelago; per\u00f2 l&#8217;isola principale occupa quasi tutta la superficie, mentre le isole minori sono poco pi\u00f9 che dei semplici scogli (Admiralty Isles, Roach Island), quasi tutti emergenti a Nord e Nord-Est della terra maggiore. Va semmai ricordato un formidabile monte roccioso che si erge ripidissimo dalle acque, simile a una scheggia delle Dolomiti proiettata, per chiss\u00e0 quale magia, nelle vastit\u00e0 smeraldine del Mar di Tasmania: la Ball&#8217;s Pyramid, una struttura vulcanica alquanto spettacolare, posta 23 km. a Sud-Est di Lord Howe, ed a proposito della quale vale la pena di spendere qualche parola.<\/p>\n<p>La Piramide di Ball \u00e8 considerata il faraglione pi\u00f9 alto esistente nel mondo intero: sono 562 metri di roccia nuda e verticale, pressoch\u00e9 priva di vegetazione, la cui et\u00e0 \u00e8 stata calcolata in 7 milioni di anni e che doveva appartenere allo scomparso micro-continente della Zealandia, staccatosi dall&#8217;Antartide circa 100 milioni di anni fa e pi\u00f9 tardi, fra 80 e 60 milioni di anni, anche dall&#8217;Australia: la sua immersione quasi totale ebbe luogo circa 23 milioni di anni fa. La Zealandia si estendeva a Nord (Lord Howe Rise, Norfolk Ridge, New Caledonian Basin e Challenger Plateau) della odierna Nuova Zelanda, che \u00e8 tutto quanto rimane di esso, vale a dire circa il 7% della sua superficie massima originaria, a Est di essa (Chatham Rise) e a Sud (Campbell Plateau).: un modellino del fondale in rilievo del Pacifico sud-occidentale ne mostra chiaramente i confini, che si estendevano, appunto, da Lord Howe e Norfolk a Nord-Ovest, alle Kermadec a Nord-Est, alle Chatham a Est, fino alle Auckland e all&#8217;isola Campbell, a Sud.<\/p>\n<p>Un particolare curioso, degno di un romanzo avventuroso di Salgari o di Verne, \u00e8 che solo pochissimi esseri umani possono vantarsi di essere giunti in cima al faraglione, la cui scalata presenta difficolt\u00e0 alpinistiche eccezionali. I primi furono i membri di una squadra guidata da Bryden Allen, nel 1965; nel 1979 fu la volta di Dick Smith, che riusc\u00ec a piantarvi la bandiera del Nuovo Galles del Sud. In seguito, per\u00f2, nel 1982, a causa dei rischi eccessivi legati ad una tale arrampicata, venne varata una apposita legge, che fa espresso divieto a chiunque di tentare la scalata del faraglione. Invece una notizia altrettanto curiosa, ma di carattere pi\u00f9 scientifico, e tale da fare la delizia di qualunque naturalista, \u00e8 che in uno dei pochissimi ciuffi d&#8217;erba esistenti sullo scoglio \u00e8 stato riscoperto un insetto che si riteneva scomparso fin dal 1920, il <em>Dryococelus australis<\/em>, chiamato comunemente &quot;aragosta di terra&quot; o, ancor pi\u00f9 sbrigativamente, &quot;insetto stecco&quot; (che, infatti, somiglia vagamente a un bastoncino irregolare e pu\u00f2 essere lungo fino a 15 cm). Un tempo diffuso anche sull&#8217;isola Lord Howe, dalla quale \u00e8 sparito, \u00e8 stato definito come l&#8217;insetto pi\u00f9 raro al mondo: sul faraglione di Ball ne era stata scoperta una popolazione d&#8217;una trentina d&#8217;individui. La sorprendente scoperta ha avuto luogo nel 2001; l&#8217;insetto era stato riconosciuto per la prima volta, e classificato, dall&#8217;entomologo di origine francese Xavier Montrouzier, nel 1855.<\/p>\n<p>Cos\u00ec descrive questo autentico santuario della natura lo studioso Franz-Iosef Kr\u00fccker nel bellissimo volume dell&#8217;opera \u00abMirabilia Mundi. Viaggio tra le meraviglie del mondo\u00bb, dedicato a \u00abSud-Est asiatico e Oceania\u00bb (Stuttgart, Verlagshaus, 1997; traduzione dal tedesco di F. De Feo e altri, Garzanti, Milano, 2000, vol. 6, pp. 228-234):<\/p>\n<p><em>\u00abLa necessit\u00e0 di proteggere lo straordinario ecosistema costituito dalle Lord Howe \u00e8 stata riconosciuta molto prima, in questo caso, rispetto ad altre isole australiane. Un rappresentante del Servizio dei Parchi nazionali e della vita selvaggia dello Stato federale del Nuovo Galles del Sud \u00e8 membro permanente del Consiglio superiore di amministrazione delle isole, il quale conta sette rappresentanti e ha il compito della sorveglianza per l&#8217;adempimento delle normative di protezione dell&#8217;ambiente: non \u00e8 consentito il possesso di pi\u00f9 di un&#8217;automobile per famiglia e tutti gli edifici devono avere un solo piano, il che mantiene l&#8217;arrivo dei turisti alle Lord Howe entro limiti accettabili. Le isole possono offrire sistemazione a un massimo di 400 persone. Le Lord Howe attirano soprattutto studiosi: nessun altro posto dichiarato patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 in terra australiana \u00e8 oggetto di tanto intense ricerche. Nell&#8217;arcipelago si possono trovare 219 specie botaniche, 74 delle quali qui sono endemiche. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 che fa diventare le Lord Howe un territorio interessante e attraente per la ricerca sono per\u00f2 le sue 129 specie ornitologiche. La berta del pacifico (&quot;Puffinus pacificus&quot;), di circa cinquanta centimetri, si pu\u00f2 trovare in scarso numero anche nell&#8217;isola Lady Elliot, un po&#8217; pi\u00f9 a settentrione. Ci\u00f2 nonostante, nelle Lord Howe si giunse a contarne fino a oltre 12.000 coppie. Il loro soprannome \u00e8 &quot;uccello del dolore&quot; e ci\u00f2 si deve al loro prolungato e triste richiamo, cos\u00ec come al piumaggio grigio scuro. Molto rare sono oggi le procellarie Kermadec (&quot;Pterodroma neglecta&quot;), di cui in tutta l&#8217;Oceania e nel Sud-est asiatico si conosce soltanto una colonia di allevamento nelle Lord Howe. Questa ospita circa 100 esemplari di questo uccello di 24 centimetri, che si reca sulla terraferma soltanto durante il periodo di riproduzione, tra maggio e settembre, per deporre un solo uovo, preferibilmente sulla pendice meridionale del monte Gower oppure sullo scoglio di 552 metri della Ball&#8217;s Pyramid. In stretto rapporto di parentela con questo uccello, la sempre poco abbondante &quot;Fregetta grallaria&quot; vola talmente vicino alla superficie marina che sembra correre sull&#8217;acqua. \u00c8 facile da riconoscere grazie al piumaggio bicolore, nero nella zona dorsale e bianco sul ventre. L&#8217;uccello terrestre pi\u00f9 interessante \u00e8 il rallo delle isole Lord Howe (&quot;Rallus sylvestris&quot;), che con il suo lungo e affilato becco si aggira per il bosco alla ricerca di cibo. Il suo corpo a forma di palla assomiglia a quello del kiwi neozelandese, e come quello \u00e8 incapace di volare. Le piume del corpo, marroni con sfumature che vanno dal color terra al bronzo, hanno sulle ali una striscia quasi nera, mentre la testa e il collo presentano una colorazione grigio-azzurrognola. Questa specie di rallo trova il suo ambiente ideale nelle fitte foreste nebbiose, che si sviluppano grazie all&#8217;elevato e costante grado di umidit\u00e0 provocato dalla notevole nebulosit\u00e0 e dalle abbondanti precipitazioni che si producono intorno alle cime dei monti Gower e Lidgbird. Nel 1969, la popolazione dei ralli delle isole era drasticamente diminuita: i maiali selvatici avevano razziato le uova e i pulcini dei nidi trovati a fior di terra, riducendo cos\u00ec la specie a 25 esemplari. Ci\u00f2 nonostante, verso la fine del 1983 lo zoologo Glenn Frazer, del Servizio dei Parchi nazionali e vita selvaggia, riusc\u00ec ad allevare 74 pulcini, aumentando cos\u00ec la popolazione nuovamente fino a 300 ralli. Non si \u00e8 trovata nessuna spiegazione valida del fatto che il marangone minore australiano (&quot;Phalacrocorax melanoleucus&quot;) autoctono si trovi in pericolo di estinzione. L&#8217;ambiente naturale di questi rumorosi uccelli neri, con puntini bianchi sulle ali e sulla coda, sono in genere le foreste e i prati. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Le due scogliere coralline a sud-ovest delle isole, l&#8217;Elizabeth e la Middleton, con la bassa marea risaltano di quasi un metro sulla superficie marina. Circondano una piccola laguna nella quale, accanto a grossi molluschi bivalvi, vivono tredici specie di ricci marini e numerose di oloturie, alle quali si devono aggiungere i pesci farfalla (chetodontidi) ed i pesci pappagallo (scaridi). Vive sempre qui anche il merluzzo nero, specie che, dopo il periodo larvale, \u00e8 prima di sesso maschile e poi di sesso femminile. Gli esemplari adulti possono raggiungere i 50 chilogrammi ed \u00e8 per questo che divennero una preda molto ambita dai pescatori. Per salvarli dall&#8217;estinzione fu necessario dichiararli specie protetta. Mentre la Grande barriera Corallina di fronte alle coste del Queensland \u00e8 costituita da madrepore, la costruzione della Barriera di Lord Howe si deve principalmente alle alghe rosse calcaree, le quali sono caratterizzate dalla propriet\u00e0 di assorbire e immagazzinare il carbonato calcico dell&#8217;acqua marina. Proliferano nelle acque marine pi\u00f9 fredde che, provenienti dal Pacifico meridionale, si mescolano con le calde acque che bagnano l&#8217;arcipelago Lord Howe.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 australiane, affiancate dagli istituti universitari specializzati e da un&#8217;ottima scuola di naturalisti, hanno in parecchie occasioni mostrato di saperci decisamente fare, quanto a interventi mirati per salvaguardare le specie animali e vegetali minacciate dalla presenza umana o dagli animali e dalle piante importati, talvolta anche involontariamente, dagli esseri umani, in tutta una serie di santuari della natura, non solo di carattere insulare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 sopra abbiamo ricordato il caso, assai interessante, dell&#8217;insetto-stecco (<em>Dryococelus australis<\/em>): pu\u00f2 essere di qualche utilit\u00e0 ricordarne brevemente la storia. Questo insetto dell&#8217;ordine dei Fasmidi era un tempo cos\u00ec comune sull&#8217;isola Lord Howe, che gli abitanti non si facevano alcuno scrupolo di catturarlo e adoperarlo come esca per la pesca. Ma nel 1918 la nave da carico <em>Makambo<\/em> si aren\u00f2 sulla riva dell&#8217;isola e una gran quantit\u00e0 di ratti comuni, che ne era gravemente infestata, sciamarono a terra, nuotando o servendosi delle funi, e si sparsero subito per tutta l&#8217;isola. Si tratta di una delle specie invasive pi\u00f9 dannose al mondo: sta di fatto che nel giro di poco pi\u00f9 di un anno l&#8217;insetto-stecco scomparve completamente. L&#8217;ultimo esemplare fu visto nel 1920; poi, pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Le cose stavano a questo punto quando, nel 1964, un gruppo di scalatori tentarono di raggiungere la cima della Piramide di Ball. L&#8217;impresa non ebbe successo; in compenso, in uno dei rarissimi cespugli esistenti sul roccione (che \u00e8 completamente privo di vegetazione arborea, e quasi privo anche di vegetazione erbacea e arbustiva), quegli uomini trovarono un esemplare del <em>Dryococelus australis<\/em>, e sia pure morto. La notizia si sparse e altre spedizioni naturalistiche sbarcarono sul faraglione per cercare il rarissimo animaletto, ma tutto quel che si riusc\u00ec a trovare furono alcuni altri esemplari morti. Ormai gli entomologi disperavano che l&#8217;insetto-stecco fosse ancora vivo, allorch\u00e9, nel 2001, si ebbe la felice scoperta di una trentina d&#8217;individui, vivi e vegeti, che formavano un&#8217;unica colonia all&#8217;interno di un cespuglio di <em>Melaleuca<\/em>, una Mirtacea diffusa tra l&#8217;Arcipelago indonesiano, l&#8217;Australia e le isole melanesiane, comprese la Nuova Guinea e la Nuova Caledonia. Non si poteva correre il rischio che una popolazione cos\u00ec minuscola si estinguesse; bisognava fare qualcosa per correre ai ripari, prima che fosse troppo tardi. Cos\u00ec, due anni dopo, nel 2003, una apposita missione scientifica torn\u00f2 sull&#8217;isola e cattur\u00f2, con tutta la prudenza del caso, due individui, destinati l&#8217;uno ad un allevamento privato di Sydney, l&#8217;altro allo Zoo di Melbourne: ed entrambi si sono riprodotti. Intanto la popolazione isolana era quasi raddoppiata nel giro di soli cinque anni, cosa estremamente promettente e quasi insperata. Ancora due anni, e, dopo la schiusa delle uova, si recensirono ben 450 esemplari vivi, ci\u00f2 che superava le pi\u00f9 rosee speranze. A questo punto i naturalisti australiani stanno seriamente pensando di ripopolare con l&#8217;insetto-stecco il suo <em>habitat<\/em> originario, ossia l&#8217;isola di Lord Howe, beninteso dopo aver eliminato la popolazione di ratti comuni che ancora scorrazza liberamente dopo l&#8217;invasione del 1918. Un certo numero d&#8217;insetti sono gi\u00e0 stati portati a Lord Howe: staremo a vedere come proceder\u00e0 la cosa, e se davvero il ratto comune verr\u00e0 sterminato, il che sembra esserne una pre-condizione indispensabile.<\/p>\n<p>E, a proposito di specie in pericolo d&#8217;estinzione, che dire del rallo di Lord Howe (<em>Rallus sylvestris<\/em>), che nel 1969 era sceso a soli 25 esemplari, ma che, nel giro di poco pi\u00f9 d&#8217;un decennio, \u00e8 sfuggito al suo tragico destino, grazie al pronto intervento di alcuni esperti naturalisti? Oppure che dire del merluzzo nero, che, prima di diventare adulto e raggiungere il rispettabilissimo peso di mezzo quintale, passa dal sesso maschile a quello femminile, autentica &#8212; e sconcertante &#8211; meraviglia della natura? Anch&#8217;essi vennero salvati dall&#8217;estinzione in maniera fortunosa, quasi all&#8217;ultimo momento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La piccola isola vulcanica di Lord Howe &#8212; probabilmente sconosciuta ai Polinesiani e scoperta nel 1788 dal capitano Henry L. 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