{"id":26786,"date":"2012-04-13T11:31:00","date_gmt":"2012-04-13T11:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/13\/essere-liberi-significa-respingere-il-ricatto-del-conformismo-ideologico\/"},"modified":"2012-04-13T11:31:00","modified_gmt":"2012-04-13T11:31:00","slug":"essere-liberi-significa-respingere-il-ricatto-del-conformismo-ideologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/13\/essere-liberi-significa-respingere-il-ricatto-del-conformismo-ideologico\/","title":{"rendered":"Essere liberi significa respingere il ricatto del conformismo ideologico"},"content":{"rendered":"<p>Gli uomini liberi sono pochi.<\/p>\n<p>Probabilmente sono sempre stati pochi e sempre lo saranno; \u00e8 una legge di natura quasi fisica: se aumenta l&#8217;estensione, diminuisce la profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel tempo presente si ha l&#8217;impressione che gli uomini liberi siano un drappello particolarmente esiguo; forse non \u00e8 vero in termini assoluti, ma lo \u00e8 in termini relativi; e, soprattutto, forse lo \u00e8 specialmente in senso psicologico.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 contemporanea, infatti, che si dichiara democratica, tollerante e pluralista, balza particolarmente in evidenza lo stridente contrasto con il conformismo di massa, che impone una divisa ideologica sempre mutevole: gli slogan delle ideologie, infatti, mutano con una disinvoltura paragonabile a quella della moda.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, \u00e8 inevitabile che si dia una tale situazione: la societ\u00e0 di massa, per le sue caratteristiche specifiche, non pu\u00f2 che essere caratterizzata dalla duplice spinta all&#8217;individualismo e al conformismo; e ci\u00f2 che ne risulta non pu\u00f2 non essere un individualismo di massa, in cui tutti proclamano l&#8217;importanza della libert\u00e0 individuale e credono di agire in conformit\u00e0 ad essa, mentre quasi tutti pensano, dicono e fanno esattamente quello che pensano, dicono e fanno gli altri, conservando, per\u00f2, con un prodigio di auto-inganno, l&#8217;illusione di essere realmente se stessi, di esprimersi davvero con la massima libert\u00e0 e indipendenza.<\/p>\n<p>Ne consegue che la libert\u00e0 non \u00e8 un dato di fatto, ma una faticosa conquista, un elemento dinamico sempre in cammino e sempre suscettibile di ricadere nel suo contrario; e dipende, inoltre, tanto dall&#8217;intelligenza, quanto dal retto esercizio della volont\u00e0, ossia dalla volont\u00e0 guidata da un insieme di valori morali, primo fra i quali la coerenza disinteressata (che \u00e8 cosa ben diversa dalla coerenza del fanatico, il quale non si sposta mai dalle proprie posizioni per il semplice fatto che non ne conosce di altre, e neppure le vorrebbe conoscere).<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei casi o si \u00e8 intelligenti, o si \u00e8 liberi: perch\u00e9, di norma, le persone libere non sono intelligenti e le persone intelligenti non sono libere. L&#8217;intelligenza guidata dall&#8217;amore per la verit\u00e0 \u00e8 cosa rara, molto pi\u00f9 rara di quel che non si creda: anche se la storia del pensiero umano lo mostra chiaramente, se si \u00e8 disposti a vederlo.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 del sentire, del pensare e dell&#8217;agire \u00e8 il frutto di un continuo lavoro su se stessi alla ricerca della verit\u00e0; vi contribuiscono molto l&#8217;educazione ricevuta e altri fattori esterni, ma, come per qualsiasi pianta rara e delicata, essa richiede soprattutto continue cure e attenzioni: basta una gelata improvvisa per farla morire.<\/p>\n<p>Inoltre, la vera libert\u00e0 non \u00e8 mai una libert\u00e0 assoluta, cio\u00e8 svincolata da doveri e responsabilit\u00e0 ben precisi: chi non ha compreso questo, anche se si riempie continuamente la bocca con la parola &quot;libert\u00e0&quot; e per quanti atteggiamenti &quot;libertari&quot; possa assumere, non ha compreso l&#8217;essenza della libert\u00e0 e, di fatto, agisce come un autentico nemico di essa.<\/p>\n<p>La grande nemica della libert\u00e0 non \u00e8 tanto la costrizione esterna, perch\u00e9 nessuna costrizione esterna pu\u00f2 togliere all&#8217;uomo la libert\u00e0 interiore, premessa e caparra di ogni libert\u00e0 futura, bens\u00ec il conformismo, ossia l&#8217;abito mentale per cui il soggetto castra in se stesso la disposizione alla libert\u00e0 e, per un insieme di ragioni che vanno dalla pura e semplice paura, ad un malinteso senso di fedelt\u00e0 ai &quot;princ\u00ecpi&quot; (ma quale mai principio vale il prezzo della libert\u00e0 effettiva, reale e concreta?), accetta volontariamente di indossare una uniforme.<\/p>\n<p>Il conformismo \u00e8 un contagio subdolo.<\/p>\n<p>Non sempre esso si manifesta nelle forme clamorose e pacchiane che sono proprie dei totalitarismi vecchio stile; nelle odierne societ\u00e0 democratiche, esso si insinua sovente in maniera poco appariscente e arriva a contagiare anche alcuni dei migliori.<\/p>\n<p>Esistono persone profonde, intelligenti, oneste, rette e bene intenzionate, le quali, per una forma di fedelt\u00e0 a se stesse, soggiacciono al ricatto del conformismo ideologico: si rifiutano di essere sincere con una parte di s\u00e9, soffocano e reprimono una istanza legittima e autentica del loro essere, per modellarsi cos\u00ec come ritengono che si debba fare, in ossequio alle idee che professano.<\/p>\n<p>Vi sono, ad esempio, eccellenti persone di sinistra (parliamo di quelle eccellenti, perch\u00e9 sui cialtroni non vale la pena di soffermarsi) le quali, in privato, leggono taluni autori generalmente considerati di destra, li apprezzano, ne condividono perfino alcune tesi; ma non lo ammetterebbero mai in pubblico, cos\u00ec come un moralista grossolano non ammetterebbe mai di provare attrazione verso un certo tipo di richiamo sessuale.<\/p>\n<p>Vi sono, per intenderci, intellettuali di sinistra, anzi di estrema sinistra, che, in privato o fra pochi, fidatissimi amici, leggono e discutono i libri di Evola, di Gu\u00e9non, di J\u00fcnger, ma non lo direbbero mai in giro, non ne farebbero mai oggetto di pubblico dibattito, tanto \u00e8 forte, in essi, il timore di venir etichettati come destrorsi: aspettano, semmai, che questi autori vengano &quot;sdoganati&quot; dalla propria parte ideologica, ossia che qualcun altro si decida a rompere il tab\u00f9, come \u00e8 avvenuto con Nitezsche, con la curiosa conseguenza che si \u00e8 passati da una lettura prevalentemente di destra a una lettura prevalentemente di sinistra, quest&#8217;ultima non meno lontana dell&#8217;altra da una equilibrata interpretazione del pensiero del filosofo tedesco.<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 un classico esempio di conformismo di massa: prima tutti dicevano che Nietzsche \u00e8 un pensatore di destra, addirittura un precursore del nazismo, e, a sinistra, nessuno voleva saperne nulla n\u00e9 averci a che fare, almeno ufficialmente e pubblicamente; poi \u00e8 arrivato il contrordine, e adesso un intellettuale di sinistra che non inserisca Nietzsche fra le sue citazioni preferite, in qualunque discorso e in qualsiasi contesto, si farebbe fatica a trovarlo, tale \u00e8 la paura di apparire retrogradi e poco aggiornati.<\/p>\n<p>Senza dubbio, un analogo discorso si pu\u00f2 fare per il conformismo intellettuale della destra nei confronti degli autori di sinistra: tanto radicata \u00e8 la difficolt\u00e0 di riconoscere che i grandi pensatori non appartengono a nessuno schieramento ideologico, ma sono &#8211; per citare, appunto, Nietzsche &#8211; &quot;per tutti e per nessuno&quot;, o almeno lo sono i loro libri; chiunque, leggendoli, pu\u00f2 ricavarne un insegnamento, e tale insegnamento non soffre le catene di alcuna etichettatura ideologica, \u00e8 pensiero di libert\u00e0 e basta, perch\u00e9 il vero pensiero filosofico \u00e8 sempre educazione alla libert\u00e0 del pensare.<\/p>\n<p>Proviamo ora ad estendere questa riflessione all&#8217;ambito delle religioni, dell&#8217;arte, della societ\u00e0, del costume, della moda, del cinema, della televisione e perfino all&#8217;ambito della scienza (checch\u00e9 se ne dica, anche gli scienziati formulano le loro teorie in base a presupposti che non sono rigorosamente e astrattamente avulsi da preferenze e inclinazioni di carattere filosofico, estetico, religioso), e si avr\u00e0 un quadro pi\u00f9 ampio e significativo dell&#8217;odierno conformismo di massa e della difficolt\u00e0 di incontrare delle persone veramente libere.<\/p>\n<p>Per essere veramente liberi, infatti, bisogna avere il coraggio di sfidare il pensiero dominante, e non per finta, come fa il conformista di massa, ma sul serio, quando cio\u00e8 la cosa appare scomoda e richiede una certa dose di audacia e di fermezza; bisogna, inoltre, saper respingere il ricatto sociale e, sovente, anche affettivo, che sta sempre in agguato.<\/p>\n<p>Ciascuno di noi vive in una rete di relazioni umane, familiari, professionali, culturali, di partito, di religione, eccetera: ebbene, essere veramente liberi significa mettere a repentaglio tale appartenenza, perch\u00e9 la massa degli altri, i non liberi o i finti liberi, non esiteranno a scomunicare, emarginare o espellere colui che si rifiuta di sottomettersi all&#8217;indirizzo dominante.<\/p>\n<p>Ad esempio, per un vecchio militante comunista, sar\u00e0 affettivamente penoso assumere le difese di una posizione che gli sembrasse moralmente giusta, ma che potrebbe venire interpretata come un cedimento a idee o sentimenti di destra; i suoi amici lo guarderanno con stupore e incredulit\u00e0.<\/p>\n<p>Egli dovr\u00e0 dare delle spiegazioni; dovr\u00e0 giustificarsi; e, se le sue ragioni non appariranno convincenti, finir\u00e0 per trovarsi isolato, guardato con diffidenza, con sospetto, forse addirittura con una certa dose di commiserazione o di disprezzo. Potr\u00e0 essere censurato e perfino espulso dal partito, cio\u00e8 dalla sezione in cui ha militato per tutta la vita: il costo psicologico che egli dovr\u00e0 pagare, anche in termini di amicizia e di affettivit\u00e0, sar\u00e0 salatissimo.<\/p>\n<p>Essere liberi significa non aver paura di tutto questo: e non sono davvero molte le persone che possiedono una tale tempra. Tutti desiderano piacere, essere approvati e accettati dagli altri, almeno nella cerchia ristretta in cui vivono; tutti hanno bisogno di calore umano e a nessuno sorride l&#8217;idea di potersi trovare, dalla sera alla mattina, cacciati di casa.<\/p>\n<p>Eppure questo \u00e8 l&#8217;unico modo di essere liberi: non aver paura del ricatto; essere sempre pronti, con la valigia gi\u00e0 preparata, a lasciare la propria casa, le proprie abitudini, i propri amici, e ad affrontare l&#8217;avventura della solitudine, fisica, psicologica e morale.<\/p>\n<p>Qui si vede chi possiede la stoffa dell&#8217;alpinista, che ama le vette e non teme la solitudine, anzi, gode degli immensi silenzi e delle vaste distese deserte, perch\u00e9 in essi ritempra il proprio spirito, e l&#8217;abitante delle bassure, abituato all&#8217;afa e alla ressa di un mondo rumoroso e sovraffollato, dove la continua vicinanza degli altri trasmette un senso di sicurezza del quale, per quanto effimero, non saprebbero fare a meno.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che la persona libera debba essere per forza, sempre e comunque, un Bastian contrario: tale non \u00e8 la persona libera, ma il dandy, lo snob, il narcisista compulsivo. La persona libera si espone alla disapprovazione altrui quando ci\u00f2 le sembra assolutamente necessario per rispettare il proprio senso di giustizia e la propria ricerca della verit\u00e0; non lo fa volentieri, non assume pose declamatorie, non ostenta inutilmente quel che pensa o quel che sente: semplicemente, non si nasconde nella massa, non tace davanti al ricatto, ma si fa avanti in tutta semplicit\u00e0 e con la perfetta coscienza di stare facendo ci\u00f2 che ritiene moralmente necessario.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 capita; non sar\u00e0 rispettata; le si attribuiranno intenzioni oblique, inconfessabili secondi fini; ed \u00e8 inevitabile che cos\u00ec accada: ciascuno giudica gli altri e le loro azioni, secondo il proprio metro e secondo il proprio orizzonte esistenziale: il meschino vede ovunque la meschinit\u00e0, il furbo vede ovunque la furbizia &#8211; ovunque, beninteso, ma sempre e solo negli altri, mai o solo eccezionalmente in se stesso.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 un ulteriore ricatto, al quale la persona libera deve saper resistere: l&#8217;altrui sospetto di stare facendo un doppio gioco, un gioco interessato; di essere guidata non da limpide intenzioni, ma da chiss\u00e0 quale tornaconto personale.<\/p>\n<p>Vi sono persone abbastanza coraggiose da osar sfidare l&#8217;atteggiamento dominante, anche da parte dei propri amici o compagni di partito; ma che esitano e vacillano davanti alla prospettiva di essere giudicate subdole, meschine e interessate.<\/p>\n<p>Eppure, chi ha trovato in se stesso le ragioni per amare la verit\u00e0, trover\u00e0 anche il coraggio per vincere quest&#8217;ultima battaglia, per quanto difficile essa sia: la battaglia contro il proprio amor proprio, quando esso viene fatto dipendere dal giudizio altrui.<\/p>\n<p>Il coraggioso potr\u00e0 essere accusato di vilt\u00e0, e tuttavia dovr\u00e0 restare insensibile a tale accusa; l&#8217;onesto potr\u00e0 essere sospettato di disonest\u00e0, eppure dovr\u00e0 saper restare indifferente, per quanto gli ribollisca il sangue, per quanto tutto il suo essere gridi e si ribelli davanti all&#8217;affronto di un simile sospetto. E quello che pi\u00f9 gli brucer\u00e0, sar\u00e0 di vedersi cos\u00ec accusato o sospettato proprio dalle persone a lui pi\u00f9 care, proprio da quelle con le quali ha condiviso tanti anni della sua vita, tante speranze, tanti sogni.<\/p>\n<p>Come Lancillotto, nel romanzo di Chr\u00e9tien de Troyes, trova il coraggio di salire sulla carretta dei condannati a morte, affrontando un terribile disonore, soltanto per amore di Ginevra, cos\u00ec l&#8217;uomo libero, per amore della verit\u00e0 e della giustizia, non arretra davanti al giudizio degli altri e proclama a viso aperto quel che pensa, accettandone le conseguenze.<\/p>\n<p>Vivremmo tutti meglio, se il pungiglione velenoso del conformismo venisse strappato mediante una pratica generalizzata della libert\u00e0. Ma \u00e8 bene non farsi illusioni e accontentarsi di coltivare ciascuno in se stesso la pianta della libert\u00e0, nutrendola di costante amore per la verit\u00e0, la bont\u00e0 e la bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli uomini liberi sono pochi. 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