{"id":26782,"date":"2008-11-19T07:03:00","date_gmt":"2008-11-19T07:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/19\/liberarci-dallossessione-del-fare-per-lasciarci-riempire-dalle-voci-amiche\/"},"modified":"2008-11-19T07:03:00","modified_gmt":"2008-11-19T07:03:00","slug":"liberarci-dallossessione-del-fare-per-lasciarci-riempire-dalle-voci-amiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/19\/liberarci-dallossessione-del-fare-per-lasciarci-riempire-dalle-voci-amiche\/","title":{"rendered":"Liberarci dall&#8217;ossessione del fare per lasciarci riempire dalle voci amiche"},"content":{"rendered":"<p>Siamo malati di iperattivisimo, un po&#8217; tutti.<\/p>\n<p>\u00c8 una delle caratteristiche qualificanti della societ\u00e0 di massa: la smania del fare, dell&#8217;agire; di pi\u00f9, del manipolare incessantemente le cose (e le persone).<\/p>\n<p>Non nasce dal nulla: la ritroviamo alle radici della civilt\u00e0 greca, cio\u00e8 nelle nostre radici: \u00e8 la convinzione radicata che il mondo, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, non sia sufficiente, o non sia abbastanza sicuro, o abbastanza pulito, o abbastanza armonioso: che gli eroi debbano lottare contro le forze del Caos per salvare il Cosmos, l&#8217;ordine e l&#8217;armonia.<\/p>\n<p>Che cosa mai succederebbe, si chiedeva l&#8217;uomo greco, se Prometeo non rapisse il fuoco agli d\u00e8i; se Eracle non portasse a termine le sue dodici fatiche; se Giasone non tornasse dalla Colchide col suo vello d&#8217;oro e se Teseo non uccidesse il Minotauro? Chi proteggerebbe gli umani dalle forze minacciose che li assediano da ogni dove, chi riuscirebbe a imporre alle tenebre la luce; alla barbarie, la civilt\u00e0?<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;istinto all&#8217;azione, inscritto nei geni della civilt\u00e0 greca, si sposa con la febbre del dinamismo, propria della modernit\u00e0: vedi l&#8217;esaltazione della velocit\u00e0 e dell&#8217;azione nel \u00abManifesto futurista\u00bb del 1909 di Filippo Tommaso Marinetti; e diviene non <em>una<\/em> visione del mondo, ma l&#8217;unica visione possibile.<\/p>\n<p>Essere uomini significa essere individui (o, meglio ancora, masse) che agiscono: secondario \u00e8 il fine; quel che conta \u00e8 l&#8217;azione per l&#8217;azione. Marinetti aggiungeva: quel che conta \u00e8 la violenza per la violenza: poco importa se \u00e8 quella della guerra o quella dei terroristi anarchici; noi esaltiamo, diceva, sia il militarismo che il gesto distruttore del libertario (tanto per la <em>par condicio<\/em>).<\/p>\n<p>Tale \u00e8 divenuta, nel corso dei secoli, la nostra <em>forma mentis<\/em>; massimamente da quando la Gran Bretagna, sul finire del Cinquecento, ha gettato le basi del suo Impero, e i valori mercantili si sono un po&#8217; alla volta imposti all&#8217;Europa, col prestigio della <em>Magna Charta<\/em>, del <em>Bill of rights<\/em> e, naturalmente, della libert\u00e0 di commercio (beninteso, alle proprie condizioni: come si vide nella Guerra dell&#8217;Oppio contro la Cina, nel 1840).<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato il mito dell&#8217;America, dell&#8217;<em>American way of life<\/em>: un mito di cartapesta, costruito in gran parte sul <em>set<\/em> cinematografico di Hollywood (quando non addirittura un mito alla rovescia, come per i primi decenni del genere <em>western<\/em>); ma pur sempre un mito brillante e seducente. E la societ\u00e0 di massa ha bisogno di miti, non meno di quanto ne avesse bisogno la civilt\u00e0 greca. Al posto di Prometeo, Eracle, Giasone e Teseo, abbiamo i divi del cinema e dello sport, le attrici e le <em>top-model<\/em> (senza stare troppo a distinguere fra realt\u00e0 e finzione: \u00e8 cos\u00ec che il <em>cow-boy<\/em> del grande schermo, Ronald Reagan, \u00e8 divenuto presidente degli Stati Uniti); e anche, di tanto in tanto, i politici apportatori di salvezza, da John Kennedy a Barak Obama.<\/p>\n<p>Intanto si continua a fare, ad agire, ad agitarsi: a fabbricare robot che sostituiscono gli umani in tutte le operazioni possibili e immaginabili; a distruggere le foreste e quel poco di natura che ancora ci rimane sulla faccia del pianeta; a gettare sul mercato valanghe di prodotti tanto sofisticati, quanto inutili: ma bisogna pure che l&#8217;economia \u00abgiri\u00bb e che, con essa, girino i soldi.<\/p>\n<p>Nemesi dell&#8217;attivismo fine a se stesso: non si lavora per produrre, si produce per poter lavorare; e intanto si versa qualche lacrima di coccodrillo sulla devastazione dell&#8217;ambiente e sul radicalizzarsi della diseguaglianza fra chi possiede tutto e chi non possiede nulla.<\/p>\n<p>Non si corre per andare in qualche posto: si corre per il gusto di correre. Alla lettera.<\/p>\n<p>Quante volte ci \u00e8 capitato di venire sorpassati da un&#8217;automobile lanciata a folle corsa, magari in curva e obbligandoci a una brusca frenata, per poi vedere quella stessa automobile entrare in un parcheggio pochi metri pi\u00f9 avanti, o accostare al marciapiede perch\u00e9 il suo occupante doveva scendere a comprare le sigarette?<\/p>\n<p>Non si parla perch\u00e9 si ha qualcosa da dire: si parla a cateratta, perch\u00e9 non si \u00e8 pi\u00f9 capaci di restarsene il silenzio.<\/p>\n<p>Non si entra nei negozi perch\u00e9 si ha bisogno di comprare qualcosa, ma perch\u00e9 comprare qualcosa \u00e8 divertente (lo chiamano fare <em>shopping<\/em>).<\/p>\n<p>Non si ama e non si odia perch\u00e9 davvero si provino dei sentimenti, ma tanto per fare qualcosa, per ammazzare la noia e perch\u00e9 si pensa che non farlo sia stupido, che sia una perdita di tempo.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 prezioso: dunque il tempo va usato, sempre e in qualunque modo. Se proprio non c&#8217;\u00e8 niente da fare, allora si gioca alle sedute spiritiche o si va in cerca di qualcuno da pestare e da ammazzare.<\/p>\n<p>Meglio bruciare vivo un barbone che dorme sulla panchina, piuttosto che annoiarsi e non far niente. Meglio aprire i rubinetti dei bagni e allagare tutta la scuola, causando danni per milioni di euro, piuttosto che annoiarsi e non far niente. Meglio andare da Maria De Filippi a vomitare i propri bassi istinti davanti a milioni di persone, piuttosto che annoiarsi e non far niente.<\/p>\n<p>Questa mentalit\u00e0 \u00e8 penetrata e si \u00e8 largamente diffusa anche tra gli intellettuali; quando pure non sono stati proprio loro a diffonderla nella societ\u00e0, dandone l&#8217;esempio e teorizzandola sulle pagine dei giornali o nei salotti televisivi.<\/p>\n<p>Dal momento che fare \u00e8 sempre meglio che non fare, scrivere un libro \u00e8 meglio che non scriverlo, anche se non si ha assolutamente nulla da dire. Prima o poi si trover\u00e0 un editore abbastanza cinico e furbo da riuscire a vendere quel nulla a un pubblico d&#8217;imbecilli annoiati.<\/p>\n<p>E gli urbanisti, gli architetti, gli assessori ai lavori pubblici?<\/p>\n<p>Meglio buttare gi\u00f9 quei vecchi caseggiati, meglio sventrare quegli antichi quartieri (come le Halles di Parigi) e rifare ogni cosa col vetro e col cemento: evviva la modernit\u00e0. Non importa se la cosa era necessaria e se si rivela funzionale: importa far qualcosa, mostrare ai cittadini che si \u00e8 fatto qualcosa. Il popolo bue rielegge pi\u00f9 facilmente chi ha messo tutto a soqquadro, che non chi ha conservato l&#8217;esistente, indipendentemente dall&#8217;utilit\u00e0 e dalla funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>E il Louvre? Troppo antica, troppo mummificata quella facciata; meglio tirare su una bella piramide di cristallo. Almeno si vedr\u00e0 che \u00e8 stato fatto qualcosa. Se poi questo qualcosa porta impressi i segni della modernit\u00e0, tanto meglio: quello \u00e8 un lasciapassare in bianco.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, non ci si chiede se una gita scolastica sia utile e opportuna: si tratta di viaggiare, e quello \u00e8 un valore in se stesso, autoevidente; dunque, partenza!<\/p>\n<p>Poi arrivano i ministri innovatori e riformisti (dicono loro) e buttano ogni cosa per aria, ma solo a livello di facciata: cos\u00ec fanno vedere che non scaldano la sedia. Spostano i birilli da destra a sinistra; tirano fuori qualche vecchia grida manzoniana che non era mai stata applicata, e promettono rigore, lacrime e sangue per i trasgressori, per i poltroni e per gli imboscati. Si tengono ben strette anche tre o quattro cariche istituzionali, come certi vescovi del Medioevo che accumulavano le cariche ecclesiastiche; ma, per carit\u00e0, solo perch\u00e9 hanno tante idee da realizzare, tante cose da fare; e, se non le seguissero personalmente, chi lo farebbe al posto loro?<\/p>\n<p>Ecco qui una ragazzina belloccia, cresciuta a Nutella e tiv\u00f9, e che suda per tante, tante ore di palestra settimanali. Perch\u00e9 mai la mia figliola, cos\u00ec simpatica e carina, dovrebbe tenere nascoste le sue doti naturali?, pensa mamm\u00e0. E allora mamm\u00e0 prende la figlioletta belloccia e la accompagna a far la fila in tutte le selezioni possibili e immaginabili, per la gioia immensa di vederla calcare le passerelle di qualche concorso di <em>miss<\/em> questo o <em>miss<\/em> quell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai non dovrebbe farlo? Non \u00e8 forse giusto che tutti la vedono, la bella figliola, con quelle gambe chilometriche e quel sederino delizioso, con quelle irresistibili tettine che sobbalzano ogni volta che lei sculetta sui tacchi a spillo? Magari, quando alla fine arriva davvero a calcare la passerella, non sa dire due parole in croce, n\u00e9 ballare, e tanto meno inventarsi qualcosa di spiritoso o intelligente: ma che importa? Andare in passerella \u00e8 sempre meglio che restare a casa. A casa, chi la vede? Solo quei quattro poveracci del quartiere, che sbavano e se la mangiano con gli occhi, ogni volta che passa per strada. Ma qui, alle sfilate e con le telecamere puntate, almeno la gente paga il biglietto e si ritiene onorata di strapparle un autografo.<\/p>\n<p>Nessuno sembra pensare che, piuttosto di mostrare a tutti la propria vuotezza interiore, la propria abissale ignoranza e la propria bellezza dozzinale, si farebbe una pi\u00f9 bella figura restandosene a casa. Restare a casa \u00e8 da stupidi, date retta a mamm\u00e0.<\/p>\n<p>E cos\u00ec questa smania del fare, del fare ad ogni costo, del fare non importa cosa, ha contagiato tutti, giovani e vecchi, belli e brutti, poveri e ricchi. Dai potenti del Palazzo alle persone comuni, tutti smaniano e si agitano per fare o dire o inventarsi qualcosa: nessuno ha voglia di tacere, di ascoltare, di imparare.<\/p>\n<p>Tuttavia, dobbiamo cominciare a liberarci da queste abitudini, costi quel che costi; e non sar\u00e0 facile. Dobbiamo sforzarci di rientrare in noi stessi: perch\u00e9, attualmente, il nostro baricentro ideale si \u00e8 spostato pericolosamente al di fuori di noi.<\/p>\n<p>Viviamo in funzione di quello che ci immaginiamo di essere e non in funzione di quello che siamo; peggio ancora: viviamo in funzione dell&#8217;effetto che crediamo di produrre sugli altri. E che, invece, sovente \u00e8 molto meno lusinghiero di quello che noi non immaginiamo.<\/p>\n<p>Dovremmo smetterla di agitarci come ossessi, di fare i buffoni, di dire \u00abCuc\u00f9\u00bb ai nostri simili (che in se stesso \u00e8 un simpatico scherzo da bambini; un po&#8217; meno se fatto da persone adulte e in circostanze serie o, magari, da un capo di governo in visita di Stato).<\/p>\n<p>Dovremmo parlare un po&#8217; meno con il culo e con le tette, con le unghie e con i denti, e lasciare, semmai, che parlino per noi le nostre azioni: ma in maniera che possiamo andarne fieri e con un minimo di dignit\u00e0.<\/p>\n<p>E reimparare ad ascoltare.<\/p>\n<p>Molte sono le voci che non sappiamo pi\u00f9 ascoltare (ma sapevano farlo i nostri nonni, ed erano tanto pi\u00f9 saggi, pi\u00f9 modesti e pi\u00f9 dignitosi di noi).<\/p>\n<p>Per prime, dovremmo reimparare ad ascoltare le voci della natura: voci amiche, piene di bellezza e di poesia; ma che non possiamo udire materialmente, se non la smettiamo di fare scempio dell&#8217;ambiente in cui viviamo.<\/p>\n<p>Poi, dovremmo reimparare ad ascoltare le voci dei nostri simili: e a riconoscere quelle che hanno qualcosa di importante da comunicarci (magari non con le parole), da quelle che sono puro rumore, puro <em>flatus voci.<\/em><\/p>\n<p>Quindi, dovremmo reimparare ad ascoltare la voce del nostro vero io: del Grande Io, non del piccolo io, capriccioso e narcisista: e quante cose avrebbe da dirci, se lo lasciassimo venire fuori una buona volta, e mettessimo il bavaglio a quel suo terribile fratello minore, cos\u00ec meschino e petulante!<\/p>\n<p>Infine, dovremmo lasciare che a parlarci sia il Tutto: quella voce che viene dall&#8217;alto e che alcuni chiamano Dio; quella voce che \u00e8 in se stessa parola: Logos, Verbo, come si esprime il Vangelo di Giovanni. In principio era il Verbo, in principio era la parola: non la nostra parola presuntuosa e balbettante, ma la Parola che scende dall&#8217;alto e porta all&#8217;essere le cose che non erano, o le cose che giacevano in quiete da qualche parte, in un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, queste quattro voci parlano tutte insieme e tutte insieme dovremmo imparare ad ascoltarle: come il conoscitore di musica classica che, quando siede ad un concerto, riconosce ad occhi chiusi la voce dei singoli strumenti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, tutte insieme, esse formano un concerto, un concerto meraviglioso, del quale cos\u00ec spesso ci priviamo, per prestare orecchio a quella cacofonia sgradevolissima delle voci insulse e rumorose che non dicono assolutamente nulla &#8211; bench\u00e9 ci assordino -, perch\u00e9 nulla hanno da comunicare.<\/p>\n<p>Poco a poco, abituandoci ad ascoltare le voci autentiche e a distinguerle dal coro stonato delle voci false, comprenderemo quanto assurdo sia tutto questo nostro correre e affannarci ed agitarci e fare, fare, fare, nemmeno pi\u00f9 sappiamo cosa.<\/p>\n<p>A quel punto dovremo solo dire s\u00ec, dovremo solo lasciarci riempire dalla voce del Silenzio: e ritroveremo anche noi stessi.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile, all&#8217;inizio; ma dobbiamo provarci.<\/p>\n<p>Dobbiamo scegliere se sviluppare la nostra parte migliore o la peggiore, la pi\u00f9 chiassosa, bugiarda e cialtrona.<\/p>\n<p>Dobbiamo scegliere se tornare ad essere noi stessi: come chi si risvegli sazio e intontito, dopo un orribile festino e una sbronza cattiva, che non porta allegria, ma solo una cupa, profonda tristezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo malati di iperattivisimo, un po&#8217; tutti. \u00c8 una delle caratteristiche qualificanti della societ\u00e0 di massa: la smania del fare, dell&#8217;agire; di pi\u00f9, del manipolare incessantemente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-26782","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26782","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26782"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26782\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}