{"id":26829,"date":"2011-01-25T09:22:00","date_gmt":"2011-01-25T09:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/25\/locke-auspica-tolleranza-religiosa-per-tutti-ma\/"},"modified":"2011-01-25T09:22:00","modified_gmt":"2011-01-25T09:22:00","slug":"locke-auspica-tolleranza-religiosa-per-tutti-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/25\/locke-auspica-tolleranza-religiosa-per-tutti-ma\/","title":{"rendered":"Locke auspica tolleranza religiosa per tutti, ma"},"content":{"rendered":"<p>Si dice e si ripete che John Locke \u00e8 stato il gran padre del liberalismo e che lui solo, o quasi, con estremo coraggio, in un&#8217;Europa abbrutita da fanatismi e od\u00ee d&#8217;ogni genere, ha invocato con voce alta e forte la libert\u00e0 religiosa, e non solo religiosa, per tutti i cittadini d&#8217;Europa, se non addirittura del mondo intero, vista la lodevole sollecitudine con cui ha spezzato una lancia in difesa dei diritti degli Amerindi, scacciati dalle loro terre dall&#8217;avanzata dei coloni anglosassoni.<\/p>\n<p>La cosa va alquanto ridimensionata o, per dir meglio, va ridimensionata la supposta virt\u00f9 intrinseca del concetto di &quot;liberalismo&quot;; dopo di che si vedr\u00e0 come Locke, se pure ne \u00e8 stato l&#8217;araldo (niente affatto isolato e ancor meno coraggioso), non \u00e8 stato altro che il mediocre estensore di una dottrina che proclama grandi princip\u00ee al solo scopo di poterli meglio manipolare e capovolgere, secondo le convenienze del momento.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare: una cosa \u00e8 il concetto di libert\u00e0, un&#8217;altra &#8211; e ben diversa &#8211; il concetto di tolleranza.<\/p>\n<p>Locke non invoca libert\u00e0 per tutti, ma tolleranza: e la tolleranza, per lui, non \u00e8 affatto un diritto, ma un &quot;privilegio&quot;, che il magistrato benignamente concede a coloro i quali offrono sufficienti garanzie per essere ritenuti dei sudditi leali e perbene.<\/p>\n<p>Lontanissima da lui l&#8217;idea che ciascuna religione debba essere rispettata per la verit\u00e0 intrinseca che i suoi seguaci le riconoscono; niente affatto: per l&#8217;illuminista Locke, solo il Cristianesimo \u00e8 &quot;ragionevole&quot; e, pertanto, solo il Cristianesimo \u00e8 &quot;vero&quot;: tutte le altre religioni sono false, punto e basta.<\/p>\n<p>Se, poi, nonostante la loro falsit\u00e0, le si debba tollerare, questa \u00e8 cosa che le leggi (si intenda: le leggi dell&#8217;Inghilterra, assurta a pietra di paragone di ogni legislazione giusta e ragionevole) decideranno caso per caso; ma a patto che le loro strutture organizzative non siano suscettibili di trasformare i propri seguaci in altrettanti elementi di sovversione dell&#8217;ordine costituito.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 i musulmani, a causa dei loro legami politici indiretti con il sultano turco, non offrono sufficienti garanzie di lealt\u00e0 verso lo Stato (cristiano), la loro religione non deve essere tollerata pi\u00f9 di quanto sarebbe ragionevole tollerare la presenza di un cavallo di Troia entro le mura della propria citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma non basta.<\/p>\n<p>In questo caso, Locke parla alla moglie affinch\u00e9 la suocera intenda: non sono i musulmani che egli ha in mente, quando parla del Gran Turco, anche per la semplice constatazione che, di musulmani, l&#8217;Inghilterra del XVII secolo ne contava davvero pochini entro i propri confini (anche se molti si preparava ad annetterseli mediante la Compagnia delle Indie orientali, nel Bengala e in altre regioni del subcontinente indiano).<\/p>\n<p>No, non sono i musulmani che egli ha in mente, quando afferma con vigore che i seguaci di una religione che obbediscano alla propria Chiesa, prima che allo Stato, non devono godere di alcuna tolleranza, ma essere trattati da spie e da nemici: bens\u00ec i cattolici, gli odiatissimi papisti, i quali, nella storia inglese di quel tempo, svolsero pi\u00f9 o meno la stessa funzione dei trotzkisti nell&#8217;Unione Sovietica di Stalin: quella di capro espiatorio di tutti i pubblici malanni.<\/p>\n<p>Il Papa, per Locke, \u00e8 il capo di uno Stato straniero e, per giunta, nemico: pertanto, un buon cattolico che sia anche un buon suddito della Corona inglese \u00e8 una contraddizione in termini; qualcosa che, puramente e semplicemente, non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 precisamente la posizione dei dirigenti della odierna Repubblica Popolare Cinese: anche per loro i cattolici non meritano alcuna tolleranza, perch\u00e9 riconoscono l&#8217;autorit\u00e0 del Papa, ossia di un capo di Stato straniero; solo i cattolici che si riconoscono nella Chiesa &quot;nazionale&quot; meritano il diritto alla libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>Strano, ma vero: \u00e8 come se il governo di Pechino, che non si pu\u00f2 certo definire un esempio di liberalismo e tolleranza, fosse andato a lezione da John Locke, per quanto riguarda la posizione da assumere verso le confessioni religiose&#8230;<\/p>\n<p>Ora, per Locke, non merita tolleranza chi non riconosce il diritto alla tolleranza degli altri: dottrina che sarebbe, in lui, sommamente contraddittoria, se non andasse sempre interpretata con questa tacita postilla: \u00abtranne i cattolici\u00bb. I cattolici, cio\u00e8, non devono essere tollerati, perch\u00e9 non sono tolleranti con i protestanti; ma il ragionamento non vale all&#8217;incontrario: vale, semmai, per i presbiteriani e gli altri non conformisti nei confronti della Chiesa anglicana.<\/p>\n<p>E che la teoria della tolleranza religiosa di Locke abbia una lunghissima e vergognosa coda di paglia, lo dimostra il fatto che, mentre si indigna con commovente sensibilit\u00e0 per la triste sorte degli Indiani d&#8217;America, pressati dall&#8217;avidit\u00e0 di terre dei coloni bianchi, non si degna si spendere neanche mezza parola per quegli sventurati Indiani d&#8217;Europa che il governo britannico, proseguendo la tradizione della &quot;grande&quot; Elisabetta e di Cromwell, seguitava a perseguitare, massacrare e spogliare delle loro terre, come infatti far\u00e0 per prima cosa Guglielmo d&#8217;Orange, non appena salito al trono d&#8217;Inghilterra: ossia i cattolici irlandesi, rei di abitare un&#8217;isola che faceva gola ai loro pi\u00f9 potenti (e, guarda caso, protestanti) vicini di casa.<\/p>\n<p>Nessuna piet\u00e0 per i barbari, per i fanatici Irlandesi, dunque: confiscare le loro terre, spogliarli dei loro averi, ridurli alla condizione di servi in casa propria, erano evidentemente azioni legittime, dal momento che i cattolici, per definizione, non potevano essere che cattivi sudditi (patria degli Irlandesi: l&#8217;Inghilterra riformata), sempre pronti al tradimento e alla rivolta e sommamente ingrati nei confronti della &quot;civilt\u00e0&quot; portata loro dai gentiluomini inglesi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se la stampa e la televisione britanniche sono riuscite ad ovattare al massimo la notizia della tragica morte di Bobby Sands e di altri nove prigionieri irlandesi, fra il maggio e l&#8217;agosto 1981, nelle prigioni inglesi; e se esse riescono tuttora a far passare sotto silenzio il dramma di un Paese, l&#8217;Ulster, ove i protestanti continuano ad opprimere impunemente i cattolici, facendo sfoggio di un&#8217;arroganza d&#8217;altri tempi (i tempi, appunto, di Guglielmo d&#8217;Orange), lo dobbiamo anche alla colossale ipocrisia e alla violenza sistematica travestita da &quot;tolleranza&quot;, che John Locke ha teorizzato cos\u00ec sapientemente.<\/p>\n<p>In tale atteggiamento mentale, peraltro, Locke non aveva nemmeno il vanto dell&#8217;originalit\u00e0: si limitava a ripetere ci\u00f2 che gi\u00e0 stabiliva la legislazione inglese, ad esempio con il Test Act, approvato dal Parlamento di Londra nel 1673, che prevedeva l&#8217;obbligo del giuramento sulla Bibbia per tutti i membri delle Camere, escludendo dalle carche pubbliche quanti non si riconoscevano nella Chiesa anglicana. Il solo progresso auspicato da Locke in fatto di tolleranza era a favore delle sette protestanti non conformiste, ma continuava e ribadiva l&#8217;esclusione dei cattolici, come verr\u00e0 stabilito dal Toleration Act promulgato da Guglielmo III nel 1689, appunto per impulso delle teorie del Nostro, filosofo ufficiale della &quot;Glorious Revolution&quot;.<\/p>\n<p>Prima ancora, Thomas Hobbes se l&#8217;era presa con la Chiesa cattolica ed i suoi seguaci (oltre che con le numerose sette protestanti al di fuori della Chiesa anglicana), rei di voler instaurare niente di meno che il Regno delle Tenebre sulla Terra, propalando dottrine oscure ed erronee, al fine di ottenere il dominio sugli uomini.<\/p>\n<p>Quanto agli atei, il modo di argomentare di Locke \u00e8, se possibile, ancora pi\u00f9 schematico e brutale e si pu\u00f2 ridurre a questo ragionamento: poich\u00e9 essi negano Dio, per loro nessun impegno, promessa o giuramento possono avere alcun valore; dunque, bisogna considerarli nemici dichiarati dello Stato e reprimerli con la massima severit\u00e0.<\/p>\n<p>Non ci sembra si richieda una gran mente filosofica, per mettere insieme questi miseri concetti, espressione o di malafede, o di presuntuosa bigotteria; n\u00e9 che occorresse aspettare il 1689 per metterli nero su bianco, quando venti di tolleranza cominciavano gi\u00e0 a soffiare sull&#8217;Europa: pure il Locke, per questi quattro filosofemi tanto brutali, quanto rozzi e sconclusionati, \u00e8 stato applaudito poco meno che come se fosse stato l&#8217;apostolo di un&#8217;epoca nuova, pacifica, benevola e comprensiva, contrapposta (illuministicamente) a chiss\u00e0 quali &quot;barbarie&quot; precedenti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprime Locke, infatti, nella sua \u00abLettera sulla tolleranza\u00bb, scritta fin dal 1685-86, ma pubblicata anonima dal prudentissimo filosofo inglese, in Olanda, solo nel 1689, durante il suo cosiddetto esilio e mentre gi\u00e0 si era compiuta in Inghilterra la &quot;Glorious Revolution&quot;, che aveva portato all&#8217;avvento della monarchia parlamentare di Guglielmo d&#8217;Orange (titolo originale: \u00abEpistula de Tolerantia\u00bb, traduzione italiana di Bettina Della Casa, Demetra Edizioni, 1995, pp. 50-53):<\/p>\n<p>\u00abUn altro male pi\u00f9 nascosto, ma pi\u00f9 dannoso per la comunit\u00e0, si verifica quando gli uomini arrogano a se stessi e ai membri della loro stessa setta [leggi: i cattolici] qualche peculiare prerogativa mascherata da apparenze di parole ingannevoli, ma contraria, in realt\u00e0, ai diritti civili della comunit\u00e0. Per esempio: non troveremo alcuna setta che predichi espressamente e apertamente che gli uomini non sono obbligati a mantenere le promesse, che i governanti possono essere detronizzati da chi segue una diversa religione, o che il dominio di ogni cosa appartiene solo a loro, membri di quella particolare setta. Infatti tali argomenti, proposti in modo semplice e nudo, volgerebbero immediatamente su di loro l&#8217;occhio e la mano del magistrato e allerterebbero l&#8217;attenzione di tutta la comunit\u00e0 a un controllo contro il pericolo del diffondersi nel suo seno di tale pericolo e male. Tuttavia troveremo chi afferma le stesse cose in altri termini. Che cos\u00ec&#8217;altro fa chi predica che nn si deve mantenere la parola data agli eretici? In realt\u00e0 essi intendono, in tal modo, che il privilegio di non stare ai patti appartiene soltanto a loro, poich\u00e9 affermano che cloro che non anno paerte della loro setta sono eretici, o almeno si riservano di dichiararlo quando lo ritengono opportuno. Quale pu\u00f2 essere il significato del loro asserire che i re scomunicati perdono la corona e il regno? \u00c8 evidente che si arrogano il diritto di deporre i regnanti perch\u00e9 reputano la facolt\u00e0 dio scomunica riservata solo alla loro gerarchia. Che il dominio sia fondato sulla grazia \u00e8 un&#8217;altra asserzione secondo la quale coloro che ne sono i portavoce affermano il loro diritto di possesso, poich\u00e9 non si fanno certo il torto di non credersi o almeno di non professarsi assolutamente pii e fedeli. Sostengo quindi che non hanno motivo di essere tollerati dal magistrato coloro che attribuiscono al fedele, religioso e ortodosso, cio\u00e8 a se stessi, un privilegio particolare o un potere sugli altri mortali in questioni di tipo civile, oppure coloro che, con ilo pretesto della religione, si arrogano un qualche diritto su chi \u00e8 fuori dalla loro congregazione ecclesiastica. Come pure non possono essere tollerati coloro che negano il diritto alla tolleranza anche da parte di chi dissente dalla maggioranza in materia di religione. Poich\u00e9 che cosa significano queste e altre proposizioni di principio se non che chi le predica \u00e8 pronto, in ogni occasione, a impadronirsi del potere e a far sue le propriet\u00e0 e le fortune dei concittadini, e chiede di essere tollerato dal magistrato solo fino al momento in cui si sentir\u00e0 abbastanza forte da prendere il potere&#8217;<\/p>\n<p>Ancora: non ha alcun diritto di essere tollerata dai magistrati quella Chiesa che sia costituita sul principio che coloro che vi entrano a far parte si pongono &quot;ipso facto&quot; sotto la protezione e il servizio di un altro sovrano. Perch\u00e9, in questo modo, il magistrato darebbe luogo all&#8217;insediarsi di un&#8217;autorit\u00e0 straniera sul suo stesso territorio e metterebbe i suoi sudditi nella condizione di essere chiamati alle armi contro la pro&#8217;pria autorit\u00e0. N\u00e9 aiuta, in questa situazione, l&#8217;inconsistente ed errata distinzione tra Corte e Chiesa, specialmente quando entrambe sono egualmente soggette all&#8217;autorit\u00e0 assoluta della stessa persona, la quale non ha solo il potere di persuadere i membri della sua Chiesa, sia dal punto di vista strettamente religioso sia da altri analoghi punti di vista, ma pu\u00f2 perfino imporre di aderire alla sua chiesa sotto minaccia di fuoco eterno. \u00c8 ridicolo per chiunque professarsi maomettano solo per quanto attiene alla religione, e per ogni altra cosa rimanere invece soggetto a un magistrato cristiano, mentre si riconosce, nello stesso tempo, ciecamente obbediente al Mufti di Costantinopoli il quale \u00e8, a sua volta, assolutamente ligio all&#8217;imperatore ottomano e formula a suo piacere i falsi oracoli di quella religione. E un maomettano che viva tra cristiani si sottrarrebbe apertamente al loro governo se riconoscesse come capo supremo ella sua chiesa la stessa persona che \u00e8 a capo dell&#8217;autorit\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Infine, non sono assolutamente da tollerare che negano l&#8217;esistenza di Dio. Promesse, impegni e giuramenti che costutuiscono i vincoli fondamentali di una societ\u00e0 umana non hanno valore per un ateo. L&#8217;escludere l&#8217;esistenza di Dio, anche solo nel pensiero, li scioglie tutti; inoltre coloro che, con il loro ateismo, minano e distruggono la religione, non possono avvalersi di alcun argomento religioso per rivendicare il privilegio della tolleranza. Per quanto riguarda le opinioni pratiche invece, non vi \u00e8 ragione di non tollerarle, anche se non scevre da errore, sempre a condizione che non tendano a stabilire alcun dominio sugli altro o l&#8217;impunit\u00e0 civile della Chiesa in cui vengono insegnate.\u00bb<\/p>\n<p>Davvero, verrebbe da arrossire nel leggere queste parole, pensando a quali altissimi elogi sono stati rivolti al loro autore, quasi che non si fosse mai visto, prima di lui, e con s\u00ec mirabile dottrina, un filosofo altrettanto sollecito nel difendere la libert\u00e0 di coscienza.<\/p>\n<p>In questa sola pagina sono tali e tante le affermazioni che, ammantate di ragionevolezza, rivelano, ad uno sguardo anche superficiale, malafede o inconsistenza, che l&#8217;esame di ciascuna risulterebbe fin troppo lungo e monotono.<\/p>\n<p>Ci limiteremo a due soli punti.<\/p>\n<p>Locke sostiene che i cattolici, i quali pure non vengono nominati, affermano che i governanti possono essere detronizzati da chi professa un&#8217;altra religione, ossia da loro, i cattolici stessi: strana accusa, visto che nel 1688 furono i sudditi protestanti di Giacomo II Stuart a ribellarsi al loro sovrano cattolico e a cacciarlo a motivo della sua religione, oltre che del suo tentativo di restaurare l&#8217;assolutismo.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 avanti, Locke sostiene che i cattolici (ma sempre senza nominarli) sono pronti a prendere il potere e fare proprie le fortune e le propriet\u00e0 dei concittadini di diversa religione; di nuovo: con quale coraggio egli porta avanti un simile argomento, mentre i cattolici irlandesi venivano sistematicamente spogliati dell&#8217;autogoverno, delle loro fortune e propriet\u00e0, per mano dei &quot;tolleranti&quot; e &quot;civili&quot; protestanti inglesi?<\/p>\n<p>Eppure Locke viene ancora oggi letto e ammirato, anche nei Paesi di cultura e tradizione cattolica, come un grande apostolo della tolleranza e della libert\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p>Le vittorie in guerra consentono di tramandare simili stravolgimenti della verit\u00e0. Ed \u00e8 noto che, chi ha vinto l&#8217;ultima, pu\u00f2 concedersi il lusso di mistificare la realt\u00e0, perfino sui libri di testo dell&#8217;ex nemico, per molti e molti anni: almeno fino alla prossima.<\/p>\n<p>Anche a questo \u00e8 servita la vittoria degli Alleati, nel 1945, quando al liberalismo inglese e americano si affiancava il comunismo sovietico&#8230; tutti crociati in nome della libert\u00e0 dell&#8217;Europa e del mondo; tutti ugualmente puri e disinteressati nei loro scopi di guerra.<\/p>\n<p>Locke, dunque, padre della tolleranza e della libert\u00e0 religiosa: chi potrebbe mandar gi\u00f9, oggi, una simile barzelletta, se la Gran Bretagna, nel 1945, non si fosse trovata dalla parte dei vincitori?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice e si ripete che John Locke \u00e8 stato il gran padre del liberalismo e che lui solo, o quasi, con estremo coraggio, in un&#8217;Europa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[107,183],"class_list":["post-26829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-cattolicesimo","tag-john-locke"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26829"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26829\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}