{"id":26749,"date":"2020-11-16T05:33:00","date_gmt":"2020-11-16T05:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/16\/lei-e-medievale-si-certo-grazie-a-dio\/"},"modified":"2020-11-16T05:33:00","modified_gmt":"2020-11-16T05:33:00","slug":"lei-e-medievale-si-certo-grazie-a-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/11\/16\/lei-e-medievale-si-certo-grazie-a-dio\/","title":{"rendered":"Lei \u00e8 medievale? S\u00ec, certo: grazie a Dio!"},"content":{"rendered":"<p>A due giorni dall&#8217;uscita del video con l&#8217;intervista che il bravo Francesco Toscano mi ha fatto sul tema <em>Vigan\u00f2 parla il linguaggio della verit\u00e0<\/em>, per il canale <em>Vox Italia<\/em>, sento il dovere di ringraziare il pubblico che con tanto calore ha mostrato di averla apprezzata, oltre all&#8217;amico Andrea Cometti del sito <em>Accademia di Filosofia Nuova Italia<\/em>, che l&#8217;ha resa possibile. Viaggiare verso le 40.000 visualizzazioni dopo sole quarantotto ore, tanto pi\u00f9 per un ospite che interviene per la prima volta su un canale Youtube, non \u00e8 cosa da poco; ma pi\u00f9 ancora della quantit\u00e0, mi ha commosso la qualit\u00e0 dei commenti, finora oltre 700, la quasi totalit\u00e0 dei quali sono di segno quanto mai positivo, per non dire entusiastico; il che mi conforta sulla giustezza della strada intrapresa e mi conferma nella persuasione che vi \u00e8 un diffuso desiderio di verit\u00e0, tanto pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 asfissiante e miasmatico \u00e8 il livello di appiattimento e servilismo dell&#8217;informazione <em>mainstream<\/em>. Inoltre, che il rigore intellettuale, la coerenza e l&#8217;impegno indefesso nella ricerca della verit\u00e0 vengono apprezzati assai pi\u00f9 di quel che non si crederebbe stando alle apparenze, cio\u00e8 all&#8217;immagine della societ\u00e0 che viene data da quelli stessi che manipolano quotidianamente e sfacciatamente i fatti, e creano le effimere mode dell&#8217;usa-e-getta, e sempre nuovi bisogni artificiali, per tener la gente imprigionata in una gabbia invisibile, una specie di bolla ipnotica che permette ai Padroni Universali, come li chiamava il compianto Giulietto Chiesa, di fare quel che vogliono e decidere a tavolino il destino di sette miliardi e mezzo di persone.<\/p>\n<p>La riflessione che oggi voglio fare, tuttavia, non prende le mosse da quei circa 700 commenti estremamente lusinghieri, dei quali ringrazio gli autori, ma su quelle pochissime note stonate e sgradevoli che, si sa, non mancano mai quando qualcuno osa andare contro la corrente melmosa del Politicamente Corretto; e ci\u00f2 perch\u00e9 penso, e ho sempre pensato, che se i complimenti fanno piacere sul piano affettivo, su quello intellettuale invece, di solito, sono le critiche che stimolano a progredire e a migliorarsi, approfondendo il proprio punto di vista e rafforzando le basi sulle quali esso si fonda. Bisogna, ripeto, andare a cerare con il lanternino queste voci astiose e biliose; e quindi avrei anche potuto tranquillamente ignorarle, specie considerando che non si tratta di critiche argomentate, frutto di un pensiero ponderato e ragionato, ma di sentenze telegrafiche, inappellabili, che denotano una rabbia e un&#8217;aggressivit\u00e0 incapaci di motivare se stesse. Tuttavia, se \u00e8 vero che avrei potuto imparare di pi\u00f9, sul piano intellettuale, da una critica matura che non da scomuniche apodittiche, pure \u00e8 mia abitudine non scartare mai nulla, neppure le manciate di fango che mi vengono lanciate dietro la schiena, per farne occasione di riflessione, ripensamento e ulteriore maturazione. Uno, ad esempio, se l&#8217;\u00e8 talmente presa per il mio giudizio non favorevole sul suo amato Pasolini, che si vanta di non essere andato oltre e annuncia che non mi seguir\u00e0 mai pi\u00f9: nessun problema; peccato che non abbia dedicato un minuto a di tempo a prendere in esame le ragioni per cui ho espresso quel giudizio. Un altro ha lodato la mia intervista, per\u00f2 si \u00e8 lamentato che mi preferisce quando non me la prendo coi meridionali: e di grazia, quando mai l&#8217;ho fatto? In quell&#8217;intervista, no: evidentemente, in qualche altra sede. Vada allora a rivedere quel tale articolo, o quel video, in cui ritiene che io abbia offeso i meridionali, e poi ne riparleremo. Forse non mi ha letto direttamente, ma si \u00e8 limitato ad ascoltare giudizi o atteggiamenti che altri mi hanno attribuito. Male: bisogna sempre andare alle fonti, mai fidarsi di versioni indirette. Per quanto mi riguarda, porto con fierezza un nome meridionale, perch\u00e9 mio padre era siciliano, mentre la mamma era friulana e la mia infanzia si \u00e8 svolta in Friuli (in Sicilia sono stato una volta sola in tutta la mia vita): e sono onorato di aver avuto quei due genitori. Come potrei disprezzare i meridionali in blocco? Sarebbe come disprezzare una parte delle mie radici, e dunque di me stesso, dal momento che noi siamo tutt&#8217;uno con le nostre radici.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 un signore che mi lancia un duplice insulto, senza aggiungere altro: insulta e basta, come un bambino che ti fa le boccacce e ti mostra la lingua da dietro il finestrino d&#8217;una macchina in corsa. Evidentemente non si rende conto di aver commesso un reato e che il telefono potrebbe squillargli in qualsiasi momento da parte della polizia postale, se decido di querelarlo, e che in tribunale sarebbe certamente condannato a risarcirmi i danni, perch\u00e9 \u00e8 stato cos\u00ec sciocco da firmare con le sue stesse mani la propria ammissione di colpa. Caro amico t&#8217;informo di una cosa che evidentemente non sapevi: non esiste il diritto d&#8217;insultare gratuitamente il prossimo, la Costituzione non lo prevede, e la legislazione italiana neppure. \u00c8 chiaro che tu, da buon progressista, non ti sei mai posto il problema: abituato dai modelli della stampa e della televisione progressiste, tu pensi che un progressista pu\u00f2 insultare impunemente un &quot;reazionario&quot;, e che nei confronti di quest&#8217;ultimo non esiste legge o diritto che tenga: \u00e8 solo spazzatura e chiunque pu\u00f2 fargli la pip\u00ec addosso. Il tuo maestro deve essere quell&#8217;Andrea Scanzi, che nei suoi articoli sul presidente Donald Trump ha ricoperto costui letteralmente di letame, senza darsi la pena di fingere neppure un&#8217;ombra di obiettivit\u00e0 e senza mai entrare nel merito di ci\u00f2 che ha fatto, o eventualmente non ha fatto, il Presidente per il suo Paese. Lo insulta volgarmente e basta, e questo sarebbe giornalismo; mentre ogni lode e ogni sorriso sono per il magnifico Joe Biden, cocainomane e pedofilo, padre di un figlio ancor peggiore di lui, che \u00e8 la somma di tutte le virt\u00f9 e che rappresenta la sola speranza per il popolo americano. Ebbene, guarda che ti sei sbagliato: le cose non stanno cos\u00ec, e chi agisce come hai fatto tu, poi \u00e8 chiamato ad assumersene le conseguenze. A parte ci\u00f2, se dedico una fugace attenzione a quel signore (e non s&#8217;illuda: questa \u00e8 la prima e ultima volta che parler\u00f2 di lui, semmai parleranno i miei legali), che certamente non merita, \u00e8 solo perch\u00e9 il suo piccolo schizzo di veleno si presta a una riflessione su tutte quelle persone meschine e rancorose che sono state morse dalla tarantola dell&#8217;invidia e dal bisogno compulsivo di farsi vedere, di attirare l&#8217;attenzione, senza dubbio perch\u00e9 sanno di essere nulla. Ne provo compassione perch\u00e9 solo una vita vuota e piena di frustrazioni pu\u00f2 spiegare il loro modo d&#8217;agire, magistralmente descritto da Dostoevskij nella figura del protagonista dei <em>Ricordi del sottosuolo<\/em>. Povero amico, che ne diresti di prendere la vita nelle tue mani e impegnarti a farne qualcosa di meglio che schizzare fango e veleno contro quelli che disperatamente invidi? Perch\u00e9 se non li invidiassi, certo avresti altre cose pi\u00f9 interessanti e pi\u00f9 importanti da fare, che perder tempo e sprecare energie per insultarli come un qualsiasi misero leone da tastiera.<\/p>\n<p>E veniamo alla critica pi\u00f9 interessante. Un signore ha scritto, con fare sentenzioso, dall&#8217;alto della sua coscienza illuminata: <em>Lamendola, ovvero il medioevo<\/em>. Caro amico, anche se non era questa la tua intenzione, sappi che tu mi hai fatto il complimento pi\u00f9 bello e pi\u00f9 gradito di tutti. Non era la tua intenzione, perch\u00e9 la parola medioevo, per te, \u00e8 sinonimo di oscurit\u00e0 e barbarie: e la cosa ti pare talmente chiara ed evidente, che non ti sei mai preso la briga di approfondirla, e tanto meno di chiarirla a te stesso. Cos\u00ec hai sentito dire da cento film, romanzi e programmi televisivi; cos\u00ec, probabilmente, la pensavano il tuo professore di storia e quello di filosofia, i quali devono averti indottrinato con innumerevoli lezioni su Voltaire, Kant, Hume, Hegel e Marx, Freud, Gramsci e chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta, e sbrigato dei giganti del pensiero come sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino in poche battute, tanto ne erano infastiditi e irritati; forse perch\u00e9, a loro volta, non li avevano mai presi sul serio, o forse perch\u00e9 la loro santit\u00e0, e il loro stesso essere cristiani, li rendeva automaticamente dei personaggi antipatici, nonch\u00e9 delle figure minori, un po&#8217; buffe, certamente anacronistiche e incapaci di dire una parola utile e interessante agli uomini d&#8217;oggi. Insomma, hai appreso anche troppo bene la lezione imparata a memoria dalla cultura dominante, e generosamente distribuita dai vari Umberto Eco, Piero Angela, Margherita Hack, Corrado Augias, Piergiorgio Odifreddi, e cos\u00ec via: dietro le apparenti e secondarie differenze, tutti usciti dal medesimo stampino: illuminista, modernista, positivista, scientista e banalmente materialista. Ebbene, caro amico che credi di assegnare la patente di medievale come fosse un marchio d&#8217;infamia, sappi che mi hai reso un grandissimo riconoscimento, per il quale ti ringrazio e del quale vado fiero. Il medioevo \u00e8 stato, semplicemente, la civilt\u00e0 cristiana: la civilt\u00e0 che ha preso sul serio il cristianesimo e ne ha fatto le fondamenta per costruire ogni altra cosa, sia sul piano collettivo che su quello individuale. La civilt\u00e0 cristiana corrisponde allo sforzo, sempre imperfetto, \u00e8 chiaro, di realizzare l&#8217;insegnamento del Vangelo nella realt\u00e0 storica: non subordinando il Vangelo alla storia, magari con la scusa di renderlo &quot;pi\u00f9 vicino&quot; e &quot;pi\u00f9 concreto&quot;, come hanno fatto i pessimi padri del Concilio Vaticano II (perch\u00e9, il Verbo incarnato non era abbastanza concreto?), bens\u00ec subordinando, com&#8217;\u00e8 giusto e come \u00e8 logico per un credente, la storia al Vangelo. La storia \u00e8 il regno del divenire; il Vangelo \u00e8 la Parola Assoluta, perch\u00e9 \u00e8 il Verbo incarnato. Il Vangelo illumina la storia, anche nei suoi momenti pi\u00f9 difficili e tenebrosi; la storia senza il Vangelo \u00e8 il caos, la guerra di tutti contro tutti, l&#8217;inferno sulla terra. Chi segue il Vangelo ha sopra di s\u00e9 una stella polare che lo guida attraverso qualunque mare sconosciuto; chi prende come misura e come punto di riferimento la storia, sprofonda in un labirinto senza fine, che si trasforma in un incubo dal quale ci si vorrebbe risvegliare, ma non lo si pu\u00f2, perch\u00e9 quell&#8217;incubo \u00e8 tutto il nostro sistema vita, e per uscirne bisognerebbe cambiarlo: appunto, convertirsi. Il cristiano \u00e8 colui che sente la chiamata alla conversione; mentre chi \u00e8 moderno, chi \u00e8 illuminista, chi \u00e8 progressista, sente solo il richiamo delle passioni, del qui e ora, e tutt&#8217;al pi\u00f9 di una ragione miseramente mutilata, fatta di solo pensiero strumentale e calcolante. Il Vangelo \u00e8 civilt\u00e0, piena realizzazione di ci\u00f2 che \u00e8 autenticamente umano; la modernit\u00e0 \u00e8 la barbarie tecnologica, l&#8217;oscurit\u00e0 pseudo razionale e pseudo scientifica che asservisce l&#8217;uomo a un progetto disumano, l&#8217;egoismo scatenato che alla fine si rivolge anche contro se stesso. Ti sei mai chiesto, caro amico che disprezzi cos\u00ec tanto il medioevo da aver fatto dell&#8217;aggettivo <em>medievale<\/em> l&#8217;epiteto squalificante per eccellenza, come mai, dopo il Medioevo, nessun poeta ha saputo scrivere un poema sublime come la <em>Divina Commedia<\/em>, e nessun architetto ha saputo edificare qualcosa che assomigli, anche da lontano, alla perfezione, alla bellezza, alla grandiosit\u00e0 delle cattedrali romaniche e gotiche? E come mai nessun cantante o musicista moderno abbia saputo creare una suggestione paragonabile al canto gregoriano? A meno che tu sia convinto che Svevo sia meglio di Dante, che il ponte di Calatrava a Venezia sia pi\u00f9 bello della Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, e che la musica rap o il rock metal siano di gran lunga preferibili alle fughe e alle altre opere per organo di Johan Sebastian Bach. Se lo pensi, allora getto la spugna e desisto da qualunque ulteriore ragionamento. Vuol dire che ti hanno rubato non solo il senso critico e la capacit\u00e0 di ragionare con la tua testa, sostituendoli con formule preconfezionate e standardizzate, ma anche il puro e semplice sentimento di ci\u00f2 che \u00e8 bello, il quale \u00e8, o dovrebbe essere, innato e istintivo in ciascun essere umano.<\/p>\n<p>Ma ho ancora una cosa da osservare. Il mio interesse principale, non l&#8217;unico, \u00e8 la filosofia, e ci\u00f2 per la buona ragione che la filosofia consente di guardare dall&#8217;alto, e di saper spiegare, di tutti gli altri aspetti della vita e della societ\u00e0, dall&#8217;economia alla politica e dall&#8217;arte alla scienza; con la sola eccezione della teologia, che \u00e8 superiore alla filosofia, e della fede, che \u00e8 superiore anche alla teologia. Ma come, mi dir\u00e0 qualcuno, tu dunque hai ancora una visione gerarchica del conoscere? Certo; eccome: non per nulla mi vanto di essere definito medievale. E questo perch\u00e9 la vita \u00e8 gerarchia: innanzitutto gerarchia di valori; poi, gerarchia d&#8217;intelligenze; indi, gerarchia di sensibilit\u00e0. Contrariamente a quel che pensano i progressisti, non siamo tutti uguali: c&#8217;\u00e8 chi vale molto e c&#8217;\u00e8 chi vale poco; c&#8217;\u00e8 chi sa pensare e chi no; chi sa amare e chi sa solamente odiare. Teoricamente, ciascuno di noi ha ricevuto sufficienti talenti per vivere nel modo migliore la propria vita, e offrire qualcosa anche agli altri; di fatto, molti preferiscono coltivare il proprio egoismo, non fanno niente per sviluppare i propri talenti e si accontentano di vivere di rendita, specie se la fortuna li ha fatti nascere ricchi, o belli, o intelligenti, ma di un&#8217;intelligenza fredda e calcolatrice. Confesso di essere estremamente selettivo nelle amicizie: non m&#8217;interessa avere molti amici, ma averne di buoni. E la stessa cosa mi guida nella ricerca del sapere: non m&#8217;importa da quante persone \u00e8 ascoltato Bach, da quanti viene letto Dante, da quanti viene meditato san Tomaso d&#8217;Aquino: fossero pure, come in realt\u00e0 sono, un&#8217;esigua minoranza, in compagnia di Bach, di Dante e di san Tommaso d&#8217;Aquino mi sento pi\u00f9 ricco del pi\u00f9 ricco miliardario. E in compagnia del Vangelo sento che non mi manca nulla, anche se mi togliessero tutto e mi abbandonasse anche il pi\u00f9 caro amico (cosa che realmente \u00e8 accaduta e non una volta sola). Come si pu\u00f2 essere soli e abbandonati, se Ges\u00f9 \u00e8 accanto a noi? Parafrasando san Paolo nella <em>Lettera ai Romani<\/em>: se Ges\u00f9 \u00e8 con noi, chi sar\u00e0 contro di noi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due giorni dall&#8217;uscita del video con l&#8217;intervista che il bravo Francesco Toscano mi ha fatto sul tema Vigan\u00f2 parla il linguaggio della verit\u00e0, per il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[263],"class_list":["post-26749","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26749","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26749"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26749\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26749"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26749"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26749"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}