{"id":26755,"date":"2012-02-12T04:09:00","date_gmt":"2012-02-12T04:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/12\/lenta-la-neve-fiocca\/"},"modified":"2012-02-12T04:09:00","modified_gmt":"2012-02-12T04:09:00","slug":"lenta-la-neve-fiocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/12\/lenta-la-neve-fiocca\/","title":{"rendered":"Lenta la neve fiocca&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Questa mattina presto ha incominciato a cadere la neve, a falde sempre pi\u00f9 larghe e fitte; tanto che, nel giro di un paio d&#8217;ore, il paesaggio si \u00e8 interamente imbiancato.<\/p>\n<p>Adesso la neve continua a fioccare, ora lenta, ora pi\u00f9 veloce, quasi orizzontalmente, portata da un vento freddo che soffia silenzioso e quasi invisibile, perch\u00e9 non scuote i rami, n\u00e9 sfoglia le pagine del libro che \u00e8 rimasto, dimenticato, sul ripiano di marmo della finestra.<\/p>\n<p>A tratti si direbbe che esso prenda la rincorsa, e allora i fiocchi volano pi\u00f9 veloci, sempre pi\u00f9 veloci, si susseguono a ondate e si avventano come soldati verso le trincee nemiche, piegano in basso e tornano bruscamente indietro, come se una forza misteriosa li respingesse; poi subito si riprendono e ricominciano a correre in avanti, incrociandosi e mescolandosi con quelli che ancora flettono e deviano il loro volo, confondendo la vista con la loro sarabanda in perpetuo movimento, che d&#8217;un tratto, come per magia, sembra sospesa nell&#8217;aria, n\u00e9 avanti n\u00e9 indietro, n\u00e9 in su n\u00e9 in gi\u00f9, quasi sottratta alle leggi della materia e proiettata in una dimensione senza tempo.<\/p>\n<p>\u00c8 bello perdere lo sguardo in questa danza silenziosa e allusiva, che scrive caratteri arcani nello spazio servendosi di un alfabeto armonioso, ma ormai dimenticato e quindi indecifrabile; \u00e8 bello lasciarsi portare da questo flusso, da questo turbine, da questo caleidoscopio di finissimi, meravigliosi cristalli di ghiaccio, sottili come le ali d&#8217;un sogno, senza peso e quasi senza materia, e pur sontuosi nella loro perfetta, sapiente geometria.<\/p>\n<p>A momenti sembra che la corsa rallenti, che le bianche, minuscole falangi si diradino, che stia quasi per smettere di nevicare; ma subito dopo nuove ondate si susseguono, pi\u00f9 dense, pi\u00f9 compatte, pi\u00f9 veloci, come se provenissero da una sorgente inesauribile, come se dal primo giorno del mondo non avesse fatto altro che nevicare, nevicare, nevicare, gi\u00f9 da questo cielo grigio e plumbeo, chiuso e compatto, quasi che il sole non lo avesse mai rischiarato da tempi immemorabili.<\/p>\n<p>Lo spazio si moltiplica, si dilata, si restringe, si dilata e si restringe ancora, e ancora e ancora, sempre pi\u00f9 svelto, sempre pi\u00f9 svelto; poi rallenta, rallenta, pare sul punto di fermarsi e restituire alle cose le loro proporzioni di sempre; ma ecco che ricomincia a ruotare in fretta, in fretta, in fretta, e afferra lo sguardo e lo porta con s\u00e9 a danzare, fuori dal tempo, in un tempo senza tempo, in una infanzia che non \u00e8 l&#8217;infanzia, in una eternit\u00e0 che non \u00e8 l&#8217;eternit\u00e0 &#8211; non ancora.<\/p>\n<p>\u00c8 come quando ci si ferma sulla riva di un fiume, in primavera, dopo che le acque si sono ingrossate per le piogge recenti; \u00e8 come quando si sosta presso una cascatella, un mulinello, un punto in cui il flusso della corrente urta contro i ciottoli a fior d&#8217;acqua e si crea un movimento che non \u00e8 movimento, pare quasi che le onde tornino indietro, che l&#8217;andare avanti e il tornare indietro si confondano, si sovrappongano, si abbraccino in un tremolio che non \u00e8 di questo mondo, perch\u00e9 in questo mondo le cose o vanno avanti o vanno indietro o stanno ferme, non ci son altre possibilit\u00e0 e, se ci fossero, noi non le vedremmo, non le capiremmo, non le accetteremmo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la neve che ora scende silenziosa e mulinante, che si materializza sotto le grondaie delle case e contro i tronchi dei platani, e par che erompa dal nulla per inondare il mondo con la sua danza solenne e incomprensibile, bella di una bellezza aliena, che ci sfugge, che rimanda a qualcos&#8217;altro di cui non abbiamo il codice, non possediamo le coordinate, e perci\u00f2 non possiamo fare altro che guardarla e ammirarla, stupiti di uno stupore primigenio, affascinati da un fascino che viene da altri mondi, da altri piani di realt\u00e0, non dal nostro d&#8217;ogni giorno.<\/p>\n<p>I tetti sono tutti bianchi, bianchi i muretti, bianchi gli orti e i giardini, bianche le strade; eppure i fiocchi seguitano a scendere obliquamente, come viaggiatori di un treno misterioso, non possono fermarsi, non possono guardarsi attorno, vanno e non sanno perch\u00e9 stiano andando, eppure vanno sempre pi\u00f9 decisi, sempre pi\u00f9 rapidi, sempre pi\u00f9 ipnotizzati da una qualche loro canzone che noi non possiamo udire, possiamo a stento immaginarla e gi\u00e0 l&#8217;abbiamo scordata.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>La danza della neve assomiglia alla danza della vita.<\/p>\n<p>Anche gli uomini vanno avanti, ora lentamente, ora correndo, poi bruscamente tornano indietro, poi riprendono ad avanzare; ma, a osservarli dall&#8217;esterno, sembra che stiano fermi, sembra proprio che non procedano n\u00e9 avanti n\u00e9 indietro; eppure si muovono, questo \u00e8 certo, si agitano, si affannano, consumano moltissime energie.<\/p>\n<p>Dove corrono, dove si affrettano, cosa stanno inseguendo? Quale miraggio di bene li ha presi, li ha spronati, li ha trascinati, per poi subito abbandonarli e lasciarli svuotati ed esausti, come vele senza vento, in attesa della prossima raffica, della prossima illusione, della prossima corsa, tanto precipitosa quanto inutile?<\/p>\n<p>Sembrano proprio dei fiocchi di neve impazziti nella loro danza turbinosa, portati di qua e di l\u00e0, senza sosta, senza pace, senza un vero perch\u00e9; e fanno pena, in quel loro incessante avventarsi e ritirarsi, come le onde che si frangono sugli scogli, sollevando alti spruzzi di spuma.<\/p>\n<p>Eppure, da un certo punto di vista, si tratta di una danza armoniosa: non tanto per il singolo fiocco di neve, ma per l&#8217;insieme della nevicata: l&#8217;impressione complessiva \u00e8 di leggerezza, di poesia, di bellezza.<\/p>\n<p>Il segreto \u00e8 tutto qui: saper vedere le cose nel loro insieme, nella loro interezza; non fermarsi al particolare, non fermarsi al contingente: l&#8217;armonia e la bellezza sono ovunque, \u00e8 la nostra capacit\u00e0 visiva che, troppe volte, si rivela debole e inadeguata.<\/p>\n<p>Quell&#8217;evento che, l\u00ec per l\u00ec, ci \u00e8 apparso privo di significato; quella esperienza da cui non abbiamo ricavato che fatica e sofferenza, non sono stati inutili, perch\u00e9 nulla \u00e8 superfluo, nella vita; tutto ci aiuta a formarci, tutto ci viene offerto come un&#8217;occasione di crescita spirituale: anche il male, anche la tentazione del male morale, ovviamente per imparare a riconoscerlo e a tenercene lontani, sapendo quanto esso sia forte, cos\u00ec come il saggio alpinista non sfida mai senza ragione una difficile parete rocciosa, non tenta mai l&#8217;arrampicata contro il ghiaccio e le slavine, ma, semmai, attende la stagione favorevole ed il momento propizio.<\/p>\n<p>Un disegno armonioso presiede alla trama della vita, anche se non ce ne rendiamo conto, anche se talvolta ci sembra di girare in tondo, assurdamente; anche se talvolta ci sembra di aver smarrito la strada, di andare a casaccio, di sbattere contro cento e cento ostacoli; per coglierne la sapienza, bisogna allontanarsi, guadagnare una certa prospettiva.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 siamo immersi nelle cose, difficilmente riusciamo a vedere pi\u00f9 in l\u00e0 del nostro naso; finch\u00e9 siamo trascinati dalle nostre passioni, dalle nostre paure e dalle nostre brame, siamo come dei ciechi che vanni a tentoni, anche quando ci sembra di vedere benissimo: perch\u00e9 non vi \u00e8 cieco pi\u00f9 negato alla luce di colui che crede di avere buona vista, mentre i suoi occhi sono chiusi.<\/p>\n<p>Solo quando \u00e8 trascorso il tempo, solo quando abbiamo oltrepassato il guado, ritroviamo la giusta distanza prospettica e ci accade di sorridere di quelle cose che, a suo tempo, ci avevano tanto spaventati o tanto attratti, tanto angustiati o tanto confortati; solo quando \u00e8 trascorso il tempo e noi ci siamo aperti al ripensamento di noi stessi.<\/p>\n<p>Non sempre, infatti, il trascorre del tempo porta con s\u00e9 la chiarezza, apre lo sguardo e lo rende limpido;: vi sono persone per le quali le esperienze fatte scivolano via senza lasciare una traccia apparente; forse, in esse, rimane un seme silenzioso, che sputer\u00e0 fra un anno, fra dieci o fra quaranta, chi pu\u00f2 dirlo, chi pu\u00f2 saperlo: poco vediamo, e crediamo di vedere molto; poco sappiamo e poco comprendiamo, e ci sembra di sapere e di capire tanto.<\/p>\n<p>Dovremmo fidarci di pi\u00f9 della saggezza nascosta della vita: non perch\u00e9 essa abbia il potere miracoloso di rimediare a tutti i nostri errori, ma perch\u00e9, fidandoci di essa, forse ne commetteremmo meno, o forse riusciremmo a trasformarli in occasioni di bene; forse diventeremmo persone migliori, e impareremmo a perdonare e a compatire.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una vita senza compassione, per s\u00e9 e per gli altri, \u00e8 come una nave senza bussola e senza timone: neppure il pi\u00f9 valente capitano riuscirebbe a mantenerla sulla giusta rotta, quando sale la nebbia o quando calano le ombre del crepuscolo.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Ora la danza della neve si \u00e8 fermata e un debole chiarore s&#8217;intravvede nel cielo grigio, non si sa se sia reale o una semplice illusione dei sensi.<\/p>\n<p>Il freddo, frattanto, \u00e8 aumentato; soffia un venticello gelido che taglia la faccia e penetra sotto gli abiti, si insinua inesorabile, come se per lui non esistessero pareti.<\/p>\n<p>L&#8217;aria si \u00e8 fatta un po&#8217; pi\u00f9 limpida e le montagne vicine, per la prima volta, appaiono tra gli squarci delle nuvole basse, accovacciate e pur solenni, come fossero in preghiera.<\/p>\n<p>Il biancore si diffonde tutto intorno, balena allo sguardo e trasfigura ogni cosa in un gelido abbraccio dai riflessi d&#8217;alabastro.<\/p>\n<p>Silenzio, quiete.<\/p>\n<p>\u00c8 domenica, una domenica mattina di febbraio smarrita nel grigiore e nel ghiaccio di un inverno che viene da lontano, dalla taiga sferzata dai venti polari e dai deserti strani della Mongolia, che nascondono l&#8217;eco di cento citt\u00e0 morte, nascoste nelle sabbie del passato, sprofondate nel silenzio delle caverne sotterranee ove regna il Re del Mondo.<\/p>\n<p>\u00c8 domenica e il mondo tace, come per incanto; rare le persone, rare le automobili, raro ci\u00f2 che si muove, a parte la nevicata che scendeva a larghe falde e che ora si \u00e8 fermata, stupefatta, quasi sorpresa di essersi spinta cos\u00ec avanti.<\/p>\n<p>Un senso di pace scende nell&#8217;anima, come quando risuonano, sotto le volte della cattedrale, lungo le altissime navate e presso le vetrate scintillanti, le note dell&#8217;organo di una fantasia di Bach, di una fuga, di una passacaglia, facendo tremare di gioia e commozione la nostra parte pi\u00f9 riposta, ma pi\u00f9 vera e pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p>\u00c8 domenica, e questa abbondante nevicata \u00e8 stata come una preghiera: la preghiera del cielo per santificare la festa, per scandire il bisogno d&#8217;un tempo sacro, d&#8217;un tempo fuori del tempo ordinario, fatto, quest&#8217;ultimo, di piccole cose forse necessarie, forse superflue, comunque tali da assorbirci e da distoglierci da ci\u00f2 che \u00e8 essenziale.<\/p>\n<p>Ora questa neve che fiocca lenta, questo paesaggio immacolato e trasognato, tutto bianco, sono venuti a bussare al nostro cuore di pietra, per trasformarlo in un cuore di carne; a bussare a quest&#8217;anima raggrinzita e congelata, per scioglierla e ridestarla al tepore e alla dolcezza della vita che scorre armoniosa, consapevole d&#8217;essere parte del gran tutto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il segreto \u00e8 proprio qui: noi siamo i cittadini di un regno splendente e incorruttibile, che si credono stranieri e fuggiaschi e che mendicano qua e l\u00e0 un tozzo di pane, come sbandati, come profughi emersi da una prova crudele e incomprensibile; potremmo avvolgerci in calde vesti e sedere su morbidi tappeti, invece ci trasciniamo a fatica, coi piedi piagati, lungo strade taglienti e lande allucinate, stanchi, disfatti, demoralizzati.<\/p>\n<p>Vediamo la neve che si scioglie e che diventa fango e pensiamo che anche noi finiremo cos\u00ec, che ci scioglieremo e diventeremo fango, come ogni cosa, da sempre.<\/p>\n<p>Abbiamo dimenticato il segreto; dobbiamo tornare ad impararlo, a scoprirlo.<\/p>\n<p>Il segreto \u00e8 dentro di noi, non fuori: non lo troveremo camminando e procedendo, ma tornando in noi stessi, aprendo gli occhi su ci\u00f2 che si racchiude entro di noi.<\/p>\n<p>Per trovarlo, dunque dobbiamo ritrovarci:; ma non ci ritroveremo se non ritroveremo l&#8217;altro, se non udremo le sue parole, se non avremo compassione del suo dolore.<\/p>\n<p>Dobbiamo imparare a rispondere alla voce che ci domanda conto di nostro fratello: \u00e8 la voce pi\u00f9 importante di tutte, anzi \u00e8 la sola voce; tutte le altre non sono che voci illusorie, suoni e rumori senza eco, richiami di Sirene che faremmo meglio ad ignorare.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora tempo, ci sono ancora sufficienti ore di luce.<\/p>\n<p>Il giorno non sar\u00e0 finito, prima che ci siamo ridestati alla voce che ci chiama.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa mattina presto ha incominciato a cadere la neve, a falde sempre pi\u00f9 larghe e fitte; tanto che, nel giro di un paio d&#8217;ore, il paesaggio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30177,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[27],"tags":[92],"class_list":["post-26755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-poesia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-poesia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26755"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26755\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30177"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}