{"id":26827,"date":"2017-03-03T07:46:00","date_gmt":"2017-03-03T07:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/03\/ce-una-potente-lobby-gay-dentro-la-chiesa-che-mira-a-capovolgere-letica-cattolica\/"},"modified":"2017-03-03T07:46:00","modified_gmt":"2017-03-03T07:46:00","slug":"ce-una-potente-lobby-gay-dentro-la-chiesa-che-mira-a-capovolgere-letica-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/03\/ce-una-potente-lobby-gay-dentro-la-chiesa-che-mira-a-capovolgere-letica-cattolica\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una potente lobby gay dentro la Chiesa che mira a capovolgere l\u2019etica cattolica"},"content":{"rendered":"<p>Quando, cinque anni fa, il mondo cattolico venne messo a rumore da un articolo nel quale il sacerdote Dariusz Oko (docente di filosofia alla facolt\u00e0 di teologia della Pontifica universit\u00e0 di Cracovia, una esperienza pastorale nelle parrocchie di due continenti, Europa e America, e una, stabile, di direttore spirituale dei medici della sua diocesi, in Polonia), molti mostrarono incredulit\u00e0 e pensarono che vi fosse una certa esagerazione nelle sue affermazioni. Apparso dapprima sulla rivista polacca <em>Fronda<\/em>, poi sulla tedesca <em>Theologiske<\/em>, l&#8217;articolo sosteneva che la Chiesa cattolica \u00e8 pesantemente infiltrata da una lobby omosessuale, la quale, mediante il ricatto e l&#8217;omert\u00e0, non solo \u00e8 in grado d&#8217;influenzare e pilotare le carriere, ma anche d&#8217;influenzare le posizioni ufficiali e semiufficiali del Magistero in tema di etica sessuale, determinando un progressivo slittamento della stessa dottrina cattolica. Oko aveva coniato una particolare espressione per definire l&#8217;operato di queste lobby interne alla Chiesa: <em>omoeresia<\/em>, cio\u00e8 una eresia volta a &quot;sdoganare&quot; l&#8217;omosessualit\u00e0 dalla condanna tradizionale e favorire il sacerdozio dei preti omosessuali e l&#8217;accettazione delle famiglie &quot;arcobaleno&quot;, negando che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia una deviazione dell&#8217;istinto naturale, e, pertanto, facendo leva sul &quot;diritto&quot; di ogni persona ad essere pienamente se stessa.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 sotto gli occhi di tutti come Dariusz Oko avesse visto giusto e come, in soli cinque anni, l&#8217;omoeresia si sia talmente diffusa nella Chiesa e nel mondo cattolico, da giungere sempre pi\u00f9 vicino all&#8217;obiettivo che si era prefisso, snaturando, cos\u00ec, il Magistero e la morale cattolica: perch\u00e9 tale \u00e8 il risultato quando un&#8217;eresia, per quanto ben mascherata, giunge a ottenere un riconoscimento ufficiale, o quasi, ed entra a far parte del bagaglio teologico e pastorale della Chiesa. Notiamo come tutto questo sia avvenuto in concomitanza con l&#8217;opera dei vari gruppi di pressione omosessualisti nel contesto della societ\u00e0 profana, i quali sono pressoch\u00e9 riusciti, facendo passare il loro sforzi per una &quot;battaglia di civilt\u00e0&quot;, a derubricare l&#8217;omosessualit\u00e0 dal catalogo della deviazioni psicologiche e ottenendo la cancellazione di ogni restrizione nei confronti delle persone omosessuali, in qualsiasi ambito. In base alle leggi e alle normative vigenti, da alcuni anni, nei principali Paesi occidentali, pu\u00f2 pertanto accadere che un generale dei <em>marines<\/em>, oltre a dichiararsi apertamente omosessuale, possa anche, se gli piace, indossare l&#8217;uniforme femminile e accavallare le sue gambe pelose, per sottolineare il suo diritto alla propria identit\u00e0 di genere: identit\u00e0 che, in omaggio all&#8217;ideologia gender, non solo \u00e8 soggettiva, ma anche &quot;liquida&quot; e fluttuante, per cui pu\u00f2 variare nel tempo secondo i gusti e i capricci di ciascuno, a suo insindacabile giudizio. Notiamo anche, <em>en passant<\/em>, che tale offensiva delle lobby LGBT \u00e8 stata preceduta da una silenziosa ed abile manipolazione del linguaggio, avente lo scopo di far introiettare al pubblico concetti in se stessi ambigui o contraddittori e, comunque, ad essa funzionali, ma non rispettosi della verit\u00e0. La stessa parola <em>omosessualit\u00e0<\/em>, per fare un esempio, \u00e8 una forzatura, un ossimoro, poich\u00e9 la sessualit\u00e0 \u00e8 l&#8217;incontro dell&#8217;elemento maschile e di quello femminile (si pensi alla riproduzione sessuata dei fiori) e quindi si dovrebbe parlare, semmai, di <em>omofilia<\/em> o di <em>omoerotismo.<\/em> Ma, ormai, ci siamo arresi tutti quanti alla terminologia imposta da chi vuole sovvertire la nostra percezione della realt\u00e0, e quindi stiamo combattendo una battaglia di retroguardia, con strumenti inefficaci, senza credere veramente che il quadro culturale possa venire ormai modificato.<\/p>\n<p>Si prenda, ad esempio, quel che \u00e8 accaduto l&#8217;altro giorno nell&#8217;arcidiocesi di Torino, al funerale di Franco Perrello, 83 anni, il primo cittadino di quella citt\u00e0 che aveva usufruito della legge Cirinn\u00e0 sulle unioni civili per &quot;sposare&quot;, come impropriamente si dice, il suo compagno &quot;storico&quot;, Gianni Reinetti. La funzione \u00e8 stata celebrata da don Gian Luca Carrega, ufficialmente responsabile, in quella arcidiocesi, della &quot;pastorale per le persone omosessuali&quot;. Anche qui notiamo, di sfuggita, che l&#8217;aver creato una apposita pastorale per le persone omosessuali nelle varie diocesi italiane e di altri Paesi, in cui la parola chiave \u00e8 &quot;accompagnamento&quot;, rappresenta, di per s\u00e9, un cedimento nei confronti delle pressioni esercitate dalle lobby gay, perch\u00e9 sa tanto di &quot;riparazione&quot; nei confronti di persone ingiustamente discriminate; quando invece \u00e8 noto che proprio la Chiesa cattolica ha sempre mostrato umanit\u00e0 e moderazione nei loro confronti, quando il potere civile e la societ\u00e0 laica, nei secoli passati, non mostravano n\u00e9 umanit\u00e0, n\u00e9 moderazione, ma le perseguitavano a morte: salvo ribadire che l&#8217;omosessualit\u00e0 (continuiamo a usare questo termine sbagliato, per evitare possibili, ulteriori confusioni) \u00e8 un disordine oggettivo della natura, e che la <em>pratica<\/em> omosessuale \u00e8 un peccato molto grave per la morale cattolica (non per nulla Dante pone all&#8217;Inferno queste anime, compresa quella del suo amato e stimato maestro Brunetto Latini).<\/p>\n<p>Dunque, al funerale del signor Perrello, don Carrega non ha esitato ad affermare, dall&#8217;alto del pulpito e con la sua autorit\u00e0 di sacerdote, per giunta di sacerdote &quot;esperto&quot; del problema e particolarmente qualificato a parlare, perch\u00e9 investito dal suo arcivescovo di una funzione particolare:<\/p>\n<p><em>Tanti pensano che la prima parola da dire, in questi casi, sarebbe &quot;scusa&quot;. Scuisa per le disattenzioni, scusa per la freddezza, scusa per le dimenticanze, Ma questo dovrebbe farlo qualcuno pi\u00f9 importante di me&#8230;<\/em> [Il vescovo? Il papa? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.] <em>Io, invece, ho detto loro &quot;grazie&quot; perch\u00e9 con la loro ostinazione ci hanno permesso di pensare<\/em> <em>a una Chiesa in grande, accogliente, capace di andare oltre e di non lasciare indietro nessuno<\/em>.<\/p>\n<p>Ci permettiamo di tradurre in termini un po&#8217; pi\u00f9 chiari: bisogna ringraziare i peccatori, perch\u00e9, ostinandosi nel loro peccato, stanno favorendo la nascita di una chiesa pi\u00f9 &quot;grande&quot; e &quot;accogliente&quot;, vale a dire una contro-chiesa eretica e blasfema, che legittima il male e benedice il peccato. E notiamo, sempre di sfuggita, che l&#8217;idea secondo la quale la Chiesa dovrebbe sempre &quot;andare oltre&quot; (oltre che cosa, se non la morale cattolica?), e &quot;non lasciare indietro nessuno&quot;, cio\u00e8 accogliere tutti, non \u00e8 cattolica, non \u00e8 cristiana, e non \u00e8 in linea, ma in totale opposizione, con ci\u00f2 che dice e fa Ges\u00f9 Cristo nel Vangelo: cio\u00e8 andare dal peccatore per convertirlo e non per rincuorarlo nel suo peccato e incoraggiarlo a perseverare, indurendosi e vantandosi (per dirla con san Paolo) di ci\u00f2 di cui si dovrebbe vergognare. All&#8217;adultera, per esempio, Ges\u00f9 non ha detto: <em>Ti voglio &quot;accompagnare&quot; nella tua condizione peccaminosa, perch\u00e9 nessuno deve restare indietro, nessuno deve restare escluso dal piano di salvezza di Dio<\/em>; ma le ha detto: <em>Vai<\/em> (con le tue gambe, con le tue forze, con il tuo libero arbitrio) <em>E NON PECCARE PI\u00d9<\/em>. La Chiesa non \u00e8 un albergo e i preti non sono &quot;accompagnatori&quot;, non sono camerieri che portano ciascuno nella sua stanza, a fare il proprio comodo: questa non sarebbe pi\u00f9, non sarebbe affatto, la Chiesa cattolica, ma un indegno bordello.<\/p>\n<p>Ma non basta. Parendogli di non aver detto abbastanza, e di non essersi speso a sufficienza per la &quot;buona causa&quot;, don Carrega si \u00e8 affrettato a rilasciare una intervista al quotidiano <em>La Repubblica<\/em> (<em>lupus in fabula<\/em>&#8230;), anche perch\u00e9, ormai, ogni prete s&#8217;inventa la sua teologia e la sua pastorale e si sente investito del diritto\/dovere, se ha qualcosa da dire, se ha delle proposte da fare, di montare sulla prima cattedra che gli si offre, o di parlare dal primo microfono che gli viene teso, fosse pure dai peggiori nemici della Chiesa stessa (ma lui non guarda per il sottile, partendo dall&#8217;assunto che spesso i cattolici sono le persone meno affidabili e credibili, in pieno stile &quot;bergogliano&quot; e secondo i dettami della scuola del sospetto di marxista e freudiana memoria), e sbandierarle sulla stampa, alla radio e alla televisione, scavalcando bellamente i suoi superiori e senza minimamente darsi pensiero del disagio, dell&#8217;imbarazzo, dello scandalo che pu\u00f2 dare alle anime dei fedeli. Ma chi se ne frega delle anime dei fedeli? Non certo questi indomiti preti di strada. L&#8217;importante \u00e8 quel che pensano gli &quot;altri&quot;, i &quot;diversi&quot;, gli &quot;esclusi&quot;, eccetera; i fedeli sono solo dei farisei ipocriti e benpensanti. In quella intervista, dunque, don Carrega ha dichiarato che<\/p>\n<p><em>il riconoscimento di queste unioni (omosessuali) dovr\u00e0 rientrare nella pastorale ordinaria. (&#8230;) Se una persona decide di fare questo passo ossia l&#8217;unione civile con una persona del medesimo sesso) credo sia un segno bello, perch\u00e9 ci si assume insieme delle responsabilit\u00e0 pubbliche. E la Chiesa ha sempre incoraggiato l&#8217;assunzione di responsabilit\u00e0. Potrebbe essere anche un segno dello Spirito. (&#8230;) Ma come si pu\u00f2 sostenere che da un&#8217;unione omosessuale non possa scaturire niente di buono? Dobbiamo vincere resistenze e pregiudizi.<\/em><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 una apologia dell&#8217;eresia, senza freni e senza pudore, con l&#8217;aggravante della blasfemia, perch\u00e9 affermare che \u00e8 lo Spirito Santo (s\u00ec, proprio Lui, la terza Persona della Santissima Trinit\u00e0, dato che \u00e8 scritto maiuscolo, e non crediamo sia stato un arbitrio del giornalista) ad ispirare le unioni omosessuali, \u00e8 non solo eretico, ma anche blasfemo. Questo, caro don Carrega, \u00e8 veramente il peccato contro lo Spirito Santo, che &#8212; dice Ges\u00f9 &#8212; &quot;non verr\u00e0 perdonato&quot;, quando tutti gli altri peccati potranno esserlo, beninteso se vi \u00e8 sincero pentimento. Affermare, poi, che la Chiesa deve riconoscere queste unioni (in che senso? civile o sacramentale? dovr\u00e0 includerle nel matrimonio cristiano?); che tale riconoscimento dovr\u00e0 rientrare nella pastorale ordinaria (tradotto: che la Chiesa dovr\u00e0 riconoscere le famiglie &quot;arcobaleno&quot; al pari di tutte le altre famiglie); che la Chiesa deve lanciare una battaglia contro &quot;resistenze e pregiudizi&quot;, ossia deve scardinare e rovesciare il proprio Magistero in questa materia, bencdue volte millenario), tutto questo \u00e8 indice di una pervicace volont\u00e0 di sfida e di sovversione verso tutto ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato.<\/p>\n<p>Ora, sappiamo benissimo che don Carrega non \u00e8 affatto solo; e non vogliamo nemmeno dargli pi\u00f9 importanza di quanta ne meriti. Del resto, una chiesa che invoca punizioni contro i quattro cardinali Burke, Brandm\u00fcller, Caffarra e Meisner, rei di aver chiesto chiarimenti su alcuni punti di <em>Amoris laetitia<\/em>; una chiesa che invoca la ri-scomunica per monsignor Williamson, reo di aver espresso una opinione personale (e non ufficiale) su un fatto storico, come il dramma degli ebrei nella Seconda guerra mondiale; ma che moltiplica, in compenso, le &quot;pastorali di accompagnamento&quot; per le persone omosessuali; che invoca (e attua: come il vescovo di Santiago, Julian Barrio) l&#8217;ordinazione di sacerdoti omosessuali; che invoca la benedizione dei matrimoni gay (come il vescovo di Anversa, Johan Bonny) non \u00e8 pi\u00f9 la nostra Chiesa, e non \u00e8 neanche la Chiesa di Cristo. Sia detto per inciso: ci vogliono tremila Carrega per fare il dito mignolo d&#8217;un Caffarra, o anche d&#8217;un Williamson, non solo come sacerdoti, ma come uomini: per cultura, intelligenza, coraggio e retta dottrina cattolica. Perch\u00e9 una dottrina cattolica esiste; non sta al singolo sacerdote inventarsene una quando gli pare e piace; e un poco di prudenza, prima di esternare dal pulpito, o dalle colonne dei giornali, le loro intemperanze, non guasterebbe. Anche sul piano puramente umano.<\/p>\n<p>Ma torniamo a don Carrega e alla sua particolare teologia e alla sua particolare pastorale. <em>Famiglia Cristiana<\/em> non poteva certo restare indietro rispetto a <em>La Repubblica<\/em>: i cattolici avrebbero potuto sentirsi da meno dei laici, dei massoni e dei radicali; sentirsi complessati, brutti e cattivi, poco accoglienti e poco generosi. Ed ecco che sul primo numero di marzo del settimanale cattolico compare un&#8217;intervista del prete torinese, nella quale, fra l&#8217;altro, questi sembra impaziente perch\u00e9 papa Francesco non \u00e8 abbastanza rapido e coerente nella lotta contro i &quot;pregiudizi&quot; omofobi. Alla domanda (che non \u00e8 affatto una domanda): <em>Molti ritengono che, nei rapporto tra chiesa e gay, il pontificato di papa Francesco abbia inaugurato una stagione nuova<\/em>, l&#8217;intervistato risponde: <em>\u00c8 comprensibile. A dire il vero la posizione di Francesco \u00e8 in continuit\u00e0 con quello che la Chiesa sostiene da tempo. Sicuramente \u00e8 cambiato il linguaggio. Sono cambiati atteggiamenti e modi di porsi. Ora il problema \u00e8 far coincidere le dichiarazioni e le intensioni con atti concreti<\/em>. Un capolavoro di capziosit\u00e0: \u00e8 cambiato il linguaggio, <em>dunque<\/em> deve cambiare anche la teologia. E invece, ce ne corre: essere accoglienti verso le persone non significa affatto essere tolleranti verso il peccato. Su questo, la dottrina della Chiesa non \u00e8 mai cambiata e mai potr\u00e0 cambiare.<\/p>\n<p>E l&#8217;arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che fa? Davanti al clamore suscitato dalla vicenda, dalla valanga di lettere pervenute in curia per capire come la pensi si \u00e8 &quot;affrettato&quot; a rispondere che <em>la Chiesa di Torino continuer\u00e0 a promuovere con saggezza ed equilibrio i suoi percorsi di accoglienza e di accompagnamento per le persone omosessuali che lo desiderano, come per ogni altra persona che vive situazioni particolari di vita coniugale, come i separati, conviventi, divorziati e divorziati risposati.<\/em> Complimenti, monsignore: lei, che dovrebbe custodire il gregge delle pecorelle, e fare chiarezza in tanta confusione, ha emesso un magnifico ruggito del coniglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando, cinque anni fa, il mondo cattolico venne messo a rumore da un articolo nel quale il sacerdote Dariusz Oko (docente di filosofia alla facolt\u00e0 di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[109,129,211],"class_list":["post-26827","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omosessualismo","tag-chiesa-cattolica","tag-eresia","tag-omosessualismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-omosessualismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26827"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26827\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30173"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}