{"id":26807,"date":"2018-11-17T03:06:00","date_gmt":"2018-11-17T03:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/17\/liquidare-lassurdo-matriarcato-femminista\/"},"modified":"2018-11-17T03:06:00","modified_gmt":"2018-11-17T03:06:00","slug":"liquidare-lassurdo-matriarcato-femminista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/17\/liquidare-lassurdo-matriarcato-femminista\/","title":{"rendered":"Liquidare l&#8217;assurdo matriarcato femminista"},"content":{"rendered":"<p>La nostra riflessione sulla crisi che ci attanaglia e che sta mettendo in forse la nostra stessa sopravvivenza non sarebbe completa, non sarebbe del tutto sincera e quindi non sarebbe intellettualmente onesta, se non mettessimo in evidenza un fattore che svolge un ruolo decisivo all&#8217;interno di essa, sia come causa, sia come effetto &#8211; difficile stabilire dove finisca una cosa e cominci l&#8217;altra: il sistematico e stupido matriarcato femminile che impone sia all&#8217;uomo, sia alla donna stessa, un ruolo falso e deforme, nel quale n\u00e9 il maschio n\u00e9 la femmina riescono a esprimere le loro migliori potenzialit\u00e0, e tanto meno a unire le loro energie in vista di uno scopo comune. L&#8217;ideologia femminista, che \u00e8 divenuta uno dei pilastri fondamentali della cultura dominante e perci\u00f2 del\u00a0<em>politically correct<\/em>, ha reso pi\u00f9 infelici sia la donna che l&#8217;uomo e non ha contributo affatto a migliorare la condizione della donna, se non sul piano strettamente materiale e formale, nonch\u00e9 su quello giuridico, spesso andando oltre il segno e stabilendo una sorta di principio insindacabile per cui, nelle controversie fra uomo e donna, ad esempio in caso di separazione dei beni dopo un divorzio, e di fissazione delle quote di partecipazione economica per il mantenimento dei figli, la donna riesce spesso a estorcere un reddito fisso dall&#8217;ex marito, che le consente, se costui \u00e8 ricco, una vita agiata senza dover lavorare, semplicemente facendosi mantenere per sempre. Se l&#8217;ex marito, poi, non \u00e8 ricco, molti giudici fissano comunque delle quote di mantenimento superiori alle sue possibilit\u00e0 oggettive, riducendolo in povert\u00e0 e facendogli scontare per tutta la vita l&#8217;errore di aver sposato la donna sbagliata.<\/p>\n<p>L&#8217;ideologia femminista &#8211; perch\u00e9 di un&#8217;ideologia si tratta, non di una verit\u00e0 oggettiva &#8211; parte dal presupposto dell&#8217;assoluta equivalenza fra uomo e donna e pretende di far valere tale uguaglianza anche per mezzo di interventi dall&#8217;esterno, ad esempio fissando le &quot;quote rosa&quot; in politica, in modo da andare verso la parit\u00e0 numerica della rappresentanza parlamentare. Non occorre una particolare acutezza per vedere che, in tal modo, si opera una sostanziale alterazione degli equilibri naturali nei rapporti fra uomo e donna: non si accetta l&#8217;idea che le donne possano ricevere meno voti degli uomini perch\u00e9 giudicate, meditatamente, meno idonee a quel genere di attivit\u00e0; si pretende di sapere che, se gli elettori votano pi\u00f9 per gli uomini che per le donne (in realt\u00e0, anche e soprattutto le elettrici), cio\u00e8 \u00e8 dovuto a un pregiudizio e quindi a una valutazione irrazionale, che deve essere &quot;corretta&quot; stabilendo una normativa <em>ad hoc.<\/em> Si direbbe che le femministe non vedano, o non vogliamo vedere, la contraddittoriet\u00e0 della loro posizione: da un lato rivendicano l&#8217;assoluta eguaglianza &quot;naturale&quot; fra uomini e donne, dall&#8217;altra invocano interventi legislativi per far s\u00ec che ci siano tante donne in parlamento quanti sono gli uomini (o, almeno, che non ce ne siano al di sotto di una certa soglia &quot;sindacale&quot;, da loro stesse stabilita), il che equivale a un trattamento privilegiato. Sarebbe come se un liberista convinto invocasse l&#8217;intervento dello Stato nell&#8217;economia quando si accorge che le imprese private, dei cui interessi si \u00e8 fatto portavoce, non riescono a decollare e soprattutto non riescono a reggere la sfida della concorrenza. In realt\u00e0, o si \u00e8 liberisti o si \u00e8 protezionisti. Se le femministe sono davvero convinte che la donna ha le stesse identiche capacit\u00e0 del maschio in ogni ambito della vita pubblica e privata, fisico e intellettuale, perch\u00e9 non si affidano al giudizio dei fatti? Saranno i fatti a dimostrare se ci\u00f2 corrisponde al vero o se \u00e8, appunto, solo &quot;ideologia&quot;, nel significato pi\u00f9 artificiale dell&#8217;espressione. E lo stesso discorso che facciamo qui in riferimento alla politica, lo si potrebbe fare in tanti altri ambiti, a cominciare dallo sport. Se una donna vale quanto un uomo e se le differenze tra i due generi sono dovute unicamente all&#8217;educazione, perch\u00e9, in tutte le discipline sportive, gli standard fissati per le gare olimpiche sono diversi per gli uomini e per le donne? Eppure &#8211; basta scendere in strada per sincerarsene &#8211; ci sono donne pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 forti di certi uomini; non \u00e8 vero che la donna \u00e8 piccola e fragile in confronto all&#8217;uomo, o meglio, questo non \u00e8 sempre vero. Se le differenze fra i due generi, anatomiche in questo caso, dipendessero solo dalla diversa educazione che \u00e8 stata loro impartita, basterebbe abituare le donne, fin da piccole, a fare lavori pesanti, ad allenarsi in palestra tanto quanto gli uomini pi\u00f9 robusti,\u00a0 e alla fine, nel giro di un paio di generazioni, avremmo delle donne capaci di gareggiare con i maschi su un terreno di perfetta parit\u00e0: nel nuoto, nel lancio del disco, nella corsa, eccetera. Invece non \u00e8 cos\u00ec, e si vede.<\/p>\n<p>Ebbene: cos\u00ec come ci sono le differenze anatomiche, ci sono le differenze intellettuali: negarlo \u00e8 una follia, eppure tutta la societ\u00e0 odierna \u00e8 costruita su questa menzogna e su questa ipocrisia. Attenzione: non stiamo dicendo che la donna \u00e8 inferiore all&#8217;uomo; ma che, come il suo organismo fisico, cos\u00ec la sua intelligenza \u00e8 diversa, funziona in maniera diversa, risponde a una logica diversa. &quot;Diversa&quot; non vuol dire n\u00e9 inferiore, n\u00e9 superiore: significa solamente che non \u00e8 uguale. Ci sono cose che una donna capisce prima, e meglio, di un uomo; e altre in cui l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo \u00e8 pi\u00f9 pronta e pi\u00f9 lucida. Anche la rispettiva attitudine psicologica \u00e8 improntata ad un modo di sentire e di reagire che \u00e8 profondamente differente nei due generi. Chiunque abbia lavorato in un ambiente solo maschile o solo femminile avr\u00e0 notato, dopo cinque minuti, questa profonda differenza; e, sia detto fra parentesi, le donne ne sono cos\u00ec consapevoli, come pure sono tanto consapevoli dei difetti del carattere femminile, che, nella stragrande maggioranza dei casi, se potessero scegliere, preferirebbero lavorare in un ambiente a maggioranza maschile, o almeno con un capoufficio maschio. Equivale a fare un torto alle donne, dire queste cose? Non lo crediamo: la verit\u00e0 non fa torto ad alcuno, tranne a quelli che non accettano la realt\u00e0 delle cose e vorrebbero sostituirla con la realt\u00e0, fittizia, delle ideologie. Anche l&#8217;ubriacatura comunista, che ha imperversato per oltre un secolo nella cultura e nella societ\u00e0 europea, nasceva da una mancata accettazione del principio di realt\u00e0 e pretendeva che tutti gli uomini, se liberati non solo dallo sfruttamento economico, ma anche da qualsiasi differenza sociale, mediante l&#8217;abolizione delle classi, avrebbero manifestato la stessa voglia di lavorare e di concorrere al bene del corpo sociale. Ma la verit\u00e0 non \u00e8 affatto questa: la verit\u00e0 \u00e8 che molti esseri umani, se si vedono assicurata l&#8217;esistenza mediante l&#8217;abolizione per decreto della propriet\u00e0 privata e della libera iniziativa, si accontentano di lavorare solo nella misura del minimo indispensabile, e non si preoccupano affatto del bene comune.\u00a0<\/p>\n<p>Ora, il riconoscimento delle diverse qualit\u00e0 e caratteristiche dell&#8217;uomo e della donna \u00e8 importante proprio al fine di una buona intesa fra i due generi. L&#8217;uomo e la donna possono darsi il meglio l&#8217;uno dell&#8217;altra, se la societ\u00e0 riconosce che le differenze di genere esistono, e che \u00e8 completamente errato volerle cancellare a colpi di decreto. Venendo su un terreno pi\u00f9 concreto, ci sembra di poter affermare che l&#8217;uomo, in generale, possiede pi\u00f9 chiarezza, concettuale e pratica, rispetto al progetto della propria vita, che non la donna. L&#8217;uomo, di solito, sa quel che vuole e come lo vuole ottenere; la donna, molto spesso, si lascia portare dall&#8217;uomo, oppure ondeggia irresoluta fra strade diverse e obiettivi contrastanti. Finch\u00e9 tra i due esisteva una certa gerarchia, cio\u00e8 fino a quando la donna riconosceva all&#8217;uomo questa superiore capacit\u00e0 di progettazione e di volont\u00e0, essi operavano in armonia e contribuivamo entrambi al raggiungimento del fine: il buon andamento della vita familiare, e specialmente dell&#8217;educazione da impartire ai figli. Ma da quando la cultura femminista ha detto alla dona:\u00a0<em>Ebbene, ora sei libera, le tue catene sono stare infrante, puoi fare finalmente ci\u00f2 che vuoi della tua vita<\/em>, ecco che moltissime donne sono andate in crisi, perch\u00e9 non erano, e non sono, preparate ad assumersi in piena autonomia una tale responsabilit\u00e0. Ci\u00f2 si vede anche dalla difficolt\u00e0 che hanno moltissime donne sia a scegliersi l&#8217;uomo giusto (perch\u00e9 nel 99% dei casi \u00e8 la donna che sceglie l&#8217;uomo, salvo poi lasciargli credere di essere stata scelta da lui), sia nel tenere unita la propria famiglia e nel considerarla come un bene fondamentale e irrinunciabile. Parliamo, s&#8217;intende, specialmente della donna moderna, che \u00e8 un prodotto degenerativo della di quella malattia che \u00e8 la modernit\u00e0, cos\u00ec come lo \u00e8 l&#8217;uomo moderno. Dunque, la donna moderna sembra avere un fiuto pressoch\u00e9 infallibile nello scegliere l&#8217;uomo sbagliato: fra un bravo pretendente e un pretendente dal dubbio valore, moltissime donne preferiscono il secondo, se solo \u00e8 ammantato dall&#8217;alone romantico del ribelle o, quanto meno, del trasgressivo. Salvo poi chiedere aiuto ai genitori, ai fratelli, ai carabinieri, al giudice e perfino all&#8217;ambasciatore e alla Farnesina, se quella perla d&#8217;uomo, per amore del quale ha sfidato i consigli del mondo intero, si rivela per ci\u00f2 che \u00e8 e che \u00e8 sempre stato, e che lei sola non aveva saputo o voluto vedere: un fannullone, un violento, un egoista e uno sfruttatore. La stessa difficolt\u00e0 si nota nel tenere unita la famiglia. La donna moderna sente questa responsabilit\u00e0 meno dell&#8217;uomo, cos\u00ec come sente meno dell&#8217;uomo la seriet\u00e0 del legame di coppia. \u00c8 pi\u00f9 pronta e a rompere una relazione e anche a mandare all&#8217;aria un matrimonio che durava da trent&#8217;anni; difficilmente il pensiero dei figli la trattiene. Non stiamo dicendo che la donna faccia con leggerezza una simile scelta; stiamo dicendo che, una volta che ha deciso di farla, in genere giustificandola con l&#8217;amore o con la libert\u00e0, tira dritto per la sua strada senza alcun ripensamento e senza il minimo rimorso, in una maniera che raramente ha l&#8217;eguale nell&#8217;uomo. L&#8217;uomo, specialmente dopo essersi sposato, non \u00e8 incline a mandare all&#8217;aria la propria famiglia, nemmeno se s&#8217;innamora di un&#8217;altra donna. Si dir\u00e0 che ci\u00f2 nasce da un atteggiamento opportunistico, in quanto gli va bene di avere l&#8217;amante per le emozioni forti, e la moglie affinch\u00e9 qualcuno gli lavi e gli stiri le camicie. Senza dubbio, pu\u00f2 essere cos\u00ec per molti uomini. Tuttavia, crediamo vi sia anche qualcos&#8217;altro: e cio\u00e8 che l&#8217;uomo sente pi\u00f9 della donna la sacralit\u00e0 del matrimonio e il valore della famiglia. In questo senso, l&#8217;uomo moderno \u00e8 meno moderno della donna moderna; si \u00e8 modernizzato con pi\u00f9 fatica e con maggiori scrupoli. Se rompe un matrimonio dopo molti anni di legame coniugale e se lascia i figli, lo fa, il pi\u00f9 delle volte, con molti sensi di colpa; la donna, quando decide di farlo, la fa senza voltarsi indietro e si giustifica dicendo a se stessa di non aver mai amato quell&#8217;uomo, e di non togliere nulla ai propri figli se spezza il vincolo coniugale. Anche quando la donna tradisce l&#8217;uomo &#8212; lo testimoniano abbondantemente psicologi e psicoterapeuti &#8212; lo fa accampando un suo &quot;diritto&quot; e asserendo che si tratta di una legittima rivalsa sul marito, che non la capisce e che non meritava la sua devozione; mentre l&#8217;uomo che tradisce la moglie non se ne vanta affatto, salvo in rari casi, anzi se ne vergogna, ma non pu\u00f2 farne almeno, o almeno cos\u00ec dice. Si rilegga la novella di Verga <em>La lupa<\/em> e si vedr\u00e0 chi dei due, fra il genero che tradisce la moglie e la suocere che oltraggia la figlia andando a letto col genero, ha scrupoli e senso di vergogna. Del resto, la letteratura testimonia ampiamente la verit\u00e0 della nostra asserzione. Anna Karenina, quando s&#8217;innamora di Vrosnskij, lascia il marito e lascia anche il figlio: soffrendo, ma senza esitare. Il guaio \u00e8 che non \u00e8 felice neanche dopo; tutt&#8217;altro. Come non \u00e8 felice Madame Bovary dopo aver tradito suo marito, e averlo tradito con uomini da nulla, con dei buoni a niente che lei, per\u00f2, aveva scambiato per dei meravigliosi Principi Azzurri. Colpa del destino, dunque? Niente affatto: colpa della donna.<\/p>\n<p>E qui entra in gioco un altro aspetto dominante del carattere femminile: la smania di dominio. La donna vuol dominare, vuole esercitare il potere, non importa se in forma obliqua e non del tutto esplicita; vuole avere il controllo sull&#8217;uomo, sul marito e sui figli. Allo stesso tempo, si sente spinta a competere con tutte le altre donne, fossero pure sua madre, sua figlia o sua sorella. \u00c8 frequentissimo che una donna si prenda come amante il marito della sua amica, non a dispetto di questa circostanza, che dovrebbe scoraggiarla, ma proprio a causa di essa: \u00e8 una situazione che la stimola, perch\u00e9 si tratta di rubare l&#8217;uomo a un&#8217;altra e cos\u00ec dimostrare a tutti, anche e soprattutto a se stessa, di valere pi\u00f9 di lei. In definitiva, sia il bisogno compulsivo di dominare gli altri, sia quello di portar via l&#8217;uomo alle altre donne, nascondo da una stessa causa: la malattia dell&#8217;ego. Non importa se l&#8217;ego della donna \u00e8 ipertrofico per narcisismo o per insicurezza; di fatto, \u00e8 la stessa cosa: sono le due facce della stessa medaglia. Stando cos\u00ec le cose, la salvezza, cio\u00e8 la stabilit\u00e0 del legame fra uomo e donna e la protezione della famiglia, ricade principalmente sulle spalle dell&#8217;uomo. Cio\u00e8, le cose funzionano quando la donna riconosce all&#8217;uomo un ruolo direttivo nell&#8217;orientamento della vita comune, e riesce a contenere le due spinte distruttive di cui si \u00e8 detto, limitando la smania di controllare tutto e tutti e inibendosi la sfida di soffiare l&#8217;uomo alle altre donne. Ma perch\u00e9 ci\u00f2 accada bisogna che la donna faccia un passo indietro rispetto alle tanto decantate <em>conquiste<\/em> del femminismo, cosa difficilissima, dato che un&#8217;altra caratteristica femminile \u00e8 l&#8217;ostinazione. D&#8217;altra parte, basta che la donna si guardi allo specchio e si chieda onestamente: <em>sono pi\u00f9 felice, pi\u00f9 realizzata, pi\u00f9 in pace con me e con gli altri, ora che ho conquistato l&#8217;assoluta parit\u00e0 con l&#8217;uomo, e forse qualcosa in pi\u00f9?<\/em> Ma qui emerge il problema principale per chi vuole uscire dal vicolo cieco della modernit\u00e0: la difficolt\u00e0 di ammettere l&#8217;errore. Ci\u00f2 richiede umilt\u00e0; e chi ne ha, di questi tempi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra riflessione sulla crisi che ci attanaglia e che sta mettendo in forse la nostra stessa sopravvivenza non sarebbe completa, non sarebbe del tutto sincera<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[138],"class_list":["post-26807","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-femminismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26807"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26807\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}