{"id":26729,"date":"2017-01-23T06:20:00","date_gmt":"2017-01-23T06:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/23\/le-tre-domande-di-dio-alluomo-dove-sei-dove-tuo-fratello-chi-andra-per-noi\/"},"modified":"2017-01-23T06:20:00","modified_gmt":"2017-01-23T06:20:00","slug":"le-tre-domande-di-dio-alluomo-dove-sei-dove-tuo-fratello-chi-andra-per-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/23\/le-tre-domande-di-dio-alluomo-dove-sei-dove-tuo-fratello-chi-andra-per-noi\/","title":{"rendered":"Le tre domande di Dio all\u2019uomo: Dove sei? Dov\u2019\u00e8 tuo fratello? Chi andr\u00e0 per noi?"},"content":{"rendered":"<p>Uno de segni pi\u00f9 evidenti della crisi culturale, spirituale e morale che la nostra societ\u00e0 sta vivendo, \u00e8 la diffusa mancanza di progettualit\u00e0 esistenziale e di consapevolezza del fine della vita umana; che si riflette, a sua volta, nella quasi totale assenza di un progetto educativo degno di questo nome, non solo da parte delle istituzioni scolastiche, ma gi\u00e0 a partire da quella prima e fondamentale agenzia educativa che \u00e8 la famiglia.<\/p>\n<p>Passando dalla societ\u00e0 in generale al &quot;popolo di Dio&quot; e alla Chiesa cattolica, la prospettiva, sostanzialmente, non cambia: per quanto possa sembrare incredibile a dirsi, il cattolico, fin da quando riceve le prime nozioni di dottrina ed i primi esempi di vita cristiana, cio\u00e8 da bambino, non assimila per niente l&#8217;idea che la vita non \u00e8 n\u00e9 una scampagnata a caccia di piaceri, n\u00e9 il frutto del caso, in cui bisogna barcamenarsi alla meno peggio, ma che essa \u00e8 la preparazione della vita eterna; e che la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 la capacit\u00e0 di ascoltare, comprendere e mettere in pratica la chiamata di Dio, che \u00e8 una chiamata generale alla santit\u00e0 e alla perfezione, ma anche una chiamata individuale di ciascun essere umano, ossia che ciascun essere umano \u00e8 chiamato alla santit\u00e0 in una maniera particolare. Altrettanto vaga e nebulosa, se pure esiste, \u00e8 l&#8217;idea che, nella chiamata di Dio, non vi \u00e8 nulla di meno che la possibilit\u00e0 di realizzare pienamente il meglio che, della natura umana, \u00e8 presente in ciascuno di noi, e non un semplice &quot;sacrifico&quot; dei nostri desideri e delle nostre legittime aspettative; e che tale possibilit\u00e0 si gioca sul filo della cosa pi\u00f9 preziosa che noi abbiamo, appunto in quanto esseri umani: il libero arbitrio.<\/p>\n<p>Probabilmente, nove cattolici su dieci resteranno sorpresi se si verr\u00e0 a dire loro che Dio non ci domanda affatto di andare contro la nostra natura, ma, semmai, se proprio vogliamo metterla in questi termini, contro la parte peggiore della nostra natura; e che la chiamata alla vita divina non consiste solo in una repressione e in una rinuncia a ci\u00f2 che di bello e buono la vita pu\u00f2 offrirci, ma nella scoperta di ci\u00f2 che <em>veramente<\/em> e <em>massimamente<\/em> \u00e8 bello e buono in essa, e non solamente nell&#8217;inseguimento di ci\u00f2 che appare tale. Questo accade perch\u00e9 la peste dell&#8217;edonismo, del consumismo, del materialismo e del relativismo, \u00e8 penetrata, e da parecchio tempo, fin dentro la Chiesa di Dio, e sono gli stessi uomini di Chiesa, e le altre persone preposte all&#8217;educazione e alla formazione cristiana &#8211; per esempio, le signore e signorine che insegnano educazione cattolica a scuola e in oratorio &#8211; ad avercela portata. Quale immenso errore \u00e8 stato quello di rinunciare volontariamente all&#8217;insegnamento della dottrina cristiana, da parte del clero! Tuttavia la pestilenza modernista e progressista, quasi certamente, si sarebbe diffusa egualmente, perch\u00e9 ad esserne infetti erano ormai, in prima persona, gli stessi membri del clero, e ci\u00f2 almeno a partire dagli anni &#8217;60 del Novecento: gli anni del Concilio, appunto.<\/p>\n<p>Dunque, tornando al nostro tema: occorre recuperare e ristabilire l&#8217;idea che la vita \u00e8 una chiamata; che \u00e8 una chiamata di Dio; che ogni creatura \u00e8 stata voluta e amata da Dio, prima ancora che il mondo fosse stato creato; e che ciascun essere umano \u00e8 stato fornito di quei beni, a cominciare dall&#8217;intelligenza, che gli rendono possibile ascoltare, comprendere e attuare la chiamata stessa (n\u00e9 l&#8217;esistenza di creature sfortunate, prive, in apparenza, di tali mezzi, contraddice l&#8217;assunto, cos\u00ec come l&#8217;eccezione non smentisce, bens\u00ec conferma, proprio per il suo carattere di anomalia ed eccezionalit\u00e0, l&#8217;esistenza della regola). E occorre rimettere l&#8217;accento sul concetto e sulla responsabilit\u00e0 del libero arbitrio: occorre ricordare ai credenti che dipende da ciascun essere umano la possibilit\u00e0 di costruire il proprio destino, di trovare ci\u00f2 che completa e rende perfetta la natura umana, oppure di sprofondare sempre di pi\u00f9 nella palude dell&#8217;errore e della infelicit\u00e0; e, inoltre, che dal retto uso del libero arbitrio dipende la decisione finale per quel che riguarda il destino eterno dell&#8217;anima umana, la sua beatitudine o la sua dannazione.<\/p>\n<p>Troppo spesso, invece, si vedono dei sedicenti cattolici andare a casaccio lungo le strade della vita, porsi in maniera estemporanea e improvvisata di fronte alle grandi questioni del bene e del male, della felicit\u00e0 e della sofferenza, del piacere e del dovere, come dei perfetti analfabeti, o meglio, come dei perfetti campioni di questo &quot;mondo&quot;, nel senso adoperato dal Vangelo di Giovanni, cio\u00e8 come dei pagani e dei ribelli a Dio, che non hanno il santo timor di Lui, n\u00e9 sanno vedere e riconoscere il suo amore; che vedono, giudicano e scelgono le cose nella stessa maniera in cui le vedono, giudicano e scelgono quanti non sono cristiani, quanti non hanno la Speranza cristiana, n\u00e9 la Fede cristiana, n\u00e9 la Carit\u00e0 cristiana. In altre parole, vivono come dei sonnambuli e come dei disperati, nel senso letterale della parola: privi di speranza, e, pertanto, inermi e spaventatissimi di fronte alle prove della vita stessa, a cominciare da quelle inevitabili, nella propria o in quella delle persone care: la malattia, la sofferenza, la vecchiaia e la morte.<\/p>\n<p>Dunque, proviamo a fare silenzio in noi stessi, proviamo a spegnere il clamore del mondo, e cerchiamo di ascoltare la chiamata di Dio. Quali sono le parole che ci rivolge, che ci sta rivolgendo, che non smette di farci, dall&#8217;inizio alla fine della nostra esistenza terrena? Sostanzialmente, sono tre: primo, che cosa stiamo facendo della vita che ci \u00e8 stata data e dei doni con cui Egli l&#8217;ha voluta arricchire; quale cura ci stiamo prendendo dei nostri fratelli; se siamo pronti a fornirgli la nostra voce, le nostre forze, il nostro tempo, la nostra capacit\u00e0 di sacrificio, per farci strumento di salvezza nelle Sue mani, lasciandoci guidare e ispirare da Lui, abbandonando la fiducia in noi stessi come creature limitate che vorrebbero essere illimitate, e rimettendo ogni nostro desiderio e ogni nostra speranza in Lui, grazie al quale diventiamo veramente suoi figli adottivi e suoi collaboratori nella instaurazione del suo Regno.<\/p>\n<p>Ha scritto il noto monaco benedettino Anselm Gr\u00fcn, classe 1945, nel suo libro <em>Fare la scelta giusta. Il coraggio di prendere decisioni<\/em> (titolo originale: <em>Was will ich? Mut zur Entscheidung<\/em>; 2011, traduzione dal tedesco di Monica Rimoldi, Edizioni San Paolo, 2016, pp. 80-82):<\/p>\n<p><em>L&#8217;Antico Testamento ci pone tre domande fondamentali alle quali dobbiamo dare una risposta.<\/em><\/p>\n<p><em>La prima domanda \u00e8 la domanda di Dio ad Adamo: &quot;Dove sei?&quot; (Gen. 3,9). \u00c8 la domanda relativa a dove ci troviamo, perch\u00e9 abbiamo agito in un modo specifico. Adamo, il primo uomo, si nasconde a Dio. Prova sensi di colpa, e non vorrebbe rispondere delle proprie azioni. Ne attribuisce la colpa a Eva. Non si assume la responsabilit\u00e0 del proprio agire. Si tratta di un meccanismo che oggi conosciamo fin troppo bene. Non rispondiamo della nostra responsabilit\u00e0, ma ci sentiamo sempre vittime. Colpevoli sono sempre gli altri. Accusiamo gli altri invece di prendere su di noi la responsabilit\u00e0 del nostro agire.<\/em><\/p>\n<p><em>La seconda domanda \u00e8 rivolta da Dio a caino, quando ha colpito a morte il fratello Abele: &quot;Dov&#8217;\u00e8 Abele, tuo fratello?&quot; (Gen. 4,9). Anche Caino svicola. Risponde: &quot;Non lo so. Son forse io custode di mio fratello?&quot; (Gen 4,9). Dio ricorda a Caino che \u00e8 responsabile del fratello e del comportamento verso il fratello. Ma caino rifiuta anche questa responsabilit\u00e0. Ma proprio perch\u00e9 rifiuta questa responsabilit\u00e0 deve vagare inquieto per il mondo. Non trover\u00e0 mai pace. La sua coscienza non lo lascia in pace. Chi rifiuta di assumersi la responsabilit\u00e0 dei fratelli e delle sorelle vaga senza pace, perch\u00e9 ha spezzato il legane con loro. Quindi \u00e8 isolato. Dato che non \u00e8 legato ai propri fratelli e alle proprie sorelle, si sente rifiutato e infine fugge da s\u00e9 e dalle conseguenze del proprio comportamento.<\/em><\/p>\n<p><em>La terza domanda che Dio pone all&#8217;uomo \u00e8 la domanda relativa alla missione. Dio chiede a Isaia: &quot;Chi mander\u00f2? Chi andr\u00e0 per noi?&quot; (Is. 6,8). Il profeta \u00e8 pronto a rispondere a questa domanda: &quot;Eccomi, manda me!&quot; (Is. 6,8). Il profeta Geremia inizialmente si oppone al&#8217;invito da parte di Dio. Dice: &quot;Ah, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perch\u00e9 sono un ragazzo&quot; (Ger. 1,6). Ma Dio non riconosce questa scusa: &quot;Non dire: Sono un ragazzo, perch\u00e9 ovunque ti invier\u00f2, tu andrai e tutti quel che ti ordiner\u00f2, tu lo riferirai. Non temere di fronte a loro perch\u00e9 io sono con te per salvarti- oracolo del Signore&quot; (Ger. 1, 7-8). Responsabilit\u00e0 significa rispondere alla chiamata di Dio che \u00e8 rivolta a me. Non si tratta solo di assumermi la responsabilit\u00e0 della mia vita, ma di rispondere alla chiamata che mi invia nel mondo e che mi assegna l&#8217;incarico di creare e plasmare questo mondo.<\/em><\/p>\n<p><em>Con ogni decisione ci assumiamo la responsabilit\u00e0 di quello che consegue dalla nostra decisione&#8230;<\/em><\/p>\n<p>La prima domanda: <em>Adamo, dove sei?<\/em>, \u00e8 in fondo il tema di una delle pi\u00f9 famose e importanti parabole di Ges\u00f9, quella delle mine (o dei talenti). Dio ci ha dato, insieme al bene prezioso e assolutamente unico della vita, anche dei beni collaterali, per mezzo dei quali possiamo non solo goderla pienamente, ma renderla degna di essere vissuta cos\u00ec come Lui vuole; e quel che Lui desidera per noi, \u00e8, per definizione, quanto c&#8217;\u00e8 di meglio in essa, nelle sue possibilit\u00e0, non certo qualcosa che vada a ledere o a menomare la sua pienezza e la sua ricchezza. Il dramma delle vite mancate, delle vite sbagliate, delle vite infelici, \u00e8 quello di chi non ha capito questo: che Dio, per noi, desidera il meglio; e che la ribellione contro di Lui, che \u00e8 il peccato, coincide con la scelta di quel che, per noi, \u00e8 il peggio: coincide con la scelta della nostra stessa infelicit\u00e0 e del nostro stesso danno. Quale infinita tristezza vi \u00e8 in questa semplice, quotidiana constatazione: una infinit\u00e0 di persone fuggono da Dio, credendo che Egli ci domandi l&#8217;impossibile, che pretenda da noi intollerabili sacrifici e mortificazioni; mentre \u00e8 vero il contrario, e le sofferenze e le umiliazioni peggiori sono, al contrario, quelle che tali persone si infliggono da se stesse, non per aver accolto la Parola di Dio, ma per essersi ribellate ad essa.<\/p>\n<p>La seconda domanda: <em>Dov&#8217;\u00e8 tuo fratello?<\/em>, ci ricorda che siamo tutti figli di Dio, e che, pertanto, dovremmo considerarci come i membri di una stessa famiglia. Attenzione, per\u00f2: amare i propri fratelli non significa affatto amarli come essi vorrebbero essere amati, esattamente come amare se stessi non significa affatto amarci come vorremmo amarci noi, in un senso puramente umano. Cos\u00ec come il vero amore di s\u00e9 non \u00e8 di tipo narcisista, bens\u00ec maturo e responsabile, e consiste, in ultima analisi, nel lasciare che Dio faccia di noi quel che vuole Lui, e non quel che vorremmo noi; allo stesso modo amare il prossimo non significa accontentarlo, blandirlo, scusarlo, approvarlo, sempre e comunque, ma, al contrario, amarlo da persone mature e responsabili, che sanno dire anche di no, che sanno anche sgridare e rimproverare, se necessario, e che sanno perfino adoperare la forza, in casi estremi, se \u00e8 per il suo bene. Cerchiamo di non essere ipocriti! Quale genitore, per quanto tollerante e permissivo, sarebbe dell&#8217;idea di lasciare che il suo bambino faccia tutto quel che gli pare, anche ficcare le dita nella presa della corrente elettrica, con la scusa che non bisogna reprimere, n\u00e9 interferire, ma lasciare tutti liberi di &quot;essere se stessi&quot;, espressione insulsa e demagogica che non vuol dire proprio nulla, visto che si tratta di capire chi siamo e che cosa siamo chiamati a fare, molto prima di essere noi stessi? Dio, pertanto, ci chieder\u00e0 conto, o meno, non di aver &quot;amato&quot;, genericamente, il nostro fratello e la nostra sorella, ma di averli saputi amare cos\u00ec come Lui vuole che siano amati gli esseri umani: aiutandoli a realizzare, in se stessi, il meglio della natura umana, e non il peggio. Ogni volta che noi, tradendo, ingannando, facendo soffrire inutilmente un altro essere umano, lo spingiamo sulla via del disinganno, dell&#8217;amarezza e della disperazione, noi stiamo agendo come Caino ag\u00ec con suo fratello Abele: ossia come omicidi; se non in senso materiale, certo in senso morale. E ce ne verr\u00e0 chiesto conto.<\/p>\n<p>La terza domanda: <em>Chi mander\u00f2?<\/em>, equivale ad un: <em>Sei pronto? Sei pronto ad andare nel mondo a nome mio, per fare la mia volont\u00e0 e non la tua? Sei pronto a farti docile strumento nelle mie mani, per il bene tuo e del tuo prossimo?<\/em> Ora, per poter rispondere affermativamente a questa domanda, cio\u00e8 per farci collaboratori di Dio (un pensiero che dovrebbe darci letteralmente le vertigini, nello stesso tempo in cui dovrebbe riempirci di una felicit\u00e0 straordinaria, esaltante), \u00e8 evidente che bisogna spogliarsi di quella dura scorza d&#8217;orgoglio, di superbia e di egoismo, che ha fasciato il nostro io come dentro un bozzolo, conferendogli proporzioni ipertrofiche. Noi tendiamo a vedere noi stessi dappertutto: ebbene, dobbiamo sottoporre il nostro ego a una drastica cura dimagrante. Dobbiamo imparare a gettar fuori la zavorra, che ci appesantisce e che impedisce alla nostra navicella di librarsi in alto, libera e felice.<\/p>\n<p>Queste sono le domande essenziali che Dio ci rivolge; sta a noi saperle ascoltare, comprendere e rispondere ad esse in modo affermativo. Beninteso, con il suo aiuto, e non certo con le nostre sole forze. Ma per ricevere il suo aiuto, dobbiamo innanzitutto domandarlo. Quindi, ecco che l&#8217;umilt\u00e0 viene prima di tutto; e con essa la fede, la speranza e la carit\u00e0. Tutto il resto verr\u00e0 poi, senza fallo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno de segni pi\u00f9 evidenti della crisi culturale, spirituale e morale che la nostra societ\u00e0 sta vivendo, \u00e8 la diffusa mancanza di progettualit\u00e0 esistenziale e di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,117],"class_list":["post-26729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26729","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26729"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26729\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26729"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26729"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26729"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}