{"id":26696,"date":"2021-07-19T09:18:00","date_gmt":"2021-07-19T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/19\/le-due-citta-lutero-e-la-guerra-dei-contadini\/"},"modified":"2021-07-19T09:18:00","modified_gmt":"2021-07-19T09:18:00","slug":"le-due-citta-lutero-e-la-guerra-dei-contadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/19\/le-due-citta-lutero-e-la-guerra-dei-contadini\/","title":{"rendered":"Le due citt\u00e0: Lutero e la guerra dei contadini"},"content":{"rendered":"<p>La teorizzazione agostiniana delle due citt\u00e0, la Citt\u00e0 di Dio e la Citt\u00e0 dell&#8217;uomo, che poi \u00e8 la Citt\u00e0 del diavolo, ineccepibile dal punto di vista della dottrina cattolica e utilissima per orientarsi nel mondo confuso della storia in una chiara e coerente prospettiva cristiana, rischia di diventare uno strumento pericoloso nelle mani rozze e maldestre di chi non sa comprendere l&#8217;importanza delle sfumature e pretende di tagliare i concetti con la scure, come se fossero pezzi di legno da mettere nel camino. Uno di questo esegeti grossolani di Sant&#8217;Agostino, indegni di un s\u00ec grande maestro e pessimi continuatori del suo pensiero, \u00e8 stato senza dubbio Martin Lutero, entrato nell&#8217;ordine agostiniano proprio perch\u00e9 attratto, fin da giovane, da quella visione, che per\u00f2 non seppe mai comprendere nei suoi termini esatti, per la semplice ragione che egli non si sforz\u00f2 mai di capire veramente il pensiero di Agostino, ma pretese di usarlo e manipolarlo per i suoi fini personali, ossia per placare i suoi conflitti e i suoi tormenti interiori, tipici di una coscienza scrupolosa, ma priva di equilibrio, di prudenza, di senso della misura ed esageratamente dominata da fattori emotivi piuttosto che rischiarata dalla luce della sana ragione naturale.<\/p>\n<p>San&#8217;Agostino dice una cosa in fondo molto semplice: l&#8217;uomo, dominato dall&#8217;amore di se stesso, costruisce un mondo nel quale non c&#8217;\u00e8 posto per Dio, un modo dominato dalla superbia e da uno smodato e falso amor di s\u00e9. Quando invece l&#8217;uomo si spoglia del proprio egoismo e delle proprie passioni disordinate e si rimette interamente a Dio, lasciandosi guidare da Lui, l\u00e0 si costruisce un mondo che \u00e8 fedele specchio del Paradiso: il mondo spirituale nel quale tutto \u00e8 luce e amore, perch\u00e9 tutto \u00e8 rivolto a Dio e niente si disperde nelle brame di quaggi\u00f9. Questi due mondi, queste due citt\u00e0, sono intrecciati e confusi nella dimensione terrena: \u00e8 impossibile operare una netta separazione, anche perch\u00e9 la coesistenza delle due citt\u00e0 avviene perfino all&#8217;interno di noi stessi, di ciascun uomo: nessuno, nella dimensione terrena, \u00e8 sempre perfettamente conforme alla volont\u00e0 di Dio, in ciascuno vi sono residui di egoismo, perch\u00e9 tale \u00e8 la trista eredit\u00e0 del peccato di Adamo. Perch\u00e9 la separazione avvenga, bisogna che arrivi la Parusia, quando i giusti e i malvagi saranno giudicati una volta per sempre.<\/p>\n<p>Agostino, tuttavia &#8211; questo \u00e8 il punto &#8211; non si \u00e8 mai sognato di negare la dottrina cattolica, che \u00e8 articolo di fede, del libero arbitrio; neppure nella fase pi\u00f9 aspra della sua polemica contro Pelagio, negatore delle conseguenze del Peccato originale, che lo ha portato ad incupire oltremodo il quadro della condizione umana e a sottolineare con particolare crudezza gli effetti della concupiscenza, giunge a negare che l&#8217;uomo possa distinguere il bene dal male e regolarsi di conseguenza. Nega, questo s\u00ec, che lo possa fare senza l&#8217;aiuto della grazia: ma questo \u00e8 perfettamente conforme alla dottrina cattolica di allora e di sempre. Il cattolicesimo si guarda bene dal sostenere che l&#8217;uomo possiede in se stesso <em>tutti<\/em> gli strumenti per meritare la salvezza: se cos\u00ec fosse, avrebbe ragione Pelagio; non solo: a quel punto la stessa Incarnazione del Verbo e la stessa Passione, Morte e Resurrezione di Ges\u00f9 Cristo sarebbero quasi un di pi\u00f9, un qualcosa di bello e commovente, certo, ma in fin dai conti di non necessario nel quadro della salvezza. In altre parole, non ci sarebbe bisogno della Redenzione, perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 non sarebbe peccatrice, o quanto meno i singoli uomini potrebbero evitare il peccato e meritare la giustificazione da se stessi, con la sola guida della ragione naturale e della propria retta coscienza morale.<\/p>\n<p>Al contrario, la dottrina cattolica ha sempre affermato che la ragione naturale e la retta coscienza morale sono certamente le premesse, oltre che dei validi strumenti ausiliari per giungere alla Verit\u00e0, ma sicuramente non bastano ad averne la piena consapevolezza, n\u00e9 a perseverare in essa, perch\u00e9 persevera nella Verit\u00e0 solo colui al quale ci\u00f2 viene concesso mediante la grazia. Ora, la grazia \u00e8 un dono di Dio: un dono che l&#8217;uomo deve chiedere, perch\u00e9 senza di essa non pu\u00f2 fare nulla (cfr. <em>Gv<\/em> 15,5); ma che non pu\u00f2 pretendere di avere, quando e come lo vuole lui, perch\u00e9 le vie del Signore sono misteriose e la grazia viene da Lui liberamente concessa a chi \u00e8 in grado di riceverla. E ci\u00f2 a dispetto delle apparenze umane: perch\u00e9, umanamente parlando, ci sono persone che sembrano prontissime a riceverla, e perci\u00f2 meritevoli di un dono cos\u00ec meraviglioso, e altre che sembrano lontanissime da Dio e dal &quot;meritare&quot; la grazia; ma Dio, che legge nei cuori, sa come stanno le cose e spesso ci\u00f2 con concorda con le apparenze, come si vede bene, per fare un esempio celebre, nella conversione di san Paolo, il quale fino a un minuto prima della repentina chiamata divina era un implacabile nemico delle giovani comunit\u00e0 cristiane.<\/p>\n<p>La rozza semplificazione luterana dell&#8217;idea agostiniana delle due citt\u00e0 ha una spiegazione e una data precise: il 1524-25, l&#8217;<em>annus terribilis<\/em> della guerra dei contadini, che sconvolse e insanguin\u00f2 vaste regioni dell&#8217;Impero germanico e si concluse con il massacro di oltre 100.000 contadini e la pubblica esecuzione dei loro capi. Lutero si rese conto perfettamente che i contadini non sarebbero insorti se egli non avesse levato la sua voce contro l&#8217;autorit\u00e0 costituita del papa e dell&#8217;imperatore, e se non avesse posto al centro della sua ardente predicazione il concetto della libert\u00e0. Al tempo steso, vide con raccapriccio che si era verificato un tremendo fraintendimento fra la libert\u00e0 della quale parlava lui, che era una libert\u00e0 puramente interiore, e la libert\u00e0 come la intendevano loro, ossia in senso politico e sociale e si ritrasse inorridito dalle conseguenze del suo stesso agire, sia pur involontario, oltrepassando ogni misura laddove si abbandon\u00f2 a una maledizione senza appello degli insorti e ad una lugubre invocazione ai pr\u00ecncipi affinch\u00e9 massacrassero senza piet\u00e0 quei rivoltosi maledetti e sacrileghi, quei miserabili che avevano distorto la parola di Dio, cio\u00e8 la sua, in senso abiettamente umano e materiale. Molto comodo, senza dubbio: avrebbe potuto almeno, per decenza, tacere: un tale eccesso di odio e di furore contro dei poveracci che si avviavano ad essere tagliati a pezzi non depone a favore della sua misericordia e legittima il sospetto che, a quel punto, la cosa che pi\u00f9 gli stava a cuore era allontanare da s\u00e9 ogni sospetto di connivenza coi ribelli, cos\u00ec da farsi pienamente accettare da quei pr\u00ecncipi dai quali dipendeva la sopravvivenza della &quot;sua&quot; riforma. Non si era reso conto che essa sarebbe sopravvissuta comunque, anche senza di lui, poich\u00e9 l&#8217;obiettivo dei pr\u00ecncipi era stato fin dall&#8217;inizio non certo di natura teologica (che importava ad essi del servo arbitrio, del sacerdozio universale o della salvezza mediante la sola fede?), ma quello di mettere le loro avide mani sui beni della Chiesa, espropriando chiese e conventi, e incamerandoli nelle loro propriet\u00e0. Lutero era servito loro da giustificazione: e una volta che l&#8217;avevano avuta, potevano ben procedere per conto proprio, servendosi di qualcun altro, di un Carlostadio o dun Melantone. Sicch\u00e9, in effetti, la riforma era legata a doppio filo sin dal principio agli interessi materiali della classe dominante; e la rabbiosa condanna dei contadini da pare di Lutero, in nome del principio che non bisogna confondere la libert\u00e0 del cristiano con la libert\u00e0 politica, si rivela un patetico tentativo di sottrarsi alla realt\u00e0 dei fatti: che i pr\u00ecncipi si erano serviti di lui per attaccare la Chiesa e l&#8217;imperatore, e che lui, grazie ad essi, aveva potuto ritagliarsi uno spazio come riformatore religioso anticattolico, ma solo nei limiti precisi della sfera spirituale, senza avere assolutamente voce in capitolo quanto alla giustizia terrena. In altre parole, Lutero si avviava ad essere il cappellano di Federico di Sassonia e degli altri pr\u00ecncipi; e i pastori luterani a diventare quel che sarebbero poi sempre stati, i funzionari stipendiati del potere politico &quot;riformato&quot;, ossia sciolto dal papa e dal potere centrale, e libero d&#8217;imporre qualunque legge ai propri sudditi.<\/p>\n<p>Scriveva il celebre storico francese Lucien Febvre (1878-1956), da noi gi\u00e0 citato, nella sua biografia <em>Martin Lutero<\/em> (titolo originale. <em>Un destin: Martin Luther<\/em>, 1928, poi Presses Universitaires de France, 1968; traduzione dal francese di Giorgio Zampa, Bari, Laterza, 1969, 1990, pp. 224-225):<\/p>\n<p><em>Ancora una volta, si indovineranno le conseguenze di un atteggiamento simile[la durissima condanna dei contadini da parte di Lutero nel 1525], quanto esso isolava Lutero, come distoglieva da lui tutta una pare, e la pi\u00f9 ardente, di quella massa umana che la sua parola aveva commosso e profondamente agitato.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma si doveva forse, per essa, tornare indietro, cadere di nuovo negli antichi errori? Ed ecco Lutero, in queste ore tragiche, riprende ancora una volta la catena dei suoi pensieri; rafforzarsi ne suo sentimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Il mondo \u00e8 cattivo, diceva la religione cattolica; cattivo a tal segno, che invano l&#8217;uomo moltiplicher\u00e0 i suoi sforzi: essi potranno essere continui ed eroici, egli vi rimarr\u00e0 affondato e la sua malvagit\u00e0 fondamentale infirmer\u00e0 i suoi atti e le sue risoluzioni. Per coloro che recano in s\u00e9 un alto ideale di sacrificio e di santit\u00e0, vi \u00e8 un solo rimedio: fuggire il mondo. Allontanarsi, vivi ancora, dalla societ\u00e0 dei vivi. Condurre fuori del secolo, in asili impenetrabili, un&#8217;esistenza fatta di preghiera, di rinunce, di mortificazioni; offrirsi a Dio in sacrificio espiatorio per i peccati propri e per gli altrui.<\/em><\/p>\n<p><em>Chimera e bestemmia, aveva gridato Lutero. Il mondo \u00e8 il modo. Iddio stesso ha regolato lo spettacolo che il mondo offre; e sempre Lui \u00e8 stato a porre noi come attori in questa scena tragica e misera. Non cerchiamo di fuggire, viviamo nel secolo, adempiamo, pr\u00ecncipi o commercianti, boia, giudici o soldatacci, alle mansioni che ci sono state affidate. Accettiamole, per amore di coloro che ne beneficiano; ma come cristiani viviamo, in spirito, in un&#8217;altra sfera: in quel regno di Cristo in cui, preoccupati solo della nostra salvezza, praticheremo la carit\u00e0, la misericordia, le virt\u00f9 superiori che nulla hanno a vedere con il mondo terrestre, questo impero della collera, della forza e della spada&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, sottomettersi alle necessit\u00e0 politiche economiche e giuridiche, accettare l&#8217;oppressione delle leggi, i mali sanguinosi della guerra, le iniquit\u00e0 dei pr\u00ecncipi: tutto ci\u00f2 costituisce un sanguinoso sacrificio. Lutero, \u00e8 vero, sente che una personalit\u00e0 potente come la sua soffoca nei limiti della vita terrestre, e che al minimo movimento essa rischia di far crollare tutto. Lo sente, lo sa, e tanto pi\u00f9 forte grida: \u00abRimaniamo immobili\u00bb. Spezzare, demolire tutto per ricostruire una casa pi\u00f9 grande: perch\u00e9? Pieghiamoci, a prezzo di un&#8217;eterna costrizione, alle dure necessit\u00e0 del mondo terrestre: che importa, quando la nostra anima, la nostra anima di cristiani e di fedeli evade liberamente fuori delle sbarre? Nell&#8217;etere sottile di quel mondo spirituale in cui non sono n\u00e9 leggi n\u00e9 dogane n\u00e9 frontiere, essa si inebri della sua potenza e assapori la sua regale libert\u00e0. Muovendosi senza timore dalla cima delle virt\u00f9 all&#8217;abisso dei vizi, attraverso le immondizie e le impurit\u00e0 essa arrivi alla candida ebbrezza della pace interiore. Al termine delle sue esperienze, infine, entri in comunicazione diretta e immediata con il focolare di ogni energia creatrice, con l&#8217;animatore sovrano, Dio. Nella fiamma che lo circonda, che fa di brace coloro che gli si accostano con l&#8217;orrore di essere quello che sono, il sentimento patetico della loro indegnit\u00e0, una fiducia infinita nella sua misericordia, tutto fonde e si liquef\u00e0: peccati e vizi, miserie e debolezze, impurit\u00e0 e scorie. \u00c8 la liberazione perfetta, il perdono, l&#8217;ingresso nella sfera in cui, abolita la legge, annientato il peccato, vinta la morte, l&#8217;anima si trova ad essere al di l\u00e0 del bene e del male. \u00c8 la salvezza per mezzo della fede.<\/em><\/p>\n<p><em>Quale certezza, allora per il cristiano! Dio scende in lui e, penetrandolo e ispirandolo, fa della sua vita un seguito ininterrotto di creazioni feconde e del suo cuore un&#8217;inesauribile sorgente di amore. Le opere derivano dalla fede che esse stesse alimentano. Si stabilisce un circolo senza fine. \u00abLa fede si riversa nelle opere e traverso le opere ritorna in se stessa, come il sole si innalza fino al momento di tramontare e ritorna al suo punto di partenza fino all&#8217;alba\u00bb. Davanti a simili prospettive, delle quali l&#8217;uomo \u00e8 in grado di gustare l&#8217;ebbrezza, che cosa importa il disagio di questo mondo, la costrizione di quaggi\u00f9?<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un buffo destino quello di Lutero nella cultura moderna, compresa quella cattolica progressista: \u00e8 passato alla storia come il campione della libert\u00e0 contro l&#8217;autorit\u00e0, ma la verit\u00e0 dei fatti \u00e8 esattamene opposta. Egli ha spazzato via il <em>Kat\u00e9chon<\/em> che tratteneva l&#8217;arbitrio del potere politico e ha ribadito la visione pi\u00f9 pessimistica dell&#8217;uomo che si possa immaginare: la vita \u00e8 una valle di lacrime nella quale il cristiano deve soffrire e tacere, senza mai sognarsi di avere un pensiero di ribellione in nome della giustizia e della libert\u00e0. Mentre la Chiesa cattolica, che nel dramma luterano gioca la parte del cattivo oltre che del perdente, in realt\u00e0 era proprio la forza morale e materiale che faceva da ammortizzatore fra il potere dei pr\u00ecncipi e le classi subalterne. La dottrina cattolica, inoltre, non esclude affatto la resistenza a un potere ingiusto e tirannico: essa insegna che si deve obbedire al potere costituito, ma solo finch\u00e9 viene esercitato in modo legittimo, cio\u00e8 conforme al bene comune&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teorizzazione agostiniana delle due citt\u00e0, la Citt\u00e0 di Dio e la Citt\u00e0 dell&#8217;uomo, che poi \u00e8 la Citt\u00e0 del diavolo, ineccepibile dal punto di vista<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[119,195,244],"class_list":["post-26696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-dottrina","tag-martin-lutero","tag-santagostino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26696\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}