{"id":26761,"date":"2008-07-07T10:02:00","date_gmt":"2008-07-07T10:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/07\/il-destino-del-leone-europeo-ed-asiatico-tragico-esempio-dellinsensata-distruttivita-umana\/"},"modified":"2008-07-07T10:02:00","modified_gmt":"2008-07-07T10:02:00","slug":"il-destino-del-leone-europeo-ed-asiatico-tragico-esempio-dellinsensata-distruttivita-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/07\/il-destino-del-leone-europeo-ed-asiatico-tragico-esempio-dellinsensata-distruttivita-umana\/","title":{"rendered":"Il destino del leone europeo ed asiatico, tragico esempio dell&#8217;insensata distruttivit\u00e0 umana"},"content":{"rendered":"<p>Il leone, il \u00abre degli animali\u00bb, da sempre protagonista di favole, apologhi, leggende; da sempre simbolo di nobilt\u00e0, forza e fierezza; ma anche, da sempre, oggetto di una insensata politica di sterminio da parte del cosiddetto <em>homo sapiens.<\/em><\/p>\n<p>Pare che tutti i leoni oggi esistenti, pur suddivisi in un certo numero di sottospecie, appartengano a un&#8217;unica specie, <em>Panthera leo<\/em>, che anticamente dimorava in quasi tutta l&#8217;Europa (tranne le regioni pi\u00f9 settentrionali), nell&#8217;intero continente africano &#8211; tanto a nord quanto a sud del Sahara -, nell&#8217;Asia occidentale fino alla Penisola del Deccan, e anche nell&#8217;America del Nord. Tale diffusione si verific\u00f2 sia prima sia durante l&#8217;epoca glaciale; in Europa, durante quest&#8217;ultima, si aggirava il cosiddetto leone delle caverne, che doveva differire ben poco da quello attuale. Una serie di cambiamenti climatici, la caccia cui era sottoposto e la graduale modificazione dell&#8217;ambiente naturale operata dalla rivoluzione agricola, lo esclusero via via da zone sempre pi\u00f9 ampie del vecchio continente.<\/p>\n<p>Ancora in tempi storici, tuttavia, esso era frequente nell&#8217;Europa sud-orientale, nei Balcani ed in tutta la Grecia: ne parlano autori come Omero, Erodoto, Aristotele. La stessa architettura e la scultura ne recano testimonianza, ad esempio nella celebre porta dei Leoni, a Micene (Peloponneso).<\/p>\n<p>Omero parla spesso del possente carnivoro, nelle sue splendide similitudini tratte dal mondo della natura.<\/p>\n<p>In <em>Iliade,<\/em> XVII, 61-67, paragona le gesta di Menelao, che mena strage dei guerrieri troiani, alla scorreria di un leone che si avventa su un gregge di bovini (traduzione di Mario Giammarco, Newton &amp; Compton, Roma, 1997):<\/p>\n<p><em>E come un leone montano fidente nella sua forza<\/em><\/p>\n<p><em>d&#8217;una mandria che pasce artiglia la vacca pi\u00f9 bella<\/em><\/p>\n<p><em>e prima le spezza il collo serrandola con le sue zanne<\/em><\/p>\n<p><em>potenti, quindi il sangue e le viscere tutte divora<\/em><\/p>\n<p><em>sbranandola; intorno ad esso molto gli strillano addosso<\/em><\/p>\n<p><em>da lontano i pastori e i cani, giacch\u00e9 affrontarlo<\/em><\/p>\n<p><em>non osano: li possiede infatti un pallido orrore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>E poco pi\u00f9 avanti (vv. 108-113), con similitudine ancora pi\u00f9 bella, Omero descrive Menelao costretto a retrocedere davanti al numero dei nemici, mentre stava tentando di portare in salvo il cadavere di Patroclo:<\/p>\n<p><em>&#8230; E, lasciato il morto, egli si ritraeva<\/em><\/p>\n<p><em>voltandosi spesso come un leone di bella criniera<\/em><\/p>\n<p><em>che i cani e i pastori respingono dallo stazzo<\/em><\/p>\n<p><em>cn le lance e il clamore: e il suo forte cuore nel petto<\/em><\/p>\n<p><em>rabbrividisce; e dal chiuso pur contro voglia va via;<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec il biondo Menelao da Patroclo s&#8217;allontanava.<\/em><\/p>\n<p>Ma la regione europea ove pi\u00f9 a lungo \u00e8 sopravvissuto il leone, attaccando audacemente gli armenti degli uomini e sfidando le rappresaglie di questi, \u00e8 stata la Macedonia, la vasta regione montuosa posta a settentrione della Grecia vera e propria.<\/p>\n<p>Quando il re persiano Serse, nella primavera del 481, invase l&#8217;Europa con il suo immenso esercito per sottomettere le <em>poleis<\/em> elleniche, i conducenti dei cammelli adibiti al trasporto dei materiali ebbero il loro bel da fare davanti agli attacchi improvvisi dei leoni, che scendevano silenziosi, di notte, dai monti. Prima che gli uomini, sorpresi e spaventati, potessero reagire, le fiere avevano gi\u00e0 ucciso e trascinato via numerosi cammelli, come se li avessero individuati quali prede ideali, pur non avendoli mai visti prima di allora.<\/p>\n<p>A narrare questo significativo episodio \u00e8 lo storico Erodoto, nel libro VII della sua celebre opera, <em>Le storie<\/em> (capp. 25-26; traduzione italiana di Luigi Annibaletto, Arnoldo Monadori Editore, 1956, 1982, vol. II, p. 214):<\/p>\n<p><em>Mentre il re passava per questi luoghi, dei leoni assalirono i cammelli che nel suo esercito portavano i viveri: calando, infatti, dalle alture di notte e lasciando le loro tane, i leoni non molestavano nessun altro, n\u00e9 bestie da soma, n\u00e9 uomini, ma facevano strage soltanto d cammelli. Io mene domando stupito la ragione; quale mai fosse la causa che spingeva i leoni a risparmiare gli altri esseri viventi e attaccare i cammelli, bestie che non avevano mai viste, n\u00e9 gustate mai prima di allora.<\/em><\/p>\n<p><em>In questi paesi<\/em> [la Macedonia] <em>ci sono, oltre a numerosi leoni, anche i buoi selvatici, le cui corna lunghissime sono quelle che vengono importate in Grecia. La zona entro cui si trovano i leoni \u00e8 limitata dal fiume Nesto, che attraversa il territorio di Abdera, e l&#8217;Acheloo, che scorre attraverso l&#8217;Acarnania: infatti in nessun luogo di tutta l&#8217;Europa anteriore, ad oriente del Nesto, si pu\u00f2 vedere un leone, n\u00e9 in tutto il resto del continente ad occidente dell&#8217;Acheloo; invece, se ne trovano nel paese che si stende tra questi due fiumi.<\/em><\/p>\n<p>Osservatore preciso come sempre, dunque, Erodoto ci informa che, a quell&#8217;epoca, il leone era ormai scomparso da ogni altra regione d&#8217;Europa, ad eccezione della sezione compresa tra i fiumi Nestus (Mesta) ed Acheloo (oggi Aspropotamo), ossia fra la Macedonia e la Grecia settentrionale, fino alla catena del Pindo; ma non sul litorale del Mar Ionio.<\/p>\n<p>Della presenza del leone nel Nord Africa recano testimonianza pitture e graffiti rupestri, sovente di notevole bellezza; fra i monti e le valli dell&#8217;Atlante era particolarmente numeroso, e lo rimase sino alla prima met\u00e0 del XIX secolo. Nelle valle del Nilo, i nobili egiziani gli davano la caccia per mettere alla prova il proprio coraggio e la propria abilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Asia Occidentale, si aggirava liberamente nelle zone steppose della Palestina, specialmente nella valle del Giordano; ve ne sono frequenti citazioni nella <em>Bibbia<\/em>, basti pensare alla lotta che sostenne contro di esso Sansone, che riusc\u00ec a vincerlo a mani nude (<em>Giudici,<\/em> 14, 5-6).<\/p>\n<p>Era presente inoltre in Siria, in Persia, in tutta l&#8217;India settentrionale e centrale, fino al bacino del Gange. I sovrani assiri e, pi\u00f9 tardi, quelli persiani, lo cacciavano a bordo di cocchi tirati da veloci cavalli, sia con le frecce che con la lancia. Ne possediamo una imponente documentazione iconografica, ad esempio nel celebre rilievo con la <em>Caccia di Assurbanipal<\/em> (VII secolo a. C.), proveniente da Ninive e ora conservato presso il British Museum, in cui si vede il sovrano assiro compiere una autentica strage di quelle fiere.<\/p>\n<p>Non sempre, per\u00f2, l&#8217;uomo usciva vincitore dall&#8217;incontro con questo temibile felino: come \u00e8 illustrato da due tavolette in avorio, provenienti da Kalakh (Ninive), raffiguranti con magistrale bravura una leonessa che atterra un uomo e lo azzanna alla gola (cfr. Andr\u00e9 Parrot, <em>Gli Assiri<\/em>, Feltrinelli, Milano, 1961, pp. 151-152).<\/p>\n<p>Alessandro il Grande, durante la sua spedizione contro l&#8217;Impero Persiano, corse il rischio di essere ucciso da un leone. L&#8217;episodio \u00e8 narrato da Curzio Rufo nella sua <em>Storia di Alessandro Magno<\/em> in dieci libri (IV, 1, 23). Durante una battuta di caccia nel parco reale del nuovo re filo-macedone di Sidone, Abdalonimo, Alessandro fu aggredito da un leone e fu salvato solo dal pronto intervento del suo luogotenente Cratero.<\/p>\n<p>A Pella, la vecchia capitale della monarchia macedone, \u00e8 stato trovato un mosaico raffigurante la caccia al leone. \u00c8 notevole il fatto che gli uomini affrontano la fiera a piedi, senza armatura, anzi quasi nudi, e perfino senza lo scudo: solo con lancia e spada.<\/p>\n<p>Anche in India, come si \u00e8 detto, il leone era largamente diffuso ancora in epoca storica, al punto da essere annoverato fra i quattro animali sacri dalle popolazioni dell&#8217;Himalaya (cfr. Heinrich Harrer, <em>Sette ani nel Tibet<\/em>, traduzione italiana Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, 1999, p. 50), insieme al pavone, all&#8217;elefante e al cavallo.<\/p>\n<p>Secondo lo studioso L. M. Talbot (<em>A look at threatened species<\/em>, 1959-60) il leone asiatico, <em>Panthera leo persica<\/em>, ancora nel 1800 era diffuso in un unico, vastissimo areale che andava dalle zone interne della Penisola Anatolica alla pianura dell&#8217;Indostan, e che comprendeva parti della Siria, tutta la Mesopotamia e la Penisola Arabica, gran parte della Persia (tranne le regioni nord-orientali), quasi tutto l&#8217;odierno Pakistan e gran parte dell&#8217;India settentrionale e centrale, fin nei pressi del delta del Gange.<\/p>\n<p>Scriveva il naturalista Jean Dorst nel suo bel libro <em>Prima che la natura muoia<\/em> (titolo originale: <em>Avant que nature meure<\/em>, Neuchatel, 1965; traduzione di Liliana Silvestri, Edizioni Labor, Milano, 1969, p. 78):<\/p>\n<p><em>Il Leone asiatico (<\/em>Panthera leo persica<em>) si ritrova oggi solo in un&#8217;area di poco pi\u00f9 di 1.300 kmq. nella Penisola di Kathiawar in India; secondo i calcoli pi\u00f9 recenti ne sopravvivono da 250 a 290 individui (Dharmakumarshinij,<\/em> comm. pers.<em>), o anche meno di 150 (Ulrich,<\/em> Zool. Garten<em>,, 26: 287-297).<\/em><\/p>\n<p>Ad essere precisi, pare che oggi i leoni presenti nella riserva di Gir siano intorno alle 250 unit\u00e0: un numero decisamente troppo esiguo e una distribuzione troppo localizzata, per poter considerare la specie al riparo dal pericolo di una rapida estinzione.<\/p>\n<p>Tutta la vicenda dell&#8217;estinzione del leone europeo e nord-africano e del declino inarrestabile di quello asiatico \u00e8 la storia di una caccia selvaggia, indiscriminata da parte dell&#8217;uomo, dapprima per la difesa delle greggi, poi per semplice divertimento; oltre che di un progressivo degrado dell&#8217;ambiente naturale, dovuto all&#8217;espandersi della &quot;civilt\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ne ricapitola le linee essenziali il prof. Giuseppe Scortecci, gi\u00e0 direttore dell&#8217;Istituto di Zoologia dell&#8217;Universit\u00e0 di Genova, nella sua grande opera <em>Animali<\/em> (Edizioni Labor, Milano, 1953, vol. II, p. 116:<\/p>\n<p><em>Sino dall&#8217;epoca in cui gli uomini abitavano le caverne e usavano armi di selce, conoscevano i leoni e forse si cimentavano con essi. La figura del leone fu scolpita sulle pareti di roccia da artisti vissuti molte migliaia di anni fa, fu incisa nei monumenti dell&#8217;Oriente e dell&#8217;antico Egitto; le scene di caccia contro queste fulve fiere furono tracciate sui monumenti che risalgono ad almeno quattromila anni fa. Si sa che Amenophi III uccise cento leoni durante i primi anni del suo regno, si sa che Radames il brande aveva l&#8217;ardire di lottare da solo contro i leoni. Una scena che rappresenta queste imprese si trova incisa sui templi di Der; la Bibbia parla dei leoni; leoni erano importati dall&#8217;Asia in Egitto molto prima che sorgesse Roma. Gli scrittori dell&#8217;antichit\u00e0 che parlano delle lungocrinite fiere sono estremamente numerosi e le credenze, le leggende che hanno come protagonista questo felino potrebbero riempire migliaia di pagine. Presso i Greci ed i Romani era diffusa la credenza che le ossa dei leoni fossero cos\u00ec compatte da alimentare ottimamente, una volta secche, una gran fiamma, che il leone sdegnasse gli animali di piccola taglia, ,m che non avesse l&#8217;ardire di assalire una donna, che partorisse una sola volta durante la vita poich\u00e9 il primo nato lacerava con gli artigli gli organi riproduttori materni. Plinio scriveva che i leoni potessero ingerire moltissimo cibo, ma che poi se ne estraevano parte dalle fauci per non sentirsi troppo pieni. Asseriva anche che il leone aveva grande piet\u00e0 per i miseri, che non uccideva mai coloro che gli si gettavano ai piedi invocando misericordia, che, salvo casi eccezionalissimi, non divorava i bambini, che le preghiere di una donna avevano sempre il potere di farlo diventare mite e incapace di aggressioni. Quasi mai gli antichi scrittori parlarono della ferocia del leone, ma esaltarono invece la sua fierezza, la sua forza, la maest\u00e0 dell&#8217;aspetto, la generosit\u00e0, attribuirono insomma alla fulva fiera una somma di qualit\u00e0 e di doti quali non furono e non sono mai state attribuite a nessun altro essere a quattro zampe. D&#8217;altronde ancor oggi, come si d\u00e0 la qualifica di re al fulvo felino, cos\u00ec si d\u00e0 la qualifica di leone a un uomo che \u00e8 forte, coraggioso, fiero; ed anche le poche teste coronate rimaste sulla terra, si compiacciono di attribuirsi, o almeno di lasciarsi attribuire, il titolo di leone. Per esempio l&#8217;imperatore d&#8217;Etiopia \u00e8 detto anche il Leone di Giuda.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma questa esaltazione, la quale dura da millenni, non ha impedito che sino dalla remota antichit\u00e0 il leone fosse oggetto di caccia accanita.<\/em><\/p>\n<p><em>Si \u00e8 gi\u00e0 detto dei potenti dell&#8217;antico Egitto, ma anche i Persiani ed altri popoli dell&#8217;antichit\u00e0 e specialmente i Romani cacciarono i leoni. Ed i Romani poi li portarono in quantit\u00e0 grandissima nei circhi, , per farli combattere contro altre fiere o contro uomini, e per esporre alle loro zanne i seguaci di Cristo. Si vuole che i leoni siano stati portati per la prima volta nei circhi di Roma dall&#8217;edile Scevola, e per la seconda da Silla. Pompeo, nella storia delle lotte nei circhi, tenne forse il primato per il grande numero dei leoni offerti alla curiosit\u00e0 degli spettatori. Sembra che ne portasse in Roma seicento. Cesare ne fece lottare quattrocento. Adriano in una sola volta ne fece uccidere cento, e altrettanti Marco Aurelio. Si vuole inoltre che Annone Cartaginese sia stato il primo uomo a guidare un carro trascinato da leoni, il che non torn\u00f2 a suo vantaggio. Pens\u00f2 infatti la sua gente: &#8211; Che cosa pu\u00f2 egli fare con gli uomini dal momento che \u00e8 stato capace di domare una fiera? &#8211; E lo cacci\u00f2 dalla patria. Anche marco Antonio, dopo la battaglia di Farsaglia, si mostr\u00f2 al popolo, su un carro trascinato da leoni.<\/em><\/p>\n<p><em>Insomma il fulvo signore della boscaglia, la cui immagine si trova in migliaia di emblemi antichi e moderni, in monumenti di ogni epoca e, nella nostra era, in quasi ogni parte del mondo, nonostante le lodi e le esaltazioni di cui fu oggetto, fu esposto alle insidie dell&#8217;uomo sempre e dovunque. La sua scomparsa dall&#8217;Africa del nord si deve in gran parte alle persecuzioni dei cacciatori. Si pu\u00f2 dire che se ai nostri giorni non fosse pi\u00f9 o meno protetto, sarebbe in via di estinzione anche in tutto il Continente Nero&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Il rapidissimo declino del leone asiatico ha avuto inizio nel XIX secolo, con l&#8217;avvento delle armi da fuoco e con la comparsa di una nuova figura, quella del cacciatore professionista. Si pensi che nel 1860 un solo cacciatore uccise 300 leoni in India, circa 50 dei quali nelle immediate vicinanze di Nuova Delhi.<\/p>\n<p>Ancora qualche dato.<\/p>\n<p>Per l&#8217;Europa, il filosofo greco Dione Cristostomo scrisse, verso la fine del I secolo dopo Cristo, che il leone era definitivamente scomparso dal continente.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo leone della Palestina venne ucciso all&#8217;epoca delle Crociate, nel 1200, nei pressi di Megiddo.<\/p>\n<p>In Turchia e in Arabia, ove erano ancora assai numerosi fino a tutto l&#8217;Ottocento, i leoni scomparvero negli anni successivi alla prima guerra mondiale. In Mesopotamia, regione che ne era stata ricchissima, l&#8217;ultimo esemplare fu abbattuto nel 1907.<\/p>\n<p>Un po&#8217; pi\u00f9 a lungo il leone ha resistito nelle regioni di montagna: la Persia da una parte, il Marocco (passando alla specie africana) dall&#8217;altra. Nel 1942 venne ucciso l&#8217;ultimo leone dell&#8217;Atlante; e, nello stesso anno, un esemplare fu visto aggirarsi, per l&#8217;ultima volta, in una zona selvaggia della Persia, ove forse sopravvisse ancora per qualche anno o per pochi decenni.<\/p>\n<p>Staremo a vedere se una sorte migliore toccher\u00e0 al leone africano, ancora discretamente diffuso a sud del Sahara<\/p>\n<p>Ancora una volta, \u00e8 l&#8217;uomo che si \u00e8 dimostrato il pi\u00f9 spietato degli animali feroci, il pi\u00f9 irragionevole, il pi\u00f9 distruttivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il leone, il \u00abre degli animali\u00bb, da sempre protagonista di favole, apologhi, leggende; da sempre simbolo di nobilt\u00e0, forza e fierezza; ma anche, da sempre, oggetto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[133,210],"class_list":["post-26761","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-europa","tag-omero"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26761"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26761\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}