{"id":26808,"date":"2015-07-29T04:44:00","date_gmt":"2015-07-29T04:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/la-liturgia-e-il-canto-della-citta-di-dio-o-e-contemplativa-o-non-e\/"},"modified":"2015-07-29T04:44:00","modified_gmt":"2015-07-29T04:44:00","slug":"la-liturgia-e-il-canto-della-citta-di-dio-o-e-contemplativa-o-non-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/la-liturgia-e-il-canto-della-citta-di-dio-o-e-contemplativa-o-non-e\/","title":{"rendered":"La Liturgia \u00e8 il canto della Citt\u00e0 di Dio: o \u00e8 contemplativa, o non \u00e8"},"content":{"rendered":"<p>A partire da qualche decennio, specialmente dopo il Concilio Vaticano II (dopo, e non a causa di esso), si \u00e8 diffusa, sempre pi\u00f9, una strana idea, fra i teologi e gli stessi sacerdoti, per non parlare dei fedeli laici: che la liturgia cattolica, cio\u00e8, altro non sia che una &quot;veste&quot; esteriore che s&#8217;indossa per celebrare il culto, un elemento puramente strumentale, che non ha alcun valore in se stesso, n\u00e9 rispetto alla Tradizione, e che, pertanto, pu\u00f2 essere modificato a piacimento, secondo le esigenze dei tempi, o quelle che vengono fatte passare per tali.<\/p>\n<p>Noi non siamo affatto d&#8217;accordo. In linea con quella che \u00e8 stata la posizione dei Padri della Chiesa e dei pi\u00f9 grandi filosofi e teologi cristiani, e soprattutto in linea con la Tradizione, ci sembra di poter affermare, al contrario, che la sacra Liturgia sia tutt&#8217;altro che un elemento estrinseco e mutevole, bens\u00ec un elemento sostanziale, nel quale si esprime tutto l&#8217;ardore di fede dei credenti al momento di celebrare i Misteri cristiani e specialmente il Sacrificio della Messa, l&#8217;Eucarestia, centro e cuore pulsante, e sempre rinnovato, della Buona Novella cristiana; che la Liturgia non \u00e8, semplicemente, l&#8217;insieme dei gesti e delle formule di preghiera comunitaria dell&#8217;assemblea dei fedeli, ma la viva e vibrante espressione dei sentimenti dell&#8217;assemblea, il punto di congiunzione dello slancio dell&#8217;anima individuale verso Dio con lo slancio di tutte le altre anime, non solo quelle materialmente presenti, ma anche quelle idealmente presenti, sia dei vivi, sia dei defunti, ossia di quanti sono rinati alla Vita vera (comunione dei santi).<\/p>\n<p>Bisogna andarci piano, di conseguenza, quando si pretende di &quot;modificare&quot;, &quot;aggiornare&quot;, &quot;modernizzare&quot; la Liturgia: essa non \u00e8 un vestito che si pu\u00f2 accorciare o allungare, o cui si possono aggiungere nuovi lembi di tessuto, o toglierne altri, secondo l&#8217;unico criterio di una malintesa &quot;efficienza&quot; e &quot;consonanza&quot; con i tempi moderni: per la vita dell&#8217;anima, non esistono tempi moderni e tempi antichi; esiste solo l&#8217;incontro dell&#8217;anima con Dio, che i riti comunitari hanno lo scopo di rafforzare e non di affievolire, di alimentare di nuova linfa e non di spegnere, sottoponendola a modifiche dettate unicamente da una logica razionale e da un attivismo mal consigliato, che vorrebbe trasformare l&#8217;assemblea dei fedeli in una comunit\u00e0 &quot;democratica&quot;, a somiglianza di quanto avviene nel mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;assemblea dei fedeli, riunita per la celebrazione del culto e specialmente della Messa, non \u00e8, e non potr\u00e0 mai essere, una copia o un surrogato delle assemblee democratiche operanti nella societ\u00e0 civile: in quelle, le decisioni si prendono a maggioranza e lo scopo non \u00e8 altro che il progresso nell&#8217;ordine della sfera sociale, politica, economica; in quella, la Tradizione \u00e8 divinamente ispirata e interpretata dalla Chiesa, e lo scopo altro non \u00e8 che il progresso della vita dell&#8217;anima, il suo incontro con Dio e del prossimo, sempre in Dio. Perci\u00f2 la Liturgia deve essere impegnata di trascendenza e deve essere contemplativa, o accompagnare l&#8217;anima verso la contemplazione delle cose celesti, vale a dire che deve ridestarla alla sua vita vera, che \u00e8 quella divina; non deve prendere a modello le assemblee laiche e i loro procedimenti, non deve essere impostata in senso immanente e orizzontale, ma in senso trascendente e verticale. Il suo obiettivo \u00e8 quello di favorire l&#8217;elevazione e dunque il senso di distacco dalle cose materiali, comprese le pur giuste e legittime esigenze di giustizia, libert\u00e0, pace, eccetera: tutte quelle cose non sono lo scopo, saranno, semmai, l&#8217;effetto, della conversione dell&#8217;anima a Dio. Non si arriva a Dio attraverso le preoccupazioni di giustizia sociale; si giunge a quelle attraverso l&#8217;amore e il timor di Dio.<\/p>\n<p>Non possono non lasciare profondamente perplessi, perci\u00f2, una serie di cambiamenti e di innovazioni che sono stati introdotti, recentemente, nella sacra Liturgia, talvolta seguendo indicazioni venute dall&#8217;alto, ma interpretate in maniera faziosa e ideologica, talaltra introdotte dal basso, ad opera di singoli sacerdoti e di singole comunit\u00e0 parrocchiali: cambiamenti e innovazioni che hanno finito per stravolgere il senso complessivo delle sacre cerimonie e pere introdotte in esse uno spirito laicista e razionalista, irrispettoso della Tradizione, negatore della trascendenza, ostile alla soprannaturalit\u00e0 e alla trascendenza.<\/p>\n<p>Il fatto che l&#8217;assemblea dei fedeli non faccia pi\u00f9 riferimento al Santissimo, ma alla figura fisica del sacerdote, e che quest&#8217;ultimo non celebri pi\u00f9 la santa Messa rivolto verso il Santissimo, ma verso l&#8217;assemblea dei fedeli, fa parte di tali discutibili innovazioni. Il fatto che l&#8217;ostia consacrata venga data in mano ai fedeli che si presentano per la Comunione, come fosse un oggetto qualsiasi, oltretutto sapendo benissimo che sette sataniche si approfittano di questa ingenuit\u00e0 per impadronirsi di particole consacrate destinate ai riti della Messa nera, \u00e8 un&#8217;altra innovazione di segno discutibile. Lo scambio del segno di pace tra i fedeli, mediante la stretta di mano, contribuisce a rivolgere e focalizzare l&#8217;attenzione dei partecipanti sul momento umano, comunitario, e a distoglierlo dal momento spirituale e trascendente, senza contare l&#8217;elemento d&#8217;ipocrisia che viene alimentato, perch\u00e9 si inducono i fedeli a manifestazioni esteriori di riconciliazione, sapendo bene che, in alcuni casi, quelle stesse persone non si guarderanno neppure in viso, non appena fuori della chiesa: perch\u00e9 lo spirito di conversione e di fraterna riconciliazione \u00e8 qualcosa di interiore e non pu\u00f2 essere comandato per decreto. La musica sacra, affidata a cori non di rado sguaiati, nei quali non vibra la minima nota di umilt\u00e0 e timor di Dio, ma il desiderio di essere ammirati per la propria bravura, e accompagnati con la chitarra o altro strumento moderno, diverso dall&#8217;organo, non favorisce il raccoglimento e la preghiera, distrae, anzi, i pensieri da Dio e li indirizza verso altre direzioni, per non parlare dei testi di quei canti, troppo spesso banali e, di nuovo, tutti impregnati di spirito mondano.<\/p>\n<p>L&#8217;elenco potrebbe continuare. Si potrebbe parlare, in particolar modo, del momento della sacra omelia: momento che dovrebbe essere un po&#8217; il culmine dell&#8217;adorazione e del raccoglimento, e che dovrebbe predisporre l&#8217;anima, e renderla ardente e quasi impaziente di rivolgersi tutta a Dio, nel sacrificio dell&#8217;Eucarestia. Troppo spesso sacerdoti male ispirati, imprudenti, presuntuosi, si lasciano guidare da uno spirito di umano orgoglio e si abbandonano a discorsi poco edificanti, nei quali non solo criticano con pochissima carit\u00e0 la Chiesa cattolica, di cui sono ministri, ma sovente denigrano aspetti importantissimi della Liturgia e della stessa Tradizione, compreso il culto dei Santi e quello della Madonna; si fanno beffe di preghiere, pellegrinaggi, digiuni, affermando che di ben altro deve occuparsi il cristiano, e cio\u00e8 della giustizia sociale e politica; si abbandonano anche a facezie, a battute, a espressioni dialettali, sollecitano l&#8217;applauso dei fedeli a scena aperta, come fossero a teatro, e gigioneggiano per piacere alla massa, per strappare un consenso tutto umano, basato sulla loro vanit\u00e0 personale e sull&#8217;orgoglio, da cui un sacerdote dovrebbe guardarsi per primissima cosa, di essere migliori interpreti del Vangelo di quanto lo siano, o lo siano stati, i vescovi e i Pontefici nel corso della storia due volte millenaria del Cristianesimo.<\/p>\n<p>Da tali funzioni religiose la vita dell&#8217;anima non esce irrobustita, ma indebolita; non chiarificata, ma confusa; non illuminata, ma offuscata; non pacificata, ma sobillata da umane passioni, ivi compresa la personale ammirazione per questo o quel prete, \u00abche parla cos\u00ec bene\u00bb, quasi fisse un oratore profano, un conferenziere, un sindacalista, un politico, e non un umile servo di Dio che deve, semplicemente, sostenere e accompagnare i fedeli nel loro cammino spirituale di ascesa verso Dio e di conversione della loro anima alla vita divina. In cambio di una facile popolarit\u00e0, ottenuta con mezzi bassamente demagogici, quei sacerdoti hanno compiuto un vero e proprio tradimento nei confronti della loro missione: non hanno aiutato l&#8217;anima dei fedeli a \u00abimbarcare buone merci\u00bb, ma l&#8217;hanno lasciata tornare all&#8217;ovile \u00abvuota di latte\u00bb, cio\u00e8 svuotata, mondanizzata, ancora pi\u00f9 immersa nell&#8217;atmosfera densamente materiale che gi\u00e0 domina la nostra societ\u00e0 e rispetto alla quale la proposta cristiana dovrebbe presentarsi come radicalmente alternativa, per non dire come francamente e risolutamente inconciliabile.<\/p>\n<p>Scriveva il padre benedettino Idesbaldo Van Houtryve dell&#8217;Abbazia di Mont-C\u00e9sar, a Lovanio, nel suo bel libro \u00abIl Canto della Citt\u00e0 di Dio\u00bb (traduzione dal francese per conto delle Edizioni di Vita Cristiana, Firenze, Libreria Fiorentina, 1942, pp. 14-17):<\/p>\n<p>\u00abBisogna che la nostra anima si mantenga sempre attenta, raccolta, quasi rinchiusa in se stessa, rivolta interiormente verso Dio. &quot;Allora i riti prescritti ritrovano, per il fedele che vi unisce il suo ardore intimo, il loro senso profondo, e compongono cos\u00ec un omaggio veramente eccellente. Allo stesso modo e per effetto dell&#8217;identica disposizione, le parole consacrate e tradizionali, che sembrano comuni a forza di esser familiari, si animano e spandono tutta la loro virt\u00f9, illuminano e infiammano poich\u00e9 sono ricche di tutto il fervore della Chiesa passata, presente e futura, della Chiesa immortale ed ispirata, ai sentimenti della quale noi partecipiamo&quot; (Dom A. Wilmart, &quot;Auteurs spirituels et textes d\u00e9vots du Moyen Age latin&quot;, Paris, Bloud, 1932, pp. 14-15).<\/p>\n<p>Oh! Ci sia dato, malgrado le nostre debolezze, di essere veramente anime di preghiera, anime liturgiche! D&#8217;immergerci in questa atmosfera soprannaturale, in compagnia di tutti coloro che respirano quest&#8217;aria di salute e di pace, di tutti coloro che sono illuminati dal Sole di Giustizia, Sole che non tramonta mai, Sole di cui oggi noi scorgiamo l&#8217;aurora, ma che splender\u00e0 domani in tutto il fulgore del suo meriggio.<\/p>\n<p>Ci sia concesso di essere ogni giorno, sotto la guida della Chiesa, rinnovati nei santi desideri, di piangere con lei la nostra miseria, di bruciare di un amore sempre pi\u00f9 ardente per Dio e per gli uomini, di elevare dalle profondit\u00e0 del nostro essere la grande e universale Lode! Ecco le pi\u00f9 alte vette che si possano raggiungere sulla terra. Dio voglia che, mediante una meditazione personale, la preghiera e la contemplazione, noi perveniamo a entrare pienamente nella vita liturgica e che possiamo ascendere a poco a poco ad una liturgia contemplativa! Possa la nostra &quot;mens&quot; identificarsi con la &quot;mens&quot; della Chiesa! [&#8230;]<\/p>\n<p>Non bisogna cercare nella liturgia un ordine razionale, logico, poich\u00e9 essa non \u00e8 soltanto un culto, ma assai pi\u00f9 \u00e8 alimento e sorgente di vita.<\/p>\n<p>Ora, nulla di pi\u00f9 spontaneo della vita: le forme, la struttura, l&#8217;ossatura non sono la vita. C&#8217;\u00e8 nel mondo, e anche nel mondo religioso, gran copia di &quot;ossa arida&quot;, di ossa disseccate, mentre la vita lo sgorgare spontaneo do una sorgente interiore:; e la qualit\u00e0 di tale vita dipende precisamente dalla sorgente da cui emana; pi\u00f9 la sorgente \u00e8 vicina a Dio, pi\u00f9 la qualit\u00e0 della vita sar\u00e0 bella. Noi diamo ai nostri atti la nostra misura, la nostra statura, la bellezza o la bruttezza della nostra vita intima. Pertanto la grandezza essenziale dei nostri atti liturgici, la loro bellezza particolare non vengono tanto dalle forme, dalla tecnica, ancor meno da un ordine sistematico che non esiste.<\/p>\n<p>Sgorgata dall&#8217;anima della Sposa di Ges\u00f9 che l&#8217;ha lungamente meditata, piena di spontaneit\u00e0 e di semplicit\u00e0, amante delle ripetizioni, evocatrice e suggestiva, la liturgia agisce per se stessa sull&#8217;animo di ciascuno di noi. Essa c&#8217;ingrandisce l&#8217;anima, la dilata e l&#8217;abbellisce aggiungendoci incessantemente qualche cosa del Cristo, qualche cosa di Dio. E per questo i testi e i gesti devono essere assaporati nel nostro interno perch\u00e9 non perdano la loro verit\u00e0.<\/p>\n<p>Senza dubbio la liturgia \u00e8 insegnamento, essa \u00e8 piena di dottrina, ma questa dottrina si infonde nell&#8217;anima mediante la Grazia e l&#8217;amore. L&#8217;anima che, ispirata dall&#8217;amore, si assimila la virt\u00f9 dei testi, riceve una luce sempre pi\u00f9 grande. La scintilla spirituale, ci\u00f2 che v&#8217;\u00e8 in noi di pi\u00f9 profondo e di pi\u00f9 spontaneo, si alimenta a un focolare incandescente che \u00e8 insieme luce e vita. [&#8230;]<\/p>\n<p>La liturgia \u00e8 il Canto della citt\u00e0 di Dio: canto meraviglioso, dolce e sublime. Ora, se noi dimoriamo nella citt\u00e0 di Dio, e Dio \u00e8 il Padre della citt\u00e0, il Padre che infonde la vita nei suoi figli, li nutre, e veglia su di essi con sollecitudine, non conviene, no, intonare un canto di timore servile, bens\u00ec un canto di timore filiale, di tenerezza rispettosa.\u00bb<\/p>\n<p>Ci piacerebbe che questi concetti, sgorgati dalla pura spiritualit\u00e0 di un frate della prima met\u00e0 del Novecento, venissero meditati a lungo, senza sufficienza, da quanti pensano che solo a partire dalla met\u00e0 di quel secolo, solo dal Vaticano II, la Chiesa abbia trovato la giusta maniera di rapportarsi al mondo moderno: assumendone, per\u00f2, sin troppo, le premesse filosofiche e le prospettive pratiche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire da qualche decennio, specialmente dopo il Concilio Vaticano II (dopo, e non a causa di esso), si \u00e8 diffusa, sempre pi\u00f9, una strana idea,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[117,242],"class_list":["post-26808","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-santa-messa","tag-dio","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-santa-messa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26808"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26808\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30182"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}