{"id":26722,"date":"2019-06-29T09:57:00","date_gmt":"2019-06-29T09:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/29\/le-radici-teologiche-del-peccato-contro-natura\/"},"modified":"2019-06-29T09:57:00","modified_gmt":"2019-06-29T09:57:00","slug":"le-radici-teologiche-del-peccato-contro-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/06\/29\/le-radici-teologiche-del-peccato-contro-natura\/","title":{"rendered":"Le radici teologiche del peccato contro natura"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un brano de Nuovo Testamento che si pone come un macigno attraverso la strada della contro-chiesa bergogliana, massonica e <em>gay-friendly<\/em>; un brano che da tempo \u00e8 fonte d&#8217;imbarazzo, di fastidio e di aperta ostilit\u00e0; e che prima o poi qualche James Martin o qualche Nunzio Galantino si decider\u00e0 a prender di petto, dichiarandolo superato e sconveniente, frutto d&#8217;una mentalit\u00e0 imbevuta di pregiudizi omofobi e non rispondente all&#8217;autentico spirito del Vangelo di Ges\u00f9, spirito di accoglienza, inclusione e piena accettazione: \u00e8 quel famoso passo del primo capitolo della <em>Lettera ai Romani<\/em> in cui l&#8217;Apostolo delle genti descrive con parole di fuoco il peccato contro natura, allora molto diffuso fra i pagani, e soprattutto fornisce una precisa spiegazione teologica, morale e spirituale di esso.<\/p>\n<p>La descrizione del peccato e l&#8217;anatema contro i peccatori \u00e8 contenuto nei versetti 18-32, che sono molto vigorosi, anche dal punto di vista letterario (testo CEI 1974):<\/p>\n<p><em>In realt\u00e0 l&#8217;ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empiet\u00e0 e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verit\u00e0 nell&#8217;ingiustizia,\u00a0poich\u00e9 ci\u00f2 che di Dio si pu\u00f2 conoscere \u00e8 loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.\u00a0Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l&#8217;intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinit\u00e0;\u00a0essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa.\u00a0Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a0e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.<\/em><\/p>\n<p><em>Perci\u00f2 Dio li ha abbandonati all&#8217;impurit\u00e0 secondo i desideri del loro cuore, s\u00ec da disonorare fra di loro i propri corpi,\u00a0poich\u00e9 essi hanno cambiato la verit\u00e0 di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che \u00e8 benedetto nei secoli. Amen.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.\u00a0Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo cos\u00ec in se stessi la punizione che s&#8217;addiceva al loro traviamento.\u00a0E poich\u00e9 hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in bal\u00eca d&#8217;una intelligenza depravata, sicch\u00e9 commettono ci\u00f2 che \u00e8 indegno,\u00a0colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagit\u00e0, di cupidigia, di malizia; pieni d&#8217;invidia, di omicidio, di rivalit\u00e0, di frodi, di malignit\u00e0; diffamatori,\u00a0maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,\u00a0insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.\u00a0E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cio\u00e8 gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.<\/em><\/p>\n<p>Riportiamo la riflessione di Henri Maurier, teologo e sacerdote che \u00e8 stato missionario in Africa e ha scritto alcuni libri sulle religioni primitive e sulla cultura africana, nel volume <em>Teologia del paganesimo<\/em>: il classico libro che si &quot;spiega&quot; con la data, perch\u00e9, dopo il Concilio, libri del genere si fanno sempre pi\u00f9 rari e infine scompaiono del tutto, mentre prima erano la regola; il che fornisce un&#8217;ulteriore prova indiretta del fatto che il Concilio \u00e8 stato una rottura decisiva nella dottrina cattolica e nella visione cattolica del mondo (titolo originale: <em>Essai d&#8217;une th\u00e9ologie du paganisme<\/em>, Editions de l&#8217;Orante, Paris, 1965; traduzione dal francese a cura dell&#8217;Ufficio Studi della Casa di Carit\u00e0 Arti e Mestieri, Torino, Gribaudi, 1968, pp. 228-231):<\/p>\n<p><em>Ora perversione dell&#8217;idolatria \u00e8 parallela a quella morale e sessuale. In tutta la Rivelazione si nota fra Dio e la sua creazione o fra Dio e il suo popolo una relazione nuziale, e Paolo vi allude in Rm 9,25. L&#8217;infedelt\u00e0 a Dio \u00e8 chiamata adulterio o prostituzione In 1 Cor 11,3.7-12 l&#8217;Apostolo mostra che se &quot;la donna \u00e8 stata tratta dall&#8217;uomo, l&#8217;uomo a sua volta nasce dalla donna&quot; e tuttavia &quot;l&#8217;uomo \u00e8 l&#8217; immagine e il riflesso di Dio, la donna il riflesso dell&#8217;uomo; infatti l&#8217;uomo non \u00e8 stato tratto dalla donna ma la donna dall&#8217;uomo, e l&#8217;uomo non \u00e8 stato creato per la donna ma la donna per l&#8217;uomo.&quot;. Invertendo il rapporto Dio-uomo, l&#8217;idolatria inverte anche il rapporto uomo-donna. L&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 la conseguenza logica dell&#8217;idolatria e ci\u00f2 che la rivela. S. Paolo spiega ai vv. 26-27 ci\u00f2 che aveva detto con poche parole al v. 24: &quot;disonorano i propri corpi&quot;. Questi costumi sono effettivamente esistiti. La perversione morale enunciata ai vv 28-32 concerne soprattutto i rapporti degli uomini fra di loro. Abbiamo visto che tale perversione era molto diffusa tra i pagani. In tutta la Scrittura, invece, la Rivelazione di Dio come Salvatore \u00e8 accompagnata da una rivalorizzazione dei rapporti umani. Cristo dir\u00e0 che l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore del prossimo formano un solo comandamento; invece, l&#8217;infedelt\u00e0 a Dio \u00e8 accompagnata dall&#8217;odio e dallo sfruttamento degli altri. Sin dal primo peccato, l&#8217;odio di Caino per il fratello Abele diventa fratricida. Qui la logica \u00e8 la stessa: la perversione idolatrica d\u00e0 luogo alla perversione dei rapporti fra gli uomini: anzich\u00e9 amarsi, gli uomini si sfruttano e dominano gli uni altri. Il v 32 insiste di nuovo sulla cattiva coscienza dei pagani. Ci\u00f2 che essi fanno, non lo fanno per ignoranza ma con piena conoscenza di causa; sapendo che Dio punisce i crimini con la morte, essi li commettono ugualmente e sono contenti di commetterli. Esaminiamo ora la portata di questa requisitoria. San Paolo procede per affermazioni massicce che dipingono a grandi tratti il mondo pagano ch&#8217;egli ha sotto gli occhi, e non ciascuna persona concreta. Egli non d\u00e0 una descrizione completa del paganesimo, innanzitutto perch\u00e9 ignora del tutto il paganesimo estraneo al mondo greco-romano e poi perch\u00e9 &#8212; come fa del resto qualunque scrittore sacro &#8212; non intende condurre un&#8217;indagine scientifica. Ma non bisogna minimizzare l&#8217;importanza delle sue parole. S. Paolo sa di essere portatore della Parola di Dio, e pronuncia un giudizio di Dio sul mondo pagano, giudizio che dev&#8217;essere applicabile ad ogni specie di paganesimo. Obbligato a prendere gli elementi della sua descrizione dal mondo pagano che ha sotto gli occhi, &#8216;l&#8217;accusa profetica&#8217; che proferisce ha tuttavia una portata universale. S. Paolo mette a nudo il peccato del pagano quando quest&#8217;ultimo \u00e8 realmente idolatra; egli non gli rimprovera di avere una conoscenza vaga, incerta, incompleta di Dio, ma di non rendere grazie al Dio che egli conosce, per quanto poco possa conoscerlo. Ora questo peccato \u00e8 universalmente diffuso. All&#8217;inizio pu\u00f2 essere solo un moto d&#8217;orgoglio o di egoismo, ma raggiunge talvolta proporzioni gigantesche; sistematicamente voluto, \u00e8 accompagnato da una perversione morale che Dio stigmatizza. V&#8217;\u00e8 dunque in S. Paolo, come in tutta la Rivelazione, la convinzione che il peccato sia ovunque; anche se non ogni peccato \u00e8 formalmente idolatra, esso contiene in germe un&#8217;idolatria. &quot;La Scrittura ha tutto racchiuso nel peccato&quot; (Gal 3,22); &quot;Il peccato si \u00e8 moltiplicato&quot; (Rm 5,20); &quot;Dio ha racchiuso tutti gli uomini nella disobbedienza&quot; (Rm 11,32); &quot;Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio&quot; (Rm 3, 23). L&#8217;uomo \u00e8 dunque abbandonato, venduto al peccato, racchiuso in esso: &quot;il peccato ha regnato nella morte&quot; (Rm 5,21); esso esercita una signoria, una dominazione (cfr. Rm 6,14), e ha i propri schiavi impotenti (cfr Rm 6,16). Un altro testo paolino (1 Cor 17,25) non \u00e8 meno duro verso i pagani. Accontentiamoci di notarvi l&#8217;opposizione tra le &#8216;due saggezze&#8217;. Al v 21 Paolo parla di due regini: un regime antico di saggezza ed un regime nuovo ch&#8217;egli chiama &quot;follia&quot;. Il primo corrisponde bene a Rm 1,19-20: Dio istaura un primo modo di salvare gli uomini, caratterizzato dalla &#8216;saggezza&#8217;, cio\u00e8 appoggiato sugli atteggiamenti normali dello spirito umano; ma questo regime fallisce poich\u00e9 &quot;il mondo non ha affatto riconosciuto affatto Dio nella saggezza di Dio&quot; (v. 21). Allora Dio ne stabilisce un altro: la follia del messaggio, cio\u00e8 Cristo crocifisso; soluzione diametralmente opposta alla prima, bench\u00e9 i pagani non possano vedervi che insensatezza. Che il Cristo crocifisso sia una &#8216;follia&#8217; \u00e8 evidente per gli uomini peccatori; infatti il Cristo fa una scelta assolutamente opposta a quella degli uomini. Mentre Adamo vuol essere come Dio, egli &quot;non conserva avidamente l&#8217;uguaglianza con Dio&quot;, ma si spoglia della gloria, dell&#8217;esaltazione, del nome per prendere una condizione di umile obbedienza.<\/em><\/p>\n<p>Lo ripetiamo: un testo cos\u00ec, pubblicato nel 1965 ma riflettente ancora la sana teologia morale anteriore al Concilio, sarebbe stato difficilmente pubblicabile, per non dire pensabile, a partire dagli anni &#8217;70 del secolo scorso. Chi oserebbe dire, oggi, che l&#8217;idolatria inverte il rapporto fra l&#8217;uomo e la donna, e che pertanto la diffusione dell&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 un indizio sicuro del paganesimo, inteso come rifiuto intenzionale di quella Verit\u00e0 divina che pur la ragione mostra agli uomini, ma davanti alla quale essi si rifiutano di renderle il debito onore? Il peccato d&#8217;inversione sessuale \u00e8 dunque, per San Paolo ma anche per i sani teologi cattolici una conseguenza dello stravolgimento della relazione d&#8217;amore fra Dio e uomo. Cos\u00ec come gli uomini, accecati dall&#8217;orgoglio e dalla superbia intellettuale, non vogliono render lode a Dio, pur vedendolo e conoscendolo, e perci\u00f2 non peccano per ignoranza, ma per un eccesso d&#8217;intelligenza, allo stesso modo essi non vogliono vedere la relazione naturale dell&#8217;uomo con la donna e della donna con l&#8217;uomo, per cui <em>si accendono di passione<\/em> fra loro, maschi con maschi e femmine con femmine, cambiando il naturale uso reciproco con l&#8217;uso contro natura. Pertanto l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 una conseguenza dell&#8217;accecamento ed \u00e8 il segno sicuro di un&#8217;umanit\u00e0 che si \u00e8 allontanata da Dio. Quale teologo, quale vescovo, quale sacerdote di oggi oserebbe dire queste cose, proferire concetti simili, che pure sono espressi con tanta chiarezza e con precisione quasi imbarazzante da san Paolo? E non si dica che la condanna senza appello dell&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 una &quot;fissazione&quot; di San Paolo, perch\u00e9 essa \u00e8 presente in tutta la Bibbia, sia l&#8217;Antico che il Nuovo Testamento. Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: questo \u00e8 il classico caso in cui appare evidente che bisogna scegliere se si vuol essere cristiani o se si vuol essere moderni e, magari, &quot;cristiani&quot; moderni. La modernit\u00e0 , che disconosce la relazione dell&#8217;uomo con Dio, o che la strumentalizza per fare di Lui il garante e il benevolo testimone dei peccati e delle perversioni degli uomini, non solo non ammette che l&#8217;omosessualit\u00e0 sia vista come un grave peccato, ma addirittura la considera un segno di libert\u00e0, di auto-determinazione e legittima espressione di tendenze naturali (o innaturali, se si preferisce), insomma come una delle pi\u00f9 tipiche forme che prende la volont\u00e0 dell&#8217;uomo di essere norma a se stesso. Dio, a questo punto, diventa perfettamente inutile, perci\u00f2 se avessero un po&#8217; pi\u00f9 di coraggio e di coerenza, tutti codesti teologi e preti modernisti dovrebbero trarre la logica conclusione che il cristianesimo \u00e8 solo una bella favola e che l&#8217;uomo moderno \u00e8 ormai grande abbastanza per farne a meno e camminare da solo. Ma poich\u00e9 sono vili, preferiscono conservare un ipocrita velo di pudore e arrampicarsi sugli specchi per dire che Dio c&#8217;\u00e8 e ci ama, ma secondo le nostre inclinazioni e i nostri gusti, che non condanna niente di ci\u00f2 che \u00e8 umano e che ama ciascuna persona per quella che effettivamente \u00e8, senza chiederle di cambiar vita n\u00e9 bisogno di una profonda conversione. In altre parole, per i cristiani moderni non c&#8217;\u00e8 niente che distingua il cristiano dal pagano, perch\u00e9 la regola non \u00e8 pi\u00f9 quella di uniformare la volont\u00e0 dell&#8217;uomo alla volont\u00e0 di Dio, ma piuttosto di uniformare Dio alla mentalit\u00e0 degli uomini e alle passioni del mondo. Non ci sarebbe bisogno di pi\u00f9 o di altro per capire che la teologia post-conciliare, la pastorale post-conciliare, la liturgia-post conciliare sono inficiate da questo gravissimo ed evidente tratto di apostasia: ci\u00f2 che perseguono non \u00e8 affatto, come pur dicono, una pi\u00f9 approfondita comprensione della Rivelazione ma, al contrario, una vera manipolazione della Rivelazione, onde renderla conforme agli appetiti dell&#8217;uomo carnale.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che si spiegano tante cose. Si spiega perch\u00e9 monsignor Paglia ha fatto affrescare il duomo di Terni, quand&#8217;era vescovo di quella citt\u00e0, con un gran dipinto che \u00e8 un inno alla sodomia e contemporaneamente una profanazione della Persona di Ges\u00f9 Cristo; o perch\u00e9 monsignor Galantino ha affermato a un pubblico di giovani che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma; o ancora perch\u00e9 il cardinale Sch\u00f6nborn offre la cattedrale di Santo Stefano a Vienna, per concerti di carattere omofilo, o perch\u00e9 l&#8217;arcivescovo di Torino, Nosiglia, autorizzi corsi di affettivit\u00e0 per <em>fidanzati<\/em> omosessuali, mentre quello di Genova, Bagnasco, proibisce le preghiere di riparazione per il Gay Pride. \u00c8 ormai chiaro che la sodomia viene usata come un grimaldello per scardinare la morale sessuale cattolica e, attraverso lo squarcio che si viene a creare, stravolgere tutta quanta la dottrina e capovolgere la giusta relazione fra Dio e l&#8217;uomo, dove il primo \u00e8 il Creatore e il secondo la creatura. Il fatto che la lobby gay sia potentissima nella contro-chiesa massonica e che tanti prelati indulgano al vizio contro natura rende la cosa pi\u00f9 ancora pi\u00f9 facile: essa, infatti, sta giocando la partita in casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un brano de Nuovo Testamento che si pone come un macigno attraverso la strada della contro-chiesa bergogliana, massonica e gay-friendly; un brano che da tempo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,237,239],"class_list":["post-26722","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-sacra-scrittura","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}