{"id":26763,"date":"2012-03-12T01:44:00","date_gmt":"2012-03-12T01:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/12\/e-il-cinismo-per-leopardi-il-male-oscuro-che-corrode-il-popolo-italiano\/"},"modified":"2012-03-12T01:44:00","modified_gmt":"2012-03-12T01:44:00","slug":"e-il-cinismo-per-leopardi-il-male-oscuro-che-corrode-il-popolo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/12\/e-il-cinismo-per-leopardi-il-male-oscuro-che-corrode-il-popolo-italiano\/","title":{"rendered":"\u00c8 il cinismo, per Leopardi, il male oscuro che corrode il popolo italiano"},"content":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 gli Italiani sono sempre cos\u00ec disuniti, cos\u00ec implacabili fra di loro, cos\u00ec pronti a dilaniarsi ferocemente, mentre gli altri popoli rimangono uniti e compatti, specialmente quando si trovano a dover fronteggiare una minaccia o un pericolo provenienti dall&#8217;esterno?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, risponde Leopardi, non hanno amor proprio: non rispettando i propri vicini, finiscono per abituarsi a vivere in guerra perpetua, e sia pure solo a parole, nei confronti di tutti; dunque, a subire offese incessanti; dunque, a fare poca stima egli altri e di se stessi.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 tutto questo? Perch\u00e9, dice ancora Leopardi, non sanno cosa sia la socialit\u00e0, non conoscono l&#8217;arte e il piacere della buona conversazione; non parlano mai di cose serie o importanti; e, oltre a ci\u00f2, amano parlare soprattutto male del prossimo, anche e specialmente in sua presenza: godono a insultarsi, a maltrattarsi, a infangarsi l&#8217;un l&#8217;altro: e questo li rende cinici.<\/p>\n<p>Il cinismo, dunque, frutto del disincanto e dell&#8217;amarezza, \u00e8 il loro tarlo segreto, la loro pena segreta, appena nascosti dietro un esile velo di allegria e di vivacit\u00e0 di maniera; il cinismo che toglie loro ogni aspirazione alle grandi imprese, perch\u00e9 chi \u00e8 cinico non crede a niente e a nessuno, tanto meno agli alti ideali e alle nobili gesta.<\/p>\n<p>Il cinismo toglie ogni slancio verso l&#8217;alto, ogni generoso proponimento, ogni volont\u00e0 di impegnarsi in opere di lunga durata e di risultato non immediato, n\u00e9 appariscente; il cinismo rende subdoli, infidi, traditori; il cinismo, aggiungiamo noi, spinge ad andare in cerca di capi carismatici, di salvatori della patria, ad osannarli e idolatrarli, salvo poi stancarsene con sconcertante volubilit\u00e0 e riversare contro di loro tutto l&#8217;odio, il livore, la rabbia di un carattere impulsivo ed incostante, ma minato da una intima indifferenza e da un profondo egoismo.<\/p>\n<p>Questa analisi potrebbe suscitare stupore, dal momento che gli Italiani hanno fama di essere un popolo gioviale, o, quanto meno, incline al buon umore; hanno anche fama di saper godere la vita e di essere particolarmente comunicativi e socievoli, specialmente i meridionali; e, a forza di sentirselo dire, hanno finito per crederci essi stessi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, son molte le illusioni che gli Italiani nutrono su se stessi, a cominciare da quella di essere amati e benvoluti in tutto il mondo e perfino dai nemici in guerra (\u00abItaliani brava gente\u00bb \u00e8 lo slogan che si sono auto-attribuiti, oltre che il titolo d un celebre film, appunto, &quot;buonista&quot;); ma che le cose stiano un po&#8217; diversamente, lo dimostrano, anche recentemente, vicende come quella della mancata estradizione e, anzi, del proscioglimento del ricercato Cesare Battisti in Brasile; dell&#8217;arresto e dell&#8217;imprigionamento di due militari italiani, in missione a bordo di una nave italiana, da parte dell&#8217;India; della mancata consultazione del nostro governo da parte di quello inglese, in vista dell&#8217;azione militare delle forze speciali britanniche che, in Nigeria, \u00e8 costata la vita, oltre che a un cittadino inglese, a un nostro connazionale.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che farsi delle illusioni su se stessi \u00e8 il contrario del cinismo, visto che essere cinici significa non credere a niente; ma questo \u00e8 solo un lato della medaglia: perch\u00e9 chi non crede a niente finisce per credere a qualsiasi cosa; e a nulla ci si abbandona pi\u00f9 volentieri che ad una visione gratificante di se stessi, specialmente se \u00e8 quella che si pensa gli altri abbiano di noi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il cinismo \u00e8 una forma di disperazione: \u00e8 la tipica difesa di chi non vuole pi\u00f9 soffrire, non vuole pi\u00f9 rimanere deluso: dietro ogni cinico, come dietro ogni misantropo, c&#8217;\u00e8 un animo sensibile, che si \u00e8 corazzato contro la vita e ha fatto il fermo proponimento con se stesso di non abbandonarsi mai pi\u00f9, di non fidarsi di nessuno.<\/p>\n<p>Per\u00f2, siccome &#8211; di fatto &#8211; \u00e8 impossibile vivere sempre cos\u00ec, se non per il singolo, certo per i popoli, ecco che di tanto in tanto il cinismo fa luogo al suo esatto contrario: la fede cieca, assoluta, improvvisa e irrazionale in qualcuno, nel quale vengono proiettate tutte le virt\u00f9, tutti i pregi, tutte le sicurezze che non si possiedono.<\/p>\n<p>Sono amori divoranti, brutali, quasi animaleschi, e finiscono immancabilmente con la delusione, il ripudio, il disprezzo e l&#8217;odio pi\u00f9 implacabile nei confronti dell&#8217;oggetto amato: la nostra storia nazionale \u00e8 piena di simili colpi di fulmine, tanto repentini quanto impossibili; ed ogni volta l&#8217;antica rassegnazione, l&#8217;antico egoismo, l&#8217;antico cinismo, appunto, riprendono il sopravvento e il popolo italiano ricade nella sua millenaria abulia e nel suo eterno fatalismo.<\/p>\n<p>All&#8217;origine di tutto c&#8217;\u00e8 la mancanza di una vera vita sociale: osservazione molto penetrante sul piano psicologico, perch\u00e9 nasce da una capacit\u00e0 di vedere oltre le apparenze della buona tavola, di una osteria affollata, di una strada piena di vicini di casa intenti a chiacchierare.<\/p>\n<p>La vera vita sociale, per Leopardi, \u00e8 l&#8217;attitudine a trovarsi insieme, ciascuno nell&#8217;ambito della propria classe, per parlare non solo di cose sciocche e indifferenti, ma anche di cose serie; e nel saperlo fare senza offendere, senza svalutare l&#8217;altro, senza ridergli in faccia per i suoi difetti, ma cercando di valorizzare i suoi lati positivi e, comunque, di tenere la conversazione nell&#8217;ambito di ci\u00f2 che \u00e8 costruttivo, che pone valori, che manifesta simpatie e solidariet\u00e0, e non in quello nel basso pettegolezzo di tutti contro tutti, che mina, corrode e disgrega la stima che ciascuno ha degli altri e, inevitabilmente, anche di se stesso.<\/p>\n<p>Scrive dunque, Leopardi, nel \u00abDiscorso sopra lo stato presente dei costumi degl&#8217;italiani\u00bb:<\/p>\n<p>\u00ab&#8230;Le classi superiori d&#8217;Italia sono le pi\u00f9 ciniche di tutte le loro pari nelle altre nazioni. Il popolaccio italiano \u00e8 il pi\u00f9 cinico de&#8217; popolacci. Quelli che credono superiore a tutte per cinismo la nazione francese, s&#8217;ingannano.<\/p>\n<p>Niuna vince n\u00e9 eguaglia in ci\u00f2 l&#8217;italiana. Essa unisce la vivacit\u00e0 naturale (maggiore assai di quella de&#8217; francesi) all&#8217;indifferenza acquisita verso ogni cosa e al poco riguardo verso gli altri cagionato dalla mancanza di societ\u00e0, che non li fa curar gran fatto della stima e de&#8217; riguardi altrui: laddove la societ\u00e0 francese influisce tanto, com&#8217;\u00e8 noto, anche nel popolo, ch&#8217;esso \u00e8 pieno di riguardi s\u00ec verso i propri individui, s\u00ec verso l&#8217;altre classi, quanto comporta la sua natura.<\/p>\n<p>Se gli stranieri non conoscono bene il modo di trattare degl&#8217;italiani, massime tra loro, questo viene appunto dalla mancanza di societ\u00e0 in Italia, onde \u00e8 difficile a un estero il farsi una precisa idea delle nostre maniere sociali ordinarie, mancandogli l&#8217;occasione d&#8217;esserne sovente e facilmente testimonio, perocch\u00e9 d&#8217;altronde noi siamo soliti a risparmiare i forestieri. Ma nel nostro proprio commercio, per le dette ragioni, il cinismo \u00e8 tale che supera di gran lunga quello di tutti gli altri popoli, parlando proporzionatamente di ciascuna classe. Per tutto si ride, e questa \u00e8 la principale occupazione delle conversazioni, ma gli altri popoli altrettanto e pi\u00f9 filosofi di noi, ma con pi\u00f9 vita, e d&#8217;altronde con pi\u00f9 societ\u00e0, ridono piuttosto delle cose che degli uomini, piuttosto degli assenti che dei presenti, perch\u00e9 una societ\u00e0 stretta non pu\u00f2 durare tra uomini continuamente occupati a deridersi in faccia gli uni e gli altri, e darsi continui segni di scambievole disprezzo. In Italia il pi\u00f9 del riso \u00e8 sopra gli uomini e i presenti. La &quot;raillerie&quot; e il &quot;persifflage&quot;, cose s\u00ec poco proprie della buona conversazione altrove, occupano e formano tutto quel poco di vera conversazione che v&#8217;ha in Italia. Questo \u00e8 l&#8217;unico modo, l&#8217;unica arte di conversare che vi si conosca. &#8211; Chi si distingue in essa \u00e8 fra noi l&#8217;uomo di pi\u00f9 mondo, e considerato per superiore agli altri nelle maniere e nella conversazione, quando altrove sarebbe considerato per il pi\u00f9 insopportabile, e il pi\u00f9 alieno dal modo di conversare. Gl&#8217;italiani posseggono l&#8217;arte di perseguitarsi scambievolmente e di &quot;se pousser \u00e0 bout&quot; colle parole, pi\u00f9 che niun&#8217;altra nazione. Il &quot;persifflgae&quot; degli altri \u00e8 certamente molto pi\u00f9 fino, il nostro ha spesso e per lo pi\u00f9 del grossolano, ed \u00e8 una specie di &quot;polissonnerie&quot;, ma con tutto questo io compiangerei quello stranero che venisse a competenza e battaglia con un italiano in genere di &quot;raillerie&quot;. I colpi di questo, bench\u00e9 poco artificiosi, sono sicurissimi di sconcertare senza rimedio chiunque non \u00e8 esercitato e avvezzo al nostro modo di combattere, e non sa combattere alla stessa guisa. Cos\u00ec un uomo perito della scherma \u00e8 sovente sconcertato da un imperito, o uno schermitore riposato da un furioso e in istato di trasporto. Gl&#8217;italiani non bisognosi passano il loro tempo a deridersi scambievolmente, a pungersi fono al sangue. Come altrove \u00e8 il maggior pregio il rispettar gli altri, il risparmiare il loro amor proprio, senza di che non vi pu\u00f2 aver societ\u00e0, il lusingarlo senza bassezza, il procurar che gli altri sieno contenti di voi, cos\u00ec in Italia la principale e la pi\u00f9 necessaria dote di chi vuol conversare, \u00e8 il mostrar colle parole e coi modi ogni sorta di disprezzo verso l&#8217;altrui, offendere quanto pi\u00f9 si possa il loro amor proprio, il lasciarli pi\u00f9 che sia possibile mal soddisfatti di se stessi e per conseguenza di voi.<\/p>\n<p>Sono incalcolabili i danni che nascono ai costumi da questo abito di cinismo, bench\u00e9 per verit\u00e0 il pi\u00f9 conveniente a uno spirito al tutto disingannato e intimamente e praticamente filosofo, e da tutte le sovra espresse condizioni e maniere del nostro modo di trattarci scambievolmente. Non rispettando gli altri, non si pu\u00f2 esser rispettato. Gi stranieri e gli uomini di buona societ\u00e0 non rispettano altrui se non per essere rispettati e risparmiati essi stessi, e lo conseguono. Ma in Italia non si conseguirebbe, perch\u00e9 dove tutti sono armati e combattono contro ciascuno, \u00e8 necessario che ciascuno presto o tardi si risolva e impari d&#8217;armarsi e combattere, altrimenti \u00e8 oppresso dagli altri, essendo inerme e non difendendosi, in vece d&#8217;essere risparmiato. \u00c8 anche necessario ch&#8217;egli impari ad offendere. Tutto ci\u00f2 non si pu\u00f2 conseguire prima che uno contragga un abito di disistima e disprezzo e indifferenza somma verso se stesso, perch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 cosa pi\u00f9 nociva in questo modo di conversare che l&#8217;esser dilicato e sensibile sul proprio conto. Oltre che allora tutti i ridicoli piombano su di voi, si \u00e8 sempre timido e incapace di offendere per paura di on soffrire altrettanto e procurarsi maggiormente gli altri, incapace di difendersi convenientemente perch\u00e9 la passione impedisce la libert\u00e0 e la franchezza del pensare e dell&#8217;operare e l&#8217;aggiustatezza e disinvoltura delle difese. E basta che uno si mostra sensibile alle punture o abitualmente o attualmente perch\u00e9 gli altri pi\u00f9 s&#8217;infervorino a pungerlo e annichilarlo. Oltre di ci\u00f2 in qualunque modo il vedersi sempre in derisione per necessit\u00e0 produce una disistima di se stesso, e dall&#8217;altra parte un&#8217;indifferenza a lungo andare sulla propria riputazione. La quale indifferenza chi non sa come noccia ai costumi? \u00c8 certo che il principal fondamento della moralit\u00e0 di un individuo e di un popolo \u00e8 la stima costante e profonda che esso fa di se stesso, la cura che ha di conservarsela (n\u00e9 si pu\u00f2 conservarla vedendo che gli altri di disprezzano), la gelosia, la delicatezza e sensibilit\u00e0 sul proprio onore. Un uomo senza amor proprio, al contrario di quel che volgarmente si dice, \u00e8 impossibile che sia giusto, onesto e virtuoso di carattere, d&#8217;inclinazioni, costumi e pensieri, se non d&#8217;azioni.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9 quanto v&#8217;ha di conversazione in Italia (ch&#8217;\u00e8 la pi\u00f9 parte ne&#8217; caff\u00e8 e ridotti pubblici), piuttosto che presso i privati, appo i quali propriamente non si conversa, ma si giuoca, o si danza, o si canta, o si suona, o si passeggia, essendo sconosciute in Italia e vere conversazioni private che s&#8217;usano altrove); quel poco, dico, che v&#8217;ha in Italia di conversazione, essendo non altro che una pura e continua guerra senza tregua, senza trattati, e senza speranza di quartiere, bench\u00e9 questa guerra sia di parole e di modi e sopra cose d niuna sostanza, pure \u00e8 manifesto quanto ella debba disunire e alienare gli animi di ciascuno da ciascuno, sempre offesi nel loro amor proprio, e quanto per conseguenza sia pestifera ai costumi divenendo come un esercizio per una parte, e per altro uno sprone dell&#8217;offendere altrui e della nimicizia verso gli altri, nelle quali cose precisamente consiste il male morale e la perversit\u00e0 de&#8217; costumi e la malvagit\u00e0 morale delle azioni e de&#8217; caratteri. Ciascuno combattuto e offeso da ciascuno dee per necessit\u00e0 restringere e riconcentrare ogni suo affetto ed inclinazione verso se stesso, il che si chiama appunto egoismo, ed alienarle dagli altri, e rivolgerle contro di loro, il che si chiama misantropia. L&#8217;una e l&#8217;altra le maggiori pesti di questo secolo. Cos\u00ec che le conversazioni d&#8217;Italia sono un ginnasio dove colle offensioni delle parole e dei modi s&#8217;impara per una parte e si riceve stimolo dall&#8217;altra a far male a &#8216; suoi simili co&#8217; fatti. Nel che \u00e8 riposto l&#8217;esizio e l&#8217;infelicit\u00e0 sociale e nazionale. E questa \u00e8 la somma della pravit\u00e0 e corruzion de&#8217; costumi. Ed anche all&#8217;amore e spirito nazionale \u00e8 visibile quanto debbano nuocere tali modi di conversare per cui trattiamo e ci avvezziamo a trattare e considerar gli altri s\u00ec diversamente che come fratelli, ed acquistiamo o intratteniamo ed alimentiamo uno spirito ostile verso i pi\u00f9 prossimi. Laddove presso l&#8217;altre nazioni la societ\u00e0 e la conversazione, rispettandovisi ed anche pascendovisi per parte di tutti l&#8217;amor proprio di ciascheduno, \u00e8 un mezzo efficacissimo d&#8217;amore scambievole s\u00ec nazionale che generalmente sociale; in Italia per la contraria cagione, la societ\u00e0 stessa, cos\u00ec scarsa com&#8217;ella \u00e8, \u00e8 un mezzo di odio e disunione, accresce esercita e infiamma l&#8217;avversione e le passioni naturali degli uomini contro gli uomini, massime contro i pi\u00f9 vicini, che pi\u00f9 importa di amare e beneficare o risparmiare; tanto che al paragone sarebbe assai meglio che ella non vi fosse affatto, e che gl&#8217;italiani non conversassero mai tra loro se non nel domestico, e per li soli bisogni, come alcune nazioni poco polite e molto bisognose, o molto occupate e industriose. Certo la societ\u00e0 che avvi in Italia \u00e8 tutta di danno ai costumi e al carattere morale, senza vantaggio alcuno.\u00bb<\/p>\n<p>Leopardi svolgeva queste osservazioni quasi due secoli fa; ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che la situazione, frattempo, si \u00e8 ulteriormente sviluppata nella direzione da lui indicata: la vita sociale \u00e8 divenuta quasi inesistente, sotto i colpi dell&#8217;automobile, della televisione, del computer e del telefonino cellulare; quel che ancora restava di essa, nell&#8217;ambito della famiglia e perfino nell&#8217;ambito del bar, si \u00e8 definitivamente dissolto.<\/p>\n<p>Questo, certamente, \u00e8 un fenomeno mondiale; ma in una societ\u00e0, come quella italiana, dove il fenomeno era gi\u00e0 evidente per tutt&#8217;altre cause che non il progresso della tecnologia, l&#8217;irruzione dei nuovi mezzi di comunicazione di massa ha letteralmente dato il colpo di grazia a quel poco di socialit\u00e0 che ancora sopravviveva, accentuando l&#8217;egoismo, la misantropia a stento dissimulata, il cinismo di fondo dell&#8217;animo italiano.<\/p>\n<p>Andare in discoteca, oppure recarsi ad assistere alla partita di calcio, non hanno nulla a che vedere con la socialit\u00e0; cos\u00ec come non hanno niente a che vedere con essa il frequentare una palestra, o l&#8217;iscriversi ad un corso di ballo latino, o a un corso di ginnastica yoga, o a un corso di meditazione (pseudo) trascendentale.<\/p>\n<p>La vera socialit\u00e0 non si misura con il numero delle persone che ciascuno frequenta, ma con la qualit\u00e0, la seriet\u00e0 e il livello di coinvolgimento emotivo delle proprie frequentazioni; non si misura nemmeno in base alla quantit\u00e0 delle parole scambiate o delle ore trascorse in compagnia altrui, ma dal fatto che l&#8217;anima si trovi in uno stato di piacevole apertura, di condivisione del proprio mondo affettivo, di partecipazione alla vita dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>Certo, in una relazionalit\u00e0 siffatta c&#8217;\u00e8 il pericolo dell&#8217;affettazione, della insincerit\u00e0, dell&#8217;ipocrisia; c&#8217;\u00e8 il pericolo che il rispetto per le idee degli altri sia simulato, e che nasca unicamente dal desiderio di essere del pari rispettati da parte degli altri; tuttavia, almeno, non si verifica l&#8217;opposto e pi\u00f9 grave inconveniente, quello di spargere incessantemente il sale sulle piaghe altrui, di esacerbare perennemente gli animi, di soffiare sull&#8217;invidia, sulla gelosia e sul rancore, che gi\u00e0 troppo spesso rendono difficili ed estremamente faticosi i rapporti umani.<\/p>\n<p>Quando due o pi\u00f9 persone si trovano insieme quasi solo per parlare male di qualcuno o di qualcosa, sistematicamente, ostinatamente, pervicacemente; quando non sanno trovare altro argomento di conversazione che lo scherzo offensivo, la battuta oscena, l&#8217;insinuazione velenosa: quella non \u00e8 una manifestazione di socialit\u00e0, ma una quotidiana coltivazione dei peggiori istinti umani e dei comportamenti pi\u00f9 distruttivi e antisociali.<\/p>\n<p>E quando ci\u00f2 avviene, se pure avviene, a margine di una partita di videopoker in un bar rumoroso e anonimo, o di una pista da ballo all&#8217;interno di una discoteca echeggiante di vibrazioni acustiche ad altissima frequenza, oppure ancora fra una corsa e l&#8217;altra attraverso i corridoi di un ipermercato, spingendo verso la cassa dei carrelli carichi di merce, allora agli effetti deleter\u00ee della maldicenza e della volgarit\u00e0 si sommano quelli, non meno esiziali, della barbarie neotecnologica e del pi\u00f9 sfrenato individualismo consumista.<\/p>\n<p>Allora il cinismo derivante dalla cattiva socialit\u00e0 si incontra con quello dovuto alla totale assenza di socialit\u00e0 e quello che ne scaturisce \u00e8 una comunit\u00e0 che non \u00e8 una vera comunit\u00e0, ossia un gruppo umano caratterizzato dalla consapevolezza del bisogno che ciascuno ha di tutti gli altri, ma una foresta di belve sempre pronte a sbranarsi o, in ogni caso, del tutto indifferenti l&#8217;una al destino dell&#8217;altra, come se solo il caso le avesse riunite in un medesimo luogo e come se soltanto l&#8217;odio e la malignit\u00e0 le tenessero insieme. Come meravigliarsi, poi, se quella comunit\u00e0 si trova ad essere come un vaso di coccio in mezzo a dei vasi di ferro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 gli Italiani sono sempre cos\u00ec disuniti, cos\u00ec implacabili fra di loro, cos\u00ec pronti a dilaniarsi ferocemente, mentre gli altri popoli rimangono uniti e compatti, specialmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[159],"class_list":["post-26763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-giacomo-leopardi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}