{"id":26799,"date":"2015-10-31T12:47:00","date_gmt":"2015-10-31T12:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/31\/il-limite-della-politica-e-che-chi-sa-non-puo-fare-e-chi-puo-fare-non-sa\/"},"modified":"2015-10-31T12:47:00","modified_gmt":"2015-10-31T12:47:00","slug":"il-limite-della-politica-e-che-chi-sa-non-puo-fare-e-chi-puo-fare-non-sa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/31\/il-limite-della-politica-e-che-chi-sa-non-puo-fare-e-chi-puo-fare-non-sa\/","title":{"rendered":"Il limite della politica \u00e8 che chi sa, non pu\u00f2 fare; e chi pu\u00f2 fare, non sa"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile affidare la politica a delle persone che ignorano completamente la scienza della politica, e che si limitano a gestire il potere come possono, meglio (o peggio) che possono, cos\u00ec, vivendo alla giornata, improvvisando, come dei dilettanti, senza un progetto coeso, senza una conoscenza specifica, senza un supporto concettuale rigoroso del loro agire e del loro operare?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare una cosa impossibile e incredibile, eppure questa, a un dipresso, \u00e8 la situazione nella quale attualmente ci troviamo: i politici del sistema democratico, nella sua versione plutocratica e demagogica, non si preoccupano minimamente di sapere cosa sia la scienza della politica; o, se si preferisce &#8212; non cambia poi molto, se si guarda alla sostanza delle cose: il concetto \u00e8 quello &#8212; l&#8217;arte della politica (perch\u00e9 qualsiasi arte, dalla pittura alla poesia, dall&#8217;architettura alla musica, \u00e8 anche una scienza); non la studiano, non la meditano, non si confrontano con essa: ritengono che sia una cosa riservata agli storici o ai filosofi della politica, e che non riguardi affatto loro, che si occupano di cose molto pi\u00f9 serie e concrete: si occupano di governare.<\/p>\n<p>Eppure, fin dai tempi di Francis Bacon, \u00e8 ormai anche troppo chiaro che \u00absapere \u00e8 potere\u00bb: da cui non deriva che si debba fare propria la filosofia, brutalmente strumentale e calcolante, di Bacone (noi, personalmente, crediamo l&#8217;esatto contrario), ma certamente implica che con questa realt\u00e0 ci si debba confrontare: non si pu\u00f2 fare finta che non esista, o che, quanto meno, non ne esista la possibilit\u00e0. Sapere, in politica cos&#8217; come nella scienza, \u00e8 la possibilit\u00e0 di agire in maniera consapevole e adeguata: non obbligo di agore; soltanto possibilit\u00e0. L&#8217;errore dei &quot;baconiani&quot;, di ieri e di sempre, \u00e8 proprio quello di confondere possibilit\u00e0 e necessit\u00e0; e di dare per scontato che tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto, debba anche essere fatto.<\/p>\n<p>Resta comunque il problema: chi non sa, non pu\u00f2 nulla; ma chi sa, pu\u00f2, se lo ritiene giusto, se le circostanze lo esigono, se l&#8217;interesse generale lo richiede. Tale dovrebbe essere il compito della politica: agire in vista del pubblico bene; realizzare, per quanto possibile, la giustizia e la pace fra gli uomini. Tuttavia, perch\u00e9 ci\u00f2 accada, o perch\u00e9 ci\u00f2 sia realmente possibile, bisogna che i politici sappiano e possano: se sanno, ma non possono; o se possono, ma non sanno, l\u00e0 \u00e8 tradita la politica, la funzione politica viene meno, si eclissa. E gli uomini sono abbandonati a se stessi. Peggio ancora: sono abbandonati, ma dormano sonni (pi\u00f9 o meno) tranquilli, perch\u00e9 s&#8217;immaginano che chi deve agire, agisca, e agisca nella maniera appropriata ai loro interessi. Per cui la situazione odierna si pu\u00f2 paragonare a una nave da crociera che se ne vada alla deriva, con il comandante, il pilota e tutto l&#8217;equipaggio impotenti, o ubriachi, o drogati; e con i passeggeri che, avendo pagato il biglietto, se ne stanno tranquilli e sereni, convinti di trovarsi in buone mani.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 creata questa situazione, assurda e pericolosa? Per svariati motivi; ma due spiccano fra tutti: uno fisiologico, l&#8217;altro specifico. Il motivo fisiologico \u00e8 che, nella democrazia moderna, dominata dai poteri occulti della finanza, il potere politico \u00e8 svuotato e delegittimato alla radice: per cui i politici, tanto se sono al governo, quanto se sono all&#8217;opposizione, si limitano sostanzialmente a recitare un gioco delle parti, nel quale n\u00e9 gli uni, n\u00e9 gli altri, sono capaci di esercitare un potere effettivo: si limitano a fingere di averlo, mentre, in realt\u00e0, sono ridotti a prendere ordini da un potere che \u00e8 al di sopra della politica, e che, se non si comportano secondo le intenzioni di chi li ha spinti nelle posizioni che occupano, li pu\u00f2 sostituire in qualsiasi momento con dei burattini pi\u00f9 docili. Il motivo specifico, invece, \u00e8 che in una democrazia formale e demagogica, non solo non \u00e8 necessario, ma non \u00e8 nemmeno utile conoscere e applicare la scienza della politica.<\/p>\n<p>In un sistema di democrazia formale e demagogica, dominato dai burattinai dell&#8217;alta finanza e della grande industria internazionale, quel che si chiede al politico-burattino \u00e8 di dare l&#8217;impressione di accontentare l&#8217;elettore, facendo ogni sorta di promesse, minimizzando le difficolt\u00e0, nascondendo gli inconvenienti e i pericoli, assicurando il minimo dei sacrifici e dei doveri e garantendo, almeno a parole, il massimo dei diritti e dei vantaggi. Per esempio, si pu\u00f2 promettere agli elettori che verr\u00e0 abolita una certa tassa o una certa imposta; non importa se quella medesima tassa o quella stessa imposta verranno reintrodotte, di l\u00ec a poco tempo, sotto una formula diversa, designandole con un altro nome o con un&#8217;altra sigla: dal momento che ci\u00f2 che conta non \u00e8 la sostanza delle cose, ma la mera apparenza.<\/p>\n<p>In queste condizioni, la scienza della politica non serve a nulla; per cui \u00e8 inutile studiarla, ed \u00e8 folle tentare di tradurne in pratica gli insegnamenti. Ecco perch\u00e9 la classe politica attuale, in Italia specialmente, ma un po&#8217; ovunque nel mondo cosiddetto democratico &#8211; e, in realt\u00e0, plutocratico &#8212; \u00e8 arrivata ad un punto quasi inverosimile d&#8217;ignoranza: non \u00e8 certo la cultura ad essere richiesta agli uomini e alle donne i quali, oggi, imboccano le strade della politica. Non \u00e8 che vogliamo idealizzare la vecchia classe politica, quella di una o due generazioni fa; sappiamo bene che aveva anch&#8217;essa i suoi limiti, a volte pesantissimi, tanto sul piano del condizionamento ideologico, quanto su quello del servilismo verso il proprio apparato, ed anche sul versante della corruzione. E tuttavia, nel complesso, era infinitamente migliore di quella attuale: perch\u00e9 essa era formata, in prevalenza, da persone che <em>sapevano<\/em>, anche se, di solito, non <em>potevano<\/em>; mentre ora \u00e8 formata da persone che <em>non sanno, non possono e nemmeno vogliono.<\/em> Da persone giunte ai vertici del &quot;potere&quot; (o del simulacro del potere) attraverso ignobili intrallazzi e degradanti forme di prostituzione, anche di tipo sessuale, ma che brillano per la loro clamorosa, colossale, quasi inverosimile ignoranza.<\/p>\n<p>Sarebbe interessante mettere un atlante geografico fra le mani di un rappresentante &quot;medio&quot; della classe politica attuale, e domandargli di trovare, entro un tempo ragionevole, questo o quello stato, questa o quella citt\u00e0, conosciuta a livello internazionale. Oppure rivolgergli qualche domanda, sia pure modesta e superficiale, sulla storia, anche recente, del nostro Paese (per non parlare dell&#8217;Europa o del mondo): crediamo che il risultato di una simile inchiesta sarebbe oltremodo scoraggiante. Ora, se questo avviene per la geografia e per la storia, figuriamoci per la scienza della politica. Perch\u00e9 essere capaci, occorrendo, di citare qualche nome, qualche fatterello, potrebbe anche rientrare nel copione del politico-burattino, servo e demagogo nello stesso tempo; ma la scienza della politica, a che cosa mai gli potrebbe servire? Forse a misurare la distanza abissale che si \u00e8 spalancata fra ci\u00f2 che la politica dovrebbe fare e dovrebbe essere, e quello che essa, effettivamente, fa, ed \u00e8?<\/p>\n<p>Osservava, a questo proposito, gi\u00e0 trentacinque anni or sono &#8212; perch\u00e9 non stiamo parlando di questioni che erano assolutamente imprevedibili, o che siano piovute dal pianeta Marte, ma di problematiche che erano prevedibilissime, e che avrebbero dovuto sospingere la politica stessa a cercare i possibili correttivi &#8211;\u00a0il filosofo Giovanni Sartori \u00a0(in: G. Sartori, \u00abLa politica. \u00a0Logica e metodo delle scienze sociali\u00bb, Milano, Sugarco Edizioni, 1979, pp. 184-5):<\/p>\n<p><em>\u00abNelle \u00a0 scienze per antonomasia, chi ha in mano la teoria ha in mano anche la pratica. Non si pu\u00f2 dire al fisico: tu studia l&#8217;atomo, a fare la bomba atomica ci penso io. \u00a0N\u00e9 si pu\u00f2 dire al medico: tu scrivi i tuoi trattati, e a curare gli ammalati provveder\u00e0 un altro. Cio\u00e8 a dire, in moltissimi casi non c&#8217;\u00e8 sdoppiamento tra chi sa e chi fa. Ma nel settore politico, chi ha in mano la teoria non ha in mano la pratica, e cio\u00e8 il potere di applicarla. Se questa \u00e8 una situazione anomala, non \u00e8 del tutto ingiustificata. La differenza tra il caso della scienza politica, e quella delle altre scienze, ha una sua profonda ragion d&#8217;essere. Questa: che le altre scienze studiano come manipolare &#8216;cose&#8217;; laddove la scienza politica investe la manipolazione di &#8216;uomini&#8217;. Per la maggior parte delle altre scienze il problema \u00e8 accertare fin dove il sapere ci consenta di arrivare. Per la scienza politica il problema \u00e8 anche, e in pi\u00f9, di stabilire &#8216;quanto potere&#8217; conviene attribuire a \u00a0alcuni uomini. La perplessit\u00e0 \u00e8: \u00e8 prudente dare il potere di &#8216;tradurre in pratica il sapere&#8217;?<\/em><\/p>\n<p><em>Questa perplessit\u00e0 si riflette nella tesi di chi vede nello sdoppiamento tra lo scienziato della politica e il politico senza scienza, un modo di neutralizzare l&#8217;uno con l&#8217;altro. Gli si pu\u00f2 dar torto? Se si pensa che il nostro sapere \u00e8 giunto a un punto nel quale non \u00e8 difficile attuare una &#8216;ingegneria dell&#8217;anima&#8217;, e se si considera che il problema \u00e8 di attribuire ad alcuni uomini un potere che li metta in grado (volendo) di trattare altri uomini come &#8216;animali da vivisezione&#8217;, non sar\u00f2 certo io a raccomandare imprudenze. Ma concedere che \u00e8 prudente sdoppiare \u00a0&#8211; in sede politica &#8211; il potere dal sapere, non equivale affatto a dire che chi &#8216;fa politica&#8217; ha titolo per ignorare lo studioso del fare politica. Il politico ascolta, o quantomeno interpella, l&#8217;economista. Perch\u00e9 non interpella, o interpella assai meno, il politologo? Si risponder\u00e0 che il primo \u00e8 assai pi\u00f9 avanti del secondo. Ma questa risposta non convince fino in fondo. Per poco avanti che sia, il politologo \u00e8 sempre immensamente pi\u00f9 avanti del politico. La risposta vera temo dunque che sia un&#8217;altra: che il guaio sta &#8211; quantomeno in casa nostra &#8211; in un diffuso, colossale, e davvero colpevole &#8216;analfabetismo politologico&#8217;. La nostra classe politica \u00e8 davvero fatta, oramai, di animali antidiluviani, che sanno talmente poco, o talmente nulla, da non sapere nemmeno che la scienza politica esiste. \u00a0Con questo, in breve, \u00e8 detto tutto. Ed \u00e8 anche detto \u00a0con quale speranza (che \u00e8 sempre l&#8217;ultima dea) \u00a0questo corso viene pubblicato e ora si conclude: che la scienza politica, come qui tratteggiata, serva a educare persone serie e, per quanto possibile, addestrate ad affrontare i sempre pi\u00f9 aggrovigliati problemi che ci stanno franando addosso: non soltanto, ma certo anche, per ignoranza, per sbagli a catena.<\/em><\/p>\n<p><em>Se dunque, in Italia, \u00e8 pi\u00f9 esatto parlare di &#8216;inefficacia&#8217; \u00a0che non di efficacia della scienza politica, la colpa non \u00e8 della scienza. Sar\u00e0 anche una scienza gracile; ma il rimedio \u00e8 nell&#8217;irrobustirla, non certo nell&#8217;ignorarla. UN SAPER PER APPLICARE PUR SEMPRE OCCORRE; e occorre sempre pi\u00f9.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>La domanda, giunti a questo punto della nostra riflessione, \u00e8 e rimane sempre la stessa: in che modo si pu\u00f2 uscire da una simile situazione?<\/p>\n<p>Come si vede, ci troviamo in presenza di un circolo vizioso. La politica \u00e8 degradata al ruolo di serva del potere finanziario; la scienza della politica insegna a governare secondo giustizia e nella ricerca del pubblico bene; dunque, se la politica non \u00e8 pi\u00f9 in grado di perseguire &#8212; tranne che a parole &#8212; la giustizia e il pubblico bene, allora nemmeno la scienza della politica serve pi\u00f9 a qualcosa, e tanto vale che i politici continuino ad ignorarla. Dobbiamo allora rassegnarci a questa ignoranza, a questa impotenza, a questa spiacevole commedia, cui si \u00e8 ridotta la funzione politica?<\/p>\n<p>Noi non lo crediamo. \u00c8 proprio sulla stanchezza, sullo scoraggiamento e sulla rassegnazione che contano i veri padroni della politica: i detentori di uno smisurato, abnorme, delirante potere finanziario, fatto in gran parte di cambiali inesigibili e fondato su quantit\u00e0 di denaro inesistente. Questo potere \u00e8 abbastanza folle e abbastanza cinico da non escludere alcuna &quot;soluzione&quot; al corto circuito che la sua stessa preponderanza ha provocato: ivi compresa l&#8217;opzione militare globale, ossia la terza guerra mondiale. Quella dopo la quale gli esseri umani, o quelli che di loro esisteranno ancora, ricominceranno a combattersi non pi\u00f9 con le bombe all&#8217;idrogeno o con le armi chimiche e batteriologiche, ma, al massimo, a colpi di clava.<\/p>\n<p>La nostra reazione, allora, deve partire da un soprassalto di consapevolezza, da una riassunzione di responsabilit\u00e0. Una volta accettato lo schema democratico, bisogna riscoprire l&#8217;importanza del dovere civico, mentre, finora, ci siamo trastullati quasi esclusivamente con la rivendicazione dei diritti, sempre pi\u00f9 azzardati, sempre pi\u00f9 artificiali, sempre pi\u00f9 divisivi. Non esiste democrazia senza assunzione di responsabilit\u00e0 &#8212; e di sacrificio, anche personale &#8211; da parte di tutti e di ciascuno: nell&#8217;<em>Ancien r\u00e9gime<\/em> bastava che al governo pensassero in pochi, il sovrano e i suoi ministri; ora devono pensarci tutti, per\u00f2 in maniera cosciente e costruttiva.<\/p>\n<p>La scienza della politica deve tornare all&#8217;ordine del giorno: deve entrare a far parte della formazione culturale del cittadino. Solo cos\u00ec, diffondendola fra la gente, anche i politici si sentiranno obbligati a conoscerla, a studiarla, a cercare di applicarla. Questo li metter\u00e0 in rotta di collisione con il potere finanziario: tanto meglio. Esso \u00e8 un cancro che va affrontato e, per quanto doloro sia, estirpato. Forse \u00e8 gi\u00e0 tardi; forse \u00e8 sopravvenuta la metastasi. Ma bisogna tentare, finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una possibilit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile affidare la politica a delle persone che ignorano completamente la scienza della politica, e che si limitano a gestire il potere come possono, meglio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26799","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26799","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26799"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26799\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26799"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26799"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26799"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}