{"id":26812,"date":"2017-04-17T04:20:00","date_gmt":"2017-04-17T04:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/17\/il-peggiore-scandalo-e-restare-in-silenzio\/"},"modified":"2017-04-17T04:20:00","modified_gmt":"2017-04-17T04:20:00","slug":"il-peggiore-scandalo-e-restare-in-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/04\/17\/il-peggiore-scandalo-e-restare-in-silenzio\/","title":{"rendered":"Il peggiore scandalo \u00e8 restare in silenzio"},"content":{"rendered":"<p>Domenica di Pasqua, 16 aprile 2016, omelia della santa Messa di papa Francesco.<\/p>\n<p>Non la riportiamo per intero: \u00e8 disponibile in rete, e chiunque pu\u00f2 andarsela a leggere. Diciamo subito che, riportandola tutta, l&#8217;effetto sarebbe forse un po&#8217; meno disastroso: perch\u00e9, bene o male, del Risorto il papa ha parlato; e ci mancherebbe altro, che un papa non parlasse della Risurrezione di Cristo nella omelia pasquale. Sarebbe meno disastrosa, per\u00f2, solo in apparenza. A leggere bene, ci si accorge che ha parlato del Risorto, ma non ha parlato della nostra risurrezione. Come sempre, non ha detto nulla sulla vita dopo la morte; non ha neppure nominato il paradiso e (non sia mai!) l&#8217;inferno; tanto meno ha fatto un cenno al giudizio, personale e universale. Ha detto solo che la pietra scartata viene utilizzata da Cristo, che i sassolini &quot;inutili&quot;, che poi saremmo noi, povere anime sofferenti, alla fine trovano un senso. Ma quale senso? Un senso generico, un senso quasi panteista: non ha parlato del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; non ha parlato della grazia e del peccato; non ha parlato della Resurrezione di Cristo come strumento per la liberazione degli uomini dal peccato. Ha detto solo: <em>Tornate a casa con questo pensiero: Cristo \u00e8 risorto!<\/em> Benissimo: ma non \u00e8 sufficiente; non basta che Cristo sia risorto, bisogna che risorgiamo anche noi. La Resurrezione di Cristo \u00e8 funzionale alla resurrezione di tutte le anime dal buio della morte: altrimenti non stiamo parlando del cristianesimo, tanto meno del cattolicesimo; stiamo parlando di Ges\u00f9 come di un essere divino che si \u00e8 incarnato ed \u00e8 risorto, lasciandoci per\u00f2 immersi nei nostri guai fino al collo, e senza una chiara fede <em>nella vita del mondo che verr\u00e0<\/em>, cos\u00ec come recita, nel <em>Credo<\/em>, qualsiasi cristiano e qualsiasi cattolico, compresi i bambini di sette anni.<\/p>\n<p>Comunque, il passaggio veramente scandaloso e intollerabile della omelia pasquale di papa Francesco \u00e8 il seguente:<\/p>\n<p><em>E la Chiesa non cessa di dire alle nostre sconfitte, ai nostri cuori chiusi e timorosi: &quot;Fermati, il Signore \u00e8 risorto&quot;. Ma se il Signore \u00e8 risorto, come mai succedono queste cose? Come mai succedono tante disgrazie, malattie, traffico di persone, tratte di persone, guerre, distruzioni, mutilazioni, vendette, odio? Ma dov&#8217;\u00e8 il Signore? Ieri ho telefonato a un ragazzo con una malattia grave, un ragazzo colto, un ingegnere e parlando, per dare un segno di fede, gli ho detto: &quot;Non ci sono spiegazioni per quello che succede a te. Guarda Ges\u00f9 in Croce, Dio ha fatto questo col suo Figlio, e non c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra spiegazione&quot;. E lui mi ha risposto: &quot;S\u00ec, ma ha domandato al Figlio e il Figlio ha detto di s\u00ec. A me non \u00e8 stato chiesto se volevo questo&quot;. Questo ci commuove, a nessuno di noi viene chiesto: &quot;Ma sei contento con quello che accade nel mondo? Sei disposto a portare avanti questa croce?&quot;. E la croce va avanti, e la fede in Ges\u00f9 viene gi\u00f9.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Come sempre, il papa \u00e8 stato abile; ha finto di porre delle domande non in prima persona, ma in terza persona, come se fossero le domande degli uomini e delle donne angosciati, sofferenti. Piccolo particolare: degli uomini e delle donne che non credono nel Vangelo. <em>Come mai succedono tante disgrazie, malattie, traffico di persone, tratte di persone, guerre, distruzioni, mutilazioni, vendette, odio? Ma dov&#8217;\u00e8 il Signore?<\/em> In realt\u00e0, questo sono i suoi dubbi; e una volta lo ha anche detto, sempre nel corso di un&#8217;omelia, qualche mese fa: <em>Anch&#8217;io ho tanti dubbi, sono pieno di dubbi<\/em>. Ma pu\u00f2, un papa, parlare in questo modo? Se ha dei dubbi di fede, \u00e8 giusto, \u00e8 opportuno, \u00e8 prudente che li sbatta in faccia ai fedeli, i quali, da lui, non si aspettano certo una cosa del genere, bens\u00ec una parola di rassicurazione, di conforto, e soprattutto di certezza? Essere talvolta incerti \u00e8 comprensibile, vacillare \u00e8 umano: ma il comandante della nave, specialmente quando il mare \u00e8 in burrasca, non ha alcun diritto di mostrarsi esitante ed incerto. Deve mostrarsi sicuro di s\u00e9, sicuro di quel che fa, degli ordini che impartisce. Se in cuor suo dubita, se dubita di essere all&#8217;altezza, se dubita che la nave riuscir\u00e0 a scamparla, \u00e8 un problema suo: doveva pensarci prima; ora tutto quel che gli si chiede di fare \u00e8 di impegnarsi al massimo nella sua azione di comando, di non tradire alcuna esitazione, di non lasciar trasparire delle perplessit\u00e0 o delle paure che aumenterebbero la paura e lo sconforto dell&#8217;equipaggio, per non parlare dei passeggeri, L&#8217;equipaggio, parlando della Chiesa cattolica, \u00e8 il clero: queste frasi di papa Francesco sono giuste, sono opportune, sono prudenti, oppure sono tali da sconfortare e amareggiare proprio i sacerdoti e i vescovi, proprio i pastori del gregge e gli operai della vigna? I passeggeri della nave, poi, fuori di metafora, sono i semplici fedeli: molti dei quali, s\u00ec, sono tribolati da angustie pubbliche e private, da malattie, da lutti, si dibattono in gravi difficolt\u00e0 economiche, hanno perso il posto di lavoro, oppure hanno un parente che soffre di qualche grave patologia, e devono assisterlo, soli, senza aiuti, nella stanchezza e nell&#8217;angoscia quotidiana. E a costoro il papa viene a parlare dei <em>suoi<\/em> dubbi, delle <em>sue<\/em> incertezze?<\/p>\n<p>Poi ha raccontato una sua esperienza personale del giorno prima: come sempre, lui ritiene di saper parlare a braccio, di poter improvvisare, \u00e8 insofferente dei discorsi che gli sono stati preparati, vuol far vedere che sa ispirarsi alla vita vera, l\u00ec per l\u00ec. Ma sa farlo davvero? Ecco l&#8217;episodio di cui ha voluto parlare nel corso della sua omelia, destinata alla fruizione di milioni e milioni di persone (perch\u00e9, attraverso la radio e la televisione, chi sa quante decine, centinaia di milioni di persone hanno ascoltato la santa Messa da lui celebrata): <em>Ieri ho telefonato a un ragazzo con una malattia grave, un ragazzo colto, un ingegnere e parlando, per dare un segno di fede, gli ho detto: &quot;Non ci sono spiegazioni per quello che succede a te. Guarda Ges\u00f9 in Croce, Dio ha fatto questo col suo Figlio, e non c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra spiegazione&quot;. E lui mi ha risposto: &quot;S\u00ec, ma ha domandato al Figlio e il Figlio ha detto di s\u00ec. A me non \u00e8 stato chiesto se volevo questo&quot;.<\/em> Le parole che ha rivolto a quel giovane, affetto da una grave malattia, sono state amare, sconfortanti: \u00abNon c&#8217;\u00e8 una spiegazione, Dio ha fatto questo anche con Ges\u00f9\u00bb. Pare che Dio sia crudele, che non abbia misericordia di nessuno, neppure di suo Figlio; che se ne vada per la sua strada, una strada a noi incomprensibile, lasciandoci alle prese con tutti i nostri dubbi irrisolti, con tutte le nostre angosce senza risposta. Ma questo \u00e8 totalmente falso; questa non \u00e8 la dottrina cattolica. Avrebbe dovuto dire: \u00abNon ci sono spiegazioni <em>razionali<\/em> per quello che succede a te\u00bb, differenza non di forma, ma di sostanza. E non solo: avrebbe dovuto aggiungere: \u00abGuarda Ges\u00f9 in Croce, Dio ha <em>permesso<\/em> questo per la salvezza degli uomini, per trasformare la sofferenza in amore, la sconfitta in vittoria, la morte in vita\u00bb. Inoltre, da come si \u00e8 espresso, si direbbe che il Padre e il Figlio (lo Spirito Santo non lo ha neppure nominato; si vede che la santissima Trinit\u00e0 non \u00e8 affar suo) siano due divinit\u00e0 differenti, e non uno stesso Dio in due Persone; pare che il Padre non si sia interessato di quel che capiva al Figlio. Il che \u00e8 teologicamente assurdo e semplicemente disastroso nella predicazione pastorale. Cos\u00ec come \u00e8 disastroso che egli abbia concluso il suo aneddoto con le parole di quel giovane: <em>S\u00ec, ma ha domandato al Figlio e il Figlio ha detto di s\u00ec. A me non \u00e8 stato chiesto se volevo questo<\/em>, dando l&#8217;impressione che Dio, dopo essere stato crudele con il Figlio, sia anche, e continui ad essere, ingiusto, oltre che crudele, con tutti gli uomini. Li fa soffrire, o li lascia soffrire, senza aver loro domandato se siano d&#8217;accordo di portare la croce. Anche qui, manca un piccolo dettaglio: che, per il cristiano, il s\u00ec alla croce \u00e8 scontato: fa parte della fede. Si pu\u00f2 capire che il sofferente si trovi in preda ai dubbi, ma non si pu\u00f2 capire perch\u00e9 il papa non gli spieghi che la croce \u00e8 la via necessaria che porta a Cristo, e Cristo \u00e8 la sola via che porta al Padre.<\/p>\n<p>Papa Francesco, evidentemente, si fa un vanto di mettersi al livello di tutti i dubbi e di tutte le incertezze degli uomini moderni, e specialmente dei non credenti Ebbene, sbaglia: non \u00e8 questo il compito del papa. Il papa non deve mettersi al livello di chi dubita del Vangelo, perch\u00e9 in tal modo perde la visione superiore delle cose, e la dimensione della grazia. La grazia non viene concessa a chi dubita, ma a chi ha fede. Ges\u00f9 lo chiedeva sempre, a coloro che lo avvicinavano per essere guariti, o ai parenti dei malati che gli venivano condotti, se questi non erano in grado di parlare da soli, come nel caso degli indemoniati (s\u00ec, gli indemoniati, caro papa Francesco: quei tali che vengono posseduti dal diavolo, e dei quali lei non parla mai; come \u00e8 logico, dato che non parla neanche del diavolo), a tutti domandava: <em>Tu credi che Dio ti pu\u00f2 guarire?<\/em> E poi, dopo averli risanati, diceva: <em>Va&#8217; in pace: la tua fede ti ha salvato<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, dopo aver riferito le parole del giovane, dopo aver riportato la sua drammatica osservazione: <em>A me Dio non ha chiesto se volevo accettare la mia malattia<\/em>, e dopo aver omesso di dire che cosa lui gli abbia replicato, e se gli abbia replicato qualcosa, si affretta a tirare una conclusione generale sul mistero della sofferenza, la quale \u00e8 tutto, tranne che cattolica: <em>Questo ci commuove, a nessuno di noi viene chiesto: &quot;Ma sei contento con quello che accade nel mondo? Sei disposto a portare avanti questa croce?&quot;.<\/em> Gi\u00e0: non ci viene chiesto. Ma questo \u00e8 il punto di vista dei non credenti: per i non credenti, \u00e8 incomprensibile che il Dio dell&#8217;amore, della bont\u00e0, della misericordia, getti gli uomini in un mondo di dolore, <em>senza aver chiesto loro se sono d&#8217;accordo<\/em>. Il cristiano, per\u00f2, non la vede in questo modo: per il cristiano, l&#8217;accettazione della sofferenza \u00e8 parte integrante dell&#8217;orizzonte esistenziale. La sofferenza <em>c&#8217;\u00e8<\/em>, in parte come conseguenza di condizioni naturali, in parte come effetto del cattivo uso della libert\u00e0 da parte degli uomini (distinzione preliminare e doverosa fra il male naturale e il male morale, che il papa Francesco non ha fatto e non fa mai). La differenza fra i pagani e i cristiani era appunto che i pagani cercavamo in ogni modo di scansarla, i cristiani sapevano che essa ha un valore salvifico, \u00e8 un elemento di purificazione e di avvicinamento a Dio, la strada privilegiata per rimettersi alla sua volont\u00e0 e deporre la superbia dell&#8217;ego. Quindi, il cristiano non domanda a Dio: <em>Perch\u00e9 non mi hai chiesto se volevo la sofferenza o no?<\/em>; bens\u00ec gli dice: <em>Sia fatta la tua santa volont\u00e0, ora e sempre; tutto ci\u00f2 che tu fai \u00e8 bene, e nulla tu fai per il male: perci\u00f2 ti ringrazio anche delle prove cui mi sottoponi, che sono la testimonianza del tuo amore per me e del tuo desiderio che io mi perfezioni<\/em>. Questo dice il cristiano, questa \u00e8 la sua preghiera; se la vita riservasse solo gioie e soddisfazioni, quando mai gli uomini intraprenderebbero un cammino di perfezionamento spirituale? Quando mai si sforzerebbero, anche solo minimamente, di uscire dall&#8217;angustia del loro &quot;io&quot;, che sempre vuole qualcos&#8217;altro, qualcosa di pi\u00f9, e non \u00e8 mai sazio? Quando mai si renderebbero conto dei bisogni degli altri, delle sofferenze del prossimo, e sarebbero indotti a offrire la loro mano fraterna a colui che si dibatte nelle spire del bisogno e della sofferenza?<\/p>\n<p>Assolutamente sconcertante e incomprensibile, poi, la frase conclusiva del ragionamento di papa Francesco: <em>E la croce va avanti, e la fede in Ges\u00f9 viene gi\u00f9.\u00a0<\/em>Che significa che \u00abla fede in Ges\u00f9 viene gi\u00f9\u00bb? Vorremmo credere che si tratti di una espressione sgrammaticata, che non riflette il pensiero di chi l&#8217;ha pronunciata. Nella lingua italiana, dire che una cosa &quot;viene gi\u00f9&quot; significa, puramente e semplicemente, che &quot;cade&quot;. La fede in Ges\u00f9 cade, allora, mano a mano che la croce viene avanti? Ma che cosa \u00e8 la croce, per il cristiano? La croce, per il cristiano, non \u00e8 affatto sinonimo di sofferenza incomprensibile; \u00e8 sinonimo di purificazione e di offerta d&#8217;amore a Dio. Dalle parole di papa Francesco, per\u00f2, questo significato non si evince, neanche con tutta la buona volont\u00e0 di questo mondo. Quel che si capisce, \u00e8 che, secondo lui, quando la sofferenza resta senza risposta, la fede cade, non regge alla prova, si disperde. Ma pu\u00f2, il papa, parlare cos\u00ec, nella omelia della Messa, il giorno della santa Pasqua? Secondo noi, no.<\/p>\n<p>Ora, lo scandalo pi\u00f9 grave \u00e8 proprio questo: che nessuno dica nulla. Non dicono nulla i cardinali, i vescovi, i sacerdoti; non dicono nulla i teologi, gli scrittori, i giornalisti cattolici; non dicono nulla neanche i semplici fedeli. Nessuno dice nulla, dunque tutto \u00e8 a posto, tutto \u00e8 come dovrebbe essere. Anzi, molti parlano, ma per approvare; alcuni, poi, non stanno pi\u00f9 nella pelle per la gioia di udire finalmente un papa che parla in questo modo. Questo \u00e8 il momento dei vari Enzo Bianchi, dei vari Walter Kasper; questo \u00e8 il momento di una chiesa che approva il licenziamento di un insegnante belga che aveva definito l&#8217;aborto l&#8217;uccisione d&#8217;una vita innocente, e che, da pi\u00f9 parti, invoca la celebrazione dei matrimoni omosessuali in sede religiosa. Questo \u00e8 il momento della contro-chiesa gnostico-massonica, il cui scopo preciso \u00e8 quello di scardinare dall&#8217;interno la vera Chiesa di Ges\u00f9 Cristo, affinch\u00e9 non ne rimanga pi\u00f9 nulla. \u00c8 il momento dei conformisti, dei vili, degli opportunisti; il momento degli intellettuali convertiti al nuovo verbo di Bergoglio, sulla via di Damasco: \u00e8 il momento dei Melloni, dei Tornielli, dei Cardini. Tutti a cantare le lodi di papa Francesco; quasi nessuno che si azzardi ad avanzare un dubbio, una perplessit\u00e0, una domandina. Questo \u00e8 il momento delle tenebre. E se Ges\u00f9 stesso non ci avesse assicurato che <em>le porte degli inferi non prevarranno sulla mia Chiesa<\/em>, questa sarebbe veramente l&#8217;ora del grande dubbio e della grande tribolazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica di Pasqua, 16 aprile 2016, omelia della santa Messa di papa Francesco. 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