{"id":26743,"date":"2022-10-16T03:27:00","date_gmt":"2022-10-16T03:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/16\/leggere-i-buoni-libri-non-leggere-i-cattivi-e-i-pessimi\/"},"modified":"2022-10-16T03:27:00","modified_gmt":"2022-10-16T03:27:00","slug":"leggere-i-buoni-libri-non-leggere-i-cattivi-e-i-pessimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/16\/leggere-i-buoni-libri-non-leggere-i-cattivi-e-i-pessimi\/","title":{"rendered":"Leggere i buoni libri, non leggere i cattivi e i pessimi"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in un mondo materialmente, intellettualmente e moralmente inquinato e avvelenato: tutto il mondo moderno lo \u00e8, per sua intrinseca natura e vocazione; n\u00e9 potrebbe essere altrimenti, dati i fondamenti e le premesse costituitivi della modernit\u00e0. Pertanto \u00e8 di somma importanza, anzi \u00e8 vitale, per condurre una vita intellettualmente e moralmente sana, accompagnarsi a persone, e naturalmente anche leggere libri, che siano intellettualmente e moralmente sani; proprio come lo \u00e8, per mantenere la salute fisica, acquisire o conservare tutte quelle abitudini che consentono al corpo di preservarsi dalle malattie.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che la cultura dominante ci somministra quantit\u00e0 industriali di prodotti di risulta, se non di letame vero e proprio; lo spietato potere globalista, che negli ultimi anni ha lasciato cadere molte delle maschere dietro le quali si celava, e sempre pi\u00f9 s&#8217;impone nella vita dei singoli e dei popoli in forme estremamente sottili e invasive, senza peraltro rifuggire anche da pressioni e ricatti pressoch\u00e9 espliciti, non ha alcun interesse a lasciare che le persone possiedano una vera cultura, condizione importante per formarsi una capacit\u00e0 di giudizio critico. Al contrario, esso \u00e8 strenuamente impegnato a distruggere cultura e intelligenza e a piegare la volont\u00e0 ai suoi fini, facendo s\u00ec che le persone li scambino per i <em>propri<\/em> fini e per i <em>propri<\/em> bisogni, divenendo cos\u00ec i collaboratori inconsapevoli del proprio indottrinamento e della propria destrutturazione intellettuale e morale.<\/p>\n<p>A tale scopo, il potere incoraggia, promuove e valorizza la diffusione di quel pensiero e di quelle opere &#8212; poetiche, letterarie, teatrali, musicali, artistiche e cinematografiche, ma anche scientifiche e filosofiche &#8212; atte a confermare i dogmi ormai imperanti della cultura materialista (o, il che \u00e8 lo stesso, falsamente spiritualista), meccanicista, relativista, nichilista, atea, massonica, anticristiana, neomaltusiana, eugenetica e migrazionista (in funzione multiculturalista e, sul piano religioso, sincretista). Cos\u00ec facendo esso promuove e diffonde deliberatamente l&#8217;incertezza, lo smarrimento, l&#8217;angoscia, la paura (di tutto, ma specialmente della morte), la disperazione. Tutte queste cose sono le catene grazie alle quali le persone rinunciano ad essere veramente tali, a vivere da uomini liberi, si votano a mille forme di servit\u00f9 volontaria, e soprattutto smarriscono l&#8217;idea che la vita \u00e8 una cosa seria, una cosa importante, una cosa bella, ma non fine a se stessa, bens\u00ec una preparazione alla vita vera &#8212; quella eterna.<\/p>\n<p>Essi sanno, e lo sanno benissimo, che fino a quando vi saranno persone, famiglie e popoli i quali fondano la loro vita sui valori perenni, il loro potere non sar\u00e0 mai completo, n\u00e9 definitivo; mentre ci\u00f2 che essi vogliono creare \u00e8 una situazione senza possibilit\u00e0 di ritorno. Da ci\u00f2 la loro impazienza, l&#8217;accelerazione che negli ultimi tre anni hanno impresso al perseguimento dei loro obiettivi di pi\u00f9 vasta portata. Una fretta che tradisce la loro intima debolezza. Sanno, fra l&#8217;altro, che per distruggere bisogna agire velocemente, mentre la costruzione e la ricostruzione richiedono tempi lunghi, s\u00ec, ma poggiano su basi assai pi\u00f9 solide di chi sa solamente distruggere. Non dobbiamo lasciarci contagiare dalla loro fretta, che ci obbligherebbe ad agire in maniera impulsiva e disordinata: al contrario, dobbiamo conservare la massima lucidit\u00e0 e freddezza e tenere ben presente che nulla \u00e8 perduto, fino a che noi non gettiamo intimamente la spugna, non ci arrendiamo alla corrente che oggi scorre impetuosa (ma che domani potrebbe indebolirsi ed esaurirsi, col ritorno del buon senso e della vera morale) e non ci diamo per vinti, sottomettendoci, magari con l&#8217;illusione di salvare il salvabile e cio\u00e8 con la riserva mentale di riprenderci la nostra libert\u00e0 di pensiero e di azione, quando se ne presenter\u00e0 l&#8217;occasione.<\/p>\n<p>La cultura, dunque.<\/p>\n<p>Partiamo dalla letteratura: perch\u00e9 i libri che la maggior parte della gente legge sono romanzi, o comunque opere letterarie; solo una piccola minoranza predilige libri di argomento scientifico, filosofico, teologico. Bisogna dunque leggere buoni romanzi, frutto del lavoro di buoni autori: ma come riconoscerli nello sterminato esercito delle opere inutili o dannose, scritte da mercenari e da egotisti i quali, pur di ottenere vantaggi personali e di gratificare il proprio io, non esitano a sguazzare nel fango e a trascinare nel fango gl&#8217;incauti lettori, facendo credere loro che esiste solamente il fango e che il cielo azzurro e l&#8217;aria pura sono invenzioni di preti astuti e pie leggende per bambini o per vecchiette?<\/p>\n<p>Un tempo c&#8217;era qualcuno che si poneva il problema: la cultura cattolica segnalava la buona stampa, i buoni film e i buoni programmi televisivi e metteva in guardia contro quelli cattivi. Non mille anni fa: quando noi eravamo bambini, sulla porta d&#8217;ingresso della chiesa erano esposte le indicazioni sulla buona e la cattiva stampa (fumetti compresi), un po&#8217; come oggi, sulla porta delle basiliche visitate dai turisti, ci sono i cartelli per raccomandare a chi entra d&#8217;indossare abiti decenti. Sembra per\u00f2 che siano trascorsi dei millenni: in nome del dialogo, dell&#8217;apertura e del pluralismo, oggi si vedono e si odono fior di sacerdoti e di teologi e perfino vescovi, cardinali e papi, tessere l&#8217;elogio di pessimi scrittori, di pessimi film, di pessimi programmi televisivi, aumentando lo smarrimento e la confusione. Fa parte del grande disegno anche questo: che lo sappiano o no, costoro si sono messi al servizio della Bestia, e ne portano la responsabilit\u00e0 innanzi a Dio. Lasciamo che si godano il loro squallido momento di gloria e si esaltino davanti agli applausi della folla; noi andiamo, con l&#8217;aiuto del Signore, per un&#8217;altra strada.<\/p>\n<p>Scriveva, a ragione, Michel Louis, nell&#8217;ormai lontano 1963, pochi anni prima del diluvio sessantottesco, ma gi\u00e0 nel mezzo di quel preludio alla rivoluzione &#8212; e non solo per i cattolici &#8211; che \u00e8 stato il Concilio Vaticano II, nel volume <em>Il giovane e la letteratura<\/em> (titolo originale: <em>Du pain et des livres<\/em>, Parigi, Fayard; traduzione dal francese di C. M. Di Scipio, Catania, Edizioni Paoline, 1966, pp. 101-106):<\/p>\n<p><em>\u00abPadre nostro che sei nei cieli, restaci!\u00bb, canta il marxista Pr\u00e9vert, in una dichiarazione insieme ortodossa e brutale, il cui carattere aggressivo urterebbe molti degli uomini di cui ci accingiamo a parlare. Eppure definisce abbastanza bene il loro pensiero.<\/em><\/p>\n<p><em>Vi sono alcuni la cui opera non comporta semplicemente la mancanza di presenza divina, ma \u00e8 di tale qualit\u00e0 da far cercare questa presenza e di farci stupire di non incontrarla. Il caso tipico \u00e8, mi sembra, quello di Val\u00e9ry, spirito di un rigore e di una lucidit\u00e0 straordinari, ma la cui rigorosa intelligenza non offre alcuna presa sul reale e sembra esercitarsi solo come un giovo sterile. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nell&#8217;opera minuziosa e crudele di Proust, Dio \u00e8 curiosamene assente, ma non si trovano pi\u00f9 quelle alte muraglie di cristallo che gli impediscono qualsiasi adito. Si direbbe che \u00e8 atteso&#8230; se questo mondo artificiale e votato alla vanit\u00e0 avesse il tempo di occuparsi di lui. \u00c8 presentito, \u00e8 quasi chiamato in quella bella pagina della morte di Bergotte, il celebre scrittore, che termina con questa prudente affermazione: \u00abL&#8217;idea che Bergotte non era morto per sempre non era inverosimile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Giraudoux, lo squisito Giraudoux, ci d\u00e0 un altro esempio di un pensiero totalmente &quot;terreno&quot;.Con prudenza, tuttavia, e una maliziosa riserva. Alla domanda: \u00abPerch\u00e9 non si parla mai di Dio nelle vostre opere?\u00bb risponde cin una piroetta, e passando a Claudel l&#8217;incarico di questa specialit\u00e0. Ma leggiamo &quot;Anfitrione&quot;: non ci sar\u00e0 difficile comprendere, sotto il simbolo appena velato, come \u00e8 restio a qualsiasi idea del soprannaturale: ci basta le terra!<\/em><\/p>\n<p><em>Passiamo a quelli che rifiutano Dio con decisione, in nome di un altro assoluto: per Jean Paul Sartre l&#8217;assoluto della libert\u00e0, per cui l&#8217;uomo \u00abfondamentalmente desidera di essere Dio\u00bb, \u00e8 solo una passione inutile: \u00abTu mi hai creato, Giove, ma non dovevi crearmi libero\u00bb. Se l&#8217;uomo \u00ab\u00e8 la sua libert\u00e0\u00bb non pu\u00f2 esserci Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;assoluto di un destino umano, che si snoda in un contesto di assurdit\u00e0 e pu\u00f2 desiderare solo la giustizia e la libert\u00e0 che si conquista quaggi\u00f9: questo deve bastarci. Si sa come va a finire questa saggezza terra terra: quel romanzo della &quot;Caduta&quot;, in cui l&#8217;uomo, osservandosi lucidamente, si scopre basso e debole, senza speranza di riscatto, con l&#8217;unica consolazione di far scoprire agli altri che gli rassomigliano&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Ed ecco Montherlamt, adoratore della forza e, all&#8217;occasione, ammiratore del cristianesimo: ma per condurci dove, con quel suo splendido linguaggio? Al Nulla, vi dir\u00e0 per bocca del Cardinal di Spagna.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna mettere anche Gide fra questi negatori? Certamente, se lo si giudica dalle sue ultime opere: \u00abDio? Quasi non capisco neanche pi\u00f9 di che si tratta\u00bb. L&#8217;uomo che ha voluto possedere tutto parte con le mani vuote e vede levarsi \u00abil volto terribile della noia\u00bb; lo stesso che aveva conosciuto Cristo abbastanza da vicino per rivolgergli questa angosciata preghiera: \u00abMio Dio, vengo a voi con tutte le mie piaghe che sono diventate ferite; con tutti i miei peccati, dai quali l&#8217;anima mia \u00e8 schiacciata! Tutti i riflessi di voi che sentivo in me si oscurano. \u00c8 tempo che veniate! Come! Son dunque oggi come se non lo avessi mai amato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Vangelo, che conosceva bene, lo aveva avvertito: non si pu\u00f2 servire a due padroni.<\/em><\/p>\n<p><em>Si dovrebbe citare ancora Malraux, il lucido Malraux, che vede, sino all&#8217;evidenza, che volendo uccidere Dio si \u00e8 ucciso l&#8217;uomo, che riconosce la grandezza del cristianesimo, che resta prigioniero del suo orgoglio ribelle:\u00abCerto, c&#8217;\u00e8 una fede pi\u00f9 alta, quella proposta da tutte le croci dei villaggi e da quelle croci che dominano sui nostri morti. \u00c8 amore, e la pace \u00e8 in essa. NON L&#8217;ACCETTER\u00d2 MAI&#8230;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Se vogliamo fare il bilancio della letteratura atea della nostra epoca, arriveremo alle seguenti constatazioni: in questi attacchi, fede in Dio e cristianesimo sono quasi sempre indissolubilmente legati; con la maggior lucidit\u00e0, la fede in Cristo \u00e8 vista come la forma privilegiata della religione.<\/em><\/p>\n<p><em>Non che Cristo sia concepito come nemico: talvolta &#8212; non sempre! &#8212; \u00e8 accettato come un altissimo esempio di umanit\u00e0, cio\u00e8 come un amico (Camus: \u00abHa gridato la sua agonia, ed ecco perch\u00e9 l&#8217;amo, AMICO MIO, che \u00e8 morto senza sapere\u00bb; ma \u00e8 ben inteso che non \u00e8 Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Dio attaccato \u00e8 un personaggio estraneo, frutto d&#8217;una dubbia metafisica: prende il posto dell&#8217;uomo; quel che \u00e8 lui, impedisce che lo sia l&#8217;uomo&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>E ci\u00f2 spiega la violenza con la quale \u00e8 attaccato. Si prenda, ad esempio, il linguaggio di Sartre in &quot;Des Mouches, Le Diable et le Bon Dieu&quot;: si crederebbe mai che si tratta di abbattere un essere&#8230; che non esiste?<\/em><\/p>\n<p><em>E cos\u00ec prende tutto il suo senso, in questi uomini dotati di incontestabile talento, la tragica domanda di Malraux: \u00abChe farsene dell&#8217;anima se non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 Cristo n\u00e9 Dio?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Quando Michel Louis scriveva queste note, la situazione era infinitamente meno grave di oggi; ma era grave anche allora. Sulla scia del P. Blanchet egli individua cinque scrittori francesi capiscuola: P\u00e9guy, Proust, Val\u00e9ry, Claudel, Gide; e parecchi altri che sono quasi alla stessa altezza: Giraudoux, Mauriac, Bernanos, Montherlant, Green, Jammes, Jouhandeau (fra gli stranieri ricorda D&#8217;Annunzio, Papini, Kafka e Rilke). L&#8217;elenco potrebbe continuare con Martin du Gard, Renard, Malraux, Cocteau, Drieu La Rochelle, Maurois, C\u00e9line, Saint John Perse, \u00c9luard, Aragon, Pr\u00e9vert, Simenon, Giono, Bosco &#8212; solo per limitarci alla prima met\u00e0 del Novecento e solo per restare in ambito francese. Gi\u00e0 allora, i cattolici erano una piccola frazione dell&#8217;insieme; alcuni erano per cos\u00ec dire neutrali; altri decisamente anticristiani. Oggi, fra la met\u00e0 del Novecento e i primi due decenni del terzo millennio, il quadro si \u00e8 alquanto incupito: a partire da Sartre e dagli esistenzialisti, fino ai romanzi sporchi di Jean Genet (ancora pi\u00f9 sporchi di quelli di Moravia e Pasolini, il che \u00e8 tutto dire) \u00e8 scemata la presenza di Dio, si \u00e8 volatilizzata la morale, e la stessa qualit\u00e0 artistica delle opere pi\u00f9 recenti lascia quanto mai a desiderare. Un discorso analogo si potrebbe fare per le arti figurative, la musica, il cinema.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;altra cosa importante da considerare.<\/p>\n<p>Non basta dichiararsi <em>sentimentalmente<\/em> cattolici per essere davvero tali: per riuscire d&#8217;aiuto alle intelligenze e alle anime, bisogna essere fedeli interpreti della verit\u00e0. Ci sono troppi scrittori cattolici che hanno spacciato per cattolicesimo i loro vaneggiamenti e le loro elucubrazioni: in Italia, il caso tipico \u00e8 stato quello del modernista e decadentista Antonio Fogazzaro, forse troppo celebrato come scrittore. Altri sono stati di scandalo con la loro vita, che inevitabilmente si riflette nelle loro opere: Fran\u00e7ois Mauriac, Julien Green e Marcel Jouhandeau erano omosessuali dichiarati e impenitenti (come lo erano i non cattolici Cocteau, Desbordes, e prima di tutti ,Proust, bench\u00e9 non dichiarato); L\u00e9on Bloy, come del resto Charles P\u00e9guy, vedeva nel cristianesimo una specie di super-giudaismo; Jacques Maritain (con la moglie Raissa, ebrea convertita) e i loro amici Fumet, marito e moglie, Stanislas e Aniouta Rosenblum (lei pure un&#8217;ebrea russa convertita) erano fautori di un umanesimo integrale, niente affatto cattolico, nonch\u00e9 di un cattolicesimo fortemente venato di filo-semitismo, che sarebbe naturalmente sfociato nell&#8217;infausta <em>Nostra aetate<\/em> di Paolo VI, perch\u00e9 Maritain era fra gli &quot;esperti&quot; invitati al Concilio Vaticano II, il cui parere, bench\u00e9 laici, pesava pi\u00f9 di quello dei padri conciliari (questo tema \u00e8 stato particolarmente indagato e approfondito da don Curzio Nitoglia).<\/p>\n<p>Ora, non \u00e8 che noi pretendiamo da un romanziere che debba essere un vaso di eccelsa verit\u00e0 teologica. Sta di fatto per\u00f2 che se uno scrittore si dice cattolico, e viene riconosciuto ed elogiato come tale dalle massime autorit\u00e0 della Chiesa, i lettori, specie cattolici, si aspettano di trovare nelle sue opere un riflesso, per quanto in chiave letteraria e non teologica, di quelle verit\u00e0 eterne che contraddistinguono la fede cattolica; in altre parole una conferma della fede in cui credono. Se vi trovano invece dei concetti erronei e delle posizioni sbagliate, anche in ambito morale, subiscono un avvelenamento tanto pi\u00f9 grave, in quanto non ne sono affatto consapevoli, e non stanno per nulla in guardia mentre leggono i suoi libri, dando per scontato che siano fedeli alla vera dottrina. Il pericolo \u00e8 questo; ed \u00e8 su questo equivoco che tante idee eretiche e immorali sono penetrate all&#8217;intermo della Chiesa. La strategia del potere \u00e8 stata quella d&#8217;infiltrare gli alti grandi della gerarchia ecclesiastica con dei massoni, e, al livello del popolo cattolico, cio\u00e8 dei laici e della gente comune, far &quot;passare&quot; come cattolici delle idee e degli stili di vita che non sono cattolici, grazie all&#8217;opera di confusione propalata da scrittori nominalmente cattolici i quali &#8212; nel migliore dei casi &#8211; avevano le idee confuse ed erano approdati al cattolicesimo portandosi dietro un fardello non risolto n\u00e9 archiviato di altre esperienze spirituali o religiose.<\/p>\n<p>La situazione odierna &#8212; il degrado dei contenuti della fede e parallelamente della morale, specie della morale sessuale, ma non solo (vedi il caso dell&#8217;aborto) \u00e8 il frutto di quest&#8217;opera tenace, capillare, instancabile di penetrazione di idee e comportamenti anticristiani entro l&#8217;orizzonte mentale e spirituale dei cattolici. <em>Un pensiero non cattolico \u00e8 penetrato all&#8217;interno della Chiesa<\/em>, lamentava Paolo VI, proprio all&#8217;indomani del Concilio. Gi\u00e0. Peccato che lui stesso, soprattutto con la cosiddetta riforma liturgica del 1969 ispirata ai principi della massoneria e in parte del protestantesimo, sia stato il maggior responsabile di una tale deriva. E se ci\u00f2 era vero nel 1965, si pensi cosa \u00e8 oggi, mezzo secolo dopo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in un mondo materialmente, intellettualmente e moralmente inquinato e avvelenato: tutto il mondo moderno lo \u00e8, per sua intrinseca natura e vocazione; n\u00e9 potrebbe essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-26743","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26743","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26743"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26743\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}