{"id":26788,"date":"2017-09-26T12:15:00","date_gmt":"2017-09-26T12:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/26\/liberta-religiosa-la-vera-posta-in-gioco\/"},"modified":"2017-09-26T12:15:00","modified_gmt":"2017-09-26T12:15:00","slug":"liberta-religiosa-la-vera-posta-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/26\/liberta-religiosa-la-vera-posta-in-gioco\/","title":{"rendered":"Libert\u00e0 religiosa: la vera posta in gioco"},"content":{"rendered":"<p><em>Scusi, lei crede nel valore della libert\u00e0 religiosa?<\/em> Una classica domanda politicamente corretta, la cui risposta politicamente corretta \u00e8: <em>Ma certo, si figuri; ci mancherebbe altro!<\/em> Benissimo: tutti contenti, tutti soddisfatti, e tutti politicamente corretti. Non lo dice forse anche un solenne documento del Concilio Vaticano II, la dichiarazione <em>Dignitatis Humanae<\/em>, laddove si afferma (1, 2): <em>Questo Concilio Vaticano afferma che la persona umana ha il diritto alla libert\u00e0 religiosa<\/em>? Chiaro, dunque: \u00e8 la classica affermazione che mette tutti d&#8217;accordo, credenti e non credenti, nel segno del pluralismo, della democrazia e di tante altre cose belle ed eccellenti. C&#8217;\u00e8 solo un piccolo particolare che non quadra. Se la domanda viene fatta a un cattolico, a un cattolico vero e non fasullo, a un cattolico che pesa le parole e che sa riflettere con la propria testa, e non a un eretico modernista travestito da cattolico, la risposta giusta dovrebbe essere: <em>Niente affatto: davanti alla Verit\u00e0, che \u00e8 Dio, non esiste la libert\u00e0 nell&#8217;errore; la sola libert\u00e0 possibile \u00e8 quella che riconosce la Verit\u00e0, per ci\u00f2 che essa \u00e8, cos\u00ec come \u00e8 stata rivelata da Dio agli uomini e come la Chiesa, fondata sull&#8217;autorit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, l&#8217;ha preservata, custodita, difesa e tramandata nello spazio di duemila anni, senza arrogarsi la licenza di modificare neppure una virgola della divina Rivelazione.<\/em> Almeno fino ai tempi presenti, tempi di eresia e di apostasia, nei quali il papa in persona, Francesco, pu\u00f2 prendersi la licenza di dichiarare, tanto per fare un solo esempio, che, sulla questione della predestinazione, <em>Lutero aveva ragione, e su questo siamo tutti d&#8217;accordo, anche noi cattolici<\/em> (parole pronunciate dal papa ai giornalisti nel 2016, sull&#8217;aero che lo riportava in Vaticano dopo il viaggio pastorale in Armenia).<\/p>\n<p>Intendiamoci: nessuno invoca l&#8217;Inquisizione, o l&#8217;Indice dei libri proibiti, o i roghi, o le tenaglie, o le prigioni; ci mancherebbe altro. Per\u00f2, se si pensa e si afferma che la libert\u00e0 religiosa \u00e8 un &quot;diritto&quot; inalienabile dell&#8217;uomo, intendendo, con ci\u00f2, che ogni uomo ha il diritto di credere, o anche non credere, a tutto quel che gli pare, come se la Verit\u00e0 non esistesse, e come se tutti gli uomini non avessero l&#8217;obbligo di cercarla sinceramente, ma esistessero solo delle verit\u00e0 parziali e relative, tutte sostanzialmente equivalenti e, magari, intercambiabili, allora si pensa e si dice una cosa gravemente errata, e totalmente non cattolica. Questo \u00e8 il punto: che la Verit\u00e0 non \u00e8 negoziabile. Nel momento in cui il cattolicesimo accettasse di negoziarla, di negoziarla come principio, esso perderebbe la propria ragion d&#8217;essere e cesserebbe di esistere. <em>Andate in tutto il mondo, battezzate e predicate il Vangelo; e se in un villaggio non vorranno ascoltarvi, scuotete la polvere dei vostri calzari contro di esso, e proseguite oltre.<\/em> Questo \u00e8 ci\u00f2 che Ges\u00f9 Cristo ha comandato di fare ai suoi discepoli. Non ha detto loro: <em>Andate e dialogate; andate e meditate con i buddisti; andate e invitate i musulmani alla santa Messa; andate e dite ai Giudei che sono gi\u00e0 nella verit\u00e0, anche senza di Me<\/em>; no: ma ha dato loro il solenne legato di diffondere la Verit\u00e0. Il fatto che la mentalit\u00e0 laica, o piuttosto laicista, sia penetrata cos\u00ec a fondo nella societ\u00e0 moderna, che gli stessi cattolici l&#8217;hanno a loro volta introiettata, senza neppure rendersene conto, non toglie che, per essi, la Verit\u00e0 non \u00e8 un principio negoziabile, e il suo conseguimento non \u00e8 cosa discrezionale, o, peggio, indifferente: cercare la verit\u00e0 \u00e8 un dovere, e la Verit\u00e0 ultima \u00e8 Cristo. Questo dice la Chiesa cattolica e questo si trova sia nella Scrittura che nella Tradizione, i due pilastri della Rivelazione cristiana; e se la chiesa, oggi, parla diversamente, allora non \u00e8 la Chiesa cattolica, la vera Chiesa, ma una sua caricatura, una simulazione, un inganno: \u00e8 la neochiesa gnostica e massonica, sincretista e relativista, quella che piace tanto al mondo e ai poteri forti del mondo, pi\u00f9 che mai interessati a favorire la confusione e la manipolazione dell&#8217;umanit\u00e0, ridotta a un gregge inconsapevole di consumatori inebetiti dal consumismo e da un progresso senz&#8217;anima.<\/p>\n<p>Il papa Pio IX, nella veste solenne di custode del sacro Magistero, aveva chiaramente ribadito il principio della non negoziabilit\u00e0 della libert\u00e0 religiosa, e definito un gravissimo errore il fatto di presentarla come un &quot;diritto&quot;, in due documenti importantissimi: il <em>Sillabo<\/em> e l&#8217;enciclica <em>Quanta cura<\/em>, pubblicati insieme l&#8217;8 dicembre 1864, nella ricorrenza del&#8217;Immacolata Concezione. Ci piace, a questo proposito, riportare una pagina dell&#8217;ottima biografia di quel papa, scritta dallo storico Roberto De Mattei (da: R. De Mattei, <em>Pio IX<\/em>, Casale Monferrato, Alessandria, Piemme Editrice, 2000, pp. 182-185):<\/p>\n<p><em>Tra le &quot;prave opinioni e dottrine&quot; &quot;riprovate, proscritte e condannate&quot; dal Sommo Pontefice \u00e8 la libert\u00e0 di religione e di coscienza, , dogma del liberalismo e fonte di tutti gli altri falsi diritti e libert\u00e0 del mondo moderno. Il principio secondo cui &quot;la libert\u00e0 di coscienza e dei culti \u00e8 diritto proprio di ciascun uomo&quot;, gi\u00e0 condannato esplicitamente da Gregorio XVI, viene dunque altrettanto chiaramente colpito dal Magistero infallibile del Pontefice. Giova inoltre ricordare come la infallibilit\u00e0 non sia prerogativa del solo Magistero straordinario del papa, ma garantisca anche la continuit\u00e0 di insegnamento di quel Magistero ordinario costituito da singoli pronunciamenti (encicliche, allocuzioni, ecc.), pur non espressi secondo una particolare e solenne forma definitoria. Se infatti &quot;in una unga e ininterrotta serie di documenti ordinari su uno stesso punto i Papi e la Chiesa universale potessero ingannarsi, le porte dell&#8217;inferno avrebbero prevalso contro la Sposa di Cristo. Essa si sarebbe trasformata in maestra di errori, alla cui influenza pericolosa e perfino nefasta i fedeli non avrebbero modo di sfuggire&quot; (Arnaldo Vidigal Xavier Da Silveira, in &quot;Cristianit\u00e0&quot;, gennaio-febbraio 1975).<\/em><\/p>\n<p><em>La condanna del relativismo liberale e del falso principio della neutralit\u00e0 religiosa degli Stati e della libert\u00e0 di coscienza e di religione \u00e8, da parte del Magistero ordinario della Chiesa, ininterrotta e fu riaffermata, dopo i solenni documenti di Pio IX, dai suoi successori, a cominciare da Leone XIII, specialmente nelle encicliche &quot;Immortale Dei&quot; del 1\u00b0 novembre 1885 e &quot;Libertas&quot; del 20 giugno 1888. &quot;La societ\u00e0 civile, proprio perch\u00e9 societ\u00e0&quot; afferma Leone XIII in quest&#8217;ultima enciclica &quot;deve riconoscere in Dio il padre e l&#8217;autore suo, e riverirne e onorarne il potere e dominio sovrano. Ragione dunque e giustizia condannano parimenti lo Stato ateo o, che \u00e8 lo stesso, indifferente verso i vari culti e prodigo di uguali diritti a ciascuno di essi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La Chiesa, hanno ribadito i Pontefici, non ammette il diritto all&#8217;errore: &quot;Ci\u00f2 che non risponde alla verit\u00e0 e alla norma morale, non ha oggettivamente alcun diritto n\u00e9 al&#8217;esistenza, n\u00e9 alla propaganda, n\u00e9 all&#8217;azione&quot; (Pio XII, discorso del 6 dicembre 1953 ai giuristi cattolici). Nella vita sociale delle nazioni l&#8217;errore pu\u00f2 essere al pi\u00f9 tollerato come un fatto, mai ammesso come un diritto. Gli Stati hanno l&#8217;obbligo di riconoscere la verit\u00e0 e di rendere un culto ufficiale a Dio, loro sovrano e Signore. &quot;Gli Stati non possono, senza empiet\u00e0, condursi come se Dio non fosse, o trascurare la religione come di cosa estranea e di nessuna importanza, e adottarne indifferentemente una fra le molte: essi hanno invece l&#8217;obbligo di onorare Iddio in quella forma e in quel modo che Egli stesso mostr\u00f2 di volere&quot; (Leone XIII, &quot;Immortale Dei&quot;).<\/em><\/p>\n<p><em>Il liberalismo, che pone sullo stesso piano la verit\u00e0 e l&#8217;errore e rifiuta la regalit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo sulla societ\u00e0, anticipa e costituisce la premessa sul piano politico, di quel relativismo morale che costituir\u00e0 la piaga del XX secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando la libert\u00e0 si emancipa da &quot;una verit\u00e0 oggettiva e comune&quot;, insegna Giovani Paolo II &quot;la vita sociale si avventura nelle sabbie mobili di un relativismo totale&quot;; l&#8217;esito nefasto di questi relativismo \u00e8 che il &quot;diritto&quot; cessa di essere tale: &quot;la democrazia, ad onta delle sue regole, cammina sulle strade di un sostanziale totalitarismo&quot; (Giovanni Paolo II, &quot;Evangelium Vitae&quot;, n. 20, 25 marzo 1995).<\/em><\/p>\n<p>Eppure, sin dall&#8217;inizio del suo pontificato, nella famosa intervista a Eugenio Scalfari prontamente pubblicata dal quotidiano <em>La Repubblica<\/em> (molto simpatica, vero, tutta questa attenzione verso il Sommo Pontefice da parte dei mezzi d&#8217;informazione di orientamento massonico e radicale?), ha dichiarato, con la massima tranquillit\u00e0, che l&#8217;importante, per ciascun essere umano, \u00e8 <em>seguire la propria coscienza<\/em>, e che <em>Dio perdona a chi segue la propria coscienza<\/em>, concetto ribadito nel chiosare l&#8217;enciclica <em>Lumen fidei<\/em> (29 giugno 2013), in una lettera aperta a <em>La Repubblica<\/em> del 4 settembre 2013. E allora, come la mettiamo? O ha ragione Pio IX, oppure ha ragione Francesco: uno dei due \u00e8 nella verit\u00e0, l&#8217;altro nell&#8217;errore; ma chi erra in materia di fede \u00e8 eretico, e se ad errare \u00e8 un papa, allora la cosa \u00e8 gravissima, e urta contro il dogma dell&#8217;infallibilit\u00e0 pontificia. Bisogna dunque vedere se si tratta realmente di espressioni del sacro Magistero, dotato della prerogativa della infallibilit\u00e0 in questioni di fede, oppure se si tratta di documenti, anche ufficiali &#8211; cosa che certamente non si applica ad una intervista o ad una lettera a un giornale &#8212; ma che non impegnano, direttamente ed esplicitamente, il Magistero stesso. Lasciamo la delicatissima questione agli esperti di diritto canonico e ritorniamo al punto centrale: la libert\u00e0 di religiosa, che \u00e8 una delle espressioni della libert\u00e0 di coscienza. Per la cultura moderna, laica e individualista, si tratta di un principio fondamentale; per la Chiesa cattolica, si tratta della codificazione di una erronea concezione della libert\u00e0, dal momento che non pu\u00f2 esservi la libert\u00e0 di errare in cose riguardanti la morale e la religione. La Chiesa non pu\u00f2 dire, senza smentire se stessa e senza distruggere con le sue stesse mani la propria ragione di esistere: <em>Sbagliate pure, \u00e8 affar vostro; tutti hanno il diritto di credere in ci\u00f2 che a loro sembra essere la verit\u00e0<\/em>; ma deve dire, per forza di cose, e senza alcuna ambiguit\u00e0: <em>Cercate la verit\u00e0, con umilt\u00e0 e con fede, e la troverete: \u00e8 quella insegnata da Dio agli uomini, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo; non ce ne sono altre, se non menzognere<\/em>. In altre parole; per un cattolico la verit\u00e0 \u00e8 assoluta; per un laico, essa \u00e8 relativa. Sia ben chiaro che non stiamo parlando questioni di interesse puramente teorico: stiamo parlando della cosa pi\u00f9 importante che ci sia, per un cattolico: la salvezza dell&#8217;anima. Fuori della Verit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 salvezza; dunque, non \u00e8 ammissibile, e non \u00e8 neppure pensabile, che vi sia la libert\u00e0 di errare circa la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco perch\u00e9 la strada del dialogo interreligioso, pur se intrapresa, almeno da parte di alcuni, in perfetta buona fede, si sta rivelando oltremodo ambigua e pericolosa, e la dichiarazione conciliare <em>Nostra aetate<\/em>, che spianava la strada al dialogo con le altre religioni, ha spianato anche la strada a un gravissimo fraintendimento teologico, foriero di perniciosi errori. Se si intende il dialogo come il riconoscimento della pari dignit\u00e0 delle varie religioni, ponendo, implicitamente o esplicitamente, il cristianesimo sullo stesso piano delle altre, e il cattolicesimo sullo stesso piano del protestantesimo, allora siamo al di fuori del sacro Magistero, cos\u00ec come esso \u00e8 stato insegnato, ribadito e confermato innumerevoli volte nel corso della lunghissima storia della Chiesa. E se qualcuno vorr\u00e0 stabilire un principio nuovo e diverso, allora deve avere anche il coraggio di dire che vuole cambiare ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere cambiato, che vuole rivoluzionare ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere rivoluzionato, e che si arroga la potest\u00e0 di compiere un abuso intollerabile: quello di stravolgere e rovesciare l&#8217;insegnamento della Chiesa, traendo in inganno i fedeli e mettendo in gravissimo pericolo la loro anima immortale. Chi \u00e8 disposto a fare una cosa simile, non \u00e8 cattolico e non ama il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, ma \u00e8 un subdolo nemico della Verit\u00e0; tanto pi\u00f9 subdolo qualora avesse la perfida abilit\u00e0 di non lasciar trasparire apertamente la sua apostasia, ma riuscisse a gabellarla per ortodossia, dando a credere ci\u00f2 che non \u00e8, ossia di affermare cose perfettamente in linea con il Magistero, mentre ne sono la radicale antitesi.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che si gioca la vera partita fra modernit\u00e0 e cattolicesimo; ed \u00e8 questa la posta in gioco: <em>la salvezza delle anime.<\/em> La cultura moderna non rinuncer\u00e0 mai all&#8217;affermazione del primato della coscienza, e del suo supposto diritto a una libert\u00e0 totale, assoluta, dunque anche alla libert\u00e0 di errare; di pi\u00f9: essa non pu\u00f2 non porre tutte le verit\u00e0 su di un piano relativo, proprio per non incorrere nel paradosso di proclamare vero ci\u00f2 che potrebbe essere falso, e che essa stessa, un domani, potrebbe vedersi obbligata a riconoscere come tale. Ma la Chiesa, se vuol essere la fedele Sposa di Cristo, e non una qualsiasi meretrice, sfrontata e imbellettata, non potr\u00e0 mai accettare un simile principio: dovr\u00e0 sempre difendere la tesi opposta, che nessuno ha il &quot;diritto&quot; di approdare all&#8217;errore, ma che tutti hanno il dovere, piuttosto, di cercare sinceramente e umilmente la Verit\u00e0, permettendo all&#8217;azione soprannaturale della Grazia di illuminare le loro menti e i loro cuori. Cosa che non pu\u00f2 avvenire fino quando gli uomini si chiudono nel loro orgoglio intellettuale, nella loro superbia di persone &quot;moderne&quot;, smaliziate e navigate, che non credono pi\u00f9 alla Verit\u00e0. E quei &quot;cattolici&quot; i quali condividono tale atteggiamento, e qualificano di <em>fanatici<\/em> i loro correligionari non disposti a transigere su questo punto, sono solo dei cattolici moderni, cio\u00e8 degli eretici modernisti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scusi, lei crede nel valore della libert\u00e0 religiosa? 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