{"id":26694,"date":"2011-06-21T08:25:00","date_gmt":"2011-06-21T08:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/21\/le-donne-non-amano-piu-gli-uomini-le-donne-non-amano-piu-gli-uomini\/"},"modified":"2011-06-21T08:25:00","modified_gmt":"2011-06-21T08:25:00","slug":"le-donne-non-amano-piu-gli-uomini-le-donne-non-amano-piu-gli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/06\/21\/le-donne-non-amano-piu-gli-uomini-le-donne-non-amano-piu-gli-uomini\/","title":{"rendered":"Le donne non amano pi\u00f9 gli uomini? Le donne non amano pi\u00f9 gli uomini?"},"content":{"rendered":"<p>Le donne non amano pi\u00f9 gli uomini?<\/p>\n<p>Si sarebbe portati a crederlo, quanto pi\u00f9 si osserva con mente spassionata lo stato dei rapporti fra uomo e donna, nella societ\u00e0 odierna.<\/p>\n<p>Intendiamoci: la stragrande maggioranza delle donne pensa ancora al maschio; lo desidera sessualmente e, pi\u00f9 ancora, desidera realizzare la stabilit\u00e0 che il rapporto con lui sembra dischiuderle, a cominciare dal progetto della maternit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, se guardiamo bene, non tarderemo ad accorgerci che queste cose non sono ancora l&#8217;essenziale; che possono coesistere con un disinteresse pi\u00f9 profondo, pi\u00f9 radicale, della donna nei confronti dell&#8217;uomo; che non testimoniano affatto del buono stato di salute delle attuali relazioni tra i due sessi, specie dal punto di vista femminile.<\/p>\n<p>Le donne desiderano il maschio: ma certo, \u00e8 perfettamente logico che cos\u00ec sia; ma quanto giocano in questo il naturale desiderio del sesso e l&#8217;istintiva paura della solitudine?<\/p>\n<p>Bisogna pur dire che, per loro, un peso notevolissimo \u00e8 pur sempre esercitato dalla tradizione e dagli automatismi della societ\u00e0, ivi compreso il bombardamento a tappeto della pubblicit\u00e0 consumista (e adoperiamo il termine &quot;pubblicit\u00e0&quot; nel senso pi\u00f9 ampio possibile, comprendendovi anche buona parte del cinema, della musica leggera e della narrativa di largo consumo, anche se di qualit\u00e0 scadente).<\/p>\n<p>E, per l&#8217;industria del consumo, giocare sul tasto dell&#8217;attrazione sensuale fra uomo e donna \u00e8 pur sempre una mossa che rende, che aiuta a vendere il prodotto e che, pertanto, va sfruttata sino in fondo, in qualsiasi circostanza, anche la pi\u00f9 inappropriata, ad esempio per reclamizzare una marca di spaghetti&#8230;<\/p>\n<p>Ma forse, per le donne, la ricerca dell&#8217;uomo \u00e8 divenuta solamente un surrogato; e, se appena trovassero qualcosa che le soddisfi maggiormente &#8211; che le soddisfi, non che le realizzi: quella \u00e8 un&#8217;altra cosa -, non esiterebbero un istante a spostare altrove la loro attenzione, cos\u00ec come chi ha imparato ad usare il computer non esita un attimo a sbarazzarsi della vecchia macchina per scrivere (dicono che l&#8217;ultima, gloriosa fabbrica di macchine per scrivere abbia appena chiuso le serrande, in India: diventer\u00e0 l&#8217;ennesimo monumento di archeologia industriale, prima che le ruspe la buttino gi\u00f9 per sempre).<\/p>\n<p>Dunque: le donne amano gli uomini ormai solo per abitudine, per conformismo, per noia, per mancanza di qualcosa di meglio?<\/p>\n<p>Numerosi indizi lo farebbero pensare.<\/p>\n<p>Innanzitutto, pare proprio che il fuoco della passione sia spento: e non solo nei confronti dei mariti noiosi, ma anche degli amanti: in una societ\u00e0 dove, ormai, sposarsi \u00e8 divenuta una rarit\u00e0 e, comunque, lo si fa dopo mesi o anni di relazione intima, nemmeno gli amanti sfuggono pi\u00f9 al severo esame di un inesorabile sguardo femminile, dopo che hanno perso il vantaggio di rappresentare il fascino dell&#8217;imprevisto e della rottura delle regole.<\/p>\n<p>Non si confonda il sesso con la passione: si pu\u00f2 anche avere una relazione sessualmente calda, perfino bollente, ma senza passione; molti fattori vi concorrono: primo fra tutti, l&#8217;esasperazione dell&#8217;immaginario erotico provocata dalle onnipresenti agenzie di spettacolo.<\/p>\n<p>Ma la passione, quella, \u00e8 un&#8217;altra cosa: oseremmo dire che, al limite, pu\u00f2 esservi una grandissima passione senza che si giunga, per varie circostanze, a una vera e propria intimit\u00e0 sessuale; ma quest&#8217;ultima non significa, di per s\u00e9, che vi sia anche un forte coinvolgimento emotivo, un autentico abbandono passionale.<\/p>\n<p>Nel film di Eric Rohmer \u00abLa collezionista\u00bb, del 1967, i due protagonisti, Adrien e Hayd\u00e9e, sono reciprocamente attratti, ma non consumano mai la relazione, pur sfiorandosi continuamente, sia con i corpi che con l&#8217;immaginazione; eppure, l&#8217;atmosfera erotica che li accompagna e che li avvolge \u00e8 addirittura elettrizzante: come non percepirla immediatamente, al pari di una realt\u00e0 fisica e tangibile?<\/p>\n<p>In secondo luogo, la rivoluzione femminista ha definitivamente rotto l&#8217;incantesimo fra i sessi, riducendolo a un puro scontro di potere: e la donna, di colpo, ha scoperto &#8211; quasi con meraviglia, forse con rammarico &#8211; che l&#8217;uomo, sul piano della pura forza e spogliato del vecchio alone romantico, le \u00e8 di molto inferiore: sempre pi\u00f9 angosciato e disorientato dalla spietata competizione femminile, non sembra davvero in grado di offrirle quella rassicurazione affettiva che costituiva il suo principale fascino.<\/p>\n<p>Ora, non che offrire sicurezza e stabilit\u00e0 alla donna, sembra egli stesso bisognoso di continue rassicurazioni; diciamo pure che sembra afflitto da una grave crisi di identit\u00e0: esistenziale, psicologica e anche sessuale.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, per essere franchi, comincia ad aver paura della donna: \u00e8 per questo che tende a gettarsi a capofitto nel lavoro o, quando sente il bisogno di sentirsi stretto fra due braccia amiche, nel rapporto col suo simile, magari nella versione &quot;spuria&quot; del travestito. Potremmo citare molti casi famosi, rivelati impietosamente dalle cronache: quello di Lapo Elkann crediamo possa bastare. Fidanzato con la bellissima Martina Stella e lui stesso giovane ricco, famoso e invidiatissimo, nel 2005 ha rischiato la vita per una overdose di droga, in casa di una certa Patrizia, che in realt\u00e0 era un transessuale cinquantasettenne.<\/p>\n<p>Certo, tutti i gusti sono gusti; ma non \u00e8 difficile immaginare come debbano vivere le donne una tale deriva da parte dell&#8217;uomo: frustrazione, disgusto, senso di profonda umiliazione. Come \u00e8 possibile che un baldo giovanotto preferisca le prestazioni di un anziano travestito alle grazie di una magnifica fanciulla che chiunque giudicherebbe oltremodo desiderabile?<\/p>\n<p>Le donne, a quanto pare, non si rendono conto di aver collaborato, esse stesse, al verificarsi di questa situazione: da quando hanno imboccato la via della emulazione senza quartiere nei confronti dell&#8217;uomo, lo hanno reso insicuro con la loro aggressivit\u00e0, con la loro ostentata autosufficienza: adesso, raccolgono quel che hanno seminato.<\/p>\n<p>Non volevano pi\u00f9 dipendere dall&#8217;uomo, sentirsi &quot;inferiori&quot; (diverse come inferiori: ecco il grande equivoco, il grande delirio del femminismo) e il risultato \u00e8 che ora non sanno pi\u00f9 che farsene di un uomo sempre pi\u00f9 perplesso, annaspante, svirilizzato.<\/p>\n<p>Per un uomo cos\u00ec, ci vorrebbe una infermiera che ne raccolga i cocci e tenti di rimetterli insieme, o forse una mamma che lo consoli e lo tranquillizzi, ma di quelle di una volta, non una mamma scatenata di oggi; di certo, egli non ha molto da offrire a una compagna che cerchi in lui sostegno, stabilit\u00e0 e certezze.<\/p>\n<p>Racconta Ignace Lepp nel suo libro \u00abPsicanalisi dell&#8217;amore\u00bb (titolo originale: \u00abPsychanalise de l&#8217;Amour\u00bb; traduzione italiana di M. Villerot, Roma, Carabba, 1965, pp. 109-111):<\/p>\n<p>\u00abAll&#8217;et\u00e0 di sedici anni Susanna \u00e8 stata follemente innamorata di una sua professoressa di ventisette anni. Quando questa un giorno la baci\u00f2 sulla gota per ringraziarla di una gentilezza, trasal\u00ec di gioia e di piacere. Ogni volta che l&#8217;occasione si presentava ricercava la sua compagnia e faceva in modo che fra loro ci fossero delle carezze e dei baci. Durante le vacanze, la professoressa invit\u00f2 Susanna a fare del camping con lei, i genitori acconsentirono. Sotto la tenda divennero amanti nel modo pi\u00f9 esplicito. Ci\u00f2 dur\u00f2 una quindicina di giorni, poi con la fine delle vacanze ci fu la separazione definitiva, la professoressa essendo stata nominata in un&#8217;altra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ignoro se la professoressa di Susanna fosse o no una lesbica vera e sperimentata. Due anni dopo, studentessa alla facolt\u00e0 di lettere, Susanna ebbe il colpo di fulmine per una delle sue amiche che non tard\u00f2 a iniziare ai piaceri di Lesbo. Divenuta professoressa di liceo ogni anno si innamorava delle sue allieve che sapeva condurre a desiderare e ad accettare le sue carezze. Era divenuta una seduttrice estremamente abile. Si pu\u00f2 ancora parlare di abilit\u00e0? Ogni volta Susanna era sinceramente convinta che quella era la volta del \u00abgrande amore\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 anche importante sapere che Susanna non era una virago. Femminilmente graziosa, si vestiva con gusto. Non provava assolutamente ripugnanza per gli uomini ree desiderava vivamente essere amata da un uomo per potersi liberare dal suo \u00abvizio\u00bb. Avrebbe voluto sposarsi. Solamente, diceva, non sapeva attirare gli uomini soprattutto perch\u00e9 le condizioni di esistenza di una professoressa in un liceo di ragazze non fornivano che poche occasioni a degli incontri maschili. Un giorno di nuovo dolorosamente delusa per l&#8217;abbandono della sua amica, che le aveva preferito un \u00abuomo qualunque\u00bb, Susanna decide di esporre i suoi problemi a uno psicoterapeuta.<\/p>\n<p>Appare che da bambina Susanna era stata molto attaccata a suo padre, di cui aveva molta paura. Uomo severo, la puniva spesso per la minima mancanza. Aveva anche compreso, ancora molto giovane, l&#8217;infelicit\u00e0 di sua madre che si lamentava spesso con le amiche, in presenza della figlia, della brutalit\u00e0 e dell&#8217;incomprensione degli uomini. La piccola Susanna comincia ad avere piet\u00e0 delle donne sposate, in balia del marito-tiranno. All&#8217;et\u00e0 di sete anni la madre sorprende Susanna che guardava con un cugino della sua et\u00e0 \u00abcome sono fatti i ragazzi e le ragazze\u00bb, essa viene battuta. Dalla pubert\u00e0 la madre le ripete continuamente di fare attenzione agli uomini. Da allora comincia a cercarli e a fuggirli nello stesso tempo. Quando a sedici anni, sentiva per la prima volta il piacere erotico fra le braccia della sua professoressa, immaginava di trovarsi con un uomo. Poi divenuta essa stessa seduttrice e iniziatrice di ragazze a questi piaceri, aveva fatto in modo di non assumere unicamente il \u00abruolo maschile\u00bb: voleva anche essere desiderata e posseduta in quanto donna.<\/p>\n<p>Significherebbe cedere a un eccessivo schematismo considerare Susanna e le sue simili delle lesbiche \u00abnate\u00bb: non vi \u00e8 in questo caso n\u00e9 problema di geni, n\u00e9 problema di ormoni. Non mi sembra neanche che si sia autorizzati a ricorrere per spiegare un tale comportamento al determinismo psicologico. L&#8217;infanzia di Susanna e la sua educazione di adolescente avevano reso pi\u00f9 numerosi e pi\u00f9 insormontabili gli ostacoli che incontra, in quasi tutte le ragazze della nostra civilt\u00e0, lo slancio naturale verso un uomo del loro primo impulso di amore. Tuttavia, solo circostanze che bisogna considerare fortuite, hanno fatto di Susanna una lesbica. Se non avesse incontrata l&#8217;iniziatrice avrebbe fatto come tante altre: si sarebbe avviata all&#8217;amore eterosessuale pi\u00f9 o meno soddisfacente. Invece \u00e8 incontestabile che i piaceri anche imperfetti degli amori lesbici, rendono difficile alla donna di sormontare con le sue proprie forze le interdizioni inconsce all&#8217;amore di un uomo. Qualche mese di psicoterapia bastarono a Susanna per normalizzare le sue tendenze amorose.\u00bb<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo, dunque, \u00e8 divenuto perplesso, spaventato e svirilizzato, la donna tende a cercare nelle sue simili ci\u00f2 che egli non \u00e8 pi\u00f9 in grado di offrirle?<\/p>\n<p>Probabilmente s\u00ec, anche tenuto conto che l&#8217;identit\u00e0 di genere \u00e8 pi\u00f9 debole nella donna che nell&#8217;uomo &#8211; checch\u00e9 ne dicano le femministe e tutti i loro solerti ammiratori e sostenitori di sesso maschile.<\/p>\n<p>Alla donna, dunque, non resta altro che amare le donne?<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere: ma crediamo che se ne pentir\u00e0 presto, allorch\u00e9 si accorger\u00e0 di aver scelto un rimedio che \u00e8 assai peggiore del male.<\/p>\n<p>Nella donna, infatti, pi\u00f9 forte di qualsiasi altro istinto, c&#8217;\u00e8 l&#8217;innata rivalit\u00e0 verso le altre donne: una rivalit\u00e0 a trecentosessanta gradi, che non si placa mai, neppure nel sonno; e che non risparmia nessuna, neppure le figlie e le madri, le sorelle e le migliori amiche: come immaginare, dunque, che ella possa trovare l&#8217;appagamento, la realizzazione e la stabilit\u00e0 fra le braccia di una potenziale rivale, che, per giunta, conosce perfettamente la sua costituzionale diffidenza, perch\u00e9 \u00e8 in tutto e per tutto simile a lei?<\/p>\n<p>Piaccia o non piaccia, per quanto abbiano fatto di tutto per demolire la loro naturale relazione, la donna e l&#8217;uomo sono destinati a ritrovarsi, prima o dopo.<\/p>\n<p>Forse su basi nuove, come chi abbia fatto un lungo viaggio in paesi lontani e, tornando a casa, non sia pi\u00f9 la stessa persona di prima, n\u00e9 possa mai pi\u00f9 vedere le cose con lo stesso occhio con cui le vedeva prima.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 queste basi nuove non potrebbero essere migliori di quelle d&#8217;un tempo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne non amano pi\u00f9 gli uomini? 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