{"id":26736,"date":"2011-04-26T07:11:00","date_gmt":"2011-04-26T07:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/26\/il-leghismo-spiegato-agli-altri-italiani\/"},"modified":"2011-04-26T07:11:00","modified_gmt":"2011-04-26T07:11:00","slug":"il-leghismo-spiegato-agli-altri-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/26\/il-leghismo-spiegato-agli-altri-italiani\/","title":{"rendered":"Il leghismo spiegato agli altri Italiani"},"content":{"rendered":"<p>Da quando, all&#8217;inizio degli anni Novanta del secolo scorso, la Lega Nord \u00e8 entrata prepotentemente alla ribalta della politica italiana, il peso da essa esercitato nelle vicende nazionali \u00e8 andato sempre pi\u00f9 crescendo, ma senza che, a nostro avviso, il fenomeno venisse correttamente inteso e rappresentato agli Italiani delle altre regioni e specialmente a quelli del Centro-Sud.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un corto circuito dell&#8217;informazione, ma, prima ancora, della comprensione del fenomeno, per cui si sente dire di tutto in proposito, e anche il contrario di tutto, pi\u00f9 sulla base di percezioni epidermiche o di pregiudizi ideologici, che su quella dei fatti.<\/p>\n<p>A Sud degli Appennini, la parola &quot;Lega&quot; evoca una realt\u00e0 enigmatica, incomprensibile, rispetto alla quale le reazioni sono generalmente di tipo emotivo; per un significativo paradosso, tanto i nemici della Lega quanto i suoi sostenitori sembrano alleati nel fare di tutto perch\u00e9 il cittadino medio, spassionato e pragmatico, non riesca a farsi un&#8217;idea realistica del fenomeno, delle sue origini, delle sue implicazioni.<\/p>\n<p>E questo ci riporta a uno dei tanti nervi scoperti dell&#8217;Italia come Stato moderno: pur essendosi costituita, infatti, proprio nell&#8217;epoca della massima tensione nazionalista a livello mondiale, la sua classe dirigente non \u00e8 mai stata capace di creare il presupposto minimo per la stabilit\u00e0 di uno Stato-nazione moderno: una ragionevole conoscenza reciproca fra gli abitanti delle diverse regioni che, sino a poco prima, erano stati sudditi di Stati diversi, basati non sul principio nazionale, ma su quello dinastico e non sull&#8217;idea della sovranit\u00e0 popolare, ma su quella della monarchia per diritto divino (quest&#8217;ultima appena attenuata dalle costituzioni concesse nel 1848 e subito dopo, per lo pi\u00f9, ritirate).<\/p>\n<p>Scarsa conoscenza, scarsa simpatia, scarsa stima: questa \u00e8 la dinamica interna di uno Stato moderno che, pur fondandosi sull&#8217;idea di nazione, ossia della coincidenza dello Stato con la nazione, non \u00e8 in grado, o piuttosto non vuole, creare nemmeno la precondizione indispensabile alla propria sopravvivenza, ossia l&#8217;integrazione culturale, oltre che quella economica.<\/p>\n<p>In breve, le classi dirigenti degli ex Stati dinastici esistenti prima del 1861 hanno continuato a vivere come prima, magari rinsaldando i rapporti finanziari e industriali con l&#8217;estero, ma curandosi ben poco di quelli interni; magari mandando a studiare i propri figli a Londra o a Parigi, ma senza preoccuparsi di far loro conoscere Palermo, se provenienti da Torino, oppure Napoli, se provenienti da Milano.<\/p>\n<p>Lo stesso Cavour, il principale artefice di quel capolavoro alla rovescia che \u00e8 stata l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Itali, ottenuta non facendo appello al popolo italiano (del quale aveva paura), ma ricorrendo all&#8217;alleanza con un monarca straniero, Napoleone III (che pensava di strumentalizzare a suo talento, per poi scaricarlo al momento opportuno), aveva soggiornato in Francia e in Inghilterra, ma non aveva mai viaggiato in Italia pi\u00f9 a sud di Firenze; ed era lui, fra parentesi, che, pur non essendo mai stato a Roma e non avendola mai vista se non in cartolina, gett\u00f2 tutto il proprio peso politico in Parlamento per indicare Roma e solamente Roma come la necessaria, inevitabile capitale d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Ma, per non farla troppo lunga con la storia passata, veniamo direttamente a quel dicembre 1989 in cui la fusione tra la Liga Veneta, nata nel 1980, la Lega Lombarda, nata nel 1982, ed altri movimenti autonomisti settentrionali, diede vita alla Lega Nord, segnando un punto di svolta nel panorama politico nazionale.<\/p>\n<p>Per prima cosa, i non settentrionali devono sapere che istanze autonomistiche erano gi\u00e0 vive e operanti da parecchio tempo in varie regioni e province del profondo Nord, quasi sempre slegate l&#8217;una dall&#8217;altra, ignorandosi a vicenda e perseguendo ciascuna dei propri obiettivi, inizialmente alquanto modesti e limitati, pi\u00f9 sul terreno delle rivendicazioni culturali: ad esempio, la difesa delle tradizioni locali e delle parlate dialettali.<\/p>\n<p>Un caso abbastanza caratteristico \u00e8 offerto dalle vicende del Movimento Friuli, una formazione autonomista sorta nel 1966 con obiettivi dichiaratamente di tipo culturale e scioltasi nel 1992, anche se non \u00e8 mancato qualche tentativo, ma del tutto fallimentare, di richiamarla in vita dopo i trionfi della Lega negli ultimi vent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Il Friuli-Venezia Giulia \u00e8 una regione a statuto speciale che gi\u00e0 gode, oltre che di un tenore di vita superiore a quello di molte altre regioni italiane, di speciali agevolazioni amministrative e finanziarie (il prezzo della benzina, tanto per fare un esempio) ma che \u00e8 nata da una operazione di ingegneria storico-geografica: dopo la perdita della quasi totalit\u00e0 della Venezia Giulia col Trattato di Parigi del 1947, per non lasciare a se stessa Trieste (riottenuta solo nel 1954), la sua provincia venne unita con quelle di Gorizia (ridotta a un decimo di quel che era nel 1919) e di Udine (che, fino alla creazione di quella di Pordenone, nel 1968, era una delle pi\u00f9 vaste d&#8217;Italia, cos\u00ec come lo era, nel 1300, lo Stato patriarcale di Aquileia), in un nuovo organismo regionale che non aveva alcuna omogeneit\u00e0, n\u00e9 economica, n\u00e9 cultuale.<\/p>\n<p>Comunque, la difesa della lingua friulana (perch\u00e9 il friulano non \u00e8 un dialetto, ma una lingua) era uno degli obiettivi fondamentali del Movimento Friuli; e ci\u00f2 negli ultimi anni del boom economico, quando, ad esempio, in una citt\u00e0 come Udine, ove, ai primi del Novecento, praticamente tutti parlavano il friulano, classi dirigenti comprese, ormai gran parte della popolazione era passata all&#8217;uso dell&#8217;italiano o del dialetto veneto locale (importato dai dominatori veneziani dopo la conquista del Friuli nel 1420).<\/p>\n<p>Il malessere culturale presente in varie realt\u00e0 locali del Settentrione si \u00e8 poi fuso con quello economico, dovuto alla percezione dello Stato nazionale come lontano, burocratico, corrotto e inefficiente (&quot;Roma ladrona&quot;), nonch\u00e9 sfruttatore e, in un certo senso, colonialista, ossia che ha permesso alle regioni del Sud di vivere a spese della produttivit\u00e0 del Nord.<\/p>\n<p>Come si vede, si \u00e8 trattato di dinamiche abbastanza simili, anche se meno esasperate, a quelle che hanno portato, negli anni Novanta del Novecento, alla disgregazione della Jugoslavia (e, in forma assai meno drammatica, della Cecoslovacchia: le due maggiori creazioni artificiali del Trattato di Versailles del 1919): un Nord laborioso e produttivo non pi\u00f9 disposto a foraggiare una classe di politici nazionali, ma in gran parte meridionali, intesi unicamente a perpetrare le loro logiche clientelari, mediante un uso a dir poco discutibile del gettito fiscale.<\/p>\n<p>Quanto c&#8217;era &#8211; e c&#8217;\u00e8 &#8211; di vero e quanto di esagerato, di pretestuoso, di falso, in questa immagine che molti cittadini del Nord hanno avuto e hanno di s\u00e9 e dei propri rapporti con la capitale e con il resto della nazione?<\/p>\n<p>E qui, probabilmente, cominceranno le sorprese, specialmente per l&#8217;Italiano del Centro-sud che voglia accostarsi a comprendere il fenomeno Lega con la mente sgombra da pregiudizi. Diciamo le sorprese, perch\u00e9 oltre un secolo di letteratura, di memorialistica e di storiografica meridionalista lo hanno abituato a una interpretazione completamente diversa da quella che ne danno le forze sociali del Nord: ossia a pensare che il Nord, fin dal 1861, ma specialmente negli anni del decollo industriale, nel 1950-60, abbia finanziato il proprio progresso economico a spese del Sud e che abbia sempre trattato quest&#8217;ultimo con distacco, se non con sovrano disprezzo, vedendovi un serbatoio di mano d&#8217;opera cui attingere, ma, per il resto, solo un peso da trascinarsi dietro.<\/p>\n<p>Ebbene: la percezione della storia nazionale diffusa al Nord \u00e8 diametralmente opposta: per gran parte delle persone, anche di quelle fornite di un grado d&#8217;istruzione superiore, \u00e8 stato il Sud a sfruttare il Nord in ogni modo e a ritardarne lo sviluppo, mediante una classe politica in gran parte meridionale o meridionalizzata; il Nord sarebbe gi\u00e0 pi\u00f9 avanti della Francia, del Belgio e perfino della Germania, se non dovesse portarsi dietro il peso morto di un Sud parassitario e fannullone, che non vuole liberarsi dalla mafia e dalla camorra, perch\u00e9 ormai abituato a vivere all&#8217;interno di schemi culturali ed economici profondamente inquinati dalle logiche della malavita organizzata.<\/p>\n<p>Non solo: moltissimi cittadini del Nord sono convinti che il benessere, giunto nelle loro regioni in anni abbastanza recenti (nel caso del Nord-est, da meno di due generazioni), sia stato conquistato esclusivamente con le loro forze e che lo Stato, semmai, abbia fatto del suo meglio per frenarlo, ritardarlo, ostacolarlo.<\/p>\n<p>Il sistema stradale, per esempio: fino a pochi anni or sono, si trattava di un sistema stradale pre-industriale, assolutamente inadeguato alle esigenze di traffico delle merci in una societ\u00e0 dinamica e attiva, proiettata verso l&#8217;Europa centrale.<\/p>\n<p>Era una situazione evidente, che raggiungeva punte di insostenibilit\u00e0 degne di film allucinanti come \u00abL&#8217;ingorgo\u00bb: eppure nessuno faceva nulla, n\u00e9 davanti alle quotidiane code chilometriche del traffico privato e di quello commerciale, n\u00e9 davanti al numero altissimo di incidenti e di morti sulle strade. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni, tutti giocavano a scaricabarile e nessuno prendeva un&#8217;iniziativa; i cittadini sopportavano, ma sognavano la riscossa.<\/p>\n<p>La riscossa \u00e8 arrivata quando tutta una serie di amministrazioni locali sono andate alla Lega e qualcosa, finalmente, si \u00e8 visto: costruzione di nuove strade, di circonvallazioni urbane, di rotatorie per snellire il traffico, evitando le code chilometriche ai semafori.<\/p>\n<p>Innovazioni utili e necessarie si sono viste anche in altri settori della vita pubblica, anche se non in tutti: il sistema bancario, per esempio, \u00e8 rimasto sostanzialmente quello di prima e di sempre, ossia un sistema finalizzato a prestare il denaro dei piccoli risparmiatori, che ricevono interessi da fame, a chi gi\u00e0 ne possiede molto, mentre i piccoli imprenditori e i piccoli commercianti in cerca di finanziamenti si vedono chiedere delle garanzie che non possono dare o si vedono affibbiare degli interessi sui prestiti, da far loro preferire di rivolgersi direttamente agli usurai.<\/p>\n<p>Comunque, se si vuole essere obiettivi, dei miglioramenti nella vita sociale si sono verificati; nel frattempo, per\u00f2, sono accadute anche altre cose, di segno ben diverso: perch\u00e9 la medaglia ha almeno due facce (e forse molte di pi\u00f9).<\/p>\n<p>Il predominio leghista in molti comuni, province e regioni del Nord, ha reintrodotto, dalla finestra, i mali che in un primo tempo sembravano eliminati o almeno limitati, primo fra tutti il clientelismo; e, pi\u00f9 in generale, ha portato un modo di gestire la cosa pubblica e il rapporto con i cittadini che ha un qualcosa di sfrontato, di prepotente, di pazzamente demagogico. \u00c8 un clima da Far West: sembra che tutto si possa fare se si \u00e8 amici di quei signori, sia che si tratti di cose lecite, come ottenere un prestito dalle banche, o illecite, come farsi rilasciare un permesso per costruire la villa in una zona protetta da vincoli paesaggistici, cos\u00ec come farsi levare una multa per eccesso di velocit\u00e0; mentre nulla si pu\u00f2 fare se non si \u00e8 nelle loro grazie.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una commistione nuova e smaccata di politica e affari: amministrazioni comunali e imprenditori di area politica leghista si muovono all&#8217;unisono e, spesso, cosa pi\u00f9 sconcertante di tutte, formano una realt\u00e0 unica, nel senso che sono proprio le stesse persone fisiche. Si riproduce la dinamica del governo nazionale di centro-destra, dove il ministro ai lavori pubblici, per esempio, \u00e8 anche, guarda caso, il proprietario dell&#8217;azienda che riceve le relative commissioni; per non parlare del gigantesco conflitto d&#8217;interessi del capo del governo. E, come a livello nazionale, anche a livello locale si reagisce a ogni critica con le armi della demagogia aggressiva, delle sparate propagandistiche, come quel sindaco di Treviso che diceva di voler andare a caccia di stranieri come si va a caccia di leprotti, con la doppietta carica.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il miracolo tanto atteso non si \u00e8 verificato e, da quando la Lega Nord \u00e8 diventata partito di governo, la sua base elettorale non pu\u00f2 pi\u00f9 nemmeno consolarsi con il solito slogan di &quot;Roma ladrona&quot;, perch\u00e9 a Roma ci sono Bossi, Maroni, Calderoli e tutti gli altri; ecco allora Castelli che si rammarica di non poter sparare sugli immigrati e Speroni che va oltre e dice perch\u00e9 no, in fondo anche loro mitragliano i nostri pescherecci, perch\u00e9 non ricambiare la cortesia?<\/p>\n<p>E intanto, a proposito di favoritismi e nepotismi, il figlio di Bossi \u00e8 sempre l\u00ec accanto al padre, pronto a raccoglierne lo scettro; anche se sono in molti a pensare che non ne abbia affatto i requisiti&#8230;<\/p>\n<p>Una cosa devono sapere gli Italiani delle altre parti d&#8217;Italia: nella maggior parte dei casi, i fondatori e i sostenitori dei primi movimenti autonomistici non sono pi\u00f9 quelli che militano oggi nella Lega Nord: Franco Rocchetta, il fondatore della Liga Veneta, \u00e8 sparito e Antonio Serena, vicino alle tesi di Gianfranco Miglio, \u00e8 uscito dalla Lega parecchi anni fa; lo stesso Miglio, il massimo teorico del federalismo, andandosene dalla Lega nel 1994, ebbe a dire di Bossi: \u00abPer lui il federalismo \u00e8 stato strumentale alla conquista e al mantenimento del potere.\u00bb<\/p>\n<p>Vi \u00e8 tuttora, quindi, un gap fra la monolitica immagina che la Lega, all&#8217;esterno, riesce ancora a offrire di se stessa, specie nei confronti delle regioni del Centro-Sud, e quel che sta accadendo nella pancia del profondo Nord, dove la diaspora dell&#8217;intellighenzia leghista \u00e8 in atto ormai da tempo, anche se la base elettorale sembra ancora solida, a prezzo di una involuzione parolaia e demagogica sempre pi\u00f9 spinta.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;antropologia leghista, se cos\u00ec possiamo esprimerci, gli Italiani che vivono a sud dell&#8217;Appennino devono sapere che lo stereotipo del leghista rozzo, ignorante, che pensa solo agli &quot;schei&quot; e sogna impossibili ritorni al passato celtico, \u00e8 assolutamente falso e caricaturale. La base leghista \u00e9 formata, in massima parte, da persone assolutamente normali, serie, laboriose, oneste; gente che si \u00e8 fatta da s\u00e9, magari a prezzo di mille sacrifici, e che ha raggiunto un certo grado di benessere materiale con il sudore della fronte.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che il passaggio da una societ\u00e0 rurale e patriarcale ad una societ\u00e0 post-industriale, basata sul consumo sfrenato, sull&#8217;inquinamento selvaggio e sullo spreco delle risorse, \u00e8 stato tremendamente rapido e, senza dubbio, traumatico: nel caso del Nordest, non pi\u00f9 di una ventina d&#8217;anni.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 sono cresciute senza avere il tempo di farsi belle, i capannoni industriali sono sorti come funghi, alla rinfusa, senza alcuna pianificazione territoriale.<\/p>\n<p>Gli amministratori leghisti, quando sono criticati su questo punto, si difendono con il contrattacco e dicono che chi ha un minimo di sensibilit\u00e0 ecologica, evidentemente rimpiange i tempi dell&#8217;emigrazione (quella dei nostri nonni) e della miseria; e offrono, cos\u00ec, la migliore prova della loro miopia e piccineria culturale: perch\u00e9 basta essere stati in Baviera, in Alsazia, in Belgio, per sapere che una rigorosa tutela del patrimonio paesaggistico e boschivo non \u00e8 affatto di ostacolo a uno sviluppo economico e industriale.<\/p>\n<p>Basta saper fare le cose con un po&#8217; di intelligenza e di buon senso e con un certo grado di rispetto della tradizione: proprio quella tradizione cui la cultura leghista dice di essere tanto affezionata, ma, spesso, soltanto a parole.<\/p>\n<p>Bisogna pur dire che il &quot;miracolo&quot; del Nordest \u00e8 stato fatto dai nostri nonni; mentre i loro figli, cio\u00e8 molti dei componenti dell&#8217;attuale classe dirigente leghista, hanno ereditato le fabbriche e i conti in banca, qualche volta anche la capacit\u00e0 di sacrificarsi sul lavoro, ma raramente l&#8217;intelligenza, la sensibilit\u00e0, i valori sociali, primo fra tutti quello della famiglia, per non parlare dei valori morali e religiosi, ormai quasi lettera morta.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto vero che il profondo Nord non pu\u00f2 e non deve essere giudicato sulla base delle chiacchiere da bar: qui esiste una diffusa cultura del bicchiere di vino, per cui, fra amici, si dicono tante cose, alcune anche rozze o francamente ciniche, per esempio sul problema degli immigrati; ma, poi, molte di quelle persone sarebbero pronte a farsi in quattro per dare una mano al prossimo in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Non si dimentichi che, se il Nord, e specialmente il Nordest, sono in testa alla triste classifica dei morti sul lavoro e dei morti sulle strade, lo sono anche nella classifica virtuosa del volontariato, in particolare di quello giovanile.<\/p>\n<p>E anche questo \u00e8 un fatto, un fatto che non si lascia ingabbiare nel solito clich\u00e9 del settentrionale tutto lavoro e portafogli, che non sa godersi la vita e non ha cuore per i bisognosi.<\/p>\n<p>Come andr\u00e0 a finire tutto ci\u00f2, nessuno pu\u00f2 dirlo.<\/p>\n<p>Ma una cosa \u00e8 certa: non basta &quot;inventare&quot; la Padania per diventare Celti; i cromosomi di una certa furbizia italica, nel senso peggiore del termine, non sono appannaggio dei politici romani, ma li abbiamo visti e li stiamo vedendo all&#8217;opera, anche all&#8217;ombra del Carroccio, a dispetto degli alti principi continuamente sbandierati di onest\u00e0, efficienza e trasparenza.<\/p>\n<p>In altre parole: non c&#8217;\u00e8 niente di male a voler essere efficienti come i Tedeschi e rispettosi delle regole come gli Svizzeri.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, per essere come i Tedeschi e come gli Svizzeri, non bastano qualche slogan demagogico e qualche sparata sull&#8217;indipendenza del Nord Italia dalla &quot;servit\u00f9&quot; sudista: ci vogliono una mentalit\u00e0 svizzera o tedesca, sia nel pretendere il rispetto dei propri diritti, sia nell&#8217;esercizio dei propri doveri, individuali e collettivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando, all&#8217;inizio degli anni Novanta del secolo scorso, la Lega Nord \u00e8 entrata prepotentemente alla ribalta della politica italiana, il peso da essa esercitato nelle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[149,178,186],"class_list":["post-26736","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-friuli-venezia-giulia","tag-italia","tag-lega-nord"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26736","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26736"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26736\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}