{"id":26712,"date":"2022-10-30T01:57:00","date_gmt":"2022-10-30T01:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/30\/le-quattro-fonti-velenose-del-pensiero-cattolico-del900\/"},"modified":"2022-10-30T01:57:00","modified_gmt":"2022-10-30T01:57:00","slug":"le-quattro-fonti-velenose-del-pensiero-cattolico-del900","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/30\/le-quattro-fonti-velenose-del-pensiero-cattolico-del900\/","title":{"rendered":"Le quattro fonti velenose del pensiero cattolico del&#8217;900"},"content":{"rendered":"<p>I filosofi e i teologi del 1900 hanno risentito tutti &#8212; parliamo dei pi\u00f9 noti alla cultura dominante, laicista e intimamente anticristiana &#8212; <em>tutti<\/em>, chi pi\u00f9 e chi meno, di tendenze eterodosse ed influssi ereticali, che li hanno portati fuori strada, ma il cui sbandamento \u00e8 stato salutato, sia fuori sia dentro la Chiesa stessa &#8212; quanto meno a partire dal Concilio Vaticano II &#8212; con unanime soddisfazione ed aperte lodi di quanti sostengono che il pensiero cattolico, come del resto tutta la cultura cattolica, \u00e8 gravemente in ritardo rispetto alle acquisizioni pi\u00f9 avanzate del mondo moderno. Un ritardo che il cardinale Carlo Maria Martini ha quantificato in un paio di secoli: ed \u00e8 stato &quot;generoso&quot;, perch\u00e9 il bergogliano <em>Lutero aveva ragione<\/em> del 2017 suona come un&#8217;accusa di ritardo di cinquecento anni, e non di duecento solamente.<\/p>\n<p>Il fatto che i maggiori pensatori cattolici abbiano deviato <em>tutti<\/em> dalla vera dottrina e dalla vera teologia indica chiaramente che non si \u00e8 trattato di scivoloni individuali e pi\u00f9 o meno imprevisti e imprevedibili, quanto piuttosto di una comune intossicazione, suggerisce, come al medico che si vede arrivare in pronto soccorso, in un breve arco temporale, numerosi ricoverati d&#8217;urgenza con gli stessi sintomi d&#8217;intossicazione alimentare, bench\u00e9 provenienti da zone diverse, che si debba fare un&#8217;ipotesi complessiva che renda ragione dello strano fenomeno: vale a dire che vi sia stata una fonte comune, un luogo comune a tutti, ove si sono presentate le condizioni affinch\u00e9 ciascuno contraesse il medesimo male. Nel caso dei filosofi e dei teologi cattolici novecenteschi non una sola fonte comune, ma pi\u00f9 di una, sia pure nel quadro di una prospettiva comune, comuni essendo le tendenze di fondo del pensiero moderno.<\/p>\n<p>Semplificando un po&#8217;, ma non troppo, crediamo si possano identificare abbastanza facilmente le principali fonti d&#8217;inquinamento intellettuale: sono quattro, cinque al massimo, tutte le altre essendo fonti derivate le quali hanno subito la stessa contaminazione, partita da quelle, e che poi, alla loro volta, hanno diffuso l&#8217;errore in altri rivi secondari, fino ad avvelenare tutta o quasi tutta la cultura cattolica contemporanea, per effetto delle stesse dinamiche, delle stesse suggestioni e dello stesso, immancabile complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 dei cattolici nei confronti della modernit\u00e0, la quale, se pure criticata a parole, resta nondimeno, per gran parte di essi, una sorta di &quot;fratello maggiore&quot; al quale guardano con gelosia, ammirazione mal dissimulata, desiderio di emulazione, senso di colpa e attrazione morbosa, come accade con una potentissima droga: che tutti, a parole, disprezzano e condannano, ma che quanti ne hanno subito la tentazione, finiscono per non poterne assolutamente pi\u00f9 fare a meno e ne divengono schiavi.<\/p>\n<p>1 La prima fonte avvelenata scaturisce dalle cosiddette &quot;filosofie della vita&quot;, e in particolare dal vitalismo e dall&#8217;intuizionismo di Henri Bergson (1859-1941), un ebreo che rinunci\u00f2 a convertirsi al cattolicesimo per solidariet\u00e0 con i suoi correligionari perseguitati dal nazismo, le cui opere <em>Materia e memoria<\/em>, <em>L&#8217;evoluzione creatrice<\/em> e <em>Le due fonti della morale e della religione<\/em> esercitarono un influsso di portata enorme sui giovani delusi dal positivismo (e dal kantismo), ma recalcitranti a un puro e semplice ritorno all&#8217;ordine e perci\u00f2 particolarmente sensibili ad ogni forma d&#8217;irrazionalismo e ad ogni suggestione vagamente spiritualista.<\/p>\n<p>Bergson, ad ogni modo, a un certo punto si avvicin\u00f2 molto al cattolicesimo, e il suo influsso, con la mediazione della filosofia dell&#8217;azione di Maurice Blondel (1861-1949), si esercit\u00f2 direttamente sui modernisti cattolici, specie nella loro ricerca di un punto di convergenza tra fede e scienza moderna (anche se lo stesso Blondel rifiut\u00f2 ogni relazione con essi). Lucien Laberthonni\u00e8re (1860-1932), Alfred Loisy (1867-1940), \u00c9douard Le Roy (1870-1954), George Tyrrel (1861-1909), Ernesto Buonaiuti (1881-1946) e il romanziere Antonio Fogazzaro (1842-1911) si ispirarono tutti, direttamente o indirettamente, al bergsonismo e Le Roy specialmente s&#8217;impegn\u00f2 a realizzare una sintesi fra quest&#8217;ultimo e il modernismo.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, i punti principali dell&#8217;eresia modernista, condannata da Pio X con la <em>Pascendi<\/em>, del 1907, sono l&#8217;applicazione rigorosa del metodo storico-critico alla Scrittura (e alla Tradizione, ma in misura minore, per la buona ragione che essi vi credono meno); la concezione storicista dei dogmi, visti come espressione di pensieri umani e sia pure &#8212; in teoria &#8212; di origine divina; la rigorosa applicazione del metodo dell&#8217;immanenza nella pastorale e nella predicazione, sottolineando gli aspetti umani, visti come centrali, del fatto religioso; la curiosa mescolanza di metodi razionalisti, specie a livello esegetico, e altri decisamente irrazionalisti, come l&#8217;affermazione della fede quale &quot;sentimento&quot; di unit\u00e0 dell&#8217;uomo con Dio, e quindi l&#8217;adozione di una prospettiva, di fatto, non solo antropocentrica, ma quanto mai soggettivistica.<\/p>\n<p>2. Un certo quale influsso dell&#8217;idealismo, specie dell&#8217;attualismo gentiliano, sia pure indiretto e variamente assimilato o consapevolmente rifiutato, caso per caso, si riscontra, a nostro avviso, nel gruppo neotomista gravitante intorno alla Universit\u00e0 Cattolica di Milano, e rappresentato da pensatori come Francesco Olgiati (1886-1962), Umberto Antonio Padovani (1894-1968), Gustavo Bontadini (1903-1990), Carlo Mazzantini (1895-1971) e Sofia Vanni Rovighi (1908-1990), oltre che sullo spiritualismo &#8212; che qui non c&#8217;interessa &#8212; di pensatori non cattolici come Varisco, Martinetti e Carabellese.<\/p>\n<p>Quei filosofi, sia pure in forme assai pi\u00f9 moderate del gruppo neotomista di Lovanio, capeggiato dal cardinale D\u00e9sir\u00e9 Mercier (1851-1926), il quale mirava addirittura a realizzare una conciliazione del cattolicesimo con il cartesianesimo, il kantismo e la fenomenologia heideggeriana (e si \u00e8 visto, poi, con quali risultati!), miravano tutti, quale pi\u00f9 e quale meno, a stabilire un certo grado di dialogo con la cultura moderna, quasi che il tomismo non fosse uno strumento speculativo adeguato se non a patto di sottoporlo ad un &quot;aggiornamento&quot; in chiave moderna. \u00c8 questa la differenza che corre fra un libro come <em>Il veleno kantiano<\/em> del padre Guido Mattiussi (1852-1925) e <em>Introduzione allo studio di Kant<\/em> di Sofia Vanni Rovighi: la convinzione, propria dei membri del gruppo neotomista ruotante attorno alla Cattolica di Agostino Gemelli, e che per comodit\u00e0 chiameremo milanese (anche se la Vanni Rovighi era bolognese) che con i filosofi moderni il tomismo possa e debba cercare dei punti d&#8217;incontro, sia pur liberi da complessi di subalternit\u00e0 e anzi mostrando volta per volta, ma senza preconcetti, gli elementi d&#8217;incompatibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Parallelamente al gruppo neotomista milanese, negli stessi anni, cio\u00e8 a cavallo della Seconda guerra mondiale, dunque in una situazione storica contrassegnati da radicali mutamenti (dal fascismo e dalla Conciliazione alla Guerra fredda ed allo scontro aperto con il marxismo, ma ormai in chiave atlantista e ultraliberista e non pi\u00f9 nazionale e corporativa) si muoveva un&#8217;altra pattuglia di pensatori cattolici: Augusto Guzzo (1894-1986), Armando Carlini (1878-1959), Michele Federico Sciacca (1908-1975) e Augusto Del Noce (1910-1989), caratterizzati da un orientamento di tipo spiritualista, anti-razionalista e anti-immanentista e nei quali \u00e8 pi\u00f9 evidente la volont\u00e0 di misurarsi e chiudere i conti con l&#8217;idealismo, sia hegeliano che crociano e gentiliano, rivendicando il bisogno della trascendenza e la concretezza della persona.<\/p>\n<p>3. La terza fonte inquinata e inquinante \u00e8 il personalismo, che equivale, in senso stretto, all&#8217;affermazione della centralit\u00e0 teoretica della persona umana e quindi reca il segno di un influsso della fenomenologia, specialmente di Husserl; e che, su un piano storico pi\u00f9 generale, esprime la rivolta dell&#8217;istanza personalista contro i meccanismo impersonali e spietati della storia moderna che avevano condotto il mondo occidentale al vicolo cieco della Grande crisi del 1929, dopo la cocente delusione per la rapida involuzione autoritaria e statalista subita dalla Rivoluzione russa, salutata sulle prime con una certa simpatia da parte di molti intellettuali europei, e non solo della estrema sinistra.<\/p>\n<p>Il personalismo, in ambito cattolico, trova compiuta espressione nelle istanze portate avanti dalla rivista <em>Esprit<\/em> (1932) e nella filosofia di Emmanuel Mounier (1905-1950), che ne \u00e8 il riconosciuto caposcuola. Lo stesso Mounier, alla domanda &quot;che cos&#8217;\u00e8 il personalismo&quot;, rispondeva: uno sforzo per risvegliare il senso totale dell&#8217;uomo. E aggiungeva, per buona misura, che il cristianesio ha bisogno di una impegno combattivo, capace di imporsi alla storia come&#8230; un secondo Rinascimento (<em>Refaire la Renaissance<\/em> \u00e8 il titolo-slogan di un suo famoso articolo su <em>Esprit<\/em>). \u00c8 chiaro che si tratta di un umanismo integrale in chiave attivista, comunitaria (perch\u00e9 presuppone la comunicazione interpersonale) ed esistenziale, nel quale l&#8217;elemento propriamente cattolico \u00e8 sempre sul punto di evaporare a causa di un abbraccio troppo ampio, e forse ambiguo, con il mondo; cos\u00ec come \u00e8 chiaro che una tale concezione mal si pu\u00f2 conciliare, se non a parole, con la visione autenticamente cristiana dell&#8217;uomo, la quale non mette al centro la persona (che, fra le altre cose, si relaziona con Dio), bens\u00ec Dio, che chiama a s\u00e9 l&#8217;uomo e gli conferisce, con la libert\u00e0, lo statuto di persona, che non possedeva nella societ\u00e0-precristiana e che \u00e8 sul punto di perdere nella societ\u00e0 post-cristiana, sia comunista che capitalista.<\/p>\n<p>Il personalismo ha influenzato Jacques Maritain (1882-1973); in Italia, oltre al gi\u00e0 citato Armando Carlini, Luigi Stefanini (1891-1956), autore assai prolifico e per certi aspetti originale, anche se poco conosciuto a livello nazionale; e, al di fuori dell&#8217;ambito cattolico, il marxista polacco Adam Schaff (1913-2006). Stefanini, pedagogista oltre che filosofo, ha cercato costantemente un dialogo con l&#8217;esistenzialismo, il neoidealismo, la fenomenologia, lo storicismo e la filosofia dell&#8217;azione, vedendo sempre l&#8217;uomo come membro di una comunit\u00e0; il suo pensiero si pu\u00f2 considerare una sintesi di personalismo e spiritualismo, nel quale confluiscono svariati ed eclettici apporti del pensiero cristiano, compresi alcuni filosofi eterodossi, con una certa propensione per i moderni (Gioberti, Rosmini e Blondel) rispetto ai &quot;classici&quot;, come sant&#8217;Agostino e san Tommaso d&#8217;Aquino. Non vi \u00e8 dubbio che Blondel fosse un sincero cattolico; ma quanto di cattolico vi \u00e8 nel suo pensiero e in quello dei filosofi che a lui s&#8217;ispirano?<\/p>\n<p>Oggi noi tutti siamo portati a considerare come cattolico qualunque filosofia che faccia riferimento, pi\u00f9 o meno genericamente, al Vangelo di Ges\u00f9 Cristo; ma i nostri predecessori, giustamente pi\u00f9 esigenti, restringevano l&#8217;aggettivo a quelle filosofie che si accordano senza <em>se<\/em> e senza <em>ma<\/em> con la dottrina cattolica ed evitano scrupolosamente qualunque confusione con il pensiero non cattolico e non cristiano; inoltre, che si astengono da ingiuste critiche e da imprudenti illazioni contro la Chiesa. Ma che dire di Mounier, il quale, insieme a Mauriac, ha tenuto a battesimo la leggenda nera di un Pio XII simpatizzante e quasi fiancheggiatore del nazismo? Di Mounier che, pi\u00f9 in generale, \u00e8 sempre stato la bandiera dei cattolici ultraprogressisti (nonostante le giovanili simpatie fasciste e corporativiste) e, indirettamente, dei neomodernisti usciti allo scoperto con il Vaticano II, quelli che strizzavano l&#8217;occhio ai marxisti, sulla base di un atteggiamento, questo s\u00ec sempre fedele a se stesso, implacabilmente antiborghese?<\/p>\n<p>4. La quarta fonte velenosa \u00e8 l&#8217;esistenzialismo: non quello di cui \u00e8 ritenuto (a torto) capostipite S\u00f8ren Kierkegaard, ma quello di Sartre e di Heidegger, e che, nonostante la sua intrinseca connotazione anticristiana e anticattolica, ha influenzato direttamene anche pensatori cattolici come l&#8217;ebreo convertito Gabriel Marcel (1889-1973) e Karl Jaspers (1883-1969), sposato con una donna ebrea, oltre al gi\u00e0 ricordato Jacques Maritain, egli pure sposato con un&#8217;ebrea russa convertita al cattolicesimo.<\/p>\n<p>Attraverso Heidegger e il suo ammiratore e discepolo gesuita Karl Rahner (1904-1984), e con la mediazione della teologia liberale protestante (specie Karl Barth e Paul Tillich) questa \u00e8 la fonte che ha provocato i maggiori danni al pensiero cattolico contemporaneo, grazie alla diffusione delle opere di Hans Urs von Balthasar (1905-1988), Johann Baptist Metz (1928-2019), Hans K\u00fcng (1928-2021), Edward Schillebeeckx (1914-2009) e, in una posizione particolare, quasi di apripista, Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955). In Italia questo filone non ha prodotto grossi nomi, n\u00e9 sviluppi degni di particolare interesse, in compenso si \u00e8 diffuso a macchia d&#8217;olio, al punto che si farebbe pi\u00f9 presto a dire quali filosofi e teologi cattolici ne sono rimasti immuni. In pratica tutte le facolt\u00e0 teologiche e tutte le riviste cattoliche, a cominciare dalla stessa <em>Civilt\u00e0 cattolica<\/em> (che, ancora ai tempi di Pio XII, si esprimeva in termini ben diversi, anzi opposti, su tali nuove tendenze del pensiero teologico e filosofico in ambito cristiano), sono state acquisite a questo filone, divenuto largamente maggioritario. \u00c8 degno di nota che dalla forte connotazione ebraica o filo-ebraica del gruppo iniziale sia scaturito l&#8217;orientamento del Concilio e in particolare la <em>Nostra aetate<\/em>, che segna una svolta radicale nelle relazioni del cattolicesimo con l&#8217;ebraismo.<\/p>\n<p>Riassumendo: filosofie della vita, idealismo, personalismo, esistenzialismo: le quattro fonti velenose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I filosofi e i teologi del 1900 hanno risentito tutti &#8212; parliamo dei pi\u00f9 noti alla cultura dominante, laicista e intimamente anticristiana &#8212; tutti, chi pi\u00f9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[107,129,171,201],"class_list":["post-26712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-cattolicesimo","tag-eresia","tag-henri-bergson","tag-modernismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26712"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26712\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}