{"id":26774,"date":"2016-12-08T08:57:00","date_gmt":"2016-12-08T08:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/08\/levavi-oculos-meos-in-montes\/"},"modified":"2016-12-08T08:57:00","modified_gmt":"2016-12-08T08:57:00","slug":"levavi-oculos-meos-in-montes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/08\/levavi-oculos-meos-in-montes\/","title":{"rendered":"Levavi oculos meos in montes"},"content":{"rendered":"<p>\n*\u00abLevavi oculos meos in montes:<\/p>\n<p>unde veniet auxiulum mihi?\u00bb**<\/p>\n<p>Uno dei salmi pi\u00f9 belli della <em>Bibbia<\/em> \u00e8 il 120 (121), soffuso di ardente\u00a0spiritualit\u00e0 e di una inestinguibile sete di Dio, nonch\u00e9 umanissimo nel\u00a0dolore e nello sconforto di chi si vedrebbe perduto, se dovesse contare\u00a0 sulle sue sole forze umane. Appartiene ad un gruppo di una quindicina di salmi che sono definiti\u00a0 &quot;delle ascensioni&quot; perch\u00e9 pare che venissero cantati, o recitati, dai\u00a0pellegrini che si recavano al Tempio di Gerusalemme. Per\u00f2, leggendolo\u00a0 bene, ci si accorge facilmente che i &quot;monti&quot; di cui si parla in questo\u00a0salmo non sono i monti su cui sorge Gerusalemme; tutta la situazione non sembra indicare un viaggio temporaneo, un semplice pellegrinaggio, ma\u00a0qualcosa di duraturo nel tempo, una lontananza sia geografica che\u00a0spirituale, per cui l&#8217;autore si rivolge a Dio con struggente nostalgia.<\/p>\n<p>Per questo, fin dall&#8217;antichit\u00e0, gli studiosi della <em>Bibbia<\/em> hanno pensato\u00a0che i monti di cui si parla qui siano quelli del massiccio dell&#8217;Hermon,\u00a0ove ha le sue sorgenti il Giordano, su, a Nord, oltre il quale vi sono le\u00a0terre della Siria e della Mesopotamia superiore, dalle quali, tante volte nel corso della storia, sono\u00a0scesi gli eserciti invasori degli Assiri e dei Babilonesi, apportatori\u00a0di morte, rovina e schiavit\u00f9 per il popolo d&#8217;Israele. Si tratta di una\u00a0regione alpestre e che ha caratteri molto diversi da qualsiasi altra zona\u00a0della Palestina: d&#8217;inverno le sommit\u00e0 scintillano al sole per il bianco\u00a0strato di neve che le ricopre, e, pi\u00f9 in basso, le acque del fiume\u00a0scorrono fra le rive rocciose, ammantate da una ricca vegetazione, in un\u00a0paesaggio ubertoso e verdeggiante, che non assomiglia per niente a quello\u00a0delle aride, scabre montagne della Giudea.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 simile a quella di molti altri salmi: incombe sull&#8217;anima del cantore il senso di\u00a0un estremo pericolo da cui essa rischia di essere sopraffatta, e la\u00a0pressante richiesta di aiuto che essa scioglie verso Dio, colma di fede, di speranza e di\u00a0amore. Anche qui, la piccolezza dell&#8217;uomo e la coscienza della sua\u00a0fragilit\u00e0 si incontrano con lo splendore e la potenza di Dio, Signore\u00a0del cielo e della terra e amorevole custode delle sue creature; anche qui vi \u00e8\u00a0l&#8217;abbandono dell&#8217;anima a Dio, totale, incondizionato, assolutamente\u00a0fiducioso, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 impossibile all&#8217;uomo, \u00e8 possibile a Lui, a\u00a0patto che chi lo invoca deponga ogni stupido orgoglio e riconosca che da Lui solo possono venire il bene, il soccorso e la salvezza.<\/p>\n<p><em>Levavi oculos meos in montes: unde veniet auxilium mihi\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Auxilium meum a Domino qui fecit caelum et terram\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Non det in commotionem pedem tuum neque dormitet qui custodit te.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecce non dormitabit neque dormiet qui custodit Israel\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dominus custodit te Dominus protectio tua super manum dexteram tuam\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Per diem sol non uret te neque luna per noctem\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dominus custodit te ab omni malo custodiat animam tuam Dominus<\/em><\/p>\n<p><em>Dominus custodiat introitum tuum et exitum tuum ex hoc nunc et usque\u00a0in saeculu.<\/em><\/p>\n<p><em>Alzo gli occhi verso i monti: \/ da dove mi verr\u00e0 l&#8217;aiuto? \/ Il mio aiuto viene dal Signore \/ che ha fatto cielo e terra. \/ Non lascer\u00e0 vacillare il tuo piede, \/ non si addormenter\u00e0 il tuo custode. \/ Non si addormenter\u00e0, non prender\u00e0 sonno, \/il custode d&#8217;Israele. \/ Il Signore \u00e8 il tuo custode, \/il Signore \u00e8 come ombra che ti copre, \/ e sta alla tua destra. \/ Di giorno non ti colpir\u00e0 il sole, \/ n\u00e9 la luna di notte. \/ Signore ti protegger\u00e0 da ogni male, \/ egli protegger\u00e0 la tua vita. \/ Il Signore veglier\u00e0 su di te, \/ quando esci e quando entri, \/ da ora e per sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Voglio levare i miei occhi ai monti<\/em>: ai monti che, da sempre, in tutte le culture umane, sono il simbolo dell&#8217;elevazione dell&#8217;anima, o sono visti come la sede del divino, o, anche, come i luoghi, difficilmente raggiungibili, dell&#8217;incontro dell&#8217;uomo con il divino; perci\u00f2, &quot;voglio levare i miei occhi ai monti&quot; \u00e8 come dire: &quot;voglio innalzare la mia anima fino a Dio, voglio contemplarlo, voglio saziarmi del suo splendore e della sua pienezza&quot;. L&#8217;anima \u00e8 fatta per guardare in alto, per levare lo sguardo al cielo, cio\u00e8 per cercare Dio. Un&#8217;anima che vive senza cercare Dio, sta sprecando la sua vita; non ha affatto compreso se stessa, da dove venga e dove stia andando.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, per innalzare l&#8217;anima verso Dio, bisogna alleggerirsi di quel che ci fa battere l&#8217;ali in basso, come dice Dante: cio\u00e8 tutta quella zavorra di brame, desideri, timori, preoccupazioni, ansie disordinate, che ci tengono legati alla terra, ci pongono sotto il ricatto del &quot;mondo&quot; e delle sue dinamiche perverse: la competizione, l&#8217;invidia, la gelosia, la rabbia, la frustrazione, e una tendenza a coltivare delle aspettative sempre pi\u00f9 grandi, mano a mano che alcune vengono soddisfatte e che altre, invece, restano deluse. L&#8217;anima umana \u00e8 fatta cos\u00ec: se ottiene qualcosa, subito vorrebbe di pi\u00f9; se non l&#8217;ha, si amareggia ed escogita mille strategie per ottenerla, magari rubandola ad altri. Non si riposa mai, non si appaga di ci\u00f2 che possiede, non apprezza a lungo i beni di cui dispone. E questa incontentabilit\u00e0, di per se stessa, non \u00e8 buona n\u00e9 cattiva: \u00e8 cattiva se la spinge nella spirale distruttiva di una smania che non ha mai fine, di un perenne protendersi verso le cose di quaggi\u00f9, che, bramate all&#8217;inizio, presto o tardi deludono, e lasciano un senso di profonda disillusione; \u00e8 buona se rivela alla coscienza la vanit\u00e0 di questa corsa fine a se stessa, e le socchiude la porta di pi\u00f9 alti orizzonti, di pi\u00f9 limpidi cieli.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che la civilt\u00e0 moderna \u00e8 stata scientificamente studiata e costruita in maniera tale da rendere sempre pi\u00f9 difficile questa operazione cos\u00ec semplice, in fondo, ma cos\u00ec necessaria: sganciarsi da tutto ci\u00f2 che \u00e8 pesante e che trattiene in gi\u00f9, che imprigiona l&#8217;ego, che risucchia nella spirale negativa delle passioni, che dissipa irragionevolmente e inutilmente le energie interiori, e fa volare l&#8217;anima in basso, sempre pi\u00f9 in basso, come una falena che resta catturata nel cerchio stregato d&#8217;una lampada nella notte estiva, e le gira attorno in cerchi sempre pi\u00f9 stretti, fino a che non si brucia le ali contro il vetro surriscaldato e cade a terra morta. Tanto per cominciare, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile stare soli, anche volendolo; \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile stare in silenzio, anche cercandolo; \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile ritagliarsi del tempo per se stessi, per le proprie necessit\u00e0 spirituali: si \u00e8 quasi spinti, proiettati dentro la folla, verso i rumori e in mezzo alla confusione. Alla fretta, alla lotta contro il tempo, contro i mille impegni quotidiani da sbrigare, le mille preoccupazioni contingenti cui rivolgere la propria attenzione, si somma il senso di colpa per le cose non fatte, o non fatte bene, per il tempo sottratto ai figli, alla moglie, al marito. C&#8217;\u00e8 perfino chi dimentica il proprio bambino in automobile, sotto il sole torrido o nel gelo dell&#8217;inverno&#8230; Come se non bastasse, bisogna sempre stare sulla difensiva, perch\u00e9, in quella giungla anonima che \u00e8 la citt\u00e0 moderna, si aggirano lupi, sciacalli e iene in cerca di prede da divorare: basta la minima distrazione, ed ecco si finisce in bocca a questi moderni predatori. Specialmente gli anziani sono esposti a personaggi equivoci che si presentano alla porta, sorridenti, fanno firmare delle carte misteriose dalle quali, come si scopre poi, scaturisce un impegno con una nuova compagnia telefonica, con una ditta per l&#8217;installazione di pannelli solari, per l&#8217;acquisto di nuovi elettrodomestici, per la sottoscrizione di abbonamenti a riviste. L&#8217;agguato pu\u00f2 venire da dove meno lo si aspetta, dal telefono, per esempio, o da una navigazione in rete apparentemente innocua. Nessun volto amico tutto intorno, solo volti mercenari e sorrisi prefabbricati, maschere professionali dietro le quali si cela l&#8217;insidia, la fregatura.<\/p>\n<p>In questa foresta di animali da preda e uccelli rapaci, dove nulla viene offerto gratis, neppure un bicchier d&#8217;acqua se non ci si sente bene, si \u00e8 continuamente bombardati &#8212; visivamente, ma anche con gli altri sensi &#8212; da messaggi pubblicitari d&#8217;ogni genere, da promozioni commerciali mascherate, che magnificano la palestra, il solarium, la parrucchiera, il ristorante, la pizzeria, il supermercato, eccetera, tutto secondo i nostri apparenti desideri ma nulla, in realt\u00e0, secondo i nostri veri bisogni.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il bombardamento incessante dei media, dei telegiornali, dei quotidiani, interessati a vendere le notizie, enfatizzando le pi\u00f9 raccapriccianti e stuzzicando le pulsioni pi\u00f9 morbose del pubblico: le tensioni internazionali, le guerre, gli scandali finanziari e mondani, i delitti della cronaca nera, e dando cos\u00ec l&#8217;impressione che la bont\u00e0, la pulizia, la rettitudine, non esistano; c&#8217;\u00e8 la stimolazione eccessiva, ossessionante, dell&#8217;erotismo, non solo attraverso i media, il cinema, la pubblicit\u00e0, ma per le strade, attraverso il modo di abbigliarsi e di muoversi delle persone in carne e ossa, tutte protese a imitare gli attori, le attrici, i sex symbol, le soubrette, le <em>miss<\/em> e i <em>mister<\/em> dei concorsi nazionali e internazionali: a qualunque et\u00e0, in qualsiasi luogo, in ogni momento e indipendentemente dalla propria condizione personale: ad esempio, donne incinte che scoprono il pancione; persone obese che ostentano abiti super attillati, o persone anoressiche che mettono in mostra i loro corpi cadaverici. E c&#8217;\u00e8 l&#8217;offerta invasiva, debordante, di servizi d&#8217;ogni tipo, di prodotti, di corsi di lingua, di danza, di cucina, abbonamenti al teatro, offerte e donazioni pronta cassa per questa o quell&#8217;altra buona (e dubbia) causa, corsi di benessere, di spiritualit\u00e0 (?), di Yoga, di meditazione, di consapevolezza, di Scientology, e corsi biblici di questa o quella congregazione protestante, per aderire alla campagna per la protezione della natura o per la sensibilizzazione alla ricerca sul cancro o alla donazione di sangue e di organi, o alla raccolta di firme per petizioni comunali o referendum nazionali. E a tutto questo si aggiunga il rumore di fondo del traffico automobilistico, dei martelli pneumatici, delle sirene delle ambulanze (chi abita vicino a un ospedale sa che significhi sentirle cinquanta o cento volte al giorno, per non parlare del pericolo fisico cui viene esposto chi si trovi in strada), di partenza o atterraggio degli aerei (e chi abita presso un aeroporto sa cosa voglia dire), delle falciatrici per rasare l&#8217;erba nei giardini pubblici e privati. E ancora: l&#8217;aria irrespirabile nelle ore di punta; il pericolo di essere borseggiati, molestati, aggrediti, mentre si va a scuola, o al lavoro, o quando si parcheggia l&#8217;auto per pochi minuti davanti a un negozio, a un ufficio, o al cimitero, per portare un fiore ai propri cari defunti; il senso di ansia per la casa lasciata incustodita, quando si ci si assenta anche solo per pochi giorni, sapendo che i ladri passano a tappeto ogni citt\u00e0, ogni quartiere, ogni strada; il sovraffaticamento nervoso che si prova trovandosi imbottigliati nel traffico, magari tutti i giorni, per recarsi al lavoro, all&#8217;andata e al ritorno; il disagio e la rabbia che si prova nell&#8217;attraversare il proprio paese e nel vederlo popolato da personaggi equivoci, che un tempo non c&#8217;erano, da stranieri sfaccendati, da prostitute e spacciatori di ogni razza e di ogni lingua, quasi sotto il naso delle pubbliche autorit\u00e0; il senso di insicurezza che provano tutti, e specialmente le donne, nel salire su certi treni, su certi autobus, su certe corriere, su cui viaggiano, senza pagare il biglietto, infastidendo il prossimo, insultando gli autisti o i bigliettai, ragazzi dall&#8217;aspetto minaccioso, forse sovreccitati da droghe o bevande alcoliche, e potenzialmente pericolosi, capaci di tirar fuori il coltello alla prima occasione.<\/p>\n<p>Ebbene: per quanto difficile possa apparire, \u00e8 necessario, e possibile, staccare la spina da questa realt\u00e0 esterna, e raccogliersi, magari per un quarto d&#8217;ora, nella fortezza inespugnabile della propria anima; \u00e8 possibile meditare e pregare, sia a casa, al mattino o alla sera, sia per la strada o sul luogo di lavoro; \u00e8 possibile rivolgere i pensieri a Dio, recitare un Rosario, colloquiare con la Vergine Maria, chiedere il loro aiuto; \u00e8 possibile rivolgere tutta l&#8217;anima al Creatore, riconoscersi peccatori e bisognosi del suo perdono e del suo sostegno; \u00e8 possibile chiedere di essere illuminati mentre si studia, di essere protetti mentre si viaggia, di essere assistiti mentre ci si sottopone ad un esame medico. Tutte queste cose sono possibili e anche assai pi\u00f9 facili e naturali di quel che non si creda. Ad una condizione, per\u00f2: che ci si sia sbarazzati dalle richieste compulsive dell&#8217;ego; che si sia valutato il diabolico consumismo per ci\u00f2 che \u00e8 realmente, e si siano chiusi i conti con esso; che si spenga in se stessi la smania di apparire, e ci si concentri sull&#8217;essere: in una parola, che si rientri in se stessi, si ritorni ad un sistema di vita sano, semplice e sobrio, che si rifiutino tutti i ricatti, tutte le seduzioni, tutte le lusinghe della modernit\u00e0, compresa la superbia intellettuale che pretende di guardare ogni cosa, anche le cose divine, con l&#8217;alterigia e la supponenza di una ragione fine a se stessa, che crede d&#8217;aver compreso tutto e non ha, invece, capito un bel nulla.<\/p>\n<p>Ce n&#8217;\u00e8, di lavoro da fare su se stessi, per chi voglia morire all&#8217;uomo vecchio che era, inautentico, alienato e infelice, e rinascere all&#8217;uomo nuovo, illuminato dalla fede, dalla speranza e dalla carit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>*\u00abLevavi oculos meos in montes: unde veniet auxiulum mihi?\u00bb** Uno dei salmi pi\u00f9 belli della Bibbia \u00e8 il 120 (121), soffuso di ardente\u00a0spiritualit\u00e0 e di una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[117,237],"class_list":["post-26774","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sacra-scrittura","tag-dio","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-sacra-scrittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30181"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}