{"id":26775,"date":"2015-10-21T11:44:00","date_gmt":"2015-10-21T11:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/il-leviatano-e-per-hobbes-il-dio-mortale-cui-siamo-debitori-della-nostra-pace-e-sicurezza\/"},"modified":"2015-10-21T11:44:00","modified_gmt":"2015-10-21T11:44:00","slug":"il-leviatano-e-per-hobbes-il-dio-mortale-cui-siamo-debitori-della-nostra-pace-e-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/21\/il-leviatano-e-per-hobbes-il-dio-mortale-cui-siamo-debitori-della-nostra-pace-e-sicurezza\/","title":{"rendered":"Il Leviatano \u00e8, per Hobbes, il Dio mortale cui siamo debitori della nostra pace e sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Che altro \u00e8 lo Stato, per Hobbes, se non un Dio mortale, al quale tutti devono ciecamente obbedire, se non vogliono piombare nel caos di una libert\u00e0 senza legge, nella quale ciascuno, volendo prevalere sul proprio simile, finirebbe per trovare la sua stessa distruzione?<\/p>\n<p>Scrive, infatti, Hobbes nel \u00abLeviatano\u00bb (traduzione di R. Giammanco, Torino, Utet, 1955):<\/p>\n<p><em>\u00abIl solo modo per dar vita alla costituzione di un potere comune capace di difendere gli uomini dalla invasione degli altri popoli e dalle reciproche ingiurie, ed insomma di garantire la loro sicurezza in modo che con la propria attivit\u00e0 e con i prodotti della terra essi possano nutrirsi e vivere comodamente, consiste nell&#8217;investire di tutto il proprio potere e di tutta la propria forza un uomo od una assemblea di uomini che sia in grado di ridurre tutte le varie opinioni, per mezzo della pluralit\u00e0 dei voti, ad una sola volont\u00e0; il che \u00e8 come dire di dare incarico ad un uomo o ad una assemblea di uomini di rappresentare la persona dei singoli cittadini e di riconoscersi, ciascuno per quanto riguarda se stesso, come l&#8217;autore di qualsiasi cosa che colui che \u00e8 stato eletto a rappresentarli far\u00e0 o far\u00e0 in modo che venga fatta in quelle cose che concernono la pace e la sicurezza comune, ed in questo, ridurre le proprie volont\u00e0 ciascuno alla volont\u00e0 di lui, ed i loro giudizi al giudizio di esso. Ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 di un consenso o di un accordo; \u00e8 una concreta unit\u00e0 di tutti i componenti dello stato in una sola e medesima persona, resa possibile da un patto di ciascuno con l&#8217;altro, come se uno di essi dicesse all&#8217;altro: &quot;Do autorizzazione e trasferisco il mio diritto di governare me stesso a questo uomo od a questa assemblea di uomini, a condizione che anche tu ceda il tuo diritto a lui e nello stesso modo ne autorizzi tutte le azioni&quot;. Quando si \u00e8 fatto ci\u00f2, la moltitudine cos\u00ec unita in una sola persona \u00e8 chiamata uno stato, in latino &quot;Civitas&quot;. Questa \u00e8 la fondazione di quel rande Leviatano o piuttosto, per parlare con pi\u00f9 reverenza, di quel Dio mortale a cui, al disotto del Dio immortale, noi siamo debitori della nostra pace e difesa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Le prerogative della sovranit\u00e0 sono: promulgare le leggi e abrogarle; deliberare la guerra e la pace, dirimere tutte le controversie, o direttamente, o per mezzo di giudici appositamente eletti; eleggere tutti i magistrati, i ministri, i consiglieri. Infine, se v&#8217;\u00e8 qualcuno che pu\u00f2 legittimamente fare anche una sola azione, che a nessun altro cittadino o gruppo di cittadini sia lecita all&#8217;infuori di lui, questo \u00e8 colui che ha ottenuto la sovranit\u00e0 dello Stato. Solo lo Stato pu\u00f2 fare quel che un cittadino o un gruppo di cittadini non ha il diritto di fare. Chi agisce in questo modo si vale del diritto dello Stato, cio\u00e8 della sovranit\u00e0 [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p><em>Ma, pur essendo il potere sovrano costituito in virt\u00f9 dei patti stipulati dai singoli individui tra loro, non dipenda soltanto da questa obbligazione reciproca dei cittadini. Vi si aggiunge l&#8217;obbligo assunto dal cittadino verso chi detiene il potere sovrano. Infatti, ogni cittadino, stipulando il patto con ciascuno degli altri, dice: &quot;Io trasferisco il mio diritto a questa persona alla condizione che tu pure lo trasferisca alla stessa persona&quot;. Con le quali parole si vuol significare che il diritto che ognuno aveva di usare le proprie forze a proprio vantaggio \u00e8 stato trasferito totalmente in una persona o in u&#8217;assemblea a vantaggio della comunit\u00e0. Cos\u00ec, siccome sono intercorsi, da un lato, i patti coi quali i singoli si sono reciprocamente vincolati, dall&#8217;altro \u00e8 intervenuta pure una donazione di diritti in favore del sovrano da parte dei cittadini che sono obbligati a rispettarla, ne viene che il potere sovrano si appoggia sopra una duplice obbligazione da parte dei cittadini, l&#8217;una nei confronti dei loro concittadini, l&#8217;altra nei confronti del sovrano. Perci\u00f2 i cittadini, qualunque sia il loro numero, non possono legittimamente destituire dal potere il sovrano senza il suo consenso [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di tutto compariamo in generale i vantaggi e gli svantaggi della vita collettiva, perch\u00e9 nessuno possa pensare che sia meglio vivere ciascuno a proprio arbitrio piuttosto che costituire uno Stato. All&#8217;infuori dello Stato, ciascuno ha una libert\u00e0 completa ma inutile, poich\u00e9 chi ha tutto quel che vuole in forza della propria libert\u00e0, deve pur sopportare ogni cosa da parte degli altri, che a causa della loro libert\u00e0 fanno anch&#8217;essi quello che vogliono. Invece, quando si \u00e8 costituito uno Stato, ciascuno dei cittadini conserva quel tanto di libert\u00e0 che basta a vivere bene e tranquillamente, mentre agli altri ne vien tolta in misura da renderli non pi\u00f9 temibili. Al di fuori dello Stato si pu\u00f2 venir depredati o uccisi da chiunque; nello Stato, da una sola persona. Fuori dello Stato, siamo protetti solo dalle nostre forze; nello Stato, da quelle di tutti. Fuori dello Stato, nessuno \u00e8 sicuro dei frutti della sua attivit\u00e0; nello Stato, tutti lo sono. Infine, fuori dello Stato, \u00e8 il dominio delle passioni, la guerra, la paura, la povert\u00e0, l&#8217;incuria, l&#8217;isolamento, la barbarie, l&#8217;ignoranza, la bestialit\u00e0. Nello Stato, \u00e8 il dominio della ragione, la pace, la sicurezza, la ricchezza, la decenza, la socievolezza, la raffinatezza, la scienza, la benevolenza.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Quello di Hobbes, dunque, \u00e8 una sorta di paganesimo statalista: una concezione secondo la quale tutto \u00e8 nello Stato, nulla \u00e8 fuori dello Stato e, soprattutto, niente e nessuno hanno il bench\u00e9 minimo diritto di criticare lo Stato, di metterne in discussione l&#8217;autorit\u00e0 ed i rappresentanti, di ritagliarsi il bench\u00e9 minimo spazio di autonomia rispetto ad esso. Nei suoi confronti, non sono ammesse distanze, n\u00e9 alcuna forma di autonomia: o si \u00e8 con lui, o contro di lui; o gli si obbedisce ciecamente, o ci si ribella; o gli si delega tutta intera la propria sovranit\u00e0, o si viene trattati da sediziosi e da felloni. Di pi\u00f9: bisogna rendergli omaggio; bisogna, quasi, adorarlo: \u00e8 un Dio mortale, un Dio in terra, senza del quale non si potrebbe vivere; ma esso non ha bisogno degli uomini pi\u00f9 di quanto il formicaio abbia bisogno della singola formica. Come la singola formica \u00e8 irrilevante, cos\u00ec lo \u00e8 il singolo membro dello Stato: quello che conta \u00e8 che lo Stato sia obbedito pienamente e ciecamente, che ci si sottometta senza restrizioni e senza riserve mentali alla sua volont\u00e0, vale a dire alla volont\u00e0 del monarca assoluto o da chiunque altro eserciti il potere.<\/p>\n<p>L&#8217;unica cosa che si domanda al singolo individuo \u00e8 di farsi docile esecutore di ci\u00f2 che lo Stato stabilisce nei suoi confronti. \u00c8 ben vero che lo Stato nasce proprio da una volont\u00e0, da un preciso accordo fra gli uomini; ma poi, una volta pattuito tale accordo, che consiste precisamente nella rinuncia piena e incondizionata di ogni diritto individuale a favore del diritto statale, non vi \u00e8 pi\u00f9 niente da fare o da dire: nato da una esigenza utilitaristica dei singoli membri della societ\u00e0, lo stato incomincia immediatamente a vivere di vita propria, a porsi come un Dio nei loro confronti, a esigere la pi\u00f9 totale sottomissione.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante osservare una chiara analogia con l&#8217;antropologia del cristianesimo: l&#8217;uomo \u00e8 inclinato al male &#8212; <em>homo homini lupus<\/em> -, \u00e8 portato alla guerra di tutti contro ciascuno e di ciascuno contro tutti (per il cristianesimo, quale conseguenza del Peccato originale); pertanto, lasciato a se stesso, si autodistruggerebbe: la necessit\u00e0 di creare lo Stato e di delegargli tutto il potere, senza residui, nasce da qui, da questo pessimismo antropologico. Tuttavia, il cristianesimo ha ben chiara la distinzione fra il piano dell&#8217;Assoluto &#8212; quello della <em>Civitas Dei<\/em> &#8212; e il piano del relativo &#8212; quello della <em>Civitas hominum<\/em> -, e non pretende affatto di equiparare il secondo al primo, n\u00e9, tanto meno, di deificare la Citt\u00e0 terrena con lo scopo di spacciarla per il fine ultimo della creazione, ma si limita a considerarla un mero strumento per realizzare, in maniera temporanea e imperfetta, quella giustizia che trover\u00e0 la sua piena realizzazione solo nella dimensione dell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Hobbes, al contrario, mescola i due piani e fa dello Stato un Dio mortale, per la buona ragione che, nella sua filosofia, non c&#8217;\u00e8 posto per la trascendenza e che tutto quel che l&#8217;uomo pu\u00f2 e deve aspettarsi dagli altri uomini, \u00e8 la ragionevolezza, intesa in senso puramente ed esclusivamente immanentistico. Ecco, allora, che lo Stato-Leviatano altro non \u00e8, n\u00e9 potrebbe essere, che la versione laica e secolarizzata della agostiniana <em>Civitas Dei<\/em>; e, come facevano gli imperatori pagani del tardo Impero Romano, esige di essere obbedito e adorato, perch\u00e9 solo da esso gli uomini, cattivi come sono, possono sperare la salvezza: vale a dire, possono sperare di non uccidersi selvaggiamente fra di loro, di non derubarsi, di non calunniarsi, di non precipitare nella pi\u00f9 squallida miseria, di non regredire nell&#8217;ignoranza e nella superstizione (Hobbes, infatti, \u00e8 un super-razionalista, vero precursore dei <em>philosophe<\/em>s illuministi) e di non morire di fame. Di pi\u00f9: per Hobbes, \u00e8 la paura della morte che, in ultima analisi, crea il patto sociale e getta le basi dello Stato: il che mostra, in maniera ancora pi\u00f9 evidente, il sottinteso metafisico della concezione politica hobbesiana, quasi che lo Stato offra la sola protezione possibile contro lo spettro della morte.<\/p>\n<p>Se non che, quello che giustifica e umanizza la visione cristiana della politica \u00e8 proprio l&#8217;idea della perfettibilit\u00e0 dell&#8217;uomo e l&#8217;idea, ad essa speculare, che, per supplire alla sua fragilit\u00e0, egli pu\u00f2 e deve rivolgersi al Dio d&#8217;amore che, solo, \u00e8 in grado di rispondere alle sue domande, di soccorrere le sue debolezze, di aiutarlo a difendersi dai suoi cattivi istinti: idea nella quale \u00e8 implicito il senso del limite da parte di chi esercita il potere, perch\u00e9 il vero e unico signore universale \u00e8 sempre e solamente Dio, e qualunque potere terreno \u00e8 legittimo e meritevole di fiducia e obbedienza solo a condizione di rispettare questa superiore sovranit\u00e0 ultraterrena, riconoscendo, con ci\u00f2 stesso, di non essere assoluto e, dunque, di non avere nemmeno il diritto di farsi dispotico. Nella concezione cristiana, tutti i poteri costituiti non sono che strumenti al servizio di una teocrazia ideale: il vero sovrano \u00e8 Dio e gli stati, i re, i governi, sono semplicemente delegati a farne le veci. Perci\u00f2 lo Stato non rappresenta un valore assoluto e non pu\u00f2 aspirare ad essere adorato come un Dio mortale: l&#8217;idea stessa \u00e8 blasfema e, da un punto di vista cristiano, assolutamente infondata.<\/p>\n<p>In Hobbes, che ragiona come se Dio non esercitasse il bench\u00e9 minimo ruolo nella storia umana, cio\u00e8 come se la Provvidenza non esistesse, non vi \u00e8 alcun limite alla pretesa dello Stato di essere accettato come il padrone universale di tutto ci\u00f2 che esiste sotto il sole: l&#8217;unica condizione essendo che ciascun cittadino si spogli, come fanno tutti gli altri, della propria libert\u00e0 personale, per rimetterla con fiducia assoluta nelle mani del sovrano. Quel che ne consegue \u00e8 una statolatria radicale e totalitaria, nella quale la condizione iniziale che vide la nascita dello Stato &#8212; il patto originario fra gli esseri umani, federati per la comune difesa della vita, della libert\u00e0 e dei beni di ciascuno &#8212; viene ben presto a rovesciarsi completamente: il singolo essere umano non ha il &quot;diritto&quot; di esistere fuori dello Stato, perch\u00e9 fuori dello Stato non vi sono che i nemici dichiarati dell&#8217;ordine e della legge, i nemici irriducibili del bene comune, che non devono essere considerati come dei semplici dissenzienti, ma come dei traditori nei confronti di ci\u00f2 che di umano vi \u00e8 nella natura umana. Insomma, delle belve feroci, meritevoli soltanto di venire abbattute, cos\u00ec come si uccidono i lupi che minacciano il gregge: la loro soppressione si riduce ad una operazione di polizia, anzi, a qualcosa di pi\u00f9 (o di meno, secondo i punti di vista): perch\u00e9, come il lupo \u00e8 estraneo alla natura umana, ed eliminarlo \u00e8 un bene in se stesso, un analogo ragionamento vale nei confronti di quanti disobbedissero alle leggi dello Stato: si son posti da s\u00e9 al di fuori del consorzio civile, sono regrediti alla condizione della barbarie primitiva e, dunque, non meritano alcuna piet\u00e0 o sentimentalismo, cos\u00ec come sarebbe assurdo, per il cacciatore, avere piet\u00e0 del lupo che minaccia il gregge.<\/p>\n<p>In cima a questa statolatria vi \u00e8 la figura del sovrano: colui che \u00e8 al vertice della piramide e non \u00e8 sottoposto ad alcuna legge, perch\u00e9 egli stesso rappresenta la legge; e che nessuno pu\u00f2 contestare, mentre la sua volont\u00e0 deve imporsi a chiunque. Esattamente all&#8217;opposto di Locke, che arriver\u00e0 a teorizzare il diritto di resistenza dei cittadini nei confronti di un potere che si riveli ingiusto e tirannico, Hobbes non pu\u00f2 nemmeno concepire una situazione del genere, perch\u00e9, secondo lui, essendo nato dal patto sociale, lo stato, per sua natura, non potr\u00e0 mai tradirlo: solo in esso il cittadino trover\u00e0 la pace, l&#8217;ordine e il benessere; fuori di esso, la guerra, il disordine e la miseria. Ne consegue che nessuno pu\u00f2 chiedere al sovrano di lasciare il potere: solo lui stesso pu\u00f2 decidere di farlo, di sua spontanea volont\u00e0, e non perch\u00e9 i cittadini osino pretenderlo. Per mantenere l&#8217;ordine e la pace, il sovrano non deve accordare la preferenza a nessun culto religioso: Hobbes \u00e8 non solo il teorico dell&#8217;assolutismo, ma anche del laicismo. Logico: se lo Stato \u00e8 un Dio mortale, bisogna che il Dio immortale sia relegato <em>in interiore homine<\/em>, dov&#8217;\u00e8 meno visibile: sarebbe un concorrente scomodo e maledettamene ingombrante. Potrebbe rammentare agli uomini che esiste un solo Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che altro \u00e8 lo Stato, per Hobbes, se non un Dio mortale, al quale tutti devono ciecamente obbedire, se non vogliono piombare nel caos di una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[258],"class_list":["post-26775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-politica","tag-thomas-hobbes"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofia-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26775"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26775\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30157"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}