{"id":26795,"date":"2008-04-26T07:33:00","date_gmt":"2008-04-26T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/26\/il-malefico-libro-di-dzyan-e-la-storia-proibita-dellumanita-seconda-parte\/"},"modified":"2008-04-26T07:33:00","modified_gmt":"2008-04-26T07:33:00","slug":"il-malefico-libro-di-dzyan-e-la-storia-proibita-dellumanita-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/04\/26\/il-malefico-libro-di-dzyan-e-la-storia-proibita-dellumanita-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Il malefico \u00abLibro di Dzyan\u00bb e la storia proibita dell&#8217;umanit\u00e0 (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p>Esistono, nella storia delle cosiddette scienze occulte, due generi di &quot;libri maledetti&quot;: quelli relativi alle pratiche della magia nera &#8211; i grimori -, come la famigerata <em>Clavicola di Salomone<\/em>; e quelli relativi alla storia segreta dell&#8217;umanit\u00e0, che narrano vicende altrimenti sconosciute e, generalmente, in contrasto con quanto insegnato sia dalla scienza accademica, sia dalle religioni, come \u00e8 il caso del <em>Libro di Dzyan.<\/em><\/p>\n<p>Ci siamo gi\u00e0 occupati dei primi, sia pure di sfuggita, in un precedente lavoro intitolato <em>Il giardino d&#8217;inverno<\/em> (1), consultabile anche sul sito di Arianna Editrice. Anche il celebre <em>Necronomicon<\/em> dello scrittore Herbert Phillipis Lovecraft, dovrebbe rientrare in questa categoria; bench\u00e9, trattandosi &#8211; come sembra &#8211; di un&#8217;opera appartenente agli <em>pseudo-biblia<\/em>, sia difficile definirne esattamente il contenuto. Come sapere con certezza di che cosa parla un libro di cui tutti parlano, ma che, molto probabilmente, non esiste? Anche su di esso, comunque, ci siamo soffermati, nel corso di una conferenza tenuta il 30 marzo del 2007 presso il palazzo Foscolo di Oderzo<em>,<\/em> e dedicata al narratore di Providence, per cui non indugeremo oltre su tale argomento. (2)<\/p>\n<p>Possiamo solo aggiungere che in alcune opere dello stesso Lovecraft, e particolarmente nel romanzo <em>Le montagne della follia<\/em>, ricorrono elementi tipici della seconda categoria dei &quot;libri maledetti&quot;, ossia un racconto della storia dell&#8217;umanit\u00e0 che comprende interventi di esseri spaziali, lotte fra questi e i primitivi abitanti del nostro pianeta, che sarebbero stati intelligenti, ma non umani; catastrofi dimenticate e concrete possibilit\u00e0 di un &quot;ritorno&quot;, pi\u00f9 o meno minaccioso, dei Grandi Antichi che, in un lontano passato, erano stati costretti ad allontanarsi nelle profondit\u00e0 siderali.<\/p>\n<p>Possiamo anche notare un&#8217;altra cosa, e cio\u00e8 che Lovecraft, in due suoi racconti, <em>L&#8217;abitatore del buio<\/em> e <em>Il diario di Alonzo Typer<\/em> (quest&#8217;ultimo, scritto a pagamento per un certo William Lumley), cita espressamente il <em>Libro di Dzyan<\/em> come tipico esempio di &quot;libro maledetto&quot;, in un contesto narrativo che sta al confine fra il genere <em>horror<\/em> e quello <em>fantasy<\/em>; il che, probabilmente, ha contribuito alla diffusione della sua conoscenza entro la cerchia degli appassionati di questi due particolari rami della letteratura fantastica, ma non ha certo giovato alla eventualit\u00e0 che qualche studioso d&#8217;impostazione accademica lo prendesse sul serio in quanto opera <em>storica<\/em>, e sia pure con tutte le dovute cautele e le necessarie verifiche.<\/p>\n<p>In effetti, l&#8217;unica versione nota in occidente del <em>Libro di Dzyan<\/em> \u00e8 quella che Helena Petrovna Blavatskij ha tradotto in versi, intitolandola <em>Le Stanze dal Libro di Dzyan<\/em> (di fatto, sovente i non specialisti confondono i due titoli e le due opere) ed esponendola nel suo volume <em>La dottrina segreta<\/em> (3); che, assieme ad *Iside svelata<strong>,<\/strong> \u00e8 generalmente considerata l&#8217;opera pi\u00f9 importante della mistica russa e fondatrice della Societ\u00e0 Teosofica.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, <em>La dottrina segreta<\/em>, pubblicata per la prima volta nel 1888, in ben otto volumi, \u00e8 un&#8217;opera la quale &#8211; sia per la mole spropositata, che per l&#8217;estrema complessit\u00e0 del linguaggio &#8211; ben poche persone hanno avuto la possibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di leggere integralmente; tanto che, se si pu\u00f2 dire che assai pochi sono stati e sono i marxisti che abbiano letto davvero tutto <em>Il capitale<\/em>, crediamo che perfino tra teosofi non siano molti coloro che possano vantarsi di aver letto dall&#8217;inizio alla fine questo libro sconcertante di Madame Blavatskij.<\/p>\n<p>Abbiamo detto sconcertante; e la ragione non risiede solamente nel fatto che vi si traccia una storia estremamente varia e complessa delle origini dell&#8217;Universo, della Terra e della vita su di essa, evidentemente assai prima che vi fosse qualcuno capace di registrarla, ma anche nel fatto che nessuno, in effetti, ha mai visto il <em>Libro di Dzyan<\/em>, almeno in Occidente. Circa la sua effettiva esistenza, infatti, possediamo la sola testimonianza di Helena Blavatskij; la quale, a sua volta, sosteneva di essere stata nel Tibet, A Lhasa, dove avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di prenderne visione e stenderne un compendio in versi; ma gli studi sulla sua biografia tendono a mettere in dubbio che ella sia realmente penetrata in quel Paese, allora quasi inaccessibile agli stranieri, in special modo occidentali.<\/p>\n<p>Come se ci\u00f2 non bastasse, la teosofa russa sosteneva che esso era scritto in una lingua pre-ariana ora completamente dimenticata, il senzar; e che esso sarebbe stato dettato dagli Atlantidi, ossia i membri della quarta razza &quot;creata&quot; sul nostro pianeta dagli d\u00e8i &quot;costruttori&quot; provenienti dallo spazio, e poi distrutta da una immensa catastrofe e sommersa dalle acque di un Diluvio (mentre la razza attuale, alla quale noi apparteniamo, sarebbe la quinta della serie). Ma non esistono prove dell&#8217;esistenza della lingua senzar, esattamente come nel caso delle fantomatiche &quot;tavolette Naacal&quot; di James Churchward, sostenitore dell&#8217;esistenza di una antichissima civilt\u00e0 del Pacifico situata nel continente, ora scomparso, di Mu; n\u00e9 si capisce come avrebbe fatto Madame Blavatskij a tradurre una lingua morta e totalmente sconosciuta.<\/p>\n<p>Una possibile spiegazione sarebbe che la copia originale del <em>Libro di Dzyan<\/em>, di cui esistono forse anche dei codici posteriori, non consisterebbe in un libro vero e proprio, come noi lo intendiamo, fatto cio\u00e8 di pagine riempite da caratteri destinati alla lettura; bens\u00ec sarebbe una sorta di oggetto &quot;magico&quot; il cui contenuto verrebbe compreso intuitivamente, per via telepatica, da coloro i quali vi poggiano sopra la mano sinistra, ma solo a determinate condizioni: in particolare, quella di possedere una mente ed un cuore sgombri da secondi fini o desideri impuri. Tale, infatti, \u00e8 la descrizione che la teosofa russa fa di questo libro &quot;maledetto&quot;.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che una simile ipotesi di lavoro non pu\u00f2 soddisfare le esigenze degli studiosi di formazione accademica; i quali, di conseguenza, si rifiutano semplicemente di prenderla anche solo in considerazione. D&#8217;altra parte, bisogna riconoscere che perfino nell&#8217;ambiente dei teosofi esistono opinioni contrastanti circa l&#8217;autenticit\u00e0 del libro; e se David Reigle propende per collegarlo al <em>Kalachakra Tantra<\/em>, famoso testo del buddismo Vajrayana, dal canto suo Sylvia Cranston (pseudonimo di Anita Atkins) pensava che il <em>Libro di Dzyan<\/em> non sia mai esistito, e che, pertanto, le <em>Stanze dal Libro di Dzyan<\/em> altro non siano che un parto della mente (ma non necessariamente di carattere fantastico) di Helena Blavatskij. (4)<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, accenni al <em>Libro di Dzyan<\/em> esistono gi\u00e0 prima della mistica russa, anche se si tratta di notizie chiaramente di seconda mano: ne parlano, fra l&#8217;atro, il matematico e astronomo francese Jean Sylvain Bailly (1736-1793), alla fine del XVII secolo, e un occultista, sempre francese, Luois Jacolliot (1837-1890), nel secolo successivo.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, prima di liquidare le <em>Stanze<\/em> di madame Blavatskij come un&#8217;opra di pura fantasia, bisogna tenere presente il fatto che, ne <em>La dottrina segreta<\/em>, ella si serve di un immenso apparato di riferimenti e citazioni dalle fonti pi\u00f9 disparate. Molti hanno gridato al plagio e si sono soffermati a mostrare quanti passi ella abbia tolto da altri autori, senza citarne la fonte; ma la cosa \u00e8 pi\u00f9 complessa di come sembra, perch\u00e9 ricerche accurate avrebbero dimostrato che, in moltissimi casi., ella <em>non possedeva affatto i testi in questione, n\u00e9 avrebbe potuto procurarseli facilmente<\/em>. Questa circostanza riportata sul tappeto la questione della telepatia e della supposta capacit\u00e0, da parte del <em>medium<\/em> &#8211; ed Helena Blavatskij certamente possedeva doti medianiche &#8211; di accedere a quel grande deposito di conoscenze cosmiche che \u00e8 l&#8217;<em>Akhasa<\/em>, ove tutti gli eventi &#8211; passati, presenti e futuri &#8211; sono per cos\u00ec dire fedelmente registrati, come su un nastro magnetico, e del quale ci siamo altra volta occupati. (5)<\/p>\n<p>I cultori della Tradizione parlano dell&#8217;Akasa come di una realt\u00e0 dimensionale diversa dalla nostra, ma in qualche modo parallela e, a determinate condizioni, comunicante con essa, alla quale possono accedere appunto le persone dotate di particolari poteri. Si tratterebbe di una sorta di grande &quot;deposito cosmico&quot; ove sussistono, in una condizione intermedia tra la fisica e la psichica, tutti gli enti che sono stati, che sono e che saranno, tutti i mondi possibili che la mente pu\u00f2 evocare, compresi i sogni a occhi aperti dei bambini.<\/p>\n<p>Scrive Yves Naud, un autore francese gi\u00e0 ben conosciuto dal pubblico italiano per il volume <em>La vendetta dei Faraoni<\/em> (Ginevra, 1977; ripubblicato dai Fratelli Melita Editori, La Spezia, 1990), nel suo <em>Enigmi degli U. F. O. e degli extraterrestri<\/em> (6):<\/p>\n<p><em>&quot;Esistono, nel mondo, dei libri maledetti che una sorta di \u00abSanta Alleanza contro il sapere\u00bb ha combattuto aspramente dai tempi pi\u00f9 remoti fino ai nostri giorni?<\/em><\/p>\n<p><em>Da Lovecraft a Sax Rohmer , da Edgar Wallace a Coleridge. Il tema del \u00ablibro maledetto\u00bb ha ispirato numerosi scrittori. Bastano pochi esempi a dimostrare che no si tratta sempre di un tema puramente letterario. Nel 1885 Saint-Yves d&#8217;Alveydre, considerato uno dei primi teorici della Sinarchia, riceve l&#8217;ordine, sotto pena di morte, di distruggere la sua ultima opera<\/em> Mission de l&#8217;Inde en Europe et Mission de l&#8217;Europe en Asie. <em>Sain Yves obbedisce all&#8217;ordine. Un solo esemplare sfugge miracolosamente alla distruzione.<\/em><\/p>\n<p><em>Dodici anni dopo, nel 1897, gli eredi dello scrittore Stanislas de Guaita, uno dei maestri dell&#8217;occultismo, ricevono a loro volta l&#8217;ordine di far sparire quattro manoscritti inediti che trattavano di magia nera. In questo caso, tutti i testi vengono distrutti; nulla resta, da nessuna parte, di quei quattro libri.<\/em><\/p>\n<p><em>Si potrebbe proseguire con gli esempi&#8230; Dall&#8217;antichit\u00e0 ai giorni nostri, la lista dei libri maledetti \u00e8 lunghissima. Ci limiteremo, qui, a raccontare la storia di uno di questi libri. Una strana storia, come vedremo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo il<\/em> Libro di Dzyan<em>, i primi uomini della Terra erano discendenti dai Celesti o Pitris, venuti dalla Luna.<\/em><\/p>\n<p><em>Il testo descrive l&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo dalla prima razza fino alla quinta &#8211; la nostra &#8211; che si ferma alla morte di Krishna cinquemila anni fa. Scritto in una lingua assolutamente sconosciuta, il<\/em> senzar<em>, si dice che sia stato dettato agli Atlantidi da esseri divini. Il<\/em> Libro di Dzyan <em>parla delle dinastie atlantidi divine e ricorda i \u00abre del Sole\u00bb che occupavano \u00abtroni celesti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Quest&#8217;epopea religiosa non potrebbe essere il ricordo distorto di extraterrestri, di Venusiani che si posarono sulla Luna e poi sulla Terra? I \u00abre del sole\u00bb sono forse uomini dello spazio venuti a \u00abcolonizzare\u00bb la Terra su macchine spaziali?<\/em><\/p>\n<p><em>Come \u00e8 stato scoperto il<\/em> Libro di Dzyan<em>? Quali segreti nasconde? Presenta davvero dei pericoli per la nostra civilt\u00e0, come pretendono alcuni ricercatori?(&#8230;)<\/em>_3C/p>\n<p><em>\u00c8 alla fine del XVIII secolo che il mondo occidentale sente parlare per la prima volta del<\/em> Libro di Dzyan. <em>In quell&#8217;occasione, l&#8217;astronomo Bailly afferma che il manoscritto viene dalle Indie, ma che in effetti \u00e8 stato scritto&#8230; sul pianeta Venere!<\/em><\/p>\n<p><em>Nel XIX secolo, un altro Francese, Louis Jacolliot, si interessa del<\/em> Libro di Dzyan <em>che egli chiama<\/em> Le Stanze di Dzyan. <em>Ma la sventura sembra accanirsi contro tutti cloro che pretendono di possedere il manoscritto.<\/em><\/p>\n<p><em>Per qualche anno i ricercatori &#8211; cedendo alla superstizione &#8211; rinunciano allo studio del manoscritto. Ma la questione torna alla ribalta con l&#8217;entrare in scena della famosa teosofa Elena Blavatskij.<\/em><\/p>\n<p><em>Elena Petrovna Blavatskij nasce in Russia il 30 luglio 1831. Fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 sembra essere vittima &#8211; o istigatrice &#8211; di forze malefiche. Il giorno del battesimo la pianeta del pope prende fuoco senza motivo, il che provoca il panico tra gli invitati, molti dei quali rimangono feriti.<\/em><\/p>\n<p><em>La serie nera continua via via che Elena cresce. A cinque anni si diverte a ipnotizzare i suoi compagni di giochi: uno di essi si getta in acqua e annega.<\/em><\/p>\n<p><em>A quindici anni Elena manifesta doni di chiaroveggenza che terrorizzano la famiglia: smaschera alcuni criminali che la polizia non riusciva ad arrestare. Per tutto ringraziamento le autorit\u00e0 pensano di&#8230; metterla in prigione sostenendo che turba l&#8217;ordine pubblico. La famiglia interviene e la sposare, sperando che il matrimonio faccia sparire quei doni imbarazzanti. Ma Elena fugge e raggiunge il porto di Odessa, dove si imbarca per Costantinopoli., Da l\u00ec passa in Egitto. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Al Cairo Elena vive con un mago di origine copta che le manifesta l&#8217;esistenza di un libro maledetto, dai poteri nefasti.<\/em><\/p>\n<p>Si trattava, naturalmente, del <em>Libro di Dzyan<\/em>, del quale Helena Blavatskij si mise alla ricerca e che fin\u00ec per trovare, forse con l&#8217;aiuto di quei &quot;Maestri occulti&quot; tibetani dei quali ella ha parlato frequentemente, e sulla cui realt\u00e0 e natura si dividono, su fronti opposti, coloro che la considerano una ciarlatana, e sia pure dotata di facolt\u00e0 insolite e di una certa genialit\u00e0 istrionesca, e coloro che la considerano una autentica iniziata.<\/p>\n<p>Tra questi ultimi, Paola Giovetti ricorda la testimonianza del colonnello Henry Steel Olcott, secondo il quale la donna scriveva le sue opere in un evidente stato di <em>trance<\/em> ipnotica; e aggiunge che ella sembrava &quot;copiare&quot; da un manoscritto visibile a lei soltanto; tanto pi\u00f9 che, spesso, i brani da lei citati a memoria figuravano su libri estremamente rari, ad esempio reperibili solo presso la Biblioteca Vaticana o il British Museum. (7)<\/p>\n<p>Tra coloro che hanno cercato di interpretare il <em>Libro di Dzyan<\/em> alla luce delle conoscenze oggi in nostro possesso nei diversi campi della linguistica comparata, dell&#8217;archeologia, della mitologia, della geologia e della storia antica, merita una menzione Valentino Compassi, che se ne \u00e8 occupato nel suo libro <em>La colonna di fuoco.<\/em><\/p>\n<p>Forse particolarmente interessato alle tecnologie perdute, il suo approccio al problema rappresentato dal misterioso libro tibetano \u00e8 dichiaratamente di tipo anti-spiritualistico e, pertanto, diametralmente opposto a quello di Madame Blavatskij. Eppure molte delle osservazioni di Compassi potrebbero essere sottoscritte da uno studioso di tendenza spiritualistica, in particolare l&#8217;insofferenza per la <em>Vulgata<\/em> oggi corrente sulle origini dell&#8217;uomo, basata su un rozzo materialismo evoluzionista secondo, il quale, a un certo punto &#8211; non si sa come e perch\u00e9 &#8211; un nostro lontanissimo antenati erbivoro ed arboricolo si sarebbe trasformato in carnivoro e terricolo.<\/p>\n<p>Compassi, inoltre, si serve di frequenti accostamenti ad altri ambiti culturali e ad altri testi, dal <em>Popol Vuh<\/em> dei Quich\u00e9 all&#8217;Atlantide di Platone, per mostrare le concordanze esistenti fra il racconto del <em>Libro di Dzyan<\/em> e altre culture e mitologie &#8211; intendendo, per mitologie, delle forme di conoscenza diverse e niente affatto inferiori, anzi semmai superiori alla pretesa conoscenza scientifica occidentale moderna. (8)<\/p>\n<p>Ad ogni modo, \u00e8 da deprecare &#8211; a nostro avviso &#8211; che nessuno studioso di formazione accademica si sia mai preso la briga di indagare con un minimo di serenit\u00e0 di giudizio, sgombro da preconcetti, le tesi di fondo esposte ne <em>La dottrina segreta<\/em> e, pi\u00f9 specificamente, nel <em>Libro di Dzyan.<\/em> Le difficolt\u00e0, evidentemente, non sono solo di natura tecnica &#8211; in quanto tale studio presuppone vaste e diversificate conoscenze in campi tra loro assai diversi, dalla cosmologia, alla geologia, all&#8217;antropologia -, ma anche e soprattutto di natura metodologica e filosofica. Metodologica: perch\u00e9, come si \u00e8 detto, sarebbe necessario lavorare sulla base di indicazioni che ben raramente possono essere sorrette da certezze scientifiche, nel senso oggi attribuito a quest&#8217;ultimo termine, anche se non per questo totalmente infondate e gratuite. Filosofica: perch\u00e9 l&#8217;idea di una umanit\u00e0 &#8211; anzi, di una serie di razza umane distinte, succedutesi nel tempo -, volta a volta &quot;costruite&quot; e distrutte da esseri provenienti dallo spazio, urta sia con la concezione delle grandi religioni esistenti, sia &#8211; pi\u00f9 in generale &#8211; con una visione &quot;trascendente&quot; e finalistica della vita e di quel tipo particolare di vita, che \u00e8 la vita umana.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Valentino Compassi nel suo libro gi\u00e0 citato, <em>La colonna di fuoco. Origine interplanetaria delle religioni<\/em> (9):<\/p>\n<p><em>Come accennato, esiste un Libro Sacro, custodito nel Tibet pi\u00f9 segreto, che si chiama<\/em> Le Stanze di Dzyan<em>: esso \u00e8 un vorticare di altissima e remota tecnologia e il suo contenuto spazia dalla creazione dell&#8217;Universo visibile, alla meravigliosa comparsa di Esseri celesti sulla Terra e quindi alla formazione dell&#8217;essere umano con vari esperimenti di strabiliante ingegneria genetica, da parte di questi esseri. Il magnifico Libro ha ben poco di misticismo; inviolabile nella sua copia originale, \u00e8 anteriore al nostro mondo ed \u00e8 stato scritto con la \u00ablingua degli Dei\u00bb. I suoi grandissimi fogli sono di colore nero e densi di simbolismi a caratteri d&#8217;oro zecchino; \u00e8 un libro colossale, pesantissimo, chiuso alla maniera tibetana tra due spesse tavole, ma sono tavole di oro purissimo e magistralmente cesellate. Le<\/em> Stanze di Dzyan <em>\u00e8 un Libro Sacro magnetico nel senso che, appoggiando il palmo della mano sinistra sui suoi simboli profondi e avendo l&#8217;animo e la mente completamente scevri da qualsiasi impurit\u00e0, si vedono passare avvenimenti, si odono voci, si percepiscono segreti svelati.<\/em><\/p>\n<p><em>Il testo \u00e8 diviso in due parti: la prima, Evoluzione cosmica, consta di 7 Stanze (capitoli) e 53 capoversi; la seconda, Antropogenesi, comprende 12 Stanze e 49 capoversi. La grande studiosa russa Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), viaggiatrice dallo spirito irrequieto e fondatrice nel 1875 della Societ\u00e0 Teosofica, ha lasciato ottimi libri di commento sulle<\/em> Stanze di Dzyan <em>(La dottrina segreta), ma sono commenti e direttive prettamente esoterici; non \u00e8 dato sapere del resto, se la Blavatsky, durante il suo ipotetico ingresso nel Tibet nascosto, abbia potuto prendere visione del Libro Sacro oppure ne abbia potuto assaporare il contenuto soltanto da una copia (non integrale) durante il suo soggiorno in India.<\/em><\/p>\n<p><em>Reputiamo indispensabile analizzare alcuni passi riguardanti l&#8217;Antropogenesi e tradurli o interpretarli in modo concreto, senza i soliti misticismi; cos\u00ec operando otterremmo una visione davvero sorprendente su meravigliose e remote descrizioni concernenti la non pi\u00f9 misteriosa comparsa dell&#8217;uomo sulla Terra. La discesa di Esseri dallo spazio cosmico, la loro divinizzazione, i loro terrificanti combattimenti con Esseri mostruosi che popolavano questo pianeta e, cosa estremamente valida e importante, i loro vari tentativi di creare una Razza a loro immagine e somiglianza, abbastanza funzionante sul pianeta Terra: Una Razza scaturita da vari esperimenti basati sull&#8217;ingegneria genetica.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 l&#8217;Antropologia spaziale o Antropologia cosmica; una scienza d&#8217;avanguardia che \u00e8u atto di coraggiosa rottura con gli studi e le teorie sino ad ora formulati sul<\/em> mistero <em>dell&#8217;origine dell&#8217;uomo. Antropologia cosmica significa immagazzinare, registrare ed elaborare un&#8217;infinit\u00e0 di elementi, un turbine di avvenimenti in un vortice di concrete possibilit\u00e0; ; significa mettere ordine tra le righe di antichissimi testi e saper ben leggere tra le righe, cogliere significati occulti di fatti storici o religiosi per ottenere cos\u00ec una chiara visualizzazione mentale sul passato remoto dell&#8217;Uomo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Queste doverose, brevi premesse, prima di cominciare lo studio di alcune descrizioni contenute nell&#8217;Antropogenesi delle<\/em> Stanze di Dzyan<em>: diremo ancora che il termine<\/em> Dzyan <em>deriva certamente da Dhy\u00e2ni, Dei planetari<\/em><\/p>\n<p>Formatori e costruttori <em>che, assieme ai<\/em> Lh\u00e2<em>, Dei celesti con poteri sovrumani e ai<\/em> Lh\u00e2mayn<em>, Dei risplendenti inferiori, misero ordine sul pianeta Terra e cominciarono a costruire le razze umane, alcune distrutte perch\u00e9 mal riuscite, fino a giungere alla<\/em> Quinta Schiatta<em>, che tuttora alberga sulla Terra.<\/em><\/p>\n<p>Allora i costruttori, indossate le loro prime vestimenta, discendono sulla terra radiosa e regnano sugli uomini che sono loro stessi <em>(Stanza VII-7).<\/em><\/p>\n<p><em>Soffermandoci sul termine &#8216;allora&#8217;, viene spontaneo osservare che trattasi di un&#8217;azione consequenziale, cio\u00e8 il succo, il riepilogo, seguito da una decisione, di una lunghissima preparazione al disegno programmato da una civilt\u00e0 planetaria, di colonizzare il pianeta Terra. L&#8217;interpretazione di questa frase suona cos\u00ec:<\/em><\/p>\n<p>Dopo la suprema decisione, i cosmonauti, che avevano il compito di formare una Razza umana, atterrarono sul pianeta Terra in pieno giorno e da quel momento essi sono capi e re della futura Razza terrestre da loro formata e costruita.<\/p>\n<p><em>I \u00abCostruttori\u00bb erano scesi sulla Terra dopo che il Pianeta aveva subito sconvolgimenti catastrofici e dopo la comparsa di Razze mostruose sulla sua superficie.<\/em><\/p>\n<p>La ruota gir\u00f2 per trenta crore ancora&#8230; dopo trenta crore si rivolse&#8230; essa cre\u00f2 dal porprio grembo. Svilupp\u00f2 uomini acquatici terribili e malvagi&#8230; I Dhy\u00e2ni vennero e guardarono I Dhy\u00e2ni vennero dal lucente padre-madre, dalle regioni bianco latte, dalle dimore dei mortali immortali&#8230; essi furono malcontenti&#8230; non R\u00fbpa adatti per i nostri fratelli del quinto. Non dimore per le vite&#8230; e le fiamme vennero. I fuochi con le scintille&#8230; I Lh\u00e2 dall&#8217;alto ed i Lh\u00e2mayn dal basso vennero. Essi uccisero le forme che avevano due e quattro facce. Combatterono contro uomini-capra e contro uomini dal capo di cane e contro gli uomini dal corpo di pesce <em>(Stanza II-6).<\/em><\/p>\n<p><em>Tenendo presente che il termine<\/em> R\u00fbpa <em>sta ad indicare<\/em> modelli , forme <em>e che il termine<\/em> crora <em>indica un tempo di milioni di ani, la nostra interpretazione suona cos\u00ec:<\/em><\/p>\n<p>La Terra giur\u00f2 vorticosamente ancora per molti milioni di anni, quindi si ribalt\u00f2&#8230; Dopo la catastrofe sorsero degli Esseri acquatici terribili, dal grembo della Tera. I Dyh\u00e2ni vennero dalle luminose profondit\u00e0 dello spazio, dalle dimore dei mortali-immortali e non furono contenti: \u00abQui non ci sono forme adatte alla vita; non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 er i nostri fratelli del Quinto pianeta\u00bb. E decisero. Cominciarono a vomitare fuoco , coadiuvati dalle forze di aria e di terra. I mostri furono uccisi: gli uomini-capra e gli uomini dalla testa di cane scomparvero, cos\u00ec come gli uomini dal corpo di pesce&#8230;<\/p>\n<p><em>Considerazioni: la descrizione che la Terra si ribalt\u00f2 \u00e8 quanto mai veritiera. Il papiro Haris (1.300 a. C.) fa riferimento ad una \u00abcatastrofe di fuoco e di acqua che provoc\u00f2 il rivoltarsi della Terra\u00bb; il papiro Ipuwer (1.250 a. C.) precisa che \u00abil mondo prese a girare a rovescio come se fosse una ruota del vasaio e la Terra si \u00e8 capovolta\u00bb; il papiro Hermitage (1.700 a.C.) afferma che \u00abil mondo si \u00e8 capovolto\u00bb e per finire l&#8217;antichissimo testo ind\u00f9<\/em> Visuddhi Magga <em>sostiene che la terra venne<\/em> scrollata<em>, si capovolse e un ciclo del mondo ne rimase distrutto. Dopo aver descritto la prima e la seconda Razza , rispettivamente Esseri formati da un connubio tra appartenenti a un pianeta giallo e altri di un pineta bianco nonch\u00e9 i prodotti \u00abper germinazione ed espansione , l&#8217;A-sessuale della senza sesso\u00bb (vedi essere androgino), il Sacro Testo passa a descrivere la formazione della Terza e Quarta Razza:<\/em><\/p>\n<p>Il bianco cigno della volta stellata adombr\u00f2 la grande goccia. L&#8217;uovo della Razza futura, l&#8217;uomo-cigno della Terza che venne pi\u00f9 tardi. Prima maschio-femmina, poi uomo e donna&#8230; <em>(Stanza VI-22).<\/em><\/p>\n<p><em>La bianca costellazione del Cigno dunque, adombrava la Terra (Grande goccia), allorch\u00e9 fu costruita la Terza Razza che venne appunto chiamata Razza-Cigno; una Razza diretta discendente dall&#8217;Essere androgino. Infatti viene specificato che mentre prima esisteva l&#8217;Essere Maschio-Femmina (cio\u00e8 bisessuale), dopo l&#8217;intervento si ebbe lo stesso Essere che era diventato due, cio\u00e8 Uomo e Donna.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma ecco una descrizione pi\u00f9 dettagliata:<\/em><\/p>\n<p>Gli animali si separarono per primi; essi cominciarono a far Razza. L&#8217;uomo duplice si separ\u00f2 pure. Egli disse: \u00abFacciamo come loro, uniamoci e formiamo delle creature\u00bb. E cos\u00ec fecero&#8230; e generarono dei ,mostri. Una Razza di mostri deformi coperti di pelo rosso, che camminavano a quattro zampe. Una Razza muta perch\u00e9 l&#8217;onta non fosse narrata <em>(Stanza VIII, 31-32).<\/em><\/p>\n<p><em>Questo secondo intervento dei<\/em> Formatori <em>e dei<\/em> Costruttori <em>fu quindi dapprima sperimentato sugli animali e poi sull&#8217;Essere androgino, che era s\u00ec intelligente ma, come vedremo, non poteva dirsi &#8216;ragionevole&#8217;. Anche questo Essere, divenuto due, cominci\u00f2 ad accoppiarsi come del resto facevano da tempo gli animali e diede origine a una Razza di Mostri, che camminavano a quattro zampe ed erano coperti di pelo rosso.<\/em> Una razza muta, perch\u00e9 l&#8217;onta non fosse narrata!<\/p>\n<p><em>Dobbiamo ricordare che anche il<\/em> Popol Vuh<em>, la meravigliosa Bibbia del popolo Quich\u00e9 del Guatemala, fa menzione di questa Razza &#8216;mostruosa&#8217;. Quest&#8217;opera, chiamata anche<\/em> Libro del Consiglio, Libro Sacro, Popol Buj, Libro nazionale dei Quich\u00e9, <em>fu scoperta nei meandri del Santuario di San Tomas Chichicastenago da padre Francisco Ximenes e venne tradotta nel 1701. Il prezioso manoscritto contiene le credenze e le cognizioni cosmogoniche di quel popolo, dalle sue origini fino al 1550 circa; viene chiaramente menzionata la \u00abfaccia rotonda della Terra\u00bb e la creazione dell&#8217;Universo (che rispecchia le descrizioni degli antichissimi<\/em> Veda <em>dell&#8217;India antica!).Il<\/em> Popol Vuh <em>descrive una razza di uomini &#8216;sbagliati&#8217; che vennero annientati senza misericordia dai<\/em> Formatori<em>, per la loro pessima riuscita; poi subito passa a descrivere le scimmie:<\/em> e dicono che i loro discendenti siano le scimmie che vivono oggi nelle foreste&#8230; perci\u00f2 la scimmia rassomiglia all&#8217;uomo, come ricordo di una creazione umana di uomini che altro non erano se non fantocci di legno&#8230;<\/p>\n<p><em>Ravvisiamo nella descrizione<\/em> fantocci di legno <em>un Essere privo di mente, quasi un robot; quindi una creazione priva di qualsiasi sentimento. Prende quindi consistenza la nuova teoria secondo la quale sono le scimmie a derivare da una Razza di uomini sbagliati e non l&#8217;Uomo a derivare da un branco di animali pelosi, stupidi e, secondo la scienza ufficiale, ribelli alla loro natura e traditori dei loro pi\u00f9 naturali e normali istinti animaleschi (Carleton S. Coon nel suo<\/em> Storia dell&#8217;uomo<em>, appare oltremodo sbrigativo nel descrivere l&#8217;origine dell&#8217;uomo terrestre da un branco di scimmie che, stanche di vivere sugli alberi e di magiare frutta, cominci\u00f2 a vivere al suolo e a mangiare carne&#8230;!), nemmeno un animale in cattivit\u00e0 tradisce i suoi intimi istinti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 come se noi affermassimo categoricamente che in un lontano futuro, un branco di cani stancatisi di vivere a terra cominciassero a salire sugli alberi a mangiare banane e frutta<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo &#8216;esperimento della Terza razza, ecco che le<\/em> Stanze di Dzyan <em>passano alla descrizione della formazione della Quarta:<\/em><\/p>\n<p>Vedendo la qual cosa i Lh\u00e2, che non avevano costruito uomini, piansero dicendo: <em>Gli Aman\u00e2sa hanno disonorato le nostre future dimore&#8230;insegniamo loro meglio perch\u00e9 di peggio non avvenga&#8230;<\/em> Cos\u00ec fecero. Allora tutti gli uomini divennero dotati di manas&#8230; La quarta razza svilupp\u00f2 la parola <em>(Stanza IX, 33-34-35-36).<\/em><\/p>\n<p><em>Questa volta non i Dyh\u00e2ni ma i<\/em> <em>Lh\u00e2, Dei celesti con poteri sovrumani, restarono delusi dalla riuscita di questo terzo esperimento che aveva generato degli Esseri<\/em> Aman\u00e2sa<em>, cio\u00e8 senza<\/em> Manas, <em>senza mente<\/em>. <em>E allora corsero ai ripari: aggiunsero qualcosa per cui la Terza Razza svliupp\u00f2 la parola e divenne cos\u00ec la Quarta razza che, se pur non proprio gradevole dal punto di vista estetico, divenne intelligente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma eco che l&#8217;intelligenza svilupp\u00f2 evidentemente anche la malignit\u00e0 e la cattiveria per cui ricominciarono i guai:<\/em><\/p>\n<p>La Terza e la Quarta divennero gonfie di orgoglio: <em>Noi siamo i re, noi siamo gli dei.<\/em> Essi presero mogli belle a vedere. Mogli dai senza-mente, da quelli dal capo schiacciato: essi generarono dei mostri, demoni malvagi maschi e femmine, anche Khado, con piccole menti&#8230; <em>(Stanza X, 40-41)..<\/em><\/p>\n<p><em>Si deve quindi dedurre che la Terza Razza, mal riuscita, non fu annientata ma fu rifinita e modificata; tuttavia molti esemplari dovettero rimanere, specialmente donne, per cui da questi accoppiamenti si gener\u00f2 una Razza cattiva con la comparsa di Khado, ovvero Esseri inferiori con piccole menti.<\/em><\/p>\n<p><em>Ricapitolando: dalla Terza Razza modificata (cio\u00e8 dotata di mente) si ebbero due specie: una originata da accoppiamenti di appartenenti dalla Terza modificata e una originata da accoppiamenti Terza modificata con donne della Terza non rifinita.<\/em><\/p>\n<p><em>Avvenne quindi che la Quarta Razza, invece di progredire, ottenne dei processi involutivi fisici e mentali rispetto alla dotazione del<\/em> Manas <em>difatti il senso della ragione, a poco a poco, fu adoperato sempre pi\u00f9 per scopi anormali e malefici:<\/em><\/p>\n<p>Eressero templi al corpo umano. Essi adorarono il maschio e la femmina. Allora il terzo occhio cess\u00f2 di funzionare&#8230; <em>(Stanza X, 42).<\/em><\/p>\n<p><em>Il senso della ragione quindi, era servito esclusivamente ad erigere Templi al porto umano, ad abbrutirsi in una errata Religione e ad atrofizzarsi nel &#8216;culto di se stessi&#8217;: fu una Razza forte ma tuttavia malvagia, che dimentic\u00f2 ben presto i propri<\/em> Costruttori.<\/p>\n<p><em>Fu questa la famosa Razza dei Giganti:<\/em><\/p>\n<p>Essi fabbricarono immense citt\u00e0. Fabbricarono con terre e metalli rari dei fuochi vomitati, della pietra bianca delle montagne e della pietra nera. Essi scolpirono le proprie immagini, della propria grandezza e somiglianza e le adorarono. Essi fabbricarono grandi immagini, grandi nove yati, statura del loro corpo&#8230; <em>(Stanza XI, 43-44).<\/em><\/p>\n<p><em>Costruire immagini a propria grandezza e somiglianza adoperando lava (fuochi vomitanti), marmo (pietra bianca) e basalto (pietra nera) significa gi\u00e0 essere in possesso di tecnologie avanzate; il costruirle poi alte nove yati, statura del loro corpo, sta ad indicare che quegli Esseri erano alti dagli otto ai nove metri.<\/em><\/p>\n<p><em>Infatti 1 Yati \u00e8 pari a 3 piedi, il che significa un totale di ben 27 piedi; sviluppando le indicazioni:<\/em><\/p>\n<p><em>Piede romano antico<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; 0, 2960 m = 29,60 cm x 27 = 799,2 cm = 8 m<\/em><\/p>\n<p><em>Piede parigino<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; 0,3268 m = 32,68 cm = x 27 = 822,36 cm = 8 m e pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Piede inglese<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; 0,3047 m = 30,47 cm = x 27 = 822,69 cm = 8 m<\/em><\/p>\n<p><em>Se volessimo poi prendere una misura ad occhio, nel senso di calcolare il piede con una media di 25 cm, il risultato sar\u00e0 25 x 27 = 675 cm pari a circa 7 m.<\/em><\/p>\n<p><em>Rimandiamo il cortese lettore al capitolo diciannovesimo per altri studi sulla Razza dei Giganti, in special modo quelli descritti dalla Bibbia e da quel grandissimo personaggio che fu Enoch, continuiamo la presentazione delle<\/em> Stanze di Dzyan, <em>riguardo la scomparsa della Quarta Razza<\/em>:<\/p>\n<p>L&#8217;acqua minacciava la Quarta. Le prime grandi acque venero. Esse inghiottirono le sette grandi isole. Tutti i santi salvati, gli empi distrutti. Con questi, molti degli animali colossali prodotti dal sudore della terra<em>&#8230;(Stanza XI, 45-46).<\/em><\/p>\n<p><em>Si fa quindi espresso riferimento ad una catastrofe avvenuta sul pianeta Terra nella notte dei Tempi, per cui potrebbe essere sia il ben noto Diluvio universale, sia la scomparsa del continente di Atlantide, sia la caduta di un immenso meteorite e sia l&#8217;esplosione e la disintegrazione di un intero pianeta del sistema solare. Per quanto riguarda il Diluvio, l&#8217;avvenimento viene da noi analizzato attentamente al capitolo sedicesimo mentre meritano una breve relazione gli studi effettuati sulla scomparsa di Atlantide e sulla disintegrazione di un grande pianeta del nostro sistema.<\/em><\/p>\n<p><em>Per quanto riguarda la scomparsa di Atlantide, riporteremo quanto scritto nel manoscritto Troano:<\/em><\/p>\n<p>Nell&#8217;anno 6 del Kan, l&#8217;11 Muluc del mese di Zac, si produssero tre tremendi terremoti , che continuarono senza interruzione fino al 13 Chuen. La contrada delle Colline d&#8217;Argilla e il paese di Mu furono sacrificati. Dopo essere stati squassati in due riprese, disparvero improvvisamente durante la notte; le forze vulcaniche facevano abbassare e sollevare continuamente il suolo in parecchie localit\u00e0, finch\u00e9 cedette e le contrade furono di conseguenza separate le une dalle altre e poi disperse. Non potendo esse resistere alle tremende convulsioni, si sommersero, trascinando con s\u00e9 64.000.000 di abitanti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 accadde ottomila anni prima della composizione di questo libro.<\/p>\n<p><em>Il manoscritto Troano data 1.500 anni a. C. e venne tradotto dall&#8217;abate Charles Etienne Brasseur de Bourbourg nel 1864; ha quindi 11. 490 anni<\/em> [cio\u00e8, nel 2008, \u00e8 antico di 11.508 anni]. <em>Riferendoci all&#8217;esplosione di un intero pianeta del sistema solare diremo che Thomas van Flandern, afferm\u00f2 nel 1976, dopo minuziosi calcoli effettuati sulle orbite di 60 comete, che 16 milioni di anni fa esisteva un grande pianeta situato fra Marte e Giove, e che si disintegr\u00f2 a causa di una violentissima esplosione, scaraventando nello spazio un&#8217;immensa quantit\u00e0 di frammenti che oggi formano le ben note fasce di asteroidi. Anche il grande Giovanni Keplero (1571-1630) nelle sue<\/em> Leggi <em>osservava:<\/em> Tra Marte e Giove io colloco un pianeta.<\/p>\n<p><em>Nel capoverso in esame si fa anche implicito riferimento alla scomparsa di animali colossali, il che dovrebbe equivalere alla cosiddetta<\/em> scomparsa dei dinosauri<em>: un modo come un altro per indicare la scomparsa di tutta la vita sulla Terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Il discorso diventa n po&#8217; complicato quando si prende in esame la frase:<\/em> Tutti i santi salvati, gli empi distrutti. <em>Forse si allude alla salvezza dei prescelti (tipo No\u00e9) tuttavia non si menzione a costruzioni di mezzi speciali atti a portare in salvo coloro che avrebbero dovuto perpetuare i contatti tra la razza terrestre dei sopravvissuti e le Divinit\u00e0 Costruttrici.<\/em><\/p>\n<p><em>La Quinta Razza, quella presente sulla Terra, sembra non abbia ricevuto alcun intervento di ingegneria genetica; \u00e8 rimasta quella uscita malconcia , ma salva, da una catastrofe procurata. Una Razza che si avvaleva di alleanze e patti con gli Dei, visti i precedenti e fallimentari tentativi; una Razza presumibilmente mista a d incroci con le stesse Divinit\u00e0 per cui potrebbero essere sorte due Stirpi: una direttamente apparentata con gli Esseri superiori ed una prettamente terrestre. Dimostrare questa ipotesi \u00e8 difficile o quanto meno richiederebbe fiumi d&#8217;inchiostro (&#8230;).<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo la catastrofe ecco la discesa degli Dei, contenti per quella loro selezione e appagati forse, nella loro vendetta:<\/em><\/p>\n<p>La Quinta prodotta dalla santa schiatta rimase: era governata dai primi re divini. I serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la Quinta, che l&#8217;ammaestrarono e l&#8217;istruirono&#8230; <em>(Stanza XII, 48-49).<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco quindi gli Dei che, nella loro infinita pazienza,<\/em> ridiscendono <em>tra i sopravvissuti per portare Leggi e impartire direttive ma anche per comminare esemplari punizioni e scatenare guerre&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Sono Essi che hanno dato inizio alle religioni del Mondo.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;analisi condotta da Valentino Compassi \u00e8 puntuale e, per quanto presenti il limite innegabile della mancanza di sicure testimonianze storiche a conferma del quadro delineato nel <em>Libro di Dzyan<\/em>, dobbiamo riconoscere che tale limite \u00e8 oggettivo perch\u00e9, almeno allo stato attuale delle nostre conoscenze, non \u00e8 possibile fare la <em>storia<\/em> della Terra e dei suoi antichissimi abitanti, ma solo affidarci alle labili tracce di racconti &#8211; come i dialoghi platonici <em>Timeo<\/em> e <em>Crizia<\/em> relativamente alla vicenda di Atlantide, o come il maya <em>Popol Vuh<\/em> relativamente al racconto del Diluvio &#8211; che sono, comunque, testimonianze assai tarde dei fatti che pretendono di descrivere, scritte, cio\u00e8, a migliaia di anni di distanza, raccogliendo tradizioni orali che non sono verificabili secondo i moderni criteri scientifici.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, una cosa emerge chiara dal <em>Libro di Dzyan<\/em>, e cio\u00e8 la sconvolgente novit\u00e0 rappresentata dall&#8217;affermazione che la vita umana, sul nostro pianeta, sarebbe il frutto di un &quot;innesto&quot; da parte di creature aliene; che vi sarebbero state pi\u00f9 razze umane, succedutesi nel tempo mano a mano che venivano distrutte dai loro &quot;costruttori&quot; perch\u00e9 non ritenute idonee; e che una risonanza di tali vicende si trova nelle religioni storiche, che avrebbero deificato i &quot;superiori&quot; venuti dallo spazio.<\/p>\n<p><em>(Fine della prima parte)<\/em><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Il giardino d&#8217;inverno<\/em>, pubblicato sulla rivista <em>Graal<\/em>, n. 9, maggio-giugno 2004; ma rivisto e ampliato nel 2007 per il sito di Arianna.<\/p>\n<p>2)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Gli dei mostruosi venuti dallo spazio<\/em>. <em>Letture e riflessioni dall&#8217;opera di H. P. Lovecraft<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>3)  Cfr. Helena P. Blavatskij, <em>La dottrina segreta<\/em>, vol. I e II, Vicenza, Edizioni Teosofiche Italiane, 1997.<\/p>\n<p>4)  Sylvia Cranston, <em>The Exytraordinary Life and Influence of Helena Petrovna Blavatskij<\/em>, New York, Tarcher-Putnam, 1993, p. 384.<\/p>\n<p>5)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Da dove vengono le materializzazioni del pensiero?<\/em>, sul sito di Edicolaweb e di Arianna Editrice<\/p>\n<p>6)  Yves Naud, <em>Les Extra Terrestres et les O. V. N. I. dans l&#8217;histoire<\/em>, traduzione di Gian Luigi Vallotta, Edizioni Ferni, Ginevra, 1977, 3 voll., vol. 1, pp. 159-162.<\/p>\n<p>7)  Cfr. Paola Giovetti, <em>I grandi iniziati del nostro tempo<\/em>, Milano, Rizzoli, 1993, p. 94.<\/p>\n<p>8)  Cfr. Francesco Lamendola, <em>Il pensiero mitico \u00e8 diverso, non certo diverso da quello scientifico<\/em>, sul sito di Arianna Editrice.<\/p>\n<p>9)  Valentino Compassi, <em>La colonna di fuoco. Origine interplanetaria delle religioni<\/em>, Gardolo di Trento, Luigi Reverdito Editore, 1990, pp. 27-37.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono, nella storia delle cosiddette scienze occulte, due generi di &quot;libri maledetti&quot;: quelli relativi alle pratiche della magia nera &#8211; i grimori -, come la famigerata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[67],"tags":[92],"class_list":["post-26795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esoterismo-e-occultismo","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-esoterismo-e-occultismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26795"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26795\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30152"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}