{"id":26738,"date":"2015-07-29T12:24:00","date_gmt":"2015-07-29T12:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/la-legge-naturale-e-inscritta-nella-coscienza-perche-possa-distinguere-il-bene-dal-male\/"},"modified":"2015-07-29T12:24:00","modified_gmt":"2015-07-29T12:24:00","slug":"la-legge-naturale-e-inscritta-nella-coscienza-perche-possa-distinguere-il-bene-dal-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/29\/la-legge-naturale-e-inscritta-nella-coscienza-perche-possa-distinguere-il-bene-dal-male\/","title":{"rendered":"La legge naturale \u00e8 inscritta nella coscienza perch\u00e9 possa distinguere il bene dal male"},"content":{"rendered":"<p>La cultura del relativismo, oggi non solo dominante, ma che pretende di essere, lei sola, quella politicamente corretta, parte da una autentica fobia nei confronti dell&#8217;idea della verit\u00e0: pretende che la verit\u00e0 non esista, e che anche solo il volerne parlare rappresenti un atto di autentica arroganza intellettuale, meritevole delle pi\u00f9 aspre ripulse e della censura pi\u00f9 radicale.<\/p>\n<p>Sarebbe assai lungo esaminare tutti i rivoli e i torrenti che, scorrendo sempre pi\u00f9 torbidi e limacciosi, hanno creato quest&#8217;ampio fiume, quasi un mare, il mare opaco del relativismo e del soggettivismo estremi, dove \u00e8 vero tutto e il contrario di tutto, dove non si ammette altra verit\u00e0 che quella del momento, e dove la molteplicit\u00e0 dei punti di vista e la frammentazione dell&#8217;io hanno portato alla confusione pi\u00f9 completa circa il fatto conoscitivo, e all&#8217;agnosticismo pi\u00f9 spinto quanto all&#8217;esistenza di un mondo oggettivo &#8212; il mondo dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Da Kant e da Hegel in poi, in particolare, si d\u00e0 quasi per scontato che il reale sia quello che appare, quello che sembra, quello che si manifesta; che un reale &quot;in s\u00e9&quot; non esista affatto, o che, se pure esistesse, sarebbe impossibile raggiungerlo, o anche solo averne cognizione; che il bello e il brutto, il vero e il falso, il giusto e l&#8217;ingiusto non siano altro che pregiudizi, convenzioni, formule interessate prive di effettiva sostanza ontologica; e insomma che la ricerca della verit\u00e0 equivalga a quello che ciascuno crede, che a ciascuno sembra, cos\u00ec come lo crede e cos\u00ec come gli sembra che sia (\u00abas you like it\u00bb: fate un po&#8217; come vi piace).<\/p>\n<p>La vecchia formula tomista, secondo la quale la verit\u00e0 non \u00e8 che l&#8217;accordo fra la cosa e il giudizio, \u00e8 stata messa in soffitta, fra la polvere delle cose inutili e sorpassate: non ha forse Kant dimostrato, una volta per tutte, che la cosa in se stessa \u00e8 al di l\u00e0 della nostra portata? Non ha forse dimostrato, con la massima chiarezza ed evidenza, che tutto quel che possiamo fare \u00e8 cercar di conoscere i fenomeni, e non le cose in quanto tali? Ed Hegel, il gran Coribante (come giustamente lo chiamava Schopenhauer), non si \u00e8 dato un gran daffare per convincerci che tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale, e pertanto che non serve cercare la verit\u00e0, perch\u00e9 essa \u00e8 comunque conforme a ragione, manifestazione dello Spirito Assoluto, e, in quanto tale, auto-evidente? La filosofia, allora, cessa di essere quel che era sempre stata finora, ricerca dell&#8217;essere, per diventare una cosa del tutto nuova: una &quot;ideosofia&quot;, ossia una ricerca dell&#8217;idea e non dell&#8217;essere: la verit\u00e0 non concerne pi\u00f9 l&#8217;essere, ma solo l&#8217;idea che dell&#8217;essere ci siamo fatta. Sembrerebbe, di primo acchito, che ci\u00f2 implichi un passo indietro, una forma di umilt\u00e0 conoscitiva, di modestia intellettuale; niente di pi\u00f9 falso, di pi\u00f9 lontano dal vero (se ci \u00e8 lecito adoperare ancora questa vecchia e decrepita terminologia, che, orribile a dirsi, sa di metafisica). \u00c8, tutto al contrario, la forma pi\u00f9 estrema di presunzione e quasi un delirio d&#8217;onnipotenza: se tutto quel che serve \u00e8 conoscere l&#8217;idea, allora io posso anche fare della mia idea l&#8217;idea suprema, l&#8217;idea universale, e pretendere che tutti gli altri si prostrino davanti ad essa; inoltre, io divengo il solo esegeta, il solo interprete autorizzato dell&#8217;Idea (divenuta, mediante qualche abile gioco di prestigio da illusionista di professione, &quot;Idea&quot; con la iniziale maiuscola), io solo sar\u00f2 in grado di spiegare cosa significhi, come funzioni, e perfino i suoi piccoli trucchi (l&#8217;astuzia della Ragione!): precisamente quello che fa Hegel, il grande Coribante, il re di tutti gli ideosofi, senza pudore e senza senso del ridicolo.<\/p>\n<p>Resta una piccola questione: se tutto \u00e8 Idea, che ne sar\u00e0 dell&#8217;idea del bene e del male? Evidentemente, il bene e il male hanno un senso se vengono posti non da un&#8217;idea (perch\u00e9 un&#8217;idea non pu\u00f2 sorreggere un&#8217;altra idea, a meno di voler innescare un processo di regressione all&#8217;infinito), ma dall&#8217;essere; per\u00f2 se l&#8217;essere scompare nelle nebbie del relativismo, e il pensiero prende il suo posto, quale pensiero sar\u00e0 autorizzato a pensare la distinzione del bene e del male? Il mio, il tuo, il suo: quale? Oppure quello di Dio? Ma Dio non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 Dio \u00e8 la Verit\u00e0; e non una verit\u00e0 qualsiasi, ma la verit\u00e0 dell&#8217;Essere (questo, s\u00ec, con l&#8217;iniziale maiuscola): mentre, per gli ideosofi e per tutti i loro numerosi figlioli e nipotini &#8212; i marxisti per primi, non importa quanto attardati, patetici e tormentati dalla cattiva coscienza: li riconosci dal vizio, anche se hanno perso il pelo &#8212; la sola verit\u00e0 che conti \u00e8 quella dell&#8217;Idea: la verit\u00e0 dello Spirito, o quella della Classe, o quella del Conscio e dell&#8217;Inconscio, oppure, ancora, quella della Patria, fatta di sangue e suolo; o magari, perch\u00e9 no, quella del Progresso, della Tecnica, dell&#8217;Economia, del Profitto (tradotta nel linguaggio di Ezra Pound: dell&#8217;Usura).<\/p>\n<p>Diceva San Giovanni Crisostomo, che fu il secondo patriarca di Costantinopoli e uno dei massimi teologi cristiani vissuti fra IV e V secolo (da: G. Crisostomo, \u00abOmelie al popolo antiocheno (Delle statue)\u00bb, a cura di Carmelo Conti Guglia, Roma, 1958, pp. 290-293):<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] Dio, plasmando l&#8217;uomo nella creazione, gli infuse la legge naturale.<\/p>\n<p>In che senso gli infuse la legge naturale? Plasm\u00f2 la coscienza e la volle autodidatta nella conoscenza del bene e di ci\u00f2 che non \u00e8 bene. Non abbiamo bisogno di imparare che la fornicazione \u00e8 un male, e la continenza \u00e8 un ben: lo sappiamo da noi fin dal principio.<\/p>\n<p>Per farti vedere che lo sappiamo fin dal principio, il legislatore, quando alla fine ci diede la legge disse: &quot;Non ammazzare&quot;, e non soggiunse: &quot;L&#8217;omicidio \u00e8 un male&quot;, ma semplicemente: &quot;Non ammazzare&quot;. Proib\u00ec l&#8217;omicidio, non lo spieg\u00f2. Come mai dicendoci &quot;Non ammazzare&quot; non aggiunse &quot;perch\u00e9 l&#8217;omicidio \u00e8 male&quot;? Perch\u00e9 la coscienza gi\u00e0 prima ci aveva insegnato ci\u00f2. Dio ci ha parlato come a persone gi\u00e0 dotte e bene informate. Quando invece parla di altri precetti la cui conoscenza non ci \u00e8 data dalla coscienza, non si contenta di condannare ma aggiunge anche il motivo.<\/p>../../../../n_3Cp>Dando la legge del sabato disse (Es., 20, 10): &quot;E il settimo giorno non farai opera alcuna&quot; aggiunse anche il motivo del riposo. Quale? Eccolo: &quot;Perch\u00e9 nel settimo giorno si ripos\u00f2 il signore da tutte le opere sue che aveva cominciato a fare&quot; ed ancora (Deut., 24, 18): &quot;Perch\u00e9 fosti schiavo in terra d&#8217;Egitto&quot;.<\/p>\n<p>Come mai, dimmi, per la legge del sabato aggiunse il motivo, per l&#8217;omicidio nulla di tutto questo? Perch\u00e9 quel precetto non \u00e8 di quelli primordiali, dettati esattamente dalla coscienza, ma \u00e8 particolare e temporaneo, tanto che fu poi abrogato. Necessari invece ed essenziali alla nostra vita sono: Non ammazzare, non fornicare, non rubare&quot;, perci\u00f2 non ne d\u00e0 il motivo n\u00e9 la spiegazione e si contenta della sola proibizione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Cercher\u00f2 di dimostrarvi che l&#8217;uomo \u00e8 autodidatta riguardo alla scienza della virt\u00f9 non solo cos\u00ec ma anche in un altro modo.<\/p>\n<p>Pecc\u00f2 Adamo il suo primo peccato e dopo e dopo il peccato immediatamente si nascose. Se non sapeva di aver fatto male perch\u00e9 si nascose? Non v&#8217;era ancora la Scrittura, non la Legge, non Mos\u00e8; come mai conobbe il peccato e si nascose? Non solo si nascose ma richiamato cerc\u00f2 di gettare su un altro la colpa, dicendo (Gen. 3, 12): &quot;La donna che mi hai dato, essa mi ha dato del frutto e l&#8217;ho mangiato&quot;, e questa, a sua vilta, rigett\u00f2 su di un altro, sul serpente, l&#8217;accusa. Tu intanto osserva la sapienza di Dio. Quando Adamo disse (Gen. 3, 10): &quot;Ho udito la tua voce ed ho temuto perch\u00e9 ero nudo e i sono nascosto&quot;, Dio non gli rinfacci\u00f2 immediatamente il fatto n\u00e9 disse: &quot;Perch\u00e9 hai mangiato il frutto?&quot;. Ma invece: &quot;Chi ti ha mostrato che eri nudo?&quot;, se non il fatto che hai mangiato del frutto, del quale solo ti avevo comandato di non mangiarne?&quot;<\/p>\n<p>N\u00e9 tacque n\u00e9 l&#8217;accus\u00f2 apertamente. Non tacque del tutto per richiamarlo alla confessione del proprio peccato; non l&#8217;accus\u00f2 apertamente, perch\u00e9 non tutto fosse opera sua e l&#8217;altro non rimanesse privo del perdono a noi derivato dalla confessione del peccato.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non disse chiaramente la causa della sua nudit\u00e0 ma condusse il discorso per via di domande lasciando all&#8217;altro di procedere alla confessione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Lo stesso si pu\u00f2 notare nell&#8217;episodio di Caino e Abele. Prima offrivano a Dio le primizie delle loro fatiche. Possiamo cos\u00ec dimostrare non solo dal peccato ma anche dalla virt\u00f9 che l&#8217;uomo \u00e8 dotato della conoscenza di ambedue. Adamo ha dimostrato che l&#8217;uomo sapeva esser male il peccato, Abele dimostra che conosceva esser bene la virt\u00f9. Da nessuno l&#8217;aveva imparato, non aveva ascoltato la legge delle primizie, ma offriva quel sacrificio da se stesso per il solo dettame della coscienza.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non parlo dei discendenti ma restringo il mio ragionamento intorno ai primi uomini quando non c&#8217;era la Scrittura, non la Legge, non i profeti n\u00e9 i maestri ma il solo Adamo con i suoi figli, affinch\u00e9 tu veda che nella stessa natura era riposta la conoscenza del bene e di ci\u00f2 che bene non \u00e8.<\/p>\n<p>Come mai Abele sapeva che era bene fare offerte e onorare Dio e ringraziarlo in tutto?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque &#8212; si obietter\u00e0 &#8212; non faceva offerte anche Caino? Le faceva s\u00ec, anche lui, ma non allo stesso modo.<\/p>\n<p>Anche questo ci manifesta che c&#8217;\u00e8 un dettame della coscienza; poich\u00e9 aveva invidia dell&#8217;onore di Abele e gli meditava la morte, nascose la sua intenzione di tradimento e che disse? (Gen. 4, 8): &quot;Vieni, andiamo nel campo. Altro \u00e8 l&#8217;apparenza: ipocrita bont\u00e0, altro \u00e8 il pensiero: intenzione fratricida. Se non capiva che l&#8217;intenzione era cattiva perch\u00e9 la nascondeva? E dopo compiuto il delitto, interrogato da Dio: &quot;Dove \u00e8 Abele tuo fratello?, rispose: &quot;Non lo so. Sono forse custode di mio fratello io?&quot;. Perch\u00e9 lo nega? Certo perch\u00e9 era ben cosciente della cosa.<\/p>\n<p>Come il padre suo si era nascosto, cos\u00ec costui nega e dopo la condanna dice (Gen. 4, 13): &quot;\u00c8 troppo grave la mia colpa perch\u00e9 mi sia perdonata.&quot;\u00bb<\/p>\n<p>Dunque: la legge naturale esiste; ci \u00e8 stata data &quot;ab origine&quot;, fin dall&#8217;atto della nostra venuta al mondo; tutti ne possiedono una qualche nozione, o meglio, tutti ne avvertono la presenza, tutti sentono di non poterla ignorare: tanto \u00e8 vero che, se si accingono a calpestarla, vanno in cerca di giustificazioni.<\/p>\n<p>Se la distinzione del bene e del male fosse puramente convenzionale, se fosse del tutto artificiale ed estrinseca, perch\u00e9 allora gli uomini, allorch\u00e9 stanno per fare il male, o dopo che lo hanno fatto, si premurano di giustificarsi presso gli altri e presso se stessi; perch\u00e9 dicono di non aver potuto fare altrimenti, perch\u00e9 sostengono di aver fatto ricorso a una qualche forma di legittima difesa? Perfino i torturatori, perfino i sadici, affermano di aver dovuto agire cos\u00ec come hanno agito, per cause di forza maggiore: per evitare qualche sciagura, o per sfogare un impulso irresistibile, di cui non sono responsabili. Ma lo sono, invece. Solo che non vogliono ammetterlo, perch\u00e9, se lo facessero, dovrebbero assumersi la responsabilit\u00e0 del loro agire. Lo sapeva gi\u00e0 Fedro: perch\u00e9, altrimenti, il lupo, nell&#8217;atto di piombare sull&#8217;agnello e divorarlo, si \u00e8 sentito in dovere di attribuirgli la colpa di quel che stava per accadere, o, non potendo, di attribuirla ai suoi genitori?<\/p>\n<p>Stiamo bene attenti: qualcuno sta giocando col fuoco. Predicare l&#8217;inesistenza del vero, o la sua irraggiungibilit\u00e0, significa scherzare col fuoco e preparare l&#8217;avvento d&#8217;un mondo orribile, pieno di lupi bramosi di piombare sugli agnelli indifesi, per sgozzarli e divorarli. Una cosa \u00e8 sostenere che la ricerca della verit\u00e0 \u00e8 cosa ardua, specialmente se non illuminata dal principio superiore, cio\u00e8 dall&#8217;Essere; e un&#8217;altra cosa, ben diversa, \u00e8 negare che vi sia la Verit\u00e0, ma che esistano solo tante piccole, conflittuali verit\u00e0 relative. I sofisti che predicano simili dottrine stanno accendendo le braci d&#8217;un incendio che rischia di divorare ogni possibilit\u00e0 di civile convivenza fra gli uomini. I pazzi fanatici che distruggono (oltre alle vite altrui) le statue antiche di millenni, i templi, le tracce del passato, sono convinti che la verit\u00e0 non risieda nell&#8217;essere, ma nell&#8217;idea: ovviamente, nella loro idea, ad esclusione di tutte le altre. \u00c8 questo il futuro che vogliamo?<\/p>\n<p>Eppure, fino a qui ci siamo adoperati per presentare la mancanza di verit\u00e0 non come una carenza da colmare e di cui vergognarsi almeno un poco, ma come una ricchezza da esibire con orgoglio, come una evoluta e intelligente strategia per combattere l&#8217;intolleranza; e abbiamo imbellettato questa impotenza, questa miseria, queste fumisterie da sofisti, con i nomi altisonanti del pluralismo, del multiculturalismo, dell&#8217;apertura mondialista. Abbiamo scambiato la confusione di Babele per una forma di dialogo, la migliore, la pi\u00f9 proficua e moderna: a tal punto \u00e8 giunto il nostro accecamento. E adesso, signori? Pensate davvero, su questo caos fumante, di poter edificare un mondo nuovo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura del relativismo, oggi non solo dominante, ma che pretende di essere, lei sola, quella politicamente corretta, parte da una autentica fobia nei confronti dell&#8217;idea<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,153,173],"class_list":["post-26738","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26738","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26738"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26738\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26738"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26738"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26738"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}