{"id":26697,"date":"2014-11-28T08:47:00","date_gmt":"2014-11-28T08:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/11\/28\/le-due-citta\/"},"modified":"2014-11-28T08:47:00","modified_gmt":"2014-11-28T08:47:00","slug":"le-due-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/11\/28\/le-due-citta\/","title":{"rendered":"Le due citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Esistono due citt\u00e0, secondo Sant&#8217;Agostino, nella cui intersezione si svolge la vicenda umana: quella dell&#8217;amore e quella dell&#8217;odio; quella della giustizia e quella dell&#8217;ingiustizia; quella di Dio e quella terrena, dominata dal Diavolo. Le loro strade s&#8217;intrecciano e talvolta si sovrappongono, e solo alla fine dei tempi verranno radicalmente separate: per ora, a ciascun uomo \u00e8 data la scelta a quale di esse appartenere, quale eleggere come sua patria. L&#8217;egoismo, la sete di potere, la cupidigia, l&#8217;orgoglio, la concupiscenza, lo spingono verso la seconda; la grazia divina, alla quale \u00e8 possibile rispondere con un &quot;s\u00ec&quot; o con un &quot;no&quot;, lo chiama verso la prima.<\/p>\n<p>La loro mescolanza attuale, comunque, avviene solo sul piano fisico; poich\u00e9 esse non hanno niente a che fare l&#8217;una con l&#8217;altra quanto allo spirito, il fatto che si trovino accostate e magari confuse dipende solo dalle circostanze esterne, mentre, per tutto il resto, si tratta di due realt\u00e0 distinte e radicalmente opposte. Non si pu\u00f2 essere cittadini sia dell&#8217;una che dell&#8217;altra quanto allo spirito, cos\u00ec come Ges\u00f9 ha insegnato che non si pu\u00f2 essere servitori di due padroni, Dio e Mammona; fisicamente, per\u00f2, la citt\u00e0 divina coesiste con quella diabolica, fino a quando il Giudizio Finale non assegner\u00e0 a ciascuna il suo ultimo destino.<\/p>\n<p>Le due citt\u00e0 hanno incominciato ad esistere sin dal primo giorno dell&#8217;umanit\u00e0: il peccato di Adamo ed Eva segna drammaticamente la vittoria temporanea del Diavolo, sotto la cui ombra minacciosa si svolge l&#8217;umana vicenda, fino a quando Ges\u00f9 Cristo, nel mistero dell&#8217;Incarnazione, della Passione e della Risurrezione, viene a soccorrere l&#8217;umanit\u00e0 e a ripristinare la speranza nella citt\u00e0 celeste, verso la quale gli uomini che nutrono in cuore l&#8217;amore e il timore di Dio, sostenuti dallo Spirito Santo, continuano a tendere e ad anelare.<\/p>\n<p>Sant&#8217;Agostino si esprime con molta severit\u00e0 nei confronti del potere politico: quando esso nasce unicamente dall&#8217;orgoglio e dalla superbia umane, quando non ha altro scopo che quello di servire l&#8217;avidit\u00e0, l&#8217;ambizione e la sete di dominio, allora esso \u00e8 diabolico e appartiene alla citt\u00e0 &quot;terrena&quot; (nel senso negativo dell&#8217;espressione, come &quot;mondo&quot; nel Vangelo di Giovanni). Non solo: il vescovo africano non vede alcuna differenza sostanziale fra il piccolo potere, esercitato da una banda di malviventi o da una ciurma di pirati, e il grande potere, quale pu\u00f2 essere quello dei pi\u00f9 potenti sovrani della terra &#8212; e il riferimento all&#8217;Impero Romano \u00e8 esplicito.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che la Provvidenza divina, che sa trarre il bene anche dal male, pu\u00f2 servirsi del potere politico, anche quando esso \u00e8 cattivo, per preparare le condizioni necessarie all&#8217;attuarsi di un bene futuro: e cos\u00ec, di fatto, \u00e8 accaduto quando l&#8217;Impero Romano, pur se realizzato con la violenza e con l&#8217;ingiustizia, unificando popoli e culture diverse, ha creato le premesse per la diffusione del messaggio di salvezza universale, il Vangelo. E&#8217; un pensiero audace e articolato, teologicamente molto complesso, che fa di Sant&#8217;Agostino il primo vero filosofo della storia; ed \u00e8 un pensiero che verr\u00e0 ripreso e condiviso da Dante Alighieri, come da tutta la cultura medievale.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che il potere temporale, in se stesso, non \u00e8 malvagio: lo diviene allorch\u00e9 serve unicamente ai fini dell&#8217;uomo, che sono fini dettati dall&#8217;orgoglio, dalla superbia, dalla cupidigia e dalla crudelt\u00e0; non lo \u00e8 quando serve i fini di Dio, lasciandosi ispirare dal bene e rimanendo aperto alla dimensione della salvezza, che presuppone umilt\u00e0 e senso del proprio limite. In pratica, come si \u00e8 detto, \u00e8 quasi impossibile separare i due aspetti, perch\u00e9, nella dimensione terrena e sul piano materiale, essi s&#8217;intrecciano in maniera pressoch\u00e9 inestricabile. Chi, se non Dio, potrebbe leggere sino in fondo al cuore dell&#8217;uomo, e riconoscere se questi agisce per spirito di ambizione e di empia, sacrilega arroganza, sfidando il Cielo cos\u00ec come avvenne nella costruzione della Torre di Babele, oppure per nobili fini, come spesso proclama? Non sempre le azioni degli uomini recano evidente l&#8217;impronta delle loro intenzioni: solo Dio sa scrutare nel segreto dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>La riflessione di Sant&#8217;Agostino su questo tema \u00e8 contenuta in diversi scritti e ispira il titolo della sua opera pi\u00f9 famosa e impegnativa, \u00abLa citt\u00e0 di Dio\u00bb, scritta anche per rispondere alle accuse dei pagani che vedevano nell&#8217;abbandono del culto dei loro d\u00e8i la causa della caduta di Roma nelle mani dei Visigoti di Alarico, nel 410: un evento sconvolgente e addirittura impensabile, che aveva sbriciolato profonde certezze e messo in crisi anche parecchi cristiani, se \u00e8 vero che la Citt\u00e0 Eterna, signora del pi\u00f9 grande impero della storia, non aveva mai conosciuto una simile sciagura dai lontanissimi tempi dei Galli di Brenno, nel 390 avanti Cristo: esattamente ottocento anni prima.<\/p>\n<p>Riportiamo i passaggi fondamentali di tale riflessione, tratti dai diversi scritti agostiniani in cui essa \u00e8 esposta (da: Sant&#8217;Agostino, \u00abIl maestro interiore. Testi scelti, introduzione e commento a cura di padre Agostino Trap\u00e8\u00bb, Edizioni Paoline, 1987, pp. 197-199):<\/p>\n<p>\u00abDunque due citt\u00e0, l&#8217;una degli iniqui, l&#8217;altra dei giusti, continuano il loro cammino dal principio del genere umano fino alla fine del mondo: al presente sono mescolate secondo il corpo ma distinte secondo lo spirito; in futuro, nel giorno del giudizio, saranno separate anche secondo il corpo. Tutti gli uomini infatti, che gonfi di insensata arroganza che gonfi di insensata arroganza amano la superbia e il dominio temporale, e tutti gli spiriti che tali cose amano cercando la loro gloria nel sottomettere gli uomini, sono vincolati insieme in un&#8217;unica societ\u00e0, e anche se spesso litigano tra loro per queste cose, precipitano tuttavia insieme nello stesso abisso trascinati dallo stesso peso della cupidigia, e vengono cos\u00ec congiunti dalla somiglianza di costumi e meriti. Allo stesso modo tutti gli uomini e tutti gli spiriti che umilmente cercano la gloria di Dio, non la propria, e con piet\u00e0 lo seguono, appartengono a una medesima societ\u00e0. Tuttavia Dio, misericordiosissimo, \u00e8 paziente anche verso gli iniqui e d\u00e0 loro la possibilit\u00e0 di pentirsi e correggersi (&quot;De catechizandis rudibus&quot; 20, 31).<\/p>\n<p>Due amori hanno dunque fondato due citt\u00e0: l&#8217;amore di s\u00e9 fino al disprezzo di Dio ha generato la citt\u00e0 terrena, l&#8217;amore di Dio fino al disprezzo di s\u00e9 ha generato la citt\u00e0 celeste. Una &#8212; la citt\u00e0 terrena &#8212; si gloria di se stessa, l&#8217;altra &#8212; la citt\u00e0 di Dio &#8211; si gloria in Dio; una \u00e8 dominata dalla libidine di dominare, l&#8217;altra dal compito di servire; una nei suoi potenti ama la propria forza, l&#8217;altra la ripone in Dio; una, stolta mentre si crede sapiente, non ama Dio; l&#8217;altra, dotata della vera sapienza, rende il culto dovuto al vero Dio (&quot;De civitate Dei&quot; 14, 28). Ci sono due amori: quello del mondo e quello di Dio. Se alberga in noi l&#8217;amore del mondo, non potr\u00e0 entrarvi l&#8217;amore di Dio: abbia posto in noi l&#8217;amore migliore&#8230; Se saziavi il tuo cuore con gli amori terreni, diss\u00e8tati ora alla fonte dell&#8217;amore di Dio, e comincer\u00e0 ad abitare in te la carit\u00e0&quot; (&quot;Epist. Ioannis ad Parthos&quot;, 2, 8). Tutto il genere umano, simile alla vita di un sol uomo, da Adamo alla fine del mondo, \u00e8 governato dalle leggi della Provvidenza e appare diviso in due schiere: in una la schiera degli empi&#8230; nell&#8217;altra la generazione del popolo di Dio (&quot;De vera religione&quot; 27,50).<\/p>\n<p>Due amori, dei quali l&#8217;uno puro e l&#8217;altro immondo, uno sociale e l&#8217;altro privato, uno sollecito di servire all&#8217;utilit\u00e0 comune in vista della citt\u00e0 superna e l&#8217;altro pronto di subordinare anche il bene comune al proprio potere in vista di un&#8217;arrogante dominazione, uno suddito e l&#8217;altro rivale a Dio, uno tranquillo e l&#8217;altro turbolento, uno pacifico e l&#8217;altro sedizioso, uno che preferisce la verit\u00e0 alle lodi degli erranti e l&#8217;altro avido di lodi in qualsiasi modo, l&#8217;uno amichevole e l&#8217;altro invidioso, uno che vuole al prossimo ci\u00f2 che vuole a se stesso e l&#8217;altro che vuole sottomettere il prossimo a se stesso, uno che governa il prossimo per l&#8217;utilit\u00e0 del prossimo e l&#8217;altro che governa per la sua utilit\u00e0&#8230; hanno fondato e distinto le due citt\u00e0 (&quot;De Genesi ad litteram&quot; 11, 15.20).<\/p>\n<p>Ho distribuito il genere umano in due categorie, una di quelli che vivono secondo l&#8217;uomo, l&#8217;altra di quelli che vivono secondo Dio. Anche in senso analogico le chiamo due citt\u00e0 cio\u00e8 due societ\u00e0 umane, di cui una \u00e8 destinata a regnare eternamente con Dio, l&#8217;altra a subire un eterno tormento col diavolo (&quot;De civitate Dei&quot;, 15, 1.1).<\/p>\n<p>Ho inteso difendere la gloriosissima citt\u00e0 di Dio&#8230; sia mentre essa in questo fluire dei tempi, vivendo di fede, \u00e8 esule fra gli infedeli, sia nella quiete della patria celeste che ora attende nella perseveranza&#8230; e che poi conseguir\u00e0 mediante la supremazia con la vittoria ultima e la pace finale (&quot;De civitate Dei&quot; 1, proemio).\u00bb<\/p>\n<p>Vi \u00e8 guerra permanente, dunque, fra le due citt\u00e0: e coloro che vivono secondo l&#8217;amore di Dio sono come esuli in patria, oggetto degli attacchi degli altri, di coloro che vivono accecati dall&#8217;orgoglio umano, dalla smania di potere, dallo spirito d&#8217;ingiustizia: \u00e8 inevitabile che sia cos\u00ec, perch\u00e9 nessun compromesso \u00e8 possibile fra l&#8217;una e l&#8217;altra, n\u00e9 mai i giusti potranno acconsentire, senza macchiarsi a loro volta, ai disegni dei malvagi e degli empi.<\/p>\n<p>Agostino sviluppa una serie di acute osservazioni psicologiche, come quando afferma che i membri della citt\u00e0 terrena cercano la lode degli altri, comunque e a qualsiasi prezzo; mentre i buoni non cercano la lode del mondo, ma si sforzano di pensare, parlare e agire secondo giustizia, lasciandosi ispirare dalla grazia divina. Gli uni sono gonfi di presunzione e sono accecati dal sentimento della propria autosufficienza, anzi, ardiscono perfino farsi rivali di Dio e sfidarlo apertamente; gli altri sono umili e docili, perch\u00e9 non confidano in se stessi, ma solo e unicamente in Dio.<\/p>\n<p>Il cuore della riflessione di Agostino \u00e8 laddove egli individua la prima radice delle due citt\u00e0: rispettivamente l&#8217;amore di Dio e l&#8217;amore di s\u00e9 da parte dell&#8217;uomo. L&#8217;uomo che vuol piacere a Dio non cerca niente per s\u00e9, si apre all&#8217;amore ed offre tutto se stesso; mentre l&#8217;uomo che cerca la lode altrui \u00e8 pronto a usare qualsiasi mezzo per raggiungere i suoi fini, animato dall&#8217;orgoglio e disposto a commettere ogni sorta d&#8217;ingiustizia, pur di realizzarli. Gli uni sono naturalmente benevoli e operatori di pace, gli altri sono naturalmente malvagi e operatori di violenza, sopraffazione e iniquit\u00e0. Gli uni pensano al bene comune, gli altri si preoccupano esclusivamente del proprio, identificandolo con gli idoli del piacere, del potere e del successo e quindi, in realt\u00e0, ingannandosi in maniera totale, perch\u00e9 il bene dell&#8217;uomo \u00e8 seguire il richiamo celeste. Eppure codesti stolti si credono sapienti: e, ciechi, non vedono che stanno correndo verso la rovina.<\/p>\n<p>Fra costoro si trovano, evidentemente, non solo quanti perseguono la cupidigia in termini personali, ma anche tutti quelli che agiscono \u00abetsi Deus non daretur\u00bb, come se Dio non ci fosse, e vorrebbero fare dell&#8217;uomo il Dio di se stesso, un Dio onnipotente e infallibile, un Dio che stabilisca da s\u00e9 che cosa sia giusto e che cosa ingiusto, che cosa sia bene e che cosa male. Si tratta di un peccato intellettuale, e vi sono esposte specialmente le persone colte e intelligenti, le quali, inebriate dal sapere e dalle possibilit\u00e0 che si dischiudono mediante la ragione, dimenticano di essere creature, spiriti finiti, e manipolano la creazione di Dio come se ne fossero i padroni indiscussi. \u00c8 qui che la superbia intellettuale diventa smania di potere materiale: non nel senso della ricerca di un potere delle cose (ad esempio, del denaro), ma sulle cose, quasi che l&#8217;uomo, appunto, fosse diventato Dio.<\/p>\n<p>Agostino \u00e8 molto chiaro e lineare nell&#8217;individuare la radice di questo atteggiamento nella libidine del dominio: e la storia successiva ci mostra che essa pu\u00f2 manifestarsi non solo nell&#8217;ambito politico, ma anche in quello economico, scientifico, intellettuale. Egli \u00e8 molto chiaro anche nel riconoscere che esiste una segreta o palese solidariet\u00e0 fra i cittadini delle due citt\u00e0; e che gli abitanti della citt\u00e0 terrena, per quanto possano venire a contesa fra di loro, sono pur sempre affratellati da una sorta di patto scellerato: cos\u00ec come i buoni sono tutti figli di Dio, i malvagi sono tutti figli del Diavolo, sono suoi servitori e sciagurati operatori dei suoi tenebrosi disegni.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che, cos\u00ec come esiste la comunione dei santi, esiste anche quella dei malvagi: \u00e8 un pensiero inquietante, che apre scenari sconcertanti, ad esempio in riferimento a certe societ\u00e0 segrete potenti e diffuse in tutto il mondo, animate da spirito radicalmente anticristiano, il cui scopo \u00e8 il dominio totale sul mondo, mediante la distruzione della bont\u00e0, della giustizia, della misericordia, del timor di Dio. \u00c8 impressionante pensare a quanti esseri umani, magari non del tutto consapevoli, si prestano ad un tale progetto e pongono la loro intelligenza e le loro capacit\u00e0 professionali al servizio della citt\u00e0 diabolica: strumenti di una forza malvagia che li muove come burattini e che li farebbe morire di spavento, se essi potessero vederla quale \u00e8 in realt\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo la mentalit\u00e0 moderna, tuttavia, che \u00e8 sempre pi\u00f9 materialista, edonista e secolarista, la contrapposizione delineata da Agostino fra le due citt\u00e0 sarebbe troppo cupa, troppo pessimistica, e si presterebbe alla denigrazione del mondo e alla sfiducia dell&#8217;uomo in se stesso. Agostino, per\u00f2, non condanna il mondo come tale, ma in quanto regno dell&#8217;uomo che spezza il legame col suo Creatore e vuole farsi Dio; e la contrapposizione fra le due citt\u00e0 esiste, \u00e8 un fatto: non una teoria&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono due citt\u00e0, secondo Sant&#8217;Agostino, nella cui intersezione si svolge la vicenda umana: quella dell&#8217;amore e quella dell&#8217;odio; quella della giustizia e quella dell&#8217;ingiustizia; quella di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,244],"class_list":["post-26697","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-santagostino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26697"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26697\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}