{"id":26819,"date":"2019-06-21T01:01:00","date_gmt":"2019-06-21T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/21\/lo-spettacolo-deve-continuare\/"},"modified":"2019-06-21T01:01:00","modified_gmt":"2019-06-21T01:01:00","slug":"lo-spettacolo-deve-continuare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/21\/lo-spettacolo-deve-continuare\/","title":{"rendered":"Lo spettacolo deve continuare?"},"content":{"rendered":"<p>Gli anglosassoni dicono: <em>the show must go on<\/em>, ossia: lo spettacolo deve continuare. Qualunque cosa accada: se la trapezista \u00e8 precipitata durante un&#8217;esibizione senza rete; se il domatore \u00e8 stato assalito da una delle sue tigri; se un cantante si \u00e8 suicidato nella sua stanza d&#8217;albergo durante te un grande festival della canzone; o se un ciclista \u00e8 morto d&#8217;insolazione durante una grande gara a tappe, ebbene, lo spettacolo deve andare avanti. Non pu\u00f2 fermarsi: non lo permette la logica interna dello spettacolo, di qualsiasi spettacolo, che \u00e8 quella di una sospensione del tempo profano, per cui non importa cosa possa verificarsi sul piano della realt\u00e0 immediata, ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;effetto che lo spettacolo produce sul pubblico, ossia una fascinazione, un rapimento fuori dalla schiavit\u00f9 del tempo. La gente paga per sognare, per essere rapita nell&#8217;altrove, per essere trasportata in un mondo pi\u00f9 bello, pi\u00f9 pulito, pi\u00f9 smagliante: non la si pu\u00f2 riportare con i piedi per terra; non le si pu\u00f2 dire: la trapezista si \u00e8 rotta l&#8217;osso del collo; il domatore \u00e8 stato sbranato dalla tigre; il cantante si \u00e8 sparato un colpo alla tempia; il ciclista \u00e8 morto per un colpo di sole, o forse perch\u00e9 si drogava, e quindi ci fermiamo per rispetto nei loro confronti. No, questo vorrebbe dire spezzare l&#8217;incantesimo: e l&#8217;incantesimo \u00e8 lo spettacolo, per cui non lo si pu\u00f2, non lo si deve interrompere, per nessuna ragione al mondo. \u00c8 pi\u00f9 di una questione di etica professionale: \u00e8 un impegno solenne con il sacro. Come non si pu\u00f2 interrompere la Messa, cos\u00ec non si pu\u00f2 interrompere uno spettacolo che afferra tutta l&#8217;immaginazione del pubblico e che fa scaturire potentissime correnti di energia: positiva o negativa, questo dipende dal tipo di spettacolo e anche dalla disposizione del pubblico, dalla qualit\u00e0 spirituale delle persone che ne fanno parte, a meno che si siano totalmente annullate nella massa di cui fanno parte.<\/p>\n<p>Inoltre, ci sono delle ragioni finanziarie: lo spettacolo costa; ci sono degli interessi economici in ballo: e chi ha investito il suo denaro non permette che lo si interrompa. Perfino il pubblico, nel suo piccolo, non lo accetterebbe; reclamerebbe il prezzo del biglietto. Figuriamoci l&#8217;impresario che ha sborsato una somma con parecchi zeri: a meno che venga una forte scossa di terremoto, o che scoppi un incendio, tranne in quei soli casi, niente e nessuno potrebbero far s\u00ec che lo spettacolo, una volta iniziato, si arresti sul pi\u00f9 bello. E qui, penseranno le anime belle, finisce l&#8217;analogia fra un qualsiasi spettacolo profano e la santa Messa: perch\u00e9 quest&#8217;ultima non ha niente a che fare col denaro, non \u00e8 vero? Ahim\u00e8, purtroppo le cose non stanno proprio cos\u00ec. La singola Messa, pu\u00f2 darsi (per quanto, tutti sanno che ci sono preti e comunit\u00e0 religiose che si fanno pagare a peso d&#8217;oro non solo la Messa, ma anche l&#8217;uso della chiesa, o del chiostro del convento, per celebrare un matrimonio); ma la Chiesa come istituzione, c&#8217;entra eccome. Il denaro in ballo c&#8217;\u00e8, ed \u00e8 veramente tanto. Non solo c&#8217;\u00e8 l&#8217;otto per mille; ci sono delle propriet\u00e0 cospicue, sparse ovunque; ma soprattutto c&#8217;\u00e8 una banca, la IOR, che \u00e8 una vera e propria banca d&#8217;affari con un giro planetario, altro che opere pie, ed \u00e8 stata coinvolta in alcuni dei peggiori scandali e in alcune delle pi\u00f9 brutte storie di mafia, massoneria e criminalit\u00e0 comune che si ricordino, anche in anni molto, molto recente &#8212; per non dire che lo \u00e8 ancora, anche se non \u00e8 pi\u00f9 di moda sollevare pi\u00f9 quel velo, i poteri che controllano l&#8217;informazione non lo vogliono. Evidentemente la Chiesa, come istituzione \u00e8 diventata loro amica, o almeno loro partner, basta vedere quale convergenza esplicita esiste fra George Soros e il Vaticano, di questo tempi; e non \u00e8 saggio sparare contro un partner, cio\u00e8 contro un socio in affari. La sua disgrazia potrebbe diventare anche la tua disgrazia.<\/p>\n<p>Queste riflessioni ci vengono in mente quando osserviamo il grande spettacolo di una falsa chiesa, anzi di una contro-chiesa, massonica e anticristiana, che si spaccia per la sola, per la vera Chiesa cattolica, quella fondata da Ges\u00f9 Cristo e da Lui affidata a Simon Pietro; di un falso papa, protervo e arrogante, il quale moltiplica i gesti, le parole e le omissioni di sapore inequivocabilmente eretico e apostatico, e intanto riceve il plauso della folla dei &quot;credenti&quot;; e di un clero infedele, laicizzato, politicizzato, che si occupa di tutto tranne che delle cose di Dio, che parla di tutto tranne che all&#8217;anima delle persone, ora facendo sociologia e psicologia, ora tenendo prediche e lezioni di ecologia e ambientalismo, ora impegnandosi al massimo sul terreno dell&#8217;umanitarismo e del pacifismo, sempre coi diritti umani sulla bocca e quindi muto, o segretamente favorevole (e a volte neanche tanto segretamente) su divorzio, aborto, eutanasia, sodomia, e contrario alle marce per la vita o alle preghiere di riparazione sui Gay Pride, in quanto generatrici di &quot;rifiuto&quot; e di &quot;esclusione&quot;, mentre la Chiesa, si sa, non rifiuta n\u00e9 esclude alcuno, ma dialoga con tutti, accoglie tutti, accetta qualsiasi comportamento e scelta di vita. E da quando la Chiesa accoglie tutti e non condanna nulla? Dal Concilio Vaticano II. Si rifletta su questa circostanza: prima di quell&#8217;evento, la Chiesa accoglieva solo chi si convertiva, e condannava ci\u00f2 che \u00e8 contrario al Vangelo. \u00c8 evidente che si tratta di due chiese diverse: non c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0, ma rottura; quella uscita dal Concilio non \u00e8 pi\u00f9 la Chiesa cattolica, \u00e8 un&#8217;altra cosa; e, nel corso di qualche decennio, sempre pi\u00f9 si \u00e8 configurata come una puntuale contro-chiesa, dotata di una contro-liturgia, una contro-pastorale e una contro-dottrina, il tutto sostenuto da una schiera di contro-teologi. Vorremmo che tutti quei cattolici, nati dopo il 1965 e abituati a sentirsi ripetere che il Concilio ha rappresentato un grande e gioioso rinnovamento nella storia della Chiesa, riflettessero su questo fatto. La formula, ripetuta fino alla nausea, dei laudatori del Concilio \u00e8 che da allora la Chiesa si \u00e8 aperta al mondo, ha imparato a dialogare col mondo, a capire il mondo e ad accettare la diversit\u00e0, l&#8217;alterit\u00e0, anche l&#8217;ateismo. A partire da quel momento non ci sono pi\u00f9 le false religioni, ma le religioni non cristiane; non ci sono pi\u00f9 le eresie, ma i fratelli separati delle altre (legittime) confessioni cristiane; il giudaismo non \u00e8 pi\u00f9 il rifiuto consapevole, deliberato, pervicace della Verit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, della sua Incarnazione, Passione e Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0, ma \u00e8 l&#8217;Antica Alleanza, tuttora viva e operante, fra Dio e il popolo eletto; quindi, rifiutare Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 pi\u00f9 una colpa, un male, un peccato, ma un legittimo e naturale esercizio della libert\u00e0 religiosa. \u00c8 strano, non \u00e8 vero? Come \u00e8 possibile che il clero, da un momento all&#8217;altro, si sia messo a insegnare esattamente il contrario di ci\u00f2 che insegnava prima? Questa non \u00e8 evoluzione, non \u00e8 sviluppo e approfondimento della <em>comprensione<\/em> del Vangelo immutabile, a meno di essere completamente ebbri di superbia: \u00e8 con tutta evidenza la sostituzione di una nuova dottrina alla vecchia dottrina; in altre parole, un&#8217;apostasia generalizzata.<\/p>\n<p>E ora torniamo alla riflessione iniziale: lo spettacolo deve andare avanti. Non <em>pu\u00f2<\/em>, bens\u00ec <em>deve<\/em>. Parrebbe impossibile che i cattolici, per quanto superficiali, per quanto distratti, non abbiano notato almeno in parte ci\u00f2 che di eretico, di non cattolico, di anticristiano, vi \u00e8 nel pontificato di Bergoglio; che non si siano accorti che costui parla sempre di migranti, di poveri, di ambiente e di clima, e mai di Dio, il Dio di Ges\u00f9 Cristo, se non in termini vaghi e generici; che mentre s&#8217;inventa che anche Ges\u00f9 era un profugo, svilisce il Sacramento della Confessione, svende la Comunione ai peccatori impenitenti, ridicolizza la spiritualit\u00e0 contemplativa, perseguita i religiosi pi\u00f9 devoti, insulta e offende quelli che avanzano riserve e perplessit\u00e0 sul suo modo di fare, caccia gli indesiderati, pretende obbedienza assoluta mentre lui fa quel che vuole del Magistero, e sempre nasconde la mano dopo aver scagliato il sasso in ogni direzione; che si rifiuta di fornire chiarimenti su decisive questioni di fede, non risponde ai cardinali, mente come Pinocchio, finge di voler ripulire la Chiesa e poi copre con la sua omert\u00e0 i prelati pi\u00f9 corrotti, gli abusatori sessuali e i loro complici; che ormai ogni prete si sente libero d&#8217;inventarsi la sua liturgia e la sua pastorale, perfino la sua dottrina, al punto da celebrare l&#8217;amore gay nel bel mezzo della santa Messa, o da eliminare la fondamentale professione di fede cattolica, affermando di non crederci, oppure ancora da rifiutarsi di celebrare la Messa del santo Natale per un&#8217;assurda forma di &quot;rispetto&quot; verso i migranti; che tutti i cattolici ultraprogressisti si sentono incoraggiati a spingersi sempre pi\u00f9 in l\u00e0, sino a ridurre Ges\u00f9 Cristo alle dimensioni di un semplice profeta, e la Verit\u00e0 rivelata a quelle di una &quot;narrazione&quot; pi\u00f9 o meno favolistica, mitologica (nel senso d&#8217;irrealistica), che in ogni caso deve essere contestualizzata, storicizzata, puntualizzata, perch\u00e9, come dice Sosa Abascal, quello dei registratori, Ges\u00f9 parlava ogni volta in un contesto preciso, ad un pubblico preciso, non si pu\u00f2 assolutizzare le sue parole, non se ne pu\u00f2 trarre un insegnamento di carattere &quot;rigido&quot; e definitivo, per esempio il divorzio: non \u00e8 mica vero che Ges\u00f9 era contrario sempre e comunque, bisogna vedere, bisogna vagliare. E cos\u00ec via. Tutto questo, ripetiamo, dovrebbe essere evidente per qualsiasi cattolico in buona fede, e forse lo \u00e8. Per quale meccanismo, allora, non accade quel che dovrebbe accadere, e che certo accadrebbe se un risparmiatore si rendesse conto, con tutta evidenza, che la sua banca gli sta rubando i soldi, o se un marinaio si rendesse conto che il capitano della nave \u00e8 impazzito e sta portando tutti al disastro, o, ancora, se un infermiere si accorgesse che il famoso chirurgo \u00e8 un incosciente, o un alcolista, o un perfetto incompetente, che macella i pazienti invece di operarli come si deve? Perch\u00e9 i cattolici non hanno un soprassalto di dignit\u00e0 e soprattutto di amore a Dio; perch\u00e9 non denunciano l&#8217;impostura; perch\u00e9 non si ribellano apertamente al falso clero e al falso papa, impostore e sacrilego, bugiardo ed eretico, maestro di malizia e d&#8217;inganno, operatore d&#8217;iniquit\u00e0, eletto da una cricca di cardinali massoni, dai quali prende ordini e alla cui agenda si attiene fin dal primo giorno, allo scopo evidente di demolire la Chiesa di Ges\u00f9 Cristo?<\/p>\n<p>La risposta, la risposta principale, perch\u00e9 ce ne sarebbero molte, purtroppo sembra essere questa: <em>perch\u00e9 lo spettacolo deve continuare<\/em>. In altre parole lo spettacolo \u00e8 la ragion d&#8217;essere di tutto il resto e nulla deve inceppare il meccanismo. La contro-chiesa massonica che si \u00e8 sostituita alla vera Sposa di Cristo \u00e8 una chiesa-spettacolo; il falso clero \u00e8 un clero di cialtroni e buffoni sacrileghi; i falsi teologi sono sceneggiatori d&#8217;un infame e diabolico spettacolo; il falso papa \u00e8 un uomo di spettacolo, la cui autorevolezza, si fa per dire, si regge sulle apparenze, sullo <em>show<\/em>, sulle folle disordinate dei <em>papa-boys<\/em>, non sulla rigorosa fedelt\u00e0 alla dottrina e sul dovere di custodirla intatta, anche a costo del sacrificio della vita, come fecero i papi martiri dei primi secoli. Il prete palermitano che invita due lesbiche conviventi a salire sull&#8217;altare e le presenta ai fedeli, nel mezzo della Messa, come esempio di amore che lui stesso vorrebbe poter benedire mediante il Sacramento: che spettacolo! E quell&#8217;altro prete torinese che, d&#8217;accordo col vescovo, organizza corsi di affettivit\u00e0 per omosessuali, all&#8217;interno di un convento di suore, senza sognarsi di dire a quelle persone che stanno sbagliando: che spettacolo! E le facciate delle chiese avvolte nei teloni arcobaleno, e l&#8217;interno trasformato in palcoscenico per eventi musicali inneggianti all&#8217;omofilia, oppure in sale da pranzo perch\u00e9 i poveri ci possano mangiare, sottraendo quei luoghi alla preghiera: che spettacolo! E il prete che sale a bordo della nave che va a raccogliere i migranti fin sulle coste della Libia e poi li scarica in Italia, contro la volont\u00e0 del legittimo governo, affermando che Ges\u00f9 era un migrante e che il dovere dei cristiani \u00e8 di fare come lui: che spettacolo! E il falso papa che s&#8217;incontra con indigeni, streghe e sciamani, si mette in testa il copricapo di penne d&#8217;uccello, loda e fa lodare i &quot;valori&quot; dello sciamanismo, la saggezza panteistica dei primitivi, l&#8217;adorazione della natura, il tutto fra canti, balli e risate di sapore schiettamente profano: che spettacolo! Ecco, tutto questo \u00e8 spettacolo, e lo spettacolo ha le sue leggi: prima di tutte, non lo si pu\u00f2 fermare. Perci\u00f2, se qualcuno sospetta che il papa non sia un legittimo papa, a cominciare dal fatto che i gesuiti non possono, per statuto, essere eletti papa; se qualcuno nutre dei dubbi sulla legittimit\u00e0 di quel che insegna <em>Amoris laetitia<\/em>, o sul silenzio del sedicente papa sul <em>dossier<\/em> Vigan\u00f2, o sulla persecuzione dei Francescani dell&#8217;Immacolata e delle Piccole Suore di Maria Madre del Redentore: ebbene, li tiene per s\u00e9, come farebbe uno del pubblico per non guastare un concerto di musica leggera o la proiezione d&#8217;un film: la gente \u00e8 andata in discoteca o al cinema per divertirsi, non la si deve disturbare. Lo spettacolo deve continuare, poco importa se il papa non \u00e8 papa, se i preti non sono preti e se quel che dicono non \u00e8 cattolico. Tanto, nemmeno Dio \u00e8 cattolico: e allora, perch\u00e9 preoccuparsi tanto di quella cosa noiosa e superata che \u00e8 la dottrina? Bisogna gettare ponti, andare avanti, sempre avanti; non alzare muri. Non \u00e8 vero? E se vogliamo essere onesti, la trasformazione della Chiesa in spettacolo non comincia con Bergoglio, ma molto prima. Comincia con Roncalli, il papa buono, il papa che d\u00e0 le carezze ai bambini (anche se non l&#8217;ha mai fatto), il papa adorato dalle folle e proclamato santo e venerato come tale da milioni di persone. E prosegue con Wojtyla, il grande istrione, il gran regista di eventi spettacolari, quello che mette sempre al centro se stesso, quello che compie centinaia di viaggi in tutto il mondo, col mantello al vento, e si compiace degli indigeni ornati di piume che ballano al suono dei tamburi, proprio come fa ora quest&#8217;altro. La spettacolarizzazione della Chiesa \u00e8 opera loro, Bergoglio sta solo proseguendo. Ma che male c&#8217;\u00e8?, si potrebbe chiedere. Solamente questo: che lo spettacolo ha reso irrilevante Colui che disse di S\u00e9: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli anglosassoni dicono: the show must go on, ossia: lo spettacolo deve continuare. 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