{"id":26747,"date":"2016-10-25T10:31:00","date_gmt":"2016-10-25T10:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/25\/la-lettura-di-un-libro-nellinfanzia-puo-rivelarsi-unesperienza-decisiva\/"},"modified":"2016-10-25T10:31:00","modified_gmt":"2016-10-25T10:31:00","slug":"la-lettura-di-un-libro-nellinfanzia-puo-rivelarsi-unesperienza-decisiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/25\/la-lettura-di-un-libro-nellinfanzia-puo-rivelarsi-unesperienza-decisiva\/","title":{"rendered":"La lettura di un libro nell\u2019infanzia pu\u00f2 rivelarsi un\u2019esperienza decisiva"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 incalcolabile l&#8217;influenza che pu\u00f2 esercitare nel corso della vita umana un&#8217;esperienza &#8211; che, vista dell&#8217;esterno, pu\u00f2 apparire modestissima e quasi insignificante &#8211; come la lettura di un libro, e magari di una sola pagina d&#8217;un libro, specialmente quando sia stata vissuta negli anni favolosi e irripetibili dell&#8217;infanzia.<\/p>\n<p>Oggi il libro non svolge pi\u00f9 un ruolo importante nella vita del fanciullo, o, comunque, non cos\u00ec importante come lo era due o tre generazioni fa, quando, pur essendo, di solito, un oggetto piuttosto raro nella camera di un bambino, era per\u00f2 anche un oggetto ambito, rispettato, carico di un fascino inesprimibile: se non altro perch\u00e9 non c&#8217;erano i videogiochi e i computer a fargli concorrenza, tanto meno i telefonini cellulari, sempre pi\u00f9 moderni e sofisticati, e perci\u00f2 era proprio esso, il libro, uno dei principali veicoli della fantasia. Perci\u00f2, in quella cameretta, di libri, se pure ce n&#8217;erano, ce n&#8217;erano pochi; e tuttavia essi formavano una minuscola biblioteca circondata da un&#8217;aura quasi sacrale, che rappresentava un angoletto addirittura magico, al quale attingere, dopo aver fatto i compiti, nei pomeriggi di pioggia o, magari, nelle lunghe sere al principio dell&#8217;estate, quando pare che il sole abbia deciso di non tramontare pi\u00f9 e c&#8217;\u00e8 ancora abbastanza luce da poter leggere, e sognare, senza dover accendere la lampada, ma solo stando seduti davanti alla finestra, con le rondini che disegnano i loro ampi e rapidissimi cerchi nel cielo.<\/p>\n<p>Nelle feste di compleanno, o alla prima Comunione, o in occasione della Cresima, un libro, o due, in mezzo agli altri regali, ai soldatini e alle macchinette, alle bambole e alle matite colorate, era sempre un dono gradito; i bambini lo sfogliavano quasi con avidit\u00e0, alla ricerca delle tavole a colori (che, talvolta, erano firmate da autentici artisti): ma gi\u00e0 la copertina illustrata era una festa per l&#8217;occhio e una promessa di voli strepitosi nei regni incantati della fantasia, popolati da indiani e cow-boys, da pirati e velieri carichi di tesori, oppure da bambini coraggiosi che lottano in situazioni di pericolo, o anche, semplicemente, da bambini e bambine allegri, sorridenti, felici, che giocano in un prato, o da orsacchiotti e leoncini antropomorfi che strizzano l&#8217;occhio al giovane lettore, da buffe scimmiette che meditano qualche scherzo, da vivaci topolini che si apprestano a rubare il formaggio sotto gli occhi (e i baffi) del gatto di casa. <em>La sorellina rapita<\/em> di Mayne Reid, <em>L&#8217;isola del tesoro<\/em> di Stevenson, <em>Il mago di Oz<\/em> di Frank Baum, <em>Alice allo specchio<\/em> di Lewis Carroll, <em>Cuore<\/em> di De Amicis (coi suoi affascinanti, commoventi racconti mensili), <em>Pinocchio<\/em> di Collodi, <em>Ventimila leghe sotto i mari<\/em> di Verne, <em>Sandokan alla riscossa<\/em> di Salgari, <em>Il giornalino di Gian Burrasca<\/em> di Vamba, <em>Piccole donne<\/em> di Louisa May Alcott, <em>L&#8217;ultimo dei Mohicani<\/em> di James Fenimore Cooper, <em>Il libro della giungla<\/em> di Rudyard Kipling, <em>Huckleberry Finn<\/em> di Mark Twain, <em>Il richiamo della foresta<\/em> di Jack London, <em>Tre uomini in barca<\/em> di Jerome K. Jerome, <em>Il giardino segreto<\/em> di Frances Burnett, e <em>Racconto di Natale<\/em> di Charles Dickens: solo per ricordare alcuni dei pi\u00f9 famosi. Che festa per gli occhi e per lo spirito; che lauto banchetto per un bambino di dieci, dodici anni, che ha tutto il mondo da scoprire innanzi a s\u00e9, e che arde dal desiderio di slanciarsi sui mari dell&#8217;immaginazione con l&#8217;audacia e la spericolatezza, ma anche con la gioia trepidante, di uno specialista di <em>surf<\/em> sulle onde gigantesche dell&#8217;oceano!<\/p>\n<p>E poi, ancora, <em>Tartarino di Tarascona<\/em> di Alphonse Daudet; <em>Lisa-Betta<\/em> di Giuseppe Fanciulli; <em>Rosa di Tannenburg<\/em> del canonico Schmid; <em>La fiaccola dei desideri<\/em> di Guido Gozzano; <em>I ragazzi della via P\u00e0l<\/em> di Frenc Molnar; <em>Le avventure di Mano di Ferro<\/em> di Karl May; <em>Peter Pan nei giardini di Kensington<\/em>, di James Matthew Barrie, e, naturalmente, le <em>Fiabe<\/em> di Hans Christian Andersen. Qualche volta c&#8217;erano anche dei classici per adulti, ma in versione ridotta, che le case editrici presentavano, assurdamente, come capolavori dell&#8217;umorismo o come romanzi per l&#8217;infanzia: dal <em>Don Chisciotte<\/em> di Cervantes a <em>I viaggi di Gulliver<\/em> di Jonathan Swift; da <em>Moby Dick<\/em> di Herman Melville (magari sulla scia del celebre film interpretato da Gregory Peck nei panni del terribile capitano Achab) a <em>Tarass Bul&#8217;ba<\/em> di Nikolaj Gogol&#8217;; da <em>La figlia del capitano<\/em> di Aleksandr S. Pu\u0161kin a <em>I lavoratori del mare<\/em> di Victor Hugo; e qualche versione adattata delle commedie o dei drammi di Shakespeare, come quella di Charles e May Lamb. N\u00e9 mancavano i libri di edificazione morale e religiosa, le vite dei santi, in particolare dei santi fanciulli, o la storia dei tre pastorelli di Fatima, o una versione adattata dei <em>Fioretti di san Francesco<\/em>; ma soprattutto la <em>Bibbia<\/em>, e specialmente il <em>Vangelo<\/em>, in edizioni pensate per i giovanissimi lettori, riccamente e superbamente illustrate, come, ad esempio, la <em>Bibbia dei piccoli<\/em> dell&#8217;olandese Piet Worm, che fece furore negli anni &#8217;60 del secolo scorso, con le sue figure dai tratti decisi e spigliati e dalle tinte brillanti e vivacissime, simili a delle vere e proprie esplosioni di colore.<\/p>\n<p>Un libro bene illustrato, un romanzo d&#8217;avventura, per esempio, era suscettibile di accendere un entusiasmo addirittura febbrile nei confronti dell&#8217;argomento trattato, perch\u00e9 immensa era la sua risonanza nell&#8217;anima del bambino; non distratto da cento stimoli diversi al giorno, come avviene oggi; non disperso fra innumerevoli impegni quotidiani, dal nuoto al corso di lingua inglese, come un precoce adulto; non catturato e fatto ostaggio, per ore ed ore, dello schermo televisivo e da quello del computer, il bambino rimaneva dolcemente e poeticamente stregato dal fascino che scaturiva da quelle pagine, da quelle illustrazioni, da quelle storie, che ne stimolavano la fantasia e lo spronavano a sognare. Addormentandosi, la sera, dopo aver letto, o dopo aver sentito leggere (nel caso dei pi\u00f9 piccoli), l&#8217;ultimo capitolo d&#8217;un libro che lo aveva conquistato, il bambino continuava, nel mondo dei sogni, a rivivere quelle avventure, a proiettarsi nei regni incantati della fantasia, dove tutto diventa possibile, anche raggiungere Baghdad stando seduti sopra un tappeto volante, o vedere tutto il mondo dall&#8217;alto di un grande uccello migratore, come nel <em>Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson<\/em> di Selma Lagerl\u00f6f. E non ci si venga a dire che il bambino, in questo modo, si distaccava dalla &quot;realt\u00e0&quot;: perch\u00e9 la realt\u00e0 del bambino \u00e8, per primissima cosa, il mondo della fantasia, attraverso il quale egli scopre il mondo e diventa se stesso; mentre oggi, che stiamo uccidendo, in lui, quella facolt\u00e0, e spegnendo quella luce, ci\u00f2 che ci resta fra le mani non \u00e8 pi\u00f9 un vero bambino, ma un disincantato e malinconico vecchietto di otto o dieci anni, che non si stupisce pi\u00f9 di nulla, che non \u00e8 curioso di nulla, ma che, in compenso, \u00e8 divenuto patologicamente dipendente dal computer e dal telefonino cellulare.<\/p>\n<p>Far rivivere in lui la magia del libro, oggi, \u00e8 &#8212; vogliamo credere &#8211; ancora possibile, specialmente se lo sviluppo del bambino \u00e8 accompagnato dalla presenza discreta e intelligente degli adulti, a cominciare dai genitori, che gli rendano familiare quel mondo, magari con il rito della lettura serale, da parte loro, di una fiaba, di una favola, di una paginetta di qualche romanzo, scelto con buon gusto e con finezza; tuttavia, ripetiamo, le dinamiche sociali e culturali complessive sono talmente cambiate &#8212; e, checch\u00e9 ne dicano i cantori del &quot;progresso&quot;, non in meglio &#8212; da rendere assai difficile, per un bambino dei nostri giorni, avere con il libro e con l&#8217;attivit\u00e0 del leggere un rapporto simile a quello che abbiamo avuto noi, che eravamo bambini quando i bambini di oggi non erano ancora nati. L&#8217;attenzione del bambino \u00e8 stata erosa, distratta e dispersa da una molteplicit\u00e0 eccessiva, frenetica, di stimoli, i pi\u00f9 disparati e, a volte, i meno adatti alla sua psicologia e al suo sviluppo; la sua capacit\u00e0 di concentrazione \u00e8 stata menomata da un eccesso di &quot;offerte&quot; intellettuali (o sedicenti tali) e dal continuo bombardamento di notizie di cronaca; la facolt\u00e0 della memoria \u00e8 stata indebolita dall&#8217;uso e dall&#8217;abuso di strumenti tecnologici (calcolatrici elettroniche, internet, registratori) che, in teoria, dovrebbero risparmiargli la fatica di una gran quantit\u00e0 di lavoro mentale, mentre hanno finito, come sempre avviene quando si ha a che fare con le macchine, per ridurre i suoi spazi di autonomia e per esercitare su di lui una specie di tirannia appena velata.<\/p>\n<p>Cos\u00ec &#8211; per fare un esempio &#8212; nel romanzo per la giovent\u00f9 <em>Fulmine Nero<\/em>, viene descritta l&#8217;influenza che esercit\u00f2 su un ragazzino americano, amante dei cavalli, all&#8217;indomani di una caduta di sella che avrebbe potuto costargli molto cara, la lettura della <em>Vita di Alessandro<\/em> di Plutarco di Cheronea, e precisamente dell&#8217;episodio che si potrebbe intitolare <em>Alessandro Magno e Bucefalo<\/em>, e del ruolo che essa ebbe nella sua successiva decisione di dedicarsi interamente alla passione per l&#8217;equitazione (da: Dana Faralla, <em>Fulmine Nero<\/em>; titolo originale: <em>Black Renegade<\/em>, Lippincott, 1954; traduzione italiana: Milano, Editrice La Sorgente, 1958, 1964, pp. 42-48):<\/p>\n<p><em>\u00abLe imposte delle finestre, sfuggite alla chiusura metallica, oscillavano e stridevano sui cardini arrugginiti e con un dondolio monotono andavano a sbattere contro il muro, con un colpo di grancassa&#8230; o erano le percosse degli zoccoli degli stalloni contro la porta dietro la quale si era nascosto.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Certo che ti ha lasciato il segno,&quot; disse Ivor mentre gli applicava un altro impacco, ed era a Fulmine Nero che si riferiva.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Lui non mi ha toccato per niente,&quot; disse Kevin. &quot;\u00c8 stato contro il terreno che mi sono ammaccato.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ah s\u00ec, se il cavallo ti avesse toccato, a quest&#8217;ora non saresti qui a raccontare le tue avventure,&quot; disse Nora.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Avrai una spalla nera, domani,&quot; disse Ivor. &quot;Nera, blu, verde e anche rossastra, arrossata. Insomma, tutto l&#8217;arcobaleno.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Sei stato fortunato, Kevin,&quot; disse Nora. &quot;Potevi romperti l&#8217;osso del collo&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E la fortuna d&#8217;aver ancora il tuo naso tutto d&#8217;un pezzo,&quot; disse Ivor. &quot;Ho dovuto dare sette punti a bel muso di Pie&#8217; Veloce. Credo che per qualche tempo non vorr\u00e0 rispecchiarsi nemmeno nell&#8217;acqua.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Le cicatrici si vedranno?&quot; domand\u00f2 Kevin.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non posso ancora dirtelo. Ho fatto del mio meglio, un bel lavoro, ma \u00e8 una cosa ben diversa dal cucire uno strappo sulla manica d&#8217;una camicia.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Se a Kevin occorrono degli altri impacchi, questa notte, certo che non importa che noi ci muoviamo,&quot; disse Nora. &quot;Baster\u00e0 che mettiamo fin d&#8217;ora il letto sotto la fessura dell&#8217;acqua piovana, e il problema \u00e8 risolto.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Kevin rise e diede un&#8217;occhiata alla macchia scura d&#8217;umidit\u00e0 sopra di lui.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;S\u00ec,&quot; disse Ivor. &quot;Il ragazzo l&#8217;abbiamo medicato, ma rischia di rimanere inzuppato, e che giovamento ne avr\u00e0?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Gli porter\u00f2 un campanello d&#8217;argento,&quot; disse Nora, &quot;e tu potrai suonarlo, se avrai bisogno di qualcosa, Kevin.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E chi lo sentirebbe in mezzo a questa bufera?&quot; disse Ivor. &quot;Neanche se fosse il campanaccio d&#8217;una mucca, si sentirebbe.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non penserai di leggere stanotte i tuoi libri di scuola,&quot; disse Nora. &quot;Hai bisogno di fare una bella dormita, hai bisogno.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Non legger\u00f2 i miei libri di scuola,&quot; disse Kevin. &quot;Vorrei leggere Plutarco.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Plutarco!&quot; esclam\u00f2 Ivor, divertito. &quot;Ti porter\u00f2 il libro ben volentieri. Se fossi un medico prescriverei ai miei clienti dei grossi volumi invece che delle grosse pillole, per dormire. Ed \u00e8 un peccato che i cavalli non sappiano leggere, altrimenti prescriverei dei libri anche per loro.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Chiss\u00e0!&quot; disse Nora. &quot;Certo che io non mi sorprenderei pi\u00f9 di niente, stanotte.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Fu Lusmore che port\u00f2 a Kevin le &quot;Vite&quot; di Plutarco e i suoi scarponi chiodati annunciarono il suo arrivo, sulla scaletta di ferro che non aveva alcun tappeto che attutisse i rumori. Entr\u00f2, facendosi precedere dai raggi di una lanterna da scuderia che gli rischiarava il cammino.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ecco il sedativo che tuo padre ti manda,&quot; disse con una leggera smorfia di malizia e pose il grosso volume sulla rozza cassa di legno di pesco che serviva a Kevin come comodino. &quot;Baster\u00e0 una pagina, ha detto tuo padre, se il dolore non \u00e8 forte. Se invece il dolore fosse forte, ci vorranno due pagine e anche pi\u00f9.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Baster\u00e0 una pagina,&quot; disse Kevin e picchiett\u00f2 con le dita sopra la rilegatura di tela consumata, impaziente di cominciare la lettura. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Lusmore si sollev\u00f2 lentamente dalla poltrona di paglia, acese un fiammifero sulla superficie del legno di pesco e riaccese la sua lanterna.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E adesso me ne vado e ti do la buonanotte. E se hai voglia di sognare Fulmine Nero, buon divertimento. Puoi montar sopra quel cavallo, con la fantasia, Kevin, finch\u00e9 vuoi. Ma \u00e8 una fantasia che non diventer\u00e0 mai realt\u00e0.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Kevin rimase tranquillo, ripensando alle parole del nonno e aspett\u00f2 che il rumore degli scarponi chiodati si disperdesse in lontananza. Poi riapr\u00ec il libro e trov\u00f2 subito la pagina che cercava.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;orlo della pagina era ripiegato e i margini ingialliti recavano le impronte di molte dita. Le sue labbra si mossero in silenzio e con l&#8217;indice segu\u00ec ogni riga.<\/em><\/p>\n<p><em>ALESSANDRO MAGNO E BUCEFALO.<\/em><\/p>\n<p><em>Filonico di Tessaglia condusse il cavallo Bucefalo a Filippo, per venderlo a tredici talenti, ma quando essi scesero in campo per provarlo, lo trovarono difficile a maneggiarsi, insofferente di chi tentasse di cavalcarlo, e tale da non sopportare nemmeno la voce di quelli che erano con Filippo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Alessandro, che era presente, opponendosi a tutti, mentre Filippo s&#8217;irritava e ordinava che fosse condotto via quell&#8217;essere feroce e indomabile, disse: &quot;Quale eccellente cavallo p\u00e8rdono costoro, che non sanno servirsene, per inesperienza e poco cervello!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Dapprima Filippo tacque, ma quando vide che Alessandro ripeteva parecchie volte gli stessi rimproveri e s&#8217;accorse che gli dispiaceva molto che il cavallo fosse condotto via, soggiunse:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Tu rimproveri quelli che sono pi\u00f9 anziani di te, ma sei poi capace di far meglio di loro?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Certamente, saprei servirmene meglio di qualunque altro,&quot; gli rispose Alessandro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E se tu non sapessi cavalcarlo, quale pegno pagheresti per la tua presunzione?&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Pagher\u00f2&quot;,&quot; rispose Alessandro, &quot;l&#8217;intero prezzo del cavallo.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Udendo ci\u00f2, tutti quanti scoppiarono in una risata, e non appena il riso si fu un poco calmato, Alessandro corse immediatamente vicino al cavallo e, afferrate le briglie, lo rivolse verso il sole avendo osservato che il cavallo si sbizzarriva quando deve il movimento della propria ombra.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo aver fatto trottare il cavallo, senza stancarlo, Alessandro lo accarezz\u00f2 e quando lo vide pieno di ardore sbuffante, gett\u00f2 via la clamide, e con un salto vi balz\u00f2 sopra coraggiosamente.<\/em><\/p>\n<p><em>Rimasto quindi in sella, non trattenne subito le redini ma a poco a poco, e senza battere o altrimenti incitare il cavallo, quando lo trov\u00f2 docile, e solo impaziente di correre, lo lasc\u00f2 andare a gran velocit\u00e0, incitandolo ora con voce di comando e percuotendolo col piede.<\/em><\/p>\n<p><em>Filippo e quelli del suo seguito, ch&#8217;erano rimasti a guardare in angoscia e in silenzio, quando videro Alessandro tornare alla fine della corsa, fiero della sua prodezza ed esultante, non poterono trattenere le grida di festa e i battimani. Anzi Filippo, a quanto si dice, pianse persino lacrime di gioia e in un impeto di entusiasmo abbracci\u00f2 il figlio, dicendogli: &quot;Figlio mio, c\u00e8rcati un altro regno che sia degno di te, perch\u00e9 ormai la Macedonia \u00e8 diventata troppo piccola per te.&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Kevin chiuse il libro e abbass\u00f2 lo stoppino della lanterna, e stando cos\u00ec al buio ebbe la chiara visione di un magnifico cavallo nero. Egli poteva rievocare a suo piacimento quella storia, trasportandola tale e quale nel suo ambiente familiare di Pian delle Giumente oppure avrebbe potuto con la fantasia trasformare questo quel particolare. Ma di una cosa era certo, che, nonostante tutti gli avvertimenti e i conigli, il suo sogno non sarebbe rimasto confinato nella fantasia.<\/em><\/p>\n<p>Ecco: <em>Fulmine Nero<\/em> non sar\u00e0 un capolavoro letterario, per\u00f2 quel che voleva trasmettere, e cio\u00e8 l&#8217;influsso poderoso, decisivo, che la lettura di un buon libro pu\u00f2 esercitare sulla vita e sul futuro destino di un bambino o di un adolescente, \u00e8 riuscito a farlo benissimo. La gioia della lettura, la festa della lettura, che spalanca nuovi orizzonti e prospettive sconfinate davanti ad una giovane mente e d un giovane cuore generosi, ardenti d&#8217;impazienza e di entusiasmo! Abbiamo parlato, e non a caso, della lettura di un <em>buon<\/em> libro, non di un libro qualsiasi. Ci sono, specialmente oggi, dei libri per ragazzi (ma quasi pi\u00f9 nessuno per bambini) che vanno per la maggiore, ma che non sono buoni: non solo sono sciatti e banali nello stile letterario, ma, quel che \u00e8 peggio, meno che dignitosi quanto al contenuto: proni alle mode d&#8217;un giovanilismo tanto piatto quanto furbesco e interessato, del tutto dimentichi della funzione che un libro per la giovent\u00f9 deve svolgere: ridestare l&#8217;incanto del mondo con freschezza e disinteresse. Ed \u00e8 un&#8217;altra assenza con la quale il bambino, oggi, deve fare i conti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 incalcolabile l&#8217;influenza che pu\u00f2 esercitare nel corso della vita umana un&#8217;esperienza &#8211; che, vista dell&#8217;esterno, pu\u00f2 apparire modestissima e quasi insignificante &#8211; come la lettura<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26747","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26747","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26747"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26747\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26747"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26747"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26747"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}