{"id":26740,"date":"2009-01-19T10:36:00","date_gmt":"2009-01-19T10:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/19\/un-film-al-giorno-la-leggenda-del-santo-bevitore-di-ermanno-olmi-1988\/"},"modified":"2009-01-19T10:36:00","modified_gmt":"2009-01-19T10:36:00","slug":"un-film-al-giorno-la-leggenda-del-santo-bevitore-di-ermanno-olmi-1988","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/01\/19\/un-film-al-giorno-la-leggenda-del-santo-bevitore-di-ermanno-olmi-1988\/","title":{"rendered":"Un film al giorno: \u00abLa leggenda del santo bevitore\u00bb, di Ermanno Olmi (1988)"},"content":{"rendered":"<p>In questa co-produzione italo-francese del 1988, della durata di oltre due ore (125&#8242;), Ermanno Olmi, a giudizio di alcuni critici, pi\u00f9 che in ogni altro film, compreso \u00abL&#8217;albero degli zoccoli\u00bb girato dieci anni prima, ha raggiunto il vertice del suo itinerario artistico, consegnando al pubblico un film dalla poesia struggente e dal perfetto nitore stilistico.<\/p>\n<p>Il regista bergamasco, allora cinquantasettenne, ha voluto cimentarsi con un testo letterario che pochi conoscevano, se non di nome, in Italia e anche fuori d&#8217;Italia; un testo che trasfigura poeticamente tutte le ansie e il senso di smarrimento che contraddistinsero gli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale, ma che, in realt\u00e0, diviene metafora della condizione dell&#8217;uomo contemporaneo in quanto tale, sradicato e perplesso, ma pur sorretto da un anelito d&#8217;infinito nel suo eterno vagabondare alla ricerca di una meta.<\/p>\n<p>Si tratta del racconto \u00abLa leggenda del santo bevitore\u00bb di Jospeh Roth (1894-1939), ebreo galiziano ed ex ufficiale dell&#8217;esercito austro-ungarico nella prima guerra mondiale, poi giornalista e romanziere e infine, dal 1933, esule dalla Germania nazista &#8211; dove si era stabilito &#8211; in Francia, ove mor\u00ec, alla vigilia del secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p>Questo il giudizio sul film di Olmi de \u00abIl Morandini\u00bb (Bologna, Zanichelli, 1999), che gli attribuisce quattro stelle per la critica e tre per il successo di pubblico:<\/p>\n<p>\u00abRicevuti misteriosamente in prestito 200 franchi, barbone alcolizzato fa molti incontri d&#8217;amore e d&#8217;amicizia finch\u00e9 s&#8217;avvia, in una ventosa mattina, a saldare il debito. A livello stilistico \u00e8 forse il film pi\u00f9 maturo di E. Olmi, certamente il pi\u00f9 raffinato; la sua Parigi, paesaggio dell&#8217;anima, \u00e8 straordinaria. Ha una splendida prima parte, una zona centrale un po&#8217; ripetitiva e prolissa, riprende quota nella conclusione. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, forse, la leggerezza delle sessanta stringate pagine del racconto lungo &quot;Die Legende vom heiligen Trinker&quot; (1939) di Joseph Roth, ma, dopo averlo visto, nessuno lo legger\u00e0 o rilegger\u00e0 come prima. Olmi ci aiuta a capirlo meglio, a penetrarlo in profondit\u00e0. L&#8217;interpretazione dell&#8217;olandese Hauer \u00e8 una delle sue carte vincenti. Leone d&#8217;oro a Venezia.\u00bb<\/p>\n<p>Da parte sua, Pino Farinotti, in \u00abDizionario di tutti i film\u00bb (Milano, Arnoldo Mondadori editore, 1999), che gli attribuisce una valutazione di tre stelle, cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p>\u00abDal romanzo di Joesph Roth. Il primo film di Ermanno Olmi su soggetto altrui. Riuscito benissimo, peraltro (la cosa migliore del regista bergamasco dall&#8217;epoca de &quot;L&#8217;albero degli zoccoli&quot;). Protagonista \u00e8 un alcolizzato ex minatore che vive come un barbone a Parigi. Un giorno \u00e8 toccato dalla Grazia (un misterioso signore l&#8217;aiuta a pi\u00f9 riprese). Lo sventurato Andreas muore felice in chiesa davanti all&#8217;immagine di Santa Teresa di Lisieux\u00bb.<\/p>\n<p>Di fatto, in questo film riuscitissimo che si colloca fra le cose migliori del cinema italiano contemporaneo, Ermanno Olmi, il poeta della campagna, ha dimostrato di saper essere anche un autentico poeta della grande citt\u00e0: perch\u00e9 Parigi, colta dalla sua macchina da presa negli angolini remoti e quasi campestri di Montmartre, ci si mostra come doveva apparire ai primi del secolo ad artisti quali Amedeo Modigliani, Maurice Utrillo o lo stesso Joseph Roth.<\/p>\n<p>Appunto, Joseph Roth, che a Parigi concluse la sua malinconica parabola esistenziale, con in cuore l&#8217;ardente nostalgia per quei villaggi galiziani ove era nato e vissuto, per quel mondo asburgico e mitteleuropeo che la bufera della prima guerra mondiale aveva spazzato via per sempre.<\/p>\n<p>\u00abLa leggenda del santo bevitore\u00bb, pubblicata postuma nel 1939, si pu\u00f2 senz&#8217;altro considerare come il suo testamento spirituale.<\/p>\n<p>\u00c8 un piccolo gioiello (poche decine di pagine), scritta al mattino, nei momenti di lucidit\u00e0, in una Parigi che gi\u00e0 respirava i venti di bufera della seconda guerra mondiale; alla sera, Joseph Roth era troppo ubriaco per scrivere. Si ubriacava con costanza e quasi con metodo, per sfogare nel bicchiere la sua disperazione di esule ebreo galiziano, che vedeva scomparire tutto un mondo, il suo mondo, e non riusciva a scorgere i segni dell&#8217;alba di un nuovo giorno.<\/p>\n<p>L&#8217;attore Rutger Hauer, sotto la direzione di Olmi, risulta straordinariamente efficace nei panni del protagonista, il \u00abclochard\u00bb Andreas Kartak, ex minatore, anch&#8217;egli profugo dalla Galizia orientale e arenatosi in una Parigi sospesa nell&#8217;occhio del ciclone, dopo la prima terribile bufera &#8211; quella del 1914-18 &#8211; e in attesa della seconda, che sarebbe stata ancor pi\u00f9 devastante.<\/p>\n<p>Una notte, sotto i ponti della Senna &#8211; in uno squarcio che ricorda certe atmosfere fluviali alla Simenon &#8211; uno sconosciuto si presenta ad Andreas e gli offre una cospicua somma di denaro, quale egli non ha mai visto in vita sua: duecento franchi. Il \u00abclochard\u00bb &#8211; che, a suo modo, \u00e8 un uomo d&#8217;onore &#8211; sa che non potr\u00e0 restituirli e pertanto, sulle prime, si schermisce. Ma lo sconosciuto insiste e gli dice che, quando potr\u00e0, restituir\u00e0 il denaro alla \u00abpiccola santa Teresa\u00bb, nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Dopo di che, si allontana.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con quei duecento marchi in tasca che gli spalancano davanti seducenti prospettive, alle quali non osava pi\u00f9 neanche sperare, Andreas comincia l&#8217;ultima e pi\u00f9 emozionante fase della sua vita di sradicato e di vagabondo. Il denaro gli scorre via dalle mani in bevute, donne di facili costumi e vecchi amici sbucati fuori come per caso; ma sempre, in fondo all&#8217;animo, egli custodisce il debito d&#8217;onore e si propone di saldarlo, recandosi nella chiesa indicatagli dallo sconosciuto, presso l&#8217;altare della piccola santa.<\/p>\n<p>Eppure &#8211; com&#8217;\u00e8, come non \u00e8 &#8211; ogni qualvolta si propone di mantenere la promessa e si avvia in quella direzione, qualche evento casuale sembra distogliere i suoi passi e obbligarlo a rimandare l&#8217;adempimento del suo impegno. \u00c8 come se la sua volont\u00e0 volesse e il suo inconscio non volesse; Petrarca avrebbe parlato di accidia, di fiacchezza del senso morale; Roth, che non \u00e8 un prosatore altrettanto raffinato di Petrarca, ma di certo \u00e8 pi\u00f9 umano, non tenta di fornire spiegazioni morali o psicologiche e si limita a presentarci i commoventi andirivieni di Andreas nei suoi ultimi giorni di vita (il suo cuore stanco \u00e8 ormai condannato), rischiarati da una luce di speranza che da tempo, per lui, si era spenta, ma anche pungolati da una coscienza del dovere che, in lui, non si era mai offuscata del tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 stato detto che il film di Olmi \u00e8 riuscito solo in parte a causa della eccessiva dilatazione dei tempi, per adeguare un racconto di cinquanta paginette a un lungometraggio di due ore e passa; ma ci sembra che l&#8217;osservazione sia molto superficiale. I tempi lunghi del film non dipendono dalla modesta estensione del soggetto originale, ma da una precisa scelta stilistica del regista, che diviene anche scelta di contenuto. Il suo scopo non \u00e8 mai stato quello di costruire un&#8217;azione scenica nel vero senso della parola, bens\u00ec quello di immergere lo spettatore nell&#8217;aura quasi fiabesca di un apologo del XX secolo che ha la grazia e la leggerezza impalpabile di una leggenda antica.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 le atmosfere rarefatte, la dilatazione dei ritmi, la tecnica delle inquadrature, la sobriet\u00e0 dei dialoghi, l&#8217;insistenza dei primi piani: linguaggio filmico che concorre a una sintassi altamente poetica, pervasa da una dolcezza arcana e da una struggente malinconia.<\/p>\n<p>Andreas, metafora dell&#8217;uomo contemporaneo senza pi\u00f9 casa, n\u00e9 affetti, n\u00e9 certezze, n\u00e9 speranze, \u00e8 un antieroe convincente ed estremamente umano nelle sue debolezze, cos\u00ec come nel suo inaspettato, ammirevole senso del dovere: infinitamente pi\u00f9 umano e infinitamente pi\u00f9 convincente di tutti gli artefatti e intellettualistici antieroi di Joyce, Svevo, Pirandello, Musil e Virginia Woolf messi insieme. Egli possiede, infatti, la stupita semplicit\u00e0 di un San Francesco dei nostri giorni e l&#8217;umile consapevolezza di un moderno penitente.<\/p>\n<p>Il suo candore rende pulite anche le situazioni pi\u00f9 prosaiche, stende un velo di delicatezza anche sui fuggevoli amori con le prostitute: \u00e8 un piccolo grande uomo che, mano a mano che si immerge nei piaceri della vita, recupera una sua purezza originaria che lo restituisce, finalmente pacificato, a se stesso, pronto per affrontare l&#8217;ultimo viaggio.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare l&#8217;ultimo capitolo del racconto, affinch\u00e9 il lettore possa farsi un&#8217;idea pi\u00f9 adeguata di come Ermanno Olmi abbia saputo felicemente interpretare questo testo letterario apparentemente \u00abminore\u00bb, con un intuito poetico che gli ha consentito di rendere tutto il delicato profumo di questo piccolo capolavoro che pochi avevano letto, prima dell&#8217;uscita del film (da: Joseph Roth, \u00abLa leggenda del santo bevitore\u00bb; titolo originale: \u00abDie Legende vom heiligen Trinker\u00bb, Amsterdam, 1939; traduzione italiana di Chiara Colli Staude, Milano, Adelphi Edizioni, 1975, 2008, pp. 64-69):<\/p>\n<p>\u00abIl Tari-Bari era pieno di gente, perch\u00e9 molti, che non avevano un tetto, , ci dormivano di giorno e di notte, di giorno dietro il banco e di notte sdraiati sui sedili imbottiti. Andreas si alz\u00f2 prestissimo la domenica, non tanto per la paura d perdere la messa, quanto perch\u00e9 temeva che il padrone gli avrebbe chiesto di pagare le bevande, il vitto e l&#8217;alloggio di tutti quei giorni.<\/p>\n<p>ma si sbagliava: il padrone si era gi\u00e0 alzato molto prima di lui. Il padrone lo conosceva da tempo e sapeva che Andreas tendeva a cogliere ogni occasione per evitare di pagare. Cosicch\u00e9 il nostro amico fu obbligato a pagare lautamente pasti e bevande, da marted\u00ec a domenica, e anche molto di pi\u00f9 di quanto avesse in realt\u00e0 bevuto e mangiato. Perch\u00e9 il padrone del Tari-Bari sapeva distinguere quali dei suoi clienti erano bravi a far di conto e quali no. E il nostro Andreas apparteneva a quelli che non erano bravi, come succede a molti bevitori. Andreas sbors\u00f2 quindi gran parte del denaro che aveva con s\u00e9, e ci\u00f2 nonostante si avvi\u00f2 verso la cappella di Santa Maria di Batignolles. Ma sapeva bene di non aver pi\u00f9 abbastanza soldi per restituire tutta la somma alla santa Teresa. E pensava pure al suo amico Woitech, con cui aveva l&#8217;appuntamento, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di quanto pensava alla sua piccola creditrice.<\/p>\n<p>Cos\u00ec arriv\u00f2 davanti alla cappella e purtroppo, di nuovo, la messa delle dieci era finita, e ancora una volta gli veniva incontro il fiume della gente, e quando, per abitudine, prese la via del bistr\u00f2, si sent\u00ec chiamare da dietro, e di colpo avvert\u00ec una mano robusta sulla sua spalla. Voltandosi vide che era un poliziotto. Il nostro Andreas , che, noi, sappiamo, come molta gente della sua specie non possedeva documenti, si spavent\u00f2 e gi\u00e0 si toccava in tasca, solo per dare l&#8217;impressione di avere qualche documento valido. Ma il poliziotto disse: &quot;So gi\u00e0 che cosa sta cercando. \u00c8 il suo portafoglio, che ha appena perduto. \u00c8 inutile che lo cerchi in tasca, eccolo qua! E questo succede &#8211; aggiunse scherzoso &#8211; se la domenica, gi\u00e0 di prima mattina, si sono bevuti tanti aperitivi!,,,&quot;.<\/p>\n<p>Andreas afferr\u00f2 il portafoglio, ebbe a malapena la calma necessaria per sollevare un po&#8217; il cappello e se and\u00f2 difilato nel bistr\u00f2 di fronte.<\/p>\n<p>L\u00e0 c&#8217;era gi\u00e0 Woitech, e non lo riconobbe ala prima occhiata ma solo dopo un momento. In compenso il saluto del nostro Andreas fu tanto pi\u00f9 affettuoso. E non la finivano pi\u00f9 di invitarsi l&#8217;un l&#8217;altro a prender posto: Woitech, gentile come lo \u00e8 la maggior parte delle persone, si alz\u00f2 dal sedile imbottito per offrire ad Andreas il posto d&#8217;onore e, vacillante com&#8217;era, fece il giro del tavolo, gli si sedete di fronte su una sedia e si mise a dire tante gentilezze. Bevvero soltanto &quot;pernod&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Mi \u00e8 di nuovo successo un fatto straordinario &#8211; disse Andreas. &#8211; Mentre sto per venire qui al nostro appuntamento, un poliziotto mi mete la mano sulla spalla e mi dice: Ha perduto il suo portafoglio. E me ne d\u00e0 uno che non \u00e8 affatto mio, io me lo metto in tasca, e adesso voglio vedere di che cosa si tratta&quot;. E con ci\u00f2 tira fuori il portafoglio e guarda, ci sono dentro alcune carte che non lo interessano per nulla, e trova anche del denaro, conta i biglietti: sono esattamente duecento franchi. A questo punto Andreas esclama: &quot;Vedi! \u00c8 un segno di Dio. Ora attraverso la piazza e pago finalmente il mio debito!&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ma hai ancora tempo per farlo fino a che termina la messa &#8211; replic\u00f2 Woitech. &#8211; Che bisogno hai della messa? Tanto durante la messa non puoi restituire il denaro. Dopo andrai in sagrestia, e nel frattempo beviamo!&quot;.<\/p>\n<p>&quot;S\u00ec certo, come vuoi!&quot;, disse Andreas.<\/p>\n<p>In quel momento si apr\u00ec la porta e, mentre avvertiva un terribile dolore al cuore e una gran debolezza l capo, Andreas vice che era entrata una ragazzina e che si sedeva proprio di fronte a lui, sul sedile imbottito. Era giovanissima, giovane come gli pareva non fosse mai stata nessuna ragazza veduta prima, ed era completamente vestita di colore blu cielo. Era blu come lo pu\u00f2 essere solo il cielo in certi giorni, e soltanto in quelli benedetti.<\/p>\n<p>Andreas si avvicin\u00f2 barcollando, s&#8217;inchin\u00f2 alla bambina e le disse: &quot;Che cosa fa qui?&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Aspetto i miei genitori che escono ora dalla messa; vengono a prendermi qui. E questo succede ogni quattro domeniche &#8211; lei disse -, ed era tutta intimidita dall&#8217;uomo anziano che le si era rivolto cos\u00ec d&#8217;improvviso. Aveva un po&#8217; paura di lui.<\/p>\n<p>Andreas le chiese: &quot;Come si chiama?&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Teresa&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Ah! &#8211; esclam\u00f2 Andreas &#8211; ma questo \u00e8 bellissimo! Non avrei mai pensato che una cos\u00ec grande, cos\u00ec piccola santa, una cos\u00ec grande e cos\u00ec piccola creditrice mi concedesse l&#8217;onore di venirmi a cercare, dopo che io ho tardato tanto ad andare da lei&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Non capisco le sue parole&quot;, disse la piccola signorina un po&#8217; confusa.<\/p>\n<p>&quot;\u00c8 solo la sua delicatezza &#8211; replic\u00f2 alla Andreas. &#8211; \u00c8 solo la sua delicatezza, ma la so apprezzare. Da tanto tempo io le devo duecento franchi, e non mi \u00e8 pi\u00f9 riuscito di restituirglieli, signorina santa!&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Lei non mi deve affatto dei soldi, ma io ne ho un po&#8217; nel borsellino, li prenda e vada via, che stanno per arrivare i miei genitori&quot;.<\/p>\n<p>E con ci\u00f2 tolse dal suo borsellino cento franchi e glieli porse.<\/p>\n<p>Tutta la scena Woitech la vide nello specchio, e si alz\u00f2 barcollando dalla sua sedia, ordin\u00f2 due &quot;pernod&quot;, e voleva subito trascinare al banco il nostro Andreas perch\u00e9 bevesse con lui. Ma appena Andreas fa per avvicinarsi al banco, cade a terra di schianto e tutti nel bistr\u00f2 si spaventano, anche Woitech. Ma pi\u00f9 di tutti la ragazza di nome Teresa. E poich\u00e9 l\u00ec vicino non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 un medico, n\u00e9 una farmacia, i camerieri lo trascinano nella cappella, anzi nella sagrestia, dato che i preti sano ben qualcosa del morire e della morte, come, dopotutto, credevano gli stessi miscredenti camerieri; e la signorina di nome Teresa non pu\u00f2 fare a meno di andare con loro.<\/p>\n<p>Il nostro povero Andreas viene portato dunque nella sagrestia, e purtroppo non riesce pi\u00f9 a parlare, fa solo un gesto come per toccarsi nella tasca sinistra interna della giacca, dove \u00e8 il denaro che deve alla piccola creditrice, e dice: &quot;Signorina Teresa!&quot;, d\u00e0 il suo ultimo sospiro e muore.<\/p>\n<p>Conceda Dio a tutti noi, a noi bevitori, una morte cos\u00ec lieve e bella!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa co-produzione italo-francese del 1988, della durata di oltre due ore (125&#8242;), Ermanno Olmi, a giudizio di alcuni critici, pi\u00f9 che in ogni altro film,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[14,26],"tags":[227,248],"class_list":["post-26740","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-un-film-al-giorno","category-cinema","tag-prima-guerra-mondiale","tag-seconda-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-cinema.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26740"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26740\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30143"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}