{"id":26781,"date":"2018-12-03T11:05:00","date_gmt":"2018-12-03T11:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/03\/liberarci-dallipnosi-della-cattiva-filosofia-moderna\/"},"modified":"2018-12-03T11:05:00","modified_gmt":"2018-12-03T11:05:00","slug":"liberarci-dallipnosi-della-cattiva-filosofia-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/03\/liberarci-dallipnosi-della-cattiva-filosofia-moderna\/","title":{"rendered":"Liberarci dall&#8217;ipnosi della cattiva filosofia moderna"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un malinteso dal quale occorre liberarsi: che la ricerca del vero sia cosa del tutto slegata e indipendente dalla ricerca del bene. Il vero e il bene sono due facce della stessa medaglia: sono le due facce dell&#8217;essere. \u00c8 vero ci\u00f2 che \u00e8 bene ed \u00e8 bene ci\u00f2 che \u00e8 vero. Si faccia attenzione a non confondere questa affermazione con il motto di Hegel (e di Croce): <em>tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale, tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>. C&#8217;\u00e8 una profonda differenza. Qui non diciamo n\u00e9 &quot;razionale&quot;, n\u00e9 &quot;reale&quot;; ma diciamo: ci\u00f2 che \u00e8 vero e ci\u00f2 che \u00e8 bene. Ora, se il vero \u00e8 bene, la ricerca del vero non pu\u00f2 essere male, a meno che sia erroneamente impostata: ed \u00e8 il caso di quasi tutta la filosofia moderna.<\/p>\n<p>Il pensiero moderno nasce da una concezione erronea della verit\u00e0: ritiene che essa sia slegata dal bene, che essa sia, per cos\u00ec dire, neutra. Solo cos\u00ec si spiegano l&#8217;indifferenza e l&#8217;impassibilit\u00e0 con le quali i pensatori moderni hanno seminato ovunque tristezza, angoscia, disperazione, affermando che la verit\u00e0 non esiste, o che \u00e8 inconoscibile, o che essa sfocia in una desolante scoperta: che nulla ha un senso, che tutto \u00e8 inutile, folle o doloroso, e che nessuna meta \u00e8 destinata agli uomini, tranne il morire e scomparire nel nulla. Perci\u00f2 il pensiero moderno \u00e8, in gran parte, un cattivo pensiero, e la filosofia moderna si \u00e8 trasformata da strumento per cercare la verit\u00e0 in strumento per spingere gli uomini nell&#8217;abisso della desolazione; in un esercizio speculativo disumano, diretto contro la vita, la speranza e la fiducia nel domani. Non meraviglia perci\u00f2 che gli uomini moderni (o meglio, i figli della civilt\u00e0 moderna, vale a dire gli occidentali) siano attanagliati e paralizzati da un orrore nichilista nei confronti della vita; che nelle societ\u00e0 occidentali sia in atto un crollo demografico; che in esse prosperino e si diffondano sempre pi\u00f9 degli stili di vita che vanno nella direzione contraria al bene, sia inteso in senso individuale che collettivo. Ma se se la ricerca del vero non sfocia nel bene, che senso ha? Il bene non \u00e8 mai nemico del bene: mai. Se le analisi cliniche, ad esempio, rivelano la presenza di un tumore nell&#8217;organismo, ci\u00f2 \u00e8 senz&#8217;altro un bene, perch\u00e9 consente a quell&#8217;individuo di sottoporsi a delle terapie. E se \u00e8 ormai troppo tardi, perch\u00e9 le analisi sono state tardive &#8211; se la ricerca del vero non si \u00e8 svolta come avrebbe dovuto &#8212; ci\u00f2 \u00e8 ancora e sempre un bene, perch\u00e9 dar\u00e0 a quell&#8217;individuo la possibilit\u00e0 di porsi nella giusta disposizione di spirito, e di lasciare le disposizioni necessarie anche sul versante della vita pratica, ad esempio stabilendo l&#8217;eredit\u00e0 destinata ai suoi cari ed evitando che possano sorgere incomprensioni e contese fra di loro. Invece gli scrittori, i pensatori e gli artisti moderni hanno seguito un&#8217;altra strada: hanno dipinto la realt\u00e0 come brutta e la vita come un male, dopo di che si sono guardati bene dal fornire indicazioni positive, si son lavati le mani davanti alle conseguenze delle loro affermazioni. \u00c8 come se avessero pensato: <em>Se la gente piomber\u00e0 nella disperazione leggendo le nostre opere o ascoltando i nostri discorsi, ci\u00f2 non ci riguarda, non \u00e8 affar nostro; anzi, dovrebbero ringraziarci, perch\u00e9 abbiamo mostrato loro come stanno in realt\u00e0 le cose<\/em>.<\/p>\n<p>Eppure, su quali basi essi hanno affermato che il reale \u00e8 brutto e che la vita \u00e8 un male? Su basi puramente emotive, come nel caso di Leopardi, o di una logica fallace, come in quello di Schopenhauer. A cominciare dalla pretesa di negare la verit\u00e0 come principio universale del conoscere: pretesa assai curiosa, dal momento che prevede, chi sa per quale ragione, una vistosa eccezione: quella di colui che afferma una cosa del genere. \u00c8 come se costui dicesse: <em>La verit\u00e0 non esiste; io, per\u00f2, che vi dico una tal cosa, sto dicendo il vero<\/em>. Perch\u00e9 mai si dovrebbe credere a un simile negatore della verit\u00e0? Per quale ragione dovremmo fargli credito di essere veritiero, dopo che lui stesso ci ha assicurati che la verit\u00e0 non esiste, e dunque che non si pu\u00f2 mai sapere se ci si trova in presenza del vero o del falso? Allo stesso modo, il pensiero moderno si \u00e8 sprecato nel ripetere, fino all&#8217;ossessione, che il vero \u00e8 brutto, che la vita non merita di essere vissuta, che non esiste alcuno scopo, alcun fine, n\u00e9 nella natura, n\u00e9 nell&#8217;esistenza dell&#8217;uomo. Ma in tal caso, che cosa pensare di questi araldi della distruzione? Se il vero \u00e8 brutto, come mai vi indugiano tanto volentieri? Se la vita non ha uno scopo, come mai si pongono lo scopo di denunciarne l&#8217;inutilit\u00e0? Se tutto \u00e8 privo di significato, che cosa li stimola a darsi tanto da fare per convincere il pubblico che nulla ha senso? I casi sono due: o li solletica la vanit\u00e0 di essere comunque al centro dell&#8217;attenzione, magari dicendo cose scandalose e traumatizzanti; oppure godono intensamente, come i masochisti, di evocare scenari da incubo e di sguazzare nella palude di un mondo orribile, in piena decomposizione. Met\u00e0 masochisti e met\u00e0 necrofili; ma sempre con una punta, e anche pi\u00f9 di una punta, di sottile civetteria. \u00c8 la malattia del romanticismo, dalla quale la modernit\u00e0 non \u00e8 mai guarita, anzi, che l&#8217;ha sempre contrassegnata: da Petrarca a Shakespeare, da Foscolo a Corazzini, da Heidegger a Eco (ci si perdoni l&#8217;accostamento di nomi di non pari valore intellettuale), non si esce dal cerchio stregato: <em>Guardatemi come sono bello e quanto soffro; guardate come sono bello perch\u00e9 soffro; e sto soffrendo perch\u00e9 il mondo \u00e8 male, la vita fa schifo e voi tutti non siete nulla, non valete nulla; io solo ha capito ogni cosa. Dunque, applauditemi<\/em>.<\/p>\n<p>In che modo, poi, il pensiero moderno sia riuscito a legare fra loro questi due elementi di per s\u00e9 eterogenei, per non dire inconciliabili: un estremo pessimismo intellettuale e un radicale nichilismo esistenziale, con un altrettanto smodato ottimismo scientista e un ostinato, per non dire cieco, affidamento alle meraviglie del progresso, specie tecnologico, \u00e8 un&#8217;altra questione, che meriterebbe un discorso a parte. Ma il fatto \u00e8 quello: nella modernit\u00e0 convivono due anime, contrarie eppure complementari: il disprezzo del vero e la fede irrazionale in una scienza che dovrebbe risolvere tutti i problemi dell&#8217;esistenza, una scienza materialista e meccanicista, senz&#8217;anima perch\u00e9 totalmente incapace di compassione. E infatti \u00e8 incapace di compassione perch\u00e9 pensa che il vero sia distaccato dal bene, perci\u00f2 non si cura del male che produce, dal momento che lo ritiene il giusto &quot;prezzo&quot; da pagare per il progredire della conoscenza, e quindi anche delle possibilit\u00e0 umane. Sempre intese in un significato puramente materiale: poter fare pi\u00f9 cose in meno tempo; poter viaggiare pi\u00f9 in fretta; poter comunicare con pi\u00f9 persone e sempre pi\u00f9 rapidamente e agevolmente (non importa se non si ha nulla da dire: ci\u00f2 \u00e8 solo un dettaglio insignificante); poter avere dei figli oltre l&#8217;et\u00e0 e oltre i modi voluti dalla natura; poter colonizzare altri pianeti, dopo che avremo reso del tutto inabitabile il nostro.<\/p>\n<p>Un pensatore che, non a caso, \u00e8 stato tagliato fuori dal grande circuito della cultura dominante, sempre politicamente corretta nel suo inossidabile progressismo modernizzatore, \u00e8 quella di Giuseppe Giacomo Nastri, dal cui notevole volume <em>Corruzione della filosofia. Il pensiero moderno come anti-religione<\/em> riportiamo il seguente passaggio (Roma, Armando Editore, 2006, pp. 363-366):<\/p>\n<p><em>Ci sono stati dei filosofi per negare tutto, o quasi: la realt\u00e0 esterna (Schopenhauer), la realt\u00e0 del soggetto (Kant), la morale (Freud), la libert\u00e0 (di nuovo Schopenhauer), la validit\u00e0 oggettiva della stessa conoscenza (Kant). Forse la sola cosa che non si \u00e8 negata \u00e8 la conoscenza almeno come rappresentazione (soggettiva?, fenomenica?). Bisogna per\u00f2 dubitare a tutti i costi dell&#8217;argomento troppo spesso invocato in favore dell&#8217;uno o dell&#8217;altro filosofo: &quot;Era un grande!&quot;. Ma di quale grandezza si tratta? Di Heidegger, per esempio, si pu\u00f2 lodare il carattere evasivo, magnetico, intellettualistico, inafferrabile, ambiguo, che ha tanto affascinato Hannah Arendt, e forse anche una certa insincerit\u00e0. (&#8230;) Anna Freud vanta l&#8217;invenzione della psicanalisi anche se il prezzo \u00e8 stato il mancato riconoscimento di una sofferenza reale. E che poeta fu Nietzsche s&#8217;intende dire, che nitidezza in Schopenhauer, nell&#8217;esprimere la forza del vitalismo istintivo! Che originalit\u00e0 e che potenza nella logica hegeliana della negazione! Che profondit\u00e0 nel soggettivismo sia pure incompleto di Kant e di Cartesio, e che energia nella rivolta liberatoria di Lutero! Alcuni filosofi ebbero del talento letterario, altri manifestarono con carisma le loro idee, altri riuscirono a legare concetti in una cascata di contrasti, altri infine furono efficaci nel suscitare lo spirito di rivolta, spesso contro la Chiesa cattolica o almeno contro una buona logica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, per giungere dove si \u00e8 giunti, sono occorsi i toni saggi, pacati, soffusi, se non melliflui, d&#8217;una moralit\u00e0 che conserva ancora molto di ci\u00f2 che \u00e8 umanamente proponibile nella religione cristiana. Infatti, tenendo conto del terreno culturale europeo, profondamente segnato dal cristianesimo, sono stati adottati i modi pi\u00f9 adatti per giungere a misconoscere i doni di Dio. La rivolta \u00e8 un fatto del cuore, ma passa attraverso l&#8217;intelligenza che nega o&#8217;essere, la sua bont\u00e0 fondamentale e la stessa logica. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Certe etiche dell&#8217;autonomia, ponendo l&#8217;accento sulla noia, la routine, la sofferenza, la disperazione e tutti ci\u00f2 che di deprimente o di spaventoso fa inevitabilmente parte del destino umano, giungano insidiosamente a svuotare del loro senso i buoni sentimenti e ad esasperare i meno buoni. Anche chi ha la viva coscienza del male nel mondo, non pu\u00f2 concepirlo come tale se non in quanto esso coarta e colpisce ci\u00f2 che \u00e8 bello e buono&#8230; senn\u00f2 che male sarebbe? Un pensiero deviato aggrava la devastazione e colpisce la vita ad un secondo grado, per cos\u00ec dire, facendo della sofferenza un argomento per negare all&#8217;esistenza ogni senso, valore e verit\u00e0; anzi per negare addirittura l&#8217;esistenza, in un tripudio nichilista di rinvii, di riduzioni e di disperazione. L&#8217;azione pi\u00f9 efficace contro la religione non sta dunque nelle persecuzioni o vessazioni, ma nel colpire la credibilit\u00e0 degli stessi dogmi della fede. Gli argomenti utilizzati non sono tuttavia dei pi\u00f9 solidi. Ed \u00e8 proprio il nichilismo, a cui approda questa filosofia anticristiana, l&#8217;argomento pi\u00f9 convincente per respingerla, con il ribadire la naturale positivit\u00e0 dell&#8217;essere sino al suo fondamento, Dio che, in quanto Trinit\u00e0, \u00e8 Amore. La testimonianza che il buon Dio ci chiede oggi \u00e8 proprio quella della fedelt\u00e0 de piccolo numero, in un contesto intellettuale informativo di grandissima confusione. \u00c8 chiaro e noto a tutti che la teologia, tanto nella Chiesa greca che latina, ha ampiamente utilizzato gli apporti del pensiero antico battezzandolo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire: si veda il caso del platonismo e dell&#8217;aristotelismo, quali che ne siano per altro verso i limiti rispettivi. La teologia ortodossa ha saputo mantenere i due poli della grazia e della ragione, mentre la cultura che ha le sue radici nella Riforma ha abbandonato ogni metafisica, ogni argomento naturale in materia di religione e di morale per assumere un tono mistico o profetico. Non soltanto non \u00e8 pi\u00f9 dato all&#8217;uomo di dimostrare l&#8217;esistenza di Dio e di discutere in favore della religione, ma la stessa etica non pu\u00f2 pi\u00f9 basarsi sulla conoscenza della natura, dell&#8217;uomo o di Dio. Per questo non \u00e8 possibile recuperare la filosofia moderna in teologia, come invece \u00e8 avvenuto per l&#8217;antica. Bisogna allora concludere che la filosofia moderna rappresenta un&#8217;inutile intemperanza, un definitivo fallimento? Certamente, s\u00ec, se ci si ferma alla chiusura suo soggetto, alla rottura del rapporto tra la morale e la conoscenza, alla costruzione del dubbio, alla rivolta contro la buona logica. No, invece, se essa costituisce una ricerca, visto che, tante volte, dobbiamo affrontare la traversata del deserto per liberarci dai fantasmi che ci tormentano. Non vale per\u00f2 concludere la vita auspicando ulteriori studi, ma occorrerebbe poter dire: &quot;Abbiamo amato non la verit\u00e0 in astratto, ma gli uomini e il creato, in quel Dio che d\u00e0 ogni vita e ogni senso&quot;. Sarebbe del resto ingiusto dichiarare che la filosofia moderna ha avuto uno scopo generalmente distruttivo; anzi questo sarebbe in contrasto con il nostro punto di vista. Infatti, tutti aspirano alla VERIT\u00c0, anche chi dichiara che la verit\u00e0 non esiste pensa di dire il vero. Ogni costruzione intellettuale \u00e8 proponibile per quel tanto di verit\u00e0 che ci si pu\u00f2 trovare, senn\u00f2 nessuno la prenderebbe in considerazione. Il problema si presenta quando il vero \u00e8 sapientemente assortito con il falso. Un aspetto penoso della filosofia moderna e della sua ricezione nella cultura contemporanea sta nella scissione tra i due estremi: da un lato l&#8217;elevazione della scienza ad un vertice cos\u00ec alto da non aver pi\u00f9 bisogno di Dio, dall&#8217;altro la valutazione di tutto attraverso la sensibilit\u00e0 nel senso pi\u00f9 materiale. Tanto nel caso della verit\u00e0, quanto nel caso dell&#8217;etica, il problema sta nella seduzione dei valori parziali<\/em>.<\/p>\n<p>Mescolare il vero e il falso, la verit\u00e0 e l&#8217;errore: questa, in effetti, \u00e8 l&#8217;ultima e pi\u00f9 raffinata seduzione della modernit\u00e0, che ha in s\u00e9 qualcosa di diabolico. Ne vediamo un tipico esempio nella deriva dottrinale e pastorale che sta trascinando da tempo la Chiesa cattolica &#8211; che \u00e8 stata, fino a cinquant&#8217;anni fa, l&#8217;ultimo baluardo di una concezione trascendete fondata sul Vero &#8211; verso i lidi sempre mutevoli e inafferrabili del relativismo. Non \u00e8 vero quel che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero quel che stabliscono, di volta in volta, in base ai loro progressi, gli studi filologici. Perfino le millenarie parole del <em>Padre Nostro<\/em> vengono cambiate, in omaggio all&#8217;ideologia del progresso. Che vi sia in ci\u00f2 una vera e propria profanazione, a quanto pare sfugge alla maggioranza dei fedeli: \u00e8 come se l&#8217;attuale inquilino del Vaticano pretendesse di correggere Ges\u00f9 Cristo, che quelle parole ha insegnato agli Apostoli. Ma no, insorgeranno i suoi sostenitori, egli non pretende di fare una cosa simile: si limita a prendere atto che i filologi sono giunti alla conclusione che quelle parole nascevano da una cattiva traduzione del testo greco del Vangelo. Benissimo: vorr\u00e0 dire che, d&#8217;ora in poi, bisogner\u00e0 domandare il permesso ai filologi per ogni atto o parola della sacra liturgia. Del resto, \u00e8 logico: la Tradizione, essendo orale, non conta pi\u00f9 nulla, visto che a quei tempi non c&#8217;erano i registratori; e quanto alla Scrittura, andiamoci piano, bisogna vedere cosa disse e fece realmente Ges\u00f9 Cristo: lasciamo che a fare chiarezza siamo gli esperti, i tecnici, cio\u00e8 i filologi. Cosa volete che ne sappia il popolino: quello, poveretto, ha solo la fede. La vecchietta che ha sempre recitato il <em>Padre Nostro,<\/em> nel Rosario, con le parole: <em>e non c&#8217;indurre in tentazione<\/em>, va compatita, perch\u00e9 &#8211; scherzi dell&#8217;ignoranza &#8211; si \u00e8 fidata di quel che le hanno insegnato da bambina. Ma ora bisogna diventare adulti, bisogna crescere; il terzo millennio non vuole pi\u00f9 dei fedeli fideisti, vuole dei fedeli adulti e consapevoli, aggiornati e aperti al dialogo e alle novit\u00e0 del mondo moderno. Gi\u00e0; appunto. Come disse Domenico Giuliotti: <em>o i cristiani proclameranno Cristo contro il mondo, oppure il mondo li porter\u00e0 dietro a s\u00e9, contro Cristo<\/em>. Ed \u00e8 esattamente quel che sta accadendo ai nostri giorni, sotto i nostri occhi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un malinteso dal quale occorre liberarsi: che la ricerca del vero sia cosa del tutto slegata e indipendente dalla ricerca del bene. Il vero e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[98,141,263],"class_list":["post-26781","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-arthur-schopenhauer","tag-filosofia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26781","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26781"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26781\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}