{"id":26757,"date":"2015-07-28T06:15:00","date_gmt":"2015-07-28T06:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/un-soldato-delle-ss-puo-essere-un-santo-la-storia-esemplare-di-leonardo-dallasega\/"},"modified":"2015-07-28T06:15:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:15:00","slug":"un-soldato-delle-ss-puo-essere-un-santo-la-storia-esemplare-di-leonardo-dallasega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/un-soldato-delle-ss-puo-essere-un-santo-la-storia-esemplare-di-leonardo-dallasega\/","title":{"rendered":"Un soldato delle SS pu\u00f2 essere un santo? La storia esemplare di Leonardo Dallasega"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di un soldato nazista che potrebbe essere innalzato agli onori degli altari; anche se soldato nazista lo era divenuto per caso, o meglio per costrizione, e santo potrebbe diventarlo in virt\u00f9 degli ultimi cinque minuti della sua vita terrena.<\/p>\n<p>Era un uomo della Val di Non, che venne fucilato dalle truppe tedesche in ritirata il 28 aprile 1945, proprio alla fine della Seconda guerra mondiale, mente in quasi tutto il resto dell&#8217;Italia i combattimenti erano cessati (non, per\u00f2, le vendette e gli assassin\u00ee, fatti passare per atti di &quot;giustizia&quot; patriottica); e indossava, egli stesso, una divisa dell&#8217;esercito tedesco. Non della Wehrmacht, per\u00f2, bens\u00ec la divisa nera, e temutissima, delle famigerate Waffen SS (&quot;Schutz-Staffeln&quot;, ovvero &quot;squadre di protezione&quot;).<\/p>\n<p>La fucilazione ebbe luogo a Sega d&#8217;Ala, in provincia di Trento (e non in provincia di Verona, come erroneamente \u00e8 scritto nel libro di Accattoli); insieme a lui venne passato per le armi don Domenico Mercante, parroco del paese di Giazza (in provincia di Verona, ma dove si parlava un dialetto tedesco). Non \u00e8 un caso, per\u00f2, che siano caduti insieme: il fatto di essere cattolici \u00e8 stato la causa della loro fine. In maniera diversa, l&#8217;uno in quanto prete e pastore del suo gregge, l&#8217;altro in quanto uomo di fede e di coscienza, essi rappresentavano una nota stonata nella mappa concettuale di quel comandante tedesco che conduceva la colonna in ritirata verso la Germania; due note stonate che andavano eliminate, anche se la guerra era ormai praticamente finita, e il Reich &quot;millenario&quot; di Adolf Hitler era ridotto a un cumulo di rovine fumanti.<\/p>\n<p>I fatti andarono cos\u00ec: cediamo la parola al giornalista e scrittore Luigi Accattoli e alle pagine del suo pregevole libro \u00abNuovi martiri. 393 storie cristiane nell&#8217;Italia di oggi\u00bb, Cinisello Balsamo, Milano, 2000, pp. 207-208):<\/p>\n<p>\u00ab[Domenico Mercante e Leonardo Dallasega vennero] fucilati dai Tedeschi il 28 aprile 1945 a Sega d&#8217;Ala (Verona): il comandante tedesco ordina al militare italiano di uccidere il prete che la pattuglia aveva usato come scudo umano; il militare si rifiuta e viene ucciso subito dopo il prete.<\/p>\n<p>Durante la ritirata una pattuglia di paracadutisti tedeschi costringe il presbitero Domenico ad accompagnare la loro marcia tra i monti. Dopo sette ore di cammino l&#8217;ufficiale della pattuglia ordina a uno dei soldati di ucciderlo, ma il soldato si rifiuta professandosi cattolico. I mitra dei militari atterrano allora il sacerdote e, subito dopo, un colpo di pistola uccide il soldato.<\/p>\n<p>Il forte gesto di Leonardo Dallasega era noto per il racconto che ne avevano fatto i componenti della pattuglia, ma il nome dell&#8217;&quot;eroico e sconosciuto soldato&quot; (come lo chiama a p. 151 il &quot;Martirologio del clero italiano&quot;, che \u00e8 del 1963) si era perso. La ricostruzione della sua identit\u00e0 \u00e8 opera di Luigi Fraccari &#8212; gi\u00e0 cappellano militare internato in Germania eppoi parroco della comunit\u00e0 italiana di Berlino &#8212; a cui fu richiesto di condurre questa ricerca dal successore di don Domenico Mercante [il parroco di Giazza, frazione di Selva di Progno, un miniscolo comune della Lessinia, ove si parlava, e ancora si parla, il cimbro, una variet\u00e0 della lingua alto-tedesca, diffusasi durante il Medioevo in alcune valli del Trentino e del Veronese].<\/p>\n<p>Con una indagine durata trent&#8217;anni, don Luigi ha scoperto che quel soldato &#8212; che \u00e8 sepolto a Merano, nel cimitero militare germanico, tomba 1018 &#8212; si chiamava Leonardo Dallasega, che era nato a Rumo, nella val di Non, che aveva quattro figli (due dei quali nati dopo il suo arruolamento forzato e che dunque egli mai vide) e che cos\u00ec rispose al comandante tedesco: &quot;Sono cattolico, padre di quattro figli! Questo \u00e8 un assassinio, non posso sparare contro un prete!&quot;.<\/p>\n<p>Il vescovo di Verona Franco Carraro [Franco Roberto Carraro, frate cappuccino, nato a Sandon di Foss\u00f2, in provincia di Venezia, il 3 febbraio 1922, \u00e8 stato vescovo di Verona dal 1998 al 2007; attualmente, vescovo di Verona \u00e8 Giuseppe Zenti, gi\u00e0 vescovo di Vittorio Veneto, che era stato ordinato sacerdote proprio da don Carraro; nota nostra], letta la ricostruzione della vicenda fatta da don Luigi, ha proposto l&#8217;idea del processo di beatificazione della SS Leonardo Dallasega, sostenendo che &quot;quel soldato, ucciso in quella maniera, poteva essere paragonato a uno degli antichi martiri cristiani&quot;<\/p>\n<p>[Olindo Viviani, &quot;Un sacerdote italiano e un soldato tedesco nel sacrificio e nella gloria. Don Domenico Mercante&quot;, Verona, 1960; &quot;Leonardo Dallasega ucciso per non uccidere&quot;, su &quot;Il Segno&quot;, 24 luglio 1999, p. 4].\u00bb<\/p>\n<p>Che un italiano della Val di Non &#8211; peraltro appartenente a una zona ove si parlava il ladino -, venisse arruolato nelle Forze Armate germaniche, e addirittura nelle Waffen SS, \u00e8 cosa che non dovrebbe stupire pi\u00f9 di tanto. Infatti, se, al momento della loro nascita, nel 1933, tali truppe erano arruolate secondo rigidi criteri di appartenenza razziale, durante la Seconda guerra mondiale il Terzo Reich dovette fare ricorso, in misura crescente, all&#8217;arruolamento di truppe straniere, purch\u00e9 legate all&#8217;etnia tedesca o, almeno, all&#8217;ideologia nazista: tanto che, al termine del conflitto, su 38 divisioni SS, per un totale di quasi un milione di combattenti, ben 25 erano formate da soldati di provenienza straniera, compresi i Valloni del Belgio, i Musulmani della Bosnia-Erzegovina e parecchie altre minoranze. Gli Italiani, in quel contesto, non erano fra i meno numerosi: circa 20.000 uomini al termine della guerra, contro i 23.000 Fiamminghi, i 15.000 Valloni, gli 11.000 Danesi, gli 8.000 Francesi, i 6.000 Norvegesi (fonte: \u00abLa vera storia delle SS\u00bb, di Robin Lumsden, pp. 248-249). Del resto, il loro capo supremo, Heinrich Himmler, aveva sempre avuto una concezione &quot;ideologica&quot;, pi\u00f9 che razziale, delle SS: secondo lui, l&#8217;importante era che riflettessero pienamente le convinzioni politiche e morali del regime nazista, e che servissero fedelmente e incondizionatamente l&#8217;Ordine Nuovo di matrice hitleriana.<\/p>\n<p>Anche se digiuni di conoscenze storiche appropriate, i milioni di lettori del notissimo romanziere Sven Hassel (pseudonimo dello scrittore danese Willy Arberg, 1917-2012), come \u00abMaledetti da Dio\u00bb, del 1953, sanno, comunque, che la Germania, durante la guerra, ricorse all&#8217;arruolamento sia volontario, sia, talvolta, forzato, proprio nelle SS, anche di truppe di origine non tedesca: il protagonista della &quot;serie&quot; di Sven Hassel \u00e8 un giovane danese che, durante la Grande Depressione, si era arruolato nella Wehrmacht semplicemente per sbarcare il lunario, e poi, durante la guerra, ha disertato, ma \u00e8 stato ripreso e spedito al fronte in un reparto di disciplina, formato da disertori, criminali comuni e sovversivi politici e destinato alle missioni pi\u00f9 pericolose, a volte quasi suicide. E, anche se si tratta di romanzi dalla storicit\u00e0 controversa, cos\u00ec come dubbia \u00e8 la biografia dello scrittore danese, che affermava di aver descritto le proprie personali vicende in prima persona, resta il fatto che quelle vicende potrebbero essere realmente accadute, perch\u00e9 il quadro storico complessivo in esse rappresentato, fra il crudamente drammatico e il picaresco, \u00e8, tuttavia, sostanzialmente veritiero.<\/p>\n<p>Leonardo Dallasega, dunque, non \u00e8 un superuomo ariano, non \u00e8 una nietzschiana &quot;bestia bionda&quot;; \u00e8 un uomo pacifico, un modesto valligiano,che avrebbe voluto veder crescere in pace i suoi quattro figli; soprattutto, \u00e8 un cattolico fervente, per il quale la fede cristiana non \u00e8 una cosa che sta nei libri, non \u00e8 una religione astratta, ma uno stile e una norma di vita: pur negli orrori della guerra (e che guerra!), egli \u00e8 uno di quegli uomini rari che non permettono agli istinti perversi, annidati in ciascun essere umano, di venire allo scoperto, con la scusa delle circostanze eccezionali. Inoltre, \u00e8 un uomo leale e coraggioso, che non sa tacere, che non sa far finta di non vedere e di non sentire; pur consapevole del rischio mortale che sta affrontando, non esita a rifiutare obbedienza a un superiore, in teatro di guerra e col fiato dei nemici sul collo, dunque con la prospettiva quasi certa di venire immediatamente passato le armi, senza neppure la frettolosa formalit\u00e0 di un tribunale di guerra eccezionale.<\/p>\n<p>Eppure egli non esita: sa quello che rischia, sa perfettamente a cosa va incontro, e nondimeno non si sottrae a quello che sente come un dovere etico imperioso, superiore a qualsiasi autorit\u00e0 esterna:il dovere cristiano di non compiere il male, di non spargere sangue innocente, di non piegarsi agli ordini malvagi di un potere illegittimo, perch\u00e9 immorale e pagano. Leonardo Dallasega, dunque, \u00e8 uno di quegli uomini eccezionali che sanno restare uomini sino in fondo, mentre tutto intorno gli uomini diventano, o ridiventano, belve sanguinarie, ignare di qualsiasi legge di piet\u00e0 e incapaci di qualsiasi gesto di compassione.<\/p>\n<p>L&#8217;ufficiale nazista che ordina di fucilare il prete che aveva trascinato con s\u00e9, per servirsene come di uno scudo nei confronti degli attacchi partigiani, ha smarrito del tutto la sua umanit\u00e0 e non \u00e8 divenuto ormai che una belva braccata e assetata di sangue: sente la fine imminente, assiste al crollo delle sue certezze criminali (Berlino sta per cadere nelle mani dei Sovietici, e mancano appena due giorni al suicidio di Hitler), ma il suo ultimo pensiero \u00e8 di aggiungere alle vecchie un&#8217;altra vittima, l&#8217;ennesima, ma forse la meno giustificabile, perch\u00e9 perfettamente inutile sotto ogni punto di vista: un parroco inerme, che era stato costretto ad accompagnare quei soldati in ritirata lungo i sentieri di montagna. E a quell&#8217;ultima vittima inutile ne vorr\u00e0 aggiungere, subito dopo, una seconda: il soldato che ha disobbedito all&#8217;ordine, che ha avuto la pretesa di far valere la legge pietosa di Dio contro la legge spietata degli uomini.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che l&#8217;insieme di questa vicenda dovrebbe indurci a un profondo ripensamento di tutta una serie di stereotipi e di &quot;clich\u00e9&quot; ideologici con i quali &#8211; o meglio, a causa dei quali &#8211; noi abbiamo sempre &quot;letto&quot; i fatti della storia, guidati da un ingiustificato manicheismo, immaginandoci che i &quot;buoni&quot; fossero facilmente riconoscibili dai &quot;cattivi&quot; semplicemente in base all&#8217;uniforme che indossavano; mentre la realt\u00e0, vera e concreta, \u00e8 molto, ma molto pi\u00f9 complessa e sfaccettata, perch\u00e9 molto pi\u00f9 misterioso \u00e8 il soggetto e l&#8217;oggetto della storia: l&#8217;essere umano. Anche se le ideologie atee e materialiste ormai prevalenti da pi\u00f9 di un secolo vorrebbero cancellare un tale mistero e ridurlo alle proporzioni, razionalmente esplorabili, della psicologia, della sociologia, dell&#8217;economia, resta il fatto che l&#8217;uomo \u00e8 infinitamente misterioso e suscettibile dei gesti pi\u00f9 abietti e pi\u00f9 sublimi, degli slanci pi\u00f9 commoventi di generosit\u00e0, cos\u00ec come dei soprassalti pi\u00f9 bestiali di furore. Ci siamo dimenticati che ogni storia umana \u00e8, in buona sostanza, una storia sacra, e che Dio soltanto \u00e8 capace di leggerla sino in fondo.<\/p>\n<p>&quot;Non possum&quot;: sono le parole di tanti martiri cristiani all&#8217;epoca delle persecuzioni da parte della autorit\u00e0 romane, allorch\u00e9 veniva chiesto loro di celebrare il sacrificio nei confronti dell&#8217;imperatore divinizzato; parole attestate da numerosi &quot;atti&quot; relativi ai processi che li videro denunciati, accusati e infine condannati a morte. \u00abNon posso sacrificare all&#8217;imperatore, perch\u00e9 l&#8217;imperatore \u00e8 un uomo e non un Dio; rispetto e obbedisco all&#8217;imperatore, ma adoro solamente Dio\u00bb: queste erano le parole pi\u00f9 frequenti da essi pronunciate davanti ai giudici che li minacciavano dei peggiori supplizi, se non avessero obbedito. In fondo, si trattava solo di gettare alcuni grani d&#8217;incenso sul braciere, e di ripetere una breve formula gi\u00e0 predisposta: tutto l\u00ec; in cambio, la prospettiva di essere immediatamente liberati e sciolti da ogni accusa, anzi, forniti di un regolare attestato di buoni cittadini, che li avrebbe messi al riparo da qualunque futura denuncia. Eppure, moltissimi preferirono ribadire il proprio &quot;non posso&quot;, e affrontare il carcere, il disonore (vale a dire, la frequente incomprensione di amici e parenti), la morte.<\/p>\n<p>Anche Leonardo Dallasega, in quei pochissimi istanti che ebbe a disposizione per decidere, si risolse a pronunziare un &quot;non posso&quot;, altrettanto fermo e deciso. \u00abNon posso fare una cosa del genere; non posso uccidere un prete: sarebbe un assassinio\u00bb. Dicendo cos\u00ec, egli firmava la sua condanna a morte e lasciva orfani i suoi quattro figli, vedova la sua sposa; ma entrava nell&#8217;eternit\u00e0, e ci entrava a testa alta. Aveva difeso il bene supremo, che viene persino prima della vita: la dignit\u00e0 umana. Forse, quell&#8217;ufficiale nazista che lo volle passare per le armi seduta stante, ne ebbe la chiara intuizione: quanto durerebbero i poteri crudeli di questo mondo, se la coscienza etica si ribellasse?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di un soldato nazista che potrebbe essere innalzato agli onori degli altari; anche se soldato nazista lo era divenuto per caso, o<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[156,236],"class_list":["post-26757","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-germania","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26757"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}