{"id":26688,"date":"2013-07-31T09:05:00","date_gmt":"2013-07-31T09:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/31\/le-cose-ci-divengono-estranee-e-minacciose-quando-non-ne-amiamo-lanima-ma-la-superficie\/"},"modified":"2013-07-31T09:05:00","modified_gmt":"2013-07-31T09:05:00","slug":"le-cose-ci-divengono-estranee-e-minacciose-quando-non-ne-amiamo-lanima-ma-la-superficie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/31\/le-cose-ci-divengono-estranee-e-minacciose-quando-non-ne-amiamo-lanima-ma-la-superficie\/","title":{"rendered":"Le cose ci divengono estranee e minacciose quando non ne amiamo l\u2019anima, ma la superficie"},"content":{"rendered":"<p>Accade che il paese, in cui siamo nati e vissuti, improvvisamente ci divenga estraneo, soffocante; che un caro amico ci diventi indifferente o addirittura molesto; che la collezione di francobolli o la pratica del pattinaggio, che allietavano le nostre giornate, d&#8217;un tratto non ci dicano pi\u00f9 nulla: e che le abbandoniamo, cos\u00ec, senza neppure un&#8217;ombra di rimpianto.<\/p>\n<p>Non si sa bene perch\u00e9 si verifichino tali disaffezioni, tali disgusti; ma \u00e8 cos\u00ec. E la cosa pi\u00f9 interessante, per certi aspetti perfino sconcertante, \u00e8 che non accadono a quel tipo di persone, viziate e capricciose, da cui ci si potrebbe aspettare incostanza e ingratitudine, ma, proprio al contrario, da persone che possiedono una maturit\u00e0 complessiva molto maggiore.<\/p>\n<p>\u00c8 un fatto che la nausea del mondo, o, quanto meno, il senso di estraneit\u00e0 e di alienazione nei confronti di esso, di solito coglie non le persone distratte e superficiali, ma proprio quelle che possiedono una sensibilit\u00e0 profonda e non lo guardano in maniera distaccata e utilitaristica, ma con una intensa partecipazione emotiva ed affettiva.<\/p>\n<p>Come si spiega questo apparente paradosso? Forse si spiega cos\u00ec: le persone molto sensibili amano la bellezza; e la bellezza \u00e8 una grazia, ma pu\u00f2 essere anche una trappola. \u00c8 una trappola quando ci aiuta ad andare oltre la superficie e prepara il nostro incontro con l&#8217;anima delle persone, delle cose e dei luoghi; diventa una trappola quando ci cattura e ci imprigiona nel cerchio stregato della sua finitezza, nel vicolo cieco della sua materialit\u00e0. E questo accade alle persone sensibili, se in esse non vi \u00e8, accanto alla sensibilit\u00e0, una certa capacit\u00e0 di filtrare la materialit\u00e0 della bellezza e di accostarsi, con stupefatta trepidazione, al mistero ineffabile dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Ogni persona, ogni cosa, ogni luogo possiedono un&#8217;anima; e quel che essi attendono da noi non \u00e8 che diventiamo degli adoratori della loro bellezza esteriore, ma che collaboriamo a redimerle attraverso il disvelamento della loro essenza spirituale. \u00c8 troppo facile innamorarsi della bellezza materiale: tutti ne sono capaci; anche quanti hanno un&#8217;anima volgare, anche i perfetti egoisti, anche i superficiali e gli immaturi. E una bella donna, per esempio, che possieda anche un&#8217;anima profonda, o che almeno possieda la nostalgia della propria perfetta spiritualit\u00e0, in realt\u00e0 non vuole essere ammirata e desiderata per quello che tante altre donne possiedono, ma che \u00e8 un dono della natura e non una conquista personale; ma per ci\u00f2 che sfugge all&#8217;occhio distratto e all&#8217;ammirazione frettolosa, perch\u00e9 si cela nelle profondit\u00e0 dell&#8217;essere e si lascia scorgere solo da chi \u00e8 dotato di elevate qualit\u00e0 morali.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come del resto pensava anche Platone, la bellezza dei corpi pu\u00f2 divenire una via d&#8217;accesso alla bellezza spirituale e, da quest&#8217;ultima, pu\u00f2 guidarci fino alle soglie del Bello in s\u00e9, che coincide con il Bene e con il Vero; ma, se noi non sappiamo partire da essa per compiere un salto di qualit\u00e0, restiamo invischiati nella dimensione inferiore della brama e del timore (la brama di possedere quei corpi e il timore di perderli), n\u00e9 sappiamo fare nulla di buono per l&#8217;anima che in quei corpi \u00e8 racchiusa e che da noi attendeva qualcosa di pi\u00f9 e di diverso che la semplice adorazione o il banale desiderio sensuale: attendeva, forse, un aiuto e un appoggio alla propria evoluzione e alla propria redenzione.<\/p>\n<p>Gli spiriti &quot;laici&quot; e &quot;razionali&quot; insorgeranno davanti a quest&#8217;ultima affermazione: di quale mai redenzione avranno bisogno, le cose? Le cose, essi dicono, sono autosufficienti, sono piene di &quot;coseit\u00e0&quot;: non derivano da un principio esterno e, pertanto, vanno bene cos\u00ec come sono; qualunque intervento non potrebbe essere che peggiorativo.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che a ragionare cos\u00ec siano, sovente, proprio i campioni della manipolazione delle cose: tutti coloro i quali, animati da una mentalit\u00e0 neo-positivistica, pensano che la natura, quanto meno, debba essere &quot;corretta&quot; a favore dell&#8217;uomo; per non parlare delle cose artificiali, che essi manipolano incessantemente, sempre al fine di rendersi la vita pi\u00f9 comoda. Sono quelle persone che, quando vanno ad abitare in un nuovo appartamento, per prima cosa si mettono a buttar gi\u00f9 muri, a cambiare le piastrelle, a installare enormi stufe di maiolica: niente di quel che c&#8217;era prima sembra andar bene, per esse: eppure la casa l&#8217;avevano vista, era loro piaciuta; per\u00f2 ad, adesso che ci devono abitare, non si accontentano di meno che una radicale ristrutturazione, al punto che il precedente inquilino non riconoscerebbe pi\u00f9 la propria casa.<\/p>\n<p>Ma, a parte ci\u00f2, le cose attendono di essere rendente proprio dalla loro &quot;coseit\u00e0&quot;: sono imprigionate in essa come diamanti nella roccia, e anelano a qualcosa o qualcuno che le aiuti a spezzare le pareti del carcere e a trovare il respiro, l&#8217;aria e la luce, divenendo cos\u00ec quello che devono divenire, rese perfette dal trascendimento del puro dato materiale. Per quanto belle esse siano &quot;al naturale&quot;, tale bellezza \u00e8 poca cosa in confronto a quella che raggiungono allorch\u00e9 rompono il bozzolo in cui sono avvolte e risplendono in tutto il loro essere. E se questo accade per le cose, ad esempio per una gemma estratta dalle viscere della terra, pulita, lavorata e indossata da una trepidante fanciulla, a maggior ragione \u00e8 vero per gli esseri umani, che non possono accontentarsi del proprio dato biologico, ma devono lavorare su se stessi per passare dalla condizione di &quot;individui&quot; a quella di persone, nel senso pi\u00f9 completo e armonioso della parola.<\/p>\n<p>Nel mondo moderno, peraltro, la bellezza \u00e8 quasi universalmente identificata con la bellezza dei corpi e le persone capaci di andare oltre la dimensione materiale &#8212; che pure non va disprezzata, ma, anzi, deve essere accolta come un dono prezioso &#8212; sembrano essere sempre meno numerose; ovunque imperversano, infatti, il ricatto della giovinezza, l&#8217;obbligo della salute, il dovere dell&#8217;erotismo (spesso, peraltro, con risultati grotteschi o patetici, comunque di segno opposto a quello desiderato).<\/p>\n<p>Ribadiamo il concetto: non c&#8217;\u00e8 nulla di sbagliato nel rendere il giusto omaggio alla bellezza dei corpi, purch\u00e9 non si tratti di una resa a discrezione nei confronti della tirannia che essa \u00e8 in grado di esercitare sulle anime deboli. Ma la sensibilit\u00e0 nei confronti della bellezza deve andare di pari passo con la virilit\u00e0 del sentire e del pensare, perch\u00e9 solo esercitando quest&#8217;ultima si previene la tirannia della bellezza e si trasforma la bellezza medesima nella prodigiosa porta d&#8217;accesso al mistero delle anime che quei corpi racchiudono.<\/p>\n<p>\u00c8, questa forma di distinzione fra l&#8217;anima e il corpo, la premessa di una ennesima versione del dualismo, che tanto affligge &#8212; si dice &#8211; la cultura occidentale? Pu\u00f2 darsi. Ma solo se ci si ostina a ragionare in termini oppositivi ed esclusivi, vedendo l&#8217;anima e il corpo come due realt\u00e0 opposte e antitetiche; perch\u00e9 quando ci si \u00e8 innalzati sopra la dimensione della materia, che \u00e8 quella del relativo, si scopre che le antinomie sono solo apparenti e che il corpo non \u00e8 l&#8217;opposto dell&#8217;anima, ma solamente il suo lato visibile. In altre parole: i corpi esistono, non sono illusione; n\u00e9 la loro bellezza \u00e8 una illusione dei sensi; ma che i corpi siano fatti di materia, intesa come un principio separato e contrapposto allo spirito, questa s\u00ec \u00e8 una illusione: la stessa illusione che tanto ci angustia quando pensiamo che, con la morte, i corpi si dissolveranno e la vita si spegner\u00e0 con essi, totalmente e irrevocabilmente.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 bisogna imparare ad amare la bellezza dei corpi, senza per\u00f2 restarne invischiati, ma proiettandosi oltre di essa: verso la bellezza perfetta che i corpi lasciano solo intravedere (quando non la occultano addirittura), che \u00e8 quella dell&#8217;anima. Vi sono infatti dei corpi che, pur essendo belli, non brillano, non risplendono, ma sono di una bellezza opaca, che non lascia intravedere nulla: sono i corpi di chi \u00e8 povero di anima e ricco solo di un ego distorto e ipertrofico. Vi \u00e8 qualcosa di necrofilo nel desiderio che si accende verso tali corpi.<\/p>\n<p>Se non riusciamo a compiere un vero salto di qualit\u00e0; se rimaniamo attaccati alla sensualit\u00e0 delle cose, prigionieri ed ostaggi di esse, allora le cose si rivoltano contro di noi, diventano estranee e minacciose; appaiono incomprensibili, come quando si fissa un oggetto familiare da una distanza minima finch\u00e9, a un tratto, non lo si riconosce pi\u00f9 ed esso ci diventa incomprensibile.<\/p>\n<p>Si prenda la poesia del brasiliano Carlos Drummond De Andrade (1902-87), \u00abNotturno oppresso\u00bb, tradotta in italiano da Giuseppe Ungaretti (da: A.A.V.V., \u00abIperione. Antologia di scrittori italiani e stranieri\u00bb, Milano, Casa Editrice La Prora, 1950, pp. 704-05):<\/p>\n<p>\u00abNOTTURNO OPPRESSO<\/p>\n<p>L&#8217;acqua cade nella cassa con una forza,<\/p>\n<p>con un dolore! La casa non dorme, \u00e8 stupefatta.<\/p>\n<p>Permangono i mobili incarcerati<\/p>\n<p>nella loro povera materia, ma l&#8217;acqua si diparte,<\/p>\n<p>l&#8217;acqua protesta. L&#8217;intera notte essa bagna<\/p>\n<p>con il suo fiato feroce, col suo grid\u00eco.<\/p>\n<p>E sui nostri corpi si fa voluminoso un lago nero di non so quale infuso.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 paura d&#8217;una morte d&#8217;affogato,<\/p>\n<p>l&#8217;orrore dell&#8217;acqua che picchia i nostri specchi<\/p>\n<p>e raggiunge gli scrigni, i libri, arriva alla gola.<\/p>\n<p>\u00c8 il sentimento d&#8217;una cosa selvaggia,<\/p>\n<p>sinistra, irreparabile, lamentevole.<\/p>\n<p>Oh! Precipitiamoci nello spesso fiume<\/p>\n<p>che abbatt\u00e9 l&#8217;ultima parete<\/p>\n<p>tra le scarpe, croci, e i pesci ciechi del tempo.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco come una banale perdita d&#8217;acqua in una casa possa trasformarsi in un incubo pauroso e alimentare tutta una serie di fantasmi, di inquietudini, di allucinazioni; ecco come gli oggetti noti possano rivoltarsi contro di noi, e la loro familiarit\u00e0 trasformarsi in estraneit\u00e0 incomprensibile e beffarda, o persino ostile; ecco come il mondo che credevamo di conoscere perfettamente cambi volto da un&#8217;ora all&#8217;altra, da un momento all&#8217;altro, lasciandoci sbigottiti e oppressi, come naufraghi gettati da un fortunale sulla spiaggia di un&#8217;isola sconosciuta e terribile.<\/p>\n<p>La nausea \u00e8 il sentimento che domina l&#8217;uomo moderno, da quando egli si \u00e8 illuso di averne compreso il mistero; allorch\u00e9 ha creduto che basti possedere le cose, che basti manipolarle e goderne materialmente, per sentirsi signore e padrone del mondo. Invece il mistero delle cose \u00e8 irriducibile; e il mistero della loro bellezza, \u00e8 un ulteriore mistero, un mistero nel mistero, davanti al quale bisogna avvicinarsi con umilt\u00e0, ma anche con sguardo limpido e cuore puro. Se non vi \u00e8 umilt\u00e0, se lo sguardo non \u00e8 limpido e il cuore non \u00e8 puro, il mistero non si rivela all&#8217;uomo e la bellezza delle cose diventa la sua maledizione; la sua, e anche la loro.<\/p>\n<p>In questo senso, crediamo, Platone parlava del corpo come del carcere o anche come della tomba dell&#8217;anima: non in nome di un implacabile dualismo, che suoni come una imprecazione contro la bellezza dei corpi, ma come la scoperta che le cose giacciono imprigionate in se stesse fino a quando non le sappiamo vedere e accostare con amore puro, cio\u00e8 riconoscendo il grande mistero dell&#8217;anima che si cela in loro.<\/p>\n<p>I veri dualisti non sono coloro i quali riconoscono questo mistero che si cela dietro le cose, lo accettano e si inchinano davanti ad esso; ma i seguaci di un naturalismo che, con l&#8217;aria di voler rivendicare la &quot;dignit\u00e0&quot; del mondo, lo mutila di ci\u00f2 che gli \u00e8 essenziale: il richiamo alla trascendenza, alla dimensione ulteriore che si \u00e8 soliti denominare &quot;anima&quot;; e introduce, cos\u00ec, un elemento di squilibrio, di disarmonia, di bruttezza.<\/p>\n<p>La bellezza autentica delle cose non \u00e8 alla loro superficie, ma nel legame fra ci\u00f2 che di esse appare anche a uno sguardo distratto e ci\u00f2 che si nasconde e richiede, invece, una capacit\u00e0 di penetrazione e di spiritualizzazione: cosa, questa, riservata solo alle anime capaci di elevarsi oltre la contingenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade che il paese, in cui siamo nati e vissuti, improvvisamente ci divenga estraneo, soffocante; che un caro amico ci diventi indifferente o addirittura molesto; che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[92],"class_list":["post-26688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-estetica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-estetica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=26688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30153"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=26688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=26688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=26688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}